Anfipoli: Olimpiade o Nearco?

28-30 Settembre 2014
La profondità della terza camera della tomba di Anfipoli sembra insondabile, e i geologi stanno perciò operando con attrezzi manuali per superare le decine di metri di scavi (nel riempitivo sabbioso) che si delineano davanti a loro.
Nel frattempo è stata fornita la misura delle maestose cariatidi: 1,80 m di piedistallo (che purtroppo non fornisce indicazioni sul destinatario della tomba) che si sommano ai 2,27 m delle statue.
La discussione circa l'identità di chi riposa ad Anfipoli non si ferma, però, e se possibile si fa ancora più interessante: Robin Lane Fox, storico della Oxford University ed esperto di Storia Macedone, sostiene la tesi che si tratti della tomba di Nearco, Ammiraglio, capo della flotta macedone e amico d'infanzia di Alessandro. A lui si contrappone Andrew Chugg che, dopo i due articoli precedenti sul tema, porta ulteriori dati a sostegno della tesi riguardante Olimpiade d'Epiro, madre del Macedone. Chugg sottolinea come le cariatidi possano essere ricondotte al culto dionisiaco, e risponde ad alcuni dubbi: in primis quello su coloro che avrebbero seppellito Olimpiade.
Ulteriori notizie  su Anfipoli riguardano le monete macedoni (che si afferma provengano dal sito) all'asta; un crescente numero di compagnie si sta poi candidando per l'utilizzo di idroplani con i quali raggiungere il porto prossimo alla località. Infine, l'elogio alle scoperte di questi mesi da parte del Direttore del Museo dell'Acropoli Dimitris Pantermalis.
Link: NPR; Protothema 1, 2, 3, 4, 5; Greek Reporter 1, 2


Franceschini: valorizzare l'Arte Contemporanea è impegno del Governo

29 Settembre 2014
FRANCESCHINI: VALORIZZARE ARTE CONTEMPORANEA È IMPEGNO DEL GOVERNO. Ministro alla Accademia di Francia per incontro con borsisti e rete istituti culturali
“Non valorizzare solo il passato ma guardare anche a presente e futuro”. Lo ha detto il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, intervenendo questa mattina al dibattito promosso dall’Accademia di Francia sul ruolo della città di Roma e della rete delle accademie e degli istituti culturali nella creazione artistica e scientifica contemporanea. “Una delle vocazioni italiane è favorire la creazione contemporanea e metterla in relazione con il nostro patrimonio”, ha aggiunto Franceschini sottolineando come, “la riforma del ministero, che istituisce una nuova direzione generale che si occuperà di arte, architettura contemporanea e periferie, è la dimostrazione di quanto il governo sia impegnato con e per gli artisti che scelgono l’Italia e Roma per sviluppare la loro ricerca artistica e scientifica”.
Come da Comunicato Stampa MIBACT, Redattore Renzo De Simone


Antico genoma dal Sud Africa getta luce sulle nostre origini

29 Settembre 2014
Cosa ci racconta lo scheletro di un uomo che ha vissuto 2330 anni fa, nell'angolo più meridionale dell'Africa? Moltissimo, se il genoma in questione dimostra di essere uno dei più antichi (in termini genetici), "uno dei primi ad aver deviato", e ritrovato in una regione dove si crede che gli esseri umani abbiano avuto origine, all'incirca 200,000 anni fa.
Lo scheletro fu scoperto nel 2010 nella baia di St. Helena dall'archeologo, Professor Andrew Smith dell'Università di Cape Town, che contattò la Professoressa Vanessa Hayes, esperta di genomi Africani.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati nello studio "First Ancient Mitochondrial Human Genome from a Pre-Pastoralist Southern African", di A. G. Morris, A. Heinze, E. K. F. Chan, A. B. Smith, V. M. Hayes, pubblicato su Genome Biology and Evolution.
Link: Genome, Biology and EvolutionGarvan InstituteScience Daily


Gladiatores allo Stadio di Domiziano dal 24-09-2014

Lo Stadio di Domiziano, l’area archeologica situata sotto Piazza Navona recuperata dopo anni di restauro e recentemente aperta al pubblico, presenta “Gladiatores e Agone Sportivo - Armi e Armature dell’Impero Romano”

Promossa ed organizzata dallo Stadio di Domiziano, l’esposizione si pone come un ‘viaggio’ emozionante ed avvincente nella gladiatura, una delle più caratteristiche e affermate espressioni della cultura di Roma antica.
La collezione ricostruita dall’Arch. Silvano Mattesini (Associazione Archeos) è ora integrata nel sistema espositivo dell'area archeologica.

Unica nel suo genere, la raccolta comprende corazze, elmi, spade, scudi, schinieri, cinture, cingula e maniche di protezione: oltre 300 esemplari.

Ordinata in sei diverse sezioni, l’esposizione che sviluppa il filone dell’archeologia sperimentale ripercorre la storia dell’armamento gladiatorio dal IV secolo a.C. fino all’inizio del II secolo d.C., illustrandone le diverse tipologie e seguendone l’evoluzione.
Accanto alle armi e alle armature anche tutti gli accessori utilizzati nell’agone sportivo: dai guantoni alle lance, dalle loriche da auriga ai dischi da lancio, dagli strumenti musicali dell’epoca alle maschere tragiche.
Da non perdere lungo il percorso l’armamento da parata di un personaggio della gens Flavia; gli elmi da cerimonia della caserma gladiatoria di Pompei; gli elmi da Mirmillone e da Hoplomachus e la tipologia di armamento dell’esercito romano, tanto influenzato proprio dalle esperienze gladiatorie.

Al centro della scena, chiaramente, il gladiatore la cui figura subì nei secoli un grande cambiamento: da semplice guerriero catturato dai soldati romani in battaglia a vero e proprio professionista, famoso come una ‘celeb’ di oggi.
I giochi gladiatori divennero, infatti, un fenomeno così popolare e remunerativo che attrassero non solo uomini liberi ma anche donne, nobili romani, senatori e, anche, imperatori.
L’esposizione permette di scoprire, inoltre, le varie classi di gladiatori: dai Thraeces riconoscibili dalla loro spada ricurva agli Hoplomachi provvisti di alti schinieri; dai Sagittarii equipaggiati di archi e frecce agli Equites con lancia e spade; dai Retiarii muniti di rete e tridente ai Venatores in lotta contro le fiere; dai Provocatores armati alla maniera militare ai Mirmillones, la classe più comune di gladiatori.
E per dare ai visitatori un’idea precisa di come si svolgevano gli scontri reali, in grandi vetrine saranno rappresentate le “coppie” di combattimento, quelle che, secondo regole ben precise, si affrontavano tra di loro nell’arena: Thraex contro Mirmillone, Mirmillone contro Hoplomachus, Provocator contro Provocator...

“Il ritorno dei gladiatori allo Stadio Domiziano ha un doppio significato: vuole ricordare che i gladiatori hanno combattuto non solo al Colosseo ma anche in questo stadio e che le regole gladatorie furono codificate stabilmente proprio dall’Imperatore Domiziano dopo trecento anni di gestione privata” afferma Matteo Tamburella, Responsabile dello Stadio Domiziano.

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Piazza Navona - Stadio di Domiziano, da Wikipedia, Pubblico Dominio, foto di e caricata da Lalupa.  

Per informazioni, consultare il sito dello Stadio di Domiziano.


I bassifondi del Barocco a Villa Medici (Roma)

L'Accademia di Francia a Roma – Villa Medici presenta dal 7 ottobre 2014 al 18 gennaio 2015 nelle Grandes Galeries la mostra I bassifondi del Barocco. La Roma del vizio e della miseria, curata da Francesca Cappelletti, professore di storia dell’arte moderna dell'Università degli Studi di Ferrara, e Annick Lemoine, responsabile del dipartimento di Storia dell'arte dell'Accademia di Francia a Roma e professore all’Università di Rennes 2. L'esposizione è ideata e organizzata nell’ambito di una collaborazione tra l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e il Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris, dove verrà presentata dal 24 febbraio al 24 maggio 2015.

I bassifondi del Barocco svela il lato oscuro e volgare della Roma barocca, quello dei bassifondi, delle taverne, dei luoghi di perdizione. Una Roma “alla rovescia”, abitata dai vizi, dalla miseria e da eccessi di ogni tipo, che è all’origine di una stupefacente produzione di opere, ricca di paradossi e invenzioni. L’esposizione mostra per la prima volta questo aspetto trascurato della creazione artistica romana, da Caravaggio a Claude Lorrain, mostrando il volto nascosto della capitale del papato, fastosa e virtuosa, e degli artisti che lì vissero.

Roma nel Seicento era il centro culturale più vivo e all’avanguardia d’Europa e attirava artisti da tutti i paesi. Italiani, francesi, olandesi, fiamminghi, spagnoli che vissero e fecero carriera nella capitale delle arti. A contatto con questa “splendida e misera città”, sovvertirono i codici espressivi e i canoni di bellezza, confrontandosi con l’universo dei bassifondi, la vita notturna e i suoi pericoli, il Carnevale e le sue licenze.

La mostra presenta più di cinquanta opere, realizzate a Roma nella prima metà del XVII secolo da artisti provenienti da tutta l’Europa, tra cui Claude Lorrain, Valentin de Boulogne, Jan Miel, Sébastien Bourdon, Leonaert Bramer, Bartolomeo Manfredi, Jusepe de Ribera, Pieter van Laer. Il pubblico potrà scoprire nelle Grandes Galeries i dipinti dei più grandi pittori Caravaggeschi, dei principalipaesaggisti italianizzanti e dei Bamboccianti, araldi della rappresentazione della vita comune di Roma e della campagna circostante. Quadri, disegni, stampe provenienti dai più importanti musei europei, ma anche opere che fanno parte di collezioni private, raramente esposte in pubblico.

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Villa Medici Roma, da Wikipedia, CC BY 2.0, foto di Jean-Pierre Dalbéra from Paris, France - La villa Médicis (Rome) Uploaded by Szczebrzeszynski.

Tutte le informazioni su orari di apertura, visite guidate e prezzi si trovano sul sito di Villa Medici.


Giornate del Cinema Muto di Pordenone dal 4 all'11 ottobre

Il 4 ottobre si apre il 33°  festival del cinema muto di Pordenone, un  appuntamento noto a tutti gli appassionati del cinema di prima dell'avvento del sonoro.
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Credits per le immagini tratte da CITY LIGHTS di Chaplin: City Lights © Roy Export S.A.S
Le informazioni si trovano sul sito della manifestazione.
Per le proiezioni si consiglia di consultare il programma.


Turismo e teorie ad Anfipoli

26-28 Settembre 2014
Non si è ancora individuato con certezza il destinatario della tomba di Anfipoli, e già sono giunte richieste per poter sfruttare turisticamente la scoperta, con voli verso il sito.
Ci sarebbero, secondo un esponente del Ministero della Cultura ellenico, ben 14 possibilità circa l'identità dell'occupante. Al momento, quella riguardante Olimpiade d'Epiro (e in seconda istanza Rossane) è quella che incontra maggiore spazio presso gli organi di informazione.
Link: Protothema 1, 2, 3; History Channel


L'Orsa Maggiore in un santuario mesolitico in Pomerania Occidentale?

25 Settembre 2014
Il santuario mesolitico di Bolków presso il lago Świdwie, nella Pomerania Occidentale, torna ad attirare l'attenzione, dopo le scoperte dei mesi precedenti.
Questa volta, gli archeologi polacchi dell'Istituto di Archeologia ed Etnologia di Szczecin hanno ritrovato sette pali in frassino perfettamente preservati, disposti in modo da riprodurre l'Orsa Maggiore.
Link: Past Horizons; PAP - Nauka w Polsce


Strumenti litici in Armenia spingono a un ripensamento della teoria africana

26 Settembre 2014
Uno studio su Science, partendo dal ritrovamento di strumenti litici provenienti dal sito di Nor Geghi 1, in Armenia, e risalenti a 325000-335000 anni fa, e conservato a causa della lava, giunge ad importanti conclusioni.
Lo studio, "Early Levallois technology and the Lower to Middle Paleolithic transition in the Southern Caucasus", è opera di D. S. AdlerK. N. WilkinsonS. BlockleyD. F. MarkR. PinhasiB. A. Schmidt-MageeS. NahapetyanC. MallolF. BernaP. J. GlaubermanY. Raczynski-HenkN. WalesE. FrahmO. JörisA. MacLeodV. C. SmithV. L. Cullen, B. Gasparian.
Gli strumenti litici in questione rappresentano una versione più semplice (chiamata biface, e si parla di bifacial technique) di quelli ottenuti con la tecnica Levallois. Quest'ultima tecnica è associata alle popolazioni africane che la inventarono e la portarono con sé durante il loro spostamento in Eurasia.
Lo studio mette in relazione le due tecniche, e il fatto che nella regione presa in considerazione la loro contemporanea presenza lasci pensare che la seconda si sia evoluta dalla prima, indipendentemente, come sviluppo ed innovazione locale e non in seguito a diffusione. Lo studio conclude quindi che la transizione sarebbe avvenuta indipendentemente, tra gruppi geograficamente dispersi di ominidi precoci che condividevano le stesse origini tecnologiche.
Levallois_Preferencial-Animation
(Tecnica Levallois, cliccare sull'immagine per vedere l'animazione)
Link: Science; Past Horizons; Archaeology News Network
Immagine animata da Wikipedia, Levallois Preferencial-Animation, di José-Manuel Benito Álvarez->Locutus Borg, CC BY-SA 2.5.


Studiosi contro il commercio di antichità siriane

25 Settembre 2014
80 tra archeologi e studiosi di primo piano, preoccupati per la situazione in Siria,  hanno firmato una lettera aperta alle Nazioni unite, perché termini il commercio delle antichità di quel paese.
Link: ArtsBeat, blog at NY Times, by Randy Kennedy