Il carcere Santo Stefano luogo simbolo delle radici europee [Gallery]

UE, FRANCESCHINI: DA VENTOTENE PARTE IL PERCORSO PER LE CELEBRAZIONI DEI TRATTATI DI ROMA
"Il carcere Santo Stefano luogo simbolo delle radici europee"

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"Tra l’isola di Ventotene, dove il regime fascista confinò Eugenio Colorni, Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, e l'isola di Santo Stefano nel cui carcere furono imprigionati Sandro Pertini, Umberto Terracini e Mauro Scoccimarro, nacque e fu elaborato l’ideale federalista europeo. Da questi luoghi ha preso il via oggi il percorso verso le celebrazioni dei trattati di Roma, che di quell’ideale sono il risultato concreto".
Così il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini al termine della visita a Ventotene dove oggi il Presidente del consiglio, Matteo Renzi ha  annunciato un impegno del Governo 'fino a 80 milioni di euro' sul progetto per il recupero, il restauro e il riutilizzo del carcere di Santo Stefano, 'luogo simbolo delle radici europee'.
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Il recupero del carcere borbonico di Santo Stefano dove fra l’altro dopo i moti del 1848 furono imprigionate figure di spicco del risorgimento napoletano come Silvio Spaventa e Luigi Settembrini, rappresenta una tappa fondamentale delle prossime celebrazioni.
Il carcere, 28.300 mq complessivi, oltre 200 celle di 4,5 x 4,2 metri su tre piani disposte a ferro di cavallo intorno alla torre centrale, collocato al centro dei 28 ettari dell’isola - progettato dall’architetto Francesco Carpi sul modello del Panopticon teorizzato dal giurista e filosofo Jeremy Bentham - fu inaugurato nel 1795 e rimase attivo fino al 1965 arrivando ad ospitare circa 900 detenuti nei momenti di picco.
Il progetto annunciato oggi è il primo frutto del dialogo tra il MiBACT, l’Agenzia del Demanio, la Riserva Marina, la Regione Lazio e il Comune di Ventotene. Un confronto che ha permesso di individuare un percorso integrato di restauro e valorizzazione di questo monumento nazionale, con un’ipotesi di riutilizzo prevalentemente culturale e di alta formazione anche con riferimento alle istituzioni europee.
Questa settimana sono già iniziati i primi lavori i di messa in sicurezza, con l’approvvigionamento dei materiali e il montaggio delle impalcature per evitare il rischio di crolli. A breve la verifica strutturale e dello stato di conservazione del carcere, momento indispensabile per la progettazione esecutiva dell'intervento complessivo.
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Sofisticato metodo di calcolo della posizione di Giove usato a Babilonia

28 Gennaio 2016
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Migliaia di anni prima dei telescopi, a Babilonia si utilizzava la semplice aritmetica per predire e tracciare il moto dei pianeti. A quegli astronomi si deve pure lo sviluppo di molti importanti concetti tuttora utilizzati, come la divisione del cielo su 360 gradi.
Dalla traduzione di antiche tavolette cuneiformi, conservate presso il British Museum e datate tra il 350 e il 50 a. C., risulterebbe ora l'utilizzo della geometria da parte degli astronomi babilonesi, al fine di tracciare il moto dei pianeti. I Babilonesi avrebbero adoperato un calcolo sofisticato per conoscere la posizione di Giove, con un metodo che gli Europei avrebbero inventato solo 1400 anni dopo a Oxford. Il metodo consiste nel calcolare l'area della figura trapezoidale, ottenuta disegnando la collocazione giornaliera del pianeta sulla base del tempo.
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Nei testi viene descritta la velocità di Giove nel cielo, e come questa cambiasse col tempo. Le tavolette sono parte di una più ampia collezione che ne comprende 450, tutte di argomento astronomico, da Babilonia e Uruk.
Link: ScienceNature; National Geographic; The Guardian; Independent; Daily MailThe New York TimesNPR; Discovery NewsArs Technica; Gizmodo; Science Alert; Newsy; Science Daily via Newsy; Live Science
Babilonia, foto di Osama Shukir Muhammed Amin FRCP(Glasg), da WikipediaCC BY-SA 4.0.
Congiunzione di Giove e della Luna, foto di Radoslaw Ziomber, da Wikipedia, CC BY 4.0.


Israele: tre iscrizioni da Zippori

27 Gennaio 2016
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Scoperte tre iscrizioni sulla pietra di 1700 anni fa presso il cimitero occidentale a Zippori (anche Seffori), in Israele. In esse vi sarebbero indicazioni relative a importanti rabbini locali nella tarda epoca romana. Zippori fu la prima capitale della Galilea durante gli Asmonei, fino al primo secolo d. C.
In particolare, delle tre iscrizioni in Aramaico e Greco sarebbero le due in Aramaico a riferirsi a individui identificati come importanti rabbini, e a darci un'idea della vita all'epoca. Ad uno di loro si fa riferimento con l'indicazione della provenienza da Tiberiade: è perciò possibile che da diverse parti della Galilea ci si facesse seppellire qui, o semplicemente che l'individuo si trovasse a Zippori al momento della morte.
Il cimitero fu attivo tra il secondo e il quarto secolo d. C. Finora si sono ritrovate 17 iscrizioni funerarie, la maggior parte delle quali in Aramaico.
Link: Israel Ministry of Foreign Affairs; Israel Antiquities AuthorityThe Times of IsraelHaaretzLive Science; The Jerusalem Post
Zippori, foto di Ori~, da WikipediaAttribuzione.


Tomba di Vulci salvata dallo scavo clandestino a Poggio Mengarelli

Una Tomba di Vulci salvata dallo scavo clandestino - Montalto di Castro (Vt)

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L’intervento tempestivo della Soprintendenza assieme all’Ente di Parco di Vulci ha permesso in questi giorni di salvare una tomba dall’assalto degli scavatori clandestini. I “tombaroli” hanno agito di notte, in località Poggio Mengarelli, area di importante necropoli soprattutto per le fasi antiche della storia della città di Vulci, lasciando dietro di sé, come tracce del tentativo di un saccheggio evidentemente non andato a buon fine, una grande fossa con terra smossa al suo interno e i resti della copertura in frammenti di una tomba.
Lo scavo di recupero ha svelato che per fortuna non tutto quanto il terreno celava è stato violato. È stata così messa in luce una tomba a fossa “costruita” con blocchi di tufo locale e sono stati salvati diversi materiali del corredo che accompagnava la sepoltura. Tra questi si segnalano un bel cratere baccellato su alto piede, un’olla, alcune tazze baccellate con decorazione a lamelle metalliche, un anello di argento e molti frammenti di bronzo, immersi in un ricco strato di cenere. Considerate le condizioni di giacitura di questo strato si è deciso di continuare lo scavo in laboratorio, dove, con strumenti accurati, si potrà intervenire sulla conservazione dei reperti metallici e comprendere eventuali azioni del rituale di sepoltura salvati dalla distruzione.
I materiali e la tipologia della tomba permettono, ad un primo esame, una datazione all’Orientalizzante Antico (fine dell’VIII e inizio del VII sec. a.C.) epoca importante nella cronologia vulcente poiché nelle sepolture vengono deposti oggetti di corredo scelti per assecondare una crescente volontà di affermazione sociale.

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Monza: "Mai stata così Reale!"

"Mai stata così Reale!"

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La Villa Reale di Monza diventa ancora più reale!
Dal 5 febbraio 2016 la visita degli  Appartamenti Privati al Secondo Piano Nobile sarà infatti arricchita con la cosiddetta “realtà aumentata”. Senza alcun pagamento aggiuntivo rispetto al biglietto d’ingresso, tutti i visitatori potranno provare l’esperienza ARtGlass, grazie a occhiali speciali che, con una tecnologia dedicata, permettono di “fondere” la visione reale e virtuale di un ambiente o di un’opera d’arte.
Grazie a una tecnologia dedicata, questi occhiali futuribili consentono al visitatore di muoversi liberamente negli ambienti della Villa Reale e di vivere un’esperienza immersiva arricchita di informazioni aggiuntive relative agli spazi, agli arredi e alle vicende storiche che li hanno caratterizzati, non rilevabili attraverso l’osservazione diretta.

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31 Gennaio 2016: La Notte Bianca dei Musei a Catania

31 Gennaio 2016: La Notte Bianca dei Musei a Catania

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Primo numero della rivista "Futuro Classico"

Si segnala la nascita della rivista "FuturoClassico", emanazione del Centro Interuniversitario di Ricerca di ‘Studi sulla Tradizione’ (Università di Bari-Università della Repubblica di San Marino-Università di Padova).
È possibile leggere online l'editoriale e il primo numero della rivista.
Link: Futuro Classico


Università La Sapienza a Roma: convegno 4 e 5 Febbraio 2016

29 Gennaio 2016
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Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente):
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Bari: domani inaugurazione mostra Casanova à Venise

CASANOVA À VENISE
DOMANI INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA AL MUSEO CIVICO

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Domani, sabato 30 gennaio, alle ore 19 al Museo Civico, Strada Sagges 13, si inaugura la mostra documentaria Casanova à Venise, organizzata dall'Alliance Française di Bari, con il patrocinio del Comune di Bari.

La mostra, che resterà aperta fino al 29 febbraio ed è curata dai professori Michel Delon e Michèle Sajous D'Oria, presenta immagini tratte dai libri illustrati delle memorie di Casanova.

Le illustrazioni vanno dalla prima pubblicazione dell’Histoire de ma fuite des prisons de la République de Venise qu’on appelle les plombs, écrite à Dux en Bohême l’année 1787, fino ai nostri giorni. Le immagini riguardano Venezia, poiché la città, i suoi luoghi e i suoi personaggi hanno particolarmente ispirato gli artisti di tutti i tempi. Gli autori sono per la maggior parte artisti famosi dell’Art Nouveau, dell’Art Déco, dell'espressionismo tedesco e dell’arte figurativa degli anni ’50, ma ci sono anche opere di Giorgio De Chirico, Guido Crepaz, Salvador Dalì, o di maestri del cinema come Federico Fellini e Vincente Minelli a dimostrare che l’interesse per Casanova è sempre vivo.

Durante la mostra sarà proiettata la puntata della trasmissione Secrets d’histoire, “L’amour à Venise” che la televisione francese ha dedicato a Giacomo Casanova.

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Nuove prospettive sulle lingue austronesiane e migrazioni relative

18 - 28 Gennaio 2016
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380 milioni di persone oggi parlano le lingue austronesiane, tra Taiwan, Malesia, Indonesia, Filippine, Madagascar e isole del Pacifico. La spiegazione del perché e delle modalità per cui popolazioni così distanti possiedono oggi lingue analoghe costituisce un tema dibattuto per l'archeologia, l'antropologia e la genetica.
La teoria prevalente fino ad oggi vedeva una diffusione principale a partire da Taiwan, quattromila anni fa, dove la coltivazione del riso era giunta in precedenza dalla Cina.
Una nuova e approfondita analisi genetica mette però in dubbio questa teoria, perché il mtDNA degli isolani del Pacifico era già presente molto prima nell'Asia sud orientale insulare. Si propone perciò uno schema diverso, sulla base pure dei cambiamenti climatici alla fine dell'Era Glaciale, per cui l'espansione dall'Indonesia sarebbe avvenuta ottomila anni fa. Per quanto riguarda invece l'espansione linguistica, questa sarebbe effettivamente avvenuta quattromila anni fa a partire da Taiwan: questa spiegherebbe però solo una minoranza delle popolazioni coinvolte nella regione, non più del 20%.
[Dall'Abstract: ] Ci sono due interpretazioni molto differenti sulla preistoria dell'Asia insulare sud orientale (NdT: Island Southeast Asia - ISEA), con prove genetiche invocate a supporto di entrambe. Il modello “fuori da Taiwan” propone un'espansione principale nel Tardo Olocene, con popoli neolitici di lingue austronesiane, a partire da Taiwan. Come alternativa, la proposta che l'incremento del livello dei mari nella tarda Era Glaciale o in epoca postglaciale avrebbe scatenato ampie dispersioni autoctone: questo spiegherebbe alcuni pattern genetici altrimenti enigmatici, ma non riesce a spiegare la dispersione del linguaggio austronesiano. Combinando i dati dal DNA mitocondriale (mtDNA), dal cromosoma Y e sul genoma, si è effettuata l'analisi più approfondita ad oggi riguardo la regione, ottenendo risultati altamente coerenti per tutti e tre i sistemi, e permettendo di riconciliare i modelli. Prima di tutto si deduce una stirpe comune per le popolazioni Taiwan/ISEA, stabilitasi prima del Neolitico, ma si sono rilevati pure segnali chiari di due migrazioni minori del Tardo Olocene, probabilmente in rappresentanza di input sia dal Sud Est asiatico continentale e dal Sud della Cina, via Taiwan. Quest'ultima può perciò aver mediato la dispersione del linguaggio austronesiano, suggerendo migrazioni su scala inferiore e un cambiamento di linguaggio, piuttosto che un'espansione su vasta scala.
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