Milano celebra Arnaldo Pomodoro con una grande mostra

Cultura

Milano celebra Arnaldo Pomodoro con una grande mostra in Sala delle cariatidi

Dal 30 novembre al 5 febbraio 2017, una grande antologia abbraccia l’intera città e alcune delle sue sedi espositive più prestigiose

Una mostra in più sedi dedicata ad Arnaldo Pomodoro: così Milano festeggia i 90 anni dell'artista. Cuore dell'iniziativa è la mostra, curata da Ada Masoero, promossa dal Comune di Milano-Cultura, ideata e prodotta dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro e Palazzo Reale con la collaborazione di Mondo Mostre Skira, ospitata nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale (Foto Omnimilano)
Una mostra in più sedi dedicata ad Arnaldo Pomodoro: così Milano festeggia i 90 anni dell'artista. Cuore dell'iniziativa è la mostra, curata da Ada Masoero, promossa dal Comune di Milano-Cultura, ideata e prodotta dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro e Palazzo Reale con la collaborazione di Mondo Mostre Skira, ospitata nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale (Foto Omnimilano)

Milano, 29 novembre 2016 - Dal 30 novembre al 5 febbraio 2017, Milano festeggia i 90 anni di Arnaldo Pomodoro con una grande antologia contemporaneamente allestita in più sedi e un percorso che abbraccia l’intera città.

Cuore dell’iniziativa è la mostra, curata da Ada Masoero, promossa dal Comune di Milano-Cultura, ideata e prodotta dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro e Palazzo Reale con la collaborazione di Mondo Mostre Skira, ospitata nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, uno dei luoghi simbolo della storia di Milano, che accoglie una trentina di sculture realizzate dal 1955 ad oggi e scelte dall’artista stesso, per rappresentare le tappe fondamentali della sua ricerca e del suo lavoro di oltre sessant’anni.

“La mostra complessiva di tutto il mio lavoro che oggi mi dedica la mia città - afferma Arnaldo Pomodoro - è per me motivo di grande gioia e profonda soddisfazione”.

Leggere di più


Milano: l'uomo di ferro dell'India - mostra fotografica

Municipio 6

L'uomo di ferro dell'India - mostra fotografica

sardar_patelok-jpg

Milano, 29 novembre 2016 - Mostra fotografica dedicata al politico indiano che al suo tempo fu vice primo ministro di Nerhu in occasione del 141° anniversario della sua nascita.

Vallabhbhai Jhaverbhai Patel prese a modello la filosofia di Gandhi, partecipò attivamente alla lotta per l’indipendenza del suo Paese con metodi non violente e basati sulla disobbedienza civile, divenne successivamente uno dei leader più influenti.

La mostra, ad ingresso libero, avrà luogo dal 5 al 9 dicembre 2016, presso lo spazio Seicentro Fois, a Milano in via Savona 99.

Come da Comune di Milano.


Venezia: Oltre l'immagine, incontro sul fotogiornalismo

Venerdì 2 dicembre dalle 10.30 Ca’ Dolfin
OLTRE L’IMMAGINE
INCONTRO SUL FOTOGIORNALISMO
Ospiti i fotografi Massimo Sestini e Andrea Pattaro

Foto di Massimo Sestini: Mare Nostrum, 2014, secondo premio categoria singles, General News al World Press Photo Award 2015
Foto di Massimo Sestini: Mare Nostrum, 2014, secondo premio categoria singles, General News al World Press Photo Award 2015

VENEZIA – Venerdì 2 dicembre, nell'aula Aula Magna di Ca' Dolfin a Venezia, i fotografi Andrea Pattaro e Massimo Sestini terranno una lezione aperta al pubblico dal titolo “Oltre l'immagine: il valore unico dell'immagine nel fotogiornalismo”, organizzata dall’Università Ca’ Foscari Venezia con il patrocinio dell’Ordine dei giornalisti del Veneto.
I due professionisti, autori di immagini celebri come Mare Nostrum (2014) secondo premio al World Press Photo Award 2015, e sul passaggio delle grandi navi a Venezia, dialogheranno con gli studenti del Collegio Internazionale Ca’ Foscari e con il pubblico presente riflettendo sul potere dell'immagine come strumento di comunicazione di insostituibile valore per veicolare temi di attualità come le questioni sociali, ambientali, la politica e il costume.
La lezione si aprirà alle 10.30  con i saluti del prorettore Flavio Gregori e sarà moderata da Federico Rossi, alumnus cafoscarino esperto di comunicazione.
L'ingresso è libero ma è gradita la prenotazione data la capienza limitata dei posti. Informazioni collegio.internazionale@unive.it
Per saperne di più sui relatori:
https://www.nikonphotographers.it/andreapattaro
http://www.massimosestini.it
Testo e immagine da Ufficio Comunicazione Università Ca' Foscari Venezia


Roma: La tempesta di Fausto Pirandello, capolavoro ritrovato

La tempesta (1938) di Fausto Pirandello

Un capolavoro ritrovato

Martedì 29 novembre 2016 alle ore 16.00

alla Galleria d’Arte Moderna

si terrà la presentazione dello straordinario ritrovamento

Interverranno Fabio Benzi e Flavia Matitti

image001-45

Da mercoledì 30 novembre a domenica 4 dicembre 2016 la Galleria d’Arte Moderna di Roma espone il dipinto La tempesta (1938), un capolavoro assoluto del pittore Fausto Pirandello (Roma 1899-1975). L’opera, della quale dal 1939 si erano perse le tracce, è stata recentemente ritrovata in una collezione privata italiana. L’eccezionale riscoperta sarà presentata al pubblico in anteprima martedì 29 novembre 2016 alle ore 16.00 da Fabio Benzi e Flavia Matitti, curatori dell’importante mostra antologica Fausto Pirandello. Opere dal 1923 al 1973 in corso a Roma negli spazi della Galleria Russo, fino al 14 dicembre 2016. Promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Benii Culturali.

Fausto Pirandello dipinse La tempesta nel 1938, all’apice della sua attività creativa (olio su compensato, cm 150x225, firmato in basso a sinistra: «Pirandello 1938»). Opera di dimensioni ambiziose e impressionanti (è la composizione più grande dipinta dall’artista) è certamente uno dei massimi capolavori non solo della sua produzione, ma dell’arte italiana tra le due guerre. L’opera venne esposta per la prima volta nel febbraio 1939 alla III Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma, dove Fausto Pirandello, pittore quarantenne già premiato nella precedente edizione, era stato invitato con una sala personale che fece scalpore. «In questa serenità paradisiaca e in tanta monotonia di purgatorio – osservava acutamente Raffaele De Grada sulle pagine di «Corrente di Vita giovanile» – alcune sale, come quella di Fausto Pirandello, rappresentano l’inferno».

La Galleria d’Arte Moderna, che fino al 4 dicembre ospita l’esposizione dal titolo Roma anni Trenta. La Galleria d’arte Moderna e le Quadriennali d’arte 1931 – 1935 – 1939, dedicata alle prime edizioni storiche delle Quadriennali d’Arte Nazionale, appare dunque la cornice ideale in cui esporre per la prima volta al pubblico questa eccezionale riscoperta.

La tempesta venne poi inviata negli Stati Uniti ed esposta nell’autunno del 1939 al Carnegie Institute di Pittsburgh. Da quel momento il dipinto scompare dalla circolazione. Considerato disperso dagli studiosi, era noto solo grazie alle illustrazioni in bianco e nero pubblicate all’epoca.

«La tempesta – spiega Fabio Benzirappresenta una scena che, come sempre in Pirandello, accentua gli aspetti surreali e drammatici di una realtà scarna, esistenzialmente sofferente. L’idea nasce da una visione di tempesta estiva nella campagna di Anticoli Corrado, il paese vicino Roma dove molti artisti risiedevano. Qui in particolare vivevano Emanuele Cavalli e Giuseppe Capogrossi, suoi amici e sodali nella prima elaborazione della Scuola Romana. Il tonalismo, che partendo dalla loro ricerca era divenuto il linguaggio giovanile di punta nell’Italia degli anni Trenta, si esprime qui attraverso una ricerca di scavo nella realtà dei corpi e delle cose, che genera un senso di allarme e di inquietudine. Il dramma della tempesta, metafora di un disastro incombente, sembra presagire le distruzioni della guerra che di lì a poco scoppierà, con la fuga disordinata di figure il cui terrore è reificato nelle sottane sollevate che trasformano le donne in lugubri fantasmi, immagini di disperazione e terrore senza volto. Il miracoloso stamparsi di una foglia secca sul nero violaceo della gonna strappata dal vento mostra come a quel terrore sia impassibile l’ineluttabilità della natura. Pirandello dà della scena una soluzione visionaria e inquietante, attraverso figure spatolate, dalle posizioni e dai gesti quotidiani, ma come bloccate in composizioni ritmiche e innaturali: figure dominate da un’ansia immanente, conturbante e surreale. L’artista compone attraverso l’indagine di uno spazio distorto, sempre planato su schemi diagonali e instabili, quegli spazi vuoti che la coscienza non riesce a colmare nel suo rapporto complesso con la realtà. Ci restituisce senza retorica, attraverso una materia scabra e allo stesso tempo sontuosa, una condizione umana dolorosa, di straordinaria forza spirituale».

Leggere di più


Museo di Roma: mostra "Artemisia Gentileschi e il suo tempo"

Artemisia Gentileschi

e il suo tempo

Museo di Roma a Palazzo Braschi

30 novembre 2016 - 7 maggio 2017

06_giuditta-taglia-la-testa-di-oloferne

Un viaggio nell’arte della prima metà del XVII secolo seguendo le tracce di una grande, vera donna. Una pittrice di prim’ordine, un’intellettuale effervescente, che non si limitava alla sublime tecnica pittorica, ma che seppe, quella tecnica, declinarla secondo le esigenze dei diversi committenti, trasformarla dopo aver assorbito il meglio dai suoi contemporanei, così come dagli antichi maestri, scultori e pittori. La parabola umana e professionale di Artemisia Gentileschi (1593-1653), straordinaria artista e donna di temperamento, appassiona il pubblico anche perché è vista come un’antesignana dell’affermazione del talento femminile, dotata di un carattere e una volontà unici. Un talento che le consentì, giovanissima, arrivata a Firenze da Roma, prima del suo genere, di entrare all’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze; che le fece imparare, già grande, a leggere e scrivere, a suonare il liuto, a frequentare il mondo culturale in senso lato; una volontà che le consentì di superare le violenze familiari, le difficoltà economiche; una libertà la sua che le permise di scrivere lettere appassionate al suo amante Francesco Maria Maringhi, nobile raffinato quanto tenero e fedele compagno di una vita. Una tempra la sua, che pure sotto tortura (nel processo che il padre intentò al suo violentatore Agostino Tassi) le fece dire: “Questo è l’anello che tu mi dai et queste le promesse”, riuscendo così a ironizzare, fino al limite del sarcasmo, sulla vana promessa di matrimonio riparatore.

La mostra che si apre il 30 novembre al Museo di Roma a Palazzo Braschi, con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, e che copre l’intero arco temporale della vicenda artistica di Artemisia Gentileschi, consentirà al visitatore di ripercorrere vita e opere dell’artista a confronto con quelle dei colleghi: circa 100 sono in totale le opere in mostra, provenienti da ogni parte del mondo, da prestigiose collezioni private come dai più importanti musei in un confronto serrato tra l’artista e i suoi colleghi, frequentati, a Roma, come a Firenze, ancora a Roma e infine a Napoli, con quel passaggio veneziano di cui molto è da indagare, così come la breve intensa parentesi londinese.

L’esposizione, che rimane aperta sino al 7 maggio 2017, nasce da un’idea di Nicola Spinosa ed è curata dallo stesso Spinosa per la sezione napoletana, da Francesca Baldassari per la sezione fiorentina, e da Judith Mann per la sezione romana. È accompagnata da un catalogo edito da Skira che dà conto dei diversi periodi artistici e umani di Artemisia e riporta le schede delle opere esposte, frutto dei più recenti studi scientifici e degli ultimi documenti rinvenuti.

Leggere di più


Milano: Madama Butterfly va in città

“Prima diffusa”

Madama Butterfly va in città con oltre cinquanta iniziative gratuite nei nove municipi

Il Comune di Milano ed Edison invitano la cittadinanza a vivere la grande musica con concerti, spettacoli, conferenze e laboratori dedicati a Giacomo Puccini e alle emozioni e suggestioni dell'opera inaugurale della stagione scaligera

madama_butterfly_450-jpg

Milano, 28 novembre 2016 – Anche quest’anno il Comune di Milano ed Edison invitano milanesi e visitatori a vivere la grande musica e lo spettacolo della Prima della Scala con un programma di iniziative gratuite diffuse in tutta la città.

Oltre cinquanta eventi tra concerti, spettacoli, conferenze e laboratori saranno dedicati, con un cartellone che va dal 28 novembre al 14 dicembre, alla Madama Butterfly protagonista della serata del 7 dicembre al Teatro alla Scala, e al maestro Giacomo Puccini.

Leggere di più


Ferrara: Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi

ORLANDO FURIOSO 500 ANNI. COSA VEDEVA ARIOSTO QUANDO CHIUDEVA GLI OCCHI
2 giorni di maratona di lettura dell’Orlando

3726dad21ff6283a1cd18e1ac811e6435135d58

Il 2 e 3 dicembre tutti potranno assistere ad un evento davvero speciale: la lettura integrale e continua dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, nella città dove questo capolavoro è nato. Maratona Orlando si svolgerà dalle 9.30 di venerdì 2 dicembre alla mezzanotte di sabato 3 dicembre nel Salone d’Onore della Pinacoteca Nazionale, al piano nobile di Palazzo dei Diamanti di Ferrara, monumento che, al piano terra, ospita fino all’8 gennaio 2017 anche la grande mostra Orlando furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi.

L'evento, che si svolgerà nell’arco di circa 38 ore, coinvolgerà attori e non, studenti, insegnanti e tutti i cittadini desiderosi di partecipare a un’esperienza collettiva. I 46 canti dell'Orlando furioso sono stati suddivisi fra quasi 1.000 partecipanti: voci soliste si alterneranno a cori, a letture a canone, a libere interpretazioni. La sfida è quella di ridare vita al poema a 500 anni dalla sua nascita, ma anche riscoprire il piacere di leggere, assaporare e condividere la forza di uno dei capolavori della letteratura.

MusicaFoscari/San Servolo Jazz Fest: "Materiali"

MusicaFoscari / San Servolo JAZZ FEST

‘Materiali’

30 novembre - 4 dicembre 2016

 Al via mercoledì 30, alle ore 17 a CFZ, con Big Band Unipd, Ensemble Elettrofoscari e Unive Ensemble.

Appuntamenti a Teatro Ca’ Foscari, Auditorium di San Servolo, CFZ- Cultural Flow Zone, Fondazione Ugo e Olga Levi e Ca’ Pesaro. Prenotazioni on-line

Michael Riessler - Foto di Thomas Radlwimmer
Michael Riessler - Foto di Thomas Radlwimmer

VENEZIA – Il 30 novembre 2016 ritorna il Musicafoscari / San Servolo Jazz Fest con un programma ancora più ricco rispetto a quello dell’anno scorso: cinque giornate (30 novembre – 4 dicembre 2016) completamente gratuite dedicate alla musica per contribuire a una crescita culturale trasversale degli studenti e della cittadinanza.

Alle due tradizionali sedi del Festival, il Teatro Ca’ Foscari e l’Auditorium dell’Isola di San Servolo, si sono aggiunte per l’edizione 2016 anche CFZ- Cultural Flow Zone, spazio cafoscarino dedicato agli studenti, la Fondazione Ugo e Olga Levi e Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna. La musica attuale entra anche in luoghi diversi da sale da concerto e teatri, dialogando con pubblici nuovi.

Leggere di più


Venezia: mostra "La Bottega Cadorin"

La Bottega Cadorin
Una dinastia di artisti veneziani
Mostra a cura di Jean Clair

image-17

Leggere di più


Teatro del Lido di Ostia: appuntamenti 1-4 dicembre

TEATRO DEL LIDO DI OSTIA
MUSICA DANZA E TANTO ALTRO AL TEATRO DEL LIDO DI OSTIA | 1-4 DICEMBRE
Leggere di più