Sisma Centro Italia: 77 beni recuperati a Calcina (Camerino)

SISMA CENTRO ITALIA, RECUPERATI 77 BENI ARTISTICI IN LOCALITA’ CALCINA DEL COMUNE DI CAMERINO

Le squadre di recupero del Mibact presso l’UCCR Marche, in sinergia con il Nucleo tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, i Vigili del Fuoco e lo staff tecnico della diocesi di Camerino-San Severino delle Marche,  ha coordinato l’azione di recupero  presso la chiesa di Sant’Erasmo nell’omonima località  frazione Calcina  del comune di Camerino,  di ben 77 beni storico- artistici provenienti dalla suddetta chiesa e da altre due chiese dello stesso comune già in deposito presso lo stesso edificio.
Tra queste,  10 opere risultano provenienti dalla chiesa di Sant’Andrea di Calcina: si segnalano la grande tela con Madonna con Bambino e santi del pittore Giampaolo Perozzo, due dipinti con Sant’Andrea e San Matteo di ambito marchigiano e una bella scultura lignea del secolo XVI raffigurante la Vergine col bambino che tiene fra le mani un cardellino. L’opera è un esempio del ruolo significativo che ebbe questo tipo di manufatto sul territorio nel corso del Rinascimento, peraltro ben documentata nel corso nella mostra tenutasi proprio a Camerino una decina di anni fa.
Tra le opere provenienti dalla chiesa di San Cristoforo di Selvazzano, in deposito presso Sant’Erasmo sono stati recuperate 4 dipinti raffiguranti un sant’Andrea, una santa Lucia, una Madonna col Bambino ed un interessante San Cristoforo.
Un importante nucleo di 63 beni storico artistici di appartenenza della chiesa di Sant’Erasmo sono stati infine rimossi dall’edificio: 9 dipinti, due tronetti da esposizione e due tabernacoli, una scultura raffigurante Sant’Antonio Abate, due Crocifissi lignei, due inginocchiatoi, alcune serie di candelieri con relative croci da altare, un ostensorio, alcuni vasetti in argento da unguento, due reliquiari e una serie di piccole teche con contenenti reliquie databili al XVIII secolo.
Tutti i beni sono stati accuratamente imballati e portati in sicurezza al  deposito del Palazzo Vescovile di San Severino Marche.
23 gennaio 2017
Ufficio Stampa MiBACT

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Ritratto di Giacomo Balla e Maschera di Giovanni Prini alla GAM di Roma

Ritratto di Giacomo Balla e Maschera

di Giovanni Prini in mostra alla Galleria d’Arte Moderna


Un inedito Ritratto di Giacomo Balla e una Maschera in bronzo acquistata dal Re e proveniente dalle collezioni del Quirinale. Due nuove prestigiose opere di Giovanni Prini arricchiscono la mostra Giovanni Prini, il potere del sentimento, ospitata alla Galleria  d’Arte Moderna di Roma fino al 26 marzo 2017.
Il Ritratto di Giacomo Balla, eseguito da Prini nel 1902/3, attualmente conservato nella Casa Balla di Via Oslavia a Roma è un busto di gesso a grandezza naturale che sembra emergere con forza dalla pietra grezza. Balla, allora trentenne, era uno dei fraterni amici di Giovanni Prini, come dimostra il quadro coevo Noi allo specchio, realizzato dal pittore e presente in mostra, che ritrae Prini, sua moglie Orazia e lo stesso Balla. L’opera, presentata alla mostra degli Amatori e Cultori nel 1905, insieme a molti altri lavori di Prini, è riproposta al pubblico, per la prima volta, in occasione di questa mostra.
La Maschera, un bronzo proveniente dalle collezioni del Quirinale, è il ritratto del figlio di Prini, Ferdinando, che nel 1903 aveva due anni. L’opera testimonia con efficacia lo stile dell’artista nei primi del Novecento e la sua attenzione al tema dell’infanzia raccontato dalle piccole sculture in bronzo, molto amate dal pubblico, rappresentanti ritratti di  bambini o  gruppi di bambini.
L’opera è stata acquistata dal Re e dalla Regina in occasione della Prima mostra della Secessione a Roma del 1913. Le collezioni del Quirinale conservano altre cinque opere di Giovanni Prini.
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Roma: ciclo di incontri "Artemisia e le altre"

Museo di Roma a Palazzo Braschi

dal 26 gennaio al 23 febbraio

 ARTEMISIA E LE ALTRE

Storie di donne, dipinte da Artemisia

e raccontate da un Curatore del Museo di Roma all’interno della mostra “Artemisia Gentileschi e il suo tempo” , fino al 7 maggio 2017

Giaele, Ester, Susanna Arianna, Cleopatra. Sono solo alcune delle donne dipinte da Artemisia Gentileschi (1593-1653), la grande artista italiana di epoca barocca che amava dipingere le donne, e che sono attualmente esposte nella grande mostra “Artemisia Gentileschi e il suo tempo”, al Museo di Roma a Palazzo Braschi fino al 7 maggio 2017.

Vicende più familiari, come ad esempio quella della Maddalena o forse di Giuditta, si uniscono in mostra a storie quasi inedite al grande pubblico, pur essendo ugualmente affascinanti e molto più attuali di quanto si possa immaginare.

Una breve lettura in chiave storico artistica delle tante protagoniste femminili ritratte verrà proposta nel ciclo di 5 incontri dal titolo “ARTEMISIA E LE ALTRE. Storie di donne, dipinte da Artemisia” - promossi da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e tenuti da un Curatore del Museo di Roma, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, a partire da giovedì 26 gennaio.

Artemisia Gentileschi

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L’Annunciazione di El Greco ai Musei Capitolini

L’Annunciazione di El Greco

Musei Capitolini

Sale terrene del Palazzo dei Conservatori

24 gennaio – 17 aprile 2017


In occasione del progetto di scambio tra il Museo Thyssen Bornemisza di Madrid e i Musei Capitolini, che ha già portato nella capitale spagnola La Buona Ventura di Caravaggio, la Sovrintendenza Capitolina ha scelto di esporre a RomaL’Annunciazione del grande artista cretese che visse in Spagna gli ultimi 40 anni della sua vita e lì prese il soprannome con il quale è universalmente noto. Nonostante abbia soggiornato in Italia per ben dieci anni (1567-1577), vivendo a Roma all’incirca tra il 1570 e il 1576, esistono rare opere di El Greco nei musei italiani.
La mostra, ospitata nelle sale al piano terra dei Musei Capitolini dal 24 gennaio al 17 aprile 2017, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è a cura di Sergio Guarino. Organizzazione e servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.
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27 Gennaio 2017: il Giorno della Memoria

27 GENNAIO 2017 | IL GIORNO DELLA MEMORIA
Per non dimenticare

Il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata Rossa abbattevano i cancelli di Auschwitz e liberavano i prigionieri sopravvissuti allo sterminio del campo nazista. Le truppe liberatrici, entrando nel campo di Auschwitz-Birkenau, scoprirono e svelarono al mondo intero il più atroce orrore della storia dell'umanità: la Shoah. Dalla fine degli anni ’30 al 1945 in Europa furono deportati e uccisi circa sei milioni di ebrei.
Con una legge del 20 luglio 2000, la Repubblica italiana ha istituito il Giorno della Memoria e nel primo articolo riconosce il 27 gennaio come data simbolica per "ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati".
Quello di quest’anno è il quattordicesimo appuntamento con il Giorno della Memoria, a sessantanove anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e dalla fine della Shoah. In tutta Italia (e in molti paesi europei) vengono "organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti".

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Venezia: La banalità del male a Teatro Ca' Foscari

Torna Teatro Ca’ Foscari con il nuovo anno

La banalità del male a TEATRO CA’FOSCARI

il 25 e 26 gennaio

Paola Bigatto giovedì 26 gennaio incontra gli studenti

 
25, 26 Gennaio
La banalità del male
di Hannah Arendt
riduzione e adattamento Paola Bigatto
con Paola Bigatto
Doppio appuntamento a Teatro Ca’ Foscari per 'La banalità del male' in scena mercoledì 25 gennaio alle 20.30 e in replica giovedì 26 gennaio alle ore 17.30. 

Giovedì  26 gennaio 2017, alle 11, al Teatro Ca’ Foscari, Paola Bigatto incontra gli studenti. Partecipano Bruna Bianchi e Isabella Adinolfi. Coordina l’incontro Maria Ida Biggi. L’incontro è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti a disposizione.
Gli spettacoli  e l’incontro del giorno 26 gennaio, sono proposti in occasione delle iniziative per la Giornata della memoria organizzate a Ca' Foscari.
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Roma: la Settimana della Memoria alla Casa della Memoria e della Storia

La Settimana della Memoria

23 gennaio - 1 febbraio 2017

CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA


Il 27 gennaio 1945, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, ha fatto conoscere al mondo e alla storia questo abisso della civiltà, lo sterminio del popolo ebraico, dei Sinti e Rom, degli omosessuali, dei Testimoni di Geova e l’eliminazione dei deportati militari e politici nei campi nazisti.
Anche quest’anno la Casa della Memoria e della Storia conferma la propria partecipazione in prima fila alle celebrazioni del “Giorno della Memoria”, istituito nel 2000 dal Parlamento Italiano, con otto giorni di attività dal 23 gennaio al 1 febbraio 2017, ancora più intensi degli anni precedenti, ricchi  di iniziative, incontri, seminari, proiezioni di film, documentari, testimonianze, conferenze, presentazioni di libri e una mostra.
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Roma: mostra "Leonardo e il volo" ai Musei Capitolini

LEONARDO E IL VOLO

Dal 21 gennaio i Musei Capitolini ospitano il manoscritto originale del “Codice sul volo degli uccelli” di Leonardo, esposto per la prima volta a Roma, accompagnato da un’esperienza multimediale e 3D


Dal mito di Dedalo e Icaro, volare è il sogno che appartiene alla storia della civiltà.
Il Codice sul volo degli uccelli, il manoscritto che raccoglie la summa delle intuizioni elaborate da Leonardo sull’argomento, arriva per la prima volta a Roma, ai Musei Capitolini, dal 21 gennaio al 17 aprile 2017, in una coinvolgente mostra promossa daRoma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura di Giovanni Saccani e Claudio Giorgione, da un’idea dell’Associazione Culturale MetaMorfosi che ne ha curato  l’organizzazione conZetema Progetto Cultura.
L’originale del Codice del volo degli uccelli, custodito nella Biblioteca Reale di Torino sin dal 1893, è un quaderno in cui il genio toscano scrisse e illustrò i suoi studi sul volo. Basandosi sull’osservazione degli uccelli, Leonardo elaborò una vera e propria teoria attraverso la quale progettò le sue macchine volanti: l’analisi del volo degli uccelli fu condotta in modo rigorosamente meccanico elaborando progetti, appunti e disegni sulla fisionomia dei volatili, sulla resistenza dell’aria e sulle correnti.
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Terracina: Rinvenimento terme romane presso un distributore di benzina

Terracina - Rinvenimento terme romane presso un distributore di benzina

Durante i sondaggi preliminari prescritti dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio guidata da Saverio Urciuoli per la realizzazione di adeguamenti tecnici nell’area del distributore di carburante Agip in via Roma, la principale arteria cittadina, sono affiorati importanti resti monumentali di Terracina romana. Gli scavi, seguiti da Nicoletta Cassieri e seguiti in cantiere da Pier Carlo Innico, hanno inizialmente riportato alla luce, a circa tre metri di profondità, un tracciato stradale, o uno slargo, a servizio di questo settore, realizzato in basoli di calcare e orientato in senso nord sud. Tale lastricato è fiancheggiato su un lato da una muratura risalente alla piena età imperiale, mentre a una quota più elevata si sono osservate alcune interventi medioevali. Un secondo saggio praticato più a nord, in prossimità del muro di contenimento della Rampa Braschi (via Posterula), ha evidenziato altri resti del complesso termale, le cd. “Terme di Via Roma”, già individuato in precedenti indagini svolte nell’anno 2000, nel corso delle quali fu rinvenuta, all’interno del frigidarium, ossia l’ambiente per i bagni in acqua fredda, la statua di una divinità giovanile identificabile con Giove Anxur, finora la prima rappresentazione in marmo di questo dio che a Terracina godeva di particolare devozione. Il nuovo scavo ha permesso di far emergere parte di una seconda, grande sala adibita stavolta al bagno caldo (caldarium) in eccellente stato di conservazione, composta da due parti: la prima, che prosegue al di sotto della rampa di Posterula è lastricata con marmi che poggiano su un sistema di sospensurae per il riscaldamento dell’ambiente; la seconda è una vasca per immersione della quale al momento è stato accertato l’angolo nord-est. Il manufatto è contornato da tre gradini per la discesa e la seduta nell’acqua interamente foderati di lastre di marmo che rivestono anche il fondo situato a tre metri di profondità. Qui è stata rinvenuta una statua marmorea di Diana, parzialmente mutila agli arti e priva della testa, databile nel I-II sec.d.C. La dea, dalle forme salde e giovanili, è rappresentata nella iconografia consueta di cacciatrice, vestita con corto chitone, mantello arrotolato intorno ai fianchi e faretra per le frecce sul dorso. È molto probabile che anche questa scultura trovasse collocazione in una delle nicchie che si aprivano nelle pareti dell’ambiente. La profusione dei pregevoli marmi policromi provenienti da diverse regioni dell’Impero e la ricca decorazione confermano il grado di benessere raggiunto dalla città grazie anche al ruolo rilevante del suo porto nel bacino del Mediterraneo. Il complesso, in parte realizzato nell’ultima fase con materiali di reimpiego, potrebbe identificarsi con l’edificio termale danneggiato da un incendio e restaurato alla fine del IV secolo (372-375 d.C.) da Aviano Vindiciano, consolare della Campania di alto rango, come ci documentano preziose iscrizioni terracinesi. A est di questo ambiente sono state rinvenute una serie di strutture tardo antiche e medioevali pertinenti a una chiesa successivamente impostata nel sito al di sopra delle murature romane. Con la continuazione dei lavori si spera di poter arrivare a definire le dimensioni e l’organizzazione funzionale sia dell’impianto termale sia dell’assetto di questo quartiere di “Terracina bassa” nella quale la struttura era inserito. Il ritrovamento, oltre a restituire un importante tassello per la conoscenza storica e topografica locale, offre spunti interessanti sul tema della tutela dello straordinario sottosuolo archeologico di Terracina che ogni volta ci sorprende per la consistenza e l’estensione delle testimonianze malgrado l’ininterrotta continuità di vita della città attraverso i millenni.

Come da MiBACT, Redattrice Patrizia Valenza


Roma: mostra "Terre d'Europa"

In occasione del Giorno della Memoria 2017

TERRE D'EUROPA

opere e installazioni di Gimmi Basilotta

Teatro di Villa Torlonia - Spazio Serra

dal 22 gennaio al 1 febbraio 2017


Dal Piemonte alla Polonia. 2.000 chilometri percorsi a piedi in 76 giorni dall’autore, attore e regista Gimmi Basilotta nel 2011, seguendo il viaggio che portò 26 ebrei cuneesi da Borgo SanDalmazzo ad Auschwitz. Da questa esperienza nasce la mostra TERRE D'EUROPA che è parte del progetto “Passodopopasso” ospitato in alcuni spazi per la cultura di Roma Capitale in occasione del Giorno della Memoria 2017.
La mostra che inaugura il 21 gennaio alle ore 18.30 è dunque parte di un progetto artistico multidisciplinare più ampio curato dallo stesso Basilotta e che vede in programma sempre al Teatro di Villa Torlonia l’1 febbraio alle ore 19.30 lo spettacolo VIAGGIOADAUSCHWITZa/r e alla Casa della Memoria e della Storia il 31 gennaio alle ore 17 la conferenza spettacolo Parole e passi. Un cammino di memoria. 

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