Musei Statali aperti per Pasqua e Pasquetta

MUSEI STATALI APERTI PER PASQUA E PASQUETTA
Ingresso gratuito a Pasqua per #domenicalmuseo, al via la campagna social di aprile dedicata ai fiori nell’arte

Domenica 1 e lunedì 2 aprile in occasione delle festività di Pasqua e del Lunedì dell’Angelo i principali musei, parchi archeologici, monumenti e luoghi della cultura statali resteranno aperti, rispettando il normale piano orario e tariffario che prevede, per la sola giornata di Pasqua, l’ingresso gratuito in occasione di #domenicalmuseo. E a Pasqua prende il via la campagna social dei musei italiani per il mese di aprile dedicata ai fiori nell’arte, con l’invito ai visitatori a fotografare e condividere sui social immagini di opere d’arte presenti nelle collezioni raffiguranti le bellezze del regno vegetale.
Dagli Scavi di Ercolano alla Pinacoteca  Brera, dal Castello di Miramare di Trieste al Museo di Capodimonte a Napoli, da Paestum agli Uffizi, dal Parco Archeologico di Ostia Antica al Cenacolo Vinciano, dalla Reggia di Caserta alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini e Palazzo Corsini, dai Musei Reali di Torino alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia a Castel Sant’Angelo, dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto a quello di Reggio Calabria. Un lungo fine settimana all’insegna della cultura in cui cittadini e turisti potranno visitare le vaste collezioni dei principali musei italiani, cogliendo anche l’opportunità della visita gratuita nel giorno di Pasqua in occasione di #domenicalmuseo.
Su www.beniculturali.it/pasqualmuseo l’elenco completo e tutte le informazioni delle aperture straordinarie di domenica 1 e lunedì 2 aprile.
Roma, 28 marzo 2018
Ufficio Stampa MiBACT

Come da MiBACT, redattore Renzo De Simone


Cassano allo Ionio: Giornata nazionale del Mare "Sybaris e le sue rotte"

Giornata nazionale del Mare

Sybaris e le sue rotte

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – Cassano allo Ionio (Cosenza)

Mercoledì 11 aprile 2018 – ore 9.30

Mercoledì 11 aprile 2018, dalle ore 9.30, il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide con una ricca programmazione celebrerà la prima edizione della Giornata nazionale del Mare, promossa dal Museo Navigante con il patrocinio del MiBACT.

L’iniziativa sarà presentata alle ore 9.30 della stessa giornata da Adele Bonofiglio, direttrice del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide; Sigismondo Mangialardi, del Circolo Velico Lucano e da Alfonso Costanza, preside dell’I.I.S. N. Green – Falcone e Borsellino – Corigliano Calabro (Cosenza).

A seguire si terranno visite guidate, proiezioni video sulla navigazione e una simulazione di navigazione. Sarà possibile, infatti, simulare una suggestiva esperienza di navigazione grazie al TRIDENT una barca sicurissima ma allo stesso tempo performante, che sarà installata nello spazio antistante al Museo.

Il progetto è a cura dell’Ufficio Eventi del Museo congiuntamente ai volontari del Servizio Civile Nazionale e ai tirocinanti MiBACT della regione Calabria.

La giornata è aperta al pubblico con prenotazione obbligatoria.

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“Beyond the Castle”: rivivi la Milano rinascimentale di Ludovico il Moro e di Leonardo da Vinci

Castello Sforzesco

Al via al “Beyond the Castle”, per rivivere la Milano rinascimentale di Ludovico il Moro e di Leonardo da Vinci

Un percorso tra reale e virtuale, che permetterà ai giocatori di sfidarsi e allenarsi tra le antiche mura della Torre Falconiera, immergendosi nell’atmosfera, nella bellezza e nelle curiosità di fine ‘400.

Milano, 28 marzo 2018 – Scagliare frecce dall’antica Torre Falconiera in difesa del Castello Sforzesco, confrontarsi con le più sorprendenti invenzioni del genio leonardesco e immergersi nella Milano di Ludovico il Moro non è mai stato così reale. Dal 29 marzo prende il via al Castello Sforzesco “Beyond the Castle”, la nuova esperienza di realtà virtuale interattiva progettata per offrire ai visitatori la possibilità di rivivere ancor più da vicino la storia, il fascino e il patrimonio culturale di uno dei simboli più amati e conosciuti della città meneghina attraverso nuove modalità.

Un’iniziativa realizzata dalla startup italiana Beyond the Gate, che si inserisce nell’ambito delle proposte didattiche e di approfondimento gestite da Opera d’Arte, arricchite con una nuova esperienza unica nel suo genere, pensata per unire storia e conoscenza ad un approccio giocoso e interattivo, destinato a giovani, famiglie, adulti e curiosi, e reso possibile grazie alla tecnologia più innovativa.

Virtuale e reale insieme: “Beyond the Castle” prevede un percorso integrato che inizia attraversando le Merlate del Castello accompagnati da una guida, per poi arrivare all’antica Torre Falconiera, dove i visitatori-giocatori, indossando appositi visori, diventano protagonisti di un’esperienza interattiva di “hyper reality”, muovendosi liberamente nell’ambiente circostante e interagendo con lo stesso, immersi nell’atmosfera di fine ‘400.

Diversamente dalla maggior parte degli esperimenti di realtà virtuale esistenti, Beyond the Gate dà la possibilità di far giocare più utenti contemporaneamente, in modo che possano anche interagire tra loro.

Tolti i visori, il percorso può proseguire dal virtuale al reale con la visita alle collezioni e raccolte civiche nelle sale del Castello Sforzesco, fra cui la meravigliosa Sala delle Asse – dove si può ammirare la celebre decorazione leonardesca realizzata nel 1498 sotto Ludovico il Moro – per poi estendersi attraverso la città di Milano. Attraverso la mappa speciale consegnata ai visitatori-giocatori, si potranno infatti poi visitare anche dal vivo alcuni dei luoghi che compaiono durante l’esperienza: luoghi che rappresentano alcune delle più alte e interessanti testimonianze del Rinascimento italiano e del genio leonardesco a Milano, dalla Biblioteca Trivulziana alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie alla Vigna di Leonardo, al Parco Sempione dove si trovano i resti della Porta del Soccorso, antico accesso al Castello, e della cinta muraria della Ghirlanda.

E per finire, condividendo il tuffo nel passato, c’è anche la possibilità di scattarsi un innovativo “selfie rinascimentale”.

“L’iperrealtà, virtuale o aumentata, è ormai una delle forme attraverso le quali passa una buona parte della conoscenza, soprattutto per i ragazzi – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Non a caso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha recentemente inserito i videogiochi tra le categorie di beni da promuovere, la cui qualità anche estetica può essere riconosciuta al pari di quella di un’opera cinematografica. In particolare, questa esperienza di realtà virtuale, all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, consente di conoscere di più e meglio il patrimonio culturale del Castello Sforzesco e di Milano, avvicinando un pubblico che forse, diversamente, non avrebbe scoperto la sua storia straordinaria e le sue molte ricchezze artistiche”.

I Musei del Castello Sforzesco infatti hanno aderito insieme ad altri musei civici al primo International Game Camp (Milano, 13-15 ottobre 2017) - una manifestazione sostenuta da Fondazione Cariplo Progetto IC Innovazione Culturale per incoraggiare lo scambio tra designer di giochi internazionali ed esperti italiani nel campo del Cultural Heritage - e mettendo a disposizione di giovani gamedesigner oltre 100 immagini di opere del proprio patrimonio (https://www.internationalgamecamp.com/)

“Le nuove generazioni – dichiara Marco Arena, fondatore di Beyond The Gate –  crescono in un mondo digitale dove tutto si muove velocemente e dove rischiamo troppo facilmente di dimenticare il passato delle nostre città. Se nella maggior parte dei casi lo studio della Storia è limitato a un apprendimento passivo con cui i giovani fanno fatica a relazionarsi, dall’altra parte esiste invece un patrimonio culturale ricchissimo di tradizioni, curiosità, personaggi e momenti storici di grande fascino e interesse. Basti pensare agli oltre 20.000 Castelli e Torri presenti in Italia. Per questo con l’esperienza di realtà virtuale di Beyond the Castle abbiamo voluto proporre un cambio di approccio, ridando vita al passato in un luogo straordinario come il Castello Sforzesco”.

Durante tutta l’esperienza di “Beyond the Castle” una voce guida, “Eva”, accompagna l’utente attraverso le diverse fasi alternando sessioni di gioco a racconti storici, quiz e approfondimenti su materiali ripresi direttamente dalle collezioni del Castello Sforzesco, a partire dai quali è stata costruita l’esperienza. In particolare, nella parte finale il giocatore si trova in una ricostruzione del laghetto di Santo Stefano e dei Navigli, nell’attuale via Laghetto, dove dovrà rispondere ad alcune domande scoprendo altre curiosità legate alle fonti presentate precedentemente durante l’allenamento degli arcieri.

Beyond the Gate è una startup tutta italiana, con sede a Milano, composta esclusivamente da giovani professionisti sotto i 30 anni e focalizzata sullo sviluppo di esperienze di edutainment interattive e multigiocatore. Dalle ricostruzioni storiche all’approfondimento scientifico, Beyond the Gate crea mondi tutti da esplorare, in grado di attivare modalità di conoscenza e di apprendimento dinamiche, semplici e divertenti, grazie all’utilizzo delle più innovative tecnologie immersive.

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Milano: Pasqua e Pasquetta ai Musei Civici e alla Fabbrica del Vapore

Cultura

Musei e mostre, le aperture di Pasqua e pasquetta

Il 1° aprile, per “Domenica al museo”, tutti i musei civici aperti con ingresso gratuito

Milano, 28 marzo 2018 – Musei civici e mostre aperte per le vacanze di Pasqua, per consentire ai milanesi rimasti in città e ai moltissimi turisti in visita a Milano un viaggio tra le nostre preziose collezioni e le molte e diverse proposte espositive allestite nelle sedi espositive del Comune.

MUSEI CIVICI

Domenica 1° aprile, giorno di Pasqua, tutti i musei civici saranno aperti con ingresso gratuito per l’iniziativa “Domenica al museo”, che cade ogni prima domenica del mese. Gli orari di apertura sono quelli consueti, tranne che per il MUDEC che estende l’orario serale fino alle 22:30.

Lunedì 2 aprile, invece, resteranno aperti il Museo del Novecento (dalle ore 14:30 alle ore 19:30), la Collezione permanente del MUDEC (dalle ore 9:30 alle 19:30), il Museo d’arte antica e il Museo della Pietà Rondanini al Castello Sforzesco (dalle ore 9:30 alle ore 17:30). Chiusi gli altri musei (i restanti musei del Castello, GAM, Storia naturale, Archeologico, Palazzo Morando, Risorgimento, Acquario, Case museo)

MOSTRE PRESSO LE SEDI ESPOSITIVE DEL COMUNE (PALAZZO REALE, PAC, CASTELLO SFORZESCO, MUDEC)

Domenica 1° aprile, giorno di Pasqua, tutte le mostre nelle sedi espositive del Comune resteranno aperte con gli orari consueti, tranne la mostra “Frida Kahlo” al MUDEC che estenderà l’orario serale fino alle 22:30.

Lunedì 2 aprile (pasquetta): tutte le mostre nelle sedi espositive del Comune saranno aperte eccezionalmente sin dalla mattina alle 9:30 e fino alle 19:30. La mostra “Novecento di carta”, allestita nelle Sale viscontee del Castello, resterà anch’essa aperta a partire dalle ore 9:30 ma fino alle 17:30, con un biglietto speciale ridotto (8 euro) che consentirà di visitare, oltre alla mostra, il Museo d’arte antica e il Museo della Pietà Rondanini.

Come da Comune di Milano.

Fabbrica del vapore

Mostre aperte anche a Pasqua e pasquetta

Ultimo weekend per visitare ‘Che Guevara, tu y todos’ (fino al 2 aprile) e ‘Revolution’ (fino al 4 aprile)

Milano, 29 marzo 2018 – Saranno aperte anche domenica 1 e lunedì 2 aprile le mostre ‘Che Guevara, tu y todos’ e ‘Revolution. Musica e Ribelli 1966-1970, dai Beatles a Woodstock’. Questo sarà l’ultimo weekend per visitare le due esposizioni che da dicembre animano la Fabbrica del Vapore e che saranno visitabili, rispettivamente, fino al 2 e fino al 4 aprile.

Prolunga dunque di un giorno la permanenza di “Che Guevara, tu y todos” (domenica e lunedì, dalle 10 alle 19:30) per approfondire la figura dell’uomo e del personaggio storico a cinquant’anni da quel 9 ottobre 1957 in cui venne assassinato in un piccolo villaggio in Bolivia. La mostra ripercorre gli avvenimenti cruciali e il mito di Ernesto Che Guevara, riscoprendone affetti, ideali e turbamenti, grazie al ricchissimo e in parte inedito materiale di archivio dell’omonimo centro studi cubano e ai linguaggi delle più innovative tecnologie. Ideata e realizzata da Simmetrico Cultura, la mostra è prodotta da Alma, RTV comercial de L’Avana e dal Centro studi Che Guevara e coprodotta dal Comune di Milano, con il patrocinio e la collaborazione scientifica dell’Università degli Studi di Milano e dello IULM. www.mostracheguevara.it

È arrivata invece nella Cattedrale di Fabbrica del vapore il 2 dicembre scorso, direttamente dal Victoria and Albert museum di Londra, “Revolution. Musica e ribelli 1966-1970, dai Beatles a Woodstock” (domenica dalle 10 alle 20 e lunedì dalle 15 alle 20). La mostra racconta le storie, i protagonisti, i luoghi di quel breve e densissimo periodo, tra il 1966 e il 1970, che cambiò per sempre le vite di una generazione intera e, a cascata, quelle di tutti noi. La mostra è promossa e coprodotta da Comune di Milano e Avatar – Gruppo MondoMostreSkira, in collaborazione con il museo londinese. www.mostrarevolution.it

Come da Comune di Milano.


Roma: seminario “Acqua ed Entità Mostruose”

Martedì 3 aprile si terrà presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza il seminario “Acqua ed Entità Mostruose”. L’incontro si inserisce nel ciclo di appuntamenti promossi congiuntamente dal dottorato in Storia, Antropologia, Religioni e in Filologia e Storia del Mondo Antico della Sapienza sul tema dell’acqua. Il seminario sarà dedicato alle entità mostruose della mitologia greca legate all’elemento acqueo.

Martedì 3 Aprile, ore 11,00
Sapienza Università di Roma
Palazzo di Lettere e Filosofia, Aula II,
Dipartimento di Studi Europei (III piano)

Seminario AQVA
Incontri Interdottorali
Coordinatore: Lorenzo Verderame

Acqua ed Entità Mostruose

Igor Baglioni (Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni”)
Pontos. Il mare primordiale e gli esseri mostruosi della mitologia greca

Alessandro Locchi (Sapienza)
Entità acquatiche e deroghe al concetto di forma


Venezia: prima assoluta di "Nel Cuore Muto Del Divino", dedicato a Carlo Scarpa

Giovedì 5 aprile 2018, dalle ore 18.00 in aula Baratto di Ca’ Foscari la prima assoluta di Nel Cuore Muto Del Divino

UN DOCU-FILM DEDICATO A CARLO SCARPA

RISCOPRE I SEGRETI DELL’AULA BARATTO

DI CA’ FOSCARI

L’iniziativa si inserisce nel programma di iniziative per i 150 anni di Ca’ Foscari

 

NEL CUORE MUTO del divino - Teaser from CABIRIAFILM on Vimeo.

VENEZIA – Un documentario dedicato a Carlo Scarpa e al suo intervento nell’Aula Baratto di Ca’ Foscari nell’anno del centocinquantenario dell’Ateneo: il 5 aprile, alle ore 18, in Aula Baratto a Ca’ Foscari verrà proiettato in prima assoluta il film documentario Nel Cuore Muto Del Divino, dedicato all’architetto veneziano.

Un tributo celebrativo all’architetto che operò sull'Aula Baratto sia prima che dopo la seconda guerra mondiale, adattando gli spazi, gli arredi e la fruizione dei locali con straordinaria modernità e rispetto della tradizione.

Una proiezione cinematografica in loco, per seguire prima sullo schermo e poi ammirare e vivere di persona, gli ambienti rimaneggiati e progettati da Scarpa. Un confronto fra il passato e il presente attraverso la storia dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dei suoi 150 anni.

Il progetto, a cura del professore di Ca’ Foscari Paolo Pellizzari, intende valorizzare l'Aula Baratto, un gioiello inserito nel palazzo di Ca' Foscari.  Il film, realizzato dal regista Riccardo De Cal, getta luce sul restauro di Palazzo Foscari, sede storica dell’Università, da parte di Carlo Scarpa. Il percorso filmico nello spazio e nel tempo mira a raggiungere il cuore pulsante dell’intervento scarpiano: l’Aula Baratto. Un luogo i cui confini divengono labili: il pavimento si fa acqua e l’antica architettura del palazzo dialoga con gli elementi moderni introdotti da Scarpa. Tra i punti focali del film vi è l’analisi del rapporto tra “dentro” e “fuori” e della percezione forte del senso della città.

Il trailer del film è visibile at https://vimeo.com/224039983

 Scarpa operò sull'aula nel 1936 e nel 1956, adattando gli spazi, gli arredi e la fruizione in un contesto di assoluta bellezza architettonica e paesaggistica e consente ancora oggi l’uso di questi spazi spettacolari per eventi, lezioni e conferenze. [per eliminare ripetizione di “straordinaria modernità e …] Per accompagnare l’evento e il ricordo di Carlo Scarpa, nel cortile di Ca’ Foscari è allestita un’esposizione basata su materiali storici d'archivio e sui disegni/progetti conservati nell'Archivio Carlo Scarpa di Treviso, con elaborati e oggetti significativi legati alla progettazione, ai lavori effettuati e al contesto in cui si svolsero. Il video e l’esposizione sono stati realizzati in  collaborazione con il MAXXI di Roma, l ‘Archivio Carlo Scarpa di Treviso e con il supporto della Ca’ Foscari School for International Education.

Riccardo De Cal, regista e fotografo, dopo il liceo classico compie gli studi a Venezia presso la Facoltà di Architettura. Legato a una visione cinematografica essenziale e poetica, dal 2003 realizza documentari d’autore.

Testo da Ufficio Comunicazione Università Ca' Foscari Venezia

L’Università Ca’ Foscari a Venezia, foto di Stefano Remo, daWikipediaCC BY-SA 3.0.


Università La Sapienza a Roma: eventi dal 5 al 7 aprile

29 marzo 2018

Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente). Ai link relativi a ciascun evento è possibile approfondire.

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Mostra “Roma Città Moderna. Da Nathan al Sessantotto”

ROMA ATTRAVERSO L’ARTE DEL ‘900 NELLA MOSTRA

ROMA CITTÀ MODERNA. Da Nathan al Sessantotto”

Una rilettura ideale della cultura artistica di Roma

in circa 180 opere lungo il Novecento fra Modernità e Tradizione

Galleria d’Arte Moderna

Via Francesco Crispi 24 – Roma

29 marzo 2018 – 28 ottobre 2018

Un tributo alla Capitale d’Italia attraverso gli artisti che l’hanno vissuta e gli stili con cui si sono espressi: ROMA CITTÀ MODERNA. Da Nathan al Sessantotto è una rassegna unica che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ‘900 con in primo piano la città di Roma, da sempre polo d’attrazione di culture e linguaggi diversi. La mostra, a cura di Claudio Crescentini, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Organizzazione Zètema Progetto Cultura.

Presentate oltre 180 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima e/o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline, in una rilettura ideale della cultura artistica di Roma, una città ipercentrica, seppur multiculturale, nella quale, nei decenni, si sono andate sedimentando diversità e univocità non sempre o non solo in conflitto fra di loro. Proprio come nella specificità cronologica individuata che, lungo il Novecento, si svolge fra Modernità e Tradizione, da Ernesto Nathan, Sindaco di Roma (1907-1913) di dichiarata ispirazione mazziniana negli anni di complessa gestione della capitale, fino al decennio dei grandi movimenti di massa e della rivoluzione artistica e culturale ormai universalmente identificata col nome dell'anno in cui si manifestò in maniera più preponderante: il Sessantotto.

La mostra si muove quindi su di un tracciato storicizzato, con il preciso obiettivo di immergere le opere d'arte selezionate nel contesto geo-artistico, temporale e sociale in cui sono state create. Con in primo piano la città, quindi, la sua storia e i suoi luoghi, nelle dissimili ramificazioni territoriali, dal centro alla periferia e viceversa. Ma anche i suoi stili artistici, nei diversi periodi che si sono andati affiancando oppure sovrapponendo e sostituendo, in un avanzamento artistico e intellettuale che ha fatto di Roma il perno della cultura nazionale e internazionale del Novecento, molte volte anticipando temi e stili rispetto ad altri capoluoghi italiani così come per altre capitali europee.

In mostra opere che riproducono paesaggi e figure con valenze simboliste e decadenti realizzate tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del XX secolo (Duilio Cambellotti, Onorato Carlandi, Nino Costa, Adolfo De Carolis, Camillo Innocenti, Auguste Rodin, Adolf Wildt, Ettore Ximenes, ecc.). Si tratta di opere che anticipano quella voglia di rinnovamento e modernità fondamentale per il lavoro degli esponenti della Secessione romana negli anni Dieci (Felice Carena, Nicola D’Antino, Arturo Dazzi, Arturo Noci ecc.), così come per il gruppo dei futuristi e degli aeropittori degli anni Venti e Trenta (Benedetta Cappa Marinetti, Tullio Crali, Sante Monachesi, Enrico Prampolini, Tato, ecc.).

Una parte sostanziale della mostra è dedicata a quella tendenza artistica, per così dire, di “recupero”, spesso teorico oltre che concettuale, dell’antico e della tradizione dell’arte italiana che caratterizza, seppur con distinguo, le molteplici correnti artistiche degli anni Venti-Trenta, dal Tonalismo al Realismo Magico, dalla Metafisica, al Primitivismo, tramite le quali gli artisti “guardano” Roma con un nuovo seppur “antico” sguardo (Giacomo Balla, Giuseppe Capogrossi, Felice Casorati, Emanuele Cavalli, Giorgio de Chirico, Achille Funi, Franco Gentilini, Arturo Martini, Roberto Melli, Fausto Pirandello, Mario Sironi, ecc.).

Si prosegue con l’approfondimento della Scuola Romana che offre una notevole rosa di capolavori dell’arte italiana del Novecento con focus sulle demolizioni che hanno caratterizzato Roma nella distruzione/ricostruzione del centro città e il conseguente, dissennato, sviluppo delle periferie (Afro, Mario Mafai, Scipione, ecc.), per immettersi nella fase della figurazione e dell’astrazione – il segno – che ha caratterizzato la cultura post-bellica degli anni Quaranta, Cinquanta e primi Sessanta (Renato Guttuso, Leoncillo, Carlo Levi, Gastone Novelli, Achille Perilli, Giulio Turcato, Lorenzo Vespignani, Alberto Ziveri, ecc.). A chiusura, intesa però come apertura verso un’“altra” Roma, i riscontri urbani della Pop Art romana e delle sperimentazioni concettuali della seconda metà degli anni Sessanta che hanno definitivamente dilatato il centro dell’arte e del pensiero artistico di Roma, da Roma oltre la stessa città, per un afflato internazionale (Franco Angeli, Mario Ceroli, Tano Festa, Mario Schifano, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Mimmo Rotella, ecc.).

Anche l’'allestimento della mostra, che coinvolge tutto il museo, è stato pensato tenendo presente il nesso tra i diversi ambienti artistici, tra luoghi temporali e iconografici contigui, al fine di rappresentare la vivace e intensa vita artistica della Capitale. A tal fine anche i tradizionali apparati didattici sono affiancati, in ciascuna sezione, da strumenti multimediali realizzati in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma e l’Istituto Luce. Attraverso l’individuazione di tre concetti chiave – Architettura e urbanistica / Società/ Arte – sarà consentito visualizzare insieme immagini e brevi testi scientifici utili a dimostrare le stringenti relazioni fra, appunto, la città, il suo sviluppo e le arti.

In occasione della mostra saranno anche organizzate (maggio-ottobre 2018) una serie di iniziative culturali – incontri, letture, presentazioni, proiezioni, serate musicali e a tema – atte a rafforzare la forza dirompente dell’arte e del pensiero culturale a Roma nei suoi “primi” sette decenni della sua evoluzione.

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Roma: le festività pasquali nelle ludoteche comunali

LE FESTIVITÀ PASQUALI NELLE LUDOTECHE COMUNALI

Info e prenotazioni allo 060608 (dalle 9.00 alle 19.00)

TECHNOTOWN

www.technotown.it

 

CASINA DI RAFFAELLO

www.casinadiraffaello.it

 

Trascorrere le festività pasquali nella ludoteca scientifica di Technotown sarà un’esperienza unica. Nel giorno di Pasqua e durante l’apertura straordinaria del lunedì di Pasquetta saranno a disposizione dei visitatori, grandi e piccoli, numerose attività didattiche: dalla fotografia con Impronte di luce, agli Effetti speciali, passando per la creazione musicale con il laboratorioVedere la musica, l’arte della robotica con Missioni Robotiche e Spazio Creatività Lego fino ad arrivare alla conoscenza della biodiversità con il laboratorio Biodetective

 

  Casina di Raffaello vi attende nei giorni di festa con le consuete attività didattiche per i bambini fino ai 14 anni. Durante il giorno di Pasqua e, eccezionalmente, nel giorno di Pasquetta sarà possibile frequentare i laboratori d’ispirazione munariana e si potranno apprendere i metodi dipreparazione di un erbario. Nelle sale del primo piano sarà visitabile la mostraPLASTICA & VINILE. Giochi e Giocattoli degli anni ’70/’80. L’esposizione, realizzata in collaborazione con il museo Demoantropologico del Giocattolo di Zagarolo, racconta l’Italia degli anni ’70 e ’80 attraverso i giochi e i vinili più rappresentativi di quelle epoche (fino al 6 maggio 2018).

 

 

 Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


Milano: al PAC la personale di Teresa Margolles

Cultura

Al PAC la personale di Teresa Margolles

Durante l’Art week, dal 10 al 14 aprile, la mostra sarà aperta dalle 9:30 fino alle 22:30 con ingresso ridotto a partire dalle 19. Venerdì 13 aprile performance alle ore 19:30

Milano, 27 marzo 2018 - Dal 28 marzo al 20 maggio 2018 il PAC Padiglione d'Arte Contemporanea presenta la personale di Teresa Margolles, artista messicana nata a Culiacán, Sinaloa nel 1963 che oggi vive e lavora tra Città del Messico e Madrid. Con una particolare attitudine al crudo realismo, l’arte di Teresa Margolles testimonia le complessità della società contemporanea, indebolita dalle allarmanti proporzioni di un crimine organizzato che sta lacerando il mondo intero e soprattutto il Messico, considerato uno dei Paesi più pericolosi al mondo.

Vincitrice del Prince Claus award 2012, Teresa Margolles ha rappresentato il Messico nella 53esima Biennale di Venezia nel 2009 e le sue opere sono state esposte in numerosi musei, istituzioni e fondazioni internazionali, tra cui le Biennali di Dallas (2017) e della Bolivia (2016), il Migros Museum für Gegenwartskunst di Zurigo (2014), il Centro de Arte Dos de Mayo a Madrid (2014), il Museo de Arte Modern di Città del Messico (2011), il Museion di Bolzano (2011), la Kunsthalle Fridericianum a Kassel (2010) e il Los Angeles County Museum of Art (2010).

Promossa dal Comune di Milano | Cultura e prodotta dal PAC con Silvana Editoriale, la mostra è curata da Diego Sileo e si inserisce in una delle quattro linee di ricerca del Padiglione d’Arte Contemporanea, che vede protagonisti i grandi nomi del panorama artistico internazionale in vista delle settimane in cui Milano diventa vetrina mondiale con miart e il Salone del Mobile.

In occasione di Miart e Art week, infatti, venerdì 13 aprile alle ore 19:30 l’artista presenta una performance tributo a Karla, prostituta transessuale assassinata a Ciudad Juárez (Messico) nel 2016. Un gesto forte, che lascerà una ferita aperta sui muri del PAC e vedrà protagonista Sonja Victoria Vera Bohórquez, una donna transgender che si prostituisce a Zurigo.

Per tutta la settimana dal 10 al 14 aprile inoltre il PAC resta aperto fino alle 22:30 con biglietto ridotto € 4 a partire dalle 19, e organizza due visite guidate gratuite: giovedì 12 marzo alle ore 19 e domenica 15 marzo alle 18, con il curatore della mostra.

“Durante l'Art week, la settimana che Milano dedica all’arte moderna e contemporanea con moltissime iniziative diffuse in tutta la città, Teresa Margolles sarà al PAC con una performance tributo a una delle vittime dei racconti di dolore e morte testimoniate nelle sue opere - dichiara l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. L'attenzione al linguaggio performativo è infatti una delle cifre del PAC, sempre più attento a intercettare le tendenze della produzione artistica internazionale, di cui Teresa Margolles è ormai un’interprete affermata in tutto il mondo".

Con una grammatica minimalista, ma di forte impatto e quasi prepotente sul piano concettuale, le 14 installazioni di Margolles in mostra al PAC esplorano gli scomodi temi della morte, dell'ingiustizia sociale, dell'odio di genere, della marginalità e della corruzione generando una tensione costante tra orrore e bellezza.

Formatasi in medicina legale, Teresa Margolles ha lavorato per dieci anni con il collettivo SeMéFo (Servicio médico forense), fondato nel 1990 a Città del Messico, che denunciava la violenza sistematica nella società contemporanea. Studiando a fondo le dinamiche scaturite dalla violenza e le conseguenze che la paura ha prodotto nella società, ha vissuto in prima persona ciò che la guerra al narcotraffico ha causato alla città e ai suoi abitanti, la distruzione del tessuto urbano, architettonico e sociale.

Nella sua arte le tracce di questi scenari violenti diventano narrazione. All’interno degli obitori, come per le strade, l’artista raccoglie gli ultimi elementi di vita - oggetti, materiali, frammenti di edifici e fluidi corporei - se ne appropria e li trasporta negli spazi espositivi.

Di fronte alle opere di Teresa Margolles si ha la sensazione di assistere ad un gioco di forze brutali, non di certo invisibili, che provocano morte e dolore, spezzano corpi e legami (gli stessi corpi lacerati evocati dall’opera51 cuerpos 2010), ma producono anche nuove relazioni sociali e nuove metafore del potere. L’intento dell’artista è quello di volere esplorare la violenza, nella sua accezione di “atto politico”, ma anche gli effetti individuali e sociali di molti orrori attuali, come la tragica e costante sparizione di donne in diverse città messicane - tra le quali la ormai nota Ciudad Juarez - raccontata dall’operaLa búsqueda (2014) presentata al PAC nella sua interezza per la prima volta in Italia.

La smisurata quantità dei prodotti della violenza raccontati dall’artista messicana – il dolore, i morti, i corpi sfigurati, la crudeltà, l’impunità, il terrore, l’odio – converte la ricerca dell’artista in una vera e propria sfida. La rappresentazione della morte, in chiave più diretta come nell’operaPapeles (2003) o in chiave più metaforica come inVaporización(2002) installata al PAC in una nuova versione, costituisce un tema cupo. A dominare èspesso l’impulso di arretrare al cospetto di esperienze a dir poco impensabili, come quelle raccontate quotidianamente dal giornale messicanoPM (2010) che in copertina affianca annunci pubblicitari a sfondo sessuale ad immagini di morti violente.

La drammaticità delle opere di Margolles assedia e travolge lo spettatore con la crudezza dei suoi significati e delle sue immagini, ma lo affascina anche sotto forma di lussuosi e preziosi gioielli (Joyas, 2007) dal macabro contenuto.

Per avvicinare, coinvolgere e sensibilizzare il pubblico rispetto alle tematiche trattate dal lavoro dell’artista, il PAC organizza come di consueto una serie di attività didattiche: visite guidate gratuite per il pubblico il giovedì alle 19 (con biglietto ridotto € 4) e la domenica alle 18, anche con special guest, e programmando una serie di attività tra workshop e incontri. Sul sito del PAC il programma completo.

Accompagna i visitatori tra le opere una guida alla mostra gratuita, curata da Francesca Guerisoli, docente di Arte e Architettura e Linguaggi della Fotografia presso l'Università di Milano-Bicocca, che da tempo si occupa del rapporto dell'arte con la dimensione sociale e politica. La guida analizza le opere in mostra fornendo ai visitatori uno strumento indispensabile, con approfondimenti sul tema del femminicidio e un confronto tra Italia e Messico rispetto ai dati della violenza di genere.

La mostra è realizzata con il sostegno di TOD’S, sponsor dell’attività espositiva del PAC, con il contributo di Alcantara e Cairo Editore e con il supporto di Vulcano.

Il catalogo è pubblicato da Silvana Editoriale.

PROJECT ROOM — in occasione della mostra il PAC ospita nella project room un focus sull’opera videoMum, I’m sorry (2017) di Martina Melilli a cura di Chiara Agnello, un progetto di Careof e Sky Academy, in collaborazione con Sky Arte HD e in partnership con il Museo del Novecento a sostegno della scena artistica italiana. L’opera, vincitrice di ArteVisione 2017 e collegata ai temi trattati dall’arte di Teresa Margolles, sarà lo spunto per due laboratori al PAC aperti al pubblico, incentrati sul valore degli oggetti e sul loro potere narrativo, e realizzati a seguito di una visita guidata alla mostra YA BASTA HIJOS DE PUTA.

Come da Comune di Milano.