Università La Sapienza a Roma: eventi dal 30 maggio al 3 giugno

24 maggio 2018

Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente). Ai link relativi a ciascun evento è possibile approfondire.

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Ocriculum AD 168. VII Edizione della manifestazione

OCRICULUM AD 168, 2018 – VII EDIZIONE
25, 26 e 27 maggio: OCRICULUM AD 168


Tre giorni dedicati a chi ama la storia, a chi vuole portare i propri bambini a divertirsi imparando, a chi vuole assaggiare i piatti dell’antica Roma o, semplicemente, a chi vuole staccare la spina e godersi la meravigliosa cornice del Parco Archeologico di Ocriculum.
L’ultimo week-end di maggio, a partire dal venerdì, torna quello che è diventato uno dei piùimportanti appuntamenti di rievocazione storico-romana d’Italia, all’interno dei suggestivi scorci del Parco Archeologico di Otricoli, va in scena la sesta edizione di Ocriculum AD 168.

L’evento - promosso dall’Associazione Ocriculum in collaborazione col Comune di Otricoli, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria e il supporto della Fondazione CARIT, ha come scopo quello di valorizzare l’eredità storica della cittadina
umbra attraverso attività che utilizzano la rievocazione storica come strumento di divulgazione culturale, promozione del territorio e di accrescimento identitario locale.

168 d.C.: CORREVA IL TEMPO DELL’IMPERATORE MARCO AURELIO
Il periodo è quello del II sec. d.C., il tempo dell’imperatore Marco Aurelio, il tempo in cui Ocriculum era un prospero municipio ai confini di Roma. Immersi in questo scenario sarà facile imbattersi nella quotidianità di un cittadino romano o di un legionario che gioca coi dadi, nella furbizia di un mercante che cerca di vendere le sue mercanzie o nelle fatiche e il sudore di uno schiavo ai remi di un’imbarcazione al Porto agli ordini del suo arrogante
padrone. Oltre alle scene di vita del municipio, ci saranno degli appuntamenti rievocativi: quali i ludi ginnici, i riti, le danze antiche accompagnate da musici e soprattutto la ricostruzione di un intero porto fluviale.

OCRICULUM, LA DEA VALENTIA E IL NOME SEGRETO DI ROMA
Le fonti storiche tramandano che proprio nel municipio umbro, a differenza di quanto accadeva a Roma, si venerava una divinità antichissima: la dea Valentia. La stessa dea che pare, sia il nome segreto della stessa Caput Mundi.
Quest’anno la rievocazione, prendendo spunto dalle fonti, proporrà un rito dedicato a questa dea, di fronte all’interno di un “lucus”: un boschetto sacro dedicato proprio alla Dea.

LE CONFERENZE:
Dal venerdì alla domenica una serie di conferenze che toccano alcuni dei punti più importanti per la valorizzazione del Parco Archeologico di Ocriculum:
● venerdì 25 maggio (ore 16.00): “Agenda Ocriculum: Il patrimonio turistico-culturale come opportunità di sviluppo inclusivo” , presentazione dei risultati del tavolo tecnico sugli interventi di accessibilità del Parco Archeologico di Ocriculum
● sabato 26 maggio (ore 11.00) - “Il Parco Archelogico di Ocriculum come attrattore turistico” Presentazione delle attività del “Progetto ALFA: Archeo Land For All ” finanziato dalla Fondazione CARIT:
○ Una nuova identità grafica per il Parco Archeologico;
○ Il sito internet e la piattaforma di comunicazione;
○ La nuova pannellistica e i percorsi;
○ La Carta di Ocriculum - per parco archeologico accessibile.
● domenica 27 maggio (ore 12.00) - “ Per un Parco 3.0 ”, in collaborazione con Dielle Editore,
○ Le nuove frontiere della comunicazione sull’archeologia con le due
archeoblogger Antonia Falcone e Astrid D’Eredità presentano il libro “Archeosocial: il primo manuale di comunicazione social per l’archeologia”;
○ MiRasna (Io Etrusco): un mobile game che valorizza i luoghi della dodecapoli etrusca attraverso la gamification e l’edutainment, con il creatore del gioco Maurizio Amoroso, e l’archeoblogger Francesca Pontani;
○ “Thanatos. La visione della morte nel mondo greco”: il giovane scrittore, influencer e rievocatore, Michele Porcaro presenta il suo ultimo lavoro.


I CIBI ANTICHI E UNA LOCANDA ALL’APERTO CON VISTA SULLA VALLE DEL TEVERE
Non solo storia, non solo rievocazione ma enogastronomia che - se da un lato ricostruisce quattro ambienti storici come una popina, la tavola fredda romana. il thermopolium, la tavola calda e due mense, quella agricola e quella dei cacciatori con tanto di assaggio di
quaglie allo spiedo - vedrà dall’altro proporre i cibi della tradizione umbra presso la “Locanda dell’antica Basilica” posto su un terrazzamento affacciato verso la splendida valle del Tevere.

IL NETWORK DELLE ANTICAE VIAE
Ocriculum AD 168, dal 2015, fa parte del progetto ANTICAE VIAE (www.anticaeviae.com), network di eventi su scala nazionale che hanno come obiettivi:
● la sensibilizzazione del grande pubblico attorno ad aree tematiche storico-culturali,
● la promozione di aree di interesse storico-artistico,
● l’offerta di contenuti turistici attraverso gli strumenti della divulgazione e della rievocazione storica.

IL PROGRAMMA COMPLETO
VENERDì 25 MAGGIO
dalle ore 15.00 - Il municipio di Ocriculum nel II sec. d.C.
Il Parco Archeologico di Ocriculum torna al 168 d.C.: ogni luogo, durante l’intera giornata, vedrà rivivere le scene di vita reale del periodo in cui regnava Marco Aurelio.
● Arco degli argentarii (ingresso all’area rievocativa) - la figura storica dell’argentario, il banchiere romano che aveva il compito della “permutatio”: il cambio moneta (da euro in assi, sesterzi e auri)
● Castra Legionis (area di fronte il ninfeo) - l’accampamento dei legionari con scene di vita militare e didattiche sull’esercito romano (con le Associazioni: Legio XVI Flavia).
● Excubitorium (area del pilone monumentale d’ingresso) - l’ufficio delle guardie urbiche al servizio di uno dei magistrati di Ocriculum
● Silva Venatorum - il bosco dei cacciatori con l’accampamento, il laboratorio didattico sulla caccia e un punto enogastronomico “ad mensam venatorum”
● Lucus Valentiae - il boschetto sacro alla Dea Valentia, con l’ara per i riti e le sue sacerdotesse
● Historia Magistra Vitae (area al fianco della via Flaminia) - il magister e i suoi scolari con la didattica sui giochi antichi magistra vitae
● Religio atque Pietas (area della Flaminia) - la religione, i riti e la magia al tempo di Roma
● Thermopolium ad Flaminiam - l’antica “tavola calda” romana, dove poter gustare i piatti antichi mentre si sorseggia del mulsum
● Musici et Saltatores (area delle terme) - musici, danzatrici e banco didattico con la ricostruzione degli strumenti dell’antichità (a cura di Marco Sciascia)
● De Re Rustica (fonti di Grotticello): scene di vita contadina con didattiche, allevatori, forno e “ad mensam agricolae”con la bottega del pane, della pizza, della frutta secca e degli ortaggi
● Emporium (area antistante le Grandi Sostruzioni) - Il mercato e gli artigiani con banchi e didattiche per bambini e adulti: pharmacopolia ed erbe officinali, bellezza ai tempi di Roma attività artigiane
● Arena dei ludi e Domus di Iulio Iulianus: (Grandi Sostruzioni)
● Portum Olei - la ricostruzione dell’antico porto sul Tevere con: scene di vita, la navigazione su barche fluviali antiche, e la piazza con i mercanti.
● Popina ad Portum Olei - l’antica “tavola fredda” disposta nella piazza del porto di Ocriculum, dove poter gustare piatti antichi e sorseggiare mulsum
● Locanda dell’Antica Basilica (sopra le Grandi SostruzioniI) - locanda tipica dove poter gustare i piatti dell’antica tradizione umbra ore 15.00 - Apertura delle aree enogastronomiche
● Thermopolium ad Flaminiam - Nella zona della via Flaminia
● Ad Mensam Agricolae - Presso le fonti di Grotticello
● Ad Mensam Venatorum - Presso il bosco dei cacciatori
● Popina ad Portum Olei - Al Porto dell’Olio
● Locanda dell’Antica Basilica - Sopra le Grandi Sostruzioni
ore 15.30 - Lucus Valentiae: Rito alla Dea Valentia
Nel bosco di ulivi sacro a Valentia, il rito alla Dea di Ocriculum
ore 16.00 - Area delle Terme: Conferenza “Agenda Ocriculum: Il patrimonio turistico-culturale come opportunità di sviluppo inclusivo”

Presentazione dei risultati del tavolo tecnico sugli interventi di accessibilità del Parco Archeologico di Ocriculum
ore 17.30 - Porto dell’Olio: Ludi Piscatorii
Corteo del magistrato fino al porto, rito a Vulcano e ludi tra i marinai, poi ritorno del magistrato in città
ore 18.30 - Porto dell’Olio: Il ritorno delle ceneri di un cavaliere
Il ritorno della salma di un eques della LEGIO XVI al porto e funus verso l’area dei Castra

SABATO 26 MAGGIO
dalle ore 10.30 - Il municipio di Ocriculum nel II sec. d.C.
Il Parco Archeologico di Ocriculum torna al 168 d.C.: ogni luogo, durante l’intera giornata, vedrà rivivere le scene di vita reale del periodo in cui regnava Marco Aurelio.
● Arco degli argentarii (ingresso all’area rievocativa) - la figura storica dell’argentario, il banchiere romano che aveva il compito della “permutatio”: il cambio moneta (da euro in assi, sesterzi e auri)
● Castra Legionis (area di fronte il ninfeo) - l’accampamento dei legionari con scene di vita militare e didattiche sull’esercito romano (con le Associazioni: Legio XVI Flavia; Legio I Minervia; Legio III
Gallica; Contubernio Piceno, Legio VI Ferrata).
● Excubitorium (area del pilone monumentale d’ingresso) - l’ufficio delle guardie urbiche al servizio di uno dei magistrati di Ocriculum
● Silva Venatorum - il bosco dei cacciatori con l’accampamento, il laboratorio didattico sulla caccia e il punto ristoro “ad mensam venatorum”
● Lucus Valentiae - il boschetto sacro alla Dea Valentia, con l’ara per i riti e le sue sacerdotesse
● Historia Magistra Vitae (area al fianco della via Flaminia) - il magister e i suoi scolari con la didattica sui giochi antichi magistra vitae
● Religio atque Pietas (area della Flaminia) - la religione, i riti e la magia al tempo di Roma
● Thermopolium ad Flaminiam - l’antica “tavola calda” romana, dove poter gustare i piatti antichi mentre si sorseggia del mulsum
● Musici et Saltatores (area delle terme) - musici, danzatrici e banco didattico con la ricostruzione degli strumenti dell’antichità (a cura di Marco Sciascia)
● De Re Rustica (fonti di Grotticello): scene di vita contadina con didattiche, allevatori, forno e “ad mensam agricolae”con la bottega del pane, della pizza, della frutta secca e degli ortaggi
● Emporium (area antistante le Grandi Sostruzioni) - Il mercato e gli artigiani con banchi e didattiche per bambini e adulti: pharmacopolia ed erbe officinali, bellezza ai tempi di Roma attività artigiane
● Arena dei ludi e Domus di Iulio Iulianus: (Grandi Sostruzioni)
● Ludus (area di fronte il Teatro) - la palestra dove il lanista addestrava i suoi schiavi per le battaglie nell’arena o per i ludi ginnici. Il campo dei Greci (con didattiche sul mondo della Grecia del III sec. a.C.
- a cura dell’Associazione Simmachia Ellenon) e il campo dei Romani Repubblicani (con didattiche sul mondo di Roma in periodo repubblicano - a cura dell’Associazione Decima Legio)
● Portum Olei - la ricostruzione dell’antico porto sul Tevere con: scene di vita, la navigazione su barche fluviali antiche, e la piazza con i mercanti. In più le didattiche sul mercato e l’economia ai tempi di
Roma, sull’ingegneria romana (a cura dell’Associazione Suodales), il viaggio fluviale nell’antichità e il medicus (a cura dell’Associazione Sardinia Romana)
● Popina ad Portum Olei - l’antica “tavola fredda” disposta nella piazza del porto di Ocriculum, dove poter gustare piatti antichi e sorseggiare mulsum
● Locanda dell’Antica Basilica (sopra le Grandi SostruzioniI) - locanda tipica dove poter gustare i piatti dell’antica tradizione umbra
ore 10.30, 11.30, 12.30 - Visite guidate al Parco
ore 11.00 - Area delle Terme: Conferenza “Il Parco Archelogico di Ocriculum come attrattore turistico”

Presentazione delle attività del “Progetto ALFA: Archeo Land For All” finanziato dalla Fondazione CARIT:
● Una nuova identità grafica per il Parco Archeologico;
● Il sito internet e la piattaforma di comunicazione;
● La nuova pannellistica e i percorsi;
● La Carta di Ocriculum - per parco archeologico accessibile.
ore 12.00 - Apertura delle aree enogastronomiche
● Thermopolium ad Flaminiam - Nella zona della via Flaminia
● Ad Mensam Agricolae - Presso le fonti di Grotticello
● Ad Mensam Venatorum - Presso il bosco dei cacciatori
● Popina ad Portum Olei - Al Porto dell’Olio
● Locanda dell’Antica Basilica - Sopra le Grandi Sotruzioni

ore 13.00 - Pausa delle attività rievocative
dalle ore 15.00 - Il municipio di Ocriculum nel II sec. d.C .
Il Parco Archeologico di Ocriculum torna al 168 d.C.: ogni luogo, durante l’intera giornata, vedrà rivivere le scene di vita reale del periodo in cui regnava Marco Aurelio
ore 15.30 - Porto dell’Olio: Arrivo di un mercante al porto
Sbarco delle merci, incontro tra i mercanti e negoziazione delle merci
ore 16.30 - Porto dell’Olio: Il ritorno delle ceneri di un cavaliere
Il ritorno della salma di un eques della LEGIO XVI e funus verso l’area dei Castra
ore 17.30 - Lucus Valentiae: Rito alla Dea Valentia
Nel bosco sacro a Valentia, il rito alla Dea di Ocriculum
ore 18.30 - Area dei ludi: Munera, lo scontro tra romani e macedoni
In onore del ritorno della salma dell’eques, il magistrato Iulio Iuliano indice dei ludi funebri
ore 21.30 - Area dei concerti: Uttern, Concerto di musica celtica
Non un semplice concerto, bensì un grande rituale musicale , dove gli elementi acqua-fuoco-terra-aria si uniscono al quinto, lo Spirito, vibrante e condiviso da tutti, sopra e sotto il palco.

DOMENICA 27 MAGGIO
dalle ore 10.30 - Il municipio di Ocriculum nel II sec. d.C.
Il Parco Archeologico di Ocriculum torna al 168 d.C.: ogni luogo, durante l’intera giornata, vedrà rivivere le scene di vita reale del periodo in cui regnava Marco Aurelio.
● Arco degli argentarii (ingresso all’area rievocativa) - la figura storica dell’argentario, il banchiere romano che aveva il compito della “permutatio”: il cambio moneta (da euro in assi, sesterzi e auri)
● Castra Legionis (area di fronte il ninfeo) - l’accampamento dei legionari con scene di vita militare e didattiche sull’esercito romano (con le Associazioni: Legio XVI Flavia; Legio I Minervia; Legio III
Gallica; Contubernio Piceno, Legio VI Ferrata).
● Excubitorium (area del pilone monumentale d’ingresso) - l’ufficio delle guardie urbiche al servizio di uno dei magistrati di Ocriculum
● Silva Venatorum - il bosco dei cacciatori con l’accampamento, il laboratorio didattico sulla caccia e il punto ristoro “ad mensam venatorum”
● Lucus Valentiae - il boschetto sacro alla Dea Valentia, con l’ara per i riti e le sue sacerdotesse
● Historia Magistra Vitae (area al fianco della via Flaminia) - il magister e i suoi scolari con la didattica sui giochi antichi magistra vitae
● Religio atque Pietas (area della Flaminia) - la religione, i riti e la magia al tempo di Roma
● Thermopolium ad Flaminiam - l’antica “tavola calda” romana, dove poter gustare i piatti antichi mentre si sorseggia del mulsum
● Musici et Saltatores (area delle terme) - musici, danzatrici e banco didattico con la ricostruzione degli strumenti dell’antichità (a cura di Marco Sciascia)
● De Re Rustica (fonti di Grotticello): scene di vita contadina con didattiche, allevatori, forno e “ad mensam agricolae”con la bottega del pane, della pizza, della frutta secca e degli ortaggi
● Emporium (area antistante le Grandi Sostruzioni) - Il mercato e gli artigiani con banchi e didattiche per bambini e adulti: pharmacopolia ed erbe officinali, bellezza ai tempi di Roma attività artigiane
● Arena dei ludi e Domus di Iulio Iulianus: (Grandi Sostruzioni)
● Ludus (area di fronte il Teatro) - la palestra dove il lanista addestrava i suoi schiavi per le battaglie nell’arena o per i ludi ginnici. Il campo dei Greci (con didattiche sul mondo della Grecia del III sec. a.C.
- a cura dell’Associazione Simmachia Ellenon) e il campo dei Romani Repubblicani (con didattiche sul mondo di Roma in periodo repubblicano - a cura dell’Associazione Decima Legio)
● Portum Olei - la ricostruzione dell’antico porto sul Tevere con: scene di vita, la navigazione su barche fluviali antiche, e la piazza con i mercanti. In più le didattiche sul mercato e l’economia ai tempi di
Roma, sull’ingegneria romana (a cura dell’Associazione Suodales), il viaggio fluviale nell’antichità e il medicus (a cura dell’Associazione Sardinia Romana)
● Popina ad Portum Olei - l’antica “tavola fredda” disposta nella piazza del porto di Ocriculum, dove poter gustare piatti antichi e sorseggiare mulsum
● Locanda dell’Antica Basilica (sopra le Grandi SostruzioniI) - locanda tipica dove poter gustare i piatti dell’antica tradizione umbra
ore 10.30, 11.30, 12.30 - Visite guidate al Parco
ore 11.00 - Porto dell’Olio: Arrivo di un mercante al porto
Sbarco delle merci, incontro tra i mercanti e negoziazione delle merci
ore 12.00 - Area delle Terme: Conferenza “Per un Parco 3.0”
In collaborazione con Dielle Editore,
● Le nuove frontiere della comunicazione sull’archeologia con le due archeoblogger Antonia Falcone e Astrid D’Eredità presentano il libro “Archeosocial: il primo manuale di comunicazione social per
l’archeologia”;
● MiRasna (Io Etrusco): un mobile game che valorizza i luoghi della dodecapoli etrusca attraverso la gamification e l’edutainment, con il creatore del gioco Maurizio Amoroso, e l’archeoblogger Francesca Pontani;
● “Thanatos. La visione della morte nel mondo greco”: il giovane scrittore, influencer e rievocatore, Michele Porcaro presenta il suo ultimo lavoro.
ore 12.00 - Apertura delle aree enogastronomiche
● Thermopolium ad Flaminiam - Nella zona della via Flaminia
● Ad Mensam Agricolae - Presso le fonti di Grotticello
● Ad Mensam Venatorum - Presso il bosco dei cacciatori
● Popina ad Portum Olei - Al Porto dell’Olio
● Locanda dell’Antica Basilica - Sopra le Grandi Sotruzioni
ore 13.00 - Pausa delle attività rievocative
dalle ore 15.00 - Il municipio di Ocriculum nel II sec. d.C.
Il Parco Archeologico di Ocriculum torna al 168 d.C.: ogni luogo, durante l’intera giornata, vedrà rivivere le scene di vita reale del periodo in cui regnava Marco Aurelio.
ore 15.00 - Lucus Valentiae: Rito alla Dea Valentia
Nel bosco sacro a Valentia, il rito alla Dea di Ocriculum
ore 16.00 - Grandi Sostruzioni: Matrimonio Romano
Il matrimonio romano, con corteo delle famiglie nobili, rito del matrimonio con simposio, danze e musiche
ore 17.00 - Porto dell’Olio: Ludi Piscatorii
Corteo del magistrato fino al porto, rito a Vulcano e ludi tra i marinai, poi ritorno del magistrato in città
ore 18.00 - Area dei ludi: Rosalia Signorum
Corteo delle legioni dai castra sino all’area dei ludi, il Campo di Marte, e rito dei rosalia signorum
ore 18.30 - Area dei ludi: Olimpiadi - Ludi ginnici a chiusura dell’evento


Roma: presentazione libro “Alle origini di Quarto Potere. Too much Johnson: il film perduto di Orson Welles”

La Casa del Cinema ospita la presentazione del libro “Alle origini di Quarto Potere. Too much Johnson: il film perduto di Orson Welles”

Venerdì 25 maggio alle ore 18 in sala Deluxe.

Presenti l’autore Massimiliano Studer, Enrico Ghezzi e Roberto Perpignani

Roma, 23 maggio 2018 – Nella sala Deluxe della Casa del Cinema di Roma verrà presentata venerdì 25 maggio alle ore 18 la novità editoriale firmata da Massimiliano Studer per Mimesis Edizioni: “Alle origini di Quarto Potere. Too much Johnson: il film perduto di Orson Welles”. L’autore introdurrà la propria opera in compagnia di due illustri ospiti: Enrico Ghezzi (Fuori Orario, Blob) e Roberto Perpignani (Coordinatore del Corso di montaggio presso il Centro Sperimentale di Cinematografia). Al termine dell’incontro, verrà proiettata una video intervista a Ciro Giorgini dedicata al ritrovamento di Too Much Johnson: Ciro Giorgini. La Magnifica Ossessione Too Much Johnson e il cinema di Orson Welles(HD, col. e B/N, 36’, 2014).

Quando si legge il nome di Welles ci si trova nella strana condizione di dover fare i conti con un gigante che si è sempre divertito a creare rompicapi e produzioni filmiche costellate di misteriose vicissitudini. Come quelle legate al suo primo inedito film: Too much Johnson. Creduta distrutta nell’incendio che colpì la casa madrilena di Welles nell’agosto 1970, la copia della sua opera prima venne ritrovata nel 2008, a distanza di settant’anni dalla sua realizzazione, da un ragazzo del cineclub Cinemazero di Pordenone, Mario Catto. Rovistando fra le scatole che una ditta di trasporti locale intendeva eliminare, Catto trovò la preziosa pellicola, successivamente riconosciuta come autentica da Ciro Giorgini, grande esperto dell’opera di Orson Welles.

Dieci anni dopo il ritrovamento del film, nel frattempo restaurato dalla George Eastman House con il contributo della National Film Preservation Foundation, Massimiliano Studer torna sull’opera “fantasma” che, nel 1938, ha inaugurato la carriera cinematografica di una delle figure più estrose e imprevedibili dell’intero panorama artistico. Il risultato è un volume che va ad arricchire significativamente l’esegesi wellesiana, presentando una ricostruzione di ampio respiro del mondo artistico e culturale del primo Orson Welles, con particolare attenzione al contesto storico, politico e culturale della New York anni trenta. Uno strumento per gli amanti del cinema e non solo impreziosito da una prefazione di Paolo Mereghetti e da un’intervista allo stesso Ciro Giorgini.

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XIX edizione di Teatri di Pietra

DAL 1 GIUGNO AL 29 LUGLIO 2018

Parco di Malborghetto e Villa di Livia

dal 1 al 26 Giugno

TEATRI DI PIETRA

Antiquarium Arco di Malborghetto

dal 28 Giugno al 4 Luglio

OPRA PRIMA - TEATRI DI PIETRA

Villa di Livia (Prima Porta)

dal 5 al 29 Luglio

TEATRI DI PIETRA

Area Archeologica di Malborghetto

Tornano i Teatri di Pietra, quest'anno con la direzione di Sebastiano Tringali, Fabio Lorenzi e Aurelio Gatti, da molti anni appuntamento immancabile alcuni tra i siti meno noti, ma di grande suggestione del Lazio: Arco di Malborghetto e Villa di Livia. Al via la XIX edizione della rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali e archeologici, attraverso lo spettacolo dal vivo, con oltre venti aree coinvolte in diverse regioni, dalla Toscana alla Sicilia, che ospiteranno gli appuntamenti di una programmazione dedicata ai temi del Mediterraneo e del Mito, ideata da Pentagono Produzioni e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma per Villa di Livia e l’Arco di Malborghetto, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Lazio, il Parco di Veio e il Comune di Roma - XV Municipio.

Le nuova edizione presenta interessanti novità di respiro internazionale, con ventitré appuntamenti e alcune prime nazionali, che saranno ospitati all’interno dell'Antiquarium dell’Arco di Costantino, nell’adiacente Parco Archeologico di Malborghetto e presso la Villa di Livia, dove si terranno reading dedicate alla drammaturgia contemporanea.

La rassegna inizia all’Antiquarium di Malborghetto con due prime nazionali, l’1 e il 2 Giugno con “FLORA SCENICA SPONTANEA/ORIGINI”, performance artistica che coniuga la pittura di Alessandro Giuliani, con danza e musica, in un’interessante e originale contaminazione tra le arti; il 7 e 8 Giugno è la volta di “DIMMI, TIRESIA”, uno spettacolo di teatro-danza, di e con Luisa Stagni; il 13 GiugnoU CICLOPU, GIUFA’ E FIRRANZANU” di e con Gaspare Balsamo, studioso e interprete dell’antica arte del cunto; il 15 e 16 Giugno, “PENTESILEA VS ACHILLE”, il mito arcaico che vede Achille uccidere Pentesilea, è stato rivisitato dalla penna di Francesco Randazzo, in chiave contemporanea; il 20 Giugno, “ALLE ACQUE”, quattro pièces coreografiche a firma di Loredana Parrella, che indagano il tema del corpo in relazione all’elemento acqua; il 22 e 23 Giugno altra prima nazionale con “PANNYCHIS”, diretto da Mariagiovanna Rosati Hansen, la rivisitazione ironica della Pizia che condizionò i destini dei Greci dai tempi di Edipo; il 26 Giugno, si conclude la programmazione dell’Antiquarium con la danza di Charlotte Zerbey e Alessandro Certini per SENTIMENTO JOURNEY/THE TRIP”, uno spettacolo ironico che mette in gioco danza, voce e musica dal vivo.

La rassegna si sposta nell’adiacente Parco di Malborghetto, il 5 Luglio, con “MAREA”, canti e musiche del Salento, di e con Enza Pagliara; il 6 Luglio, il mito di “DAPHNE”, rivive con la regia e coreografia di Aurelio Gatti; l’11 Luglio è la volta di “PAN…CRAZIO: LA LIBERTA’ DI AVERE PAURA”, sorta di riscrittura contemporanea del mito di Pan, con la regia di Simone Migliorini; il 13 Luglio, “L’ARTE DI SAPER INVECCHIARE”, interessante adattamento da Cicerone, scritto e diretto da Piero Nuti; il 19 Luglio, “CARMINA BURANA”, la famosa cantata scenica di testi poetici medievali; il 20 Luglio, altra prima nazionale, “ADELPHOE (I FRATELLI)”, la nuova comicità da Publio Terenzio Afro, per la regia di Silvio Giordani, con Pietro Longhi e Paolo Perinelli; il 26 Luglio, “ANIMA BAROCCA”, a cura della compagnia musicale Ecovanavoce, che propone performance tra musica antica, tradizione popolare e musica contemporanea originale; il 28 Luglio, “PAPPOSILEIDE”, cantata semiseria ispirata al fauno, signore della fertilità e dell’ebbrezza, con un ensamble partenopeo d'eccezione; ultimo spettacolo, il 29 Luglio, vede in scena “DEJAME QUE TE CUENTE: IDENTITAD”, una compagnia di Santo Domingo con uno spettacolo di teatro antropologico che coniuga la cultura taina e africana attraverso i loro miti balli, canti e sonorità.

OPRA PRIMA, la sezione di inediti a Villa di Livia, inaugura il 28 Giugno con “EIKONES” di Cecilia Bernabei, che mette in scena personaggi femminili che hanno segnato la storia e il mito. Il 30 Giugno, Anna Pavignano, storica sceneggiatrice di Massimo Troisi, si cimenta per la prima volta nella drammaturgia teatrale con “LA SVEDESE”, tratto dal suo ultimo romanzo. A conclusione degli appuntamenti a Villa di Livia, il 4 Luglio, “STORIA NOTTURNA: LA VISIONE DEL SABBA”, di Alma Daddario, il processo alle streghe come specchio di crisi epocali alla ricerca di un capro espiatorio.

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Pompei Civita Giuliana: scoperta straordinaria tra cunicoli di scavi clandestini

Pompei Civita Giuliana

SCOPERTA STRAORDINARIA tra i CUNICOLI di SCAVI CLANDESTINI

OPERAZIONE CONGIUNTA TRA PROCURA, CARABINIERI

E PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI

per salvare il patrimonio archeologico in pericolo

Scoperta straordinaria nell’area di Civita Giuliana, nella zona Nord fuori le mura del sito archeologico di Pompei, dove erano stati intercettati cunicoli clandestini.

Grazie all’ operazione congiunta del Parco Archeologico di Pompei con la Procura della Repubblica di  Torre Annunziata, gli investigatori del Comando Gruppo Carabinieri  di Torre Annunziata e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli che stavano già indagando su queste attività illecite, dallo scorso agosto è stato avviato un intervento di scavo allo scopo di proseguire nelle indagini e salvare il patrimonio archeologico in pericolo. 

 Il 10 maggio alle ore 11,00 presso lo scavo di Civita Giuliana  il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna ha presentato in esclusiva, l’eccezionale ritrovamento e l’operazione messa in campo con l’attività di scavo in corso. 

L’intervento ha portato alla luce una serie di ambienti di servizio di una grande villa suburbana conservata in maniera eccezionale, dalla quale sono emersi anche diversi reperti (anfore, utensili da cucina, parte di un letto in legno di cui è stato possibile realizzare il calco) e una tomba del periodo post 79 d.C. che custodiva lo scheletro del defunto.

Per la prima volta è stato, inoltre, possibile restituire, attraverso la tecnica dei calchi, la sagoma integra di un cavallo rinvenuto in uno degli ambienti dello scavo.

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GLI SCAVI DI CIVITA GIULIANA

LE VILLE DEL SUBURBIO DI POMPEI

Il suburbio dell’antica città di Pompei era popolato da numerosi complessi insediativi sparsi sul territorio che rispondevano ad esigenze sia di carattere produttivo (fattorie destinate alla produzione di vino ed olio) che residenziale o stagionale per il soggiorno temporaneo del proprietario.

L’attività di tutela svolta dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei ed ora dal Parco Archeologico di Pompei ha consentito di delineare un quadro alquanto complesso ed articolato, con l’individuazione di varie “ville”, poste nel territorio di competenza.

L’attuale campagna di scavo, in località Civita Giuliana, area a circa 700 m a nord-ovest delle mura dell’antica Pompei, oltre a confermare tali dati, ha messo in luce il settore produttivo - servile di un’ampia villa già, in parte, indagata agli inizi del ‘900 e l’ area (sud e sud-ovest della struttura) destinata ad uso agricolo.

I VECCHI SCAVI

Tra il 1907 e il 1908, nella zona immediatamente a nord di quella in esame, erano stati condotti scavi ad opera del Marchese Giovanni Imperiali, sulla base di una concessione di scavo rilasciata dall’allora Ministero della Pubblica Istruzione al privato secondo la normativa in vigore all’epoca, i cui resoconti sono stati pubblicati nel 1994 con una monografia della Soprintendenza.

Il vecchio scavo aveva portato alla luce 15 ambienti riferibili a due settori della villa, uno residenziale e l’altro produttivo.

Il settore residenziale si articolava intorno ad un peristilio a pianta rettangolare, delimitato sui lati Nord ed Est da un porticato sorretto da colonne in muratura, mentre il lato occidentale, sfruttando presumibilmente un salto di quota naturale, era delimitato da un lungo criptoportico coperto da una terrazza su cui si apriva il peristilio con l’affaccio sul terreno antistante.

Sul lato orientale del peristilio furono messi in luce cinque ambienti (gli unici di cui è stato possibile ubicare esattamente le strutture grazie alla documentazione fotografica dello scavo), decorati con pitture di III e IV stile e che restituirono una varietà tipologica di oggetti riferibile alla vita quotidiana, all’ornamento personale, al culto domestico.

Del settore produttivo, posto probabilmente sul lato nord-orientale dell’edificio, non si hanno informazioni tali da poterlo ubicare con certezza, ma sicuramente era costituito da un torcularium, da una cella vinaria e da altri ambienti adibiti allo stoccaggio delle derrate prodotte nel fondo agricolo che circondava l’edificio; incerta anche la posizione di un lararium dipinto posto all’angolo sud orientale del cortile.

Negli anni successivi altri rinvenimenti casuali hanno rilevato ulteriori resti di strutture.

Nel 1955, la Soprintendenza Archeologica, proprio a ridosso di uno dei saggi praticati durante l’attuale indagine, ha portato alla luce dei setti murari; interessante la presenza di due muri paralleli e perpendicolari al tracciato stradale, uniti da un muro di collegamento in opus craticium.

I CUNICOLI CLANDESTINI

Il complesso appena descritto negli ultimi decenni è stato interessato da scavi clandestini, individuati grazie alla scoperta di cunicoli sotterranei, esplorati dai Carabinieri con il supporto logistico dei Vigili del Fuoco.

I cunicoli, realizzati seguendo le pareti perimetrali degli ambienti e provocando brecce nei muri antichi, hanno danneggiato gli intonaci, distrutto parte dei muri, trafugato e rovinato oggetti.

L’esigenza di interrompere in modo definitivo tali azioni delittuose di depauperamento del patrimonio archeologico nazionale ha determinato la necessità di realizzare una nuova campagna di scavo attraverso un’operazione sinergica tra Parco Archeologico di Pompei e Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

LO SCAVO IN CORSO

Lo scavo di tipo stratigrafico ha rilevato la presenza di una struttura a pianta rettangolare, realizzata con muri in opus reticulatum di ottima fattura che si conservano per un’altezza pari a 5 m., con alcuni ambienti disposti su due piani. Questa struttura comprende almeno 5 ambienti di forma quadrangolare (4 x 3,50 m), tutti interessati dal crollo delle tegole del tetto e del pavimento del piano superiore, di cui è rimasta la traccia solo delle orditure delle travi.

La parte superiore del muro terminale occidentale dell’edificio è crollato durante le fasi eruttive del 79 d.C. e questa porzione è ricoperta dai depositi di lapilli. Il crollo è stato certamente determinato da scosse di terremoto avvenute durante l’eruzione.

Al momento, sono stati esplorati due ambienti, denominati “d” e “e”.

L’ambiente “d è caratterizzato sul lato ovest dalla presenza di una porta e di una piccola finestra strombata di cui si conserva ancora la piattabanda in legno; sul lato est è una sola finestra quadrangolare, apertura attraverso la quale sono entrati i depositi di flusso piroclastico (surge, cioè cenere consolidata, il cd. “tuono”) riferibile alle fasi conclusive dell’eruzione pliniana.

Le pareti, ad eccezioni di quella occidentale, erano decorate da un sottile strato di intonaco bianco, con tracce di fasce rosse.

Il muro meridionale ospita un’edicola quadrangolare, un piccolo lararium, delimitato da una cornice d’intonaco, all’interno del quale si è rinvenuta una basetta quadrangolare in marmo e sotto cui erano posti una coppa-incensiere, due pentole ed una lucerna, poggiati su una mensola lignea di cui è stato possibile eseguire il calco in gesso.

La particolarità delle modalità di seppellimento dell’ambiente, occupato per quasi la totalità dal flusso piroclastico (surge), ha permesso di realizzare i calchi in gesso anche di due arredi, uno sicuramente un letto e l’altro forse un altro esemplare simile, e di recuperare le tracce di una stuoia o tessuto posta la di sopra della rete in corda del letto.

Sul pavimento costituito da un semplice piano in terra compattata si sono recuperati: tre anfore (una danneggiata dagli scavatori clandestini) destinate a contenere vino ed olio; una pentola; una lunga sega in ferro; frammenti ossei di animali.

L’ambiente “e”, in corso di scavo, è risultato essere una stalla. Anche in questo ambiente la presenza del flusso piroclastico ha permesso di effettuare dei calchi in gesso. Si tratta di una lunga mangiatoia in legno, posta lungo la parete meridionale e di due equidi, rinvenuti davanti la mangiatoia, stramazzati al suolo durante l’eruzione.

Uno degli animali, non toccato dalle attività degli scavatori clandestini, è stato ritrovato integro, con l’apparato scheletrico completo in connessione, bardato con morso e briglie in ferro e sull’osso occipitale, tra le orecchie, elementi decorativi in bronzo applicati probabilmente su elementi di cuoio non rinvenuti.

Il secondo animale, di taglia inferiore, è lacunoso per la presenza di una frana, e sono state individuate solo parte delle zampe.

La scoperta nella porzione orientale dell’area di un setto murario costeggiato da una stradina in terra battuta ha definito, su questo lato, il confine della proprietà della villa.

L’attuale indagine ha posto nuovi quesiti sulle peculiarità di tale complesso ed ha aperto, o meglio riaperto, la questione sul suo sviluppo planimetrico suggerendo l’ipotesi di un complesso molto più ampio rispetto a quanto finora noto e che si estende verso sud-ovest.

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IL CALCO INTEGRO DI UN EQUINO

PER LA PRIMA VOLTA REALIZZATO A POMPEI

Un ritrovamento eccezionale per Pompei. Per la prima volta è possibile restituire, attraverso la tecnica dei calchi, la sagoma integra di un cavallo rinvenuto in uno degli ambienti dello scavo di Civita Giuliana.

Tra gli ambienti individuati è emersa una stalla con resti equini. La tecnica dei calchi ha permesso di identificare una mangiatoia la cui struttura, probabilmente costruita in materiale deperibile, è ancora visibile unicamente grazie al calco in gesso.

Allo stesso modo l’individuazione, nella zona centrale della stalla, di un vuoto causato dal deperimento di materiale organico all’interno dello strato denominato “tuono”, ha consentito la realizzazione di un calco in gesso di un equide.

L’animale poggia sul suolo con il fianco sinistro e mostra allo sguardo quello destro. Gli arti posteriori sembrano sconvolti dalle attività dei tombaroli che hanno interessato l’area in tempi recenti (FIGURA 1).

Figura: Calco in gesso del cavallo di loc. Civita Giuliana.

I resti scheletrici visibili dell’animale mostrano una buona ossificazione riconducibile ad un individuo adulto. L’esame radiologico dello scheletro potrà restituire dati più precisi al riguardo ed anche fornire informazioni sullo stato di salute osteologica dell’animale (es. patologie scheletriche).

L’attribuzione alla specie non é al momento del tutto certa. Da un’analisi preliminare basata su morfologia della sagoma, proporzioni e altezza al garrese (la misura dalla spalla -scapola- a terra) sembra probabile che l’equide ritrovato sia un cavallo (Equus caballus).

L’esame autoptico dell’impronta dell’orecchio sinistro, perfettamente visibile nel tuono, ha evidenziato caratteristiche dimensionali e morfologiche riconducibili al cavallo piuttosto che a mulo o bardotto (FIGURA 2).

Figura: Impronta dell’orecchio sinistro del cavallo di loc. Civita Giuliana con dettaglio dei finimenti in ferro e bronzo.

L’animale mostra un’altezza al garrese di ca. 150 cm. Sebbene, bisogna tener presente che i cavalli antichi erano probabilmente di taglia ridotta rispetto a quelli attuali, il cavallo di Civita Giuliana ha dimensioni considerevoli, per l’epoca, che potrebbero suggerire l’esistenza di individui altamente selezionati nell’area di Pompei nel 79 d.C..

Il cavallo mostra, inoltre, nella zona del cranio finimenti in ferro con piccole borchie in bronzo (FIGURA 2). Tale presenza potrebbe essere ricondotta al valore e ruolo di questo animale.

Altri resti di equidi sono stati individuati nella zona del crollo del “tuono”, il cui crollo stesso potrebbe essere stato causato dalla presenza di un numero consistente di vuoti nel sedimento, corrispondenti a carcasse di animali.

Columella (De Re Rustica, VI, 27) riporta che il bestiame equino si divideva in tre categorie. Vi era una razza più nobile, che offriva cavalli per i giochi del circo e per le gare; poi vi erano i muli, che per i guadagni dati dalla loro prole potevano essere paragonati alla razza nobile; ed infine, come meno pregiata di tutte, viene menzionata la razza volgare, che produceva mediocri maschi e femmine.

Il cavallo di Civita Giuliana doveva far parte della “razza più nobile”. Esso era uno indicatore della ricchezza del padrone per la sua imponenza dimensionale, probabilmente frutto di accurate selezioni, ed i sui finimenti di pregio, in ferro e bronzo. Questo cavallo deve essere stato un animale di rappresentanza che, purtroppo, nonostante l’alto valore simbolico, ha subito lo stesso destino di molti altri equidi presenti nelle numerose stalle (es: equidi dei Casti Amanti) diffuse a Pompei e nelle ville extraurbane al tempo dell’eruzione del 79 d.C.

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LA TOMBA DI CIVITA GIULIANA

Una rioccupazione del sito posteriore all’eruzione del 79 d. C. è testimoniata dalla scoperta di una sepoltura a cassa di tegole con tumulo e tubo fittile per le libagioni, posta sulla cresta del muro meridionale dell’edificio.

La cronologia della tomba non è ben precisabile. Si tratta senz’altro di una sepoltura post 79 d.C., probabilmente di epoca imperiale.

L’individuo, deposto supino aveva come corredo un chiodo in ferro, individuato sulla spalla destra.

Da una prima analisi sembrerebbe che l’area del cranio sia stata fortemente danneggiato dalle offerte di libagioni che venivano scaricate dall’imponente tubulo proprio in corrispondenza del cranio facciale dell’individuo, mentre il cinto pelvico risulta quasi assente in quanto frammentato quasi fino alla polverizzazione.

L’età dell’ individuo, di sesso maschile ( ben delineabile dai caratteri morfologici presenti relativi a cranio e bacino) è provvisoriamente stimata intorno ai 40-55 anni (adulto maturo) .

E’chiaramente percepibile come la statura in vita dovesse essere superiore alla media (circa 175 cm, calcolata in modalità provvisoria sulla base dell’omero da restaurare), e come l’individuo dovesse avere un aspetto vigoroso.

Le prime analisi hanno, tra l’altro messo, in evidenza un’anomala usura dentaria con utilizzo extramasticatorio degli incisivi anteriori; probabile presenza di patologie e anomalie genetiche che andranno indagate con analisi specialistiche.

Testi e immagini da Ufficio Stampa Parco Archeologico di Pompei - presso Antiquarium Boscoreale

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Università La Sapienza a Roma: eventi dal 14 al 19 maggio

10 maggio 2018

Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente). Ai link relativi a ciascun evento è possibile approfondire.

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Ca’ Foscari ricorda Giovanni Morelli e Margot Galante Garrone

Ca’ Foscari ricorda il musicologo e docente dell’ateneo scomparso nel 2011

“LA DETESTATA SOGLIOLA”. OMAGGIO A GIOVANNI MORELLI E MARGOT GALANTE GARRONE

Lunedì 14 maggio all’ Auditorium S. Margherita

 

Lunedì 14 maggio, alle 17.30all’Auditorium Santa Margherita dell’Università Ca’ Foscari, Teatro Ca’ Foscari e l’Associazione Giovanni Morelli presentano «La detestata sogliola» un omaggio a Giovanni Morelli e Margot Galante Garrone. Con Paolo Puppa - Helga Davis - Malva Rizzato - Elisabetta Pozzi

La data del 14 maggio, giorno della nascita di Giovanni Morelli (Faenza 1942 -Venezia 2011), è stata scelta per rendere omaggio alla sua figura di musicologo e docente di chiara fama dell'Ateneo, dove ha insegnato Storia della musica contemporanea, Filologia musicale, Musicologia sistematica e Storia e critica del testo musicale. Sposato con Margot Galante Garrone (Torino 1941 - Genova 2017) cantante, regista e fondatrice del Gran Teatrino la Fede delle Femmine.

In occasione di questa giornata dedicata a loro, quattro grandi artisti faranno rivivere il ricordo di queste due importanti figure attraverso diverse proposte e spunti culturali:

Paolo Puppa letture da Animali Immaginari di Giovanni Morelli
Helga Davis frammento/studio da Madrigal for 9 rooms di Andrea Liberovici
Malva Rizzato e Le canzoni di Margot
Elisabetta Pozzi letture da La detestata sogliola di Margot Galante Garrone

Ingresso libero

Così Andrea Liberovici, Presidente Associazione Giovanni Morelli, descrive l'iniziativa

«La detestata sogliola» è il titolo dell’unico libro scritto da Margot e che ho trovato sul desktop del suo computer l’anno scorso, un paio di mesi dopo la sua morte.
Sapevo che era li, perché ne avevamo parlato, ma non avevo avuto la forza di leggerlo. Ora posso dirlo: è bellissimo. Se verrete il 14 maggio capirete che l’aggettivo “bellissimo“ non è così distante dalla realtà. Non vi anticipo nulla perché, grazie all’editore Marsilio, il libro lo potrete trovare anche in libreria ma certo è che la sua, seppur parziale, lettura dal vivo interpretata da un’attrice come Elisabetta Pozzi la potrete ascoltare, per ora, soltanto se verrete all’Auditorium di S.Margherita.

In scena quattro grandi artisti. Il poeta Lello Voce che leggerà qualche «animale immaginario“ di Giovanni, la cantante-attrice newyorkese Helga Davis che interpreterà un piccolo frammento da “Madrigal for 9 rooms“, brano audio-visivoche sto preparando per l’anno prossimo dedicato alla nostra casa della Giudecca come palcoscenico, se così si può dire, della nostra famiglia e la giovane cantautrice Malva Rizzato che canterà alcune canzoni di Margot, alternandosi con «La detestata sogliola» letta da Elisabetta Pozzi.
Ho avuto la grande fortuna di crescere con Giovanni e mia mamma da quando avevo due anni (e con decine di gatti annessi) e non posso non condividere totalmente uno degli scopi dell’associazione Giovanni Morelli, che ringrazio, ovvero quello, non soltanto di mantenere viva la memoria, ma di farli conoscere ai più giovani attraverso l’esempio che ci hanno lasciato: l’umanità come centro e nutrimento di ogni loro gesto, creativo ed artistico, che sapevano condividere in forma di dono con tutti… senza distinzioni e copyright.»

Testo e immagine da Ufficio Stampa Università Ca' Foscari Venezia


Roma: mostra "1943 - 2018 Memoria e spazio pubblico"

1943 - 2018 MEMORIA E SPAZIO PUBBLICO

12 progetti per ricordare il bombardamento di San Lorenzo

A cura di Cecilia Cecchini e Maurizio Di Puolo e realizzati dagli studenti, i dodici progetti in mostra disegnano una modalità nuova di lettura di quei luoghi restituendone la Storia

 

Casa della Memoria e della Storia di Roma

11 – 16 Maggio 2018

Inaugurazione venerdì 11 maggio ore 17.00

DUNIT DUNIT. Con queste due parole del messaggio di massima segretezza N°AIR 8/437 URGENT venne autorizzato dal Comando Alleato il bombardamento sulla città di Roma nella giornata di lunedì 19 Luglio 1943. Cinquecentonovantuno bombardieri sganciarono mille tonnellate di esplosivo ad alto potenziale sul quartiere di San Lorenzo, sul Prenestino, sull'area del cimitero del Verano, sulla Città Universitaria e zone limitrofe. Il 13 Agosto un secondo bombardamento continuò l’opera di devastazione. I morti furono circa 3000, moltissimi i feriti.

Oggi San Lorenzo è uno dei quartieri più vivaci della “movida” animata dai giovani. A 75 anni di distanza le conseguenze dei bombardamenti, ancora in parte visibili, sono segni evidenti per chi conosce o ha vissuto quei tragici accadimenti, ma illeggibili per chi frequenti le sue strade e i suoi locali senza conoscerne la Storia.

1943 - 2018 Memoria e spazio pubblico. 12 progetti per ricordare il bombardamento di San Lorenzo, visibile dall’11 al 16 maggio 2018 alla Casa della Memoria e della Storia, ha come obiettivo tenere vivo il ricordo di questi tragici avvenimenti, grazie alla sperimentazione di nuove modalità di comunicazione. La mostra raccoglie il lavoro di ricerca e progettazione realizzato dagli studenti dell’Atelier di Exhibit Design, tenuto dai professori Cecilia Cecchini e Maurizio Di Puolo nell’ambito della Laurea Magistrale in Design, Comunicazione Visiva e Multimediale della Facoltà di Architettura della “Sapienza” Università di Roma.

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Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide: Percorsi di alternanza in mostra

Percorsi di alternanza in mostra

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – Cassano allo Ionio (Cosenza)

Si è tenuta con successo la giornata conclusiva del progetto di alternanza scuola-lavoro presso il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide.

Gli studenti del Liceo Artistico A. Alfano” e del Liceo ClassicoG. Garibaldi” di Castrovillari hanno partecipato a questo percorso culturale e formativo volto a orientare e sensibilizzare i cittadini e le istituzioni del nostro territorio verso un approccio artistico e creativo di promozione e rivalutazione di quella produzione feconda e di quelle istanze culturali che rappresentano le nostre radici.

Le iniziative attuate, in sinergia con l’ufficio Servizi Educativi del Museo della Sibaritide, durante questo percorso didattico sono molteplici.

Il Liceo Classico ha realizzato, invece, una proposta di reinterpretazione delle Favole Sibarite, ha ideato delle attività per raccontare il Museo ai bambini ed un percorso sul vino nell’antichità, nonchè la produzione di testi per le guide cartacee e audio guide del Museo della Sibaritide e il Museo di Amendolara.

Il Liceo Artistico ha inoltre prodotto degli splendidi monili realizzati dai ragazzi della sezione Metalli. Spiccano tra questi sicuramente una parure di collier e orecchini progettati sulla planimetria del Parco Nazionale Archeologico della Sibaritide.

Il toro, emblema storico di Sibari ha ispirato, invece, la sezione Tessuti nella produzione di alcuni spettacolari foulard di seta e di un arazzo di lana, realizzato con la tecnica dell’uncinetto e del punto a raso.

Durante la giornata è stata allestita una mostra dei progetti realizzati che si potranno ammirare, fino al 27 maggio 2018, visitando il Museo della Sibaritide.

È stato possibile realizzare questo processo di interazione tra scuola e contesto sociale grazie all’impegno reciproco tra il Liceo Artistico e Classico di Castrovillari ed il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide rappresentati rispettivamente dal dirigente scolastico Elisabetta Cataldi e da Adele Bonofiglio, direttore del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide.

L’intero percorso è stato facilitato dalla collaborazione dei tutor Dante Damonte, orafo di eccellenza, e Anna Lucia Casolaro, responsabile Servizi Educativi del Museo della Sibaritide.

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Roma: mostra "La storia della Palestina dal 1880 al 1948 in foto d'epoca"

La storia della Palestina dal 1880 al 1948 in foto d'epoca: alla Casa del Cinema dal 9 al 19 maggio

L’inaugurazione di mercoledì 9 sarà accompagnata da un reading artistico di Dalal Suleiman e Nabil Salameh. Mercoledì 16 mini rassegna con due film

 

Roma, 7 maggio 2018 – Un percorso fotografico che ripercorre la storia del popolo palestinese dal periodo dell’Impero Ottomano fino al Mandato Britannico e alla “Scomparsa della Palestina”. Nell’anno del settantesimo anniversario della Nakba (esodo palestinese) la Casa del Cinema è lieta di ospitare, da mercoledì 9 maggio, la mostra fotografica La Palestina della Convivenza, a cura dell’Associazione di volontariato Cultura è libertà.

Composta da 22 pannelli illustrati in cui immagini fotografiche d’archivio interagiscono con una documentazione storica rigorosa, l’esposizione racconta il periodo immediatamente antecedente alla grande catastrofe che colpì il popolo palestinese nel 1948. Tutti gli scatti sono testimoni parziali e inconfutabili di un paese che nei 70 anni precedenti si dimostrava vivace, lanciato verso la modernità e inserito in un contesto internazionale. Un paese soggetto al flusso continuo di civiltà e culture ma ancora ignaro di ciò che lo avrebbe colpito.

Il percorso  rappresenta una testimonianza unica e preziosa di conoscenza di un popolo e delle sue condizioni sociali e storiche. Un viaggio nella Palestina autentica restituita attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta realmente. Come Karima Abud, ad esempio, prima fotografa palestinese, che visse a Nazareth fra il 1896 e 1955. Nei suoi scatti incontriamo i volti della Palestina colta e borghese, emancipata e aperta alla vita e alla modernità. In quelli dello scrittore e fotografo francese Felix Bonfils invece, altro artista presente in mostra, scopriamo l’altra faccia della Palestina: quella urbana e rurale. Con i suoi campi coltivati, con le sue fortificazioni maestose, con la sua varietà di persone e etnie.

L’inaugurazione di mercoledì 9 maggio alle ore 19.00 sarà introdotta da un reading artistico di Dalal Suleiman, attrice di origini palestinesi, e Nabil Salameh, cantautore e giornalista palestinese nonché curatore della mostra. La loro performance introdurrà il pubblico nel mondo evocato dal percorso fotografico, con letture di autori e autrici palestinesi e siriani, interpreti profondi e appassionati della cultura araba.

Mercoledì 16, invece, sarà la volta di una mini rassegna cinematografica curata in collaborazione con l’Al Ard film Festival e l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD). Alle ore 19.00 sarà proiettato il film di Maryse Gargour Incontro con la terra perduta (A la rencontre d’un pays perdu) mentre alle ore 20 sarà in programma il film Nun wa Zaytoun di Emtiaz Diab.

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