Category Archives: Letteratura – Cinquecento, Seicento e Settecento

Laurea honoris causa di Ca’ Foscari al prof. Stephen Orgel

La cerimonia mercoledì 21 giugno alle 11 a Ca’ Dolfin

AL PROF. STEPHEN ORGEL LA LAUREA HONORIS CAUSA DI CA’ FOSCARI

Studioso della cultura e delle arti rinascimentali inglesi

 

Mercoledì 21 giugno l’Università Ca’ Foscari Venezia ha conferito la Laurea Magistrale Honoris Causa in Lingue e letterature europee, americane e postcoloniali al professor Stephen Orgel per il suo importante contribuito al dibattito scientifico e culturale.

Dopo il saluto istituzionale del Prorettore alle Attività e rapporti culturali di Ateneo, Flavio Gregori, Anna Cardinaletti, Direttrice del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati, ha accolto il collega che ha tanto contribuìto alla ricerca scientifica.

Nella sua Laudatio, Loretta Innocenti, professore di Letteratura Inglese presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati, ha ripercorso la prestigiosa carriera accademica di Stephen Orgel, attualmente Reynolds Professor in Scienze Umanistiche all’Università di Stanford, e sottolineato come ha accompagnato l’evoluzione del pensiero accademico con le sue riflessioni su letteratura, teatro e storia del libro, che ha proposto in diversi seminari internazionali a Ca’ Foscari.

Stephen Orgel ha quindi presentato una Lectio Magistralis sul tema dell’Archeologia del libro in cui ha raccontato la sua passione per i libri che lui stesso colleziona da anni e per la loro storia. Dopo aver accennato ai suoi primi soggiorni veneziani alla scoperta della città e dei suoi illustri ospiti internazionali nei salotti di Peggy Guggenheim, Orgel ha confrontato edizioni successive degli stessi libri nei secoli.
“I libri sono dei processi storici, degli elementi di storicità non solo mero oggetto”, spiega Orgel. “Lo stesso testo può avere un senso molto diverso a seconda di chi lo legge. Il giusto approccio scientifico dipende da ciò che si aspetta dalla letteratura stessa”.

Le motivazioni della laurea fanno riferimento al prestigioso curriculum vitae del prof. Orgel, dal quale emerge la figura d’un importante studioso con una lunga e prestigiosa carriera interdisciplinare, centrata sul contesto storico e politico della cultura delle arti rinascimentali: letteratura, teatro, arti visive, storia del libro. Le sue idee hanno in particolare contribuito al dibattito scientifico e culturale sul periodo Early Modern, area su cui molti studiosi del Dipartimento lavorano attivamente.

 

Testo e immagine da Ufficio Comunicazione Università Ca’ Foscari Venezia

Carabinieri TPC recuperano lettera Cristoforo Colombo su scoperta Nuovo Mondo

I CARABINIERI DEL TPC RECUPERANO LA LETTERA DI CRISTOFORO COLOMBO RELATIVA ALL’ANNUNCIO DELLA SCOPERTA DEL NUOVO MONDO, TRAFUGATA DALLA BIBLIOTECA RICCARDIANA DI FIRENZE

1463570394098_PAP_4183

Nel 2012, in seguito alla denuncia pervenuta dall’allora Direttore della Biblioteca Nazionale di Roma per il furto di alcuni volumi antichi di notevole pregio ed interesse storico-archivistico, il Comando CC TPC iniziò le indagini, coordinate dalla D.ssa Tiziana CUGINI della Procura della Repubblica di Roma.
Nel corso delle attività, il Reparto Operativo sequestrava, presso la predetta Biblioteca, l’esemplare della lettera di Colombo datata 1493, ritenuta falsa, relativa all’annuncio della scoperta del Nuovo Mondo ai grandi della Terra.
L’attività investigativa, caratterizzata dal profilo di internazionalità, è stata frutto della straordinaria conoscenza dei meccanismi illeciti nel traffico di beni librari acquisita negli anni dal TPC, nonché  della rielaborazione ed analisi di molteplici dati investigativi emersi in numerose indagini (ultima delle quali quella tesa ad individuare i traffici illeciti esteri di DE CARO Massimo). Ed infatti, in seguito a specifiche richieste avanzate dal TPC,  l’Homeland Security Investigation (HSI) di Wilmington (USA) inviava una nota relativa alla presunta presenza, in territorio statunitense, di edizioni della lettera di Colombo, datata 1493, ritenute false.
Nel dettaglio, l’H.S.I. ipotizzava che la lettera (denominata edizione Plannck 2 ) di Cristoforo Colombo, conservata proprio presso la Biblioteca Nazionale di Roma, fosse stata sostituita con un falso.
Dal medesimo filone investigativo, inoltre, emergeva che un’ulteriore versione della Lettera di Colombo, datata 1493 e custodita presso la Biblioteca Riccardiana di Firenze, era un falso realizzato attraverso  riproduzioni fotografiche moderne, stampate su carta antica, ma non corretta per quelle edizioni.
In seguito alle ulteriori indagini svolte in relazione all’accertamento dell’autenticità della Lettera di Colombo custodita presso la Biblioteca fiorentina, anche quest’ultimo documento veniva sottoposto a sequestro.
Gli accertamenti tecnici, condotti dal RACIS (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche), accertavano la falsità delle due lettere sequestrati.
Ulteriori elementi venivano forniti dagli studi dell’autorevole esperto, Prof. NEEDHAM Paul, curatore della Sezione libri antichi e manoscritti della Biblioteca dell’Università di Princeton (USA),
Le attività investigative, arricchite da numerosi accertamenti tecnici e dalla mole di documentazione acquisita, nonché grazie alla straordinaria cooperazione internazionale con il predetto H.S.I., consentivano di individuare l’esemplare autentico della Lettera di Colombo (valore € 1 milione), trafugato dalla Biblioteca Riccardiana di Firenze, in quello acquistato dalla Biblioteca del Congresso di Washington da una casa d’aste di settore, che l’aveva posto in vendita per la somma -sottostimata- di 400.000 dollari.
Gli Stati Uniti d’America, sulla base dei numerosi elementi investigativi forniti dal TPC, nel 2016 restituivano all’Italia lo straordinario documento “Epistola…. de Insulis Indie…. nuper inventis…” relativa all’annuncio della scoperta del Nuovo Mondo ai Reali di Spagna, stampata a Roma da Stephan Plannck nel 1493.

Continue reading Carabinieri TPC recuperano lettera Cristoforo Colombo su scoperta Nuovo Mondo

Ecco Sparsar, il software che declama i sonetti di Shakespeare

ECCO SPARSAR, IL SOFTWARE CHE DECLAMA

I SONETTI DI SHAKESPEARE

800px-Shakespeare

Innovazione per l’analisi letteraria, risultati pubblicati su Linguistics and Literary Studies e evento pubblico alla Biblioteca Marciana il 12 maggio

VENEZIA – Tra le tante performance che celebreranno i 400 anni dalla morte di William Shakespeare in tutto il mondo, Venezia ricorderà anche quella di un software. Si chiama Sparsar ed è stato programmato nel Computational Linguistics Laboratory dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Si esibirà presto di fronte ad alcuni tra i più importanti linguisti e studiosi italiani di letteratura inglese, ai quali declamerà, con espressione e pronuncia vicini all’originale d’epoca, i sonetti shakespeariani 20 e 66.

La recitazione, però, non è la sua principale ambizione. Quello che conta e che appassiona i linguisti, infatti, è l’analisi ricca e minuziosa che la tecnologia permette di fare. “I sonetti sono stati studiati ormai per secoli dai critici letterari – spiega Rodolfo Delmonte, creatore di Sparsar e direttore del laboratorio al Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati – ma solo recentemente e grazie ai computer hanno iniziato a comparire analisi quantitative su fonetica e fonologia, ritmo e metrica, semantica e relazioni pragmatiche nel componimento. Il computer ci permette di fare un’analisi linguistica approfondita e di avanzare nuove ipotesi interpretative basate sui dati”.

Il System for Poetry Analysis and Reading, in breve Sparsar, ha esordito esercitandosi sulle poesie di Sylvia Plath. La sfida sulle poesie di Shakespeare è recente: Delmonte ne ha appena pubblicato i risultati sulla rivista internazionale Linguistics and Literary Studies, dimostrando come le sensazioni comunicate dalla lirica siano strettamente correlate ai suoni utilizzati dall’autore, oltre che dal loro significato. L’analisi è stata condotta da Sparsar su tutti i 154 sonetti.

Ora in gioco c’è la pronuncia originale, vicina all’early modern English secentesco, che aggiunge variabilità e complessità al lavoro di programmazione di Sparsar. Basti pensare che nei sonetti ci sono 821 contrazioni imprevedibili, da rendere pronunciabili dal programma tenendo anche conto del ritmo del verso. La recitazione in inglese elisabettiano è un nuovo traguardo di Sparsar che Delmonte presenterà al prossimo congresso della Società di linguistica italiana.

Online è possibile ascoltare i sonetti 20 e 66 letti dalle voci di Sparsar (Alex per l’inglese moderno e Daniel e Fiona per quello antico) e confrontarle con la recitazione del software text-to-speach in dotazione sui dispositivi Apple (indicato come voce raw).

Nel frattempo, il debutto pubblico veneziano: il 12 maggio alle 16 alla Biblioteca Marciana Sparsar sarà protagonista nell’evento “Omaggio a Shakespeare. Poesia, musica e computer”, ideato dal compositore veneziano Claudio Ambrosini. “La chiave sarà la mescolanza tra antico e ultramoderno – anticipa Delmonte – quindi madrigali elisabettiani saranno alternati alla musica di Ambrosini. Il computer leggerà i sonetti 20 e 66 utilizzando due voci: una britannica con la pronuncia il più possibile vicina a quella antica e l’altra americana moderna”.

Continue reading Ecco Sparsar, il software che declama i sonetti di Shakespeare

Sparsar, il software che declama i sonetti di Shakespeare

Ecco Sparsar, il software che declama i sonetti di Shakespeare

Tra le tante performance che celebreranno i 400 anni dalla morte di William Shakespeare in tutto il mondo, Venezia ricorderà anche quella di un software.

Si chiama Sparsar ed è stato programmato nel Computational Linguistics Laboratory di Ca’ Foscari. Si esibirà presto di fronte ad alcuni tra i più importanti linguisti e studiosi italiani di letteratura inglese, ai quali declamerà, con espressione e pronuncia vicini all’originale d’epoca, i sonetti shakespeariani 20 e 66.

La recitazione, però, non è la sua principale ambizione. Quello che conta e che appassiona i linguisti, infatti, è l’analisi ricca e minuziosa che la tecnologia permette di fare. “I sonetti sono stati studiati ormai per secoli dai critici letterari – spiega Rodolfo Delmonte, creatore di Sparsar e direttore del laboratorio al Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati – ma solo recentemente e grazie ai computer hanno iniziato a comparire analisi quantitative su fonetica e fonologia, ritmo e metrica, semantica e relazioni pragmatiche nel componimento. Il computer ci permette di fare un’analisi linguistica approfondita e di avanzare nuove ipotesi interpretative basate sui dati”.

Il System for Poetry Analysis and Reading, in breve Sparsar, ha esordito esercitandosi sulle poesie di Sylvia Plath. La sfida sulle poesie di Shakespeare è recente: Delmonte ne ha appena pubblicato i risultati sulla rivista internazionale Linguistics and Literary Studies, dimostrando come le sensazioni comunicate dalla lirica siano strettamente correlate ai suoni utilizzati dall’autore, oltre che dal loro significato. L’analisi è stata condotta da Sparsar su tutti i 154 sonetti.

Ora in gioco c’è la pronuncia originale, vicina all’early modern English secentesco, che aggiunge variabilità e complessità al lavoro di programmazione di Sparsar. Basti pensare che nei sonetti ci sono 821 contrazioni imprevedibili, da rendere pronunciabili dal programma tenendo anche conto del ritmo del verso. La recitazione in inglese elisabettiano è un nuovo traguardo di Sparsar che Delmonte presenterà al prossimo congresso della Società di linguistica italiana.

Nel frattempo, il debutto pubblico veneziano: il 12 maggio alle 16 alla Biblioteca Marciana Sparsar sarà protagonista nell’evento “Omaggio a Shakespeare. Poesia, musica e computer”, ideato dal compositore veneziano Claudio Ambrosini. “La chiave sarà la mescolanza tra antico e ultramoderno – anticipa Delmonte – quindi madrigali elisabettiani saranno alternati alla musica di Ambrosini. Il computer leggerà i sonetti 20 e 66 utilizzando due voci: una britannica con la pronuncia il più possibile vicina a quella antica e l’altra americana moderna”.

Enrico Costa

Testo dall’Università Ca’ Foscari – Venezia

Il Ritratto di Chandos, attualmente alla National Portrait Gallery di Londra, artista e autenticità non confermati (potrebbe trattarsi del pittore chiamato John Taylor, membro importante della Painter-Stainers’ Company.[1]Official gallery link), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da GianniG46.

 

Il manoscritto della seconda edizione del Sirenide di Paolo Regio a cura di Anna Cerbo

Il manoscritto della seconda edizione del Sirenide di Paolo Regio a cura di Anna Cerbo

6aa076dc5bca99b2c7d1c5739dfee22638467bc

Giovedì 7 aprile, alle 16.30,  a Napoli  alla  Biblioteca Nazionale, Rita Librandi, Rino Caputo, Amedeo Quondam, presentano “Sirenide” di Paolo Regio, a cura di Anna Cerbo (Photocity Edizioni-University Press) introduce Maria Rascaglia, Coordina  Augusto Guarino.

Paolo Regio, nato a Napoli nel 1541, umanista, teologo, poeta e vescovo di Vico Equense dal 1583 al 1607, nel 1603 diede alle stampe il poema sacro “Sirenide”, ad imitazione della “Divina Commedia”, raccontando il viaggio di Sireno nell’aldilà, dall’Inferno al Paradiso;  negli anni successivi continuò a rivedere il testo per una seconda edizione mai pubblicata.
La Cerbo propone in edizione critica, dopo un difficile, preziosissimo lavoro di ricostruzione filologica, questa seconda stesura corretta (datata 1606)  del “Sirenide”, mai pubblicata e rinvenuta dalla stessa Cerbo  tra i documenti custoditi nella straordinaria sezione “Manoscritti e rari” della Biblioteca Nazionale di Napoli.

Il  lavoro di  Anna Cerbo, professoressa di Letteratura italiana presso l’università di Napoli  “l’Orientale”,  mette  in risalto sia gli aspetti peculiari dell’autore Paolo Regio, la sua formazione e il contesto storico, sia i rapporti che si possono tracciare con Dante, Petrarca, Tasso, il domenicano Federico Frezzi, ed altri.

L’importanza del  testo revisionato del Sirenide è data, infatti, dall’aggiunta di un “autocommento” dello stesso Paolo Regio, che rivela i riferimenti culturali nel cui ambito si è mosso, che non sono solo opere come quelle di Dante, ma anche Virgilio, Sannazaro, Tasso, e i testi dell’esegesi sacra, quelli medievali dell’ascesi e della contemplazione. Inoltre appare chiara l’influenza esercitata dalla cultura filosofica e cosmologica di stampo  meridionale, di Antonio e Bernardino Telesio, di Campanella, di Giordano Bruno.

In occasione della  presentazione vengono eccezionalmente esposti in mostra (dalle ore 16,00)  insieme altri manoscritti e rari, la prima edizione del Sirenide ed il manoscritto della seconda stesura.

Come da MiBACT, Redattrice Lidia Tarsitano