Category Archives: Storia – Cinquecento, Seicento e Settecento

Recupero opere nelle Chiese di S. Maria della Misericordia e della Madonna delle Coste ad Accumoli

CONCLUSA CON SUCCESSO OPERAZIONE DI RECUPERO A ACCUMOLI IN SALVO OPERE PRESENTI NELLE CHIESE DI S. MARIA DELLA MISERICORDIA E DELLA MADONNA DELLE COSTE

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Gli storici e i restauratori della squadra rilevamento danni del MiBACT, assistiti dai tecnici dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, hanno concluso con successo l’operazione di recupero delle opere presenti nella chiesa di S. Maria della Misericordia a Accumoli, fortemente lesionata nella struttura e con crolli delle coperture. L’intervento è stato reso possibile grazie alla costante assistenza dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, della Protezione Civile e la fattiva collaborazione del volontariato. Dalla chiesa sono state prelevate due pale d’altare dell’Immacolata Concezione (dipinto a olio su tela, sec. XVI) e della Madonna della Misericordia, e i santi Anna, Giacomo Maggiore e Francesco (dipinto a olio su tela, databile tra il 1635 e il 1649, opera di Alessandro Turchi detto l’Orbetto), compresa la cimasa dell’altare con la Trinità (60×60, dello stesso pittore). Sono state inoltre messe in salvo la tela con S. Nicola (ambito romano, XVII sec.), due tele con Sacro Cuore di Gesù e Addolorata,  sec. XVIII-XIX). Tra la suppellettile liturgica recuperata si segnalano alcuni reliquiari del XVIII secolo e una serie di quattro candelieri d’altare in lamina di argento sbalzata e cesellata (sec. XVIII); tra gli arredi la statua lignea del Cristo Deposto, recuperata all’interno della teca alla base dell’altare centrale (sec. XVII, policroma con tracce di doratura e rivestimento del perizoma in argento) e due statue lignee policrome raffiguranti un santo e una martire coronata. Tra i numerosi paramenti liturgici rinvenuti tra il paratoio e la sacrestia si segnalano piviali, pianete, tonacelle e stole del XVII secolo, manifattura dell’Italia centrale.
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Dalla chiesa delle Madonna delle Coste, su una altura nei pressi del comune di Accumoli, lesionata con parziale crollo del timpano, i Vigili del Fuoco hanno estratto una croce processionale in lamina d’argento sbalzata e cesellata (XVI sec.). Tra i materiali anche alcuni ex-voto che testimoniano la valenza devozionale del santuario montano per la locale popolazione.
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Tutte le opere prelevate e messe in sicurezza con idonei imballi sono state trasferite nel ricovero localizzato presso la Caserma della Scuola della Guardia Forestale di Cittaducale.
“Un altro importante risultato conseguito dai tecnici e funzionari del Mibact – ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – che stanno operando con grande professionalità, passione e spirito di sacrificio per il recupero del patrimonio culturale nelle aree colpite dal sisma”.
Di seguito alcune immagini del recupero rese disponibili dal Segretariato Regionale per i beni culturali del Lazio del MiBACT.
Roma, 7 Settembre 2016

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone

Un caso di rachitismo dal passato

18 Luglio 2016

Credit: Reused from Journal of Archeological Science, 2016, with permission from Elsevier
Immagini da un adulto del passato con carenza di vitamina D. Credit: Reused from Journal of Archeological Science, 2016, with permission from Elsevier

Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Archaeological Science, ha confrontato i denti di alcuni abitanti del Quebec (Canada) e della Francia dei secoli diciottesimo e diciannovesimo con quelli di moderni adulti.

Tra i primi vi era un maschio del Quebec, morto a 24 anni e colpito dal rachitismo per quattro volte prima del compimento dei 13 anni. I denti dell’individuo hanno mostrato la carenza di vitamina D, mostrando anomalie negli strati di dentina. La maggior parte dei casi di rachitismo erano causati dalla mancata esposizione alla luce solare.

Credit: Reused from Journal of Archeological Science, 2016, with permission from Elsevier
I denti di un moderno adulto sano. Credit: Reused from Journal of Archeological Science, 2016, with permission from Elsevier

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Puerto Rico: primi incontri religiosi e pitture rupestri

19 Luglio 2016

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Pitture rupestri testimoniano come alcuni nelle prime generazioni di Europei ad arrivare in America siano stati coinvolti dalle credenze spirituali degli indigeni, nelle grotte di una remota isola nei Caraibi.

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

L’isola di Mona era infatti una tappa chiave nel percorso dall’Europa all’America: era al cuore dei progetti coloniali spagnoli del sedicesimo secolo e fu pure indicata da Cristoforo Colombo nel 1494.

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Nella grotta si sono ritrovate più di 30 iscrizioni con nomi di individui, frasi in Latino e Spagnolo, date e simboli cristiani, offrendo uno spaccato sulle dinamiche religiose dell’epoca.

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VDLied: un nuovo portale per pamphlet musicali

7 Luglio 2016

Source: VDLied
Source: VDLied

Un nuovo portale online renderà ora disponibili al pubblico 14 mila pamphlet di canzoni tedesche, con un repertorio che va dal sedicesimo al ventesimo secolo. Il progetto, “VDLied – Das Verzeichnis der deutschsprachigen Liedflugdrucke”, è opera del Centro per la Musica e per la Cultura Popolare dell’Università di Friburgo, l’archivio austriaco dei brani popolari della Österreichisches Volksliedwerk e la Biblioteca di Stato di Berlino. Le preziose risorse conservate finora dalle suddette istituzioni formeranno quindi un database al cui interno è possibile ricercare sulla base di diversi fattori.

Prima che vi fossero spartiti e dell’utilizzo di registratori, i brani popolari circolavano su pamphlet che erano venduti agli angoli delle strade e alle fiere. I brani potevano toccare tutti gli aspetti della vita quotidiana: sesso, crimine, e c’erano pure brani politici e religiosi. Per aumentarne il valore potevano pure essere decorati, e alcuni contenevano pure le notazioni musicali per poter essere cantati.

Link: AlphaGalileo via Albert-Ludwigs-Universität Freiburg

Occupazione continuata delle case a fossa negli altopiani brasiliani

6 Luglio 2016

Credit: University of Exeter
Credit: University of Exeter

Una nuova ricerca, pubblicata su PLOS One, dimostra come gli antichi abitanti degli altopiani brasiliani meridionali abbiano occupato continuativamente abitazioni per più di due secoli, apportando alle stesse migliorie.

Finora – sulla base di datazioni al radiocarbonio che la nuova ricerca ha ritenuto insufficienti – si pensava che le case a fossa dei villaggi proto-Jê (o proto-Gê) negli altopiani brasiliani meridionali fossero state abbandonate per essere poi occupate nuovamente.

Credit: University of Exeter
Credit: University of Exeter

In realtà le case non sarebbero state mai abbandonate ma costantemente estese, ad esempio con la costruzione di nuovi pavimenti. Nel tempo, gli occupanti utilizzarono nuove forme ceramiche e tecniche differenti per rinnovare la propria casa. Lo studio ha in particolare effettuato analisi sulla casa a fossa 1, dal sito Baggio I (1395–1650 d. C., anni calibrati), Campo Belo do Sul, nello stato brasiliano di Santa Catarina.

Credit: University of Exeter
Credit: University of Exeter

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