Israele: una figurina di 3.400 anni fa da Tel Rehov

25 – 26 Febbraio 2016

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Un bambino di 7 anni ha ritrovato una figurina canaanea di 3.400 anni fa presso un tumulo a Tel Rehov, nella Valle di Beit She’an in Israele.

La figurina, delle dimensioni del palmo di una mano, sarebbe stata ottenuta pressando morbida argilla in uno stampo. Si ritiene che possa raffigurare la dea Astarte.

Link: Israel Antiquities Authority; Daily Mail; Haaretz; The Jerusalem PostNBC NewsCNN; Fox News.

Il distretto settentrionale in Israele, da WikipediaCC BY-SA 3.0 (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Israel location map.svg (by NordNordWest)).

Museo di Casa Martelli: ecco la nuova guida

Museo di Casa Martelli: ecco la nuova guida

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È prevista per giovedì 3 marzo, alle 17, nella sala da ballo dello stesso museo di via Zannetti 8, a Firenze la presentazione della Guida del Museo di Casa Martelli, l’agile libro edito da Sillabe di Livorno e curato da Monica Bietti e Maurizio Zecchini.
Ultimo nato fra i musei statali fiorentini (è aperto dal 2009), il Museo di Casa Martelli era una casa privata trasformata in museo che ha mantenuto tutto il suo carattere di stratificazione di vita vissuta.
Un palazzo denso di storia e ricco di un’aura che trasmette il vivere e il sentire di una nobile famiglia fiorentina, che aveva condiviso fin dal Quattrocento con i Medici l’arte del cambio e che, grazie a questa, assunse per secoli un ruolo sempre più rilevante nella vita della città.
La guida è la sintesi di un lavoro svolto in maniera collettiva tra il 1998 e il 2009 da Monica Bietti, Francesca Fiorelli Malesci, Gabriella Incerpi, Paola Squellati Brizio, Maurizio Zecchini. I dati raccolti sono stati elaborati e i testi rivisti per giungere ad un prodotto unitario semplice ed essenziale in grado di fornire informazioni sul luogo, sulla famiglia, sulle collezioni e gli ambienti. In 108 pagine, sono illustrati i vari ambienti – dalla facciata al giardino d’inverno, dalla ricca quadreria alla Cappella, dal Salotto giallo (dove è custodita l’Adorazione del Bambino di Piero di Cosimo) alla Sala da ballo che ospita spesso incontri di vario genere – con belle immagini e tanti particolari relativi alle opere in esso custodite, un’operazione che alla fine risulta come una sorta di scansione, palmo a palmo, di ogni spazio del museo, completata da un esaustivo albero genealogico della famiglia Martelli.
Oltre alla Direttrice del Bargello, Paola D’Agostino, e ai curatori, interverrà Rosanna Pavoni, presidente DEMIHIST per ICOM Italia, che parlerà sul tema “Una casa museo a Firenze e la sua storia”.
L’ingresso alla presentazione della nuova guida – in vendita all’ingresso del museo – è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.

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Altre “Piramidi polacche” – nuove scoperte degli archeologi

29 Febbraio 2016

Altre “Piramidi polacche” – nuove scoperte degli archeologi

Una delle tombe scoperte insieme all'ALS vicino Dolice - nello stato attuale (foto di M. Szydłowski).
Una delle tombe scoperte con l’ALS vicino Dolice – nel suo stato attuale (foto di M. Szydłowski).
Più di una dozzina di tombe monumentali megalitiche, finora sconosciute, sono state scoperte vicino Dolice (Pomerania occidentale) dagli archeologi provenienti da Szczecin. Sono le cosiddette tombe di Kujawy, alle quali ci si riferisce spesso come alle “Piramidi polacche”, a causa del loro carattere monumentale.

Queste strutture del terreno furono costruite nella forma di un triangolo allungato e circondato da enormi blocchi di pietra. L’ampiezza della base varia dai 6 ai 15 metri, e la lunghezza raggiunge i 150 m. Le strutture raggiungevano un’altezza di 3m. I tumuli solitamente contenevano sepolture singole. Le tombe furono erette da una comunità della Cultura del bicchiere imbutiforme, dal quinto al terzo millennio a. C. Secondo gli archeologi, le persone seppellite in queste tombe erano associate agli anziani della tribù e del clan.

La scoperta è stata effettuata nel quadro del programma di ricerca e conservazione riguardante le tombe megalitiche della Pomerania occidentale, portate avanti nel Dipartimento di Archeologia dell’Università di Szczecin dalla dott.ssa Agnieszka Matuszewska, in collaborazione con Marek Schiller da Dębno.

“Per la nostra analisi abbiamo utilizzato il progetto ISOK (Sistema nazionale computerizzato di protezione contro minacce straordinarie)” – ha spiegato la dott.ssa Matuszewska. – “Grazie al database che abbiamo creato e che aggiorniamo sistematicamente, è stato possibile selezionare i luoghi per collaudare quel metodo” – ha aggiunto.

Le analisi sono state rese possibili dal fatto che uno degli elementi ISOK è il Sistema informativo territoriale (Geographic Information System – GIS) per inserire, immagazzinare, elaborare e visualizzare dati geografici.

I dati condivisi possono essere utilizzati dalle istituzioni non coinvolte in questioni di sicurezza in caso di crisi. Le informazioni ottenute in questo modo sono particolarmente preziose per gli archeologi, per i quali lo studio delle aree boschive è particolarmente difficile – la procedura standard per localizzare i siti archeologici si fonda sui frammenti ceramici ed altri resti ritrovati sulla superficie terrestre.

Modello digitale del terreno, generato utilizzando i dati dalla scansione laser aerea (ALS), che mostra le tombe megalitiche nell'area di Dolice (preparato da M. Schiller).
Modello digitale del terreno, generato utilizzando i dati dalla scansione laser aerea (ALS), che mostra le tombe megalitiche nell’area di Dolice (preparato da M. Schiller).

Questi oggetti possono essere facilmente individuati sui campi arabili, ma nelle foreste la situazione è molto più difficile. Il modo più semplice è quello di cercare forme del terreno, ma prima dell’utilizzo della tecnologia ALS (airborne laser scanning, scansione laser aerea), che è pure utilizzata nell’ambito dell’ISOK, questo era virtualmente impossibile. La scansione permette di “rimuovere” gli alberi dall’immagine risultante e di visualizzare il solo terreno, il che è un enorme salto in avanti per i rilevamenti archeologici.

Dopo aver analizzato i dati dall’ISOK, gli archeologi hanno selezionato dei luoghi nell’area, che sospettavano essere strutture megalitiche. Il sistema ha effettivamente localizzato strutture note in precedenza, ma è pure riuscito a scoprirne diverse  che non erano in alcun elenco.

Modello digitale del terreno, generato utilizzando i dati dalla scansione laser aerea (ALS), che mostrano 4 tombe megalitiche nell'area di Płoszkowo (preparato da M. Schiller).
Modello digitale del terreno, generato utilizzando i dati dalla scansione laser aerea (ALS), che mostra 4 tombe megalitiche nell’area di Płoszkowo (preparato da M. Schiller).

“L’area vicino Dolice è indubbiamente la più interessante, abbiamo selezionato almeno una dozzina di potenziali tombe megalitiche. Nel corso della verifica sul campo abbiamo confermato chiaramente la presenza di 18 tombe megalitiche di tipo Kujawy, un numero molto più elevato di quello noto in precedenza dalla letteratura” – così la dott.ssa Matuszewska. Strutture simili sono state localizzate nella Foresta di Skronie vicino Kołobrzeg. Altre 4 tombe megalitiche sono state scoperte vicino Płoszkowo – qui gli archeologi hanno confermato i loro sospetti sul campo.

Le scoperte sono state effettuate utilizzando modelli digitali del terreno (DTM), una mappatura tridimensionale dell’area, preparata sulla base dell’ALS (scansione laser aerea). “Il potenziale di questa metodologia è enorme. Innanzitutto, ha permesso di localizzare con precisione oggetti megalitici noti in precedenza e, significativamente, di scoprire tombe completamente ignote in precedenza” – così la dott.ssa Matuszewska. – “È pure possibile verificare nel campo tutto, persino i reperti appena preservati. Di conseguenza, siamo stati in grado di identificarli e documentare il grado di distruzione. Questo è particolarmente importante, considerando l’aspetto della protezione e conservazione della aree forestali, in particolare la protezione di monumenti con le loro forme del paesaggio” – ha aggiunto.

Le strutture megalitiche in Polonia sono conservate solo nelle aree boschive, essendo sfuggite alla distruzione dovuta alle attività agricole. Le celeberrime “Piramidi polacche” possono essere viste a Sarnów e Wietrzychowice, dove la loro forma originaria è stata ricostruita seguendo la ricerca archeologica. Tutte le strutture di questo tipo sono parte di una tendenza in atto in tutta l’Europa a quel tempo (V-III millennio a. C.), quella di erigere grandi monumenti megalitici, il più famoso dei quali è il britannico Stonehenge.

 

Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.

Roma, Teatro di Villa Torlonia: Maledetti studenti italiani che la guerra l’avete voluta

TEATRO DI VILLA TORLONIA

sabato 5 marzo 2016 ore 19.30

Maledetti studenti italiani che la guerra l’avete voluta

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 Concerto Popolare

Canzoni e letture contro la guerra

Una produzione Circolo Gianni Bosio  e Università popolare Antonio Gramsci

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Venerdì 18 Marzo, Convegno “La Sapienza nel periodo costituzionale provvisorio 1943-1947”

DIPARTIMENTO DI SCIENZE POLITICHE

MASTER IN ISTITUZIONI PARLAMENTARI “MARIO GALIZIA” PER CONSULENTI D’ASSEMBLEA

IN COLLABORAZIONE CON: FONDAZIONE “PAOLO GALIZIA – STORIA E LIBERTÀ”

CONVEGNO 

“LA SAPIENZA NEL PERIODO COSTITUZIONALE  PROVVISORIO 1943-1947”

Venerdì 18 MARZO 2016, ore 09.00

Sala degli Organi Collegiali – Rettorato

Sapienza

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