Mound Key, un’isola artificiale in Florida

28 Aprile 2016

Due studenti presso lo scavo. Credit: Victor Thompson/University of Georgia
Due studenti presso lo scavo. Credit: Victor Thompson/University of Georgia

Nella parte sud occidentale della Florida si trova un’isola di origine artificiale, Mound Key, che era la capitale del Regno dei Calusa, ancora al tempo dell’arrivo degli Spagnoli.

L’isola è stata oggetto di uno studio, pubblicato su PLOS One, nel quale si spiega la capacità dei Calusa di adattare le acque costiere della Florida, di modo da supportare una grande popolazione. Mound Key fu costruita su un cumulo di conchiglie, ossa e altri rifiuti.

Il fatto che i più antichi di questi resti siano stati ritrovati anche sopra quelli più recenti, fa ritenere gli studiosi che i Calusa rimettessero mano a quest’isola artificiale, rimodellandola sulla base delle loro esigenze.

Immagine LiDAR che mostra la porzione centrale dell'Isola Mound Key. Credit: Victor Thompson/University of Georgia
Immagine LiDAR che mostra la porzione centrale dell’Isola Mound Key. Credit: Victor Thompson/University of Georgia

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Insediamenti precolombiani e immagazzinamento dell’acqua in Amazzonia

28 Aprile 2016

Immagazzinamento dell'acqua oggi, a Bom Futuro. Credit: Per Stenborg
Immagazzinamento dell’acqua oggi, a Bom Futuro. Credit: Per Stenborg

Gli insediamenti precolombiani in Amazzonia non si limitavano a localizzarsi presso fiumi e laghi: ad esempio, nella regione di Santarém in Brasile, la maggior parte dei siti si colloca su di un altopiano.

Grande depressione nel paesaggio agricolo, presso Ramal do Funil. Credit: Per Stenborg
Grande depressione nel paesaggio agricolo, presso Ramal do Funil. Credit: Per Stenborg

Queste conclusioni, frutto di una ricerca decennale da parte di una squadra dell’Università di Goteborg, risultano in contrasto con la tradizionale visione sull’Amazzonia precolombiana, per la quale i villaggi sarebbero esistiti solo lungo i fiumi.

Esempio di ceramica tipica (ceramica Fase Santarém), che si diffuse dal 1300 d. C. Credit: Per Stenborg
Esempio di ceramica tipica (ceramica Fase Santarém), che si diffuse dal 1300 d. C. Credit: Per Stenborg

Si sono ritrovati oltre 110 insediamenti, la maggior parte dei quali sull’Altopiano di Belterra, a sud dell’odierna città di Santarém. Si sono trovate depressioni naturali e artificiali, utilizzate per l’immagazzinamento dell’acqua. Le seconde erano circondate da terrapieni, prodotti con argilla compatta e rifiuti domestici, tra i quali anche cocci di ceramiche e carbonella dai focolari.

È noto che le aree lungo i fiumi sono popolate da migliaia di anni, ma nel periodo tra il 1300 e il 1500 si sarebbero verificati dei grandi cambiamenti nelle comunità preistoriche in questa parte dell’Amazzonia, con significativa crescita della popolazione e nuove forme agricole e di gestione dell’acqua.

Link: AlphaGalileo, EurekAlert! via University of Gothenburg.

Un femore di 500 mila anni fa mostra interazione diretta tra ominidi e carnivori

27 Aprile 2016

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In molti siti del Pleistocene Medio è possibile individuare la compresenza di ominidi e carnivori, ma le tracce della diretta interazione tra questi non sono al contrario abbondanti.

Un femore di un ominide di 500 mila anni fa, ritrovato nel sito della Thomas Quarry I (anche nota come “Grotte à Hominidés”) in Marocco, presenta i segni dell’essere consumato da un grande carnivoro, probabilmente una iena. Il frammento di femore presenta varie fratture e segni di denti. Non si è compreso però se si tratti del risultato di predazione o se l’ominide era morto da poco, prima che il femore fosse consumato dall’animale.

Queste alcune delle conclusioni dello studio relativo, pubblicato su PLOS One.

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Differenze tra Neanderthal e moderni umani nella dieta dell’Era Glaciale

27 Aprile 2016

Molare umano fossilizzato utilizzato nello studio. Credit: Sireen El Zaatari PLOS ONE e0153277
Molare umano fossilizzato utilizzato nello studio. Credit: Sireen El Zaatari PLOS ONE e0153277

Il clima fluttuante durante l’Era Glaciale alterava gli habitat: in questo contesto, moderni umani e Neanderthal avrebbero adattato differentemente la loro dieta.

Queste le conclusioni di un nuovo studio, pubblicato su PLOS One, che ha esaminato la microusura di molari fossilizzati (52 da Neanderthal e moderni umani del Paleolitico Superiore), al fine di esaminare gli aspetti della dieta degli ominidi dell’epoca, nell’Eurasia occidentale.

I Neanderthal si sarebbero adattati all’ambiente della fredda steppa, mangiando principalmente carne e utilizzando come supplemento alla dieta piante, semi, nocciole. I moderni umani, al contrario, mantennero nella loro dieta una porzione relativamente grande di cibo da vegetali, nonostante i lievi cambiamenti climatici. Sireen El Zaatari, tra gli autori dello studio, spiega che per farlo avranno utilizzato strumenti per estrarre gli elementi della loro dieta dall’ambiente.

Come nota conclusiva, lo studio non ci informa peraltro la competizione tra Neanderthal e moderni umani del Paleolitico Superiore, visto che gli individui esaminati non combaciano temporalmente. Nonostante questo, queste differenze comportamentali potrebbero aver contribuito al declino dei Neanderthal e alla sopravvivenza della nostra specie.

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Milano: 1° maggio aperti musei civici e Armani/Silos. Acquario festeggia 110 anni

Domenica al museo

1° maggio aperti i musei civici e l’Armani/Silos. L’acquario festeggia 110 anni con eventi e visite speciali

Le mostre aperte fino alle ore 17:30. Possibili variazioni degli orari a causa dello sciopero nazionale

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Milano, 29 aprile 2016 – Il prossimo 1° maggio prosegue ‘Domenica al museo’, l’iniziativa del Comune di Milano e del MIBACT che prevede l’apertura gratuita di tutti i musei ogni prima domenica del mese.

In particolare, l’Acquario civico di Milano che quest’anno ‘festeggia’ 110 anni – lo storico edificio fu realizzato come uno dei padiglioni dell’Expo del 1906 – propone una serie di visite speciali ed eventi che consentiranno ai visitatori di osservare le vasche da ‘dietro le quinte’, conoscere la storia dell’edificio e della sua architettura, parlare direttamente con il conservatore e con le biologhe dell’acquario.

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