Taranto: iniziative del MArTA per il fine settimana 3-4 marzo

WEEK-END al MArTA – Visite guidate tematiche

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA continua la sua programmazione culturale e vi aspetta sabato 3 marzo alle ore 17:15 con visita guidata sulla tematica scelta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per il mese di marzo: “La Donna” a cura di un archeologo. Tariffa visita: 14,50 € (8,00 € biglietto d’ingresso + 6,50 € visita guidata); ridotto 10,50 € (4,00 € biglietto d’ingresso + 6,50 € visita guidata). Domenica 4 marzo in occasione della campagna di comunicazione promossa dal MiBACT #domenicaalmuseo l’ingresso al Museo sarà gratuito per tutti. Previste visite guidate sulla campagna di comunicazione promossa dal MiBACT alle ore 10:30 – 11:30 – 12:30 – 16:30 – 17:30 e alle h. 11:00 visita guidata sul tema: “La Donna” a cura di archeologo. Tariffa promozionale per la visita guidata: € 3,00 a persona e gratuito fino a 12 anni. Prenotazione vivamente consigliata al tel. 099 4538639 e mail: prenotazioni@novaapulia.it

Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa

Mosaico dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto, foto di Livioandronico2013, da WikipediaCC BY-SA 4.0.

DIVERTIMARTA

Nell’ambito del programma culturale del mese di marzo dal tema “La donna”, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA, in collaborazione con il Concessionario Nova Apulia, propone sabato 3 marzo alle ore 17:00 laboratorio didattico per bambini dal tema: “I cosmetici delle fanciulle di Taranto in età greca e romana”: una visita tematica sulla cosmesi e sulla bellezza femminile e, a seguire, il laboratorio didattico finalizzato alla creazione di portacosmetici antico. Età 5/12 anni. Tariffa 8,00 euro. Durata 2h30. Info e prenotazioni: tel. 099 4538639 o mail: prenotazioni@novaapulia.it

Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa

OPENDAY #MARZOALMUSEO

Il MArTA aderisce all’iniziativa del MiBACT: porte aperte e ingresso gratuito a tutti domenica 4 marzo. Nell’occasione sarà possibile partecipare alle visite guidate organizzate dal concessionario Nova Apulia alle ore 10:30 – 11:30 – 12:30 – 16:30 – 17:30 – 18:00 su “I Capolavori del MArTA”. Alle ore 11:00 vi sarà un approfondimento a cura di un archeologo su “La Donna”. Tariffa: € 3,00 (ingresso + visita guidata). Visite guidate con prenotazione obbligatoria. Prenotazione vivamente consigliata al tel. 099 4538639 e mail: prenotazioni@novaapulia.it

Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa

Venezia: torna il Ca’ Foscari Short Film Festival, dal 21 al 24 marzo

Torna all’Auditorium S. Margherita il Festival di cortometraggi organizzato dall’Università Ca’ Foscari Venezia

nell’anno del 150esimo anniversario

CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL 8, 21-24 MARZO

IL FIL ROUGE DELL’EDIZIONE 2018 È LA TEMATICA DEL RAPPORTO MADRE-FIGLIO

30 cortometraggi in concorso delle migliori scuole di cinema da 26 paesi del mondo. Peter Greenway tra gli ospiti

 web: http://cafoscarishort.unive.it 

L’ottava edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival il primo in Europa interamente concepito, organizzato e gestito da un’università si svolgerà dal 21 al 24 marzo 2018, all’Auditorium Santa Margherita di Venezia, nel cuore dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Università Ca’ Foscari. I 30 cortometraggi del Concorso Internazionale dedicato agli studenti delle scuole di cinema e delle università di tutto il mondo saranno affiancati da una serie di programmi speciali, workshop e masterclass di altrettanto interesse. Il Festival, realizzato con la collaborazione della Fondazione di Venezia e dell’Associazione Veneziana Albergatori, mantiene fede alla sua mission di manifestazione pensata dai giovani per i giovani: sono loro i protagonisti di questa grande festa, dall’una e dall’altra parte dello schermo. Lo “Short” è infatti concepito come momento professionalmente formativo per gli studenti volontari di Ca’ Foscari (oltre 200) coinvolti in tutte le fasi della realizzazione del festival con il coordinamento del direttore artistico e organizzativo Roberta Novielli.

L’edizione 2018 è stata presentata oggi presso la sede centrale dell’Università Ca’ Foscari Venezia da: Flavio Gregori, prorettore alle Attività Culturali Università Ca’ Foscari; Roberta Novielli, direttore artistico e organizzativo del Ca’ Foscari Short Film Festival;  Hiroki Hayashi, regista, membro della giuria del concorso internazionale; Giorgio Busetto, direttore della Fondazione Ugo e Olga Levi; Carlo Montanaro, responsabile della Fabbrica del vedere; Giovanni Andrea Martini, presidente della municipalità di Venezia  Murano Burano

Il prorettore Flavio Gregori ha evidenziato come “la scorsa sia stata un’ottima edizione, con corti a livello professionale”, sottolineando anche quanto “il festival sia un trampolino di lancio per esperienze di produzione e sia soprattutto “una grande opportunità didattica per il coinvolgimento di studenti che comporta”.

“Una grande festa di ospiti e registi – così l’ha definita Roberta Novielli – con la partecipazione quest’anno di nomi di spicco tra cui Peter Greenaway. Più di 2500 i corti pervenuti, 26 i paesi di provenienza, gli Stati Uniti al primo posto, ma seguiti da Iran e Turchia, una cinematografia emergente che dà la misura della dimensione internazionale dello Short”.

CONCORSO INTERNAZIONALE: 30 OPERE IN GARA

E’ uno dei fiori all’occhiello dello Short, si conferma anche quest’anno come una vetrina privilegiata in Italia per scoprire le migliori opere di giovani registi che frequentano o si sono appena laureati nelle più prestigiose scuole di cinema e università del mondo, come testimoniano i circa 2.500 cortometraggi pervenuti da ogni angolo del globo che hanno portato a una selezione di altissimo livello e in grado di rappresentare filmografie molto distanti fra loro.

I 30 cortometraggi del Concorso internazionale provengono da 26 differenti paesi, che spaziano dagli Usa all’Australia, dalla Bielorussia al Sud Africa, dal Costa Rica all’Uzbekistan, passando per Indonesia, Colombia, India, Hong Kong e molti altri, Italia compresa.

Uno dei temi ricorrenti di quest’anno è il rapporto tra madre e figlio – un tema tanto universale quanto particolare nelle sue infinite declinazioni, il rapporto più viscerale, intenso e (artisticamente) drammatico che ci sia – come in Eric del regista ungherese Hakan Sagiroglu, con la tragica ricerca del figlio da parte di una madre che deve fare i conti col proprio passato. In The Life of Ana (di Mlu Godola, Sud Africa) è la madre stessa a mettere in pericolo la vita del figlio e per salvarlo dovrà prendere decisioni difficili. Ancora più drammatica è la situazione nel messicano Don’t Pass Through San Bernardino (di Hugo Magaña) nel quale una donna non si fermerà davanti a nulla pur di arrivare alla verità sulla morte del figlio. Tash Kөmүr, di Evgenii Chistiakov, primo corto del Kirghizistan in Concorso allo Short, racconta invece la difficile realtà di due ragazzi, e delle loro famiglie, costretti a lavorare in una remota miniera di carbone. Sullo sfondo dell’omicidio di Pasolini si svolge invece il corto italiano Pipinara, di Ludovico Di Martino, incentrato su due giovani ladruncoli del litorale romano. L’altro italiano in gara è Adavede di Alain Parroni, nel quale la ricerca di un caricabatteria diventa il pretesto per un viaggio tra campagna e periferie che porterà a galla ricordi sepolti. Insieme ai corti di finzione, in Concorso anche 3 documentari e 3 animazioni.

La giuria assegnerà per il Concorso Internazionale: il Grand Prix al miglior corto, il Premio Levi per la miglior colonna sonora, la Menzione speciale Volumina per il miglior contributo al cinema come arte e il Premio “Pateh Sabally” della Municipalità di Venezia, all’opera che meglio avrà saputo sottolineare i temi della multietnicità e dell’accoglienza.

Verrà inoltre proclamato il vincitore della quinta edizione del Concorso “Olga Brunner Levi”, in collaborazione con la Fondazione Levi, e quello del secondo Music Video Competition, dedicato a video musicali realizzati da studenti di cinema e università di tutto il mondo.

 

GIURIA

La Giuria internazionale può contare anche quest’anno su tre esponenti di eccezione del mondo del cinema, continuando una tradizione che negli anni ha visto avvicendarsi registi, attori, produttori, giornalisti e addetti ai lavori di caratura internazionale. A decretare il vincitore del Concorso e assegnare le menzioni speciali saranno quest’anno tre registi, a cominciare dall’italiana Roberta Torre, il cui ultimo lungometraggio Riccardo va all’inferno è uscito nelle sale proprio negli scorsi mesi ed è candidato a cinque David di Donatello. Negli anni ha diretto opere come Tano da morire (David di Donatello e Nastro d’argento nel 1998), Mare nero (in Concorso a Locarno nel 2006) e I baci mai dati (presentato alla Mostra di Venezia nel 2010). Il regista giapponese Hiroki Hayashi ha iniziato come assistente di Takeshi Kitano e Kiyoshi Kurosawa per poi fondare una propria società di produzione e debuttare alla regia nel 2005 con Rakuda Ginza. Nei successivi lungometraggi ha sviluppato un approccio che gli permette di coinvolgere le comunità locali nel processo filmico, portandolo infine a realizzare Blossoming into a Family (2017). Terzo membro della giuria è il regista Marcin Bortkiewicz, documentarista polacco che nel 2012 ha presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes il suo primo cortometraggio di finzione, Drawn from Memory, seguito tre anni più tardi dal lungometraggio di debutto, l’apprezzato Walpurgis Night, vincitore di numerosi premi come miglior film d’esordio.

Come da tradizione ai giurati sarà dedicato il Programma speciale della Giuria, un’occasione unica per il pubblico per incontrare i tre artisti e ripercorrere le loro carriere attraverso immagini e parole. Torre proporrà una selezione di scene dal suo ultimo lungometraggio Riccardo va all’inferno (2017). Hayashi presenterà invece il cortometraggio Soul Journey – To the future of Nanto (2015), mentre Bortkiwicz porterà a Venezia il documentario Early Learning (2009).

Il Premio Levi sarà invece assegnato da una giuria composta da Luisa Zanoncelli, Roberto Calabretto, Gabriele Roberto e Massimo Contiero.

 

PROGRAMMI SPECIALI

Ricchissima e variegata anche quest’anno sarà l’offerta dei programmi speciali che spazia tra omaggi, focus, workshop e incontri con gli ospiti. Tra i fiori all’occhiello dell’ottava edizione del festival c’è sicuramente la presenza del cineasta britannico Peter Greenaway che per l’occasione sarà protagonista di una lunga intervista condotta da Flavio Gregori,Prorettore alle Attività e rapporti culturali dell’Università, e presenterà inoltre delle clip video tratte dai suoi lavori. Attivo sin dagli anni sessanta Greenaway è diventato presto celebre per le sue pellicole provocatorie e dall’estetica ricercatissima come I misteri del giardino di Compton House (1982), presentato a Venezia, Giochi nell’acqua (1988), vincitore a Cannes del premio per il miglior contributo artistico e il controverso Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante (1989). Ha raggiunto negli ultimi anni uno stile quasi pittorico (Goltzius and the Pelican Company, 2014) che ben si sposa con le sue installazioni artistiche come la serie Nove dipinti classici rivisitati.

Altro ospite d’eccezione di questa edizione è Robb Pratt, storico animatore della Disney che delizierà il pubblico dell’Auditorium con una imperdibile masterclass nella quale, oltre a illustrare gli aspetti più interessanti del suo mestiere, presenterà alcuni dei suoi lavori, come il recente CARMAN – The Road Rage Anti-Hero, una seria animata pensata anche come un tutorial d’animazione. Pratt ha lavorato ad alcuni classici della casa di Topolino come PocahontasTarzan eHercules ed è poi passato a disegnare gli storyboard per Planes e per serie di successo di Disney Channel. Come animatore indipendente ha realizzato alcuni cortometraggi che rielaborano i supereroi classici.

La personale dedicata all’indiana Gitanjali Rao permetterà di scoprire il mondo di una delle più importanti registe d’animazione indiane con la proiezione di cinque cortometraggi; altrettanto interessante il focus sul regista giapponeseShutaro Oku che mescola brillantemente cinema e teatro avvalendosi di tutte le tecnologie disponibili e che presenterà in anteprima mondiale Nigorie, opera girata tra Tokyo e Venezia. Si rimane in Estremo Oriente per East Asia Now, programma che propone alcuni dei corti più bizzarri e sperimentali prodotti nell’ultimo anno. All’interno del programma uno spazio sarà dedicato al Dong Film Fest, festival che si offre come ponte tra Cina e Italia.

L’Università Ca’ Foscari celebra quest’anno i 150 anni dalla sua fondazione e lo Short non poteva non dedicare un programma speciale a questo irripetibile avvenimento. Spazio quindi al video concorso Racconta i 150 anni di Ca’ Foscari in 150 secondi – di cui sarà annunciato il vincitore – e alla presentazione in anteprima di Nel cuore muto del divino di Riccardo De Cal, sull’intervento di Carlo Scarpa alla storica Aula Baratto dell’università. Il programma si completa con i cortometraggi di due studenti cafoscarini: Angelo’s Folly di Tommaso Giacomin, mockumentary incentrato proprio sul centocinquantenario, e Come se non fosse mai successo di Jacopo Renzi.

Giannalberto Bendazzi sarà invece protagonista di un workshop d’animazione in occasione della presentazione della sua nuova colossale opera: Animazione. Una storia globale. Spazio anche al mondo delle webserie con un programma dedicato a Lobagge, pillole ironiche sul cinema indipendente italiano, accompagnate da altri due progetti dagli stessi autori. Si celebra poi la conclusione del primo ciclo del Master in Fine Arts in Filmmaking di Ca’ Foscari con la proiezione di opere prodotte dai suoi studenti durante l’anno di studi: i video-tutorial sul rispetto della città in Venezia Your Home, il progetto collettivoDedalus e i tre corti di diploma ViolaTeatro dei piombi e Lin-Da.

 Lo sguardo al passato quest’anno è affidato a Fantastica scienza, una preziosa raccolta di materiali video del primo Novecento dedicati alla scienza. Torna l’appuntamento con Lo sguardo sospeso, il programma dedicato alla video-arte italiana più recente a cura di Elisabetta Di Sopra, quest’anno incentrato sulla transitorietà del reale e sul complesso rapporto tra uomo e natura. Non può mancare infine l’appuntamento con il VideoConcorso Pasinetti che propone una selezione di booktrailer, così come il divertente gioco del Video-oke!, applicazione cinematografica del karaoke. In ultimo i concorsi collaterali: saranno proiettati i finalisti ed eletti i vincitori della quinta edizione del Premio “Olga Brunner Levi”, rivolto a studenti liceali di tutto il mondo e dedicato alle donne nella musica, e della seconda edizione del Music Video Competition, concorso internazionale per video musicali realizzati da studenti di cinema e università.

SPETTACOLO FINALE

Lo spettacolo della serata finale, sabato 24 marzo, sarà invece affidato a Simona e Carlo Truzzi, tra i massimi esponenti mondiali della shadow art, in grado di creare sorprendenti figure (e ritratti di famosi attori, cantanti e personalità varie) con il solo ausilio delle loro mani, un telo e una fonte di luce.

IL MANIFESTO

Il manifesto del Festival è stato firmato per il secondo anno consecutivo da Giorgio Carpinteri. Il grande illustratore, fumettista e pittore italiano ha elaborato un’immagine tratta da Aquatlanticgraphic novel in uscita quest’anno. Il disegno rappresenta una città fantastica tra Mare e Oriente, richiamando in questo modo due elementi tipici anche di Venezia. Un sottile omaggio al cinema è inoltre contenuto nel personaggio vestito di bianco nella parte inferiore dell’immagine che si muove come in una sequenza di tre “fotogrammi”.

premi quest’anno saranno realizzati dal mastro vetraio Alessandro Mandruzzato, discendente di una storica famiglia di vetrai di Murano. Le sue opere sono visibili in gallerie e collezioni private di tutto il mondo: da Milano a New York, da Dubai a Mosca.

Ufficio Comunicazione e Promozione di Ateneo Università Ca’ Foscari Venezia

Venezia, incontro “Come raccontare l’archeologia: strumenti nuovi e moderne tecnologie”

Mercoledì 28 febbraio, in Aula Magna a Ca’ Dolfin

COME RACCONTARE L’ARCHEOLOGIA: STRUMENTI NUOVI E MODERNE TECNOLOGIE PER COMUNICARE LE RICERCHE

Dal fumetto al 3D, dalle rappresentazioni in costume alla realtà virtuale, dai parchi archeologici al gioco televisivo, ecco i vari esempi per far conoscere la moderna archeologia

VENEZIA – Che cosa ci fa un archeologo in un gioco televisivo a premi? Cosa accomuna un fumetto e una scoperta archeologica? Quali moderne tecnologie ci consentono di visitare un sito archeologico stando all’ asciutto? Le risposte a queste strane domande sono tutte nella giornata dedicata all’archeologia e a come comunicarla, organizzata dall’Università Ca’ Foscari e che si terrà mercoledì 28 febbraio nell’Aula Magna di Ca’ Dolfin.

L’incontro, organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici (prof. Sauro Gelichi), intende riflettere sui nuovi e vecchi mezzi a disposizione degli archeologi per comunicare il proprio lavoro. Restituire alla comunità i risultati della ricerca è infatti un dovere per gli archeologi, che, da una parte, devono cercare di trasformare in “storie” avvincenti anni di ricerche facendo un passo verso la comunità, dall’altra, nell’era della comunicazione, si trovano ad avere a disposizione mezzi sempre più avanzati che facilitano l’operazione di mediazione con il pubblico.

L’iniziativa presenterà vari esempi in cui la disseminazione archeologica ha potuto utilizzare mezzi differenti, talvolta anche poco convenzionali, come l’esperienza di Paolo Storchi al gioco televisivo dell’Eredità che ha portato agli onori della cronaca il sito di Tannetum. Ma si parlerà anche delle più avanzate ricostruzioni 3D, che permettono una immediata e facile visualizzazione di oggetti e luoghi che nella realtà sono in situazioni di conservazione scarse se non pessime (Cristina Barbiani, Caterina Balletti, Carlo Beltrame Nuove proposte digitali per la comunicazione museale in archeologia) e di archeologia subacquea immersiva che permette di visitare in un ambiente realistico, ma restando all’asciutto, siti sommersi (Stefania Manfio, Elisa Costa L’immersione virtuale nel patrimonio archeologico sottomarino). L’esperienza immersiva, ma questa volta attraverso le rappresentazioni in costume, sarà commentata da Marco Valenti che parlerà dell’archeodromo di Poggibonsi. Il tema del disegno come metodo per la ricostruzione degli ambienti ma anche delle storie del passato sarà raccontato dagli acquerelli di Riccardo Merlo e dalla collana di fumetti di Mirko Furlanetto.

L’incontro si aprirà anche ad esperienza di musealizzazione con i casi di alcuni importanti parchi archeologici (Cristiana Zanasi Evocativo o educativo: il modello del Parco archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale e Giovanna Bianchi Ricostruire e comunicare la storia all’interno di due parchi: il caso della Maremma settentrionale) e terrà in considerazione anche la sempre più importante esperienza social (Marco Merola Dalla trowel a Twitter).

Testo da Ufficio Comunicazione e Promozione di Ateneo Università Ca’ Foscari Venezia

L’Università Ca’ Foscari a Venezia, foto di Stefano Remo, daWikipediaCC BY-SA 3.0.

Il Sahara era verde e popolato: la storia dell’evoluzione umana raccontata dal genoma

Il Sahara era verde e popolato: la storia dell’evoluzione umana raccontata dal genoma

Un gruppo di ricerca internazionale coordinato dalla Sapienza, ha utilizzato una tecnica innovativa di sequenziamento del Dna per ricostruire l’evoluzione della specie umana all’interno del continente africano. I risultati sono pubblicati su Genome Biology

La storia dei movimenti umani attraverso il Sahara, è racchiusa non solo nei reperti archeologici riconducibili ad antichi insediamenti sahariani, ma anche nel nostro genoma.

Questa nuova prospettiva, che finora non era mai stata analizzata, è stata adottata dal team di ricerca internazionale coordinato da Fulvio Cruciani del Dipartimento di Biologia e biotecnologie “Charles Darwin” della Sapienza di Roma, evidenziando che il pool genetico maschile di popolazioni nord-africane e sub-sahariane è stato plasmato da antiche migrazioni umane trans-sahariane.

Lo studio, pubblicato dal gruppo sulla rivista Genome Biology, costituisce un importante contributo al progresso conoscitivo sull’evoluzione umana e in particolare sul ruolo del cosiddetto “Green Sahara” nel popolamento dell’Africa.

Durante l’optimum climatico dell’Olocene (tra 12 mila e 5 mila anni fa), il Sahara era una terra fertile (da cui “Green Sahara”) e dunque non rappresentava una barriera geografica per eventuali sposamenti umani tra l’Africa sub-sahariana e le coste mediterranee del continente. Per analizzare il popolamento di questa regione i ricercatori si sono avvalsi di una tecnica innovativa (next-generation sequencing) per sequenziare circa 3,3 milioni di basi del cromosoma Y umano in 104 individui maschi, selezionati mediante uno screening di migliaia di campioni.

Lo studio della distribuzione geografica dei diversi cromosomi Y permette di fare inferenze riguardo eventuali eventi demografici del passato a carico della nostra specie. Mediante questa analisi, sono state individuate 5966 varianti geniche (di cui il 51% mai descritte in precedenza). Studiando la variabilità genetica di queste varianti in 145 popolazioni africane ed eurasiatiche è stato possibile evidenziare massicce migrazioni umane avvenute sia attraverso il deserto del Sahara (prima della desertificazione) che attraverso il bacino del Mediterraneo.

“Il cromosoma Y – precisa Eugenia D’Atanasio, primo autore condiviso della ricerca – viene trasmesso dal padre ai soli figli maschi, fornendo quindi una prospettiva solo “al maschile” dell’evoluzione umana recente. Il confronto dei dati dell’Y con quelli relativi al DNA mitocondriale (trasmesso lungo la linea materna) e agli autosomi (trasmessi da entrambi i genitori) ha evidenziato differenze dei due sessi nel plasmare la variabilità genetica del Nord Africa, con un contributo femminile recente riconducibile alla tratta araba degli schiavi e un contributo maschile più antico, che risale principalmente al periodo del “Green Sahara”.

“Questa analisi – aggiunge Beniamino Trombetta, co-autore della ricerca – ha anche evidenziato massicci spostamenti avvenuti attraverso il bacino del Mediterraneo, che hanno coinvolto antichi movimenti di popolazioni umane dall’Europa all’Africa e viceversa, mostrando come i contatti tra queste due regioni siano sempre avvenuti fin dai tempi preistorici”.

In questo studio, per la prima volta, si trova la traccia genetica di migrazioni umane trans-sahariane che erano state sino a ora ipotizzate soltanto mediante l’analisi di cultura materiale. Gli scenari proposti contribuiscono a una migliore comprensione dell’evoluzione umana recente e aprono la strada a nuove linee di ricerca riguardo la nostra storia.  Continue reading Il Sahara era verde e popolato: la storia dell’evoluzione umana raccontata dal genoma

Taranto: programma eventi marzo 2018 al MArTA

PROGRAMMA EVENTI – MARZO 2018

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA continua la sua programmazione culturale con un fitto calendario di eventi dedicato al tema del mese di marzo: “La Donna”. DIVERTIMARTA – Laboratori didattici per bambini di età 5/12 anni. – Sabato 3 alle ore 17:00 viene proposto il laboratorio “I cosmetici delle fanciulle di Taranto in età greca e romana”: una visita tematica sulla cosmesi e sulla bellezza femminile e, a seguire, il laboratorio didattico finalizzato alla creazione di portacosmetici antico. – Sabato 10 alle ore 17:00 sarà la volta del laboratorio “Pozioni e profumi” che prevede dapprima una visita tematica sull’uso di alcuni medicamenti e oli profumati dell’antichità e successivamente un percorso sensoriale con preparazione di alcune essenze con prodotti naturali. – Sabato 17 alle ore 17:00 ci sarà il laboratorio “Le Veneri della Preistoria” che presenta una visita tematica sull’antico culto della dea madre, attestato fin dal Paleolitico, e una parte pratica finalizzata alla riproduzione di una piccola statuetta denominata “Venere Preistorica”. – Sabato 24 alle ore 17:00 è previsto l’ultimo il laboratorio didattico sul tema “Gli ori di Taranto”: un itinerario tematico sui gioielli delle antiche donne greche con particolare riferimento ai celebri “Ori di Taranto” e, in seguito, il laboratorio didattico finalizzato alla riproduzione di un piccolo gioiello dell’epoca. Tutti gli eventi DIVERTIMARTA sono a cura del Concessionario Nova Apulia ed hanno una durata di 2h30min. Tariffe: € 8,00 a bambino. Prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: tel. 099.4538639; e-mail: prenotazioni@novaapulia.it. WEEK-END al MArTA – Visite guidate tematiche. – Sabato 10 – 17 – 24 marzo, alle ore 17:15, il MArTA organizza, in collaborazione con il concessionario Nova Apulia, visite guidate sulla tematica scelta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per il mese di febbraio: “La Donna”. – Domenica 11 – 18 – 25 marzo vi saranno poi delle visite guidate, a cura di un archeologo dello staff Nova Apulia, sui seguenti approfondimenti tematici: 11 marzo ore 11:30 – La bellezza femminile nell’arte greca. 18 marzo ore 11:30 – La moda nell’antichità. 25 marzo ore 11:30 – Donne e dee. Tariffe: intera € 14,50; ridotta € 10,50. Gratuità e riduzioni come da normativa. Prenotazione fortemente consigliata. Info e prenotazioni: Tel. 099.4538639; e-mail: prenotazioni@novaapulia.it Domenica 4 marzo #domenicaalmuseo il MArTA aderisce alla campagna di comunicazione promossa dal MiBACT e il 4 marzo offre l’ingresso al Museo gratuito e numerose attività a tariffe promozionali. Tutti i mercoledì saranno organizzati momenti di incontro, confronto ed approfondimento sulle collezioni del museo, le attività scientifiche e i progetti in corso al MArTA con esperti e studiosi provenienti da tutta Italia. PER INFO E PRENOTAZIONI – tel. 099.4538639 o e-mail: prenotazioni@novaapulia.it

Come da MiBACT, redattrice Rosa Zampa

Mosaico dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto, foto di Livioandronico2013, da WikipediaCC BY-SA 4.0.