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Roma: visita guidata tattile-sensoriale alla mostra “Egizi-Etruschi da Eugene Berman allo scarabeo dorato”

Visita guidata tattile – sensoriale alla mostra

“Egizi-Etruschi da Eugene Berman allo scarabeo dorato”

 

Roma, Centrale Montemartini

giovedì 15 marzo ore 16.00 – 18.30

 

Musei da toccare, progetto di accessibilità e fruizione dell’arte per visitatori con disabilità nei Musei comunali di Roma, propone anche nel mese di marzo l’emozionante percorso di visita tattile sensoriale alla scoperta degli Egizi e degli Etruschi alla Centrale Montemartini.

Le due grandi civiltà del Mediterraneo sono messe a confronto nella mostra ospitata al piano terra della ex Centrale Termoelettrica, traendo spunto da preziosi oggetti egizi rinvenuti in recenti campagne di scavo condotte a Vulci, a cui si aggiungono i reperti egizi della Collezione Berman e le opere in prestito dalla Sezione Egizia del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Il percorso di visita, giovedì 15 marzocon inizio alle 16.00, alternerà interessanti racconti relativi alle usanze e alle pratiche rituali delle due popolazioni all’esplorazione tattile di una selezione di reperti originali con il supporto scientifico dell’Egittologa Massimiliana Pozzi, una delle curatrici della mostra.

La visita sarà inoltre arricchita dall’analisi dei modelli tattili in scala di una tomba egizia e di un’abitazione insieme alla riproduzione di alcuni oggetti provenienti dalla tomba di Deir el Medina in Egitto.

L’iniziativa – promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura – rientra nel programma di visite guidate tattili-sensoriali gratuite del progetto Musei da toccare. Si tratta di visite speciali rivolte al pubblico dei visitatori con disabilità con l’obiettivo di realizzare musei ‘senza frontiere’, a misura di tutti, e offrire all’intero pubblico la possibilità di accedere alle strutture museali e alle aree archeologiche, abbattendo le barriere architettoniche e sensoriali.

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Roma: mostra “Egizi Etruschi. Da Eugene Berman allo Scarabeo”

EGIZI ETRUSCHI

DA EUGENE BERMAN ALLO SCARABEO DORATO

Dal 21 dicembre 2017 al 30 giugno 2018

Centrale Montemartini

 

L’incontro e il confronto tra due grandi civiltà del Mediterraneo è al centro dell’affascinante mostra Egizi Etruschi. Da Eugene Berman allo Scarabeo dorato che segna l’esordio, il prossimo 21 dicembre, del nuovo spazio di 250 mq dedicato alle esposizioni temporanee nella Centrale Montemartini. L’inaugurazione celebra il ventennale della fondazione del museo, che proprio nel 1997 aprì al pubblico con una grande mostra di opere delle collezioni capitoline.

La mostra offre l’opportunità di vedere a confronto due importanti culture, affacciate sulle sponde del Mediterraneo, la cultura egizia e quella etrusca, traendo spunto dai preziosi oggetti egizi, databili tra l’VIII e il III secolo a.C., rinvenuti nelle recentissime campagne di scavo a Vulci, importante città dell’Etruria meridionale. Questi documenti raccontano degli scambi commerciali ma, soprattutto, del dialogo culturale tra queste civiltà che condivisero ideali di regalità, simboli di potere e pratiche religiose; questo testimoniano lo scarabeo egizio con il prenome del faraone Bocchoris, già noto per la menzione su un vaso da Tarquinia e gli amuleti con divinità egizie rinvenute nelle sepolture etrusche, riconducibili a un concetto comune di positività che scaturisce dalle forze vitali della natura.

Un confronto che vuole anche rappresentare un’occasione di riflessione sul valore del dialogo tra le culture, relazione che è stata da sempre fonte di progresso per i popoli.

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Al MUDEC la mostra “Milano città mondo #03 Egitto”

Cultura

Al MUDEC la mostra “Milano città mondo #03 Egitto”

Oltre 20 appuntamenti per esplorare la cultura egiziana contemporanea e i suoi rapporti storici con Milano e l’Italia.

Milano, 19 ottobre 2017 – Parte oggi presso il MUDEC il primo appuntamento del programma “Milano Città mondo #03 Egitto”, ideato dal Museo delle culture insieme all’ufficio Reti e Cooperazione culturale, in collaborazione con le associazioni rappresentative delle comunità internazionali presenti a Milano, in occasione della mostra “Egitto: la straordinaria scoperta del faraone Amenofi II”.

Alle ore 18, presso l’Auditorium del Museo delle culture, in via Tortona 56, è stato presentato l’intero palinsesto, e subito dopo prenderà il via la conferenza curata da Quirino Principe sull’Aida di Verdi, dal titolo “Giuseppe Verdi, dalle pere cotte al Canale di Suez”.

Il programma di “Milano città Mondo #03 Egitto” prevede oltre 20 appuntamenti tra incontri, letture, concerti, performance, film e laboratori per bambini e adulti: un focus sulla cultura egiziana contemporanea e i suoi rapporti storici con l’Italia, raccontato dai tanti protagonisti italo-egiziani che delle due culture sono testimoni importanti. Sono 40mila infatti i concittadini milanesi di origine egiziana a Milano e rappresentano la comunità araba numericamente più importante di tutto il comprensorio cittadino.

“Milano città mondo #03 Egitto” è coordinato da un comitato scientifico composto da Paolo Branca, arabista e islamologo, Wael Farouq, docente di lingua e cultura araba, Silvana Bebawy, lettrice di lingua araba e da Daniel Fishmann, comunicatore e storico.

Dalla fine di ottobre alla fine di gennaio 2018 il programma, ideato anche in collaborazione con le principali associazioni italo-egiziane di Milano, promuoverà ogni settimana, anche oltre la chiusura della mostra “Egitto. La straordinaria scoperta del faraone Amenofi II”, incontri culturali, performance musicali, laboratori per bambini e adulti con lezioni di calligrafia o disegni corporali con l’henné, momenti di apprendimento delle sonorità della lingua araba e del vocabolario di base, “Bell’araby, l’arabo in 100 parole”, appuntamento settimanale in collaborazione con il Laboratorio Formentini.

Non mancherà la scena underground italo-egiziana, la musica, e un focus sulle arti visive: “Dal Nilo al naviglio”, un concorso video promosso da ‘DOCUCITY, Documentare la città’ (Università degli studi di Milano) in collaborazione con CTU – e orientato a valorizzare opere di non-fiction di produzione italiana che affrontino in modo creativo le relazioni tra identità egiziane e italiane nei diversi contesti metropolitani (per la visione del bando: www.docucity.unimi.it). La scadenza per la partecipazione è il 20 novembre, mentre la visione pubblica dei filmati selezionati e la premiazione si svolgeranno al MUDEC nel mese di gennaio 2018.

Dopo la prima edizione nel 2015 dedicata ad Eritrea/Etiopia, e la seconda alla comunità cinese e a “Un secolo di cinesi a Milano”, il focus di Milano Città mondo #03 vede l’Egitto come protagonista ed è stato inaugurato il 13 settembre con una ‘Egypt room’ allestita al Museo delle culture (visitabile fino al 7 gennaio 2018) che racconta i rapporti tra la città di Milano e l’Egitto attraverso interviste a testimoni diretti dell’oggi e del passato, fotografie, filmati e suoni attentamente orchestrati nell’opera video di Prospekt phographers.

Tutte le attività sono a ingresso libero, alcune su prenotazione.

Come da Comune di Milano.

Milano: è dedicato all’Egitto l’autunno del Museo delle Culture

MUDEC

È dedicato all’Egitto l’autunno del Museo delle Culture

Una grande mostra dedicata al Faraone Amenofi II e all’età dell’oro dell’antico Egitto, una ”Egypt Room” per raccontare la storia dei rapporti tra Milano e l’Egitto e il concorso video “Dal Nilo al Naviglio”.

Milano, 12 settembre 2017 – Il MUDEC torna a raccontare la Storia e le sue trasformazioni, le culture antiche e le civiltà native, le migrazioni dei popoli e gli scambi culturali, i viaggi di celebri esploratori e le grandi scoperte archeologiche.

Da domani e fino al 7 gennaio, la mostra “Egitto. La straordinaria scoperta del Faraone Amenofi II”, narra al visitatore il racconto della vita e della figura del faraone Amenofi II, vissuto tra il 1427 e il 1401 a.C. durante la XVIII dinastia (1550 – 1295 a.C.), sovrano di una corte sfarzosa e protagonista di un’epoca storica straordinariamente ricca. La mostra si propone l’intento di raccontare al pubblico una doppia ‘riscoperta’: quella della figura storica del faraone Amenofi II, spesso ingiustamente oscurata dalla fama del padre Thutmosi III; e la ‘riscoperta’ archeologica del grande ritrovamento nella Valle dei Re della tomba di Amenofi II, ricostruita in scala 1:1 nelle sale del Museo delle Culture.

Promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, che ne è anche il produttore, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, l’esposizione è curata dagli egittologi Patrizia Piacentini e Christian Orsenigo ed espone reperti provenienti dalle più importanti collezioni egizie diffuse in tutto il mondo: dal Museo Egizio del Cairo al Rijksmuseum van Oudheden di Leida, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Da queste realtà museali e anche da collezioni private provengono statue, stele, armi, oggetti della vita quotidiana, corredi funerari e mummie. L’apparato multimediale e scenografico presente nelle sale della mostra, infine, evoca le atmosfere dei paesaggi egiziani del II millennio a.C., trasforma l’esposizione in un’esperienza immersiva.

Importante il contributo dato alla mostra dalla Raccolta Egizia del Comune di Milano, che arricchisce il percorso espositivo della mostra con oltre venti opere, tra cui alcuni sarcofagi, e da segnalare lo svolgersi in contemporanea presso il Civico Museo Archeologico di Corso Magenta della mostra “Milano in Egitto. Gli scavi di Achille Vogliano nel Fayum”, prorogata fino ad aprile 2018, complementare alla mostra del Mudec poiché presenta il volto multietnico e multiculturale dell’Egitto tardo (epoca greco-romana), felice incontro tra la millenaria cultura egizia e il mondo classico.

Sia la mostra presso il Museo Archeologico che la collaborazione con il Mudec sono state pensate in occasione della chiusura temporanea per ristrutturazione delle sale del Museo Egizio del Castello, che riapriranno al pubblico con un allestimento completamente rinnovato nell’estate dell’anno prossimo.

Ad allargare lo sguardo sulla cultura egiziana, e sui rapporti tra la nostra città e la comunità egiziana – la più popolosa del mondo arabo a Milano con oltre 40mila persone – ha pensato lo staff del Museo delle Culture insieme all’ufficio Reti e Cooperazione Culturale del Comune, in collaborazione con le associazioni rappresentative delle comunità internazionali presenti a Milano.

Dopo la prima edizione, nel 2015, dedicata ad Eritrea/Etiopia e la seconda alla comunità cinese e a “Un secolo di Cinesi a Milano”, il focus di Milano Città Mondo#03, ospitato nello spazio Khaled al Asaad, sarà dedicato all’Egitto.

Il progetto, coordinato da un comitato scientifico di esperti, si inaugura con una “Egypt Room” che, dal 13 settembre al 7 gennaio 2018, racconterà la storia dei rapporti tra la città di Milano e l’Egitto attraverso interviste a testimoni diretti dell’oggi e del passato, fotografie, filmati e suoni, attentamente orchestrati nell’opera video di Prospekt Phographers.

A partire da ottobre, poi, saranno proposti incontri di narrativa e poesia, fiabe egiziane per bambini, laboratori di cucina e spezie, film, dibattiti su temi sociali e civili di attualità e momenti di apprendimento delle sonorità della lingua araba e del vocabolario di base – “l’arabo in 150 parole” che verrà promosso in brevi appuntamenti settimanali. E ancora lezioni di calligrafia o disegni corporali con la henna e altro ancora. Non mancherà la scena underground italo-egiziana, la musica, un focus sulle arti visive e un concorso video promosso da Docucity, Documentare La Città’ (Università degli Studi di Milano) in collaborazione con CTU (Unimi) che ha per titolo “Dal Nilo al Naviglio” e prende il via dal 12 settembre con la pubblicazione del bando. La scadenza per la partecipazione è il 20 novembre.

La visione pubblica dei filmati selezionati e la premiazione si svolgeranno al Mudec nel mese di gennaio 2018.

Il calendario delle iniziative che compongono il public program di Milano Città Mondo #03 Egitto sarà disponibile online e in versione cartacea a partire dal mese di ottobre e le attività, tutte ad ingresso libero, si svolgeranno fino ai primi mesi del 2018.

Come da Comune di Milano.

Israele: statua di ufficiale egizio a Tel-Hazor

25 Luglio 2016

I tre volontari che hanno effettuato il ritrovamento. Photo credit: Shlomit Bechar
I tre volontari che hanno effettuato il ritrovamento. Photo credit: Shlomit Bechar

Un grande frammento di una statua di un ufficiale egiziano è stata ritrovata a Tel-Hazor, a nord del Mar di Galilea, in Israele. Il frammento, che misura 45X40 cm, è stato ritrovato nel palazzo amministrativo dell’antica città e corrisponde alla parte inferiore della statua, al piede (si ritiene che – completa – la statua misurasse quanto un maschio adulto). Geroglifici sono stati ritrovati: al momento si è ancora in una fase di lettura preliminare e non è chiaro titolo e nome dell’ufficiale egizio che possedeva la statua.

Essa era originariamente collocata o nella tomba dell’ufficiale o in un tempio, probabilmente quello del dio egizio Ptah. Le iscrizioni parlano delle attività dell’ufficiale nella regione di Memphis, luogo di culto del dio.

Tre anni fa, nel sito si ritrovò il frammento del faraone Micerino (Menkaure) che regnò in Egitto nel 25esimo secolo prima dell’era volgare. Si tratta delle due sole statue monumentali egizie per questo contesto nel Levante. Testimonierebbero così l’importanza dell’edificio e dell’antica città. La maggior parte delle statue qui data al Medio Regno, quando ancora Hazor non esisteva: erano probabilmente doni ufficiali al Re di Hazor, che era il più importante nel meridione di Canaan. Le statue furono deliberatamente distrutte e mutilate: una pratica usuale al momento della conquista della città, verificatasi nel tredicesimo secolo prima dell’era volgare.

La straordinaria importanza del sito di Hazor per l’epoca è stata pure riconosciuta dall’UNESCO, che lo ha incluso nella Lista dei Siti Patrimonio dell’Umanità. Hazor copriva 200 acri e contava su una popolazione stimata di 20 mila persone.

Link: AlphaGalileo via Hebrew University of Jerusalem