Tag Archives: Età del Bronzo

Cipro: splendidi manufatti da tomba presso Hala Sultan Tekke

9 Agosto 2016

Orecchini in oro, 1400-1300 a. C.
Orecchini in oro, 1400-1300 a. C.

Una delle più ricche tombe della Tarda Età del Bronzo a Cipro è stata scoperta da studiosi della spedizione archeologica dell’Università di Goteborg. La tomba e la fossa per le offerte sono collocate nei pressi dell’insediamento di Hala Sultan Tekke.

Amuleto in faïence del dio egizio Bes
Amuleto in faïence del dio egizio Bes

Nella tomba si sono ritrovati splendidi manufatti (orecchini, diademi, perle, scarabei egizi), di rilievo pure gli oltre 100 contenitori in ceramica, riccamente decorati. Tra questi ultimi si annoverano rilevanti importazioni di origine micenea, databili tra il 1500 e il 1300 a. C.

Cratere miceneo con decorazioni di pesci, 1300 a. C.
Cratere miceneo con decorazioni di pesci, 1300 a. C.

Hala Sultan Tekke è una città dell’Età del Bronzo, più precisamente datata tra il 1600 e il 1150 a. C., che copre un’area di 50 ettari. Gli scambi commerciali avvenivano fino all’odierna Svezia.

Link: AlphaGalileo, EurekAlert! via University of Gothenburg

Complessa storia genetica del Vicino Oriente all’alba dell’agricoltura

25 Luglio 2016

Zagros_1992

Il primo studio su larga scala dei genomi completi da resti umani nel Vicino Oriente, pubblicato su Nature, ha individuato tre popolazioni distinte di agricoltori, vissute nel Vicino Oriente all’alba dell’agricoltura, tra 12 e 8 mila anni fa.

Uno dei tre gruppi era già stato individuato in Anatolia (attuale Turchia), gli altri due invece sono descritti per la prima volta e provengono dall’Iran e dal Levante. Similmente a quanto evidenziato da un altro recentissimo studio, sembrerebbe che la diffusione dell’agricoltura sia legata al fatto che gruppi esistenti la inventarono o adottarono le tecnologie agricole. Non si sarebbe dunque trattato di sostituzione di popolazioni.

Ron Pinhasi dell’University College Dublin spiega che alcune delle prime pratiche agricole possono essere osservate nei Monti Zagros e nel Levante, in Giordania e Israele: si tratta di due confini della Mezzaluna Fertile. Con lo studio si voleva vedere se i primi agricoltori fossero geneticamente simili o se assomigliassero ai cacciatori raccoglitori che abitavano le aree in precedenza. Ne è risultato che gli attuali abitanti dell’Eurasia occidentale discendono da quattro gruppi principali: cacciatori raccoglitori dell’odierna Europa Occidentale, cacciatori raccoglitori dell’Europa orientale e della steppa russa, agricoltori dall’Iran e agricoltori dal Levante. Queste popolazioni, così diverse tra loro, costituiscono oggi la popolazione relativamente omogenea dell’Eurasia.

Nonostante i progressi tecnologici negli strumenti per lo studio del DNA antico, gli studiosi si sono ritrovati ad affrontare un problema: il clima caldo del Vicino Oriente aveva degradato molto del DNA nelle ossa dissotterrate. I ricercatori lo hanno superato estraendo il DNA dalle ossa dell’orecchio: qui esso è presente in percentuali fino a 100 volte superiori che in altre parti del corpo. Si sono inoltre utilizzate tecniche combinate per ricavare informazioni di alta qualità dai genomi di 44 abitanti del Vicino Oriente che vissero tra 14 mila e 3.400 anni fa.

Nei 5.000 anni successivi, i gruppi di agricoltori dal Vicino Oriente si mescolarono tra loro e coi cacciatori raccoglitori in Europa: al tempo dell’Età del Bronzo le popolazioni somigliavano a quelle attuali. Gli agricoltori dell’Anatolia si diffusero poi in Europa, mentre quelli del gruppo di Levante si mossero a sud in Africa Orientale, le popolazioni relazionate a quelle in Iran e Caucaso si spostarono nella steppa russa, e le popolazioni relazionate a quelle in Iran e ai cacciatori raccoglitori della steppa si diffusero nell’Asia Meridionale.

Pinhasi spiega che il Vicino Oriente era l’anello mancante per comprendere molte migrazioni umane. La ricerca fornisce pure indizi su una popolazione, ancora più antica e al momento a livello di ipotesi, visto che i resti relativi non sono ancora stati ritrovati: si tratta degli Eurasiatici di base (in Inglese: Basal Eurasians). Ogni singolo gruppo nel Vicino Oriente sembra avere antenati di questo tipo, fino al 50% nei gruppi più antichi. Sorprendentemente, gli Eurasiatici di base non avevano DNA proveniente da Neanderthal, al contrario degli altri gruppi non africani che hanno almeno un 2% dello stesso. Questo potrebbe spiegare perché gli Eurasiatici occidentali hanno meno DNA da Neanderthal degli abitanti dell’Estremo Oriente, anche se i Neanderthal vissero nell’Eurasia occidentale. Gli Eurasiatici di base potrebbero essere vissuti in aree del Vicino Oriente che non entrarono in contatto coi Neanderthal.

Continue reading Complessa storia genetica del Vicino Oriente all’alba dell’agricoltura

Tumulo dell’Età del Bronzo e cimitero Anglosassone a Rothley

21 Luglio 2016

Il sito durante gli scavi. Credit: University of Leicester
Il sito durante gli scavi. Credit: University of Leicester

Un progetto dell’Università di Leicester ha investigato il riutilizzo di luoghi sacri da parte di diverse generazioni. In particolare, sono stati oggetto di esame un tumulo dell’Età del Bronzo e un cimitero anglosassone presso Rothley, nel Leicestershire.

Ascia in Pietra del Neolitico. Credit: University of Leicester
Ascia in Pietra del Neolitico. Credit: University of Leicester

Alcune delle testimonianze qui datano addirittura a seimila anni fa: le prime attività datano al Neolitico (4.000 – 2.000 a. C.) con un’ascia e frammenti ceramici in una vicina fossa. Importanti siti neolitici sono nelle vicinanze.

Frammento di ceramica neolitica "Peterborough Ware". Credit: University of Leicester
Frammento di ceramica neolitica “Peterborough Ware”. Credit: University of Leicester

Oggetto principale del progetto è stato poi il tumulo datato all’Età del Bronzo (2000 – 700 a. C., in attesa di datazione più precisa), che misura oltre 30 metri di diametro. Non è sopravvissuto alle attività agricole dei secoli successivi, ma le sepolture (cremazione) vicino al bordo del fossato sì. Si trova alla confluenza dei fiumi Soar e Wreake.

Durante l’Età del Ferro il tumulo era ormai parzialmente eroso, ma era ancora visibile, sebbene il suo significato e scopo si siano modificati. A quest’epoca (700 a. C. – 43 d. C.) risale il fossato rettangolare.

Sepoltura anglosassone ai bordi di un tumulo. Artwork by Debbie Miles-Williams
Sepoltura anglosassone ai bordi di un tumulo. Artwork by Debbie Miles-Williams

In seguito, durante il periodo Anglosassone (410 – 700 d. C.), il tumulo vide un cimitero per inumazione. Il riutilizzo di tumuli da parte degli Anglosassoni è un fatto piuttosto frequente in Inghilterra, ma pochi casi sono noti per il Leicestershire. Con dodici sepolture, è risultato il più grande per l’area. A parte pochi frammenti, i terreni acidi hanno però distrutto gli scheletri. Ritrovati pure alcuni oggetti metallici e un contenitore ceramico.

Una tomba anglosassone. Credit: University of Leicester
Una tomba anglosassone. Credit: University of Leicester

Link: AlphaGalileo via University of Leicester

Gird Lashkir, esempio di evoluzione delle prime città mesopotamiche

21 Giugno 2016

Reperti ritrovati a Gird Lashkir. Credit: UAB
Reperti ritrovati a Gird Lashkir. Credit: UAB

Dopo molti anni di lavoro in Siria e Turchia, i ricercatori della Universitat Autònoma de Barcelona hanno continuato il loro lavoro (anche a causa dell’instabilità dell’area) nella Giazira, termine col quale si indicano i territori della Mesopotamia settentrionale, fra il Tigri e l’Eufrate. L’oggetto delle loro ricerche rimane sempre lo studio sulle origini e il consolidamento delle prime società agricole.

I ricercatori si sono concentrati sul sito di Gird Lashkir, nel Kurdistan iracheno: la città si estendeva per 4 ettari circa, con 14 metri di sedimenti. Nell’area non vi sono siti con un’occupazione simile: si è riusciti a seguire pure l’evoluzione dell’insediamento. I resti sono in un buono stato di conservazione. Il sito di Gird Lashkir è situato presso il fiume temporaneo Wadi Kasnazan e le città di Kasnazan e Banaslawa. Gli scavi hanno rivelato una serie di occupazioni che vanno dal Neolitico fino al primo millennio prima dell’era volgare.

Le occupazioni più recenti erano situate nella parte più elevata del tell e datano al periodo Neoassiro: uno degli edifici qui era utilizzato come magazzino. Un’altra occupazione molto importante data alla prima e media Età del Bronzo (periodo Ninivita V, 2600-2660 a. C.): allora furono occupate molte aree del tell, e molti reperti importanti ritrovati datano a quell’epoca. Il periodo più antico di occupazione risale al periodo di Uruk (4000-3100 prima dell’era volgare) e resti sono stati ritrovati pure per i periodi neolitici di Ubaid e Halaf (6000 e fino al 4500 prima dell’era volgare).

I lavori presso il sito proseguiranno nel 2017, col restauro degli oggetti più significativi, nel frattempo cominciano gli studi approfonditi in laboratorio. Il Kurdistan iracheno è una delle regioni più interessanti dal punto di vista archeologico, visto che dagli anni novanta e fino a tre anni fa non era possibile condurvi alcuna ricerca.

Link: AlphaGalileoEurekAlert! via Universitat Autonoma de Barcelona

Scansione delle pitture rupestri di animali ad Abri Faravel

25 Maggio 2016

figure2th

Archeologi dell’Università di York e del Centre Camille Jullian di Aix-en-Provence hanno intrapreso un’opera di scansione di raffigurazioni di animali presso il rifugio roccioso di Abri Faravel, situato sulle Alpi francesi meridionali a 2133 metri sul livello del mare.

Il luogo ha visto la presenza umana a partire dal Mesolitico e fino ad epoca medievale: le pitture rupestri costituiscono le raffigurazioni di animali preistoriche ad altitudine più elevata in Europa.

Nel sito è perciò possibile ritrovare pure complesse strutture dell’Età del Bronzo ad alta quota, manufatti per Mesolitico e Neolitico, ceramiche dell’Età del Ferro, una fibula romana e oggetti in metallo di epoca medievale.

Continue reading Scansione delle pitture rupestri di animali ad Abri Faravel