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Musei Statali aperti per Pasqua e Pasquetta

MUSEI STATALI APERTI PER PASQUA E PASQUETTA
Ingresso gratuito a Pasqua per #domenicalmuseo, al via la campagna social di aprile dedicata ai fiori nell’arte

Domenica 1 e lunedì 2 aprile in occasione delle festività di Pasqua e del Lunedì dell’Angelo i principali musei, parchi archeologici, monumenti e luoghi della cultura statali resteranno aperti, rispettando il normale piano orario e tariffario che prevede, per la sola giornata di Pasqua, l’ingresso gratuito in occasione di #domenicalmuseo. E a Pasqua prende il via la campagna social dei musei italiani per il mese di aprile dedicata ai fiori nell’arte, con l’invito ai visitatori a fotografare e condividere sui social immagini di opere d’arte presenti nelle collezioni raffiguranti le bellezze del regno vegetale.
Dagli Scavi di Ercolano alla Pinacoteca  Brera, dal Castello di Miramare di Trieste al Museo di Capodimonte a Napoli, da Paestum agli Uffizi, dal Parco Archeologico di Ostia Antica al Cenacolo Vinciano, dalla Reggia di Caserta alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini e Palazzo Corsini, dai Musei Reali di Torino alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia a Castel Sant’Angelo, dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto a quello di Reggio Calabria. Un lungo fine settimana all’insegna della cultura in cui cittadini e turisti potranno visitare le vaste collezioni dei principali musei italiani, cogliendo anche l’opportunità della visita gratuita nel giorno di Pasqua in occasione di #domenicalmuseo.
Su www.beniculturali.it/pasqualmuseo l’elenco completo e tutte le informazioni delle aperture straordinarie di domenica 1 e lunedì 2 aprile.
Roma, 28 marzo 2018
Ufficio Stampa MiBACT

Come da MiBACT, redattore Renzo De Simone

Musei italiani, Sistema nazionale: l’esperienza della Calabria

Musei italiani – Sistema nazionale

Roma – Aula Ottagona (Planetario) delle Terme di Diocleziano

Venerdì 16 marzo 2018 – Ore 16.30/20.00

Venerdì 16 marzo 2018, nel corso dell’incontro Musei italiani – Sistema nazionale, organizzato dalla Direzione generale Musei del MiBACT, che si terrà a Roma dalle ore 16.30 alle ore 20.00, presso l’Aula Ottagona (Planetario) delle Terme di Diocleziano, Angela Acordon, direttore del Polo Museale della Calabria, racconterà e condividerà la sua esperienza lasciando in esposizione al Planetario un’opera rappresentativa dell’archeologia calabrese.

L’iniziativa, secondo appuntamento di un ciclo di conferenze, ha la finalità di promuovere il patrimonio museale del nostro Paese e di mettere in sinergia tutti i musei italiani, da quelli statali ai privati, in una rete più ampia capace di creare maggiore impulso e operatività.

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Lungo le coste della Calabria: templi, fari e torri costiere tra archeologia e paesaggio

LUNGO LE COSTE DELLA CALABRIA: TEMPLI, FARI E TORRI COSTIERE TRA ARCHEOLOGIA E PAESAGGIO

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)

14 marzo 2018

Mercoledì 14 marzo 2018, in occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio, a Crotone, presso il Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, in collaborazione con la locale Capitaneria di Porto, verrà organizzata un’iniziativa volta a mettere in rilievo il Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna, sito appartenente al Polo Museale della Calabria (organismo del MiBACT diretto da Angela Acordon) posto sull’estremità del promontorio omonimo, di estrema rilevanza dal punto di vista storico e archeologico in quanto sede, tra VII secolo a.C. e III secolo d.C., di uno dei principali santuari del Mediterraneo, intitolato alla dea greca Hera Lacinia. In prossimità del parco archeologico è presente un faro, ancora attivo per la navigazione lungo il mar Jonio, che ha offerto lo spunto per un progetto dal titolo “I fari della Calabria” che verrà illustrato nella giornata del 14 marzo p.v.. Promosso dalla Marina Militare Italiana e dal Polo Museale della Calabria, tale progetto vede coinvolto anche il Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna ed il Parco Archeologico Nazionale dell’antica Kaulon presso punta Stilo e vuole puntare l’attenzione sul paesaggio mediante tutte le sue componenti. Entrambi i siti di Capo Colonna e Punta Stilo, infatti, vedono l’interessante legame tra due aree archeologiche di fondamentale importanza per la storia della Magna Grecia, significative per la loro valenza paesaggistica e unite dalla presenza di alcuni tra i più bei fari che costellano le coste calabresi. Entrambi i siti aderiscono inoltre al Museo Navigante, la rete dei Musei del Mare e della Marineria d’Italia, patrocinata dal MiBACT e dall’ICOM – International Council of Museums.


Aperta alla cittadinanza e a tutte le scuole, la giornata vedrà la partecipazione di rappresentanti della Capitaneria di Porto, del direttore del Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, Gregorio Aversa, e dell’avv. Romano Carratelli, che illustrerà l’omonimo codice manoscritto del XVI secolo, prezioso documento che attesta l’importante sistema difensivo costiero dell’epoca. Con l’occasione sarà anche organizzata una visita guidata al Museo Archeologico, nonché alla mostra “Annibale. La fine di un viaggio” attualmente in corso presso il Museo e strettamente connessa alla storia del santuario di Hera Lacinia, luogo di culto e riferimento per la navigazione del Mediterraneo antico.

Dettagli iniziativa:

Ore 11.00: partecipazione delle scuole che verranno accompagnate a conoscere le problematiche del paesaggio di Capo Colonna anche attraverso la visita alla mostra “Annibale. La fine di un viaggio”;

Ore 17.00: incontro per illustrare l’iniziativa “I fari della Calabria tra archeologia e paesaggio”, volta a valorizzare il faro ed il patrimonio paesaggistico oltre che archeologico di Capo Colonna.

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Musica: online selezione brani tradizione popolare laziale

MUSICA: MIBACT, SU CANZONEITALIANA.IT DA OGGI ONLINE ANCHE UNA SELEZIONE DEI BRANI DELLA TRADIZIONE POPOLARE DEL LAZIO

Cento anni di musica per la prima volta in una sola raccolta: romanze e rock, brani d’autore e canzonette, pop nostrano e musica da ballo, i protagonisti di Sanremo, i canti di guerra e di liberazione, la musica popolare e quella di protesta. È online il portale della musica italiana, una piattaforma che ha raccolto un secolo di musica e circa 200.000 canzoni in un unico catalogo, il più grande in Europa, grazie al prezioso lavoro dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi del MiBACT (l’ex Discoteca di Stato) in collaborazione con SPOTIFY, uno dei più importanti provider di contenuti musicali in rete.
Nella sezione Tradizioni popolari oltre 300 canzoni e materiale espressivo da parte di informatori non professionisti: gente comune la cui voce e strumenti sono stati registrati sul campo a partire dagli anni sessanta.
Ecco i primi brani nella sezione Lazio:
Numerosi documenti sono tratti Archivio Etnico Linguistico-Musicale dell’Istituto Centrale per i beni sonori ed audiovisivi che costituisce una delle collezioni più interessanti e inedite per ricostruire la realtà culturale e linguistica delle Regioni d’Italia. Nato nel 1962 per opera di Diego Carpitella, etnomusicologo, e Antonio Pagliaro, glottologo, l’AELM rappresenta una delle ultime e più importanti campagne sistematiche di rilevazione e registrazione di tradizioni popolari prima della generale omologazione linguistico/culturale del Paese. Divisa per regioni e caratterizzata da una impostazione dialettologica-musicale, la collezione dell’AELM comprende musica etnica e folkloristica, narrativa di tradizione orale e favolistica, spettacoli e rappresentazioni popolari, musica liturgica e rituale, dialetti delle isole alloglotte, dove si parlano le lingue portate secoli prima dagli antenati insediatisi in quei territori lontani dalla loro terra d’origine: l’albanese trapiantato nell’Italia meridionale (Piana degli Albanesi, appunto) e in Sicilia nel quattrocento; il greco, risalente alle colonie della Magna Grecia; il serbo-croato in Molise; il catalano ad Alghero, in Sardegna; piccoli gruppi gallo-romanzi in Italia meridionale, franco-provenzali in provincia di Foggia (Puglia) e provenzali a Guardia Piemontese in provincia di Cosenza (Calabria) , solo per citare alcuni esempi.
 “Il portale della canzone italiana valorizza, conserva e promuove la ricchezza del patrimonio sonoro e audiovisivo nazionale. Dalle canzoni d’autore a quelle delle tradizioni popolari, un altro modo per raccontare la storia e vitalità della canzone italiana”. Così ha dichiarato il Ministro dei beni e della Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini.
Roma, 5 febbraio 2017
Ufficio Stampa MiBACT

Come da MiBACT, redattore Renzo De Simone

#Febbraioalmuseo all’insegna della leggerezza del gioco

MUSEI, ONLINE LA NUOVA CAMPAGNA SOCIAL DI @MUSEITALIANI INCENTRATA SU GIOCATTOLI, SVAGO E DIVERTIMENTO MIBACT: #FEBBRAIOALMUSEO CON LA LEGGEREZZA DEL GIOCO

FIRENZE. MUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO
PEZZO PER IL GIOCO DEGLI SCACCHI: CAVALLO
XI secolo

Giocare è sempre stata una cosa serissima. Non esiste bambino nella storia del genere umano che non abbia tenuto in mano un giocattolo e non esiste adulto che rinunci al gioco per gara, per scherzo, per passatempo, per divertimento o per sfidare la fortuna. Della “suprema leggerezza del gioco e della sua serietà più elevata” hanno trattato filosofi e artisti, ed ecco che al tema del gioco il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo dedica la campagna del mese di febbraio: su tutti i propri account social posta e condivide con l’hashtag #giochidarte oltre 60 locandine digitali, sorprendendo con giocattoli evergreen (i dadi, le carte, la palla..) e perfino con veri e propri archetipi dei più moderni balocchi.
‘Si scopre’ ai Musei Nazionali Archeologici di Jatta, a Ruvo di Puglia, di Aquileia e di Taranto che il gioco della palla era un gioco principalmente da ragazze (rispettivamente Scena con gioco della palla, Vaso per l’acqua a figure rosse, 400 – 375 a.C., Donna che tiene in mano una palla cucita con pezze esagonali, Altare funerario della famiglia dei Caesernii, I secolo d.C. e Anfora a figure rosse con fanciulle che giocano a palla, seconda metà del IV secolo a.C) e che la fashion doll adulta più famosa al mondo ha antenate lontane, come potrebbe sembrare osservando la bambola in avorio appartenente al corredo funerario di una bambina, risalente al II secolo a.C. conservata al Museo Archeologico Nazionale Romano – Palazzo Massimo.
Dagli scacchi (Scacchiera in osso VI – VII sec. D. C., Museo Crypta Balbi) alla Pentolaccia (Carlo Casinio, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi), dal Gioco del civettino (una specie di telefono senza fili, rappresentato da Giovanni di Ser Giovanni detto Lo Scheggia e conservato a Palazzo Davanzati, Musei del Bargello) alle bocce (Ruggero Focardi, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti), fino alle Bolle di sapone (Pierter Cornelisz van Slingelan, Galleria degli Uffizi) e al Solletico (Giuseppe Angeli, Gallerie dell’Accademia di Venezia), l’arte racconta l’evoluzione e l’eternità dello svago, che travalica le epoche e accompagna le età dell’uomo, con divertenti testimonianze: trottole (Trottola etrusca figurata, Museo Archeologico Nazionale di Orvieto), burattini (La giornata del giocattolo italiano, Guglielmo Sansoni detto Tato, Collezione Museo Salce) e biribisse (Gallerie Estensi, Ferrara).
E gli account del Mibact, in particolare @museitaliani, invitano a giocare, a divertirsi cercando e fotografando nelle collezioni degli oltre 420 musei, parchi archeologici e luoghi della cultura italiani tutto ciò che rappresenta il tema del mese, condividendolo con #giochidarte.
Tutte le opere e le locandine della campagna #febbraioalmuseo sono disponibili su www.beniculturali.it/febbraioalmuseo
#museitaliani

Roma, 1 febbraio 2018
Ufficio Stampa MiBACT

Come da MiBACT, redattrice Simonetta Ronchini

Immagine da MiBACT.