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Ca’ Foscari ricorda Giovanni Morelli e Margot Galante Garrone

Ca’ Foscari ricorda il musicologo e docente dell’ateneo scomparso nel 2011

“LA DETESTATA SOGLIOLA”. OMAGGIO A GIOVANNI MORELLI E MARGOT GALANTE GARRONE

Lunedì 14 maggio all’ Auditorium S. Margherita

 

Lunedì 14 maggio, alle 17.30all’Auditorium Santa Margherita dell’Università Ca’ Foscari, Teatro Ca’ Foscari e l’Associazione Giovanni Morelli presentano «La detestata sogliola» un omaggio a Giovanni Morelli e Margot Galante Garrone. Con Paolo Puppa – Helga Davis – Malva Rizzato – Elisabetta Pozzi

La data del 14 maggio, giorno della nascita di Giovanni Morelli (Faenza 1942 -Venezia 2011), è stata scelta per rendere omaggio alla sua figura di musicologo e docente di chiara fama dell’Ateneo, dove ha insegnato Storia della musica contemporanea, Filologia musicale, Musicologia sistematica e Storia e critica del testo musicale. Sposato con Margot Galante Garrone (Torino 1941 – Genova 2017) cantante, regista e fondatrice del Gran Teatrino la Fede delle Femmine.

In occasione di questa giornata dedicata a loro, quattro grandi artisti faranno rivivere il ricordo di queste due importanti figure attraverso diverse proposte e spunti culturali:

Paolo Puppa letture da Animali Immaginari di Giovanni Morelli
Helga Davis frammento/studio da Madrigal for 9 rooms di Andrea Liberovici
Malva Rizzato e Le canzoni di Margot
Elisabetta Pozzi letture da La detestata sogliola di Margot Galante Garrone

Ingresso libero

Così Andrea Liberovici, Presidente Associazione Giovanni Morelli, descrive l’iniziativa

«La detestata sogliola» è il titolo dell’unico libro scritto da Margot e che ho trovato sul desktop del suo computer l’anno scorso, un paio di mesi dopo la sua morte.
Sapevo che era li, perché ne avevamo parlato, ma non avevo avuto la forza di leggerlo. Ora posso dirlo: è bellissimo. Se verrete il 14 maggio capirete che l’aggettivo “bellissimo“ non è così distante dalla realtà. Non vi anticipo nulla perché, grazie all’editore Marsilio, il libro lo potrete trovare anche in libreria ma certo è che la sua, seppur parziale, lettura dal vivo interpretata da un’attrice come Elisabetta Pozzi la potrete ascoltare, per ora, soltanto se verrete all’Auditorium di S.Margherita.

In scena quattro grandi artisti. Il poeta Lello Voce che leggerà qualche «animale immaginario“ di Giovanni, la cantante-attrice newyorkese Helga Davis che interpreterà un piccolo frammento da “Madrigal for 9 rooms“, brano audio-visivoche sto preparando per l’anno prossimo dedicato alla nostra casa della Giudecca come palcoscenico, se così si può dire, della nostra famiglia e la giovane cantautrice Malva Rizzato che canterà alcune canzoni di Margot, alternandosi con «La detestata sogliola» letta da Elisabetta Pozzi.
Ho avuto la grande fortuna di crescere con Giovanni e mia mamma da quando avevo due anni (e con decine di gatti annessi) e non posso non condividere totalmente uno degli scopi dell’associazione Giovanni Morelli, che ringrazio, ovvero quello, non soltanto di mantenere viva la memoria, ma di farli conoscere ai più giovani attraverso l’esempio che ci hanno lasciato: l’umanità come centro e nutrimento di ogni loro gesto, creativo ed artistico, che sapevano condividere in forma di dono con tutti… senza distinzioni e copyright.»

Testo e immagine da Ufficio Stampa Università Ca’ Foscari Venezia

Venezia: prima assoluta di “Nel Cuore Muto Del Divino”, dedicato a Carlo Scarpa

Giovedì 5 aprile 2018, dalle ore 18.00 in aula Baratto di Ca’ Foscari la prima assoluta di Nel Cuore Muto Del Divino

UN DOCU-FILM DEDICATO A CARLO SCARPA

RISCOPRE I SEGRETI DELL’AULA BARATTO

DI CA’ FOSCARI

L’iniziativa si inserisce nel programma di iniziative per i 150 anni di Ca’ Foscari

 

NEL CUORE MUTO del divino – Teaser from CABIRIAFILM on Vimeo.

VENEZIA – Un documentario dedicato a Carlo Scarpa e al suo intervento nell’Aula Baratto di Ca’ Foscari nell’anno del centocinquantenario dell’Ateneo: il 5 aprile, alle ore 18, in Aula Baratto a Ca’ Foscari verrà proiettato in prima assoluta il film documentario Nel Cuore Muto Del Divino, dedicato all’architetto veneziano.

Un tributo celebrativo all’architetto che operò sull’Aula Baratto sia prima che dopo la seconda guerra mondiale, adattando gli spazi, gli arredi e la fruizione dei locali con straordinaria modernità e rispetto della tradizione.

Una proiezione cinematografica in loco, per seguire prima sullo schermo e poi ammirare e vivere di persona, gli ambienti rimaneggiati e progettati da Scarpa. Un confronto fra il passato e il presente attraverso la storia dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dei suoi 150 anni.

Il progetto, a cura del professore di Ca’ Foscari Paolo Pellizzari, intende valorizzare l’Aula Baratto, un gioiello inserito nel palazzo di Ca’ Foscari.  Il film, realizzato dal regista Riccardo De Cal, getta luce sul restauro di Palazzo Foscari, sede storica dell’Università, da parte di Carlo Scarpa. Il percorso filmico nello spazio e nel tempo mira a raggiungere il cuore pulsante dell’intervento scarpiano: l’Aula Baratto. Un luogo i cui confini divengono labili: il pavimento si fa acqua e l’antica architettura del palazzo dialoga con gli elementi moderni introdotti da Scarpa. Tra i punti focali del film vi è l’analisi del rapporto tra “dentro” e “fuori” e della percezione forte del senso della città.

Il trailer del film è visibile at https://vimeo.com/224039983

 Scarpa operò sull’aula nel 1936 e nel 1956, adattando gli spazi, gli arredi e la fruizione in un contesto di assoluta bellezza architettonica e paesaggistica e consente ancora oggi l’uso di questi spazi spettacolari per eventi, lezioni e conferenze. [per eliminare ripetizione di “straordinaria modernità e …] Per accompagnare l’evento e il ricordo di Carlo Scarpa, nel cortile di Ca’ Foscari è allestita un’esposizione basata su materiali storici d’archivio e sui disegni/progetti conservati nell’Archivio Carlo Scarpa di Treviso, con elaborati e oggetti significativi legati alla progettazione, ai lavori effettuati e al contesto in cui si svolsero. Il video e l’esposizione sono stati realizzati in  collaborazione con il MAXXI di Roma, l ‘Archivio Carlo Scarpa di Treviso e con il supporto della Ca’ Foscari School for International Education.

Riccardo De Cal, regista e fotografo, dopo il liceo classico compie gli studi a Venezia presso la Facoltà di Architettura. Legato a una visione cinematografica essenziale e poetica, dal 2003 realizza documentari d’autore.

Testo da Ufficio Comunicazione Università Ca’ Foscari Venezia

L’Università Ca’ Foscari a Venezia, foto di Stefano Remo, daWikipediaCC BY-SA 3.0.

Classici contro: 30 appuntamenti. Tema del 2018, Dike, la Giustizia

Venerdì 6 e sabato 7 aprile a Vicenza per il progetto ideato dai docenti di Ca’ Foscari Alberto Camerotto e Filippomaria Pontani
CLASSICI CONTRO: 30 APPUNTAMENTI

TEMA DEL 2018 DIKE, LA GIUSTIZIA

Teatri e musei, licei e carceri i luoghi in cui i classici si sveleranno per fare luce sul presente

Continua a Vicenza il 6 e 7 aprile, dopo i primi appuntamenti di San Donà di Piave, Cittadella e Vittorio Veneto, il ciclo di incontri per il 2018 di Classici Contro, un progetto dell’Università Ca’ Foscari a cura del grecista Alberto Camerotto e del filologo classico Filippomaria Pontani che cresce nel tempo e dimostra l’interesse verso i classici oltre che la bruciante attualità dei temi che gli antichi ci propongono.

Sono ben trenta gli incontri in calendario in altrettante città d’Italia, che toccheranno licei, teatri, istituzioni, musei e carceri, da Palermo a Torino, da Vicenza a Reggio Calabria, da Lecce a Milano.

Quest’anno il tema intorno al quale si dibatterà attraverso le voci della ricerca e della cultura è «Dike, la Giustizia». Immersi in una società in cui scorgiamo troppe ingiustizie e diseguaglianze, siamo abituati quotidianamente ad accapigliarci sulle leggi, a dibattere il modo di amministrare il diritto, a invocare un riequilibrio ultraterreno agli squilibri umani. Cos’è giusto fare dinanzi a una catena di delitti di cui si è dimenticata l’origine, dinanzi a una legge palesemente inumana, dinanzi a chi propaganda un’idea che mette in dubbio le nostre certezze, dinanzi a una richiesta d’asilo che mette a rischio la comunità?

Qual è il rapporto tra la giustizia umana e quella divina? Come si configura la dialettica tra la sacrosanta giustizia olimpica garantita dal regno di Zeus e l’amministrazione quotidiana della giustizia nei tribunali di Atene e di Roma? In un momento storico in cui i problemi connessi alla legge, al diritto e all’equità sociale e politica continuano a dominare l’attualità, la rassegna 2018 dei Classici Contro prova ad andare alla radice storica e culturale di questi fenomeni, facendo parlare (e a tratti cantare) i testi antichi più importanti sul tema, da Omero a Esiodo, da Eschilo a Virgilio, da Lisia a Cicerone.

Il mondo greco-romano ha prodotto una gran mole di pensiero sulla e per la giustizia: non c’è quasi problema della giustizia del nostro tempo che non possa essere codificato – in senso mitico o come parallelo storico – nei termini antichi, e dunque rivitalizzato e meglio compreso. Questo intende fare Classici Contro 2018

Le prossime tappe del percorso saranno: Vicenza Il 6 e il 7 aprile al Teatro Olimpico di Vicenza e alle Gallerie D’Italia – Palazzo Leoni Montanari

Venerdì 6 aprile a Palazzo Leoni Montanari si affronteranno due prospettive convergenti sul diritto e la giustizia: da un lato lo sviluppo del concetto nell’epica arcaica (ne parlerà Carlo Pelloso, storico del diritto greco dell’Università di Verona), dall’altro lo sviluppo dei diritti fondamentali dall’antichità a oggi in relazione al tema dell’identità personale e collettiva (ne discuterà il giurista Marcello Francanzani, recentemente nominato giudice della Corte di Cassazione). Ma la giustizia ha anche un aspetto molto pratico: la sua applicazione, i premi e le pene. Nella sera di venerdì ne parleranno da angolazioni diverse la direttrice di un grande carcere (Claudia Clementi, del Dozza di Bologna), un classicista attivissimo nella riflessione e la pratica della non-violenza e della giustizia quotidiana (Andrea Cozzo, dell’Univ. di Palermo), un giornalista d’assalto che conosce il Nordest come pochi (Ernesto Milanesi, del manifesto). Queste parole ardue e complesse saranno accompagnate dalle musiche antiche di Nikos Xanthoulis, dedicate ad alcuni testi di Omero, Eschilo, Sofocle relativi alla giustizia; e lo stesso musicista greco nella mattinata di sabato 7 aprile a Palazzo Leoni Montanari terrà insieme ad Angelo Meriani una lezione sulla musica antica, accompagnata da una presentazione della mostra “Seduzione nel mondo antico” a cura della curatrice Federica Giacobello.

La Giustizia è anche immagine, dai bronzetti antichi con la bilancia alla Minerva dei nostri tribunali, ma è anche multiforme, come lealtà e nemesi: ne parlerà sabato pomeriggio, sempre a Palazzo Leoni Montanari, Aglaia McClintock (Univ. del Sannio), mentre Gabrio Forti, insigne giurista e raffinato letterato, analizzerà la ricezione del tema giustizia nella riscrittura goethiana dell’Ifigenia. Al centro della serata di sabato al Teatro Olimpico ci sarà invece la legge: il sottile confine tra giusto e legale (Massimo Manca, latinista di Torino), il fondamento sostanziale del nomos (Gennaro Carillo, filosofo napoletano), e la divaricazione fra la giustizia antica e moderna, di cui parlerà il Primo Presidente emerito della Corte di Cassazione Giovanni Canzio.

LE CITTÀ TOCCATE DA CLASSICI CONTRO

Dopo l’Olimpico i Classici Contro arriveranno in tutta Italia, per parlare di giustizia, al Teatro Don Orione di Palermo, al Circolo dei Lettori e al Liceo Massimo D’Azeglio di Torino, al Teatro Masini di Faenza, alla Biblioteca Civica di Bassano del Grappa, a Villa Emo a Fanzolo di Treviso, al Teatro Civico di Schio, all’Abbazia al Goleto di Sant’Angelo dei Lombardi, alTeatro Comunale di Alessandria, davanti ai Bronzi di Riace al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, al Tribunale e al Convento dei Teatini di Lecce,  al Teatro Rosso di San Secondo a Caltanissetta, al Teatro Ristori di Verona,  al Carcere di Bollate a Milano, al Collegio Marconi di Portogruaro, all’Università degli Studi di Pavia, al Palazzo Festari diValdagno. E in autunno i Classici Contro continueranno il loro percorso alla Villa Belvedere di Mirano, alla Stazione Marittima di Trieste, al Liceo Bartolomeo Zucchi di Monza, al Liceo Leone XIII di Milano, al Carcere di Rebibbia a Roma, per concludere al Teatro di Santa Margherita a Venezia.

I Classici Contro dell’Università Ca’ Foscari, in collaborazione con le Università, i Licei, le istituzioni, portano come sempre la ricerca e la parola dei classici antichi nei teatri di fronte ai cittadini per un contributo di pensiero sui problemi più scottanti del presente. In una prospettiva europea che guarda al futuro, con la consapevolezza culturale di tremila anni di pensieri e di storia che ci viene dai classici. Una risorsa da condividere tra tutti i cittadini.

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Venezia: undicesima edizione del Festival Internazionale di Letteratura “Incroci di civiltà”

L’UNIVERSITÀ CA’ FOSCARI PRESENTA

INCROCI DI CIVILTÀ

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI LETTERATURA

A VENEZIA

 

Dal 4 al 7 aprile 2018 venticinque scrittori provenienti da ventuno Paesi incontrano il pubblico per l’undicesima edizione del Festival

Credits: Annalena McAfee

VENEZIA – Sarà Ian McEwan, l’acclamato autore inglese di romanzi, racconti e sceneggiature – come Bambini nel tempo (Einaudi, 1988), Espiazione (Einaudi, 2002)  e i più recenti Chesil Beach (Einaudi, 2007), Solar (Einaudi, 2010), Miele(Einaudi, 2012), La ballata di Adam Henry (Einaudi, 2014), Nel guscio (Einaudi, 2017) – a inaugurare al Teatro Carlo Goldoni mercoledì 4 aprile alle ore 17.00 l’undicesima edizione di Incroci di civiltà, il Festival internazionale di letteratura a Venezia, ideato e organizzato dall’ Università Ca’ Foscari Venezia – che festeggia quest’anno i suoi 150 anni –  in collaborazione con Fondazione di Venezia e Comune di Venezia e inserito all’interno del programma ‘le Città in Festa’, con la partnership di The BAUERs Venezia, Fondazione Musei Civici Venezia e Marsilio.

Questa undicesima edizione di Incroci di civiltà ribadisce lo spirito del festival, capace di accostare firme prestigiose ad autori emergenti e offrire al vasto pubblico di lettori appassionati una prospettiva privilegiata sulla letteratura contemporanea mondiale.

Dal 4 al 7 aprile 2018 si incontreranno a Venezia venticinque scrittori provenienti da ventuno Paesi: Australia, Cile, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Israele, Italia, Kenya, Nicaragua, Nigeria, Norvegia, Malesia, Marocco, Romania, Russia, Sri Lanka, Spagna, Svezia, Turchia.

Un focus speciale sarà dedicato agli autori africani, con la presenza di Ngũgĩ wa Thiong’o e Abdilatif Abdalla (Kenya), e del Premio Nobel per la Letteratura nel 1986 Wole Soyinka (Nigeria). Verranno presentati i primi due numeri con testo a fronte della nuova collana della Libreria Editrice Cafoscarina ‘Incroci di civiltà’: poesie scelte di Mohamed Moksidi (Marocco) a cura di Simone Sibilio (Ca’ Foscari) e due racconti di Emine Sevgi Özdamar (Turchia/Germania) a cura di Stefania Sbarra (Ca’ Foscari).

Michele Bugliesi, Rettore dell’Università Ca’ Foscari Venezia: «Incroci di civiltà è uno degli appuntamenti culturali di punta di Ca’ Foscari, una manifestazione nata sotto il segno dell’inclusione e della diversità culturale e linguistica, temi che sono propri del nostro Ateneo, della nostra ricerca scientifica e dei progetti e interessi dei nostri docenti e ricercatori. Quest’anno, all’undicesima edizione, il Festival continua ad appassionare molti lettori e cittadini e ad attirare a Venezia le firme più affermate del panorama letterario internazionale. Le tematiche d’attualità e l’interesse per le diverse culture continuano a costituire il cuore della proposta di Incroci di civiltà, che può contare sulla preziosa collaborazione delle principali istituzioni cittadine che ringrazio per il loro sostegno».

Flavio Gregori, Prorettore alle Attività e Rapporti Culturali di Ca’ Foscari: «Incroci di civiltà è uno dei momenti più alti della programmazione culturale di Ca’ Foscari. Come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione del 150esimo Anno Accademico, Ca’ Foscari ha una vocazione speciale nel panorama italiano per lo studio e l’insegnamento delle lingue e letterature straniere di tutto il mondo. Incroci rappresenta in modo esemplare questa vocazione  facendo dialogare scrittrici e scrittori di oltre venti Paesi con i nostri docenti e con il pubblico dei lettori. Incroci non è solo un festival che dura i quattro giorni della manifestazione ma è il risultato di un lavoro di tutto l’anno da parte degli organizzatori, dei professori, degli studenti, del mondo editoriale e di tutti coloro che vi collaborano. È una realtà riconosciuta e apprezzata a livello nazionale e internazionale, diventata uno degli eventi più importanti, centrali e attesi nella vita culturale di Venezia».

Pia Masierodirettrice del Festival Incroci di civiltà: «E’ un privilegio per me essere anche quest’anno la direttrice di Incroci di civiltà per quello che il festival rappresenta per l’Ateneo e per la città. Non un salone del libro, né una semplice vetrina per le ultime novità editoriali, ma un momento di riflessione profonda su temi che continuano ad essere centrali per il nostro tempo. Incroci di civiltà è uno dei modi – belli e riusciti – con cui Ca’ Foscari dialoga con la città di Venezia».

Giovanni Dell’Olivo, direttore della Fondazione di Venezia: «Lo sguardo privilegiato degli scrittori e delle scrittrici ci offre la grande opportunità di osservare il mondo di oggi e leggere la contemporaneità. L’avvicinarsi, l’incontrarsi, il dialogare e l’incrociarsi di culture vicine e lontane ci consente di affrontare e analizzare le tematiche più urgenti e attuali. Ci sta a cuore la crescita culturale della nostra comunità e questa rassegna internazionale, per la qualità dei suoi contenuti e la statura dei suoi protagonisti, è linfa vitale per il nostro territorio. Con orgoglio, dunque, la Fondazione di Venezia rinnova il suo supporto a Incroci di civiltà nell’ambito di un consolidato rapporto di collaborazione, attiva e progettuale, con l’Università finalizzato allo sviluppo culturale della collettività e dei giovani in particolare».

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Venezia: torna il Ca’ Foscari Short Film Festival, dal 21 al 24 marzo

Torna all’Auditorium S. Margherita il Festival di cortometraggi organizzato dall’Università Ca’ Foscari Venezia

nell’anno del 150esimo anniversario

CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL 8, 21-24 MARZO

IL FIL ROUGE DELL’EDIZIONE 2018 È LA TEMATICA DEL RAPPORTO MADRE-FIGLIO

30 cortometraggi in concorso delle migliori scuole di cinema da 26 paesi del mondo. Peter Greenway tra gli ospiti

 web: http://cafoscarishort.unive.it 

L’ottava edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival il primo in Europa interamente concepito, organizzato e gestito da un’università si svolgerà dal 21 al 24 marzo 2018, all’Auditorium Santa Margherita di Venezia, nel cuore dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Università Ca’ Foscari. I 30 cortometraggi del Concorso Internazionale dedicato agli studenti delle scuole di cinema e delle università di tutto il mondo saranno affiancati da una serie di programmi speciali, workshop e masterclass di altrettanto interesse. Il Festival, realizzato con la collaborazione della Fondazione di Venezia e dell’Associazione Veneziana Albergatori, mantiene fede alla sua mission di manifestazione pensata dai giovani per i giovani: sono loro i protagonisti di questa grande festa, dall’una e dall’altra parte dello schermo. Lo “Short” è infatti concepito come momento professionalmente formativo per gli studenti volontari di Ca’ Foscari (oltre 200) coinvolti in tutte le fasi della realizzazione del festival con il coordinamento del direttore artistico e organizzativo Roberta Novielli.

L’edizione 2018 è stata presentata oggi presso la sede centrale dell’Università Ca’ Foscari Venezia da: Flavio Gregori, prorettore alle Attività Culturali Università Ca’ Foscari; Roberta Novielli, direttore artistico e organizzativo del Ca’ Foscari Short Film Festival;  Hiroki Hayashi, regista, membro della giuria del concorso internazionale; Giorgio Busetto, direttore della Fondazione Ugo e Olga Levi; Carlo Montanaro, responsabile della Fabbrica del vedere; Giovanni Andrea Martini, presidente della municipalità di Venezia  Murano Burano

Il prorettore Flavio Gregori ha evidenziato come “la scorsa sia stata un’ottima edizione, con corti a livello professionale”, sottolineando anche quanto “il festival sia un trampolino di lancio per esperienze di produzione e sia soprattutto “una grande opportunità didattica per il coinvolgimento di studenti che comporta”.

“Una grande festa di ospiti e registi – così l’ha definita Roberta Novielli – con la partecipazione quest’anno di nomi di spicco tra cui Peter Greenaway. Più di 2500 i corti pervenuti, 26 i paesi di provenienza, gli Stati Uniti al primo posto, ma seguiti da Iran e Turchia, una cinematografia emergente che dà la misura della dimensione internazionale dello Short”.

CONCORSO INTERNAZIONALE: 30 OPERE IN GARA

E’ uno dei fiori all’occhiello dello Short, si conferma anche quest’anno come una vetrina privilegiata in Italia per scoprire le migliori opere di giovani registi che frequentano o si sono appena laureati nelle più prestigiose scuole di cinema e università del mondo, come testimoniano i circa 2.500 cortometraggi pervenuti da ogni angolo del globo che hanno portato a una selezione di altissimo livello e in grado di rappresentare filmografie molto distanti fra loro.

I 30 cortometraggi del Concorso internazionale provengono da 26 differenti paesi, che spaziano dagli Usa all’Australia, dalla Bielorussia al Sud Africa, dal Costa Rica all’Uzbekistan, passando per Indonesia, Colombia, India, Hong Kong e molti altri, Italia compresa.

Uno dei temi ricorrenti di quest’anno è il rapporto tra madre e figlio – un tema tanto universale quanto particolare nelle sue infinite declinazioni, il rapporto più viscerale, intenso e (artisticamente) drammatico che ci sia – come in Eric del regista ungherese Hakan Sagiroglu, con la tragica ricerca del figlio da parte di una madre che deve fare i conti col proprio passato. In The Life of Ana (di Mlu Godola, Sud Africa) è la madre stessa a mettere in pericolo la vita del figlio e per salvarlo dovrà prendere decisioni difficili. Ancora più drammatica è la situazione nel messicano Don’t Pass Through San Bernardino (di Hugo Magaña) nel quale una donna non si fermerà davanti a nulla pur di arrivare alla verità sulla morte del figlio. Tash Kөmүr, di Evgenii Chistiakov, primo corto del Kirghizistan in Concorso allo Short, racconta invece la difficile realtà di due ragazzi, e delle loro famiglie, costretti a lavorare in una remota miniera di carbone. Sullo sfondo dell’omicidio di Pasolini si svolge invece il corto italiano Pipinara, di Ludovico Di Martino, incentrato su due giovani ladruncoli del litorale romano. L’altro italiano in gara è Adavede di Alain Parroni, nel quale la ricerca di un caricabatteria diventa il pretesto per un viaggio tra campagna e periferie che porterà a galla ricordi sepolti. Insieme ai corti di finzione, in Concorso anche 3 documentari e 3 animazioni.

La giuria assegnerà per il Concorso Internazionale: il Grand Prix al miglior corto, il Premio Levi per la miglior colonna sonora, la Menzione speciale Volumina per il miglior contributo al cinema come arte e il Premio “Pateh Sabally” della Municipalità di Venezia, all’opera che meglio avrà saputo sottolineare i temi della multietnicità e dell’accoglienza.

Verrà inoltre proclamato il vincitore della quinta edizione del Concorso “Olga Brunner Levi”, in collaborazione con la Fondazione Levi, e quello del secondo Music Video Competition, dedicato a video musicali realizzati da studenti di cinema e università di tutto il mondo.

 

GIURIA

La Giuria internazionale può contare anche quest’anno su tre esponenti di eccezione del mondo del cinema, continuando una tradizione che negli anni ha visto avvicendarsi registi, attori, produttori, giornalisti e addetti ai lavori di caratura internazionale. A decretare il vincitore del Concorso e assegnare le menzioni speciali saranno quest’anno tre registi, a cominciare dall’italiana Roberta Torre, il cui ultimo lungometraggio Riccardo va all’inferno è uscito nelle sale proprio negli scorsi mesi ed è candidato a cinque David di Donatello. Negli anni ha diretto opere come Tano da morire (David di Donatello e Nastro d’argento nel 1998), Mare nero (in Concorso a Locarno nel 2006) e I baci mai dati (presentato alla Mostra di Venezia nel 2010). Il regista giapponese Hiroki Hayashi ha iniziato come assistente di Takeshi Kitano e Kiyoshi Kurosawa per poi fondare una propria società di produzione e debuttare alla regia nel 2005 con Rakuda Ginza. Nei successivi lungometraggi ha sviluppato un approccio che gli permette di coinvolgere le comunità locali nel processo filmico, portandolo infine a realizzare Blossoming into a Family (2017). Terzo membro della giuria è il regista Marcin Bortkiewicz, documentarista polacco che nel 2012 ha presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes il suo primo cortometraggio di finzione, Drawn from Memory, seguito tre anni più tardi dal lungometraggio di debutto, l’apprezzato Walpurgis Night, vincitore di numerosi premi come miglior film d’esordio.

Come da tradizione ai giurati sarà dedicato il Programma speciale della Giuria, un’occasione unica per il pubblico per incontrare i tre artisti e ripercorrere le loro carriere attraverso immagini e parole. Torre proporrà una selezione di scene dal suo ultimo lungometraggio Riccardo va all’inferno (2017). Hayashi presenterà invece il cortometraggio Soul Journey – To the future of Nanto (2015), mentre Bortkiwicz porterà a Venezia il documentario Early Learning (2009).

Il Premio Levi sarà invece assegnato da una giuria composta da Luisa Zanoncelli, Roberto Calabretto, Gabriele Roberto e Massimo Contiero.

 

PROGRAMMI SPECIALI

Ricchissima e variegata anche quest’anno sarà l’offerta dei programmi speciali che spazia tra omaggi, focus, workshop e incontri con gli ospiti. Tra i fiori all’occhiello dell’ottava edizione del festival c’è sicuramente la presenza del cineasta britannico Peter Greenaway che per l’occasione sarà protagonista di una lunga intervista condotta da Flavio Gregori,Prorettore alle Attività e rapporti culturali dell’Università, e presenterà inoltre delle clip video tratte dai suoi lavori. Attivo sin dagli anni sessanta Greenaway è diventato presto celebre per le sue pellicole provocatorie e dall’estetica ricercatissima come I misteri del giardino di Compton House (1982), presentato a Venezia, Giochi nell’acqua (1988), vincitore a Cannes del premio per il miglior contributo artistico e il controverso Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante (1989). Ha raggiunto negli ultimi anni uno stile quasi pittorico (Goltzius and the Pelican Company, 2014) che ben si sposa con le sue installazioni artistiche come la serie Nove dipinti classici rivisitati.

Altro ospite d’eccezione di questa edizione è Robb Pratt, storico animatore della Disney che delizierà il pubblico dell’Auditorium con una imperdibile masterclass nella quale, oltre a illustrare gli aspetti più interessanti del suo mestiere, presenterà alcuni dei suoi lavori, come il recente CARMAN – The Road Rage Anti-Hero, una seria animata pensata anche come un tutorial d’animazione. Pratt ha lavorato ad alcuni classici della casa di Topolino come PocahontasTarzan eHercules ed è poi passato a disegnare gli storyboard per Planes e per serie di successo di Disney Channel. Come animatore indipendente ha realizzato alcuni cortometraggi che rielaborano i supereroi classici.

La personale dedicata all’indiana Gitanjali Rao permetterà di scoprire il mondo di una delle più importanti registe d’animazione indiane con la proiezione di cinque cortometraggi; altrettanto interessante il focus sul regista giapponeseShutaro Oku che mescola brillantemente cinema e teatro avvalendosi di tutte le tecnologie disponibili e che presenterà in anteprima mondiale Nigorie, opera girata tra Tokyo e Venezia. Si rimane in Estremo Oriente per East Asia Now, programma che propone alcuni dei corti più bizzarri e sperimentali prodotti nell’ultimo anno. All’interno del programma uno spazio sarà dedicato al Dong Film Fest, festival che si offre come ponte tra Cina e Italia.

L’Università Ca’ Foscari celebra quest’anno i 150 anni dalla sua fondazione e lo Short non poteva non dedicare un programma speciale a questo irripetibile avvenimento. Spazio quindi al video concorso Racconta i 150 anni di Ca’ Foscari in 150 secondi – di cui sarà annunciato il vincitore – e alla presentazione in anteprima di Nel cuore muto del divino di Riccardo De Cal, sull’intervento di Carlo Scarpa alla storica Aula Baratto dell’università. Il programma si completa con i cortometraggi di due studenti cafoscarini: Angelo’s Folly di Tommaso Giacomin, mockumentary incentrato proprio sul centocinquantenario, e Come se non fosse mai successo di Jacopo Renzi.

Giannalberto Bendazzi sarà invece protagonista di un workshop d’animazione in occasione della presentazione della sua nuova colossale opera: Animazione. Una storia globale. Spazio anche al mondo delle webserie con un programma dedicato a Lobagge, pillole ironiche sul cinema indipendente italiano, accompagnate da altri due progetti dagli stessi autori. Si celebra poi la conclusione del primo ciclo del Master in Fine Arts in Filmmaking di Ca’ Foscari con la proiezione di opere prodotte dai suoi studenti durante l’anno di studi: i video-tutorial sul rispetto della città in Venezia Your Home, il progetto collettivoDedalus e i tre corti di diploma ViolaTeatro dei piombi e Lin-Da.

 Lo sguardo al passato quest’anno è affidato a Fantastica scienza, una preziosa raccolta di materiali video del primo Novecento dedicati alla scienza. Torna l’appuntamento con Lo sguardo sospeso, il programma dedicato alla video-arte italiana più recente a cura di Elisabetta Di Sopra, quest’anno incentrato sulla transitorietà del reale e sul complesso rapporto tra uomo e natura. Non può mancare infine l’appuntamento con il VideoConcorso Pasinetti che propone una selezione di booktrailer, così come il divertente gioco del Video-oke!, applicazione cinematografica del karaoke. In ultimo i concorsi collaterali: saranno proiettati i finalisti ed eletti i vincitori della quinta edizione del Premio “Olga Brunner Levi”, rivolto a studenti liceali di tutto il mondo e dedicato alle donne nella musica, e della seconda edizione del Music Video Competition, concorso internazionale per video musicali realizzati da studenti di cinema e università.

SPETTACOLO FINALE

Lo spettacolo della serata finale, sabato 24 marzo, sarà invece affidato a Simona e Carlo Truzzi, tra i massimi esponenti mondiali della shadow art, in grado di creare sorprendenti figure (e ritratti di famosi attori, cantanti e personalità varie) con il solo ausilio delle loro mani, un telo e una fonte di luce.

IL MANIFESTO

Il manifesto del Festival è stato firmato per il secondo anno consecutivo da Giorgio Carpinteri. Il grande illustratore, fumettista e pittore italiano ha elaborato un’immagine tratta da Aquatlanticgraphic novel in uscita quest’anno. Il disegno rappresenta una città fantastica tra Mare e Oriente, richiamando in questo modo due elementi tipici anche di Venezia. Un sottile omaggio al cinema è inoltre contenuto nel personaggio vestito di bianco nella parte inferiore dell’immagine che si muove come in una sequenza di tre “fotogrammi”.

premi quest’anno saranno realizzati dal mastro vetraio Alessandro Mandruzzato, discendente di una storica famiglia di vetrai di Murano. Le sue opere sono visibili in gallerie e collezioni private di tutto il mondo: da Milano a New York, da Dubai a Mosca.

Ufficio Comunicazione e Promozione di Ateneo Università Ca’ Foscari Venezia