Henri Cartier-Bresson. Landscapes

Henri Cartier-Bresson. Landscapes/Paysages
Forte di Bard. Valle d’Aosta
17 giugno -21 ottobre 2018
Curatore: Andréa Holzherr, Global Exhibition Director, Magnum Photos International
La mostra Landscapes realizzata dal Forte di Bard in
collaborazione con Magnum Photos International e Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi, presenta 105 immagini
in bianco e nero, personalmente selezionate da Henri Cartier-Bresson, scattate tra gli anni Trenta e gli anni Novanta fra Europa, Asia e America.
Ciascuna fotografia è rappresentazione di quell’ ‘istante decisivo’ che perl’artista è il “riconoscimento immediato, nella frazione di un secondo, del significato di un fatto e, contemporaneamente, della rigorosa organizzazione della forma che esprime quel
fatto”. Sebbene in alcune foto compaiano anche delle persone, l’attenzione dell’autore è concentrata in modo particolare sull’ambiente, tanto che si può parlare di Paesaggio della Natura e Paesaggio dell’Uomo.
Le immagini in bianco e nero di colui che è stato denominato l’"occhio del secolo", sono raggruppate per tema: alberi, neve, nebbia, sabbia, tetti, risaie, treni, scale, ombra, pendenze e corsi d'acqua. Sono immagini che riflettono il rigore e il talento di Henri Cartier-Bresson che in esse ha saputo cogliere momenti e aspetti
emblematici della natura, spesso immortalando la perfetta armonia tra le linee e le geometrie delle immagini. Armonia perfetta e serena, ad offrire una interpretazione naturale, calma e bella di un secolo, il ventesimo, per altri versi magmatico e drammaticamente complesso.
Come ha affermato il poeta e saggista Gérard Macé nella prefazione al catalogo Paysage (Delpire, 2001), “Cartier Bresson è riuscito a fare entrare nello spazio ristretto dell’immagine fotografica il mondo immenso del paesaggio, rispettando i tre principi fondamentali che
compongono la sua personale geometria: la molteplicità dei piani,
l’armonia delle proporzioni e la ricerca di equilibrio”.
Informazioni
Associazione Forte di Bard
T. + 39 0125 833811 | info@fortedibard.it | www.fortedibard.it
Prenotazione visite
T. + 39 0125 833818
prenotazioni@fortedibard.it
Orari
Martedì-venerdì: 10.00 - 18.00
Sabato, domenica e festivi: 10.00 - 19.00
Lunedì chiuso.
Dal1° luglio al 2 settembre 10.00 - 19.30
La Biglietteria chiude 45 minuti prima.
Tariffe
Intero: 8,00 euro
Ridotto: 7,00 euro
Ragazzi 6 - 18 anni: 5,00 euro
0-5 anni: gratuito
Testo e immagini da Ufficio Stampa Associazione Forte di Bard.

Roma: mostra fotografica "Il tempo di uno scatto: ’58–’68–’78"

Il tempo di uno scatto: ’58–’68–’78: il racconto di un’epoca nelle foto di Marcello Geppetti in mostra alla Casa del Cinema

fino al 9 settembre in mostra gli attimi salienti di un Paese, dalla rinascita del 1958 fino al rapimento di Aldo Moro del 1978

 

 

Roma, 27 agosto 2018 – La Casa del Cinema di Roma è lieta di ospitare fino al 9 settembre Il tempo di uno scatto: ’58-’68-’78, una mostra fotografica a ingresso libero a cura di Made in Tomorrow e Marcello Geppetti Media Company che ripercorre due decenni di storia italiana attraverso gli occhi e i racconti di chi c’era e ne ha vissuto in prima persona i cambiamenti, i tumulti, le svolte storiche. Il cinema è sempre grande protagonista e interprete di queste vicende e mutamenti sociali e culturali, e Marcello Geppetti, autore degli scatti in mostra, ne ha saputo raccontare molti aspetti. Tutti questi avvenimenti sono infatti rimasti ben impressi sulla pellicola di Geppetti, oltre che nei titoli in prima pagina dei giornali e nei manifesti che riempivano le città.

Cronologicamente si parte dal 1958, anno di rinascita e desideri. Roma ospita il più grande fenomeno di costume del Novecento, la Dolce Vita. Ma la luce di tutti quei riflettori finirà per accecare i Sessanta. Dal ’62 in poi, infatti, l’entusiasmo si spegne e si accendono i tumulti nei cuori dei più giovani. Non basteranno le danze scatenate nel neonato Piper (1965) di Via Tagliamento a placarli. Arriverà quel 1 marzo 1968, con i suoi scontri a Valle Giulia, a cambiare le carte in tavola e a relegare in secondo piano la leggerezza del periodo precedente.

Si apre così una delle finestre più buie della storia del nostro Paese, quella degli “Anni di piombo”. Un climax di violenze che culminerà nel 9 marzo 1978, giorno del rapimento di Aldo Moro e dell’uccisione della sua scorta. Uno spartiacque incolmabile, ancora oggi pieno di interrogativi.

Foto Marcello Geppetti © MGMCdolceVita GALLERY. Caso Aldo Moro. 1978

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Concorso Fotografico Nazionale “Gallo Arti Grafiche: Sguardo”

"Gallo Arti Grafiche: Sguardo" è un concorso fotografico nazionale  patrocinato dal Comune di Vercelli e organizzato dalla tipografia  Gallo Arti Grafiche in occasione dei 70 anni di attività, in collaborazione con il  Gruppo Fotocine Controluce BFI di Vercelli.

Proprio la collaborazione con il Gruppo Controluce testimonia la professionalità dell'iniziativa la quale, inoltre, gode del Patrocinio FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) n° 2018/A2 ed è valido per la statistica FIAF 2018.

Dalla sinergia tra queste diverse realtà nasce, dunque, l'idea di un concorso che celebri, da un lato, una tappa storica di un’azienda fortemente radicata nel territorio, valorizzando le peculiarità locali in ogni aspetto, dall'altro, che permetta allo sguardo attento e curioso del fotografo di indagare in totale libertà  qualsiasi dettaglio reputi meritevole di attenzione ed osservazione.

Sono state, infatti, previste due sezioni: una a tema libero, appunto, valido anche per la statistica FIAF, e uno obbligato che ha come oggetto “Vercelli e il Vercellese, una città e un territorio da scoprire” (questo secondo tema NON è considerato valido per la statistica).

La partecipazione è aperta a tutti i fotoamatori, senza distinzione

tra dilettanti e professionisti, siano essi iscritti o meno alla FIAF, i quali devono imprescindibilmente essere proprietari di tutti i diritti delle immagini presentate. Ogni autore è interamente responsabile degli scatti che presenta.

È possibile iscriversi, procedere al pagamento ed inviare i files dal 15 luglio al 09 settembre 2018 collegandosi al sito http://gfcontroluce.hiho.it. La Giuria, composta da esponenti della FIAF, si riunirà il 22 settembre, mentre il 10 novembre avrà luogo la premiazione e l'inaugurazione della mostra fotografica con tutte le foto ammesse e premiate, che saranno esposte fino al 25 novembre 2018.

Sempre tramite http://gfcontroluce.hiho.it/, è possibile scaricare il bando completo dell'iniziativa e visionare così tutte le informazioni riguardanti i premi in palio, il calendario e tutte le specifiche tecniche per la presentazione della immagini.

Robert Doisneau. Pescatore d’immagini

Dal 23 giugno al 30 settembre 2018, il Palazzo delle Paure di Lecco ospita una mostra di Robert Doisneau (Gentilly, 14 aprile 1912 - Montrouge, 1 aprile 1994), uno dei fotografi più importanti e celebrati del Novecento.

La rassegna, dal titolo Pescatore d’immagini, curata dall’Atelier Robert Doisneau - Francine Deroudille ed Annette Doisneau - in collaborazione con Piero Pozzi, col patrocinio del Comune di Lecco, prodotta e realizzata da Di Chroma Photography e ViDi - Visit Different, presenta 70 immagini in bianco e nero che ripercorrono l’universo creativo del fotografo francese.

Il percorso espositivo, che mette in mostra alcune delle icone più riconoscibili della sua carriera come Le Baiser de l'Hôtel de VilleLes pains de Picasso, Prévert au guéridon, si apre con l’autoritratto del 1949 e ripercorre i soggetti a lui più cari, conducendo il visitatore in un’emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, nei bistrot e nelle gallerie d’arte della capitale francese.

I soggetti prediletti delle sue fotografie sono, infatti, i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo.

Quella che Doisneau ha tramandato ai posteri è l’immagine della Parigi più vera, ormai scomparsa e fissata solo nell’immaginario collettivo; è quella dei bistrot, dei clochard, delle antiche professioni; quella dei mercati di Les Halles, dei caffè esistenzialisti di Saint Germain des Prés, punto d’incontro per intellettuali, artisti, musicisti, attori, poeti, come Jacques Prévert col quale condivise, fino alla sua morte, un’amicizia fraterna e qui presente con uno scatto -Prévert au guéridon- che lo ritrae seduto al tavolino di un bar con il suo fedele cane e l’ancor più fedele sigaretta.

Com’ebbe modo di ricordare lo stesso Doisneau, “Le meraviglie della vita quotidiana sono così eccitanti; nessun regista può ricreare l’inaspettato che si trova nelle strade”.

A Lecco, si possono ammirare alcuni dei suoi capolavori più famosi, tra cui il Bacio dell’Hotel de Ville, scattata nel 1950, che ritrae una coppia di ragazzi che si bacia davanti al municipio di Parigi mentre, attorno a loro, la gente cammina veloce e distratta. L’opera, per lungo tempo identificata come un simbolo della capacità della fotografia di fermare l’attimo, non è stata scattata per caso: Doisneau, infatti, stava realizzando un servizio fotografico per la rivista americana Life, e chiese ai due giovani di posare per lui.

Il lavoro di Doisneau dà risalto e dignità alla cultura di strada dei bambini; ritornando spesso sul tema dei più piccoli che giocano in città, lontani dalle restrizioni dei genitori, trattando il tema del gioco e dell’istruzione scolastica con serietà e rispetto, ma anche con quell’ironia che si ritrova spesso nei suoi scatti.

È il caso di Les pains de Picasso, in cui l’artista spagnolo, vestito con la sua tipica maglietta a righe, gioca a farsi ritrarre seduto al tavolo della cucina davanti a dei pani che surrogano, con la loro forma, le sue mani.

L’esposizione è la prima del programma triennale (2018-2020), messo a punto dal Comune di Lecco in collaborazione con ViDi - Visit Different, che porterà a Palazzo delle Paure i grandi nomi dell’arte e che proseguirà dal 19 ottobre al 20 gennaio 2019, con L’Ottocento lombardo. Da Hayez a Segantini che approfondirà attraverso cinquanta opere dei maggiori autori del XIX secolo, l’evoluzione artistica e l’ambiente culturale fioriti in Lombardia nell’Ottocento.

La mostra è visitabile nei seguenti orari:

  • martedì, mercoledì e venerdì: 9:30 – 18:00
  • giovedì: 9:30 – 18:00, 21:00 – 23:00
  • sabato e domenica: 10:00 – 18:00

Ingresso:

  • Intero / €9,00
  • Ridotto / €7,00
    L’ingresso ridotto è previsto per ragazzi dai 6 ai 18 anni, over 65 anni,  studenti universitari muniti di tessera, gruppi precostituiti di adulti oltre le 15 persone, Soci FAI e TCI con tessere in corso di validità.
  • Ridotto speciale /  €5,00
    L’ingresso ridotto speciale è previsto per disabile e un accompagnatore, giornalisti con tessera in corso di validità, bambini sotto i 6 anni, soci ICOM muniti di tessera in corso di validità.

Palazzo delle Paure - Piazza XX Settembre, 22 - Lecco

Robert Doisneau, Le Baiser de l’Hôtel de Ville - Paris, 1950
© Atelier Robert Doisneau

Mostra del fotografo David Rubinger al Museo di Roma in Trastevere

Nel 70° anniversario della fondazione di Israele la mostra del fotografo David Rubinger al Museo di Roma in Trastevere

Dal 7 settembre al 4 novembre 2018 gli scatti che testimoniano le tappe fondamentali dello Stato ebraico

Gruppo di paracadutisti dopo aver preso il Muro del Pianto. 7 giugno 1967. Foto simbolo di Rubinger (Foto di David Rubinger/The LIFE Images Collection/Getty Images)

Roma, 21 agosto 2018 - In occasione del settantesimo anniversario della fondazione dello Stato di Israele e a un anno dalla scomparsa di David Rubinger (29 giugno 1924 - 2 marzo 2017), Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la Comunità Ebraica di Roma e l’Ambasciata diIsraele in Italia promuovono una mostra dedicata al fotografo di fama internazionale curata da Edvige Della Vallee ospitata dal Museo di Roma in Trastevere dal 7 settembre al 4 novembre 2018, con i servizi museali diZètema Progetto Cultura. Per i possessori della nuova MIC Card – che al costo di soli 5 euro consente a residenti e studenti l’ingresso illimitato per 12 mesi nei Musei Civici – l’ingresso alla mostra è gratuito.

 

La mostra prevede l’esposizione di oltre settanta fotografie in bianco e nero e a colori di dimensioni diverse. Con una particolare sensibilità artistica e umana Rubinger è riuscito, attraverso il suo occhio-obiettivo, a raccontare i grandi eventi della storia contemporanea, fatti di persone e di luoghi significativi per la memoria dello Stato ebraico. Alcuni di questi scatti possono definirsi iconici, come la celebre fotografia ritraente tre paracadutisti in primo piano ripresi davanti il Kotel (Muro del pianto), il 7 giugno 1967, un’immagine che ha contribuito a definire la coscienza nazionale dello Stato d’Israele.

Tutta la produzione fotografica di Rubinger arriva al cuore e alla coscienza delle persone per la forte spontaneità. Evitando ogni artificio egli è stato capace di restituirci immagini reali raccontate nella loro semplicità, a fare una cronaca puntuale dei successi, dei traguardi e delle sfide che Israele ha affrontato in questi decenni, mostrando la verità senza edulcorazioni. Perché la storia è fatta dagli uomini, sembra dirci Rubinger. Uomini, donne e bambini comuni, ma anche personaggi che hanno saputo cambiare il corso degli eventi, sono le stesse persone che il fotografo ha catturato nei momenti di vita privata con particolare sensibilità artistica e umana, da Moshe Dayan a Yitzhak Rabin, da Ben Gurion a Golda Meir.

Le opere di Rubinger sono state esposte per la prima volta in Italia all’interno della Sala Spadolini del Senato nel 2008 e successivamente, nel 2010, nello Spazio Multimediale S. Francesco a Civitanova Marche.

David Rubinger è nato a Vienna nel 1924 ed è emigrato in Palestina nel 1939 per sfuggire alle persecuzioni naziste. Ha scoperto la fotografia mentre, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, prestava servizio nella Brigata Ebraica dell’esercito britannico.

Rubinger è stato fotoreporter per HaOlam HaZeh dal 1951, dove lavorò per due anni. Quindi si unì allo staff di Yedioth Aharonoth, e poi a quello di The Jerusalem Post. Nel 1954 iniziò a collaborare con Time-Life, dove ha poi lavorato per più di 50 anni.

Era l’unico fotografo autorizzato a entrare e scattare nella mensa della Knesset, il Parlamento israeliano.

Nel 1997 è stato insignito della più alta onorificenza di Israele, il Premio Israele.

È mancato a Gerusalemme nel 2017.

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


Photoluxfestival 2017 a Lucca dal 18 novembre al 10 dicembre

PHOTOLUXFESTIVAL 2017

Lucca, sedi varie

18 novembre – 10 dicembre 2017


L’edizione 2017 del Photolux Festival. Biennale Internazionale di Fotografia, a Lucca dal 18 novembre al 10 dicembre 2017, sarà dedicata ad un tema e ad un luogo simbolico: il “Mediterraneo”.
“Il Mediterraneo è un immenso archivio e un profondo sepolcro.” Ad affermarlo è stato Predag Matvejevic, autore nel 1987 di Breviario mediterraneo, lavoro fondativo della storia culturale della regione del Mediterraneo, tradotto in oltre venti lingue.
Le parole di Matvejevic risuonano, nella loro assoluta attualità, espresse da molte delle mostre e riecheggiate dagli appuntamenti di Photolux 2017.
“Il Mediterraneo è lo scenario nel quale negli ultimi anni si sta consumando l’emergenza umanitaria legata ai flussi migratori verso le coste europee, una delle più gravi per le sue proporzioni in termini di persone coinvolte e per le ripercussioni sul sistema di valori e sull’identità dell’Europa”, annota Enrico Stefanelli che di Photolux Festival è il fondatore e direttore.
“E oggi più che mai si avverte l’urgenza di tornare a interrogare il Mediterraneo e la sua storia, di trovare un nuovo dialogo tra le culture”.
Per questo l’edizione 2017 di Photolux Festival vuole essere un focus sui fotografi del Mediterraneo e su quelli che del “mare nostrum” hanno fatto l’oggetto del proprio sguardo, che dia luogo a inedite contaminazioni e che provi a raccontare un mare dove da millenni si incontrano e scontrano civiltà che ne arricchiscono e complicano la storia”.
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Italy for movies: nasce il portale nazionale delle location

ITALY FOR MOVIES: NASCE IL PORTALE NAZIONALE DELLE LOCATION


Venezia, 31 agosto 2017 – Inaugura in occasione della 74a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, presso l’Italian Pavilion, Italy for Movies, il portale nazionale delle location e degli incentivi alla produzione, realizzato da Istituto Luce-Cinecittà, in collaborazione con l’associazione Italian Film Commissions e sotto il coordinamento delle Direzioni Generali Cinema e Turismo del Mibact. Il progetto, nato a seguito di un protocollo di intesa sottoscritto nel dicembre 2016 da DG Cinema e Dg Turismo, mira ad accrescere l’attrattività e la visibilità dei nostri territori in chiave turistica attraverso la produzione cinematografica e audiovisiva, e ad intercettare un flusso crescente di investimenti dall’estero. Italy for Movies vuole essere una prima tappa per i produttori italiani e stranieri interessati a girare le proprie opere cinematografiche e audiovisive nel nostro Paese, fornendo loro strumenti informativi agilmente consultabili attraverso motore di ricerca e rimandando, per ulteriori approfondimenti, ai siti delle singole Film Commission e delle istituzioni che erogano fondi.
"Grazie ai potenziati incentivi fiscali in favore dell'industria cinematografica - ha dichiarato il Ministro Dario Franceschini - da tre anni assistiamo ad un ritorno delle grandi produzioni internazionali sul nostro territorio. Le bellezze d'Italia, anche quelle meno note, tornano a girare il mondo attraverso il cinema e le serie tv. È il segno di una stagione di maggiore attenzione delle istituzioni nei confronti di un settore cruciale dell'industria creativa nazionale, coronata dall'approvazione della nuova legge sul cinema e l'audiovisivo. Da oggi produttori e registi hanno a disposizione un ulteriore strumento che consentirà di fare incontrare le esigenze creative e di produzione con la bellezza del patrimonio culturale italiano, un ampio database geo-localizzato di luoghi completo di ogni informazione al riguardo e di eventuali incentivi associati".
“Il lavoro è appena iniziato, il nostro obiettivo è mettere in rete quanto più possibile del nostro patrimonio unico e variegato di strade, piazze, palazzi, chiese, monumenti e bellezze paesaggistiche – ha dichiarato il Direttore Generale Cinema, Nicola Borrelli – che ha sottolineato come tra le funzioni che la nuova legge assegna allo Stato rientri lo svolgimento delle attività di promozione dell’immagine dell’Italia, anche a fini turistici, attraverso il cinema e l’audiovisivo. “Finalmente in un unico portale in continuo aggiornamento sarà possibile consultare un elenco di location navigabile attraverso un motore di ricerca; conoscere tutte le agevolazioni previste e le possibilità di finanziamento a livello regionale, nazionale e internazionale; sapere quali film, fiction o documentari sono stati girati sui vari territori, con l’indicazione più dettagliata possibile dei luoghi scelti per le riprese, e scorrerne le foto di scena o i video di backstage; restare sempre aggiornati sulle ultime novità in tema di cinema e nuovi incentivi”.
“Oggi, a pochi mesi di distanza dal protocollo di intesa, questo progetto è realtà e mette a frutto le forti sinergie tra turismo e audiovisivo – ha dichiarato il Direttore Generale del Turismo Francesco Palumbo – Il cinema è uno straordinario strumento di marketing territoriale, in grado di interagire con  la fase della inspiration del viaggio. Le immagini di un film sono in grado di suscitare interesse nello spettatore rispetto ai luoghi dove si è girato il film, ed alimentare la dimensione del dreaming, primo momento nella pianificazione della travel experience. In perfetta coerenza con il Piano Strategico del Turismo la forza di comunicazione di un film è ancora maggiore quando consente di “scoprire” un’Italia poco conosciuta, ricca di un bellissimo patrimonio culturale e paesaggistico che caratterizza l’offerta del nostro paese. Inoltre dobbiamo  considerare che il cineturismo genera sui territori dove avvengono le riprese un notevole beneficio economico e che , secondo alcune stime, sono oltre 40 milioni movie-tourist internazionali potenzialmente interessati all’Italia. Italy for Movies è quindi dedicato anche agli appassionati, a coloro che - sempre più numerosi - amano viaggiare tra i luoghi dei film, o a quelli che restano seduti in sala fino allo scorrere dell’ultima riga dei titoli di coda nella speranza che, tra i ringraziamenti, si possano scorgere riferimenti ai luoghi visti in qualche fotogramma, o semplicemente a coloro che, incuriositi, vogliono sapere dove è stata girata la fiction guardata in tv o il film visto al cinema”.
Da oggi il sito, bilingue, è consultabile all’indirizzo www.italyformovies.it.
Per maggiori info e contatti: info@italyformovies.it
Roma, 31 agosto 2017
Ufficio Stampa MiBACT
Come da MiBACT, redattore Claudio Maurizi


Venezia: Ca' Foscari Short Film Festival 7

CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL 7

15-18 MARZO 2017

AUDITORIUM SANTA MARGHERITA, VENEZIA


La settima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival si svolgerà dal 15 al 18 marzo 2017, all’Auditorium Santa Margherita, nel cuore di Venezia. I 30 cortometraggi del Concorso Internazionale dedicato agli studenti delle scuole di cinema e delle università di tutto il mondo saranno affiancati da una serie di programmi speciali, workshop e masterclass di altrettanto interesse. Il Festival, realizzato con la collaborazione della Fondazione di Venezia, è il primo in Europa interamente concepito, organizzato e gestito da un’università e mantiene fede alla sua mission di essere una manifestazione pensata dai giovani per i giovani: sono loro i protagonisti di questa grande festa, dall’una e dall’altra parte dello schermo. Lo “Short” è infatti concepito come momento professionalmente formativo per gli studenti volontari di Ca’ Foscari i quali forniscono linfa vitale sempre nuova alla collaudata macchina organizzativa del festival, guidata da figure professionali d’esperienza, con il coordinamento del direttore artistico e organizzativo Roberta Novielli.
Il Festival, il cui manifesto è stato firmato per la prima volta dall’artista Giorgio Carpinteri - presente a Venezia con un programma speciale -, assegnerà per il Concorso Internazionale: il Grand Prix al miglior corto, il Premio Levi per la miglior colonna sonora, la Menzione specialeVolumina per il miglior contributo al cinema come arte e, per la prima volta quest’anno, il Premio “Pateh Sabally”, intitolato al ragazzo del Gambia scomparso tragicamente nelle acque del Canal Grande lo scorso gennaio. Il premio, istituito e assegnato dalla Municipalità di Venezia, andrà all’opera che meglio ha saputo sottolineare i temi della multietnicità e dell’accoglienza. I vincitori saranno annunciati alla presenza della giuria del Concorso Internazionale composta da Catherine Breillat, Małgorzata Zajączkowska e Barry Purves. Il Premio Levi sarà assegnato da una giuria composta da Luisa Zanoncelli (Presidente del comitato scientifico della Fondazione Levi), Roberto Calabretto (Università degli studi di Udine) e Gabriele Roberto (compositore di levatura internazionale).
Per il Concorso scuole del Veneto sono previsti il primo premio al miglior corto e una menzione speciale da parte del VideoConcorso Pasinetti. Verrà inoltre proclamato il vincitore della quarta edizione del Concorso “Olga Brunner Levi”, in collaborazione con la Fondazione Levi, e quello del primo Music Video Competition, nuovo concorso dedicato a video musicali realizzati da studenti di cinema e università di tutto il mondo. La cerimonia di chiusura sarà impreziosita da unaperformance dal vivo di sand animation da parte di Iimen Masako, artista giapponese, tra le più grandi interpreti mondiali di questa tecnica, alla quale lo Short dedica anche un programma speciale.
Ufficio Stampa
Servizio Comunicazione e Relazioni con il Pubblico Ca’ Foscari:
 


David di Donatello al corto "A casa mia"

DAVID DI DONATELLO AL CORTO A CASA MIA, PRESENTATO IN ANTEPRIMA A CORTO DORICO 2016

SUCCESSO ANCHE PER UN’ALTRA ANTEPRIMA DEL FESTIVAL ANCONETANO: A TORINO IL FILM FRANCESE MERCI PATRON!
Dal corto al lungo, il film festival Corto Dorico porta fortuna agli autori del cinema italiano e internazionale. Mario Piredda vince il David di Donatello con il corto A casa mia, presentato in anteprima e pluripremiato a Corto Dorico 2016. E continua il suo tour in giro per l’Italia il film-documentario Merci Patron! di François Ruffin, proiettato per la prima volta in Italia a Corto Dorico.
A casa mia di Mario Piredda, presentato il 3 dicembre alla 13ma edizione di Corto Dorico e nella finale insignito di cinque premi, ha vinto il premio David di Donatello al miglior cortometraggio. Per il secondo anno consecutivo un corto proiettato al film festival di Ancona vince il prestigioso riconoscimento dell’Accademia del Cinema italiano: nel 2016 ottenne il David di Donatello Bellissima di Alessandro Capitani, presentato per la prima vollta a Corto Dorico 2015 dove ha vinto il premio della Giuria.
Per quanto riguarda Merci Patron!, prosegue venerdì 17 marzo, ore 19, alla Libreria Bodoni di Torino il tour nazionale del film-documentario che nel 2016 ha infiammato la Francia, denunciando il fenomeno delle imprese che delocalizzano e alimentando il movimento Nuit debout. Tradotto dal francese e sottotitolato da Corto Dorico, Merci Patron! è stato proiettato in anteprima nazionale ad Ancona l’8 dicembre, raccogliendo l’attenzione del pubblico, della stampa e di altre realtà nazionali. Il suo tour è partito dall’Università di Ferrara, dove l’economista Paolo Pini lo ha presentato nella sua Facoltà il 20 dicembre.
A Torino la proiezione di Merci Patron! accompagnerà la presentazione del libro La ricchezza delle nazioni di Gabriel Zucman. Un’indagine sui paradisi fiscali di cui l’economista francese dell’Università di Berkeley ricostruisce la storia: come sono nati nel periodo tra le due guerre, assumendo nel tempo il ruolo centrale che svolgono oggi, con loro l’opacità finanziaria, fino a divenire la base delle crescenti ineguaglianze economiche nel mondo e una minaccia per le democrazie moderne.
Sono previste altre proiezioni e sorprese per la distribuzione del film in Italia.
Info: www.cortodorico.it | cortodorico@cortodorico.it

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Roma: Il cinema di Michelangelo Antonioni

PAESAGGI CON FIGURE.

IL CINEMA DI MICHELANGELO ANTONIONI

Dal 16 gennaio al 27 febbraio 2017 alla Casa del Cinema

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

Nel decennale della morte del grande regista (30 luglio 2007), Cineteca Nazionale e Casa del Cinema rendono omaggio al suo cinema attraverso una serie di appuntamenti.
(Ri)vedere i suoi film significa comprendere la modernità del suo sguardo. Perché come ha scritto giustamente Giorgio Tinazzi «Antonioni […] è unautore difficile. Lo è stato […], come testimoniano le costanti difficoltà da lui incontrate con i produttori, ai quali il suo rigore ha sempre dato fastidio; lo è stato con gli apparati repressivi sociali, come la censura, perché ha toccato di frequente i punti deboli che la rete dei “valori”  copriva; lo è stato per il pubblico, con il quale non ha mai avuto un contatto semplice, e che ha conosciuto anzi vuoti clamorosi (basti pensare all’accoglienza decisamente ostile riservata alla proiezione a Cannes dell’ Avventura, quando il regista aveva già, si può dire, i suoi bravi titoli di merito). D’altronde, fino a un certo punto, i resoconti degli incassi sono oggettivi testimoni.
È autore difficile, infine, per la critica: parlando in generale non si può dire che il riconoscimento della sua “novità” sia stato immediato; i ritardi sono sintomatici, così come alcune “consacrazioni” tardive, che talora avevano più l’aria di risarcire una colpa che di riesaminare i film o verificare gli errori». Ma malgrado tutto ciò, come ricordava Carlo di Carlo, suo collaboratore storico recentemente scomparso e che in questa sede vogliamo ricordare, «Michelangelo Antonioni è una figura centrale nella cultura del Novecento,uno dei testimoni più lucidi della nostra epoca per avere saputo individuare e analizzare con le sue opere, attraverso un percorso solitario, originale e spesso trasversale, la “malattia dei sentimenti”, i problemi, le angosce, le paure dell’uomo nella società contemporanea. Antonioni è un autore che ha attraversato il suo tempo, ma che è stato anche sempre fuori dal tempo, diventando un maestro di stile e un innovatore del linguaggio».
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