I libri di Michel Vovelle che dovreste leggere

Due libri di Michelle Vovelle, La mentalità rivoluzionarie e I giacobini e il giacobinismo, nell'edizione italiana per i tipi Laterza.

Il 6 ottobre scorso si è spento Michel Vovelle, lo storico francese che ha saputo coniugare una rigorosa impostazione marxista allo studio della mentalità sociale e dell'ideologia. Ammetto che mi è scesa una lacrima, perché gli studi di Vovelle hanno acceso e alimentato la mia passione per la storia.

Vovelle ha scritto tantissimo, ma non tutti i suoi testi hanno avuto uguale fortuna in Italia (molti a lungo non sono stati tradotti). Io ve ne voglio consigliare tre che non potete perdervi e che vi faranno innamorare del suo modo di fare storiografia.

 

La morte e l'Occidente

Questo è forse lo studio più famoso. È un'indagine accuratissima su come la percezione della morte, il rapporto con essa e dunque le ritualità sia cambiato in Europa dal Medioevo a oggi. Il libro combinadati statistici (ove disponibili), fonti storiche di vario genere, metodo antropologici e persino letterario per ricstruire come le persone abbiano affrontato il mistero della morte, quali spiegazioni abbiano dato, quali siano state le visioni oltremondane che hanno attraversato i secoli. Non soltanto, La morte e l'Occidente si occupa anche di riti e ritualità e indaga il rapporto, spesso complesso e contraddittorio tra rito (pubblico e privato) e sentimento di lutto.

Oltre a essere una lettura scorrevole, che di fatto attraverso il tema ripercorre la storia delle nostre radici culturali, il libro è interssantissimo dal punto di vista metodologico perché mostra come un sapiente approccio multidisciplinare potenzi la nostra conoscenza e come il rigore del materialismo storico dia forse i suoi risultati più strabilianti in combinazione con altre metodologie.

 

La mentalità rivoluzionaria

La mentalità rivoluzionaria è il saggio che consiglio sempre a chi si avvicini al periodo della Rivoluzione Francese, anche solo per vie traverse (per esempio a chi sia interessato al nostro Ugo Foscolo). Se si vuole davvero capire cosa sia stata la Rivoluzione Francese oltre la fattualità storica e come abbia cambiato per sempre la mentalità occidentale, bisogna leggere questo studio. La mentalità rivoluzionaria è stato il primo studio a rispondere alla domanda per nulla banale sulle motivazioni psicologico-antropologiche del processo rivoluzionario e sul suo effetto nel modificare le visioni del mondo preesistenti e nel crearne di completamente nuove.

Il saggio si articola in sei parti, che si occupano rispettivamente dei prodromi della Rivoluzione, della distruzione del mondo passato, della costruzione di un nuovo universo di valori e riferimenti e infine delle reazioni di rifiuto del cambiamento. Inutile dire che la parte più interessante è proprio quella centrale (parti terza, quarta e quinta), nelle quali si ricostruisce la complessità della costruzione sociale, teorica e pratica, dei rivoluzionari, attraverso l'analisi delle dottrine politiche, ma anche della quotidianità. Particolarmente affascinante e nodo centrale per immergersi davvero nel modo di pensare dei rivoluzionari francesi sono i capitoli dedicati a quello che Vovelle chiama l'homo novus rivoluzionario. Proprio la definizione di un'umanità ideale, con una nuova socialità e nuovi spazi di vita, il cui fare deve essere il bene comune, è uno dei temi portanti della Rivoluzione, terreno di dialogo e di scontro acceso tra i più importanti politici dell'epoca.

 

I Giacobini e il Giacobinismo

Dei tre libri che ho segnalato, forse I Giacobini e il Giacobinismo è quello più tecnico e anche il più politico. Il libro è lo studio più approfondito sulle differenti correnti dell'ideologia giacobina.

Chi si aspetta un libro sugli anni 1789-1794 si troverà spiazzato dalla prefazione del libro: solo una delle tre parti, infatti, è dedicata a quello che Vovelle chiama "giacobinismo storico", indossolubilmente legato agli eventi della Rivoluzione Francese, mentre le altre due sono dedicate al giacobinismo "trans-storico", cioè a come gli ideali teorizzati da Robespierre e dagli altri teorici giacobini siano sopravvissuti alla fine della rivoluzione e, attraverso trasformazioni e rinnovamenti nel linguaggio, siano diventati parte del dibattito storico-politico novecentesco e contemporaneo (a tal proposito basti ricordare che sull concetto giacobino di vertu si è imperniata la campagna elettorale di Mélanchon). Scritto con il consueto stile accessibile anche ai non specialisti, il libro è anche una riflessione sulle radici della sinistra europea, sul rapporto tra marxismo e giacobinismo e su quanto sia necessario, oggi più che mai, lo studio e la comprensione dei processi rivoluzionari perché, dice Vovelle, "Quan'danche non restasse altro di quest'eredità che la memoria di una volontà collettiva di cambiare il mondo e di unire a questo scopo le volontà individuali in un gigantesco sforzo di generosità, di proselitismo e di azione concertata, il giacobinismo [...]lascia ancora il ricordo di un'esperienza esaltante. E ci sorprendiamo a sperare che, sul banco su cui Jaurès sognava, attraverso il tempo, di andare a sedersi accanto a Robespierre al club dei giacobini, ci sia ancora un posticino per noi."

 

 


Londra: nuovi scavi e lavori presso The Theatre, palcoscenico shakespeariano

Pochissimi giorni fa il MOLA (Museum of London Archaeology), nella sezione blog del proprio sito, ha reso nota una nuova iniziativa riguardante gli scavi presso The Theatre, nel quartiere londinese di Hackney.

Archeologi presso l'area esterna di The Theatre nel 2018 (c) MOLA

Sulla base dei primi scavi condotti in situ nel 2008, che avevano rivelato la classica struttura poligonale del celebre The Theatre di epoca elisabettiana, adesso il team avrebbe scoperto come l’impresario e attore James Burbage avesse modificato l’intera area tramite costruzioni appartenenti all’antecedente Holywell Priory, presa in affitto nel 1576, per creare un vero e proprio Complesso Teatrale, con abbastanza spazio per gli spettatori per girarsi intorno e socializzare durante le lunghe performance dei teatranti. Deduzione affascinante e perfettamente in linea con quell’ideale di “esperienza collettiva” che il teatro elisabettiano voleva trasmettere, e che Shakespeare si prestava ad realizzare con i suoi drammi.

Gli archeologi presso Holiwell Priory (c) MOLA

Da qui dunque scaturisce l’iniziativa di predisporre uno spazio per un progetto, il Box Office (situato proprio presso i resti archeologici del centro della scena di The Theatre) consistente in una vera e propria mostra sulla cultura teatrale di epoca elisabettiana. Sarà anche caratterizzata da una finestra che si affaccerà direttamente sui resti del teatro, rimasto celato agli occhi del pubblico per più di quattrocento anni. Inoltre il museo mostrerà le nuove scoperte effettuate durante lo scavo, nonché gli artefatti iconici del precedente scavo e numerosi oggetti concessi in prestito da ogni parte di Londra. Il tutto dovrebbe essere pronto entro la fine del prossimo anno.

Lo spazio espositivo presso The Theatre © Nissen Richards Studio

Entusiaste le parole della direttrice dello scavo, Heather Knight:

“È incredibile tornare sul sito di The Theatre, è un sito archeologico significativo ed iconico a livello internazionale e un posto realmente speciale per gli archeologi, gli storici, gli attori e i Londinesi ma specialmente per Shoreditch, che fu la prima area teatrale di Londra. È stata la scoperta di The Theatre a dare ad Hackney il suo primo monumento sottoposto a tutela, questo scavo con un po’ di fortuna porterà alla luce molte altre interessanti scoperte.”

 

Legenda:

The Theatre, il secondo teatro permanente ad essere costruito in Inghilterra, dopo il Red Lion, e il primo di successo. Inaugurato nel 1577, vide esibirsi importanti troupe, tra le quali quella nella quale operava William Shakespeare.

"The Box Office": il "Botteghino", nome col quale sarà nota la nuova struttura presso The Theatre, che si affaccia sui resti del teatro, e con una mostra sulla cultura teatrale di epoca elisabettiana.

monumento sottoposto a tutela: nel sistema britannico di tutela dei monumenti si parla di scheduled monument e di ancient monument, o anche di scheduled ancient monument, come nel caso in questione, per The Theatre. Si tratta di siti archeologici o edifici di importanza nazionale, per i quali non è possibile procedere con modificazioni non autorizzate. Sono stati definiti dall'Ancient Monuments and Archaeological Areas Act del 1979.

Foto dal MOLA.


Rivoluzione Francese risorse digitali

Risorse online per lo studio della Rivoluzione Francese

Monumento alla Convenzione Nazionale all'interno Pantheon di Parigi. [foto di Beatrice da Vela CC-BY-SA ]

Lo ripeto centinaia di volte a studentesse e studenti: Internet non può sostituire una biblioteca ben fornita, né per chi voglia fare ricerca, né per il semplice curioso. Tuttavia la Rete spesso offre molte possibilità per integrare le proprie conoscenze o per trovare nuovi spunti e anche io me ne servo spesso. Ho pensato di condividere con voi i cinque siti che ho trovato più utili per lo studio del periodo oggetto delle mie attuali ricerche, la Rivoluzione Francese. I siti sono quasi unicamente in francese, ma abbastanza chiari e accessibili anche a chi non ha una profonda padronanza della lingua (extrema ratio Google translate).

1.Archives numériques de la Révolution Française.

L'home page degli Archives numériques

Ospitati sul sito dell'Università di Standford, gli "Archivi digitali della Rivoluzione Francese" sono una banca dati, interrogabile in francese e in inglese. Essi contengono la digitalizzazione degli Archivi Parlamentari (Archives Parlamentaires) e un corpus di immagini prodotte durante la Rivoluzione.

Gli Archivi Parlamentari, uno degli strumenti più importanti per i ricercatori del ramo, sono una collezione, costituita nel corso dell'Ottocento, che racchiude in ordine cronologico la ricostruzione dei dibattiti parlamentari, ma anche rapporti, discorsi, delibere e persino lettere. I numeri consultabili online vanno dalla preparazione degli Stati Generali (1787) fino all'anno II della Repubblica (1794).

La banca dati delle immagini è forse una delle risorse che preferisco: contiene più di 14.000 immagini (sono in maggioranza stampe), che possono essere consultate tematicamente o cronologicamente.

2. Il sito dell'IHRF (Istituto di storia della Rivoluzione Francese)

Homepage del sito dell'Institut d'Histoire de la Révolution Française

Il sito dell'Institut d'Histoire de la Révolution Française, l'organo universitario francese dedito allo studio della Rivoluzione in tutti i suoi aspetti è una vera miniera di informazioni. Oltre a parlare delle attività specifiche dell'Istituto, il sito contiene una biblioteca digitale in libero accesso, che raccoglie opere digitalizzate o create da altre università e una selezione di link a portali privati affidabili. Personalmente ho trovato utilissimi anche gli strumenti didattici, fra i quali è particolarmente degna di nota una bibliografia tematica in costante aggiornamento.

L'IHRF redige anche una rivista accademica, che è consultabile in libero accesso. I numeri sono tematici e permettono anche all'appassionato di aggiornarsi continuamente.

 

3. Il sito della SER (Società di studi robespierristi).

L'Homepage della Société des études robespierristes

Questo è uno dei siti che controllo almeno una volta al giorno per rimanere aggiornata circa le ultime novità sul campo. Il sito della Société des études robespierristes, la storica associazione fondata da Albert Mathiez, segnala costantemente le nuove uscite bibliografiche e informa sulle novità nel dibattito accademico (e civile) sulla Rivoluzione Francese. Oltre a essere il cuore degli Annales historique de la Révolution Française, la rivista accademica più importante del settore (accessibile a pagamento), pubblica un bollettino mensile (scaricabile gratuitamente) con le novità editoriali più importanti, notizie dei colloqui e degli eventi. Da quest'anno particolare attenzione è data alle "società sorelle" (di cui si svolgerà a breve il primo congresso), cioè le associazioni locali che si occupano della Rivoluzione Francese legata a un particolare territorio o a un particolare politico. Infine anche qui è presente una piccola raccolta di materiali utili e testi.

 

4. Gli Annales historique de la Révolution Française.

Pagina dedicata ai numeri più recenti degli Annales historique de la Révolution Française sul sito dell'editore Armand Colin

Ma non avevo appena detto che era a pagamento? La risposta esatta è nì. I numeri più recenti (quelli degli ultimi tre anni) degli Annales sono a pagamento (ma l'editore dà la possibilità di acquistare i singoli articoli), ma gli altri sono liberamente accessibili. I numeri dal 1999 al 2015 si possono trovare su questo sito, mentre quelli precedenti (dal 1966 in poi) si trovano sulla banca dati Persée. Alcuni numeri precedenti al 1966 si possono trovare su Gallica (la base di dati della Biblioteca nazionale di Francia) o su archive.org.

5. Joconde, la banca dati dei musei francesi

Homepage di Joconde

Infine una risorsa importante, anche se dispersiva, è Joconde, la banca dati che raccoglie i cataloghi di moltissimi musei francesi. Da qui si possono consultare le collezioni, comprese di immagini e numero di inventario di molti musei. Per quanto riguarda la Rivoluzione Francese per me è stato particolarmente utile perché contribuiscono a questa raccolta sia il museo Carnavalet di Parigi (che ha una ricchissima collezione di quadri e cimeli rivoluzionari) che il Museo della Rivoluzione Francese di Vizille (il catalogo online, però, è ancora parziale).