Biennale Arte 2019 Venezia

Chiude oggi la Biennale Arte 2019 con 600mila visitatori

Chiude oggi la Biennale Arte 2019

confermando i 600mila visitatori (593.616)

cui si aggiungono 24.762 presenze durante la pre-apertura

Biennale Arte 2019 Venezia
Korakrit Arunanondchai
in collaboration with Alex Gvojic
No history in a room filled with people with funny names 5
2018
Video with boychild: 3 channel video, 30:44 min. Installation: Mixed seashells, tree branches, laser harp, hazer, resin, LED lights, fabric pillows
Copyright: Korakrit Arunanondchai and Alex Gvojic
Courtesy: Carlos/Ishikawa, London, C L E A R I N G, New York/Brussels, Bangkok CityCity Gallery, Bangkok

Venezia, domenica 24 novembre 2019 – Si chiude oggi, domenica 24 novembre 2019, la 58. Esposizione Internazionale d’Arte organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta e curata da Ralph Rugoff, che oggi hanno incontrato i visitatori per esaminare il lascito della Mostra e tracciare le considerazioni finali su un’edizione che ha richiamato anche quest’anno una straordinaria attenzione e un grande numero di visitatori.

Durata poco più di 6 mesi, la Biennale Arte 2019 si conclude confermando i 600mila visitatori (593.616), a cui si aggiungono 24.762 presenze durante la pre-apertura.

Grande la presenza dei giovani: i visitatori sotto i 26 anni rappresentano il 31% dei visitatori totali. I visitatori che hanno visto la Mostra in gruppo sono stati il 17% del pubblico complessivo.

Così il Presidente Baratta ha commentato i risultati:

“Si chiude oggi la 58. Esposizione Internazionale d’Arte. Sono trascorsi ventuno anni dalla riforma della Biennale. La 58ma, con il suo titolo - May You Live In Interesting Times - ci ha invitato a considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità, invito che ci appare particolarmente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di semplificazione generato da conformismi e paure. Un titolo che così interpretato riassume anche le stesse ragioni d’essere di una Biennale. Ma al di là del titolo anche questa Mostra, come tutte quelle che si sono susseguite negli ultimi vent’anni, da quando La Biennale di Venezia è stata riformata, è stata segnata da una particolare sensibilità al tema del rapporto con il visitatore. Tutte le Biennali, infatti, hanno mirato innanzitutto a rendere partecipe il visitatore alla riflessione sull’arte e sull’indagine che gli artisti contemporanei sviluppano continuamente su se stessi.”

“Si è mirato alla valorizzazione dell’incontro tra visitatore e opere, incontrate come nel momento del loro nascere, a promuovere l’ingaggio del visitatore, a promuovere conoscenza ma anche consapevolezza, a sviluppare rispetto e attenzione per l’autonomia dell’arte, e qui per le autonome parziali, ma trasparenti scelte del curatore. Si è interpretato il ruolo della Biennale come quello di un’Istituzione impegnata a promuovere una società libera, aperta e consapevole.”

Abbiamo apprezzato l’impegno dei paesi partecipanti cresciuti in numero (90) per lo spirito con cui hanno deciso di partecipare e hanno partecipato al grande dialogo sull’arte, che grazie alle loro scelte organizzative si sviluppa in un clima di straordinario pluralismo.”

“I visitatori sono stati ancora una volta, nonostante le difficoltà delle recenti settimane, nell’ordine di 600.000, di cui una presenza di giovani ancora in crescita. I visitatori sono diventati il partner principale della Biennale. Da essi viene un contributo decisivo per il mantenimento di condizioni di autonomia e libertà.”

“In tali difficoltà abbiamo avvertito in misura ancor maggiore la responsabilità che ci viene dall’operare in e a favore di una città che ci ospita e ci abbellisce e alla quale vorremmo sempre rendere almeno parte di quanto ci dona.”

“Ci avviamo alla chiusura. Sono in corso affollati Meetings on Art e performance sostenute dall’Arts Council England. Stasera riuniti a Ca’ Giustinian scambieremo un festoso ringraziamento con tutti quanti hanno collaborato, in Biennale, in Venezia e da tante parti del mondo, alla realizzazione della Mostra, ringrazieremo Ralph Rugoff e i suoi collaboratori e ci faremo gli auguri per i prossimi appuntamenti.”

“Presentiamo, infine, il volume Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, 1895-2019 che riassume tutte le Biennali d’Arte dal 1895 a quest’ultima, a cura dell’Archivio Storico della Biennale, edito dalla Biennale di Venezia (analogamente a quanto fatto due mesi fa per tutte le edizioni della Mostra del Cinema).”

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Compianto Cristo morto Luca Signorelli Vergine dolente

Ritrovato un frammento del Compianto sul Cristo morto di Luca Signorelli

Ritrovato il settimo frammento del Compianto sul Cristo morto dipinto da Luca Signorelli per la Chiesa di Sant’Agostino a Matelica (MC)

L’opera affiancherà gli altri due frammenti della pala marchigiana già esposti nell’ultima sala del percorso della mostra Luca Signorelli e Roma

Compianto Cristo morto Luca Signorelli Vergine dolente
Il settimo frammento del Compianto sul Cristo morto dipinto da Luca Signorelli per la Chiesa di Sant’Agostino a Matelica

Roma, 22 novembre 2019 - La mostra Luca Signorelli e Roma. Oblio e riscoperte, curata da Federica Papi e Claudio Parisi Presicce, in corso ai Musei Capitolini fino al 12 gennaio 2020, si arricchirà ora di una nuova e inedita opera del grande pittore di Cortona.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Proprio mentre l’esposizione era in corso un collezionista acquistava sul mercato antiquario una piccola tavola raffigurante il volto di una “Vergine dolente”. Le ridotte dimensioni e la presenza di alcuni elementi figurativi non pertinenti al volto della Vergine, come le mani che le sorreggono la testa, hanno subito rivelato che il frammento doveva appartenere a una composizione più grande, probabilmente raffigurante una Deposizione, riconducibile al pennello di un maestro del primo Rinascimento.

È stato Andrea G. De Marchi, noto storico dell’arte, a riconoscere nella piccola tavola un altro dei frammenti della grande pala d’altare che Luca Signorelli dipinse tra il 1504 e il 1505 per la chiesa di Sant’Agostino nella città marchigiana di Matelica. Il dipinto, commissionato da Giovanni Antonio di mastro Luca di Matelica, era rimasto sull’altare di Sant’Agostino fino al 1736, quando l’edificio fu rimodernato e ridecorato in stile barocco e la tavola venduta a un abitante del posto. Probabilmente tra quest’anno e la fine del Settecento la pala fu smembrata in più parti e dispersa sul mercato antiquario romano. Dall’Ottocento a oggi ne sono stati rinvenuti sei frammenti sparsi tra varie collezioni pubbliche e private, ai quali oggi se ne può dunque aggiungere un settimo che sarà esposto al pubblico. Il proprietario lo ha infatti generosamente offerto in prestito alla mostra Luca Signorelli e Roma. Oblio e riscoperte, dove potrà essere ammirato fino al 12 gennaio 2020.

L’opera affiancherà gli altri due frammenti della pala marchigiana, la Pia donna in pianto dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna e la Testa di Cristo della UniCredit Art Collection (in comodato presso i Musei Comunali di Bologna), già esposti nell’ultima sala del percorso della mostra capitolina, e sarà presentata in occasione delle due Giornate di Studio su Luca Signorelli che si terranno ai Musei Capitolini presso la Sala Pietro da Cortona il 27 e 28 novembre 2019.

Musei Capitolini, Sale Espositive di Palazzo Caffarelli

Piazza del Campidoglio, 1

 

 

Giornate di studi sulla mostra

Luca Signorelli e Roma. Oblio e riscoperte

Musei Capitolini - Sala Pietro da Cortona

27 - 28 novembre 2019 dalle ore 9.30

PROGRAMMA

MERCOLEDÌ 27 NOVEMBRE

ore 9.30 SALUTI D’APERTURA

Maria Vittoria Marini Clarelli | Sovrintendente Capitolina

Claudio Parisi Presicce | Direttore dei Musei archeologici e storico-artistici

Federica Papi | Sovrintendenza Capitolina

Signorelli a Roma nel terzo millennio: obiettivi e bilancio della mostra

ore 10.00 – 13.30 ROMA E SIGNORELLI

presiede Alessandro Zuccari | Sapienza Università di Roma

Marcello Fagiolo | Presidente del Centro Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma

Da Sisto IV a Leone X: Roma triumphans

Anna Maria Cerioni | Sovrintendenza Capitolina

Minus est condere quam colere”: rinnovamento urbano e grandi imprese al tempo di Sisto IV

Eloisa Dodero | Sovrintendenza Capitolina

Signorelli e l’Antico nella Roma di Sisto IV

Caterina Papi | Sovrintendenza Capitolina

Titulus crucis: un ritrovamento singolare

ore 15.00 – 18.30 SIGNORELLI E I CONTEMPORANEI

presiede Federica Zalabra | MiBACT - Direzione Generale Musei

Sergio Guarino | Sovrintendenza Capitolina

Pittura antiquaria in Campidoglio: il punto sugli studi (e un parallelo per Luca Signorelli)

Cristina Galassi | Università degli Studi di Perugia

La via all'ultima perfezione dell'arte”. Luca Signorelli nelle Vite di Giorgio Vasari

Tom Henry | University of Kent

Signorelli e Michelangelo

Francesco Federico Mancini | Università degli Studi di Perugia

Signorellismo e raffaellismo nell'Alta Valle Umbra

Stefano Petrocchi | Polo Museale del Lazio

Signorelli nel viterbese: il caso di Monaldo Trofi

GIOVEDÌ 28 NOVEMBRE

ore 9.30 – 13.30 SIGNORELLI ALL’APICE DELLA FAMA

presiede Marica Mercalli | Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria

Francesca de Caprariis | Sovrintendenza Capitolina

Laura Petacco | Sovrintendenza Capitolina

I monumenti di Roma antica tra XV e XVI secolo: percezione e realtà

Roberto Saccuman | Roberto Saccuman snc, Marsciano (Perugia)

Elena Mercanti | CBC (Conservazione Beni Culturali, Perugia)

Il martirio di san Sebastiano di Luca Signorelli: il restauro e i dati materiali

Carla Bertorello | CBC (Conservazione Beni Culturali, Roma)

Giovanna Martellotti | CBC (Conservazione Beni Culturali, Roma)

Il cantiere di Signorelli a Orvieto: lo studio delle giornate per ricostruire l’evoluzione delle procedure tecniche

Alessandra Cannistrà | Museo dell’Opera del Duomo, Orvieto

Ancora sulla ‘tegola’ di Orvieto. Nuove indagini sui documenti

ore 15.00 – 18.30 SIGNORELLI DALL’OBLIO ALLA RISCOPERTA

presiede Bruno Toscano | Professore Emerito Università Roma Tre

Francesca Romana Chiocci | Sovrintendenza Capitolina

La fortuna di Luca Signorelli nelle stampe d’après tra Sette e Ottocento

Daniela Vasta | Sovrintendenza Capitolina

Luca Signorelli e il dibattito ottocentesco per una nuova arte cristiana

Beatrice Cirulli | Sovrintendenza Capitolina

La riscoperta critica di Signorelli tra Otto e Novecento in Italia

Federica Papi | Sovrintendenza Capitolina

Il Ministero non ha difficoltà di permetterne l’esportazione”. La dispersione delle opere di Signorelli tra Otto e Novecento

Andrea G. De Marchi | Gallerie Nazionali Barberini e Corsini

Settimo sigillo sulla pala di Matelica di Signorelli: ritrovata la ‘Vergine dolente’

Al termine visita alla mostra

INGRESSO LIBERO E GRATUITO AL SOLO CONVEGNO FINO A ESAURIMENTO POSTI

Musei Capitolini, sala Pietro da Cortona

Mercoledì 27 e giovedì 28 novembre 2019 dalle 9.30

Info 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00

 

 

Testi e immagine per il frammento del Compianto sul Cristo morto di Luca Signorelli dall'Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


Achei Sibari

Il viaggio degli Achei e la fondazione della colonia di Sibari

Il viaggio degli Achei e la fondazione della colonia di Sibari

Mostra VIDE – VIaggio Dell’Emozione

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide

Cassano all’Ionio (Cosenza)

Lunedì 25 novembre 2019

Achei Sibari
Sibari, Stombi (1971). Pettorale in lamina d'argento e oro (600-575 a. C.)

Lunedì 25 novembre 2019 a Cassano all’Ionio (Cosenza), presso il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, diretto dalla dottoressa Adele Bonofiglio, si terrà una giornata dedicata al Pettorale in oro e argento, scelto come simbolo del “viaggio lungo le rotte commerciali e scambi culturali nel Mediterraneo” avente come tema portante Il viaggio degli Achei e la fondazione della colonia di Sibari.

Adele Bonofiglio - Direttore Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia

Ritrovato nell’area di Stombi, il prezioso oggetto faceva parte di un antico pettorale utilizzato probabilmente come ornamento per una veste rituale. Tale reperto riassume nella propria materia d’oro e argento e nella lavorazione decorativa, formata da coppie di palmette a sette petali contrapposte a fiori di loto, i fasti di Sybaris, la città fondata dagli Achei nel 720 a.C., che tra il VII e il VI sec. a.C. conquistò, grazie alla sua floridezza, la supremazia sulle città di confine. Tale ruolo fu perduto dopo due secoli di splendore, quando decadde a seguito della dolorosa sconfitta infertale dall’esercito dei Crotoniati guidati dall’atleta Milone.

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide

L’iniziativa è indetta nell’ambito della Mostra VIDE – VIaggio Dell’Emozione, che coinvolge tutti gli istituti del Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

Antonella Cucciniello
Antonella Cucciniello - Direttore Polo museale della Calabria

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Università La Sapienza Roma

Università La Sapienza a Roma: eventi dal 25 al 30 Novembre

Università La Sapienza Roma

Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente). Ai link relativi a ciascun evento è possibile approfondire.

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Dal Nilo al Tevere, il culto di Iside in Egitto e a Ostia

Giovedì 28 novembre 16.30 con gli archeologi Mariarosaria Barbera e Christian Greco

Adorati ovunque, nel mondo antico, sotto mille nomi diversi, Iside e Osiride – re dei Morti, che dona la civiltà e insegna l’agricoltura agli uomini– sono la coppia che protegge i faraoni per migliaia di anni. Il culto di Iside supera quello del consorte fuori dai confini dell’Egitto, ove si accompagna a Serapide. Il loro culto si diffonde ben prima della nascita di Cristo e dall’Egitto conquista il mondo greco e poi quello romano.

isideStatuetta di Iside rinvenuta a Ostia.

Al culto di Iside, insuperato nella capacità di unire le speranze dei popoli del Mediterraneo, è dedicato l’appuntamento con Christian Greco e Mariarosaria Barbera di giovedì 28 novembre, a Ostia Antica. I due esperti promettono di sintetizzare un complesso processo di sincretismo che si conclude soltanto nella tarda antichità (IV-V secolo d.C.), di fronte ad un cristianesimo trionfante e capace di attingere, sul piano dell’iconografia e del contenuto, ad una religione di lunga durata e di ampia diffusione in tutto l’Impero romano.

Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, introdurrà il viaggio attraverso il mondo religioso e politico egiziano: “una delle funzioni originarie della leggenda osiriaca è di sancire che il diritto al trono si trasmette non per via collaterale, di fratello in fratello, ma lineare, di padre in figlio; in Egitto ogni faraone che muore diventa Osiride, ogni faraone regnante è il figlio Horus. Questo nucleo mitologico viene però ben presto elaborato anche in altre direzioni. La resurrezione osiriaca diventa, a partire dal Medio Regno (ca. 2040-1640 a.C.), una condizione a cui aspira non solo il faraone, ma anche i privati, che vi accedono tramite la mummificazione, la resurrezione della mummia e il giudizio del tribunale dell'Aldilà, diretto da Osiride. Fatta salva la centralità di Osiride, è Iside l’agente fondamentale nella leggenda osiriaca, moglie pia, madre protettiva e maga, ruolo che ne farà col tempo la principale divinità femminile dell’Egitto tardo e determinerà il suo successo fuori dall’Egitto, dove eclisserà addirittura il consorte”.

Mariarosaria Barbera, direttore del Parco archeologico di Ostia Antica, spetterà il compito di delineare “la figura e il culto di Iside, che si evolvono, nel passare dall’Egitto al mondo romano, entrando in rapporto con la figura di Serapide. E’ un processo che non manca di suscitare durature problematiche politiche, dall’età repubblicana al tardo impero, finché –a partire dai Flavi– è la stessa coppia imperiale romana a vantare la protezione di Iside e Serapide, in un progressivo percorso di assimilazione tra i regnanti e le divinità che si compirà alla fine del II secolo, sotto i Severi.  Il culto si diffonde nell’impero romano generando una ragguardevole produzione artistica di sculture, pitture e altri oggetti che accompagnano l’esercizio del culto di Iside e adornano i luoghi della pratica religiosa.   Il culto era largamente praticato anche a Ostia e a Porto, dove sono ancora riconoscibili luoghi, iscrizioni, sculture e prodotti artigianali che vi fanno riferimento, riconfermando come Ostia fosse un crocevia di popoli, culture e religioni mediterranee”.


Calabria capolavori Mario Vicino

Vibo Valentia: presentazione "Calabria terra di capolavori. Dal Medioevo al Novecento" di Mario Vicino

Presentazione volume

Calabria terra di capolavori. Dal Medioevo al Novecento

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

Vibo Valentia

22 novembre 2019 – Ore 17.00

Calabria capolavori Mario Vicino

Venerdì 22 novembre 2019, alle ore 17.00, a Vibo Valentia, presso il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, nell’accattivante location del Castello Normanno Svevo, verrà presentato il volume di Mario Vicino dal titolo Calabria terra di capolavori. Dal Medioevo al Novecento (Editrice Aurora).

Adele Bonofiglio - Direttore Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia

Interverranno all’iniziativa Adele Bonofiglio, direttore del Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia e l’autore del volume.

<<L’iniziativa – come precisa la dottoressa Bonofiglio - ha lo scopo di far riscoprire la passione per l’arte e restituire la giusta importanza all'inestimabile patrimonio di cui dispone la Calabria e la bellezza dei suoi innumerevoli tesori nascosti. Nella prima parte dell’opera - continua la Bonofiglio - si descrive l’evoluzione della pittura in Calabria in relazione alla sua straordinaria storia. Partendo dal periodo Tardoantico, l’autore attraversa le vicende del Medioevo, con Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi, per poi raggiungere il Cinquecento e i successivi sviluppi dell’arte calabrese fino all’Ottocento e il Novecento. Nella seconda sezione del libro – conclude la Bonofiglio - vengono catalogati ed esaminati nel dettaglio alcune delle numerose opere presenti nella regione>>.

Il prof. Mario Vicino, socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, ha al suo attivo altre pubblicazioni di pregio quali La Pittura in Calabria. Quattrocento e Cinquecento, Imago Mariae e una monografia su Pietro Negroni.

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Università La Sapienza Roma

Università La Sapienza a Roma: eventi dall'11 al 14 Novembre

Università La Sapienza Roma

Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente). Ai link relativi a ciascun evento è possibile approfondire.

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Università La Sapienza Roma

Università La Sapienza a Roma: eventi dal 18 al 23 Novembre

Università La Sapienza Roma

Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente). Ai link relativi a ciascun evento è possibile approfondire.

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Dialoghi londinesi di letteratura italiana

Per un’italiana, umanista (perfino classicista, aggiungiamocelo), lettrice, anglofila, romanzofila (o come si dice, non ne ho idea!), residente nel Regno Unito, l’idea che nella turbolenta Londra per due giorni interi si possa parlare non solo di letteratura, ma nello specifico di letteratura italiana a confronto con quella in lingua inglese, è senz’altro un buon motivo per lasciare la bellissima Oxford (casa dell’umanista, cioè casa mia) e recarsi per qualche ora nell’amata capitale.

 

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Still buzzing with the great success of our pre-festival event on Tuesday, the UK premiere screening of “Dove bisogna stare” (“Where they need to stand”), followed by a beautiful conversation with director Daniele Gaglianone. Big thanks to @regentstreetcinema and to our friends of @CinemaItaliaUK, who have organised this successful event with us! Now looking forward to meeting two other filmmakers that we love at #FILL2019: Oscar winner Asif Kapadia @asifkapadia1 will join Neapolitan writer Alessio Forgione @alessioforgione_ for our festival session “Epic Diego” on the myth of Maradona, Saturday 2 November; Agostino Ferrente, author of the celebrated documentary “Selfie”, will join The Guardian's editor-at-large Gary Younge in a conversation between cinema and journalism, Naples and London, at our session “A tale of two cities. On young people and crime” on Sunday 3th of November. We can't wait! (All the details of our festival sessions on 2-3 November are in our programme – link in our bio).

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È infatti il terzo anno consecutivo che Londra si confronta con la letteratura italiana contemporanea. Dal 2017 un nutrito gruppo di intellettuali italiani e residenti nel Regno Unito, supportati da partner di rilievo (tra cui, in particolare, l’Istituto Italiano di Cultura di Londra), organizza il Festival of Italian Literature in London. Una ghiotta occasione di scambio intellettuale fra alcuni dei più importanti scrittori e giornalisti italiani (e non solo), che per due giorni sono chiamati a parlare – e a parlarsi – a proposito del proprio lavoro, ma anche di temi caldi sia per gli italiani sia per gli inglesi, e gli europei in genere. Lo scopro in ritardo, mi pento di aver perso le prime due annate, ma questo 2019 sembra più che mai appetibile.

Il ritmo dei talks è serrato e quest’anno ha scandito le giornate del 2 e 3 novembre, presso il pittoresco – ma, mi si conceda un aggettivo banale, bellissimo! – Coronet Theatre a Notting Hill. Come ogni anno, si è creata una piacevole alternanza fra ospiti di nicchia e personaggi accattivanti (aggettivo che in realtà qui, in linea col bilinguismo del festival, vuol tradurre l’inglese catchy, forse un termine più adatto).

Foto di Roberta Berardi al Festival of Italian Literature in London

Si è susseguita una serie intensa di incontri, workshop e discussioni (una menzione d’onore va senz’altro al workshop di apertura, Found in Translation, a cura di Livia Franchini e – ahimè – sold out in pochissimi giorni), ma anche vere e proprie performance artistiche, come quella Francesco De Carlo, in My Personal Brexit, la commedia di chiusura della prima giornata, quella di sabato 2 novembre.

A concludere il variegato programma (https://www.fill.org.uk/programme/), che ha incluso discussioni di ogni tipo, dal senso della democrazia al calcio, dai viaggi negli angoli più remoti del mondo alle “digital testimonies”, nell’auditorium principale del teatro, secondo il principio di bipolarità Italia-UK che ha caratterizzato gran parte del festival, si è svolto un confronto tra due romanzieri di spicco di Regno Unito e Italia. A rappresentare la letteratura inglese contemporanea, sedeva sul palco la scrittrice britannica di origini canadesi Rachel Cusk – tradotta in più lingue, incluso l’italiano, e famosa per la sua trilogia semi-autobiografica (Resoconto, Transiti, Kudos) – la cui prosa, nutrita di dettagli e di piccole ma imponenti impressioni tratte dalla quotidianità, le è valsa un ampio successo di critica, nonché numerose nomine per premi illustri (ricordiamo quella per il Man Booker Prize per cui fu finalista nel 2014).

Foto di Roberta Berardi al Festival of Italian Literature in London

Dall’altro lato del palco, il romanzo italiano, non potendo fare affidamento sulla mondana rappresentanza dell’evanescente Elena Ferrante (chiunque costei sia, e a qualunque patto si accetti che sia lei la personificazione esemplare del romanzo italiano contemporaneo), si è aggrappato al poderoso sostegno delle parole del romano Edoardo Albinati, vincitore del Premio Strega nel 2016 con La Scuola Cattolica, il romanzo di cui ci ha per l’appunto parlato domenica 3 novembre, dialogando con Rachel Cusk. A coronare il tutto, una moderatrice d’eccezione: Claudia Durastanti, giornalista e scrittrice bilingue, quest’anno in cinquina per il Premio Strega con La Straniera.

Claudia Durastanti sa evidentemente tenere il palco: se anche una sua leggera preferenza per Rachel Cusk sembra trapelare, la scrittrice che veste i panni della giornalista non manca di incalzare Albinati con domande puntuali e talvolta non prive di una certa profondità, a cui lo scrittore risponde sornione, ma deciso (e preciso), destreggiandosi bene tra l’italiano e l’inglese.

Il compito della moderatrice non è dei più facili: i due autori dialoganti non sono esattamente affini, e il titolo del talk è piuttosto fuorviante, di conseguenza conciliare le due posizioni e rimanere nel frattempo in tema non sembra essere un’operazione scontata. Se Rachel Cusk, infatti, è un’esponente emblematica di quella scrittura romanzesca che ormai più tanto romanzesca davvero non è, che si è svincolata dalla necessità di una trama o anche solo di una vaga storia unitaria, e gettata alle spalle narratori in prima o terza persona, per concentrarsi su sensazioni, impressioni, minuzie del sentire, Albinati, al contrario, è un romanziere vecchio stile: La Scuola Cattolica, nelle sue oltre mille pagine prende le mosse da un fatto di cronaca vero (il tremendo delitto del Circeo, i cui autori frequentavano la stessa scuola, la scuola cattolica, appunto, di Edoardo Albinati) a affronta temi caldi, ‘storici’, come il senso, la natura e forse anche le conseguenze dell’educazione cattolica in Italia, ieri e oggi. Quanto mai distanti, dunque, i due autori sul palco. Ed entrambi non esattamente rappresentativi di un titolo, Where no novels has gone before, che ci farebbe pensare a sperimentazioni mai tentate prima in letteratura, laddove invece né la poderosa staticità del romanzo storico – se così lo possiamo definire – di Albinati, né il delicato intimismo vagamente modernista di Rachel Cusk sembrano voler percorrere strade non ancora battute.

La discussione, tuttavia, procede bene: si parla di espedienti narrativi, di trattazioni fredde e argomenti caldi, di memoria selettiva, di immedesimazione. Si parla di femminismo: quello quasi ovvio di Rachel Cusk, narratrice donna in prima persona, il cui intero dettato è naturalmente filtrato da una percezione femminile “al passo coi tempi”; quello distaccato di Edoardo Albinati, che costruisce un romanzo quasi interamente maschile, per universalizzare in un certo senso l’esperienza drammatica delle donne, vittime nel romanzo, private di un punto di vista o di quella descrizione quasi eccessiva che Albinati riserva ai protagonisti uomini, perché il dolore spesso necessita di silenzio per essere eloquente; ma anche, in fondo, quello di Carla Durastanti, che sebbene non imponga mai la sua personale esperienza di scrittrice, ha un notevole bagaglio di scrittura fatta di personaggi femminili forti, e non lo nasconde.

Malgrado le premesse un po’ claudicanti, questo talk finale scorre con piacere, tra riflessioni pacate e delicate (rese ancor più tali dal tono calmo di Rachel Cusk), ma talvolta anche pesanti e complicate (e penso ad Albinati sulle vittime del massacro del Circeo), aneddoti divertenti, pensieri sparsi e, alla fine, qualche buona domanda dal pubblico.

Sono le 7 di sera, il festival si è concluso più che bene: posso tornare ad Oxford con un pelo di voglia di leggere letteratura italiana in più.

Festival of Italian Literature in London
Locandina del Festival of Italian Literature in London

Convivio Armonico: suoni nei luoghi sacri

AREA ARTE

Associazione mediterranea culturale

Centro Studi sul Settecento Musicale Napoletano

 

CONVIVIO ARMONICO - SUONI NEI LUOGHI SACRI

 

CHIESA DI S. CATERINA A FORMIELLO

Sabato 9 novembre ore 19.30

LA VOCE E L’ORGANO

Alla riscoperta degli Organici storici delle chiese monumentali di Napoli

attraverso le musiche del ‘ 600 e del’ 700

Chiesa S. Caterina a Formiello (interno)

Nella rinascimentale chiesa di Santa Caterina a Formiello, sabato 9 novembre alle 19,30 tornerà a suonare uno degli antichi organi della chiesa, attraverso un concerto strumentale e vocale dedicato alle opere dei grandi autori del Seicento e Settecento, da Vivaldi a Bach, Haendel, Schmelzer e rarità come Vivarino.

Il concerto, nell’ambito del progetto Suoni nei Luoghi Sacri/ La voce e l’Organo, per la rassegna CONVIVIO ARMONICO, vedrà la partecipazione del mezzosoprano Rosa MONTANO, del giovane soprano Rita D’ALESSANDRO accompagnate dall’organista Antonio VARRIANO e con la partecipazione di Egidio Mastrominico al violino.

La Chiesa di Santa Caterina a Formiello era cosidetta dal latino ad formis, ossia presso i condotti, presso i canali, in quanto nei suoi pressi penetrava in città l'antico acquedotto della Bolla, poi sostituito verso la fine del XIX secolo dall'attuale in uso, quello di Serino. L’intero complesso sorge su di una precedente e più piccola chiesa dedicata a Santa Caterina d'Alessandria, vergine e martire, a ridosso di porta Capuana e Castel capuano e chiesa custodisce sin dalla sua fondazione le reliquie appartenenti ai celebri Martiri d’Otranto, uccisi dai Turchi il 14 agosto 1480 per non aver rinnegato la propria fede.

La rassegna Convivio Armonico è articolato nei due cicli Suoni in Basilica e Suoni nei Luoghi Sacri (Basilica di S. Francesco di Paola, Chiesa di S. Caterina a Formiello, Basilica di S. Maria Egiziaca a Forcella, Chiesa di S.Orsola a Chiaia) e Musica Nel Corpo di Napoli (Museum di Piazzetta Nilo)  che vedranno esibirsi grandi artisti e interpreti di un repertorio antico e moderno alla riscoperta del Settecento napoletano e non solo.

Il progetto musicale è ulteriormente suddiviso in: Concerti della Sacrestia Papale, Percorsi Barocchi tra Napoli e l’Europa, concerti Di Fiato/Di Corde,  il progetto I Giovani e la Musica e La voce e l’Organo.

Per la stagione 2019, affidata alla direzione artistica dei Maestri Egidio Mastrominico e Rosa Montano, docente presso il Conservatorio “N. Sala” di Benevento, sarà dato ampio spazio a importanti  recuperi di partiture dal Settecento Napoletano, alla presentazione di progetti discografici e seminari inerenti la Scuola Musicale Napoletana, continuando parallelamente a valorizzare opere del repertorio contemporaneo con un’ attenzione particolare all’ultima generazione dei compositori napoletani.

La rassegna è a cura di AREA ARTE Associazione culturale Mediterranea, che da anni conduce uno studio approfondito e ricerca della musica napoletana del '600 e del '700 e ne promuove la diffusione e la valorizzazione.

 

Convivio Armonico 2019 Il ciclo di concerti è dedicato alla memoria della cantante e artista PINA CIPRIANI.

MONTANO mezzosoprano /R. D’ALESSANDRO soprano / A. VARRIANO organo

Con la partecipazione di E. MASTROMINICO  violino barocco

musiche di Vivarino, Vivaldi, Bach, Haendel, Mascitti