Museum Week 2020: ne parliamo con Fabio Pariante

È tempo di bilanci per questa insolita edizione di MUSEUM WEEK 2020. Il festival culturale internazionale, dedicato alle Istituzioni sui social, ha visto affrontare questa edizione con tanti dubbi e domande, a causa di questa delicata situazione sanitaria che l'intero mondo sta vivendo. Dopo un'attenta e accurata riflessione però, si è deciso di andare avanti ed essere comunque presenti, modificando gli hashtag dell'edizione ma non lo spirito della manifestazione.

Ora più che mai, la riscoperta dei social ha permesso, durante il lockdown, una vicinanza che forse mai prima si era avvertita, distanti ma uniti e con la possibilità soprattutto per le Istituzioni, di condividere collezioni, oggetti, far parlare volti che fino ad ora il pubblico conosceva magari solo parzialmente.

Un mondo nuovo di utilizzare uno strumento di comunicazione che è stato sempre più rivalutato anche per il mondo della cultura e un'opportunità quanto mai irripetibile per non staccarsi dal proprio pubblico di visitatori e potenziali visitatori creando rete tra le stesse Istituzioni e gettando le basi di un futuro che ci vedrà sempre più in rete facendo rete.

https://www.facebook.com/MuseumWeekOfficial/photos/a.308895969541586/951970425234134/?type=3&theater

Togetherness è stato l'hashtag lanciato per questa edizione 2020; ora più che mai questa parola assume un valore: "insieme". L'unione è stata fondamentale proprio perchè il virus ci ha allontanati ma solo con l'unione stiamo riuscendo ad uscire da questa tragica situazione e sarà, anche per il futuro, l'unico modo con cui l'umanità potrà affrontare le sfide del ventunesimo secolo.

Unione che sottolinea anche il mondo della cultura, che crea un legame, lo rafforza, lo porta a livelli sempre più alti e costituisce le basi della nostra società. L'arte e la cultura sono fondamentali per l'umanità e kermesse come la Museum Week non fanno altro, attraverso le Istituzioni, a celebrarla nelle sue forme più alte.

https://www.youtube.com/watch?v=MCp5yXBieC8&feature=emb_logo

Gli obiettivi della #MuseumWeek sono quanto mai importanti: consegnare e fare conoscere a tutto il mondo l'arte e permette, ancora una volta in maniera eccezionale di legare, scambiare, far circolare idee, nuovi orizzonti di ricerca anche sulle piattaforme digitali. Anche l'Italia partecipa sempre più attivamente a questa iniziativa con la diffusione di immagini e contenuti che fanno dialogare in una escalation di emozioni i temi lanciati per 7 giorni sui social.

Con l'occasione abbiamo chiesto a Fabio Pariante, giornalista e referente per l'Italia del progetto #MuseumWeek di fare un bilancio di questa edizione.

La #MuseumWeek unisce virtualmente tutto il mondo della cultura attraverso i canali social e mai come quest’anno si è sentita maggiormente la necessità di iper-connessione. Si è avvertito anche fra istituzioni questo particolare legame?

Assolutamente sì. Abbiamo confermato l’edizione 2020 quasi come una sfida, consapevoli del lockdown, considerando i musei chiusi.

Ad eccezione di qualche piccolo aggiornamento per adeguarci alla situazione, abbiamo ritenuto opportuno confermare il nostro programma definito in tempi non sospetti, a partire dal tema centrale di quest’anno con #togetherness: oggi più che mai appunto, l’unione ha un valore molto importante che bisogna cogliere sempre e farne tesoro.

Abbiamo avuto oltre 60mila utenti unici in tutto il mondo: un’unione molto evidente tra i partecipanti tutti, non solo per quanto riguarda l’Italia. Insomma, un ottimo risultato!

https://www.facebook.com/275660979531752/posts/956959014735275/

Come vengono visti i canali virtuali in Italia e nel resto del mondo? Ritieni che siano strumenti ormai imprescindibile per una buona diffusione dell’arte e dell’istituzione stessa? Riscontri differenze tra Italia e resto del mondo?

In generale, considero il digitale una prerogativa importante per qualsiasi realtà, brand e paese. Bisogna adeguarsi ai tempi che cambiano e quindi è fondamentale investire in questo senso. Significa darsi nuove opportunità e questo vale anche per le figure professionali del settore, a mio avviso, non solo per le istituzioni.

Nel mio lavoro, sia in Italia che all’estero, mi capita spesso di conoscere soprattutto artisti che non hanno un sito internet per pigrizia o per poco interesse. Preciso: non è obbligatorio, ma secondo il mio parere è un punto importante sul quale bisogna fare leva per il proprio business e spesso, anche le istituzioni purtroppo, non sono presenti su alcuni social network principali, quali Instagram, Facebook, LinkedIn e Twitter.

In Italia stiamo sulla buona strada, anzi. Ci sono musei che investono molto in questo senso, anche per quanto riguarda le mostre, dove la tecnologia aiuta molto il pubblico di massa ad avvicinarsi all’arte, soprattutto, per farla conoscere ai più piccoli.

#Togetherness è stato l’# ufficiale della manifestazione 2020. Quanto è stato sentito in questo particolare momento questo tema?

Come ho precisato prima è stato un tema molto sentito. Ne ho avuto la netta percezione quando l’ultimo giorno del festival, il 17 maggio con #SogniMW, molte istituzioni hanno condiviso in rete il desiderio di tornare al proprio quotidiano, di riaprire le porte ai visitatori e ai nuovi progetti.

Va bene il digitale, ma il rapporto umano viene prima di tutto. Bisogna trovare il giusto compromesso come in ogni cosa: la forza risiede nell’entusiasmo di chi svolge il proprio lavoro con dedizione e passione.

https://www.facebook.com/MuseumWeekOfficial/photos/a.308895969541586/950884912009352/?type=3&theater

 

7 giorni, 7 temi, 7#. Com’è organizzare un evento mondiale e come si scelgono le tematiche che lanciate ogni anno?

Dietro a un evento del genere c’è un grande lavoro di squadra e di pianificazione. Certo, l’imprevisto, le difficoltà non mancano mai, ma si è sempre pronti a qualsiasi necessità.

Diversi in ogni edizione, gli hashtag sono il risultato di una scelta ponderata di Benjamin Benita, fondatore e coordinatore del progetto #MuseumWeek, e dal confronto con i community manager di tutto il mondo. Ad ogni modo, i sette temi come il main hashtag, la causa globale, talvolta vengono valutati anche in base agli eventi collaterali.

https://www.facebook.com/MuseumWeekOfficial/photos/a.308895969541586/951322265298950/?type=3&theater

L’emergenza che stiamo affrontando ha inevitabilmente cambiato anche il modo di gestire la comunicazione delle Istituzioni culturali. Pensi che questa vicenda abbia rafforzato la voglia di aumentare i contenuti online o invece quando tutto tornerà alla normalità la quantità e la qualità pian piano andranno a scemare?

Credo che questa emergenza sanitaria abbia risvegliato e in alcuni casi svegliato la voglia e la necessità di produrre contenuti online per non cadere nell’oblio. Voglio dire: credo sia giusto provare a offrire al pubblico maggiori opportunità di interazione, poi la scelta resta sempre all’utente.

Mi auguro quindi che la quantità, ma soprattutto la qualità dei contenuti online, sia sempre presente. La tecnologia offre tante opportunità e bisogna saperle individuare e metterle a disposizione.

Da giornalista conosci bene anche delle piccole regole per una buona comunicazione. Secondo te in che modo un Museo, un Parco può definirsi un “buon vettore” per i propri contenuti online?

Una realtà culturale deve raccontarsi il più possibile e quindi individuare il proprio storytelling e i punti di forza. In realtà, in qualità di utente, mi piacerebbe leggere la storia di un’opera, qualche aneddoto particolare - così da incuriosire il pubblico-, il backstage di un progetto e poi certo, visite virtuali, live con il personale e perché no, qualche intervento di visitatori speciali.

Come hanno risposto le Istituzioni Italiane alla #MuseumWeek?

Direi benissimo! In riferimento ai dati globali, l’Italia è il primo paese, segue la Spagna, la Francia, poi gli Stati Uniti e altri. Tra le dieci istituzioni che hanno creato maggior engagement, quest’anno ci sono ben tre realtà italiane: all’ottavo posto il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, al sesto MuseItaliani e al quarto posto il Parco Archeologico di Pompei.

In merito ai risultati europei invece, rispettivamente quinto e quarto posto, MuseItaliani e il Parco Archeologico di Pompei.

https://www.facebook.com/MuseumWeekOfficial/photos/pcb.956520661445777/956512741446569/?type=3&theater

 

Secondo te esiste ancora questa reticenza nell’utilizzo dei social o pian piano pensi che la comunicazione si stia aprendo sempre più a nuove sfide comunicative?

Penso che i social network debbano essere considerati un’opportunità, un collante per creare engagement in rete, con la mission di far arrivare l’utente nelle istituzioni. Quindi, dal virtuale alla realtà concreta, per farla breve. Poi certo, bisogna seguire il mondo della comunicazione, in continuo cambiamento.

Bilancio MW2020?

Considerando il periodo nel quale si è svolta questa edizione, direi pienamente positivo, oltre ogni aspettativa! La #MuseumWeek si conferma il primo festival digitale al mondo dedicato alle istituzioni e inoltre, quest’anno abbiamo lanciato ufficialmente il magazine MuseumWeek, di cui sono editorial chief.

Quali saranno gli obiettivi futuri della MW?

Abbiamo già annunciato una seconda edizione a novembre, per la prima volta due in un anno: pensiamo che sia giusto supportare le realtà culturali di tutto il mondo in questo particolare periodo storico. Inoltre, stiamo lavorando ad alcune idee in merito al magazine e ad altri progetti, ma è ancora presto per darne notizia. Intanto potete seguirci sul sito istituzionale, attraverso la newsletter e sui social network ufficiali.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=SPZZU_fDE80&feature=emb_logo

Fabio Pariante Museum Week
Foto di Daniel Nebreda

La Venaria Reale riapre al pubblico con nuove importanti iniziative

La Reggia Di Venaria, residenza simbolo del gusto sabaudo, riapre le sue porte al pubblico dopo l’interruzione causata dall’emergenza sanitaria dovuta al COVID-19. Lo fa avviando una nuova iniziativa, dal titolo La meraviglia è dietro l’angolo, che prevede la riapertura dei Giardini - avvenuta il 23 maggio - e, a partire dal 30 maggio, anche quelle della Reggia, del Castello della Mandria e della mostra Sfida al Barocco. Roma Torino Parigi 1680-1750. Quest'ultima è l’esito di un progetto svolto nell’ambito del Programma di ricerche sull’età e la cultura del Barocco della Fondazione 1563, progettata dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura e organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude con partner Intesa Sanpaolo. Hanno dato il proprio contributo a questa mostra anche il Museo del Louvre e alcuni grandi musei di Roma, Torino e Parigi, vantando, inoltre, l’adesione dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.

La Reggia di Venaria riapre

Per quanto riguarda la prenotazione da parte dei visitatori, essa avverrà prima online, sul sito web lavenaria.it, e prevederà l’accesso di singoli e gruppi di massimo 50 persone contingentati ogni mezz’ora per la Reggia e la mostra Sfida al Barocco, mentre, dentro i Giardini si può raggiungere un numero massimo di 250 persone ogni ora, indossando la mascherina e con la temperatura corporea misurata prima dell’ingresso.

Tutto il complesso della Venaria Reale resterà aperto anche lunedì 1° giugno, per favorire chi vuol fare il “ponte” per la Festa della Repubblica del 2 Giugno.

Cosa è stato progettato? Cosa si potrà fare in quei giorni e nelle settimane a venire?

Il lockdown e le sue conseguenze hanno creato il presupposto per aggiornare il piano promozionale della Venaria, che riprende il claim iniziale Che meraviglia! già ideato dall’Agenzia Undesign di Torino, incentrandosi e valorizzando l’aspetto della riscoperta della dimensione territoriale relativa al “turismo di prossimità”.

Nell’ambito della rassegna Vivi i Giardini! continuano anche quest’anno le numerose proposte ed attività organizzate: In forma nei Giardini, il “percorso benessere” dedicato all’allenamento e all’attività fisica, in collaborazione con la personal trainer Carol Enrico. Si tratta di dieci tappe che saranno posizionate presso le location più suggestive dei Giardini in cui praticare esercizi di yoga e fitness, immergendosi nella natura e nella bellezza del contesto paesaggistico del Parco Alto e Basso. Il programma prevede poi giornate speciali dedicate al tema. Sempre nei Giardini, saranno previsti corsi per giardinieri aperti al pubblico e un Centro Estivo con attività strutturate pensate per le famiglie e per le associazioni del territorio a cura dei Servizi Educativi.

Per momenti di pausa e relax sarà consentito portare con sé il necessario per un picnic personale da consumare liberamente e in sicurezza nei grandi spazi dei Giardini (i punti ristoro riapriranno a partire dal 9 giugno).

Con l’inizio dell’estate saranno inoltre organizzati spettacoli, concerti e performance in collaborazione con istituzioni culturali del territorio, in particolare il Teatro Regio Torino, la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, Piemonte dal Vivo e la Fondazione Via Maestra della Città di Venaria, oltre che con anche altri interlocutori locali: lo scopo è anche quello di attuare il proposito di condivisione di idee e attività da parte di diversi enti che - riuniti insieme - possano creare condizioni migliori in questo particolare periodo per un rilancio di progetti culturali comuni.

 

Venaria riapre
La Reggia di Venaria riapre

 

Tutte le immagini fornite dall'Ufficio Stampa della Reggia di Venaria.


#puntoeacapo

#puntoeacapo: comunicazione digitale per l'arte

Durante il lungo periodo di lockdown abbiamo assistito al proliferare di tantissime iniziative culturali da fruire esclusivamente online. Abbiamo avuto e abbiamo Christian Greco che fa da guida turistica su YouTube, tra le sale del Museo Egizio che dirige. Abbiamo avuto la celebrazione dei 500 anni di Raffaello con percorsi espositivi digitali e dirette video. Abbiamo i post quotidiani dalle pagine ufficiali delle fondazioni, i video virali degli Uffizi su TikTok, gli articoli su blog e testate giornalistiche. Gli hashtag a tema culturale.

In un contesto così vivo, proprio all’indomani della riapertura dei musei parte la nuova iniziativa esclusivamente social della casa editrice Electa dal titolo #puntoeacapo.

Da ieri, 19 maggio, Electa raccoglie sui propri profili una serie di brevi video (girati a casa) con protagonisti curatori, storici, archeologi, operatori in genere del mondo culturale. Nei video si parla di libri, mostre, progetti, percorsi museali (vecchi e nuovi), “cantieri” archeologici fino ad arrivare all’editoria e ai bookshop.

 

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In queste settimane sospese ci siamo fermati, come molti, per ripercorrere la nostra storia editoriale, attraverso gli anni recenti e il presente, per riprogettare il domani. Abbiamo quindi deciso di iniziare a pensare ad una Electa contemporanea e futura, iniziando dal progetto #puntoeacapo: una rubrica social, di racconti e testimonianze per proseguire con l’esperienza dell’Arte e della editoria illustrata, attraverso le voci e i volti di curatori, direttori di musei, archeologi, critici d’arte, artisti, architetti, designer, figure che lavorano e collaborano con la casa editrice, da prospettive e con ruoli diversi. La prima serie di video nasce dall’urgenza di rivisitare il #patrimonioitalia, di riconsiderare la nostra identità culturale e il nostro passato mentre ci prepariamo al futuro. Protagonista del primo contributo di oggi è Marcello Barbanera, professore di Archeologia e di Storia dell’Arte greca e romana a La Sapienza Università di Roma, che inaugura gli appuntamenti di #puntoeacapo con una riflessione su parchi archeologici e rovine come luoghi-sentinelle del passato. ____________ MARCELLO BARBANERA Autore di Metamorfosi delle rovine(Electa, 2013) e curatore di mostre Electa quali Il classico si fa pop. Di scavi, copie e altri pasticci con Antonio Pinelli e Mirella Serlorenzi(Roma, Crypta Balbi e Palazzo Massimo, 2018-2019) e La forza delle Rovine (Roma, Palazzo Altemps 2015-2016)

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L’obiettivo dichiarato dalla stessa casa editrice è quello di stimolare una riflessione diffusa sulle domande a cui il mondo della cultura deve rispondere. Quali offerte culturali proporre dopo la stagione dei blocchi e della fruizione telematica dei contenuti? A quale nuovo pubblico rivolgersi?

Il dialogo prende avvio dagli autori e dal ruolo di Electa come editore in questo ampio spettro. Anche se l’iniziativa coincide e insieme celebra i 75 anni di attività della casa editrice, non è però chiusa e rivolta solo alla propria offerta culturale. Al contrario, la rubrica è creata per essere condivisa sulle pagine di tutti coloro che intendono partecipare al dibattito in maniera costruttiva e critica.

La prima serie di video-racconti con cadenza settimanale a partire proprio dal 19 maggio ha come tema #patrimonioitalia. Un Grand Tour digitale attraverso i luoghi della cultura del nostro paese. Il primo ad affrontare l’argomento è Marcello Barbanera professore di Archeologia e di Storia dell’Arte greca e romana a La Sapienza Università di Roma. Nel suo discorso Barbanera riflette sulla forza profonda che hanno parchi archeologici o rovine di essere autentiche ancore di memoria. Posti speciali che instillano il rispetto del passato.

È con questo gusto del passato, e con la volontà di preparare la strada ad un nuovo modo di fare cultura che seguiremo #puntoeacapo nel corso della sua avventura digitale.

#puntoeacapo
Foto courtesy Electa Editore

Valle dei Templi in lockdown

Due mesi di lockdown: la Natura si "riprende" la Valle dei Templi di Agrigento

La Valle dei Templi di Agrigento trasformata in un giardino, durante il lockdown la Natura si "riprende" il sito archeologico

La Valle dei Templi di Agrigento come non l’avete mai vista: con i fiori sbocciati tra i massi, le piante rigogliose ovunque, le farfalle che volteggiano indisturbate, persino le capre girgentane che brucano l’erba. Doveva essere un Eden delicatamente selvaggio, quello che appariva agli antichi greci. E oggi, dopo due mesi e passa di lockdown, la Valle dei Templi riappare in tutta la sua bellezza. Il tempo qui si è fermato, la mano dell’uomo non ha agito per tagliare, disboscare, sistemare, come normalmente avviene: il risultato è in questo video – girato e montato da Daniele Rosapinta | CoopCulture – che racconta il sito archeologico con immagini che lasciano il segno.

La Valle dei Templi in lockdown. Foto di Daniele Rosapinta

E che non saranno mai più ripetibili perché nella Valle sono stati già avviati i lavori di sistemazione e sanificazione, per condurre alla riapertura. “Che dovrà essere contingentata e con tutti i sistemi di sicurezza necessari per poter godere appieno della Valle” spiega il direttore del Parco archeologico, Roberto Sciarratta. E dunque termoscanner all’ingresso, tornelli e ticket online, con una particolare attenzione per il territorio.

Valle dei Templi in lockdown
La Valle dei Templi in lockdown. Foto di Daniele Rosapinta

Poi ripartiranno anche i cantieri e le campagne di scavo; intanto i visitatori potranno riscoprire le imponenti “macchine” edili dell’esposizione a cielo aperto “Costruire per gli dei”, organizzata da MondoMostre, che è stata prorogata fino al 31 dicembre. Uno spunto ulteriore per calarsi nel mondo di chi eresse questi templi che l’Unesco protegge.

Valle dei Templi in lockdown
La Valle dei Templi in lockdown. Foto di Daniele Rosapinta

 

Foto e video di Daniele Rosapinta

Materiali dall'Ufficio stampa Polo Culturale di Agrigento e Mondomostre

La natura rigogliosa nel Parco Archeologico. Foto di Daniele Rosapinta

Il Museo Egizio di Torino vince il Premio Patrimonio/Premi Europa Nostra 2020 

Il Museo Egizio di Torino, uno dei musei italiani più importanti e al passo coi tempi, sempre aperto a nuove modalità per rendere fruibile il proprio patrimonio storico e archeologico ad un maggior numero possibile di persone, ha vinto il Premio Patrimonio/Premi Europa Nostra 2020 nella categoria ricerca, grazie all’ideazione della piattaforma digitale Turin Papyrus Online Platform (TPOP), rivolta a tutti, ma soprattutto agli studiosi, per permettere uno studio migliore della collezione papirologica posseduta, oltreché una migliore conservazione e valorizzazione di questa, attraverso la creazione di un database che ne permette facilmente l’accesso.

Museo Egizio di Torino Premio Patrimonio Premi Europa Nostra 2020 Turin Papyrus Online Platform TPOP

Questo progetto, iniziato nel 2017 e reso disponibile al pubblico nel 2019, contiene una delle più importanti collezioni papirologiche, costituite da quasi 700 manoscritti e da oltre 17.000 frammenti. Questa la motivazione che ha spinto la giuria ad assegnare il riconoscimento al Museo Egizio: “L'Europa ha numerose collezioni papirologiche e raccolte di papiri, una ricchezza documentaria che testimonia l'interesse europeo per l'Orientalismo, emerso nel XVIII secolo e presente fino al XIX secolo, che ha permeato la sua cultura materiale. Lo sviluppo di una tale piattaforma online, di libero accesso e ad alta risoluzione, è di grande valore per i musei, soprattutto in considerazione del suo potenziale di essere utilizzato per la creazione di un museo digitale europeo che riunirebbe un patrimonio disperso, una raccolta virtuale omogenea che sarebbe impossibile realizzare a livello materiale. L'applicazione di strumenti dell’era digitale contribuisce allo sviluppo della conoscenza, alla conservazione della cultura materiale e alla sua accessibilità, sia per gli studiosi che per il pubblico generale, promuovendone la diffusione”.

Commenta così il direttore del Museo Egizio, Christian Greco: “Il riconoscimento al lavoro condotto col progetto TPOP per la digitalizzazione dei nostri papiri ci regala una grande soddisfazione per l’attestazione che dà alla qualità dell’attività di ricerca del Museo Egizio e rappresenta anche la consacrazione della funzione che siamo quotidianamente chiamati ad assolvere. Essere un luogo di ricerca e porsi al servizio delle collezioni è la nostra missione. Il patrimonio culturale, i frammenti di memoria, che sono i resti tangibili delle generazioni che ci hanno proceduto, non possono essere abbandonati. Dobbiamo continuare e prenderci cura di loro e lo possiamo fare solo se ci sentiamo corresponsabili dell’eredità che abbiamo ereditato dal passato. La cultura materiale scritta può continuare a vivere solo se viene studiata, compresa, pubblicata. I testi antichi di cui ci prendiamo cura legano il passato al presente modellando e mantenendo attuali i ricordi fondanti e includendo le immagini e le storie di un altro tempo entro l’orizzonte del presente così da generare speranza e ricordo”.

I Premi del Patrimonio Europeo/Premi Europa Nostra celebrano e promuovono ogni anno le migliori pratiche relative alla conservazione del patrimonio, alla ricerca, alla gestione, al volontariato, all'educazione e alla comunicazione.

Museo Egizio di Torino Premio Patrimonio Premi Europa Nostra 2020 Turin Papyrus Online Platform TPOP

Per ulteriori informazioni:

https://collezionepapiri.museoegizio.it/it-IT/

http://www.europeanheritageawards.eu/winner_year/2020/

Foto della piattaforma digitale Turin Papyrus Online Platform (TPOP) - per il Museo Egizio vincitore del Premio Patrimonio/Premi Europa Nostra 2020 - dall'Ufficio Stampa Museo Egizio di Torino


La Reggia di Caserta propone una nuova identità visiva. Ecco tutte le novità

Non “la Reggia di Caserta,” non il Palazzo Reale del Re Carlo di Borbone, non l’imponente giardino monumentale, non le fontane, non l’acquedotto carolino, non il setificio leuciano. “RC” è l’acronimo per “Reggia di Caserta”, la sintesi visiva e l’abbraccio armonico che tutto questo rappresenta.

La ricerca di un’immagine è un processo lungo, fatto di studio, di valori, di norme, ma soprattutto di comunicazione. La complessità del patrimonio che rappresenta la Reggia di Caserta con la sua maestosa architettura e il suo paesaggio non si può sintetizzare in un semplice frammento di essa ed è qui che è sottesa la sfida di ricercare un modo attraverso il quale un polo museale comunicare al proprio territorio.

“Come posizioniamo la Reggia di Caserta rispetto al Palazzo di Schönbrunn o alla Reggia di Versailles?” si è interrogata Tiziana Maffei, architetto dal 1994, nuova direttrice in carica della Reggia dal 2019, già presidente di ICOM Italia dal 2016.  Nasce così il nuovo immenso progetto per il branding di una delle più imponenti istituzioni culturali sul panorama nazionale e internazionale.

Scegliere un nuovo logo significa dare immagine a un prodotto, un servizio, un’azienda o un’organizzazione e rappresenta per questi il più efficace vessillo. Il servizio in questione, Reggia di Caserta, simboleggia un patrimonio intangibile, dotato di un valore rappresentativo di forte impatto sociale. L’opera che i Borbone nel 1751 commissionarono all’architetto Luigi Vanvitelli ha costituito un sistema produttivo territoriale, creato per mirare con forza e coerenza a un respiro più ampio, per far competere la città di Napoli e il suo Regno con le altre monarchie e capitali europee.

Emergono in questo modo due lettere (R e C), due colori (l’oro e il blu, i colori dei Borbone), due percorsi (con due rispettive mappe), quello museale e quello territoriale, e infine due target, quello istituzionale e quello commerciale. A descriverci i dettagli del processo creativo è l’amministratore delegato della Società SIGLA scelta per l’incarico, Tiziano Prati. Attraverso qualche rapido sguardo alle slides e una video-presentazione sulla creazione del logotipo dagli aspetti più profondi della Reggia di Caserta, si profila dinanzi a noi un’idea tanto elegante quanto attuale, una scritta dal font classico che vuole “suggerire e non svelare, nominare e non descrivere” l’identità di questo complesso monumentale.

Infine, arriva l’immagine coordinata. Dal monogramma, che rappresenta solo “la punta dell’iceberg” del processo creativo e di ricerca, si giunge al merchandising, alla segnaletica del museo e alla mappatura per l’orientamento dei visitatori, tradotti sia per il mondo analogico che per quello digitale, sia per il pubblico italiano che per quello straniero. Non potranno mancare, aggiunge la direttrice, applicazioni software dedicate al pubblico digitale e una risistemazione più accessibile dei flussi del percorso per continuare a garantire a tutti i visitatori la fruibilità del patrimonio artistico della Reggia.

Mentre da un lato l’eredità dell’operato del precedente direttore, Mauro Felicori, ha gettato le basi per un’intensa riorganizzazione dell’ente museale, oggi, in un momento di così grande emergenza, si guarda al futuro con uno sguardo diverso.  Attraverso l’aggiornamento dell’immagine e delle piattaforme online, Reggia di Caserta dimostra quanto fondamentale sia che le istituzioni culturali continuino sempre, e non solo in momenti del genere, a comunicare con la società, anche “a porte chiuse”.

Foto: Courtesy of Press Office Reggia di Caserta

Foto copertina: Alessandra Randazzo


Il progetto di restauro della Testa del Filosofo sale sul podio del Concorso Art Bonus

La Calabria sale sul podio con un importante terzo posto ottenuto dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria al concorso Art Bonus con il progetto di restauro della “Testa del Filosofo”, sostenuto grazie al mecenatismo privato. 

L’iniziativa, promossa da Ales SpA, società responsabile del programma per conto del MiBACT, e da Promo PA Fondazione-Lubec, ogni anno premia i progetti più votati dal pubblico e rivolti alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano con il sostegno dei privati.  

«È un risultato straordinario – commenta il direttore Carmelo Malacrino – che si inserisce nell’intento, ormai consolidato, di coinvolgere direttamente il pubblico nella mission del Museo. Un Museo di tutti, dinamico, inclusivo ed efficiente. In questi anni – aggiunge - è cresciuto il desiderio dei reggini e dei calabresi di partecipare a questo nuovo modo di “vivere il Museo”, riconoscendosi eredi della storia della Calabria antica e delle sue testimonianze archeologiche. Il dato più significativo, non solo sul piano emozionale, è il senso identitario che si è sviluppato attorno al MArRC e alle sue molteplici attività». 

Quello dell’Art Bonus è una nuova formula di mecenatismo culturale voluta dal Ministro Dario Franceschini di cui ad oggi, in tutta Italia, hanno beneficiato quasi 2000 enti, grazie all’impegno di oltre 15.000 mecenati che hanno sostenuto un totale di 3700 interventi per un valore di circa 500 milioni di euro. La competizione organizzata dalla Ales quest’anno ha visto la partecipazione di 166 progetti, con un aumento del 40% rispetto alla precedente edizione e un incremento delle proposte provenienti dal Sud. Anche i dati sui voti ricevuti hanno registrato una sensibile impennata grazie anche alla possibilità di esprimere le preferenze tramite i social network dedicati. 

Il progetto di restauro della Testa del Filosofo ha raggiunto il terzo podio, conquistando migliaia di voti. Esposta insieme ai magnifici Bronzi di Riace, la testa è tra i capolavori della grande bronzistica greca e fu scoperta nel 1969 dal sig. Giuseppe Mavilla nelle acque di Porticello, a Villa S. Giovanni. Con la riapertura del Museo inizieranno gli interventi di restauro, che si svolgeranno nel suggestivo spazio di Piazza Paolo Orsi in un “cantiere aperto” a tutti i visitatori.

Tra le ultime mostre inaugurate al Museo c’è proprio Philía. Restauri sostenuti dai privati con l’Art Bonus, curata dallo stesso direttore Malacrino per ringraziare i tanti mecenati che hanno sostenuto i progetti del Museo e hanno così potuto ammirare i reperti restaurati con il loro aiuto. «Questa esposizione – aggiunge Malacrino – assume un valore particolare. Lo stesso titolo, che dal greco si può tradurre con amicizia, evidenzia il significato dei rapporti fra le attività del Museo e le azioni di mecenatismo da parte di soggetti esterni particolarmente sensibili alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale. Si tratta di realtà imprenditoriali, associazioni ed enti molto diversi tra loro, ma tutti accomunati dalla sensibilità di investire in cultura, partecipando concretamente alla conservazione del patrimonio. Li ringrazio molto per aver creduto in noi, e ringrazio anche i tanti “amici” che hanno sostenuto il Museo votando il progetto sui loro profili social. Questo terzo posto – conclude il direttore – lo abbiamo raggiunto tutti insieme. Ora si tratta solo di aspettare la riapertura del MArRC per ritrovarci ad ammirare i suoi tesori». 

E la Testa del Filosofo continua ad attirare l’attenzione del pubblico anche nella campagna social del MiBACT #lartetisomiglia, con un’immagine promossa sui canali social del MiBACT, di Musei Italiani e di IgerItalia, promotori dell’iniziativa. 

Foto: Museo Archeologico di Reggio Calabria


musei chiusi direttori

#museichiusimuseiaperti: parlano i Direttori

#museichiusimuseiaperti:

La cultura italiana non si ferma e da appuntamento sui social, così i Direttori ci raccontano il loro lavoro

Articolo a cura di Alessandra Randazzo, Claudia Di Cera, Eleonora Brunori, Giusy Barracca

 

Un momento così difficile per l’intero Paese e per il mondo intero non fa dimenticare la bellezza e la cultura. L’Italia lo sa bene, il richiamo all’arte, ai monumenti, oggi come non mai, forma un fronte comune da nord a sud del Paese legando le più importanti istituzioni museali e culturali italiane in una battaglia di civiltà contro lo spettro del virus. Tante sono le iniziative che sfruttano il genio artistico nazionale e il boom di successi per la campagna social #iorestoacasa che ha unito artisti di ogni genere, comunicatori e cittadini nella condivisione di foto e contenuti legati all’arte e alla bellezza italiana ne è testimone.

Questo momento di stasi forzata non fermerà la cultura e la sua comunicazione e Musei e Parchi Archeologici già da alcune settimane sono attivi nel creare spazi innovativi e quanto più unici, dando la possibilità a tutti di intraprendere, seppur con la mente e con gli occhi, un viaggio all’interno di collezioni storiche, con racconti coinvolgenti e iniziative accattivanti per una fruizione universale. Preziosa è la voce dei Direttori che sono chiamati come comunicatori del Patrimonio del loro Museo e del loro Parco, da remoto, mettendoci la faccia e accogliendo i visitatori tra le sale vuote e le strade deserte, in una straniante quanto affascinante realtà in cui brillano i reperti, i tesori, e le testimonianze, svelate da guide di eccezione.

ClassiCult vuole oggi accompagnarvi in un inedito tour attraverso tutta la penisola e attraverso le parole e le idee di coloro che gestiscono il patrimonio unico al mondo dei nostri Musei e dei nostri Parchi Archeologici. Una testimonianza viva e sentita dei nostri Direttori che rappresenta anche un documento di questi giorni non facili, durante i quali hanno continuato a lavorare insieme ai loro staff.

Una domanda uguale per tutti per lasciare spazio alla loro voce e per svelarci cosa c'è in serbo per i nostri viaggi virtuali, perché è vero che #iorestoacasa ma è ancora più vero che #laculturavienedame

Elisa Nisticò, Museo Parco Scolacium

"Il Museo e Parco Archeologico di Scolacium rimane aperto virtualmente attraverso una serie di iniziative social che permettono la condivisione con gli utenti di contenuti, visite guidate ed eventi. Abbiamo messo in campo alcune attività social, aderendo alla campagna #iorestoacasa con la condivisione di foto e video per consentire passeggiate virtuali nel sito e nel museo archeologico. Stiamo proponendo visite virtuali tematiche per far conoscere le nostre collezioni. È stata già pubblicata su FB, incentrata sul ruolo della donna nell’antichità attraverso i reperti custoditi all’interno del museo e in queste settimane ne verranno proposte altre sui marmi e il ciclo statuario, sul parco e sulla Scolacium bizantina. Il museo è il promotore su FB del contest video e fotografico lanciato con l’#abbracciamuseo, con il quale si invitano i visitatori e gli utenti a raccontare le loro giornate e a salutare e abbracciare virtualmente il museo. Alla fine del contest, i video e le foto verranno raccolte in un unico video che verrà proposto sulla stessa piattaforma. L’iniziativa è stata poi allargata a tutti i musei del Polo museale della Calabria. Il museo continua a raccontarsi anche con l’hastag #pillolediarcheologia, un appuntamento ormai diventato settimanale in tempi normali, che verrà potenziato in queste settimane. Centrale sarà anche la condivisione di contenuti adatti ai bambini: si continua a fare didattica, anche se in maniera diversa dal solito. Il museo propone contenuti di vario tipo, giochi a tema archeologico, disegni dei reperti da colorare Mini guide da usare anche per la scuola e molto altro. Infine, stiamo predisponendo, lavorando assiduamente da tempo un catalogo della collezione del museo, al fine di renderli fruibili anche virtualmente. Da tempo ci occupiamo di rendere fruibile il nostro patrimonio tramite i nostri canali social e continueremo a farlo, anche potenziando la comunicazione, dopo questa emergenza. per noi, un piccolo ma prezioso museo della periferia, è un modo di farci strada in questo mondo e aprirci a tutti. Siamo anche attivi da pochi giorni su YouTube. Il profilo è curato dal nostro funzionario per la comunicazione, la dott.ssa Serena Passalacqua e raccoglie i video dei musei e parchi afferenti al polo Museale della Calabria".

Francesco Sirano, Parco Archeologico di Ercolano

“Il cancello del Parco Archeologico di Ercolano chiuso è per tutti noi del Parco una stretta al cuore – dichiara il direttore Francesco Sirano – ma è inevitabile nel momento storico che stiamo vivendo. Eppure so, sento che Ercolano è un luogo straordinario che nel tempo ci ha insegnato la resilienza, la capacità di riemergere da ogni catastrofe e da ogni tragedia e noi dalla nostra casa di lavoro, in attesa di potervi riaccogliere al più presto. In questi giorni di smart working stiamo portando avanti i nostri progetti di conservazione e di valorizzazione. Allo stesso tempo stiamo facendo davvero di tutto per raggiungere ogni singolo visitatore nella propria casa. Inutile dire che la chiusura al pubblico ha determinato la necessità di riorganizzare in maniera rapida ma efficace l’intera offerta di visita al pubblico, con una totale virtualizzazione della fruizione e la riformulazione del programma della nostra comunicazione con una forte implementazione delle risorse che viaggiano sui canali virtuali. Abbiamo subito lanciato I lapilli di Ercolano, un viaggio virtuale nel Parco Archeologico con il supporto oltre che dei nostri archeologi e restauratori dei collaboratori che si sono personalmente proposti per poter offrire maggiori possibilità di fruizione. I Lapilli sono pensati proprio per non interrompere quel filo che ci lega nell’amore per questi luoghi e nel dovere di condividere la conoscenza. Sui canali social del Parco vengono inoltre caricati contenuti aggiuntivi,  approfondimenti su reperti, declinazioni del Parco su temi ed eventi proposti dal Ministero. Il numero delle visualizzazioni è salito notevolmente con video che raggiungono le 35.000 visualizzazioni in quanto fruiti anche su canali diversi e questo ci dà il feedback del grande impegno messo in campo da tutto lo staff del Parco che con totale abnegazione sta mettendo in campo tutte le energie per raggiungere ognuno nella propria casa. Usciremo da questo momento complicato ma intanto seguiteci sui nostri canali social.”

Mariarosaria Barbera, Parco Archeologico Ostia Antica

"Ostia risponde con entusiasmo e con la convinzione che questo periodo in cui restiamo tutti a casa, possa essere un momento di approfondimento di una cultura che deve portare tutti noi al progresso civile''. Il Parco archeologico di Ostia antica può essere visitato sul web, in questi giorni, grazie all'iniziativa #iorestoacasa, il Parco di Ostia antica a casa tua'. Anche se, come tutti i luoghi della cultura i suoi cancelli sono chiusi al pubblico, il mondo di Ostia antica entra direttamente nelle case dei visitatori. Dalla homepage del sito web istituzionale del Parco, ci si trova proiettati tra contenuti digitali sempre nuovi: ci sono le storie dei popoli del Mediterraneo che vivevano nella prima e più importante colonia di Roma, si vedono all'opera gli archeologi, architetti e restauratori del Parco, i video delle conferenze del ciclo 'Vediamoci a Ostia antica', le mostre di 'Eppur si espone' allestite nel Museo Ostiense. La Commissione Europea ha conferito in data 31 marzo 2020, il Marchio del Patrimonio Europeo al Parco Archeologico di Ostia antica. Il Parco ha superato una selezione a livello dapprima nazionale e poi internazionale ed è stato scelto insieme ad altri 9 Luoghi della Cultura europei perché storicamente ha rivestito un ruolo chiave nella storia e nella cultura europea".

Fabio Pagano, Parco archeologico dei Campi Flegrei

"Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei ha attivato una straordinaria strategia di comunicazione sui propri canali social con l’obiettivo di far passare il messaggio che il Parco è chiuso ma non spento. Abbiamo differenziato le programmazioni in relazione ai nostri differenti pubblici. Per le famiglie abbiamo lanciato il #Parco4Family che propone percorsi virtuali di conoscenza e di svago che ruotano intorno ai luoghi e alle storie del Parco. Abbiamo creato una mappa di comunità social #unparcodistorie dove coloro che hanno visitato o che vivono e lavorano nel territorio possono raccontare le proprie storie personali e condividerle. La nostra strategia si ancora sempre alla qualità dei contenuti e per questo abbiamo creato un #carteggiosocial dove il Parco dialoga virtualmente con le Università e i Centri di ricerca che svolgono attività di studio nel territorio. Si è innescato uno stimolante dibattito che ha coinvolto in un dialogo addetti ai lavori e appassionati di storia e archeologia flegrea. Da ultimo abbiamo lanciato la proposta #statueparlanti; in questo momento particolare abbiamo immaginato di far parlare le statue del Museo archeologico dei Campi Flegrei per raccontare le proprie storie e le sensazioni da museo chiuso. Tutto passa per la relazione tra il Parco e la propria “gente” nella prospettiva che la comunicazione social possa essere uno strumento di avvicinamento di nuovi pubblici; per questo con dei video appositamente realizzati io stesso ho portato alla scoperta de #ilparcochenonhaimaivisto aprendo “virtualmente” spazi solitamente non visitabili.  Le risposte dei nostri “seguaci virtuali” sono confortanti e stimolanti e ci spingono a insistere nell'accompagnare questa delicata fase continuando ad accendere i riflettori sul nostro Parco.”

Alfonsina Russo, Parco archeologico del Colosseo

"La cultura non si ferma: questa è l'importante campagna  di comunicazione condotta dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo per permettere agli italiani, attraverso i siti web e i canali social dei luoghi della cultura statali e non solo, di rimanere in contatto con l'arte e la cultura anche in questo periodo estremamente complesso di chiusura al pubblico dei musei, dei monumenti e dei parchi  archeologici, a  seguito dell'emergenza CoVID-19.  Il Parco archeologico del Colosseo partecipa attivamente a questa campagna e in tal senso ha potenziato la sua comunicazione sul sito web e sui social per continuare ad offrire lo spettacolo della storia e del patrimonio culturale, con i suoi monumenti, simbolo identitario di Roma e dell'intera nazione. Il racconto non si è fermato, ma si è ampliato con la creazione di nuovi percorsi virtuali (Il percorso delle donne nel PArCo; Il percorso dantesco per celebrare il Dantedì), con la realizzazione di rubriche dedicate alle famiglie (i quiz del mattino, le ricette di mezzogiorno), con foto e scatti rubati alla natura del PArCo; natura che, ignara di tutto, in un silenzio irreale che contrasta con il consueto vociare festoso delle  decine di migliaia di visitatori quotidiani del Parco,  si sta risvegliando nei fiori, nelle piante, negli animali. L'occhio attento del personale di vigilanza vigila su questa bellezza. Non si ferma la manutenzione dei monumenti. E altri colleghi, lavorando da casa, stanno preparando progetti e novità per accogliere ed emozionare il nostro pubblico, non appena sarà possibile ospitarli nuovamente, perchè continui ad essere per tutti un luogo amato dell'anima. A tutto il personale del Parco va il mio più sentito ringraziamento per quanto stanno facendo per preservare e valorizzare, con grande professionalità e massimo impegno, questo straordinario patrimonio culturale, di cui siamo responsabili custodi."

Enrica Pagella, Musei Reali di Torino

"Si dice spesso che le crisi possono trasformarsi in un’opportunità. Noi siamo persuasi che nulla possa sostituire l’esperienza viva e partecipata del museo, ma in questa emergenza abbiamo sentito la necessità di mantenere il contatto, con il nostro pubblico, e anche all’interno dello staff, per contrastare il vuoto e l’inquietudine. Così è nato “Closed in”, una serie di brevi video home made, diffusi quotidianamente su Youtube e su IG TV, che accompagnano i visitatori alla scoperta delle opere solitamente prigioniere di armadi e depositi, un po’come noi oggi. Aprire ciò che è chiuso ci è sembrato un gesto scaramantico adeguato alla situazione. Analogamente, dai primi di marzo è disponibile il catalogo online dei Musei Reali, con oltre 15.000 schede corredate da immagini: un mare aperto di suggestioni. Per le famiglie, abbiamo ideato semplici attività creative, cose da ritagliare, disegnare, comporre, colorare, come nel caso del mandala ispirato alla cupola della Cappella della Sindone".

Ilaria Fidone, Museo Archeologico di Venezia

musei chiusi direttori
Foto: Museo Archeologico Nazionale di Venezia

"Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia è il museo più antico di Venezia e uno dei più antichi del mondo essendo stato aperto al pubblico nel 1596. Ci troviamo in Piazza San Marco e siamo stati in prima linea lo scorso novembre durante l'emergenza acqua alta. Il Museo è un luogo vivo, anche in questo periodo di chiusura al pubblico a causa dell'emergenza Covid-19. Abbiamo implementato la nostra presenza sui social (Facebook, Instagram e Twitter) creando delle nuove rubriche rivolte a diversi pubblici. Oltre ai consueti sondaggi e contest del lunedì (in questo periodo i followers sono invitati a votare per la loro gemma preferita con l'hashtag #MINIMAMIRABILIA), le #PILLOLEDIMITOLOGIA del martedì, gli episodi della storia del museo ogni giovedì con il titolo #SUPIAZZADAL1596 e la pubblicazione di nostre foto storiche il sabato con #FOTOVINTAGE, abbiamo voluto ideare una rubrica dedicata ai bambini che sono a casa da scuola (#UNGIOCODARAGAZZI) proponendo attività, laboratori e giochi a sfondo mitologico e archeologico. In marzo e aprile la nostra sezione didattica, nostro fiore all'occhiello, avrebbe normalmente accolto moltissime scuole di ogni ordine e grado. #UNGIOCODARAGAZZI vuole essere un messaggio di incoraggiamento per i ragazzi a casa, le loro famiglie e i docenti, che utilizzano i nostri contenuti per fare didattica a distanza. Ci ha fatto particolarmente piacere essere contattati anche da case di riposo e centri terapeutici psichiatrici, che hanno richiesto i nostri materiali per i loro ospiti. Inoltre, il mercoledì è diventato il giorno di #SENTICHIPARLA: cosa si dicono le statue in un museo chiuso? Sentono la mancanza dei visitatori? Da questo spunto sono nati dei post ironici e simpatici che stanno avendo un ottimo riscontro di pubblico, segno che in questo periodo i musei e le istituzioni culturali hanno il compito non solo di far conoscere le loro opere ma anche di risollevare il morale. A questo proposito, ci stiamo già proiettando alla riapertura e da oggi partirà la rubrica #IoNonVedoLOra, in cui andremo a ripassare, sempre con stile spigliato, le regole comportamentali da tenere in un museo: dal "non toccare le opere" al "non si mangia in sala". In questo periodo di chiusura, i musei statali e non, grandi e piccoli, hanno fatto rete tra loro, anche a livello internazionale sfidandosi a colpi di social battle. Noi ne abbiamo lanciata una, #BELLEZZEACQUAESAPONE, in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua di domenica 22 marzo, invitando tutti i musei a postare foto di opere che riguardassero questo tema. Il feedback è stato molto positivo, infatti la sfida è stata accolta non solo da musei ma anche da soprintendenze e archivi. Ritenetevi tutti invitati al Museo Archeologico di Venezia non appena finirà l'emergenza".

Paolo Giulierini, Museo Archeologico di Napoli

"Il Mann prosegue la propria vita culturale, nonostante tutto, offrendo spazi di approfondimento e di riflessione che vanno dalle mostre virtuali e dai percorsi con google art ai corti di Lucio Fiorentino, dalle Mannstories alla nuova redazione in napoletano del videogame Father and Son. Ora più che mai il filo dei rapporti con il nostro pubblico va rafforzato. Ora più che mai va tenuta accesa la fiamma della speranza".

 Tiziana Maffei, Reggia di Caserta

"La Reggia di Caserta, come tutti i luoghi della cultura in Italia, in questo particolare momento storico sta affrontando una nuova importante sfida: quella di divulgare il proprio patrimonio a porte chiuse. Abbiamo ripensato alla comunicazione del nostro Museo, a nuove forme narrative e, grazie a un encomiabile lavoro di squadra del personale, riusciamo a proporre ogni settimana decine di iniziative attraverso il nostro sito internet, i social e altre piattaforme web. Stiamo affrontando questo periodo di difficoltà come un'opportunità per continuare nella nostra missione di incubatore di conoscenza e cultura ma anche per mostrare gli angoli più nascosti del Complesso vanvitelliano, per raccontare le storie intriganti dei personaggi che l'hanno animato, per svelare dettagli dei restauri e, perché no, anche per tenere la mano ai nostri visitatori costretti a casa. La realtà virtuale per un museo è complementare a quella effettiva: se prima del COVID -19 ci consentiva di accorciare le distanze, oggi ci chiede anche di mettere in gioco la capacità di costruire suggestioni, in attesa di restituire al pubblico lo spazio dell’emozione fisica che la magia della Reggia di Caserta possiede".

Christian Greco, Museo Egizio Torino

“Al sopraggiungere dell’emergenza sanitaria, fin dal primo istante in cui le porte del Museo Egizio si sono chiuse dinanzi il suo avanzare, privando le sale del loro consueto affollamento, ci siamo posti l’esigenza di mantenere viva la connessione col pubblico. In un periodo dell’anno caratterizzato da flussi importanti, il pensiero è subito andato alle centinaia di classi costrette a rinunciare alle consuete visite scolastiche di primavera, programmate da mesi. Ma anche alla moltitudine di visitatori e turisti in arrivo dall’Italia e dal mondo, nonché ai torinesi, ai piemontesi, alla nostra comunità di riferimento, che partecipa alle nostre conferenze, segue le iniziative speciali, anima le aperture straordinarie. È per loro, così come per tutte le persone che, durante l’isolamento, cercano nella cultura un’occasione di distrazione e arricchimento, che ci siamo impegnati per incrementare il ‘Museo digitale’, processo già avviato nei mesi scorsi e resosi nell’emergenza indispensabile. Dalla visita virtuale in 3D della mostra Archeologia Invisibile, alla piattaforma TPOP per la fruizione online della collezione papirologica, dalle pillole video con cui io e lo staff scientifico raccontiamo i reperti della collezione, fino alle mie “passeggiate” messe in onda a puntate ogni giovedì e sabato sul nostro canale YouTube: il Museo è vivo, attivo, vicino al suo pubblico anche in tempi di #iorestoacasa e pronto ad accoglierlo di nuovo non appena torneremo alla normalità”.

Simone Quilici, Parco Archeologico Appia Antica

"In questi giorni le attività del Parco Archeologico dell'Appia Antica procedono in modalità smart working. Il presidio dei siti attualmente chiusi al pubblico​ è garantito grazie all'impegno del nostro personale di vigilanza. Approfittiamo di questo momento di pausa forzata dalle attività dei cantieri e delle manutenzioni per ripensare ai percorsi di visita e mettere a punto nuove attività di valorizzazione del territorio.​ Speriamo che questa emergenza che ha portato tanti lutti e dolori in tutto il mondo si chiuda al più presto grazie all'impegno del mondo della scienza, conducendoci ad una nuova consapevolezza dei valori fondanti della convivenza sociale anche in rapporto al nostro patrimonio culturale. Il Parco si sta impegnando e continuerà a dare il suo contributo per una nuova ecologia della cultura, del turismo e del vivere in generale."

Alessandro Mandolesi, Montelupo fiorentino

"Il Sistema museale di Montelupo Fiorentino, imperniato sul Museo Archeologico e sul Museo della Ceramica, ha avviato sul proprio sito web un blog che raccoglie una serie di notizie e articoli tematici corredati di video, mini interventi e immagini, sotto il segno della ceramica di Montelupo. Si tratta di un racconto a più voci del museo e delle progettualità della Fondazione e del territorio, per documentare i progetti che abbiamo rimandato o che intendiamo realizzare in futuro. Si raccontano le curiosità della ceramica storica di Firenze, degli artigiani di oggi e degli artisti che hanno lavorato con noi. E che continueranno ancora in occasione della Festa Ceramica. Insomma, un buon modo di alimentare la comunicazione del museo e dare delle piccole anticipazioni sul futuro. Il blog (in onda da lunedì 6 aprile) vi racconta storie, esperienze e progetti sulla ceramica di Montelupo, del passato e del presente, con uno sguardo al futuro. Una serie di rubriche rivela notizie e propositi dietro le quinte della nostra organizzazione, a partire dal ruolo storico di grande protagonista nella produzione toscana fino alla diffusione nel mondo delle ceramiche montelupine, dalla conoscenza degli attuali artigiani alla loro preziosa interazione con l'arte contemporanea e il design. Proviamo a tenervi compagnia ricordando le edizioni di Cèramica, i Cantieri d'Arte, le nostre pubblicazioni e tutto il bello di questo territorio e delle sue capacità.
In questa difficile situazione Montelupo non si ferma e, in attesa della riapertura dei musei e della possibilità di organizzare nuove mostre e eventi importanti, attiva anche questa modalità fruibile da casa e che consente di rimanere in contatto virtuale con la nostra cultura e arte ceramica".

Giovanni Solino, Museo Provinciale Campano

https://www.facebook.com/museocampano/videos/668417080658557/

"La domanda contiene una sollecitazione che accolgo volentieri. In realtà, come Museo Campano, ma credo non solo noi, siamo stati colti un po' alla sprovvista dall'esplodere dell'emergenza Covid-19. La chiusura al pubblico e, immediatamente dopo, la pressante richiesta di mettere tutto il personale in lavoro agile, o smart working che dir si voglia, ci ha un po' scioccato e abbiamo impiegato qualche giorno per realizzare quanto ci stava accadendo. Se aggiungiamo che dal punto di vista della comunicazione, sia tradizionale che di tipo web, siamo in uno stato di grave arretratezza, completiamo un quadro di assoluta desolazione. Ripresici dallo shock, abbiamo provato a reagire. Abbiamo perciò attivato diversi canali social, da Fb a Instagram a YouTube, e stiamo per lanciare una prima campagna di comunicazione, che dovrà servire in primo luogo ad attrarre follower, o like, o visitatori. In queste ore daremo il via. Subito dopo cominceremo a pubblicare una serie di video, quasi degli spot, con i quali tanti amici del museo, docenti, studenti, artisti, rappresentanti delle istituzioni od accademici presenteranno qualche opera o reperto custodito dal nostro museo raccontando allo stesso tempo una storia, o un mito che l'opera o reperto reca in sé. Nel mentre questa catena di video sarà pubblicata, attiveremo anche dei forum di discussione con i nostri "amici" o "follower", in maniera da animare un vivace confronto e tenere sempre viva l'attenzione. Tutto questo richiede anche una forte implementazione sul piano delle immagini, che in questa fase non saranno soltanto intermediarie rispetto alla realtà museale bensì sostitutive, e perciò dovranno avere caratteristiche tecniche e artistiche oltremodo superiori rispetto a quelle tradizionali, e per questo pure ci stiamo attrezzando. Nello stesso tempo, speriamo di poter completare il lavoro, già avviato prima dell'emergenza, di realizzazione di un nuovo sito web, che vogliamo assolutamente innovativo e interattivo. L'appetito viene mangiando, come si dice, e perciò siamo convinti che sia nel corso dell'emergenza, che ci auguriamo possa finire quanto prima, sia soprattutto dopo, le nuove tecnologie e i nuovi sistemi di comunicazione trovino il Museo Campano non più in posizione di retroguardia ma in posizione di punta. Ogni crisi contiene sempre delle opportunità e noi faremo ogni sforzo per essere pronti a coglierle".

Marzia Cerzoso, Museo dei Bretti e degli Enotri

"Il Museo naturalmente, come tutte le istituzioni culturali, è chiuso al pubblico sin dal DPCM dell'8 marzo scorso e per sopperire a questa lontananza dal pubblico si sta molto impegnando nella promozione attraverso i social. Infatti sin dal giorno dopo della chiusura ci siamo attrezzati per poter offrire ai nostri visitatori, attraverso la nostra pagina Facebook, il nostro account Instagram e Twitter, delle occasioni varie per poter far sentire loro la nostra presenza. Abbiamo immediatamente aderito, come molti Musei italiani, all'iniziativa #iorestoacasa, che è diventato lo slogan delle nostre attività, attraverso le quali abbiamo creato iniziative tra le più varie per invitare i nostri follower a restare a casa e a seguirci attraverso il web. Pertanto, con un grande sforzo creativo, perché ogni cosa necessita di studio e approfondimento, ma che ci spinge a fare tutti i giorni compagnia al nostro pubblico, abbiamo proposto rassegne di approfondimento, giochi enigmistici ispirati alla collezione del Museo (ma non solo - tra l'altro per uno dei nostri giochi siamo approdati anche sulle pagine dell'inserto culturale del Corriere della sera), così da creare anche delle opportunità di svago in un momento come questo in cui spesso la paura e la preoccupazione prendono il sopravvento. Abbiamo partecipato alle challange lanciate da altri Musei italiani (per es. la sfida lanciata dal Museo Archeologico di Venezia domenica 22 marzo in occasione della Giornata mondiale dell'acqua), abbiamo aderito al #Dantedì il 25 marzo, iniziativa del MiBACT per ricordare Dante nella data che ricorda l'inizio del suo viaggio ultraterreno della Divina Commedia anticipando i festeggiamenti del prossimo anno per i 700 anni dalla sua morte. Domenica 29 marzo abbiamo partecipato al flashmob promosso dal MiBACT dal titolo #Artyouready per ricordare i tanti Musei oggi vuoti nella speranza che possano riempirsi di visitatori al più presto...insomma, tutta una serie di iniziative (che potrete visionare sui nostri canali social) che non ci tengono affatto inerti, ma che mantengono vivo il dialogo con il nostro pubblico, con l'augurio che dopo questo dialogo virtuale si possa riprendere il dialogo diretto, magari con una maggiore consapevolezza dell'importanza dei nostri Musei e del tanto lavoro che ci sta dietro. E speriamo che il nostro pubblico apprezzi".

Valentino Nizzo, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Nicoletta Frapiccini, Museo Archeologico Nazionale delle Marche

"La chiusura del Museo Archeologico Nazionale delle Marche ha comportato la cancellazione di molte attività didattiche, molti incontri con le famiglie, tante occasioni di incontro con bambini per attività ludiche e anche la chiusura di una mostra sul tema dell'acqua da poco allestita, che prevedeva visite già fissate con molte scolaresche.Abbiamo pertanto ritenuto imprescindibile proporre in altra veste e attraverso i social tutte le attività che avevamo già previsto, incrementandole con ulteriori percorsi virtuali da fruire su Fb, Instagram e Twitter.In primo luogo abbiamo riproposto 21 appuntamenti dal titolo "Pillole di Archeologia", servizi televisivi girati dalla TGR Marche, di pochi minuti ciascuno, dedicati all'illustrazione di un reperto particolarmente significativo o curioso esposto al Museo. Contemporaneamente abbiamo inserito una serie di post contrassegnati da #iorestoacasa, #andràtuttobene e #curiositàarcheologiche che illustrano altri reperti del Museo, in maniera giocosa o scherzosa, anche legata alla particolare situazione che stiamo vivendo, come i consigli su cosa fare a casa in queste lunghe giornate, prendendo spunto dal passato. Alcuni video o fotomontaggi hanno proposto inedite versioni dei nostri reperti, o hanno introdotto ugualmente i visitatori a curiosare nelle sale del Museo chiuso (#museichiusimuseiaperti) , mentre ai più piccoli sono state dedicate attività didattiche con laboratori da fare a casa, seguendo le istruzioni postate sul nostro profilo Fb: dal mosaico ai giochi da tavolo, dai laboratori di scultura alle realizzazioni con pane azzimo. Inoltre abbiamo aderito a varie campagne social, come #bellezzeacquaesapone, il Dantedì, e il Flashmob digitale lanciato dal MiBACT "Art you ready?", su Instagram. Inoltre saremo presenti nei prossimi giorni anche sul sito della Fondazione Marche Cultura con alcuni audiovisivi che illustreranno in maniera inedita alcuni temi legati al Museo, alla sua storia, ad alcuni reperti e alla sua prestigiosa sede, il cinquecentesco Palazzo Ferretti. I video in preparazione saranno inviati alla Fondazione Marche Cultura e ICOM Marche, che li posteranno attraverso la struttura del Social Media Team delle Marche. Anche se restiamo tutti a casa, possiamo visitare e giocare al Museo".

Massimiliano Valenti, Museo Civico Albano Laziale

https://www.facebook.com/189955664690848/posts/1075223472830725/

"Il mio lavoro come direttore è in modalità smart working, in accordo con l'amministrazione comunale. Le cose da fare non mancano! Per la specifica attività con i social-media, oltre ad aver informato il blocco delle attività e la chiusura dei musei, tramite il sistema museale "museumgrandtour", cui aderiamo, abbiamo lanciato una campagna di condivisione dei video dei singoli musei e ora degli articoli contenuti in una recente pubblicazione curata dal sottoscritto. Abbiamo anche realizzato la prima di una serie di riunioni in streaming con tutti i direttori del sistema per approntare anche altre iniziative sui social e andare avanti con gli altri progetti finanziati".

Marco Pierini, direttore dei Musei, Parchi Archeologici e ville storiche che fanno capo al Polo Museale dell’Umbria (di recente Direzione Regionale Musei dell’Umbria)

“Il patrimonio che i nostri Musei conservano è traccia e simbolo di resistenza, al tempo e alle contingenze. Per questa e per tante ragioni continueremo a raccontarli, con gli strumenti consentiti. E, per fortuna, sono tanti ed efficaci! Chiudere fisicamente non significa smettere di rispondere alla nostra missione di valorizzazione e promozione: significa trovare alternative che possano quantomeno regalare momenti di piacere e di conoscenza.
In questo momento di emergenza la comunicazione attraverso i social è di grande importanza, perché aiuta a mantenere il contatto con le comunità locali, per le quali il museo diviene una sorta di catalizzatore di affezioni comunitarie, che esorcizza in parte l’alienazione della situazione attuale..
Se oggi è difficile credere che possa essere la sola bellezza a salvare il mondo, è quanto mai attuale pensare che attraverso il nostro patrimonio possiamo ripercorrere la nostra storia e trovare in essa la certezza per un sereno domani. Per questo si è pensato di avviare delle rubriche in cui i fruitori sono parte attiva, raccontando in brevi video il loro rapporto con i monumenti del territorio.
Perché “l'arte non si può separare dalla vita. È l'espressione della più grande necessità della quale la vita è capace”, e allora quando il museo è chiuso, viene a cercarti, proponendo l’esperienza museale anche da casa.”

Anna Cinti, Museo Faldetta di Brindisi e Castello Dentice di Frasso Carovigno

Il Museo Faldetta, che si ringrazia per la foto

“Subito dopo l’emergenza, appena chiuse le due strutture culturali (Museo e Castello), si è avviata una più intensa campagna social, seguendo le direttive del ministro Franceschini. Ogni giorno si pubblica sulle pagine social. In più è stato avviato un rapporto con le scuole della città, tramite la didattica museale, ad esempio iniziative riguardanti le classi ceramiche dei vasi greci e romani.”

Il Castello Dentice di Frasso Carovigno. Foto di Claudia Di Cera

Katiuscia Di Rocco, Biblioteca Arcivescovile De Leo 

Biblioteca De Leo. Foto di Claudia Di Cera

“Non è cambiato molto dall’inizio dell’emergenza, anzi l’utenza è aumentata, si lavora molto bene via Internet.
Si continua a lavorare!
Le collaboratrici lavorano alacremente con il software da casa.
La direttrice, due volte alla settimana, in sicurezza, si reca in biblioteca e lavora per inviare i documenti richiesti.
L’utenza non ha smesso di fruire dei servizi erogati, infatti giungono richieste tramite email alla Biblioteca, sia dall’Italia sia dall’estero, con domande, di confronti bibliografici, riviste, ecc.
Sulla pagina social della Biblioteca, troviamo piacevoli approfondimenti, su documenti, sulle preziose Cinquecentine, e altro ancora!”

Donato Coppola, Museo Civico di Ostuni, Museo Diocesano, Parco Archeologico di Santa Maria di Agnano

Il Museo di Ostuni. Foto di Claudia Di Cera

“Come previsto dal DPCM del 1 aprile 2020, il Museo Civico di Ostuni, il Museo Diocesano ed il Parco Archeologico di Santa Maria di Agnano resteranno chiusi fino al prossimo 13 Aprile. Le altre informazioni sono recuperabili dal sito Museo di Ostuni.
Per mantenere il legame con il Bene Culturale ostunese, si consiglia di consultare il sito Internet e la pagina social del museo.”

Il Museo di Ostuni. Foto di Claudia Di Cera

 

Emilia Mannozzi, Polo BiblioMuseale di Brindisi (Museo Archeologico Ribezzo e Biblioteca Comunale)

Statua bronzea di Lucio Paolo. Foto di Claudia Di Cera

“Noi siamo un Polo BiblioMuseale, Museo e Biblioteca sono un’unica cosa.
Quando è scattata l’emergenza siamo stati presi alla sprovvista, costretti ad “abbandonare” il Bene Culturale, e improvvisamente il Museo è stato chiuso dalla Regione Puglia.
Ma subito si è partiti con lo smart working!
Si è pensato, con i preziosi collaboratori, ad un nuovo approccio lavorativo per continuare ad offrire una fruizione, seppur limitata dal non contatto dal vivo, ma comunque cercando di rimanere il più vicini possibili al pubblico, di tentare di diffondere la cultura materiale, il patrimonio.
Allora si è cercato di attivare una fruizione il più interattiva possibile.”
Certo, la presenza all’interno del museo è un conto, il rapporto emozionale che si instaura durante una visita “fisica” del museo è un qualcosa di unico, il vedere dal vivo, “non è lo stesso vedere il Lucio Paolo in foto”, dice rammaricata la Direttrice Mannozzi.

 

MAPRI, Museo Archeologico Provinciale Ribezzo di Brindisi. Foto di Claudia Di Cera

“Ma anche con la presenza virtuale si cerca di mantenere un contatto con il Bene Culturale, ovviamente, si auspica che si torni alla normalità. Per cercare di far conoscere il patrimonio esposto, anche con il museo fisicamente, chiuso, si è pensato a delle pillole on line, per avvicinare un più vasto pubblico.
Quindi, a breve sui social, partirà una intensa campagna di fruizione virtuale dei reperti archeologici presenti all’interno del museo.
Tema conduttore sarà la donna, la sua cura, la sua persona, la bellezza.
È nata l’idea di creare delle piccole schede, nelle quali, attraverso un linguaggio divulgativo, si tenta di far conoscere un oggetto del museo, legato al tema della cura della donna.”

“La Biblioteca ha attivato immediatamente lo smart working, tutto si svolge online. Già dal 18 di marzo, è stata inviata una email a tutti gli utenti.
Tutti i servizi digitali sono aperti, la biblioteca - virtualmente - non è chiusa, anzi è molto attiva! Proprio nei primi giorni della chiusura materiale della struttura bibliotecaria e attivando il servizio online, si è avuta un’impennata di richieste da parte degli utenti.
Il Polo BiblioMuseale offre una totale disponibilità, ovviamente online, di servizi, per permettere a chiunque di non avvertire la chiusura materiale della struttura. Le risorse sono accessibili anche senza registrazione.
A breve partirà, sui social, una mostra virtuale, “Saluti da Brindisi”, tramite un percorso guidato, sulle cartoline d’epoca di proprietà della Biblioteca.
La cultura non si ferma, è pronta a riaprire più forte di prima!”

Manuela Puddu, Museo archeologico nazionale di Cagliari

https://www.facebook.com/MuseoArcheoCA/videos/269432917406176/

"Il Museo archeologico Nazionale di Cagliari da tempo investe sui temi dell’accessibilità: anche per questo il sito del Museo e i suoi canali social sono costantemente arricchiti di contenuti che puntano a raggiungere i fruitori più lontani. A maggior ragione nella presente circostanza stiamo cercando di percorrere tutte le strade a disposizione per uscire dalle mura del Museo e raggiungere coloro che sono impossibilitati a venire da noi.
Abbiamo per questo rafforzato iniziative già presenti sui nostri social: per esempio la rubrica #vetrineaperte su Facebook, che illustra in ciascuna “puntata” una vetrina diversa e nel post successivo un reperto con una storia particolarmente interessante o poco nota; o ancora la rubrica #piccolioggettigrandebellezza su Twitter, che presenta un gran numero di gioielli o altri reperti di dimensioni molto piccole normalmente non esposti. Sempre sui social sono state attivate delle iniziative speciali per questo periodo, come, su Twitter, la rubrica #oggettidicasa, che presenta tutti quegli oggetti di uso domestico che dalle vetrine del museo raccontano la quotidianità delle case dei millenni passati, nell’ambito delle campagne nazionali #iorestoacasa e #laculturanonsiferma. Anche sul sito del Museo abbiamo attivato la rubrica #vetrineaperte, per riproporre, in modo più sistematico e più facilmente raggiungibile, il racconto che è stato pensato per l’allestimento del Museo archeologico e mettere in evidenza le storie più curiose o sconosciute. A partire dal 3 aprile, inoltre, il Museo archeologico di Cagliari ha aperto online i suoi quattro piani con il tour virtuale! I visitatori hanno la possibilità di ripercorrere, attraverso la navigazione all’interno di 15 immagini a 360°, le sale che espongono i reperti che amano oppure di esplorarle per la prima volta e ripromettersi una visita reale alla riapertura. La vita del Museo è nel contatto coi cittadini e nel continuo scambio che avviene tra noi e loro. In questo momento non possiamo vederci fisicamente, ma le grandi possibilità che ci offre la tecnologia ci consentono di tenere stretti i legami e riprometterci di incontrarci il prima possibile, ancora insieme".

Flaminia Gennari Santori Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini e Galleria Corsini

https://www.facebook.com/BarberiniCorsini/videos/248424432999486/

"Il nostro museo, dalla sottoscritta a tutti i funzionari e le persone che ci lavorano, è impegnato innanzitutto a riprogrammare le attività previste. Stiamo dialogando con i prestatori delle opere delle mostre in corso (Orazio Borgianni. Un genio inquieto nella Roma di Caravaggio, a cura di Gianni Papi a Palazzo Barberini, e Rembrandt alla Galleria Corsini: l’Autoritratto come san Paolo, a cura di Alessandro Cosma alla Galleria Corsini) per avere la possibilità di prorogarle. Stiamo in generale ragionando sulla programmazione 2020-2021 per mantenere tutti gli impegni presi: la riapertura delle sale dedicate al Cinquecento, l’inaugurazione delle nuove sale dedicate alle mostre temporanee a Palazzo Barberini, e la conclusione dei lavori di rinnovamento delle sale di ingresso di Galleria Corsini. Nel frattempo ci relazioniamo con il nostro pubblico consolidando la nostra presenza sui canali social per essere aperti nelle modalità consentite in questo periodo di crisi cercando di assolvere al nostro compito. La nostra redazione (a cura di Nicolette Mandarano con Paola Villari e Giuseppe Perrino) sta intensificando la narrazione del museo e delle mostre su Facebook, Twitter e Instagram. Alcune rubriche raccontano il museo (#lacollezione, in cui vengono descritte le opere esposte e #andavadimoda per scoprire, attraverso i quadri più importanti, i dettagli della moda del passato) e le due mostre in corso con storie, curiosità, dettagli di allestimento e brevi video con i due curatori. Il 14 aprile inauguriamo una nuova rubrica: #fictionbarberini, in cui raccontiamo Palazzo Barberini attraverso cinema e letteratura. Manteniamo il contatto con il nostro pubblico condividendo su INSTAGRAM con #vistidavoi e #conivostriocchi le foto più belle che i visitatori condividono con il Museo".

Bernardo Agrò, Parco Archeologico Selinunte e Cave di Cusa

Parco Archeologico di Selinunte
Parco Archeologico di Selinunte. Foto di Alessandra Randazzo

In questo momento di grande congiuntura legata alla emergenza che viviamo tutti con estrema attenzione, un ruolo significativo è assunto dal patrimonio culturale e dalla bellezza che ne concerne e che certamente potrà dare un forte impulso al sostegno sociale attivando specifici processi che aiuteranno a riconoscersi in rinnovate relazioni. La bellezza, che si manifesta attraverso le opere artistiche e architettoniche armoniosamente proporzionate, attraverso i dispositivi museografici di Franco Minissi oggi in restauro e inediti, costituisce per l’osservatore un invito a meravigliarsi affinché possa esso stesso di fronte al bello essere capace di crearlo in un mutuo crescendo di emozioni. I templi di Selinunte, concepiti attraverso un accurato studio formale come modelli ideali di perfezione, maestosi, si presentano come protagonisti della memoria di una città che tra le colonie greche di Sicilia ebbe un ruolo predominante e che ancora oggi conserva uno spiccato fascino. Tuttavia, è bene sapere che il Parco ha un “oltre il recinto”, si estende infatti alle Cave di Cusa, uno spazio dal rinomato fascino che rappresenta l’officina dei templi di Selinunte, dove il cantiere è visibile, ancora vivo e ripercorribile nello spazio e nel tempo. Ancora un’altra atmosfera, che merita di essere vissuta è quella de Il Museo del Satiro di Mazara del Vallo con la sua opera d’arte antica unica, il Satiro danzante, una delle più importanti evidenze della bellezza classica mediterranea. Le collezioni preistoriche del Castello Grifeo fanno da sommario, incuriosendo alla riscoperta dei resti archeologici di Partanna. Un sistema museale, quello del Parco, che offre al pubblico circuiti di visita coinvolgenti da un punto di vista emotivo e sensoriale. Questo stesso momento è stato ritenuto un prioritario step per un più intenso lavoro di programmazione. A far data dal nuovo insediamento della nuova direzione, condotta dall’arch. Bernardo Agrò, infatti, sono stati programmati, e in parte già attuati, vari interventi volti al riordino ed alla riorganizzazione degli standard di accoglienza e di fruizione del Parco di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria. Pertanto, il Parco continua il suo corso de “I Cantieri”, integrando a quanto già in realizzato adeguati dispositivi per la riorganizzazione, in attesa della ripartenza. A rafforzare questo percorso di ripartenza si annoverano insigni ospiti nonché grandi gruppi imprenditoriali, soprattutto legati al mondo della comunicazione, quali Google, i quali diventano loro stessi partner del parco di Selinunte in attività di valorizzazione in una continuità di azione che vede il nostro luogo quale grande scenario per le attività di promozione per rilanciare il Concept “Grande Selinunte”.

 

 

 

 

 

musei chiusi direttori
L'Italia ripresa nella sua interezza dalla ISS (2014). Foto NASA, licenza

Ercolano

“Lettere dal passato”: tornano le Tavolette cerate di Ercolano

In questi giorni, sotto l’hashtag #iorestoacasa, il Parco Archeologico di Ercolano ricorda, tramite la sua pagina Facebook, una vicenda relativa alla Casa del Bicentenario, già raccontata in un documentario realizzato nel 1953 da Antonio Federici, dal titolo “Lettere dal Passato”.

Da alcune tavolette di cera, sepolte in seguito all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e ritrovate grazie agli scavi del sito archeologico, emerge una storia che vede contrapposte due donne: una appartenente alla famiglia dei Petronii-Calatorii, molto in vista nella comunità e probabile proprietaria della Casa del Bicentenario all’epoca dell’eruzione, Calatoria Themis; l’altra, è Petronia Justa, figlia di Petronia Vitalis, che fu schiava della famiglia.

Il documentario radiofonico “Lettere dal passato” realizzato da Antonio Federici fa riferimento alle Tavolette cerate di Ercolano, il materiale più economico su cui scrivevano i Romani: piccole tavolette che messe insieme costituivano dei libretti detti dittici, trittici o polittici a seconda del numero di tavolette.

Spalmate di cera, ci si incidevano le parole con uno stilo acuminato; un sistema riciclabile perché grattando via il testo, lo strato di cera poteva essere cancellato per poterci riscrivere. Le “Lettere dal passato” sono dunque quelle tavolette che dopo duemila anni sono giunte fino a noi attraverso le mani esperte degli archeologi che le hanno analizzate e interpretate. Il documentario esplora la genesi di questi straordinari reperti con le testimonianze dirette dei professori: Vincenzo Arangio Ruiz (Giurista, esperto di Diritto Romano); Giovanni Pugliese Caratelli (Storico dell’antichità) e Amedeo Maiuri (Archeologo) che insieme hanno impiegato le loro conoscenze in un’appassionata ricerca, spesso difficile per le lacune dei ritrovamenti e per la frammentarietà dei resti.

Gli studiosi, ai microfoni della radio, raccontano le tappe fondamentali di questi importanti rinvenimenti, parlano di alcuni abitanti dell’antica Ercolano divenuti familiari attraverso le storie che man mano si delineavano dopo la decifrazione delle tabelle. Si soffermano in particolare su una serie di tavolette di argomento giudiziario ritrovate in occasione della scoperta della Casa del Bicentenario (nota anche con il nome dell’ultimo proprietario dell’abitazione Lucio Cominio Primo). Si tratta di una serie di documenti riguardanti il cosiddetto “Processo di Giusta”, una causa promossa nel 76 d.C dalla giovane Giusta Spurii contro una ricca ercolanese: Calatoria Temide. La donna per entrare in possesso dell’eredità lasciata alla ragazza da sua madre Petronia Vitale, sosteneva che Giusta fosse nata quando Petronia era ancora una schiava in casa sua. Il processo doveva accertare se Giusta fosse nata da una ex schiava prima o dopo la sua affrancatura, la sentenza emessa non è stata rinvenuta e, dunque, la conclusione del processo è sconosciuta.

La conservazione di questi piccoli reperti carbonizzati fa di Ercolano un caso unico in tutto il mondo romano, un osservatorio privilegiato sul mondo antico, che aiuta a comprendere aspetti più disparati dalla diffusione della scrittura a tutte le classi sociali, agli aspetti legati al diritto privato romano, ma anche a conoscere da vicino tantissimi nomi e mestieri degli abitanti della città antica.

Ercolano Lettere dal Passato Tavolette Cerate di Ercolano
Scavi di Ercolano. Foto di Lalupa, CC BY-SA 3.0

Va tutto buono? Il videogioco Father&Son è ora anche in Napoletano, e presto vedremo il sequel!

Ricordate Father&Son, il primo videogioco narrativo in 2D a scorrimento laterale, realizzato dall’Associazione TuoMuseo, prodotto dal MANN - Museo Archeologico di Napoli, e successivamente lanciato in tutto il mondo? Da oggi 27 marzo sarà possibile scaricare anche la versione in Napoletano del gioco, sia su Google Play che su App Store!

Questa versione rappresenta un unicum nel suo genere, e vuole celebrare sia la dignità della lingua che la divulgazione culturale, la condivisione sociale e la promozione tecnologica del patrimonio.

Father&Son Napoletano

Il processo di traduzione in Napoletano è stato svolto grazie al lavoro portato avanti dall’avvocato Vincenzo De Falco, curatore del noto compendio sull’“Alfabeto napoletano”; lo screening per la selezione dei vocaboli è stato basato su una ricerca “sul campo”, in cui il lavoro di squadra tra linguisti e studenti dei quartieri popolari della città si è intrecciato ai diversi linguaggi della comunicazione, partendo dalla canzone. La scelta del traduttore si è concentrata su vocaboli correnti e mai stilizzati che hanno mantenuto, nel corso del tempo, lo stesso significato (cosa non sempre frequente nelle veloci evoluzioni della lingua). Nella versione “partenopea” del game, è sottolineato, ancora, il verosimile utilizzo del napoletano come base del parlato alla corte dei Borbone: una dimestichezza linguistica tanto diffusa da essere probabilmente “esportata” ed applicata anche nei rapporti diplomatici all’interno dell’entourage di Caterina di Russia.

I numeri raccontano il successo di “Father&Son”: 4 milioni di download in 97 paesi del mondo (tra i quali si segnala un particolare interesse da parte della Cina, da cui proviene il 43% dei giocatori), un indice di gradimento di 4.5 su App Store e 4.6 su Google Play, 920 mila ore spese dagli utenti (per la maggior parte adulti over 35) per completare i diversi livelli della sfida e, dal prossimo 20 aprile, il gioco sarà disponibile anche in tedesco e giapponese, portando a 10 il numero delle lingue disponibili.

Una delle scommesse più significative del videogioco, infatti, resta quella di allargare le maglie del racconto grazie all'ampliamento del sistema delle traduzioni ed alla proiezione della storia in una seconda ed avvincente puntata, che verrà lanciata in autunno: dalla simbolica storia di un ragazzo, che riscopre il padre scomparso grazie ad un suggestivo viaggio di riconoscimento nella sale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, si passerà, nella continuazione del racconto, ad un percorso sulle infinite possibilità della vita.

Father&Son Napoletano

Lavorare oggi sulla digitalizzazione e l'innovazione dei Musei, fortemente voluta e sostenuta dal Mibact, vuol dire lavorare anche sul gaming, ormai riconosciuto strumento di condivisione e accessibilità”, commenta il Direttore del Museo, Paolo Giulierini. Farlo nella difficilissima situazione attuale, che ha imposto una forte accelerata in questo senso all'intera società italiana, ci motiva sempre di più nel percorso intrapreso tre anni fa con Father & Son. Avrà quindi un sequel, già quasi pronto e che lanceremo il prossimo autunno. E anche questa seconda puntata manterrà un’altissima qualità artistica grazie alla creatività del team di Fabio Viola, eccellenza italiana del settore. Da aprile intanto saranno rilasciate le versioni in tedesco e giapponese e, in questi giorni, una deliziosa 'traduzione' in napoletano della 'prima puntata'. Confesso che vedere il giovane Michael passeggiare verso il Museo Archeologico tra la folla, i colori e i rumori del traffico, chiacchierando nella lingua di Eduardo, tra un caffè e un calcio ad un pallone, mi ha commosso ed emozionato. Si tratta di una versione alla quale tengo particolarmente, anche perché è stata realizzata insieme ad un gruppo di studenti dei quartieri popolari della città e che ora approda, insieme alle altre nove traduzioni, sulle piattaforme mondiali. Coinvolgere grazie a una esperienza ludica, allargare le conoscenze con un linguaggio nuovo e globale per raccontare al mondo la nostra storia: ora che il binomio cultura-videogiochi non fa più paura credo, infine, che prodotti come Father&Son possano essere utilizzati con profitto anche nella scuola digitale. Presto torneremo a 'sbloccare' tutti insieme il nostro gioco nelle sale del meraviglioso MANN”.

Secondo Ludovico Solima (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”), ideatore del videogame Father&Son, Lo sforzo compiuto dal Museo nel rendere disponibile l'app in un numero così elevato di lingue (dieci) è giustificato dal successo internazionale di Father&Son, giunto alle soglie dei 4 milioni di download da ogni parte del mondo. L'Italia, nella classifica per Paese, pesa infatti poco più del 7%. La versione in napoletano è spiegata dalla volontà del Direttore del MANN, Paolo Giulierini, di cogliere un'occasione per rafforzare sempre più il radicamento del museo con il proprio territorio di appartenenza. A ciò si aggiunge la consapevolezza della dignità del dialetto Napoletano, tale da essere considerato una lingua a tutti gli effetti”.

Nell’attesa del lancio del sequel di “Father&Son”, vi proponiamo alcune anticipazioni sui contenuti della nuova puntata: i giocatori potranno seguire le storie parallele che si profilano nella vita di una donna napoletana, Gloria.

Partendo da una tipica situazione di crossroads esistenziali, la protagonista si troverà a visitare le collezioni del MANN, incontrando alcuni personaggi che hanno segnato la storia antica e quella più recente, in un suggestivo cortocircuito temporale tipico della prima edizione del game. Il viaggio di Gloria toccherà il Tempio di Iside e le sale degli Affreschi, si soffermerà sulla Villa dei Papiri e sulla collezione Farnese, per poi scoprire anche la sezione “Preistoria e Protostoria” del Museo: tra i capolavori dell’arte antica, Gloria troverà ispirazione nel tormentato amore di Cleopatra. Inoltre, osservando le documentazioni fotografiche presentate nella recente mostra “Hercules alla guerra” (MANN, settembre 2018/gennaio 2019), Gloria diventerà donna ed eroina nella Napoli delle Quattro Giornate.

Father&Son è diventato simbolo internazionale di un nuovo modo di raccontare il patrimonio”, commenta Fabio Viola, Fondatore dell’Associazione “TuoMuseo” e Game Designer, che aggiunge: “Milioni di persone si sono commosse seguendo la vita di Michael ed il valore universale delle emozioni. I reperti nelle teche ci aiutano a scoprire scelte morali, amori e paure provate da tutti noi tanto nell’Antico Egitto quanto oggi. Napoli è diventata il set di una nuova mitologia contemporanea che ha toccato, ed a volte cambiato, la vita di oltre 4 milioni di persone. Ed il Mann ha scoperto per primo come il linguaggio del videogioco possa aiutare a creare una saldatura tra il passato ed il futuro rendendo emozionante vivere il presente”.

Si ringrazia l'Ufficio comunicazione, rapporti con gli organi di informazione, marketing e fundraising MANN per le foto, il video e i materiali forniti.