14 Dicembre 2015
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Dormire meno, dormire meglio. Queste, secondo un nuovo studio, opera di ricercatori della Duke University, sarebbero le tendenze evolutive che hanno caratterizzato la nostra specie rispetto ad altri mammiferi.
Rispetto alle centinaia di mammiferi (tra i quali si contano 21 primati) presi in considerazione dall’esperimento, il sonno nei moderni umani sarebbe più efficiente. Le sette ore di sonno mediamente richieste si confrontano con le 14-17 del macaco nemestrino e del microcebo murino. L’efficienza si misurerebbe nel raggiungimento di stadi più profondi del sonno che durano più a lungo rispetto alle altre specie.
Lo studio propone una spiegazione: l’efficienza sarebbe determinata dalle pressioni derivanti da predatori e conflitti all’interno del gruppo, oltre che da benefici derivanti dall’interazione sociale. Il sonno più profondo avrebbe poi avuto anche conseguenze positive per le abilità cognitive.

Lo studio “Sleep intensity and the evolution of human cognition“, di David R. Samson e Charles L. Nunn, è stato pubblicato su Evolutionary Anthropology.
Link: Evolutionary AnthropologyDuke University; Daily MailTime.
Il lemure microcebo murino (Microcebus murinus), foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Charlesjsharp (photographer: Gabriella Skollar; editor: Rebecca Lewis).
 

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