12 Dicembre 2014
Due nuove mostre dagli Uffizi: “L’Amico rivisitato. Amico Aspertini e altri bolognesi”, e “Ieri. I Musei”, proposta dal Gabinetto Fotografico agli Uffizi.

Firenze – Amico Aspertini – Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi: mostra online (e in originale) per i disegni di Amico Aspertini

Si inaugura oggi, venerdì 12 dicembre, la mostra online dal titolo L’Amico rivisitato. Amico Aspertini e altri bolognesi, che nasce all’interno del Progetto Euploos, programma interdisciplinare volto alla rivisitazione critica dell’intera collezione di disegni del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.
Curata dalla direttrice dell’Istituto, Marzia Faietti – con Roberta Aliventi, Laura Da Rin Bettina, Michele Grasso, Giorgio Marini e Raimondo Sassi -, la mostra si avvarrà di un catalogo scientifico che da domani sarà permanentemente disponibile sul sito web del Polo Museale Fiorentino all’indirizzo http://www.polomuseale.firenze.it/gdsu/euploos/#/mostreonline, mentre le opere in originale verranno allestite nella sala espositiva Edoardo Detti del GDSU e visibili fino all’8 febbraio 2015, dal martedì alla domenica (ore 8.15-18.50, ingresso libero con il biglietto della Galleria degli Uffizi).
In totale si tratta di 37 disegni provenienti dalle collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, che permettono di rileggere sia la produzione di Amico Aspertini, sia dell’ambiente dove questi si formò.
UNA RIVISITAZIONE CRITICA
La recente analisi del vasto nucleo di fogli attribuiti storicamente ad Amico Aspertini (Bologna, 1473/75-1552) ha consentito una ricostruzione filologicamente coerente delle opere di sicura autografia, concorrendo a illustrare alcuni aspetti della sua poliedrica ricerca grafica caratterizzata da diverse tecniche artistiche. Esse spaziavano dall’uso dell’inchiostro diluito, della biacca e di pigmenti colorati, per ottenere effetti pittorici destinati progressivamente a sfaldare le forme; all’adozione della penna, sottile o larga e declinata in molteplici modi (dalla linea a puro contorno, al tratteggio parallelo, al vigoroso tratto incrociato, quest’ultimo in parte assimilabile al segno silografico).
L’esame di una ristretta selezione di disegni dovuti ad alcuni artisti coevi ad Aspertini, bolognesi di nascita o d’adozione, quali Biagio Pupini e Bartolomeo Ramenghi, detto Bagnacavallo, nonché dei due più rilevanti pittori in Bologna che lo avevano preceduto, Lorenzo Costa e Francesco Raibolini, detto il Francia, e del figlio maggiore di lui, Giacomo o Jacopo Raibolini, offre inoltre uno spaccato del contesto in cui Aspertini si formò e  in seguito operò, consentendo una comprensione a tutto tondo della sua produzione disegnativa.
Comune denominatore nell’arte di Amico sono l’interesse per l’antico e la riflessione sui diversi maestri a lui contemporanei, come Michelangelo, Raffaello e i veneti; tali predilezioni si coniugano, poi, con la cultura nordica tedesca, conosciuta non solo attraverso la circolazione delle stampe, e reinterpretata alla luce di una continuità ideale dell’artista con la tradizione più icastica ed espressionistica del Trecento bolognese.

Firenze – Musei ieri – Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi – Mostra fotografica

Ma com’erano “Ieri. I Musei”?
Lo rivela una mostra del Gabinetto Fotografico agli Uffizi
C’è anche un’elegante immagine in bianco e nero della Gioconda di Leonardo da Vinci nella Sala degli Autoritratti degli Uffizi – scattata nel dicembre del 1913 – nella mostra che si è inaugurata oggi, nella Sala del Camino del complesso Vasariano con il titolo “Ieri. I Musei”.
Curata dalla direttrice del Gabinetto Fotografico della Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino, Marilena Tamassia, fino al prossimo 1° febbraio 2015 (dal martedì alla domenica ore 8.15-18.50, libero accesso con il biglietto d’ingresso agli Uffizi) l’esposizione propone una cinquantina di fotografie storiche, scelte tra le migliaia disponibili, scattate dagli operatori interni del Gabinetto Fotografico – fondato nel 1904 – unitamente al materiale realizzato in anni precedenti. Si tratta di scatti che testimoniano le mutazioni avvenute nell’esposizione delle opere d’arte nei musei, nell’arco di circa un trentennio e che riguarda alcuni allestimenti storici della Galleria degli Uffizi, della Galleria dell’Accademia, della Galleria d’Arte Moderna, del Museo di San Marco e del Cenacolo di San Salvi realizzati tra la fine dell’Ottocento e il 1920 circa.
Oltre al capolavoro di Leonardo temporaneamente esposto agli Uffizi (in seguito al suo ritrovamento dopo il furto del 1911 al Louvre), è possibile ammirare un allestimento poco noto della Tribuna del David, nella Galleria dell’Accademia, così come una curiosa soluzione espositiva di alcune colonne nel Chiostro di San Domenico del Museo di San Marco.
Questa sorta di indagine a ritroso nel tempo documenta i cambiamenti di percorsi espositivi, di allestimenti e di fruizione del museo come contenitore di opere d’arte e come promotore culturale, cambiamenti che la fotografia aiuta molto a evidenziare.
La visita al museo dei primi del Novecento era parte di percorso di istruzione: vi si entrava come in chiesa, aggirandosi tra le sale con occhio ammirato e guida alla mano. Le fotografie storiche in mostra presentano sale vuote, silenti, spazi carichi di storia dove si consuma il rito dell’iniziazione culturale.
Nel XIX secolo riprodurre le sale dei musei per mezzo della fotografia non era semplice, richiedeva tecniche e saperi agguerriti: era necessario un tempo di posa lungo nelle varie sale, che spesso avevano un’illuminazione adeguata alla conservazione, ma non agli scatti fotografici. I fotografi “primitivi” hanno saputo superare i limiti imposti dalla tecnica, regalandoci queste inquadrature suggestive di ampi spazi silenti e malinconici, che contrastano con la folla variopinta di oggi.
Le fotografie di allestimenti museali storici sono sia strumenti utili per il processo di costruzione dell’immagine dei musei stessi, sia un documento di rara importanza e bellezza. Infatti i fotografi, come le guide, forniscono al viaggiatore una documentazione essenziale e condensata dei musei e dei capolavori che li attendono.
La scelta antologica della mostra impone limiti precisi, che non consentono una completa presentazione di tutte le fotografie degli allestimenti storici dei musei fiorentini, bensì una selezione rappresentativa della grande ricchezza dell’archivio del Gabinetto Fotografico della Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino.

 
Come da MIBACT 1, 2; Redattrice Lucia Mascalchi