4 Febbraio 2016

Hohle Fels, dalle Alpi Sveve in Germania. Credit: © Alb-Donau-Kreis Tourismus
Hohle Fels, dalle Alpi Sveve in Germania. Credit: © Alb-Donau-Kreis Tourismus

Un nuovo studio ha preso in esame il mtDNA dai resti (ossa e denti) degli antichi abitanti dell’Europa per un periodo di circa 30 mila anni, compreso tra il Tardo Pleistocene e gli inizi dell’Olocene. La sorpresa maggiore per gli studiosi è venuta dal rilevamento di un cambiamento considerevole, di uno vero e proprio sconvolgimento verificatosi attorno a 14.500 anni fa.
Il materiale preso in considerazione dallo studio riguarda 55 DNA mitocondriali (mtDNA) completi di cacciatori raccoglitori provenienti da Italia, Germania, Belgio, Francia, Repubblica Ceca, Romania, per un periodo che va da 35 mila a 7 mila anni fa. Il DNA mitocondriale viene trasmesso per via materna. Lo studio ha rilevato che il più recente antenato comune dei moderni mtDNA non africani rivela un’unica, tarda e rapida dispersione non meno di 55 mila anni fa.
Foto da les Closeaux at Rueil-Malmaison, Bacino di Parigi, Francia. Credit: L. Lang
Foto da les Closeaux at Rueil-Malmaison, Bacino di Parigi, Francia. Credit: L. Lang

Alla fine dell’ultima Era Glaciale si sarebbe verificato un notevole ricambio della popolazione europea. Tre individui provenienti da Belgio, Francia, Germania, presentavano tutti l’aplogruppo M, assente nei moderni europei ma invece tipico delle moderne popolazioni dell’Asia, dell’Australasia, e dei Nativi Americani. Gli individui datano a prima del collo di bottiglia dell’Ultimo Massimo Glaciale, un periodo di instabilità climatica alla fine del Pleistocene.
La dispersione umana in Eurasia e Australasia è dibattuta, per numero di espansioni e tempistiche relative. Le proposte riguardanti la dispersione dei non africani comprendono due modelli: una singola dispersione o dispersioni multiple. Molte varianti sono state presentate. La scoperta dell’aplogruppo M fa ritenere agli autori dello studio che non tutti i non Africani si dispersero rapidamente da una sola popolazione. A partire dall’Ultimo Massimo Glaciale (25 mila anni fa), popolazioni di cacciatori raccoglitori si sarebbero ritirate in supposti rifugi, per essere sostituite attorno a 14.500 anni fa da popolazioni provenienti da altri luoghi. Un importante capitolo della storia umana che finora era sconosciuto.

Sepoltura 16 di Dolnte Vestonice, Moravia meridionale, Repubblica Ceca. Credit: Martin Frouz
Sepoltura 16 di Dolnte Vestonice, Moravia meridionale, Repubblica Ceca. Credit: Martin Frouz

 
Lo studio “Pleistocene Mitochondrial Genomes Suggest a Single Major Dispersal of Non-Africans and a Late Glacial Population Turnover in Europe”, di Cosimo Posth, Gabriel Renaud, Alissa Mittnik, Dorothée G. Drucker, Hélène Rougier, Christophe Cupillard, Frédérique Valentin, Corinne Thevenet, Anja Furtwängler, Christoph Wißing, Michael Francken, Maria Malina, Michael Bolus, Martina Lari, Elena Gigli, Giulia Capecchi, Isabelle Crevecoeur, Cédric Beauval, Damien Flas, Mietje Germonpré, Johannes van der Plicht, Richard Cottiaux, Bernard Gély, Annamaria Ronchitelli, Kurt Wehrberger, Dan Grigourescu, Jiří Svoboda, Patrick Semal, David Caramelli, Hervé Bocherens, Katerina Harvati, Nicholas J. Conard, Wolfgang Haak, Adam Powell, Johannes Krause, è stato pubblicato su Current Biology.
Link: Current BiologyEurekAlert! via Cell Press