Come Sanremo, come il Campionato di calcio, come X Factor, il Premio Strega è un rito italiano che molti criticano ma al quale, in fondo, siamo tutti affezionati, se non altro per la possibilità di dirne male.

Nazione tutto sommato attaccata alle istituzioni, la nostra: e pertanto il più prestigioso premio letterario italiano – istituito nel 1947 a Roma da Maria Bellonci e da Guido Alberti, produttore del noto Liquore Strega – è uno di quegli appuntamenti a cui il mondo letterario non sa rinunciare.

E non a torto, se si considera quali e quanti autori ne sono stati insigniti in 72 anni d’attività: da Flaiano a Pavese, da Moravia a Bassani, da Landolfi a Primo Levi a Eco e a tanti altri. Anche solo entrare nella “cinquina” dei finalisti è un ambito traguardo per scrittori navigati o esordienti.

La prima novità che colpisce di questa LXXIII edizione del Premio è la presenza di ben tre donne su cinque finalisti, in riconoscimento della lunga strada ormai compiuta dalle lettrici/scrittrici, zoccolo duro della scuola e della cultura in Italia.

Infatti al termine delle operazioni di scrutinio la giuria, presieduta dalla vincitrice del 2018, Helena Janeczek, ha annunciato la cinquina degli autori e dei libri finalisti, così composta:

Antonio ScuratiM. Il figlio del secolo, Bompiani, con 312 voti

Benedetta CibrarioIl rumore del mondo, Mondadori, con 203

Marco MissiroliFedeltà, Einaudi, con 189

Claudia DurastantiLa straniera, La nave di Teseo, con 162

Nadia TerranovaAddio Fantasmi, Einaudi, con 159

Oltre alle consolidate presenze di marchi storici come Einaudi, Mondadori e Bompiani, si nota la casa editrice non proprio neonata ma quasi La nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi.

Questo risultato comprende i voti dei 400 Amici della domenica, di 200 votanti all’estero selezionati da 20 Istituti italiani di cultura, di 40 lettori forti selezionati da 20 librerie associate all’ALI, e di 20 voti collettivi di biblioteche, università e circoli di lettura (15 i circoli coordinati dalle Biblioteche di Roma).

La seconda votazione, che designerà il vincitore della LXXIII edizione, avrà luogo giovedì 4 luglio, come di consueto al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, e sarà trasmessa in diretta televisiva da Rai Tre, per la conduzione di Pino Strabioli, ospite d’eccezione Piera Degli Esposti.

Se dunque il favorito sembra Antonio Scurati con il suo attualissimo e discusso romanzo storico che ricostruisce, dal punto di vista di Mussolini, il quinquennio che va dalla fondazione del fascismo in via San Sepolcro a Milano alla marcia su Roma fino al celebre discorso alla Camera dopo l’assassinio Matteotti (primo volume di un’annunciata trilogia), ecco che anche Benedetta Cibrario affronta una narrazione a base storica ma ambientata nell’Ottocento, tra Risorgimento e Unità. Gli altri tre romanzi sembrano riproporre, in varie declinazioni, l’eterna narrazione autobiografica di vicende familiari che evidentemente piace al lettore di oggi: sarà soprattutto sul piano della scrittura, che si annuncia di elevato livello soprattutto nel caso, a nostro parere, di Durastanti, che si giocherà l’esito finale; e qui, in chiusura di rito, sta bene la frase rituale, il classico auspicio: “Che vinca il migliore”.