3 Ottobre 2016

Rovine a Chaco Canyon. Credit: Kenneth Barnett Tankersley
Rovine a Chaco Canyon. Credit: Kenneth Barnett Tankersley

Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Archaeological Science: Reports, ha dimostrato che – contrariamente a quanto finora ritenuto – la diversità di sali nelle acque e nel suolo sarebbe stata benefica e non nociva per la coltivazione del mais nell’antico New Mexico.

Precedenti studi avevano ritenuto che le tecniche di gestione delle acque presso i Pueblo Ancestrali durante periodi di siccità avrebbero determinato livelli tossici di salinità dell’acqua. Il nuovo studio rileva invece come il mix di solfato di calcio, insieme ai minerali vulcanici già presenti nell’area, avrebbe contribuito ad incrementare la fertilità del suolo al fine della coltivazione del mais.

Kenneth Barnett Tankersley dell’Università di Cincinnati spiega che – con un elevato livello di certezza – i Pueblo Ancestrali non abbandonarono Chaco Canyon a causa dei sali.

I Pueblo Ancestrali fiorirono in quest’area dal nono al dodicesimo secolo: pur riferendosi ad essa come a un’oasi, subirono diverse gravi siccità.

Il Chaco Wash. Credit: Kenneth Barnett Tankersley
Il Chaco Wash. Credit: Kenneth Barnett Tankersley

Ricercatori dell'Università di Cincinnati prelevano campioni di terreno. Credit: Kenneth Barnett Tankersley
Ricercatori dell’Università di Cincinnati prelevano campioni di terreno. Credit: Kenneth Barnett Tankersley

Lo studio “Evaluating soil salinity and water management in Chaco Canyon, New Mexico”, di Kenneth Barnett Tankersley, Nicholas P. Dunning, Jessica Thress, Lewis A. Owen, Warren D. Huff, Samantha G. Fladd, Katelyn J. Bishop, Stephen Plog, Adam S. Watson, Christopher Carr, Vernon L. Scarborough, è stato pubblicato sul Journal of Archaeological Science: Reports.

Link: Journal of Archaeological Science: ReportsEurekAlert! via University of Cincinnati.