24 Settembre 2015
Noaa-walrus22
L’avorio delle zanne del tricheco e le corde prodotte con la pelle dell’animale erano delle merci molto richieste, mille anni fa. Ma lo erano al punto da determinare, da parte dei Vichinghi, la colonizzazione di Groenlandia e Islanda?
Gli Archeologi si pongono la domanda da anni. Un nuovo studio esamina la possibilità, chiedendosi: dove veniva catturato l’animale? Si consideri che, biologicamente, l’animale nelle due aree è identico. Gli autori hanno perciò utilizzato un metodo relativamente nuovo, e cioè quello di utilizzare lo stronzio per determinare i movimenti dell’animale: come si è già fatto per l’ormai celebre Ragazza di Egtved. Il metallo infatti si trasmette col cibo e l’acqua, e in molti paesi si presenta in modo diverso, permettendo così di ricavare ulteriori informazioni.
In Islanda, i ritrovamenti di ossa e avorio nei primi insediamenti vichinghi, nel sud est dell’isola, suggeriscono un notevole sfruttamento dell’animale. In Groenlandia (colonizzata tre o quattro generazioni dopo), la situazione è più complessa: si potrà capire l’importanza di queste attività analizzando i reperti prodotti in zanna di tricheco conservati nei vari musei.

 
Lo studio “Was it for walrus? Viking Age settlement and medieval walrus ivory trade in Iceland and Greenland”, di Karin M. Frei, Ashley N. Coutu, Konrad Smiarowski, Ramona Harrison, Christian K. Madsen, Jette Arneborg, Robert Frei, Gardar Guðmundsson, Søren M. Sindbæk, James Woollett, Steven Hartman, Megan Hicks & Thomas H. McGovern, è stato pubblicato su World Archaeology.
Link: World ArchaeologyScience Nordic; Videnskab; Archaeology News Network.
Un tricheco (Odobenus rosmarus divergens) sul ghiaccio, foto del Capitano Budd Christman (NOAA CorpsNOAA’s Ark – Animals Collection Image ID: anim0022 ([1])), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da A. C. Tatarinov