20 Febbraio 2016
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È morto a 84 anni il semiologo, filosofo, scrittore italiano Umberto Eco. La famiglia ne ha comunicato il decesso, avvenuto nella tarda serata di venerdì 19 Febbraio. Era nato ad Alessandria il 5 Gennaio 1932.
Fondatore del Dipartimento della Comunicazione dell’Università di San Marino (1988), era professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna, e Accademico dei Lincei.
Autore di numerosi saggi (nel campo della semiotica, dell’estetica medievale, della filosofia, della linguistica), acquisì grande fama internazionale col suo romanzo del 1980, Il nome della rosa, che ha venduto oltre 14 milioni di copie in tutto il mondo ed è stato oggetto di una trasposizione cinematografica di successo. Il suo secondo romanzo, Il pendolo di Foucault, è del 1988. Tra i suoi lavori più significativi: Diario Minimo (1963), Apocalittici e integrati (1964), Sette anni di desiderio (1984), I limiti dell’interpretazione (1991), Sei passeggiate nei boschi narrativi (1994), Baudolino (2000), Il cimitero di Praga (2010), Numero zero (2015).
Considerato un esperto in materia di mass media e cultura di massa, Eco fu anche assai attivo in campo editoriale, e collaborò pure con diversi periodici.


Link: Quirinale; Comune di Milano; L’Espresso 1, 2, 3; Il Sole 24 OreRepubblica; Corriere 1, 2, 3; La Stampa 1, 2, 34, 5; RAI 12Treccani; Huffington Post; Il Post; Il Fatto Quotidiano; ANSAInternazionale; BBC News; The Guardian 1, 2, 3 via AFP, 4; The Telegraph; The New York Times; CNN; Le FigaroLiberation.

Umberto Eco, foto della Università Reggio CalabriaUfficio Stampa Università Mediterranea di Reggio Calabria, da WikipediaCC BY-SA 3.0.
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Si è spento a 84 anni

Addio a Umberto Eco. Pisapia: “Orgoglio di Milano, città lo ricorderà come merita”

Il grande scrittore, saggista e filosofo è morto a Milano, la città che aveva scelto per vivere. Del Corno: “Con il suo sapere altissimo ha ampliato le prospettive delle nostra vita”

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Milano, 20 febbraio 2016 – “Umberto Eco era un maestro, un genio del sapere innamorato di Milano, un orgoglio della nostra città, un uomo di infinita cultura con una grande passione sociale e politica. Conoscerlo è stato un grande privilegio per me, per tutti i suoi studenti, per le milioni di persone che hanno letto e amato i suoi libri in tutto il mondo, per chi ha avuto la fortuna di stargli vicino, di ascoltarlo quando parlava e affascinava tutti. A loro, a Renate, ai figli Stefano e Carlotta, a tutti i suoi amici, va la vicinanza e l’abbraccio mio e di tutta la città”.
Lo afferma il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia ricordando la figura di Umberto Eco.
“Eco scelse da ragazzo di vivere e lavorare a Milano, la nostra città è stata protagonista dei suoi saggi e dei suoi romanzi, è sempre stato interessato alla vita di Milano, alla sua vita culturale, alle sue istituzioni, ai tutti i suoi quartieri. Anche per questo Milano ricorderà Umberto Eco come merita uno straordinario intellettuale che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del nostro Paese e di tutta la cultura contemporanea”, conclude Pisapia.

“Nella grande tristezza per la sua scomparsa – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – affiora anche la gratitudine per Umberto Eco: il suo sapere altissimo, unito a un grande affetto per le cose di questo mondo, il suo sguardo lucidissimo ma al tempo stesso affettuoso verso gli altri, la sua partecipazione intellettuale ed emotiva alla vita dei suoi e dei nostri tempi, il suo contributo di pensiero nell’interpretazione della realtà in tutti i suoi aspetti, senza limiti e schemi, non ha solo allargato gli orizzonti della sua vita, ma anche ampliato le prospettive della nostra, consentendoci di accedere alla sua saggezza profonda e regalandoci una chiave preziosa per orientarci e guardare, sempre, un passo più in là”.

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Testo e immagini dal Comune di Milano

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FRANCESCHINI, CON ECO SCOMPARE UN GIGANTE DELLA CULTURA CONTEMPORANEA

‘La scomparsa di Umberto Eco priva la cultura mondiale di un gigante. Egli è stato un assoluto protagonista del panorama culturale del XX e XXI secolo, un autentico intellettuale a tutto campo che ha saputo parlare tanto all’accademia quanto alle masse con diversi registri, ma sempre con grande sapienza e profondità di pensiero. Una vasta produzione di saggi, articoli e romanzi tradotti in tutto il mondo è solo una parte dell’immenso contributo che egli ha fornito all’elevazione sociale, morale, civile e culturale del Paese. La sua verve, il suo intuito, il suo pensiero lungo, la sua visione originale sono parte integrante di una personalità poliedrica che mancherà non solo a tutti coloro che lo hanno conosciuto, ma all’intera società. Voglio ricordare qui le parole che Eco rivolse agli 83 ministri della cultura riuniti all’Expo per sottoscrivere la Dichiarazione di Milano per la tutela del patrimonio culturale mondiale nelle aree di crisi. “La diffusione della cultura e della conoscenza reciproca dei patrimoni culturali dei vari Paesi – egli disse in quella occasione – può costituire uno degli elementi di salvezza per un mondo sempre più globalizzato. La conoscenza di altre culture non elimina l’odio e la diffidenza per chi è diverso da noi – disse ancora Eco – e non dobbiamo fingerci anime belle e pensare che con il contatto culturale si possano salvare i bambini che muoiono di fame in Africa. Ma non dimentichiamo che è stato anche su sollecitazioni culturali che tanti volontari sono partiti per prestare la loro opera verso Paesi in difficoltà, scoprendo, tramite una cultura differente, che quei popoli erano uguali tra loro. La cultura è fondamentale – ebbe a dire nella lectio magistralis che aprì la seconda giornata dei lavori – per la comprensione reciproca in un mondo in cui le diverse culture vivono in continuo contatto”. Un messaggio forte, che oggi più che mai dobbiamo ricordare e fare nostro’.
Così il Ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini si è espresso riguardo la scomparsa di Umberto Eco.
Roma, 20 febbraio 2016
Ufficio Stampa MiBACT

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone