Il #Ruvoeducationaltour2018 comincia per me con un lungo viaggio in una terra che ho avuto il piacere già di visitare, ma che per la sua infinita bellezza ha sempre qualcosa da dare e da raccontare. Sono l’ultima ad arrivare e la prima a rientrare sotto una pioggia incessante che mi accompagna e non ci lascia per qualche giorno. Sicilia e Puglia, apparentemente vicine ma con parecchi km da percorrere in pullman, per raggiungere una meta che sai già che non ti deluderà.

Perché questo educational tour? Il progetto nasce dalla volontà di far conoscere il territorio attraverso una modalità già sperimentata non solo in Puglia ma anche in altre parti d’Italia e che ha riscosso un grande successo. Poter essere accolti nelle strutture del luogo, poter visitare e vivere la storia di questi piccoli centri, perdersi tra le vie e respirare la vita vera, quella ancora non contaminata, rende speciali e magici questi posti. La Puglia, fortunatamente, conserva ancora questa integrità e questo spirito verace e grezzo, autentico, brusco forse, ma che ti rimane dentro. Tutto è genuino, dal cibo, al vino, alle persone che ti accolgono.

A partecipare a questa esperienza sono stati dieci professionisti del settore turistico e culturale, un team quasi esclusivamente di donne, dalle esperienze diverse così come i caratteri che hanno saputo fare gruppo, scambiarsi idee, vite, confidenze e raccontare il proprio vissuto. Food blogger, travel blogger, giornalisti, in fondo le professioni sono state solo un collante per un’esperienza davvero favolosa, svoltasi dal 2 al 7 ottobre.

Nostra guida del cammin ruvese, l’archeologa Giovina Caldarola, curatrice del progetto assieme all’assessora alla Cultura con delega al Turismo, Monica Filograno, donna esperta che ama il suo lavoro e soprattutto crede fortemente nella valorizzazione del suo territorio.

Obiettivo, conoscere Ruvo, città d’arte e musica. Lo abbiamo fatto a partire da una manifestazione musicale, il “Ruvo Coro Festival” che si è tenuto nella cittadina pugliese con varie performance: Voci di Pace – Canterò per sempre l’Amore del Signore – IX edizione, in cui la musica corale, attraverso l’incontro e il dialogo fra le comunità del Mediterraneo diventa strumento di pace e valido messaggio per le nuove generazioni, e La voce delle cattedrali – I edizione, in quattro cori, nazionali ed internazionali, si sono esibite nelle più suggestive cattedrali romaniche della Puglia a cui si aggiunge Matera, dando voce ai luoghi emblema dell’architettura e della storia della Puglia. Un’esperienza sonora di grande fascino associata alla qualità del repertorio e dei cori ospiti.

Ma il tour ha avuto un sapore vario perché oltre alla musica siamo stati accompagnati alla scoperta del cibo della terra di Puglia che ci ha saziati meravigliosamente, così come si sono saziati i nostri occhi con le meraviglie storico artistiche della città.

Partiamo dalle aziende locali e dai ristoratori che ci hanno letteralmente sfamato tra una visita e l’altra. Non essendo il food il mio settore, mi sono lasciata ispirare e guidare da chi con sapienza e maestria ha cucinato per noi in questi giorni. La tavola pugliese certamente non è magra e non è light, in Puglia ahimè si mangia tanto e bene, e i sapori sono quelli di una volta, genuini, non artificiali, dove è facile ancora distinguere i gusti, inseguire la stagionalità dei prodotti e berci su un delizioso rosso di Troia che ha annaffiato le nostre tavolate. Ogni esperienza porta con sé un ricordo, i nomi che citerò non vogliono essere un mero elenco ma un grazie a tutti coloro che ci hanno permesso di portare a casa le specialità e farle conoscere anche oltre Ruvo e la Puglia. Casa dolce casa Ruvo di Puglia, gestito da Clementina e suo marito che ci hanno accolto con tutta la loro ospitalità e premura, il locale Mezzapagnotta dove Francesco e il suo staff ci hanno illustrato la loro cucina etnobotanica ricca di gusto, sofistica ma genuina che difficilmente si potrà dimenticare; Il Panificio Cascione con la sua squisita focaccia dove letteralmente si può mangiare sulla storia. Perché? Perché sotto il locale, custodita dal plexigas, si conserva un tratto della famosa via Traiana fatta costruire dall’imperatore tra il 108 e il 110 d.C. e che in passato collegava Benevento a Brindisi. Altre aziende che mi hanno incuriosito e non solo per i loro prodotti ma anche per la dedizione al lavoro, la passione e le notevoli quantità di nozioni che ci hanno accompagnato sono: la Pasticceria Berardi in cui abbiamo visto la realizzazione del famoso mandorlaccio, l’Oleificio Mazzone, dove abbiamo assaggiato uno degli oli più buoni e amari di sempre e l’Azienda Agricola Mazzone che ci ha fatto degustare i suoi vini esportati in tutto il mondo.

 

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Nella foto dalla nostra blogger a Ruvo di Puglia, Alessandra Randazzo, un particolare del celeberrimo cratere attico del Pittore di Talos: quello che ritrae l’automa in bronzo è uno dei pezzi forti del Museo Jatta. “Di Talo, alcuni dicono che apparteneva alla stirpe di bronzo, altri che era stato donato a Minosse da Efesto; perciò secondo alcuni era un uomo di bronzo, secondo altri un toro. Aveva una sola vena che, dal collo, si estendeva fino alla caviglia: al termine, era conficcato un chiodo di bronzo. Talo montava la guardia e tre volte al giorno faceva di corsa il giro dell’isola; vide perciò la nave Argo che si avvicinava, e si mise a scagliarle contro delle pietre. Medea lo fece morire con l’inganno” […] Estratto da Apollodoro, Biblioteca, I, 9, 26, traduzione di Maria Grazia Ciani #ruvoeducationaltour2018 #ruvocittàdarte #weareinpuglia #wehostinpuglia #ruvo #ruvodipuglia #classicult #puglia #ig_puglia #igers_puglia #Talos #ceramica #pottery #arte #art #nonveniteinpuglia #weareinpuglia #apulia

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Potevamo pensare solo all’aspetto mangereccio? No. Ed ecco il nostro Virgilio, l’architetto Mario di Puppo che ci accompagna a scoprire la storia e i monumenti di Ruvo. Il tour culturale ha preso il via da un luogo che per me era un sogno. Per chi come me ha studiato materie archeologiche, il Museo Jatta rappresenta una sorta di parco giochi per gli amanti della ceramica antica. Qui infatti sono conservati alcuni tra i vasi più belli al mondo, esempio di ricchezza e perfezione artistica ma anche dell’elevato status raggiunto dall’antica città in un periodo storico che si perde nella memoria.

 

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La Cattedrale di Ruvo, dedicata a Santa Maria Assunta, costituisce uno splendido esempio di stile romanico pugliese a tendenza gotica. Costruita tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo, costituisce il cuore pulsante del centro storico di Ruvo di Puglia. Oggi tutti possono apprezzare la storia stratificata di questo luogo, grazie a un percorso archeologico sotterraneo che conduce dalla fase peucetica a quella romana coi suoi mosaici, e quindi a quella medievale per arrivare fino ai nostri giorni. Nelle foto di Alessandra Randazzo, la splendida facciata in pietra col portale centrale, decorato con diversi registri scultorei, e gli interni. Per chi volesse vedere qualcosa in più di questa straordinaria Cattedrale, oltre alla visita nella cittadina pugliese si segnala anche questo video realizzato col drone: https://www.youtube.com/watch?v=rMhb7nHub7U #ruvoeducationaltour2018 #ruvocittàdarte #weareinpuglia #wehostinpuglia #ruvo #ruvodipuglia #classicult #puglia #ig_puglia #igers_puglia #arte #art #nonveniteinpuglia #weareinpuglia #apulia

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Piacevolmente scopro che a Ruvo ci sono tanti luoghi storici che hanno molto ancora da raccontare, sono nascosti ma offrono un concentrato di emozioni che per chi come me ama la storia e l’archeologia è difficile contenere. Non a caso la Cattedrale ingloba i resti di un’antica domus romana collegata alla vicina grotta di San Cleto. Quest’ultima è volgarmente chiamata grotta ma è in realtà una cisterna di epoca romana della prima metà del II secolo d.C. che secondo la tradizione accoglieva le prime comunità cristiane dell’epoca di San Cleto (morto nel 92). L’area cultuale dell’edificio presenta due fonti battesimali e una statua del santo, scolpita direttamente nella pietra.

 

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La navata settentrionale della chiesa del Purgatorio a Ruvo di Puglia è stata costruita sulla grotta di San Cleto. Volgarmente chiamata grotta, si tratta in realtà di una cisterna di epoca romana della prima metà del II secolo d. C. La tradizione vuole che accogliesse i primi cristiani già all’epoca di San Cleto (morto nel 92). La tradizione vorrebbe pure Cleto come primo vescovo di Ruvo di Puglia, nominato dallo stesso Pietro, ma è implausibile. L’area cultuale dell’edificio presenta due fonti battesimali e una statua di San Cleto, scolpita direttamente nella pietra del secondo pilastro. Cleto o Anacleto, vescovo di Roma e papa, è santo patrono della cittadina pugliese. Nelle foto di Alessandra Randazzo, la nostra blogger in tour della Puglia, le immagini dalla suggestiva “grotta”. #weareinpuglia #wehostinpuglia #ruvoeducationaltour2018 #ruvocittàdarte #classicult #Puglia #Apulia #ig_puglia#igers_puglia #nonveniteinpuglia #ruvo#ig_ruvo #igers_ruvo #cleto #cletus #santi #saints

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Passeggiando per le vie, inoltre, se si cammina con il naso all’insù è possibile scorgere alcuni palazzi antichi come Palazzo Caputi che abbiamo visitato, sede della Biblioteca cittadina, Palazzo Avitaja e Palazzo Melodia.

 

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“Nella nostra cultura di massa, assetata di immagini che appartengono a un Medioevo di maniera o del tutto fuori dal tempo storico […] Castel del Monte ha, così, gradatamente ma inesorabilmente perso la sua identità di edificio castellare per acquisirne un’altra profondamente diversa ma ormai preponderante nell’immaginario collettivo: quella di tempio, cattedrale laica, edificio religioso, scrigno esoterico dai molteplici percorsi iniziatici, osservatorio astronomico, monumento sacro disegnato dal Sole o in stretta connessione con le piramidi egizie, addirittura un hammam, comunque assolutamente un “non castello”, privo di tutte le caratteristiche tradizionalmente appannaggio delle strutture fortificate. Un Altro Castel del Monte, quindi, ricoperto dal velo del mito […]” Massimiliano Ambruoso, Castel del Monte. Manuale storico di sopravvivenza, Bari, 2014, p. 17. Nelle foto di Alessandra Randazzo, la nostra blogger in missione in Puglia, si capisce bene come questo luogo straordinario abbia potuto colpire così profondamente l’immaginario moderno. #weareinpuglia #wehostinpuglia #ruvoeducationaltour2018 #Casteldelmonte #classicult #Andria #ig_andria #igers_andria #Puglia #Apulia #ig_puglia #igers_puglia #ruvocittàdarte #nonveniteinpuglia

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Non poteva mancare anche un’arrampicata sulla Torre dell’Orologio in cui è stato possibile ammirare il panorama della città e il suo territorio con una vista particolareggiata, dall’altopiano delle murge fino alla costa adriatica. E proprio dall’alto, forse uno dei monumenti simbolo, anzi, mi correggo, il simbolo dei monumenti pugliesi, Castel del Monte che abbiamo avuto l’immenso piacere di visitare. Sito patrimonio dell’umanità UNESCO, simbolo della Puglia imperiale, la cui sagoma si può ammirare anche a distanza di km e che nasconde miti e leggende legate ad un personaggio molto amato: Federico II.

Non sono mancate due gite fuori porta molto impegnative e suggestive. Il nostro tour ha previsto anche una bella camminata di parecchie ore nel Parco dell’Alta Murgia, dove, accompagnati da esperti, abbiamo potuto ammirare il paesaggio e la natura aspra di questa parte della Puglia e dove l’autunno ci ha permesso di ammirare i bellissimi colori degli alberi, le foglie ormai cadute e dai colori rosso-brunastri che tappezzavano e dipingevano i contorni della nostra passeggiata. La zona murgiana offre innumerevoli luoghi di produzione casearia e gastronomica, uno dei quali, la Masseria Coppa, ci ha ospitati sotto una fitta pioggia per rifocillarci dopo il tour naturalistico. Anche Trani, visitata in notturna, ha lasciato ricordi piacevoli. Da vedere, possibilmente di giorno per ammirarne a pieno la bellezza, la Cattedrale che appare come sospesa sul mare, maestosa e austera. Magistrale esempio di architettura romanica, costituita da tre chiese sovrapposte. Ma anche il waterfront portuale, tappa obbligata per vivere appieno la città, ricca di botteghe d’arte e locali che costituiscono il punto di ritrovo per i giovani e per i turisti.

Intelligentemente pensato, anche un momento di confronto presso La Capagrossa Coworking dove le aziende ma anche i partecipanti del tour e giovani esperti ruvesi, ci hanno illustrato una serie di attività e iniziative promozionali per il rilancio urbano della comunità locale. Con grande sorpresa scopro che Ruvo di Puglia ospita da diversi anni importanti manifestazioni che in diversi periodi dell’anno cercano di far confluire i turisti, ma anche altri pugliesi che con l’occasione arrivano in città per i vari eventi. Cito in particolare il Talos Festival che riconferma Ruvo come città di musica e di musicisti che nelle ultime edizioni è ritornato alle origini riscoprendo il forte legame che questa terra ha con l’arte nei suoi più diversi linguaggi, e Luci e Suoni d’Artista, giunto alla seconda edizione e che vede la città illuminarsi con le opere prodotte da designer, artisti e artigiani, imprese, associazioni e cittadini. Quest’anno il tema si ispirerà alla vertigine e all’equilibrio.

Questa esperienza, oltre che meravigliosa occasione di lavoro, ha rappresentato per me una bellissima opportunità di viaggio di contatti che nella forza della squadra ha avuto uno dei suoi punti cardine. E allora oltre agli organizzatori del #ruvoeducationaltour2018, Giovina Calderola e Monica Filograno, non posso non ringraziare le mie compagne di viaggio, Laura Gobbi, Annalisa Milione, Stefania Manfredi, Selene Scinicariello che hanno reso unico e indimenticabile questo viaggio.