Milioni di asiatici, la discendenza di undici leader dinastici

9 Marzo 2015
Genghis_Khan's_enthronement_in_1206
Un team di genetisti, guidati dal Prof. Mark Jobling, è giunto alla conclusione che milioni di moderni asiatici sono discendenti di undici potenti leader dinastici che vissero fino a 4 mila anni fa. Due esempi di queste stirpi di successo sono quelle di Genghis Khan e Giocangga.
Lo studio ha preso in considerazione 5321 cromosomi Y da 127 popolazioni asiatiche, definendo appunto undici cluster di discendenza, ognuno all'interno di uno specifico aplogruppo. Le stirpi di maggior successo si sono ritrovate tra gli agricoltori sedentari e i pastori nomadi, con un'espansione tra il 2100 a. C. al 1100 d. C. Quelli di origine recente sono però relativi alle popolazioni nomadi pastorali altaiche, la qual cosa potrebbe riflettere un cambiamento nell'organizzazione politica delle economie pastorali e una maggiore facilità di trasmissione dei cromosomi Y, facilitati nel tempo e nello spazio dall'utilizzo del cavallo.
Lo studio "Y-chromosome descent clusters and male differential reproductive success: young lineage expansions dominate Asian pastoral nomadic populations", di Patricia Balaresque, Nicolas Poulet, Sylvain Cussat-Blanc, Patrice Gerard, Lluis Quintana-Murci, Evelyne Heyer and Mark A Jobling, è stato pubblicato sull'European Journal of Human Genetics.
Link: European Journal of Human GeneticsUniversity of Leicester; Past Horizons
Genghis Khan proclamato Khagan di tutti i Mongoli, illustrazione dal manoscritto del quindicesimo secolo Jami’ al-tawarikh (da Sayf al-vâhidî et al. “History of the World” by Rashid al-Din. Photograph by German image bank AKG-Images), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Enerelt.


La sorte della Mummia dell'Altai

14-18 Ottobre 2014
Mummy_of_the_Ukok_Princess
Dopo le ultime analisi, tra le quali la scansione MRI, ci sono novità sulla sorte della Mummia dell'Altai (anche nota come Principessa dell'Altai o Principessa Ukok), ritrovata in un tumulo tipico della cultura Kurgan nel 1993, e datata a circa 2500 anni fa.
La situazione non è in realtà particolarmente chiara: la giovane donna (morta tra i 20 e i 30 anni) avrebbe sofferto di cancro al seno, infezione delle ossa e avrebbe inoltre subito poco prima della morte una serie di fratture, plausibilmente dovute a una brutta caduta. Si pensa perciò che la giovane donna fiutasse la cannabis ritrovata nella sepoltura per alleviare il dolore.
La mummia di Altai è anche nota per i tatuaggi, ritrovati sulla sua pelle in uno straordinario stato di conservazione. I suoi resti sono conservati in un apposito museo a Gorno-Altaisk.
Link: Siberian Times; Rawstory; Archaeoblog
Mummia della "Principessa Ukok", foto da WikipediaPublic Domain, original uploader Original Kobsev, uploaded by Hardscarf.