Il più grande studio mai condotto sul DNA antico - Il contributo dei ricercatori Sapienza

Il più grande studio mai condotto sul DNA antico getta una nuova luce su millenni di storia dell'Asia centrale e meridionale

Il 22% di tutti i nuovi genomi sequenziati, provengono da materiali scheletrici di 116 individui che fanno parte di collezioni Sapienza

Lo studio più vasto di sempre sull'antico DNA umano, insieme al primo genoma di un individuo dell'antica Indus Valley Civilization, rivela, con un dettaglio che non ha precedenti, la mutevole discendenza delle popolazioni dell'Asia centrale e meridionale nel tempo.

credits: Is.M.E.O. Istituto per Associazione Internazionale di Studi per il Mediterraneo e l’Oriente e Museo delle Civiltà Roma

La ricerca risponde anche a domande di lunga data sulle origini dell'agricoltura e sulla fonte delle lingue indoeuropee nell'Asia meridionale e centrale.

Genetisti, archeologi e antropologi del Nord America, Europa, Asia centrale e Asia meridionale hanno analizzato i genomi di 524 individui antichi mai studiati prima, aumentando il totale mondiale dei genomi antichi resi pubblici di circa il 25 percento.

Confrontando questi genomi tra di loro e con genomi precedentemente sequenziati, nonché contestualizzando le informazioni accanto a documenti archeologici, linguistici e storici, i ricercatori hanno definito molti dettagli chiave su chi viveva in varie parti di questa vasta regione dal Mesolitico (circa 12.000 anni fa) all'Età del ferro (fino a circa 2.000 anni fa) e la relazione con gli attuali abitanti.

credits: Is.M.E.O. Istituto per Associazione Internazionale di Studi per il Mediterraneo e l’Oriente e Museo delle Civiltà Roma

La Sapienza ha contribuito a questo lavoro con materiali scheletrici di 116 individui che corrispondono al 22% di tutti i nuovi genomi sequenziati, provenienti da svariate aree: il gruppo più consistente è quello del Pakistan, con 91 individui da 5 necropoli, che coprono un arco di tempo dal Bronzo Finale al periodo storico, ma anche individui da siti iraniani dell’Età del Bronzo. Queste collezioni oggi sono parte del Museo di Antropologia della Sapienza diretto da Giorgio Manzi e del Laboratorio di Biologia delle Popolazioni umane antiche, diretto da Alfredo Coppa del Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza, tra gli autori dell’articolo pubblicato su Science.

Lo studio si è avvalso di nuove metodologie di campionamento, che massimizzano la possibilità di ottenere dati genetici da regioni in cui la conservazione del DNA è spesso scarsa. Inoltre, la combinazione di dati, metodi e prospettive di diverse discipline accademiche ha reso possibile rilevare interazioni tra popolazioni e valori anomali all'interno delle popolazioni e tracciare due delle più profonde trasformazioni culturali nell'antica Eurasia: il passaggio dalla caccia e dalla raccolta all'agricoltura e la diffusione delle lingue indoeuropee, che sono parlate oggi dalle isole britanniche all'Asia meridionale.

credits: Is.M.E.O. Istituto per Associazione Internazionale di Studi per il Mediterraneo e l’Oriente e Museo delle Civiltà Roma

Le lingue indoeuropee - hindi / urdu, bengalese, punjabi, persiano, russo, inglese, spagnolo, gaelico e oltre 400 altre - comprendono la più grande famiglia di lingue sulla Terra, tanto che per decenni, gli specialisti hanno discusso di come le lingue indoeuropee si siano diffuse attraverso parti così distanti nel mondo. Lo studio fornisce una consistente linea di prova dell’arrivo delle lingue indoeuropee in Europa tramite i pastori della steppa eurasiatica, smontando la cosiddetta “ipotesi anatolica”, e spiegando la ragione di caratteristiche linguistiche condivise altrimenti sconcertanti per rami indo-europei oggi separati da vaste distanze geografiche. Ad esempio, i modelli genetici collegano i parlanti dei rami indo-iraniano e balto-slavo dell'indo-europeo, poiché gli attuali oratori di entrambi i rami discendono da un sottogruppo di pastori della steppa che si sono trasferiti a ovest verso l'Europa quasi 5.000 anni fa, per poi diffondersi verso est nell'Asia centrale e meridionale nei successivi 1500 anni.

credits: Is.M.E.O. Istituto per Associazione Internazionale di Studi per il Mediterraneo e l’Oriente e Museo delle Civiltà Roma

I risultati dello studio, si inseriscono anche in un altro dibattito di lunga data, relativo al passaggio da un'economia di caccia e di raccolta a una basata sull'agricoltura, la cui spiegazione è sempre in bilico tra i movimenti di persone, la copia di idee o le invenzioni locali, confermando che la diffusione dell'agricoltura ha comportato non solo una rotta verso ovest dall'Anatolia all'Europa, ma anche una rotta verso est dall'Anatolia alle regioni dell'Asia precedentemente abitate solo da gruppi di cacciatori-raccoglitori.


Continuano le proiezioni dei film in concorso, seconda giornata della Rassegna di Licodia Eubea

Continuano le proiezioni dei film in concorso al festival, venerdì 19 ottobre seconda giornata della Rassegna di Licodia Eubea

Proiettati i primi corti di animazione e realizzato anche il primo laboratorio per bambini

Prosegue l’VIII Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, con la seconda giornata, aperta in mattinata dalla proiezione del trailer di “Mi Rasna. Io sono Etrusco”, a presentazione dell’omonimo videogioco, prodotto dalla Entertainment Game Apps Ltd e ispirato alle scene di vita quotidiana del periodo etrusco.

Ad assistere un folto numero di giovani spettatori di scuole elementari e medie che ha potuto assistere anche alla proiezione del docufilm “Una storia di 29000 anni fa. La ricostruzione ideale della sepoltura del Bambino di Lapedo”, realizzato da Diogo Vilhena.

A conclusione della sessione mattutina, i ragazzi sono stati coinvolti in un laboratorio curato dall’archeologa Elena Piccolo, sulla bellezza nell’antichità.

Nel pomeriggio, alla riapertura della sezione “Cinema e Archeologia”, gli spettatori hanno potuto assistere alla proiezione del documentario “Fortificazioni, palizzate e ardesia. La Raya all’inizio del Medioevo” di Pablo Morano Herndández, che ricostruisce la condizione della regione della Raya ai tempi dell’occupazione imperiale romana, e del docufilm “Sotto la sabbia” di Domingo Mancheño Sagrario, che racconta del ritrovamento degli antichi sarcofagi fenici di Sidone, nei pressi dell’antica città di Gadir.

 

Le proiezioni sono state intervallate da un incontro dal tema “Heritage: Patrimonio è Eredità. Tutelare il patrimonio culturale per salvaguardare un’identità” con la partecipazione dell’archeologa Serena Raffiotta.

A conclusione dell’incontro, è stato proiettato il documentario “Pia Laviosa Zambotti. Storia di un’archeologa ritrovata” di Elena Negriolli, ispirato alla figura dell’archeologa e studiosa che, tra luci ed ombre, ha lasciato una traccia indelebile nella storia culturale europea.

Nella fascia serale, dopo il consueto “Aperitivo al Museo”, spazio al documentario etnoantropologico, con le proiezioni di “Di cu semu. Reportage su rituali e sopravvivenze popolari”, realizzato da Giuppy Uccello e Salvo Russo, quest’ultimo presente in sala assieme a Cetty Bruno, direttrice del Museo Etnografico “N. Bruno”, e di “Maria vola via” di Michele Sammarco, ispirato alla ritualità religiosa popolare a protezione contro le calamità naturali.

Ampia la partecipazione del pubblico anche nella fascia conclusiva, con la possibilità di votazione popolare sui film in concorso.

Grande l’attesa per la giornata di sabato che vedrà, tra gli ospiti, la presenza di Fabio Isman, giornalista da anni impegnato nella denuncia del traffico illecito di beni archeologici e opere storico-artistiche in Italia e all’estero. Il giornalista sarà a Licodia Eubea per presentare il suo ultimo volume: “L’Italia dell’arte venduta.”

Testo e foto da Ufficio Stampa Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea


Ieri al via il Festival del documentario archeologico di Licodia Eubea

Ieri al via il Festival del documentario archeologico di Licodia Eubea

Si apre l’ottava edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica. Presentati i primi film in concorso e inaugurata la mostra fotografica di Lucio Rosa

Da sinistra, Alessandra Cilio, Giacomo Caruso, Lorenzo Daniele e Rosalba Panvini

Si è avviata nel pomeriggio di giovedì 18 ottobre l’VIII Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica che si tiene ogni anno presso l’antica chiesa di San Benedetto e Santa Chiara di Licodia Eubea. Subito dopo i saluti istituzionali, da parte del Presidente della locale sede Archeoclub Giacomo Caruso, dei direttori artistici del Festival Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, del sindaco Giovanni Verga, della soprintendente ai BB. CC. AA. di Catania Rosalba Panvini e della dirigente della sezione archeologica della Soprintendenza di Catania Laura Maniscalco, è stata inaugurata con le prime proiezioni.

Ad aprire l’evento, il film di Bernardin Modrić, “Nome Branko, cognome Fučić”, storia poetica e contemplativa di uno dei maggiori ricercatori croati di iscrizioni e affreschi glagolitici, che ha segnato la storia dell’arte dell’Europa sud-orientale.

A seguire è stata proiettata l’opera di Raffaele Gentiluomo, dal titolo “L’antico teatro di Herculaneum”. Il monumento, costruito in età augustea, rappresenta una delle testimonianze dell’antica Ercolano, prima della tremenda eruzione del Vesuvio che la distrusse nel 79 d. C. A rappresentare il film in sala Ciro Cacciola, direttore della Fondazione Cives che ha prodotto il film in collaborazione con il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano.

Terzo film in programma, “Mesopotamia. Una civiltà dimenticata”, di Yann Coquart e Luis Miranda, che racconta della Mesopotamia settentrionale, oggi Kurdistan iracheno, terra difficile ma ricca di numerose e importanti testimonianze archeologiche.

Ultimo film presentato per la sezione “Cinema e Archeologia” è stato “Il mito del labirinto”, firmato da Mikael Lefrançois e Agnès Molia: racconta della civiltà minoica che, tra il 1400 e il 1300 a. C., è stata capace di mostrare una complessa capacità artistica ed architettonica, da sempre fonte di fascino per archeologi e non solo.

A seguito dell’inaugurazione della mostra fotografica “Libia. Antiche Architetture Berbere”, realizzata dal regista e fotografo Lucio Rosa, per la sezione “Cinema ed Etnoantropologia”, è stato proiettato il docufilm di Ilaria Jovine e Roberto Mariotti, “C’era una volta la terra”.

L’opera, ispirata dagli articoli del giornalista e saggista Francesco Jovine, rappresenta un’indagine nella realtà contemporanea e sul legame che lega, ancora oggi, l’uomo alla terra; una favola sospesa tra presente e passato, con protagonisti molto differenti tra loro.

Folto il pubblico confluito all’apertura della manifestazione, a conferma del fatto che la comunicazione del patrimonio culturale trasmessa attraverso il mezzo cinematografico costituisce oggi una strategia vincente. L’evento proseguirà nelle giornate del 19, 20 e 21 ottobre, offrendo ai partecipanti un ricco palinsesto di film, conversazioni ed attività collaterali.

La sala prima dell'inizio della manifestazione

 

Testo e immagini da Ufficio Stampa Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea


Quarta giornata dell'VIII edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

In questo post guida potrete trovare tutti gli appuntamenti e i link alle schede relative alla quarta giornata dell'ottava edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea. Ove disponibile, la scheda contiene anche un trailer.

Domenica 21 ottobre 2018

ORE 17.00 CINEMA E ARCHEOLOGIA

Il viaggiatore del Nord

Nazione: Italia

Regia: Alessandro Stevanon

Consulenza scientifica: Claudia De Davide

Durata: 8’

Anno: 2016

Produzione: Akhet srl

Un semplice cumulo di pietre, se guardato con gli occhi attenti di un archeologo, può rappresentare una scoperta di eccezionale valore capace di riscrivere la storia di un intero territorio. Come avvenuto nel corso dei lavori di ampliamento dell’ospedale di Aosta dove in una struttura del diametro di circa 18 metri è stato riconosciuto un prestigioso tumulo funerario che ospitava la sepoltura di un guerriero celtico datato al VII sec. a.C.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/il-viaggiatore-del-nord/

Meet Peter

Incontriamo Peter

Nazione: Nuova Zelanda

Regia: Gemma Duncan

Consulenza scientifica: Peter Crossley

Durata: 14’

Anno: 2017

Produzione: Alexander Behse

Peter ha dedicato 50 anni della sua vita a documentare oltre 200 grotte di scorrimento lavico sotto la più grande città della Nuova Zelanda. Mentre scava dentro i tombini e nei cortili delle scuole per trovare queste grotte, riflette sull’unicità delle storie che questi luoghi nascondono: alcuni sono stati usati come cantine, altri come sepolture. Si rende anche conto che queste antiche grotte saranno presto vittima dell'inevitabile crescita urbana. Questo film potrebbe essere l‘ultima opportunità per il pubblico di scoprire questi posti, prima che, come dice Peter, vadano perduti.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/incontriamo-peter/

Bobadela Romana. Splendidissima Civitas

Nazione: Portogallo

Regia: Rui Pedro Lamy

Consulenza scientifica: Pedro C. Carvalho

Durata: 20’

Anno: 2017

Produzione: Arqueohoje Lda

Nella città di Oliveira do Hospital, dove si trova oggi il paese di Bobadela, i Romani fondarono una bellissima città, una “splendidissima civitas”, come la definirono circa 2000 anni fa. Il suo vero nome è sconosciuto. Ciò che si sa è che fu fondata sotto il regno di Augusto, il primo imperatore di Roma. Qui sorsero alcuni degli edifici tipici di una città romana: tra questi il foro, il più importante spazio pubblico, e l’anfiteatro, progettato per l’intrattenimento degli abitanti, luogo di scontro dei gladiatori.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/bobadela-romana-splendidissima-civitas/

Babinga, piccoli uomini della foresta (fuori concorso)

Nazione: Italia

Regia: Lucio Rosa

Consulenza scientifica: Lucio Rosa

Durata: 26’

Anno: 1987

Produzione: Studio Film TV

Superstiti testimoni di epoche antichissime, i pigmei Babinga sono l’immagine di quella che probabilmente fu la vita dei cacciatori-raccoglitori della Preistoria. La buia e impraticabile foresta equatoriale africana ha contribuito a proteggere la loro esistenza. Ma le cose stanno cambiando repentinamente. L’impatto con altre civiltà sta fatalmente distruggendo la loro cultura e le loro tradizioni.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/babinga-piccoli-uomini-della-foresta/

ORE 18.30 FINESTRA SUL DOCUMENTARIO SICILIANO

Quattro strani casi di cinema in Sicilia

interviene:

Renato Scatà, critico Filmstudio

La voce del corpo (fuori concorso)

Nazione: Italia

Regia: Luca Vullo

Durata: 30’

Anno: 2012

Produzione: Ondemotive Productions Ltd

Sicilia, qualche secolo fa. Un re straniero vuole verificare di persona ciò che è venuto a scoprire riguardo ai siciliani, e cioè che sono individui in grado di cimentarsi in lunghi discorsi… senza proferire nemmeno una parola. Come fanno? Utilizzando, come pochi altri al mondo, i gesti del viso e i movimenti del corpo. Prendendo avvio da una leggenda tratta dagli scritti di Giuseppe Pitrè, liberamente reinterpretata, la docu-fiction conduce lo spettatore all’interno di un viaggio, tra fantasia e realtà, con l'intento di farlo divertire con gusto, portandolo verso un’approfondita conoscenza di una delle caratteristiche più originali dei siciliani.

ORE 20.00 CERIMONIA DI PREMIAZIONE

Premio "Archeoclub d’Italia"

Proclamazione del film più votato dal pubblico.

consegna il premio:

Concetta Caruso

Presidente Archeoclub d’Italia di Palazzolo Acreide

Premio "ArcheoVisiva"

Proclamazione del film migliore selezionato dalla giuria internazionale di qualità.

consegna il premio:

Jay Cavallaro

Documentarista e fotografo, membro della giuria di qualità

Premio "Antonino Di Vita"

Il premio, un’opera dell’artista Santo Paolo Guccione, viene assegnato a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico.

consegna il premio:

Maria Antonietta Rizzo Di Vita

Docente di Etruscologia e Antichità Italiche, Università di Macerata

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Attività collaterali

Da giovedì 18 a sabato 20 ottobre

Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”

Museo Civico “Antonino Di Vita”

Aperitivo al Museo

Al termine del programma pomeridiano verrà aperto l’Aperitivo al Museo, una visita guidata all’interno dei due musei, con degustazione di prodotti enogastronomici. I ticket per la consumazione saranno in vendita presso il desk informazioni della sala proiezioni.

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Dal 18 ottobre al 18 novembre

Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”

Libia. Antiche Architetture Berbere

Mostra fotografica del regista Lucio Rosa.

Durante i giorni del Festival, la mostra sarà visitabile dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:00 alle ore 20:00. Saranno proiettati, a ciclo continuo, i film “Il segno sulla pietra”, “Libia is near”, “Fabrizio Mori, un ricordo”.

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Dal 18 ottobre al 31 dicembre

Già antica chiesa di S. Benedetto e S. Chiara

1915-1918. Licodia Eubea e i suoi figli nella Grande Guerra

Attraverso foto d'epoca, immagini e oggetti vari la mostra racconta il contributo dato dai 137 giovani soldati partiti da Licodia Eubea allo scoppio del conflitto mondiale e il loro ruolo nel contesto di quei tragici avvenimenti. L’esposizione è a cura dell’Archeoclub d’Italia “Mario Di Benedetto”.

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Domenica 21 ottobre

Licodia Eubea e il suo territorio

Visite guidate al centro storico di Licodia Eubea e ai suoi principali luoghi di interesse. Il punto di incontro sarà presso Piazza Giuseppe Garibaldi (davanti il Municipio) alle ore 10:30. La partecipazione è gratuita.


Seconda giornata dell'VIII edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

In questo post guida potrete trovare tutti gli appuntamenti e i link alle schede relative alla seconda giornata dell'ottava edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea. Ove disponibile, la scheda contiene anche un trailer.

Venerdì 19 ottobre 2018

ORE 10.30 RAGAZZI E ARCHEOLOGIA

Sezione dedicata a film d’animazione, docufiction e attività didattiche pensate per il pubblico più giovane, condotte dall’archeologa Elena Piccolo.

Quello del 19 ottobre sarà un viaggio a ritroso nel tempo, alla scoperta dei segreti di bellezza dell'antichità. Proiezioni, giochi ed esperienze sensoriali tattili e olfattive renderanno questa esperienza unica e memorabile!

Mi Rasna. Io sono Etrusco

Nazione: Italia

Regia: Giulio Ranaldi

Consulenza scientifica: Samanta Mariotti

Durata: 3’

Anno: 2018

Produzione: Ega – Entertainment Game Apps Ltd

“Mi Rasna. Io sono Etrusco”, nasce come trailer ufficiale dell’omonimo videogame. Il video è stato girato nella splendida cornice dell’antica città di Populonia in collaborazione con la Parchi Val di Cornia e l’ausilio di gruppi di rievocatori che hanno rappresentato scene di vita quotidiana del periodo etrusco.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/mi-rasna-io-sono-etrusco/

Uma História com 29000 anos: recriação imaginada do

enterramento do Menino do Lapedo

Una storia di 29000 anni fa. La ricostruzione ideale della

sepoltura del Bambino di Lapedo

Nazione: Portogallo

Regia: Diogo Vilhena

Consulenza scientifica: Ana Cristina Araújo, Ana Maria Costa

Durata: 5’

Anno: 2015

Produzione: Arqueohoje Lda – Museu de Leiria

29000 anni fa un bimbo venne seppellito nel riparo rupestre di Lagar Velho, a Lapedo, nella regione di Leira. Fu avvolto in un sudario tinto d’ocra rossa, elemento che ha donato al suolo della tomba una tonalità rossastra e che implica un rituale attento e complesso. Il racconto audiovisivo di questo rituale nasce dai risultati dell’indagine sul campo e da studi interdisciplinari condotti sullo scheletro, testimonianza di una delle più importanti scoperte nella conoscenza della storia dell’evoluzione umana.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/una-storia-di-29000-anni-fa-la-ricostruzione-ideale-della-sepoltura-del-bambino-di-lapedo/

ORE 17.30 CINEMA E ARCHEOLOGIA

Fortificaciones, poblados y pizarras. La Raya en los inicios del Medievo

Fortificazioni, palizzate e ardesia. La Raya all’inizio del Medioevo

Nazione: Spagna

Regia: Pablo Moreno Hernández

Consulenza scientifica: Iñaki Martín Viso

Durata: 11’

Anno: 2018

Produzione: Contracorriente Producciones S.L.U.

Per oltre 500 anni Roma aveva dominato le regioni che attualmente compongono la Raya. Al culmine dell’anno 400 d.C., quest’area era una periferia dell’Impero, ma era all’interno delle reti economiche e politiche imperiali.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/fortificazioni-palizzate-e-ardesia-la-raya-allinizio-del-medioevo/

Bajo la duna

Sotto la sabbia

Nazione: Spagna

Regia: Domingo Mancheño Sagrario

Consulenza scientifica: D. Ramón Corzo Sánchez

Durata: 50’

Anno: 2016

Produzione: Palearctic Films

La scoperta di alcuni disegni sulle pareti di una caverna vicino allo Stretto di Gibilterra ci parla di antiche colonizzazioni e della più importante città fenicia d’Occidente: Gadir. “Sotto la sabbia” riguarda alcune di queste scoperte, soprattutto il ritrovamento sorprendente dei sarcofagi fenici di Sidone. Gli archeologi ci parlano dei reperti riemersi dopo 3000 anni, delle circostanze dei ritrovamenti, delle curiosità e della loro importanza storica.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/sotto-la-sabbia/

ORE 18.30 INCONTRI DI ARCHEOLOGIA

Heritage: Patrimonio è Eredità.

Tutelare il patrimonio culturale per salvaguardare un‘identità.

interviene: Serena Raffiotta, archeologa

Un titolo che ci carica di aspettative, quello dell'archeologa Serena Raffiotta, che darà il via agli #incontridiarcheologia dell'edizione 2018 del festival.

ORE 19.00 CINEMA E ARCHEOLOGIA

Pia Laviosa Zambotti. Storia di un’archeologa ritrovata

Nazione: Italia

Regia: Elena Negriolli

Consulenza scientifica: Franco Nicolis, Elisabetta Mottes

Durata: 42’

Anno: 2017

Produzione: L’Officina aps – Decima Rosa Video srl

Pia Laviosa Zambotti rappresenta una delle figure più misteriose ed affascinanti nel mondo dell’archeologia del secolo scorso. Una grande devozione allo studio, successi professionali straordinari, ammirata, ma anche osteggiata in vita, ella cade dopo la sua morte in una sorta di oblio fino ai tempi più recenti. Una restituzione alla comunità della figura di donna, archeologa e studiosa che, con le sue luci ed ombre, ha lasciato una traccia profonda nella storia culturale dell’Europa.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/pia-laviosa-zambotti-storia-di-unarcheologa-ritrovata/

ORE 19.45 APERITIVO AL MUSEO

Visita guidata all’interno del Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”, con degustazione di prodotti enogastronomici.

Si rinnova anche quest'anno l'appuntamento con #aperitivoalmuseo.
Tutti i giorni, tra le 19.30 e le 20.00, il museo civico "A. Di Vita" e quello etnografico "A. M. Coniglione" di Licodia Eubea si apriranno ai visitatori per una visita guidata e un ricco apericena a base di prodotti locali.
I vini saranno gentilmente offerti dallo sponsor del festival, l'azienda vinicola Baglio di Pianetto, attenta nella produzione di bianchi e rossi che raccontino la Sicilia, ma anche sensibile ad attività culturali che la promuovano in ambito nazionale e internazionale.

ORE 21.00 CINEMA ED ETNOANTROPOLOGIA

Di cu semu. Reportage su rituali e sopravvivenze popolari

Nazione: Italia

Regia: Salvatore Russo, Giuppy Uccello

Consulenza scientifica: Antonino Cannata, Claudia Pantellaro

Durata: 24’

Anno: 2018

Produzione: Ass. Aditus in rupe – Museo Etnografico “N. Bruno”

Un viaggio nelle suggestioni e nella magia del mondo rurale, visto attraverso gli occhi e le parole dei suoi protagonisti. Il racconto di un mondo, a tratti un po’ sbiadito, di uomini e donne e delle loro esistenze legate alla campagna e alla terra, nella bellezza delle loro relazioni quotidiane e della loro visione della vita.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/di-cu-semu-reportage-su-rituali-e-sopravvivenze-popolari/

Maria vola via

Nazione: Italia

Regia: Michele Sammarco

Consulenza scientifica: Dino Coltro

Durata: 16’

Anno: 2017

Produzione: Michele Sammarco

Le nuvole, un campo, l’acqua di un canale, un anziano che torna a casa. Il tempo scorre piano nella campagna veneta di Angelo e Gabriella. È maggio e, come molti altri in paese, si adoperano per accogliere la processione delle Rogazioni, con cui si affida a Dio il territorio e coloro che vi abitano. Preparano ciò di cui hanno bisogno per chiedere la protezione dalle calamità naturali che potrebbero, come già accaduto in passato, colpire il paese.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/maria-vola-via/

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Attività collaterali

Da giovedì 18 a sabato 20 ottobre

Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”

Museo Civico “Antonino Di Vita”

Aperitivo al Museo

Al termine del programma pomeridiano verrà aperto l’Aperitivo al Museo, una visita guidata all’interno dei due musei, con degustazione di prodotti enogastronomici. I ticket per la consumazione saranno in vendita presso il desk informazioni della sala proiezioni.

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Dal 18 ottobre al 18 novembre

Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”

Libia. Antiche Architetture Berbere

Mostra fotografica del regista Lucio Rosa.

Durante i giorni del Festival, la mostra sarà visitabile dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:00 alle ore 20:00. Saranno proiettati, a ciclo continuo, i film “Il segno sulla pietra”, “Libia is near”, “Fabrizio Mori, un ricordo”.

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Dal 18 ottobre al 31 dicembre

Già antica chiesa di S. Benedetto e S. Chiara

1915-1918. Licodia Eubea e i suoi figli nella Grande Guerra

Attraverso foto d'epoca, immagini e oggetti vari la mostra racconta il contributo dato dai 137 giovani soldati partiti da Licodia Eubea allo scoppio del conflitto mondiale e il loro ruolo nel contesto di quei tragici avvenimenti. L’esposizione è a cura dell’Archeoclub d’Italia “Mario Di Benedetto”.


Prima giornata dell'VIII edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

In questo post guida potrete trovare tutti gli appuntamenti e i link alle schede relative alla prima giornata dell'ottava edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea. Ove disponibile, la scheda contiene anche un trailer.

Giovedì 18 ottobre 2018

ORE 17.00 APERTURA DELLA RASSEGNA

introducono:

Giacomo Caruso

Presidente Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea

Alessandra Cilio, Lorenzo Daniele

Direttori artistici del Festival

intervengono:

Giovanni Verga

Sindaco del Comune di Licodia Eubea

Rosalba Panvini

Soprintendente BB.CC.AA. di Catania

ORE 17.30 CINEMA E ARCHEOLOGIA

Az, Branko pridivkom Fučić

Nome Branko, cognome Fučić

Nazione: Croazia

Regia: Bernardin Modrić

Consulenza scientifica: Tomislav Galović

Durata: 36’

Anno: 2016

Produzione: Istra Film

Il documentario narra la storia poetica e contemplativa di uno dei maggiori ricercatori croati di iscrizioni e affreschi glagolitici, il cui lavoro ha segnato la storia dell’arte dell’Europa sud–orientale della seconda metà del XX secolo. Fučić è stato uno studioso capace di rendere civiltà ed eventi del passato più vicini a noi, in modo semplice e coinvolgente.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/nome-branko-cognome-fucic/

L’antico teatro di Herculaneum

Nazione: Italia

Regia: Raffaele Gentiluomo

Consulenza scientifica: Domenico Camardo, Mario Notomista

Durata: 8’

Anno: 2014

Produzione: Fondazione Cives - Mav Museo Archeologico Virtuale

Il Teatro, costruito in età augustea, rappresenta uno dei monumenti più straordinari dell'antica Herculaneum, testimonianza dello splendore della città, prima della tragica eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/lantico-teatro-di-herculaneum/

Mésopotamie, une civilisation oubliée

Mesopotamia. Una civiltà dimenticata

Nazione: Francia

Regia: Yann Coquart, Luis Miranda

Consulenza scientifica: Jessica Giraud

Durata: 52’

Anno: 2017

Produzione: Un Film à la Patte

Lontana dalle principali spedizioni archeologiche del XX secolo per ragioni geopolitiche, la Mesopotamia settentrionale è il cuore dell’impero assiro. Per dieci anni, le porte di questo continente si sono gradualmente aperte e i più grandi archeologi del nostro tempo si sono affrettati a mappare, registrare, cercare, analizzare il territorio. Il film racconta un’incredibile avventura archeologica, tra passato e presente, in cui la conoscenza scientifica diventa una risposta alla barbarie.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/mesopotamia-una-civilta-dimenticata/

Le mythe du Labyrinth

Il mito del Labirinto

Nazione: Francia

Regia: Mikael Lefrançois, Agnès Molia

Consulenza scientifica: Peter Eeckhout

Durata: 26’

Anno: 2018

Produzione: Tournez S’il Vous Plaît – Arte

Tra il 1400 e il 1300 a.C., fiorì a Creta la raffinata civiltà minoica. I Minoici furono i primi, nella cultura europea, ad adoperare la lingua scritta. Hanno dato prova del loro alto livello artistico attraverso raffinati affreschi e sculture. Hanno costruito edifici sontuosi, la cui complessità ha a lungo affascinato gli archeologi. Oggi, grazie agli scavi condotti a Cnosso, Festo e Sissi, combinati alla ricerca matematica, gli archeologi hanno sviluppato nuovi metodi per comprendere l’architettura di questi edifici. I risultati mettono in discussione il nostro sapere relativo a una civiltà che pensavamo di conoscere bene.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/il-mito-del-labirinto/

ORE 19.30 INCONTRI DI ARCHEOLOGIA

Inaugurazione della mostra fotografica

Libia. Antiche Architetture Berbere

interviene:

Lucio Rosa, regista e fotografo

La mostra fotografica di Lucio Rosa verrà inaugurata presso gli spazi del museo etnografico di Licodia Eubea.

ORE 19.45 APERITIVO AL MUSEO

Visita guidata all’interno del Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”, con degustazione di prodotti enogastronomici.

Si rinnova anche quest'anno l'appuntamento con #aperitivoalmuseo.
Tutti i giorni, tra le 19.30 e le 20.00, il museo civico "A. Di Vita" e quello etnografico "A. M. Coniglione" di Licodia Eubea si apriranno ai visitatori per una visita guidata e un ricco apericena a base di prodotti locali.
I vini saranno gentilmente offerti dallo sponsor del festival, l'azienda vinicola Baglio di Pianetto, attenta nella produzione di bianchi e rossi che raccontino la Sicilia, ma anche sensibile ad attività culturali che la promuovano in ambito nazionale e internazionale.

ORE 21.00 CINEMA ED ETNOANTROPOLOGIA

C’era una volta la terra

Nazione: Italia

Regia: Ilaria Jovine, Roberto Mariotti

Durata: 73’

Anno: 2018

Produzione: Iljà Film – Effendemfilm

Partendo da selezionati articoli giornalistici dello scrittore e saggista Francesco Jovine (1902-1950), pubblicati negli anni Quaranta, il film indaga la realtà contemporanea, alla ricerca del medesimo legame raccontato dallo scrittore, quello che da sempre lega l’uomo alla terra. Ne viene fuori una favola sospesa tra il presente e il passato, dai toni a volte poetici, a volte amari, che ha come protagonisti, oltre lo scrittore stesso, un giovane coltivatore, un professore di geografia, una mandria di vacche, due fratelli indiani e dei ragazzi afghani ospitati in una masseria.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/cera-una-volta-la-terra/

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Attività collaterali

Da giovedì 18 a sabato 20 ottobre

Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”

Museo Civico “Antonino Di Vita”

Aperitivo al Museo

Al termine del programma pomeridiano verrà aperto l’Aperitivo al Museo, una visita guidata all’interno dei due musei, con degustazione di prodotti enogastronomici. I ticket per la consumazione saranno in vendita presso il desk informazioni della sala proiezioni.

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Dal 18 ottobre al 18 novembre

Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”

Libia. Antiche Architetture Berbere

Mostra fotografica del regista Lucio Rosa.

Durante i giorni del Festival, la mostra sarà visitabile dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:00 alle ore 20:00. Saranno proiettati, a ciclo continuo, i film “Il segno sulla pietra”, “Libia is near”, “Fabrizio Mori, un ricordo”.

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Dal 18 ottobre al 31 dicembre

Già antica chiesa di S. Benedetto e S. Chiara

1915-1918. Licodia Eubea e i suoi figli nella Grande Guerra

Attraverso foto d'epoca, immagini e oggetti vari la mostra racconta il contributo dato dai 137 giovani soldati partiti da Licodia Eubea allo scoppio del conflitto mondiale e il loro ruolo nel contesto di quei tragici avvenimenti. L’esposizione è a cura dell’Archeoclub d’Italia “Mario Di Benedetto”.


Prime analisi dello scheletro del bambino al laboratorio di ricerche applicate

LE PRIME ANALISI DELLO SCHELETRO DEL BAMBINO
AL LABORATORIO DI RICERCHE APPLICATE

Il Laboratorio di Ricerca Applicate del Parco Archeologico di Pompei sarà il punto di partenza per le analisi preliminari dello scheletro del bambino ritrovato alle Terme Centrali di Pompei. Gli studi antropologici effettueranno un primo screening della stato di salute della giovane vittima, per poi indirizzare le successive indagini esterne sul DNA.

In questa prima fase, si tratta di analisi metriche, morfologiche e dei markers di stress scheletrici, ovvero di misurazioni delle ossa e valutazioni di impronte muscolari sulle scheletro, queste ultime utili a valutare se ci sono tracce di eventuali attività fisiche (trasporto pesi, deambulazione ecc.). Incrociando la misura della lunghezza delle ossa con le analisi dello sviluppo dentario sarà possibile determinare con maggiore precisione l’età del bambino, al momento stabilita tra i 7 e gli 8 anni.
Ulteriori informazioni potranno riguardare eventuali patologie rilevabili, considerato che non tutte le malattie sono identificabili sulle ossa. Non sarà invece possibile in questa fase stabilire il sesso dell’individuo, in quanto i caratteri di dimorfismo tipicamente maschili o femminili non son ancora definiti in età infantile. Tali determinazioni saranno possibili solo in un eventuale seconda fase di analisi sul DNA, qualora si presenti in un buono stato di conservazione.

Lo scheletro è stato rinvenuto pressoché completo ad eccezione di una porzione del torace destro, della mandibola e di parte degli arti superiori e di arti inferiori e non appaiono lesioni dovute alle intercettazioni ottocentesche.

Le indagini sui resti della piccola vittima delle Terme Centrali - dichiara il responsabile del Laboratorio di Ricerche Applicate, Alberta Martellone – saranno fondamentali per ricostruire la composizione e lo stato di salute degli abitanti di Pompei nel 79 d.C. I risultati che ne deriveranno potranno fornire un ulteriore contributo alla conoscenza della storia della città prima che l'evento eruttivo del 79 d.C. la cristallizzasse". Normalmente i dati antropologici che ci pervengono dalla storia sono relativi a individui, deceduti per morte naturale e ritrovati nelle sepolture delle necropoli. Nel caso unico di Pompei ci troviamo di fronte, invece, a resti umani di individui nel pieno della loro vitalità, morti  a causa di calamità naturali, quali l’eruzione. Le analisi su tali resti consentono di aprire uno spaccato sulla popolazione vivente dell’epoca, che in nessun altra situazione sarebbe stato possibile."

Nella fase di rinvenimento, oltre all’antropologa hanno contribuito allo studio della giacitura del reperto anche esperti vulcanologi e geologi, allo scopo di determinare le fasi stratigrafiche e le dinamiche di seppellimento. Le analisi del DNA saranno condotte a breve grazie alla collaborazione del dipartimento-di-medicina-molecolare-e-biotecnologie-mediche della Federico II.
Testo e immagini da UFFICIO STAMPA Parco Archeologico di Pompei - presso Antiquarium Boscoreale

Credenze religiose e cooperazione nelle società umane

10 Febbraio 2016
Durga_idol
Un nuovo studio, pubblicato su Nature, sottolinea come le credenze relative a divinità onniscienti e castigatrici possano aver giocato un ruolo chiave nella cooperazione tra popolazioni distanti e nello sviluppo dei moderni stati.
La ricerca, che ha visto una collaborazione tra antropologi e psicologi, ha guardato alle modalità con cui la religione influenza la volontà di cooperare, al di là della propria cerchia sociale. Si sono effettuati colloqui ed esperimenti in molti paesi: Vanuatu, Fiji, Brasile, Mauritius, Siberia e Tanzania. Le credenze religiose in queste nazioni sono varie e comprendono quelle del Cristianesimo, dell'Induismo, dell'animismo e della venerazione degli antenati.
Certe tipologie di credenze, come quelle che implicano divinità che sono coscienti delle interazioni umane, possono influenzare la volontà di cooperazione. Se si è convinti di essere osservati, e di essere puniti da una divinità - ad esempio per avarizia o per furto - si può essere meno inclini a simili comportamenti antisociali. Coloro che hanno simili credenze possono anche essere più inclini a comportamenti più corretti nei confronti degli appartenenti alla stessa religione, sebbene distanti.
Secondo gli autori, questo genere di comportamenti può dunque contribuire a sostenere strutture che sono alla base della società moderna: istituzioni, mercati, collaborazioni. Le religioni avrebbero dunque svolto un ruolo importante nello sviluppo e per la stabilità di organizzazioni statali complesse, come gli stati.
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Africa: caccia con frecce avvelenate presso i popoli San

2 Febbraio 2016

Coleotteri per le frecce avvelenate usati dalle popolazioni San e loro piante ospiti (foto: CS Chaboo, se non indicato diversamente). 2 Diamphidia nigroornata Ståhl (=D. simplex Péringuey, =D. locusta Fairmaire), Namibia (Chrysomelidae) 3 Polyclada sp. (Chrysomelidae) 4 Blepharida sp., Kenya (foto: C Smith, USNM) 5 Lebistina sp. (Carabidae) 6 Diamphidia femoralis (sopra) e il suo nemico predatore-parassitoide, Lebistina (sotto), su pianta di Commiphora nel Sud Africa (foto: K Ober) 7 Lebistina sanguinea (Boheman) coleottero adulto su pianta di Commiphora in Sud Africa (foto: E. Grobbelaar, SANC, ARC-PPRI).
Coleotteri per le frecce avvelenate usati dalle popolazioni San e loro piante ospiti (foto: CS Chaboo, se non indicato diversamente). 2 Diamphidia nigroornata Ståhl (=D. simplex Péringuey, =D. locusta Fairmaire), Namibia (Chrysomelidae) 3 Polyclada sp. (Chrysomelidae) 4 Blepharida sp., Kenya (foto: C Smith, USNM) 5 Lebistina sp. (Carabidae) 6 Diamphidia femoralis (sopra) e il suo nemico predatore-parassitoide, Lebistina (sotto), su pianta di Commiphora nel Sud Africa (foto: K Ober) 7 Lebistina sanguinea (Boheman) coleottero adulto su pianta di Commiphora in Sud Africa (foto: E. Grobbelaar, SANC, ARC-PPRI).

È noto da tempo l'utilizzo di frecce avvelenate da parte di popoli africani, per secoli. L'argomento lo si ritrova in testi di entomologia, chimica, antropologia.
Uno studio approfondito ha ora preso in considerazione questa tecnica presso i popoli San (anche noti come Boscimani, Saan o Basarwa). Si tratta in particolare di nove nazioni San in Botswana e Namibia: G|​ui, G||ana, G||​olo, Hai||on, Ju’|hoansi, Kua, Naro, Tsila e Xao-ǁ’aen. I San sono cacciatori raccoglitori tradizionali, e questo li pone in una posizione centrale per la storia dell'umanità, oltre che per molti studi di antropologia.
Alcune informazioni vengono da resoconti del Settecento, nei quali i fatti si mescolano a molte affermazioni poco credibili. La caccia con l'arco appare nelle pitture rupestri, ma non è chiaro da quando si sia cominciato ad utilizzare i veleni: gli studiosi suppongono questo sia avvenuto molto presto.
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Ricerca forense e abusi sui bambini nel passato

14 Gennaio 2016
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L'esperienza ottenuta negli anni dalla moderna ricerca forense può permetterci di comprendere un ulteriore aspetto delle società del passato: quello del lavoro minorile, degli abusi sui bambini e degli omicidi relativi.
Gli scheletri dei bambini non sono però semplicemente più piccoli, ma differenti. Un nuovo studio ha quindi cercato di fornire agli antropologi i metodi clinici per interpretare  i resti scheletrici relativi che ci vengono dal passato.
Tipicamente, la presenza di fratture multiple alle costole con diversi stadi di guarigione è sintomo di abusi. In alcuni casi, però, quelle che sembravano violenze erano in effetti le conseguenze della negligenza, e di malattie come rachitismo e scorbuto. Anche in questo caso vi è chiaramente un abuso nei confronti dei bambini, ma da un punto di vista criminale si tratta pure di un profilo differente.
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