Castello Sforzesco: mostra sulle buone pratiche di conservazione dei libri

Cultura

Castello Sforzesco, una mostra dedicata alle buone pratiche di conservazione dei libri

Al percorso espositivo principale corre parallelo un percorso per i ragazzi, con diorami e contenuti multimediali

Castello Sforzesco di Milano mostre conservazione libri libroMilano, 28 dicembre 2018 – Nella splendida Sala del tesoro (con ingresso dal Cortile della Rocchetta), la Biblioteca Trivulziana ha allestito una preziosa mostra che conduce il visitatore alla (ri)scoperta dell’oggetto libro, attraverso l’esposizione di una particolarissima selezione di volumi, realizzati dall’VIII al XVIII secolo e appartenenti alle raccolte civiche milanesi, anche grazie a supporti multimediali e didattici.

Promossa dal Comune di Milano-Cultura e curata da Isabella Fiorentini, con Loredana Minenna e Stefano Dalla Via, la mostra, aperta al pubblico gratuitamente fino al 14 aprile prossimo, si avvale anche di supporti multimediali e didattici.

Il fil rouge del racconto è rappresentato dalle voci di un piccolo dizionario in forma di avvertenze che Gaetano Volpi (1689-1761), editore erudito nella Padova del XVIII secolo, pubblicava nel 1756 a beneficio di tutti gli “amatori de’ buoni libri” allo scopo di mettere in guardia contro cattive abitudini di conservazione dei volumi e negligenti pratiche di stampa e di legatura. E la mostra prende il titolo proprio da questo antico “libretto di istruzioni”, ossia “Avvertenze necessarie e profittevoli a’ bibliotecarj, e agli amatori de’ buoni libri”.

Ogni volume esposto - alcuni manoscritti, altri a stampa, alcuni in carta, altri in pergamena - è testimone di una particolare forma di degrado che ha danneggiato il supporto fisico ma ha lasciato intatto o almeno parzialmente leggibile il contenuto testuale. Le pagine macchiate dall’acqua e dal fuoco, le legature in cuoio consumate dai tarli, la pergamena superstite di un’antica Bibbia in ebraico posta a protezione di un testo in latino: sono solo alcuni degli oggetti scelti perché i visitatori, adulti e ragazzi, possano esercitare lo sguardo e la mente nell’osservazione della struttura e dei materiali del libro, così come lo conosciamo in occidente dai primi secoli dell’era volgare.

Gli apparati didascalici della mostra sono stati elaborati applicando due diversi registri linguistici (al percorso didattico principale corre parallelo un percorso per i ragazzi), rispettando sempre la correttezza tecnico-scientifica dei contenuti ma rinunciando di norma a usare una terminologia specialistica, se non adeguatamente spiegata in forma divulgativa. L’allestimento comprende anche un diorama dedicato ai materiali del libro e alcuni contenuti multimediali.

Durante il periodo espositivo sono previsti incontri con i curatori, visite guidate per adulti e laboratori e visite animate per bambini e ragazzi, sia gratuiti che a pagamento, nell’ambito della programmazione didattica del Castello Sforzesco.

La sede e gli allestimenti sono tutti accessibili ai disabili motori. I testi destinati ai ragazzi sono stati elaborati in un font ad alta leggibilità, per venire incontro alle esigenze di tutte le categorie di piccoli lettori.

I contenuti sonori sono presentati anche in forma testuale e il diorama didattico offre spunti d’interesse per un’esperienza tattile.

Tutti i testi sono sia in italiano sia in inglese.

Come da Comune di Milano.


Le Giornate Elleniche raccontano il mondo greco a Milano e in Lombardia

Dall’11 al 14 ottobre, le Giornate Elleniche raccontano il mondo greco a Milano e in Lombardia

Milano, 8 ottobre 2018 - Per la prima volta al di fuori del contesto ambientale “classico” della Magna Grecia, le Giornate Elleniche della società Filellenica si svolgono quest’anno in Lombardia, e principalmente a Milano, dall’11 al 14 ottobre.

Promosse e avallate da prestigiose istituzioni culturali della regione, le quattro giornate si terranno a Milano presso la Biblioteca Sormani (il 13 e il 14 ottobre) e la Biblioteca Trivulziana (il 12 ottobre), e a Cremona (l’11 ottobre) presso il Palazzo Sperlari e il Teatro Monteverdi.

Le Giornate Elleniche sono dedicate all’evoluzione delle forme e dei modelli nella cultura greca dall’antichità ad oggi, spaziando dalla poesia omerica sino alla cultura del Novecento e passando attraverso numerosi “filtri” culturali e snodi istituzionali.

Quello tra Milano e il mondo greco è in effetti un rapporto apparentemente nascosto e però plurimillenario che in qualche modo si rinnova grazie a queste giornate, costituendo anche un prezioso momento d’incontro fra i Greci della diaspora italiana.

Già nel II secolo a.C., infatti, nell’opera del greco romanizzato Polibio, Milano è celebrata come “ultimo avamposto della civiltà” prima delle Alpi; a distanza di secoli, nell’ultimo scorcio del mondo antico, le sue parole saranno riprese dallo storico bizantino Procopio di Cesarea. Più tardi, gli studi greci conosceranno una importante fioritura nella Milano del Rinascimento e i tesori manoscritti greci della Biblioteca Ambrosiana testimoniano una presenza preziosa, cara agli studiosi a livello internazionale. Figure come quella del “greco” Ugo Foscolo animeranno la vita culturale e accademica lombarda nell’Ottocento, e un fitto tessuto sia di licei classici sia di iniziative musicali, teatrali ed editoriali testimoniano di un rapporto ininterrotto fino ai giorni nostri.

Insomma, altre regioni, anche per contiguità geografica, vantano colonne e capitelli e tempi e teatri greci, ma Milano e la Lombardia vantano una operosa fedeltà fatta di passione, testimonianza, ricerca, che non si limita a considerare l’irripetibile classicità ma esplora anche sviluppi più recenti.

Durante le Giornate Elleniche, infatti, si parlerà di miti e archetipi, ma anche di lingua greca e di musica rebetika, di poesia e pittura: un programma articolato per seguire, guidati da esperti, l’evoluzione dei modelli nella cultura greca, dall’antichità fino ad oggi.

Programma (file .pdf)

Come da Comune di Milano.


Milano: in mostra il calendario dei mesi nei libri d’ore della Trivulziana

Castello Sforzesco

In mostra il calendario dei mesi nei libri d’ore della Trivulziana

La mostra sarà ospitata nella Sala del Tesoro dell’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana fino al 7 febbraio 2016

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Milano, 3 dicembre 2015 - In occasione del Natale, l’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana propone in mostra, nella Sala del Tesoro una selezione di libri d’ore manoscritti e a stampa, realizzati e decorati tra il XV e gli inizi del XVI secolo in alcune delle più importanti sedi di manifattura del libro in Italia e in Europa (prevalentemente Francia e Fiandre). Tra la fine del Settecento e l’Ottocento questi preziosi volumi entrarono a far parte delle raccolte librarie private dei Trivulzio, acquisite nel 1935 dal Comune di Milano insieme alle ricche collezioni artistiche della nobile famiglia milanese e conservate oggi al Castello Sforzesco.

I libri d’ore, che accompagnano la preghiera individuale durante le cosiddette ‘ore canoniche’ del giorno (mattutino, laudi, ora prima, ora terza, ora sesta, ora nona, vespri e compieta), contengono un vero e proprio compendio di testi per la devozione privata ad uso dei laici.

Il nucleo centrale, di norma preceduto da un calendario, è costituito dall’officio della Vergine, le Horae Beatae Mariae Virginis, di norma accompagnate da illustrazioni che ripercorrono gli episodi più significativi della vita di Maria: l’Annunciazione, la Visitazione, la Natività, l’Annuncio ai pastori, l’Adorazione dei Magi, la Presentazione di Gesù al Tempio, la Strage degli innocenti e la Fuga in Egitto. Questa tipologia di volumi, diffusasi a partire dalla fine del XIII secolo, conobbe tra il Trecento e il Quattrocento uno straordinario successo nell’ambito della confezione dei manoscritti miniati (soprattutto in Francia e nelle Fiandre, ma anche in Italia) e approdò infine al vasto mercato della produzione a stampa.

Di dimensioni ridotte per essere agevolmente tenuti in mano, i libri d’ore erano di norma accompagnati da un ricco apparato decorativo, volto a individuare le partizioni più significative dei testi in essi contenuti e a offrire spunti di meditazione individuale. Il corredo delle illustrazioni, nei manoscritti spesso impreziosite dalla foglia d’oro, rendeva questi oggetti prodotti di lusso, destinati a un ristretto mercato dalle ingenti disponibilità finanziarie, fino a diventare anche un vero e proprio status symbol per gli acquirenti. Inoltre, la centralità riservata all’officio della Vergine li rendeva particolarmente adatti ad essere offerti come dono di nozze o a far parte della dote di facoltose nobildonne.

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