50° anniversario Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

50° anniversario

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

Vibo Valentia

In occasione del 50° anniversario dell’istituzione del Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia diretto da Adele Bonofiglio, afferente al Polo museale della Calabria guidato da Antonella Cucciniello, si avviano le celebrazioni della ricorrenza con un ricco programma di eventi che si svolgeranno nel corso dell’anno.

Antonella Cucciniello - Direttore Polo Museale della Calabria

Con due giornate, dedicate ad un importante convegno scientifico che si terrà nei giorni 6 e 7 luglio 2019, si offrirà una importante disamina degli studi fin qui condotti da esimi studiosi nazionali e internazionali che relazioneranno sull’area di Hipponion-Valentia.

Nell’ambito dei festeggiamenti si svolgerà la Iª fiera dei Musei del territorio, al fine di promuovere e valorizzare le prestigiose realtà locali. Le celebrazioni continueranno con l’allestimento di una mostra su Scrimbia a metà settembre, e nei giorni 19 e 20  ottobre 2019 si svolgerà la Iª Fiera dei Musei Archeologici della Magna Grecia.

Il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia è stato istituito nel 1969 ed è dedicato alla memoria del Conte Vito Capialbi, erudito del luogo. Animato da spirito antiquario, per primo raccolse e custodì le testimonianze della vita della città ricostruendone la storia dalla fondazione della colonia locrese di Hipponion alla costituzione della colonia romana di Valentia.
A questo nucleo si aggiunse la collezione di monsignor Albanese ricca soprattutto di ex voto.
I reperti che dal VII sec.a.C. al III sec.d.C, illustrano la civiltà greca, bruzia e romana sono stati in gran parte rinvenuti nell’area della città antica.
Particolare rilievo rivestono le terrecotte (VI –V sec. a. C.) alcuni bronzi e la preziosa laminetta aurea, con testo orfico, rinvenuta in una vasta necropoli che interessa l’area urbana della città moderna.
Di notevole interesse, inoltre, il ricco monetiere Capialbi che rappresenta un riferimento numismatico tra i più importanti in Calabria.

Adele Bonofiglio - Direttore Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia

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Cina Locride Tra la Cina e la Locride

Incontro "Tra la Cina e la Locride - Nuove frontiere turistiche negli scambi culturali"

Tra la Cina e la Locride

Nuove frontiere turistiche negli scambi culturali

Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu del Rio

Locri (Reggio Calabria)

Lunedì 1 luglio 2019 – Ore 18.00

Cina Locride Tra la Cina e la Locride
Tra la Cina e la Locride - Locandina

Lunedì 1 luglio 2019, alle ore 18.00, a Locri (Reggio Calabria), presso il Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu del Rio, si terrà un interessante incontro sul tema Tra la Cina e la Locride - Nuove frontiere turistiche negli scambi culturali.

L’iniziativa è organizzata dai Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri in sinergia con l’associazione  HistoriCal  per sensibilizzare il territorio a nuove collaborazioni finalizzate a far conoscere il patrimonio storico archeologico della Locride oltreoceano ed in mercati oggi molto importanti. Un impegno che vede i Musei e parco archeologico di Locri presenti e pronti a collaborare con operatori turistico-culturali e associazioni di categoria a 360°.

Interverranno all’incontro locrese: Antonella Cucciniello, direttore Polo museale della Calabria; Rossella Agostino, direttore Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri; Attilio Varacalli, presidente associazione HistoriCal; Giovanni Calabrese, sindaco di Locri; Nicola Irto, presidente consiglio regionale della Calabria; Cosimo Pellegrino, presidente A.L.B.; Francesco Belligerante, referente per la Cina – associazione HistoriCal; Domenico Creazzo, vicepresidente Parco Nazionale d’Aspromonte; Gianluca Colaci, Confartigianato e Mario Diano, presidente albergatori della Locride.

Rossella Agostino - Direttore Museo e Parco Archeologico di Locri

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Consegna dei lavori di ristrutturazione del Museo Nazionale Archeologico di Locri Epizefiri

Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu del Rio

Locri (Reggio Calabria)

10 giugno 2019 – Ore 12.00

Lunedì 10 giugno 2019, alle ore 12.00, a Locri (Reggio Calabria), presso il Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu del Rio, si terrà la consegna dei lavori di ristrutturazione del Museo Nazionale Archeologico di Locri Epizefiri. L’intervento è finanziato con risorse del Programma Nazionale Operativo (PON) “Cultura e Sviluppo” e si pone in continuità con gli interventi finanziati con le precedenti fasi di programmazione delle risorse aggiuntive di fonte comunitaria che hanno permesso di migliorare la fruibilità del parco archeologico, di recuperare Palazzo Nieddu del Rio per destinarlo in parte a Museo del Territorio.

Ed è proprio in questo edificio monumentale, grazie alla disponibilità del Comune di Locri, che verrà temporaneamente trasferita una significativa parte dell’allestimento espositivo dell’edificio museale  interessato dai lavori di miglioramento strutturale, impiantistico, della qualità energetica.

La progettazione dell’intervento ha offerto l’opportunità di incrementare la superficie destinata all’esposizione attraverso il tamponamento del portico sul fronte principale e di ripensare in chiave innovativa l’allestimento espositivo.

La durata prevista per il completamento dei lavori è di circa 12 mesi.

La direzione del Museo è impegnata a limitare al minimo i disagi temporanei all’utenza che questa importante operazione culturale potrà comportare.​

Illustreranno i dettagli di questa importante iniziativa Rossella Agostino, direttore Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri; Salvatore Patamia, segretario regionale MiBAC per la Calabria; l’architetto Giuseppina Vitetta in qualità di D. L. e Giovanni Calabrese, sindaco di Locri.

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archeologia subacquea Porto Giulio Portus Iulius Parco archeologico sommerso di Baia

Archeologia sommersa: tutte le storie che il mare ha da raccontare

Chi non ha mai sentito parlare dei Bronzi di Riace e della loro fortuita scoperta? Tutti hanno bene in mente il loro fisico statuario e le immagini della loro straordinaria perfezione. Ma è un dato di fatto: se non si fossero adagiati sul fondale per millenni, è quasi certo che non sarebbero giunti a noi; pratiche di spoglio e riutilizzo, soprattutto di statue bronzee, è ampiamente diffuso e documentato durante l'antichità basti pensare a quanti pochi originali bronzei greci e romani ci siano pervenuti. Ebbene, questo è il motivo per cui è importantissima l'archeologia subacquea: nonostante possa distruggere e modificare, l'acqua è anche un prezioso scrigno e conserva gelosamente per millenni grandissimi ed importantissimi tesori e storie, la maggior parte di esse testimoni dell'ingegno e del coraggio dei nostri predecessori che, affidandosi puramente ai segni naturali e a pochi accorgimenti empirici, solcavano i mari armati di moltissimo coraggio.

archeologia subacquea Porto Giulio Portus Iulius Parco archeologico sommerso di Baia
Strutture sommerse del Porto Giulio. Parco archeologico sommerso di Baia. Foto di Ruthven, CC0

Perchè non illudiamoci, ogni relitto ritrovato che per noi è un grande momento di giubilo dato che "congela" i dati presenti a bordo della nave, parla di una tragedia; dietro di esso si celano marosi, tempeste, urti e momenti in cui la morte era spesso accanto ai naviganti, ma anche momenti in cui venivano messi a rischio mesi di processo produttivo, perchè ciò che spinge l'uomo per mare, sin dal Neolitico, è proprio il commercio.

Alcuni dei più antichi sono infatti i relitti risalenti all'età del Bronzo, età in cui l'uomo si accingeva a conquistare con la scrittura capacità di mettere per iscritto i propri pensieri, eppure già si spingeva in rotte kilometriche in tutto il Mediterraneo. Uno di questi è il relitto fenicio di Uluburun, ritrovato in Turchia, del XIV a.C. e, per essere più precisi, mentre era in vita la regina egizia Nefertiti, visto che tra il vasto carico di anfore, rame, avorii e ori era presente anche uno scarabeo in oro recante il suo nome. Un altro risalente a questo periodo è il relitto del XIII a.C. di Capo Gelidonya.

Modello in legno del relitto di Uluburun. Foto di Martin Bahmann, CC BY-SA 3.0

Tanti altri e tanto diversi sono stati i relitti individuati nel corso degli anni in tutto il Mediterraneo: dal "cimitero di navi" del Grand Conglouè, vicino Marsiglia dove un'insidiosa prominenza rocciosa sommersa ha causato l'affondamento di due navi nello stesso punto a un millennio di distanza l'una dall'altra; la prima è di età classica e la seconda di età ellenistica. Ma è bene citare anche le straordinarie e gigantesche navi di committenza imperiale situate sui fondali del Lago di Nemi, probabilmente templi-galleggianti con ponti mosaicati, edicole in marmi coperte da laterizi recante bollo di Caligola, accessori in bronzo e ogni tipo di opulenza e ricchezza purtroppo andate in fumo a causa dell'incendio causato dai Nazisti in ritirata durante l'avanzata Alleata. Come dimenticare poi il relitto di Mahdia, i due tardoantichi di Yassi Ada e quelli che hanno restituito fortunatamente tanti bronzi: Antikythera che ci ha restituito un fantastico strumento meccanico del III a.C che gli antichi naviganti utilizzavano per calcolare il sorgere del Sole, le fasi lunari, i giorni e i mesi e addirittura i movimenti dei cinque pianeti allora conosciuti, oltre ad una serie di straordinari bronzi classici ed ellenistici quali il famoso Efebo di Anticitera e la testa di filosofo.

L'Efebo di Anticitera. Foto di Ricardo André Frantz, CC BY-SA 3.0

Da questo punto di vista, noi non siamo da meno: nel 1992 a Punta del Serrone, Brindisi, Puglia, furono ritrovati una moltitudine di bronzi, successivamente attribuiti a diverse epoche storiche, tutte opportunamente "mutilate" per un più facile trasporto in Italia per essere probabilmente rifuse e riutilizzate, oppure ricomposte per adornare una delle tante villae di equites o di senatori romani.

Non solo relitti, ma anche intere città sommerse principalmente a causa di sommovimenti sismici ma anche per la naturale vita dei fiumi. Alcune di queste sono Baia e Porto in Italia, la zona del porto di Alessandria d'Egitto e così via.

Avviene anche il contrario, ovvero zone un tempo sommerse che ora non lo sono più, eppure conservano tracce di un passato da fondale marino: Marsiglia, in pieno centro custodiva una serie di relitti così come Napoli, Ravenna che era una città lagunare e anche relitti di Pisa che, quando era una potenza marina, aveva il suo porto sull'Arno, che però a causa dei detriti ha mutato via via il suo percorso.

Questi studi importantissimi sono stati condotti da una serie di personalità straordinarie: dal padre dell'archeologia subacquea, l'americano George Bass che in un solo mese consegue il brevetto per immergersi e portare il metodo stratigrafico anche sott'acqua, al francese inventore del rivoluzionario respiratore a membrana e pioniere della moderna immersione, Jean-Jacques Cousteau all'italianissimo Nino Lamboglia, archeologo subacqueo incapace di nuotare ma che ha spinto l'Italia, ahimè solo in quegli anni, a primeggiare assieme alla Francia in materia di Archeologia Subacquea.

La storia della disciplina continua fino ai giorni nostri, al compianto professor Tusa, Soprintendente del Mare dell'unica regione che possiede tale carica, la Sicilia, molto attenta a tutelare e salvaguardare ogni tipo di testimonianza umana proveniente dal mare. L'unica che ha messo in pratica una seria politica di salvaguardia e attenzione al patrimonio umano sommerso, che come abbiamo visto può riservare dei veri e propri tesori scientifici che, se valorizzati, possono anche trasformarsi non solo in oneri ma anche in guadagni economici tramite il turismo e la divulgazione.

A tal proposito, segnaliamo che il 24 maggio alle ore 11, presso il castello di Baia, si terrà l'inaugurazione della mostra fotografica “I pionieri dell’archeologia subacquea nell’area Flegrea ed in Sicilia”, con allestimento e curatela realizzati da Teichos: si tratta dell'anteprima della più ampia mostra "Thalassa" che si terrà a Settembre, e ricorderà Sebastiano Tusa, che costituì la Soprintendenza del Mare. È il testamento di un grande professore e un grande studioso ed è un evento che sicuramente renderà giustizia a tutte le storie che il mare ha prima celato e poi raccontato, ma anche di quelle che ancora il mare ha ancora da raccontare.


Reggio Calabria: l’Arena dello Stretto e l’Athena Promachos

Ecco l’antica Reggio, le cui origini si perdono nella notte dei tempi! Ecco la Reggio della Magna Grecia, di cui ancora conservate le vestigia monumentali ed i preziosi cimeli nel vostro importante Museo Nazionale, che ora accoglie anche i due grandi Bronzi di Riace” (Giovanni Paolo II al suo arrivo a Reggio Calabria il 7 Ottobre 1984).

Il lungomare di Reggio Calabria è certamente uno dei luoghi più suggestivi che colorano il panorama della penisola italiana. Esteso per 1,7 km, da Piazza Indipendenza a Piazza Garibaldi, ha da sempre affascinato reggini e non, tanto da far nascere una leggenda metropolitana che ha come protagonista il poeta vate Gabriele D’Annunzio. Quest’ultimo, durante un ipotetico viaggio a Reggio, avrebbe definito il lungomare “il chilometro più bello d’Italia”.

La frase, come ha dimostrato lo studioso Agazio Trombetta nel suo libro “La Via Marina di Reggio”, è chiaramente un falso storico. In primis, è un dato certo e non presunto che il D’Annunzio, nonostante i suoi molteplici viaggi, non visitò mai la sponda calabra dello Stretto. Attraversò una sola volta lo Stretto di Messina, nel 1895, mentre si stava recando in Grecia, ma passò quasi tutto il viaggio in cabina per via del mal di mare. Inoltre nessuno degli innumerevoli documenti conservati nella Biblioteca Dannunziana menziona la frase a lui attribuita, né un’eventuale visita alla città.

In secondo luogo, la frase è riconducibile ad un evento sportivo che ebbe luogo a Reggio Calabria nel non lontano 1955, il Giro d’Italia, durante il quale la RAI inviò un radiocronista, Nando Martellini. Commentando l’arrivo del Benedetti al traguardo di una gara ciclistica, che aveva come cornice lo splendido e suggestivo lungomare reggino, Martellini attribuì la frase a D’Annunzio, sulla base di quanto sentito da alcuni locali, evidentemente senza essersi documentato sull’attendibilità del racconto, in quanto, grazie alle ricerche di Trombetta, la frase risulta essere di pura invenzione.

Lungomare di Reggio Calabria
Lungomare di Reggio Calabria. Foto PosaBì di Bruno Giordano

Al di là della veridicità dell’episodio, la Via Marina di Reggio Calabria merita senz’altro di essere definita “il chilometro più bello d’Italia” per la bellezza dello scenario su cui si poggia lo sguardo dei fortunati passanti. Basta fermarsi un attimo, durante le giornate frenetiche che caratterizzano la vita di ognuno di noi, per provare nell’immediato un senso di pace e tranquillità osservando Messina e la parte nord orientale della Sicilia. Pace e tranquillità cedono volentieri il passo a meraviglia e stupore se si ha la fortuna di ammirare il fenomeno della Fata Morgana, ovvero le immagini della costa sicula riflesse nel mare, in seguito ad una giornata di pioggia e a delle conseguenti particolarissime condizioni atmosferiche.

Arena dello Stretto Lungomare di Reggio Calabria
L'Arena dello Stretto. Foto PosaBì di Bruno Giordano

Fiore all’occhiello del lungomare di Reggio Calabria è l’Arena dello Stretto, dedicata al senatore Ciccio Franco. L’Arena riprende il modello dei teatri greci e sorge in luogo del Molo di Porto Salvo, distrutto dal celebre terremoto e maremoto che colpì le città di Reggio e Messina nel 1908. Il Molo era un simbolo fortissimo della città reggina: lì approdò il Re Vittorio Emanuele III il 31 Luglio del 1900. Per celebrare l’evento, straordinario in quanto si trattava della prima volta che giungeva sul suolo italico in qualità di sovrano, viene edificato un monumento in piena arte fascista.

Dettaglio del monumento. Foto PosaBì di Bruno Giordano

Un Cippo Marmoreo, inaugurato nel Maggio del 1932, è caratterizzato al centro dalla presenza di una statua bronzea raffigurante Athena Promachos, ovvero “Athena che combatte in prima linea”. La statua, a livello stilistico, sembra quasi rifarsi al celebre modello in bronzo di Fidia, purtroppo perduto, realizzato nella metà del V secolo a.C. e collocato nell’Acropoli di Atene tra i Propilei ed il Partenone.

Statua bronzea di Athena Promachos. Foto PosaBì di Bruno Giordano

Progettata dall’architetto Camillo Autore e realizzata insieme alla scalinata dallo scultore messinese Bonfiglio, a differenza dell’archetipo che presentava una lancia poggiata sulla spalla destra e una Nike nella mano destra, l’Athena reggina regge una lancia nella stessa mano nell’atto di scagliarla, e uno scudo nella sinistra, come il simulacro della divinità realizzato da Fidia. Indossa il chitone e l’egida, oltre all’elmo, tutti attributi tipici della dea della saggezza e della guerra, che in questo contesto è posta a difesa della città.

Dettaglio. Foto PosaBì di Bruno Giordano

Nel 2001, in seguito a dei lavori di ristrutturazione del lungomare, per volere dell’allora sindaco Italo Falcomatà la statua, in precedenza rivolta verso il mare, fu posta con lo sguardo verso la città che protegge.

Collocata ad hoc al centro dell’Arena dello Stretto, permette a chi la guarda di riflettere sul connubio tra storia e paesaggio, architettura e natura, che ha da sempre caratterizzato la città di Reggio. L’Arena, definita impropriamente anche Anfiteatro Anassilaos (porta dunque il nome del primo tiranno reggino), oltre alla gradinata semicircolare consta di due ampie rampe laterali, utili finanche ai disabili per giungere nella parte inferiore della Via Marina.

Arena dello Stretto Lungomare di Reggio Calabria
L'Arena dello Stretto. Foto PosaBì di Bruno Giordano

Sede di alcuni degli eventi più importanti della città, l’Arena dello Stretto ospita diverse manifestazioni musicali, teatrali e feste stagionali, rispecchiando il modello greco e romano nella sua architettura e nella destinazione d’uso.

Ancora una volta la città di Reggio Calabria riesce a coniugare in modo splendido passato e presente, a sorprenderci per la Storia e le Storie che racconta attraverso i suoi monumenti ed il paesaggio, tanto semplici quanto eloquenti.

Per citare Kierkegaard: “la vita può essere capita solo all’indietro ma va vissuta in avanti”, e l’antica Rhegion celebrando costantemente il suo passato, guarda ottimamente al futuro.

Sitografia


Giorgio Ceraudo L'arte e il paesaggio Catanzaro

Catanzaro: presentazione libro "L'arte e il paesaggio. Le belle contrade" di Giorgio Ceraudo

Presentazione volume

L’ARTE E IL PAESAGGIO

Le belle contrade

Salone del Palazzo della Provincia di Catanzaro

Catanzaro

Venerdì 26 aprile 2019 – Ore 17.00

Giorgio Ceraudo L'arte e il paesaggio Catanzaro

Venerdì 26 aprile 2019, alle ore 17.00, a Catanzaro, presso il Salone del Palazzo della Provincia, verrà presentato il volume di Giorgio Ceraudo dal titolo L’ARTE E IL PAESAGGIO Le belle contrade (Rubbettino Editore).

Interverranno all’iniziativa, moderata dallo scrivente, Ivan Cardamone, vicesindaco e assessore comunale alla cultura; Teresa Gualtieri, presidente nazionale federazione Club per l’Unesco; Francesco Cuteri, archeologo; Rosanna Caputo, storico d’arte e l’autore del volume.

Giorgio Ceraudo, architetto, già Soprintendente per i Beni Culturali della Calabria, ha presentato a Cosenza, Palazzo Arnone, il suo lavoro evidenziando i tanti lavori espletati durante la sua gestione riscuotendo attenzione e interesse.

Nell’incontro catanzarese si farà il punto sull’impegno profuso dall’arch. Ceraudo per dare centralità al Complesso monumentale del San Giovanni, al Palazzo Fazzari, al Palazzo Alemanni, al restauro e alla valorizzazione del Parco Archeologico e Museale della Roccelletta di Borgia e agli altri gioielli architettonici che contraddistinguono la città di Catanzaro e la sua provincia.

Non mancheranno, ancora, analisi e approfondimenti sui tanti tesori d’arte del catanzarese presentati in mostre di straordinaria valenza culturale: “Andrea Cefaly e la scuola di Cortale”; la mostra internazionale “Mattia Preti il Cavaliere Calabrese”, etc..

L’iniziativa metterà in primo piano le potenzialità che detiene la nostra Regione in un settore strategico, la cultura appunto, per uno sviluppo e una crescita economica e sociale non più rinviabile.

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Locri in acquerello Rossella Agostino libri

Reggio Calabria: presentazione del volume "Locri in acquarello"

Presentazione volume

Locri in acquarello

Accademia di Belle Arti - Aula Magna “G. Marino”

Reggio Calabria

Giovedì 11 aprile 2019 – Ore 17.00

Locri in acquarello Rossella Agostino libriGiovedì 11 aprile 2019, alle ore 17.00, a Reggio Calabria, presso l’Accademia di Belle Arti - Aula Magna “G. Marino”, verrà presentato l’interessante volume Locri in acquarello, curato da Rossella Agostino, direttore Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri.

L’iniziativa è indetta da Italia nostra - Sezione di Reggio Calabra e dall’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria.

Il volume è stato stampato dal Polo museale della Calabria in occasione dei 20 anni di dichiarazione del museo di Locri quale Museo nazionale e riporta articoli legati alla storia del museo, a cura dell’archeologo Claudio Sabbione; un articolo della studiosa, accademica dei Lincei, professoressa Elisa  Lissi Caronna che ha scavato con Oliverio negli anni’50 a Locri; l’articolo della professoressa Letizia Lazzarini sulla figura del professore Gaspare Oliverio nonché le opere degli  acquarellisti che hanno lavorato en plein air presso il parco archeologico in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio del 2018, opere che poi hanno donato allo stesso Museo.

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Iniziative in Calabria per la seconda edizione della Giornata nazionale del mare

Giornata nazionale del mare

Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide - Cassano all’Ionio (Cosenza)

Museo Archeologico Nazionale di Amendolara – Amendolara (Cosenza)

Giovedì 11 aprile 2019

Giornata nazionale del mareGiovedì 11 aprile 2019 il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide e il Museo Archeologico Nazionale di Amendolara celebreranno con interessanti iniziative la Giornata nazionale del mare, giunta alla seconda edizione.

A Cassano all’Ionio (Cosenza), presso il museo della Sibaritide, interverranno: Adele Bonofiglio, direttore del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide; la Capitaneria di Porto Corigliano – Rossano; Paola Caruso, archeologa subacquea; Sigismondo Mangialardi, presidente del Circolo Velico Lucano di Policoro; Gennaro Tauro e Pasquale Andreulli, A.S.D. Poseidon.

Giornata del mareLa manifestazione è volta a sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza del mare come un’immensa risorsa sia ambientale che economica e sociale per la rivalutazione del territorio e ha lo scopo di sviluppare la cultura del mare attraverso norme comportamentali nel rispetto della sua tutela e valorizzazione in relazione ai beni archeologici che ospita, alla ricerca e soccorso in mare, alla sicurezza della navigazione, alla salvaguardia dell’ecosistema marino e della filiera ittica.

Il Circolo Velico Lucano organizza presso i Laghi di Sibari dimostrazione pratica.

A seguire si terranno visite guidate e laboratori didattici a cura del Servizio Educativo del Museo, con la collaborazione dei Tirocinanti MiBAC.

Nella stessa giornata si svolgerà, per celebrare sempre la Giornata del mare, un interessante evento organizzato dall’associazione “Laghi di Sibari” in condivisione con il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide.

Ad Amendolara (Cosenza), presso il Museo Archeologico Nazionale di Amendolara, interverranno: Adele Bonofiglio, direttore del museo; Gennaro Tauro e Pasquale Andreulli, A.S.D. Poseidon.

La manifestazione rivolge particolare attenzione ai resti dell’antica isola oggi nota come “Secca di Amendolara”.

A seguire si terrà una dimostrazione teorico – pratica con proiezioni video dedicati.

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Sulle rive dello Jonio

Locri: incontro "Sulle rive dello Jonio"

Sulle rive dello Jonio

Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu Del Rio

Locri (Reggio Calabria)

Mercoledì 10 aprile 2019 – Ore 18.00

Sulle rive dello JonioSulle rive dello JonioI Musei di Locri e di Bova Marina: spunti per la “narrazione” di un territorio” questo è il tema di un interessante incontro che si terrà mercoledì 10 aprile 2019, alle ore 18.00, presso la Biblioteca Gaudio Incorpora di Palazzo Nieddu a Locri, cittadina del reggino.

L’iniziativa è promossa dal Sidus Club e dai Musei Archeologici di Locri e di Bova Marina.

Sulle rive dello Jonio

Interverranno: Albarosa Dolfin, presidente del Sidus Club; Giovanni Calabrese, sindaco di Locri; Anna Sofia, assessore comunale alla Cultura; Maria Caterina Aiello, vicepresidente del Sidus Club; Rossella Agostino, direttore Musei di Locri e Laura Delfino, direttore del Museo di Bova Marina.

In particolare Rossella Agostino si soffermerà sui tre musei locresi (due al Parco archeologico dedicati l’uno al periodo greco e l’altro alle testimonianze di età  romana – e il Palazzo Nieddu, dedicato al periodo anteriore alla fondazione della colonia e alle scoperte dal territorio) e Laura Delfino sul Museo di Bova Marina che dà conto di un ricco patrimonio storico-archeologico da aree di abitato, di necropoli e di siti fortificati a controllo del territorio, inquadrabile in un ampio arco cronologico compreso tra l’età neolitica ed il VI secolo d.C. e si caratterizza per la presenza di testimonianze ebraiche.

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Prossimi eventi e nuovo sito istituzionale del Polo Museale della Calabria

PROSSIMI EVENTI E NUOVO SITO ISTITUZIONALE

POLO MUSEALE DELLA CALABRIA

Musei, monumenti e aree archeologiche

Dopo la Settimana dei Musei (5/10 marzo 2019), la Giornata nazionale del Paesaggio (14 marzo 2019) e Aspettando la Festa della Musica (21 marzo 2019) il Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, comunica altri imperdibili appuntamenti che interesseranno musei, monumenti e aree archeologiche ricadenti nelle sue competenze.

Alcuni eventi in calendario con relative date:

Giornata internazionale dei Musei (18 maggio 2019)

Giornate dell’archeologia (14/15/16 giugno 2019)

Festa della Musica (21 giugno 2019)

GEP- Giornate Europee del Patrimonio (21/22 settembre 2019)

[email protected] – Giornata delle famiglie al museo (13 ottobre 2019)

Si informa, altresì, che è stato realizzato un nuovo sito istituzionale (musei.calabria.beniculturali.it) sul quale sono riportati struttura, attività, musei e notizie attinenti al Polo museale della Calabria.

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