Una recinzione concentrica del Calcolitico a Valencina de la Concepción

9 Agosto 2016

Segni di bruciature su un mattone all'interno della recinzione circolare. Immagine: SFB 1070 RessourcenKulturen, Javier Escudero Carrillo and Elisabet Conlin
Segni di bruciature su un mattone all'interno della recinzione circolare. Immagine: SFB 1070 RessourcenKulturen, Javier Escudero Carrillo and Elisabet Conlin

Una recinzione concentrica dell'epoca della Cultura del Vaso campaniforme è stata scoperta nel sud della Spagna, vicino Valencina de la Concepción. È stata datata tra il 2600 e il 2200 prima dell'era volgare. Il complesso era forse utilizzato per tenere dei rituali.

Era noto dalla metà del diciannovesimo secolo che nei pressi di Valencina de la Concepción (nei dintorni di Siviglia) ci fosse un insediamento dell'Età del Rame. Il metallo proveniva dalle montagne alle spalle di Valencina.

Link: AlphaGalileo via Universitaet Tübingen


Israele: sequenziamento del genoma dell'orzo di seimila anni fa

18 Luglio 2016

Resti vegetali e orzo eccellentemente preservati nella Grotta di Yorum. Credit: Uri Davidovich
Resti vegetali e orzo eccellentemente preservati nella Grotta di Yoram. Credit: Uri Davidovich

Un nuovo studio, pubblicato su Nature Genetics, espone i risultati del sequenziamento del genoma dell'orzo di seimila anni fa, proveniente dalla Grotta di Yoram, nel Deserto della Giudea e nei pressi del Mar Morto.

Lo studio mostra le affinità coi campioni di antichi esemplari dal Levante Meridionale e dall'Egitto, coerentemente con la proposta di domesticazione della pianta (databile a diecimila anni fa circa) da farsi risalire alla Valle del Giordano (corso superiore del fiume). La ricerca suggerisce pure che le varietà coltivate nell'odierno Israele non abbiano subito grandi cambiamenti negli ultimi sei millenni. I semi coltivati 6000 anni fa differiscono poi dalle attuali forme selvatiche, pur essendo simili a quelle attualmente coltivate.

L'operazione di sequenziamento è stata resa possibile grazie al ritrovamento di resti vegetali eccellentemente preservati, che hanno fornito un'opportunità unica per gli studiosi.

L'entrata alla Grotta di Yorum. Credit: Prof. Ehud Weiss
L'entrata alla Grotta di Yoram. Credit: Prof. Ehud Weiss

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Spagna: recinti per il bestiame del Calcolitico in Álava

8 Giugno 2016

Pila di detriti bruciati del Calcolitico dal rifugio roccioso di  San Cristóbal. Credit: UPV/EHU
Pila di detriti bruciati del Calcolitico dal rifugio roccioso di San Cristóbal. Credit: UPV/EHU

Un nuovo studio, pubblicato su Quaternary International, ha pubblicato i risultati delle investigazioni presso il rifugio roccioso di San Cristóbal (Sierra de Cantabria, Álava). Ne è risultato l'utilizzo di recinti per pecore e capre, da parte delle comunità agropastorali locali a partire dagli inizi del Calcolitico (5 mila anni fa circa).
L'analisi dei pollini ha evidenziato l'esistenza di pascoli nelle vicinanze del rifugio roccioso. Anche se non si è ancora ritrovato alcun insediamento nei pressi di San Cristóbal, è probabile che questo sia esistito nelle vicinanze.
Studi precedenti, condotti dallo stesso team di ricerca, avevano in precedenza evidenziato l'esistenza di recinti per l'allevamento per il Neolitico in altri siti nella Sierra de Cantabria.
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Un insediamento di settemila anni fa da Gerusalemme

17 Febbraio 2016
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Resti di un insediamento del Calcolitico, risalente al quinto millennio prima dell'era volgare, sono stati ritrovati nella parte settentrionale di Gerusalemme.
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Nell'area, il periodo calcolitico è attestato nel Negev, nella pianura costiera, in Galilea e nel Golan, ma era completamente assente presso i Monti della Giudea e Gerusalemme. Prima di questo significativo ritrovamento si erano solo ritrovate tracce presso Abu Gosh, presso il raccordo di Motza e il complesso Holyland a Gerusalemme.
Si sono finora dissotterrate due abitazioni, ceramiche, strumenti in selce e una ciotola in basalto. L'insediamento sembra essere stato prospero e abitato a lungo.
Link: Israel Ministry of Foreign Affairs; Times of Israel; Ynet News; National GeographicInternational Business Times.
Gerusalemme, foto di RonAlmog (from Israel (ישראל)Jerusalem), da WikipediaCC BY 2.0, caricata da Geagea.
Il distretto di Gerusalemme in Israele, da Wikipedia, CC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Israel location map.svg (by NordNordWest).)


La linea genetica materna di Ötzi, oggi estinta

14 Gennaio 2016

Ricostruzione di Kennis © Museo Archeologico dell'Alto Adige, Foto Ochsenreiter
Ricostruzione di Kennis © Museo Archeologico dell'Alto Adige, Foto Ochsenreiter

Il profilo genetico di Ötzi, che visse sulle Alpi Orientali attorno al 3250 a. C., nel Calcolitico, era risultato finora elusivo per gli scienziati. In particolare, se da un punto di vista paterno i geni della mummia di Similaun possono ancora essere ritrovati presso le popolazioni oggi esistenti, dubbi sussistevano sui geni provenienti dal lato materno di Ötzi, che non sono invece presenti negli odierni gruppi umani.
Un nuovo studio sul mtDNA (cioè, il DNA mitocondriale, che si trasmette da parte di madre) ha evidenziato come la linea genetica materna (indicata con l'aplogruppo K1f) sia assente o rara nelle moderne popolazioni. Riguardo la sua origine, gli scienziati ritengono che si sia originata a livello locale sulle Alpi almeno 5300 anni fa, e suggeriscono che possa essersi estinta a causa di eventi demografici verificatisi in Europa 5000 anni prima del tempo presente.
Il DNA mitocondriale era già stato analizzato, anzi, era stato il primo ad essere analizzato, nel 1994. Non era però chiaro se l'incapacità di ricollegarlo alle popolazioni attuali fosse dovuta al limitato numero di campioni considerati per il confronto o piuttosto a una reale estinzione.
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Il padre di Ötzi era invece nativo dell'Europa centrale (provenendo dal Vicino Oriente) e trova nei contadini di Svezia e Bulgaria le maggiori analogie da un punto di vista genetico. I due genitori, insomma, provenivano da contesti diversi dell'Europa preistorica.Leggere di più


Dallo stomaco di Ötzi indizi sulla complessa storia demografica europea

7 Gennaio 2016

Ricostruzione di Kennis © Museo Archeologico dell'Alto Adige, Foto Ochsenreiter
Ricostruzione di Kennis © Museo Archeologico dell'Alto Adige, Foto Ochsenreiter

L'Helicobacter pylori, che solitamente risiede nello stomaco della maggior parte delle persone, è un batterio diffuso a livello globale, grazie al suo ospite umano (è responsabile di gastriti e ulcere peptiche). È perciò possibile utilizzarlo per ricostruire le migrazioni umane tanto recenti quanto antiche: la sua popolazione europea attuale è un ibrido tra il batterio presente in Asia e Africa, ma vi sono diverse ipotesi riguardo luogo e tempo dell'ibridazione. Questo riflette la complessa storia demografica degli Europei.
Un nuovo studio ha ora preso in esame il genoma di un Helicobacter pylori di 5300 anni fa, contenuto nello stomaco di Ötzi, la celebre mummia del Calcolitico. Il batterio è un rappresentante quasi puro della popolazione asiatica dello stesso (e in particolare osservato oggi principalmente nell'Asia Centrale e Meridionale), per cui gli studiosi suggeriscono che la popolazione africana sia giunta in Europa nelle ultime migliaia di anni. Finora si riteneva che gli Europei del Neolitico già portassero questo ceppo del batterio al tempo in cui abbandonarono il loro stile di vita da cacciatori raccoglitori, per diventare agricoltori: evidentemente non è così.
Gli scienziati sono anche riusciti a decodificare quasi interamente il genoma del batterio. Potrebbe pure essere vera la teoria per la quale gli umani erano infettati dal batterio all'inizio della loro storia. Il compito dei ricercatori non è stato peraltro facile, visto che la mucosa di Ötzi è completamente scomparsa: si è riusciti a superare il problema recuperando i contenuti dello stomaco della mummia. Per quanto non sia possibile dire se l'Uomo di Similaun soffrisse di problemi allo stomaco, le precondizioni per questi sussistevano.
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Una bacchetta in legno e piombo del Tardo Calcolitico dal Negev

4 - 5 Dicembre 2015
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Un manufatto di seimila anni fa, una bacchetta in legno e piombo, ritrovata nella Grotta di Ashalim nel Negev (in Israele), sarebbe il primo esempio di lavorazione del metallo nel Levante.
Finora non si avevano esempi di lavorazione del piombo durante il Tardo Calcolitico (che è noto soprattutto per la lavorazione del rame), il che è strano, visto che il primo ha un punto di fusione più basso. Il metallo proverrebbe dall'Anatolia.
Link: Live Science; Haaretz
Il distretto meridionale di Israele, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Israel location map.svg (by NordNordWest).)
 
 


Bulgaria: un pendente da Solnitsata il più antico gioiello in oro europeo

24 Novembre 2015
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Un pendente in oro da Solnitsata, datato a 6300 anni fa, è il più antico gioiello in oro lavorato europeo. Del peso di 2 grammi, è fatto di oro a 23-24 carati.
Solnitsata, che col suo nome fa riferimento al sale che era lì lavorato già in epoca preistorica, è ritenuto il più antico insediamento europeo. Si trova nei pressi della città di Provadia, nella provincia bulgara di Varna.
Oltre al gioiello in oro, si sono ritrovate centinaia di altri reperti. La necropoli di Solnitsata è datata al 4300 a. C., e cioè al Tardo Calcolitico, ma il prof. Vasil Nikolov ritiene che il pendente possa essere di duecento-trecento anni precedente.
Sintesi e traduzione da: Archaeology in Bulgaria
Link ulteriori: The History Blog
La provincia di Varna in Bulgaria, di NordNordWest, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Пакко.
 


Come l'agricoltura ha cambiato il genoma umano in Europa

23 Novembre 2015
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L'introduzione dell'agricoltura in Europa, 8500 anni fa, ha cambiato lo stile di vita umano in modo così profondo da arrivare a toccare perfino il DNA.
Queste le conclusioni alle quali è giunto un nuovo studio, grazie anche a tecniche migliori di estrazione del DNA e utilizzando la più vasta collezione di set di dati relativi ai genomi di antichi Eurasiatici (per un totale di 230 individui). Proprio nell'ultimo anno si è avuto un grande incremento del materiale genetico a disposizione.
Lo studio del DNA antico permette di apprezzare concretamente le modalità con le quali la selezione naturale opera. Il nostro moderno DNA, infatti, contiene solo l'eco del lontano passato, difficilmente riconducibile ad eventi determinati. La ricerca in questione è giunta invece ad identificare quei geni specifici che si sono modificati durante e dopo la transizione avutasi in Europa, da cacciatori raccoglitori ad agricoltori.
Cosa si è modificato? La nostra altezza, il colore blue degli occhi, il nostro peso, il colore chiaro della pelle, i livelli di vitamina D, un rischio più elevato di celiachia, il metabolismo degli acidi grassi e la possibilità di digerire il lattosio in età adulta. Gli individui nell'Europa meridionale tenderebbero inoltre ad essere di altezza inferiore rispetto a quelli dell'Europa Settentrionale, a causa di un maggior peso per questi ultimi nella discendenza dalle popolazioni eurasiatiche della steppa. Per i primi invece avrebbero un peso maggiore le popolazioni più basse del Neolitico e Calcolitico dalla penisola Iberica.
Proprio il Neolitico è quel periodo durante il quale si ebbe un incremento della densità di popolazione e si viveva a più stretto contatto, anche con gli animali. La Rivoluzione Neolitica è difatti uno dei periodi di transizione più importanti nella Preistoria. Le conclusioni dello studio supportano anche l'ipotesi di un arrivo degli antichi agricoltori in Europa dall'Anatolia, sarebbe a dire dall'odierna Turchia.

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Bulgaria: il più grande edificio dell'Età della Pietra da Durankulak?

21 - 26 Settembre 2015
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Un complesso cultuale dell'Età della Pietra è stato scoperto presso il lago costiero di Durankulak, nella provincia bulgara di Dobrich. Il complesso, datato a 7500 anni fa, presenta quello che forse è addirittura il più vasto edificio dell'epoca mai ritrovato.
Gli scavi presso il sito, ribattezzato la "Troia di Dobrudzha", cominciarono dagli anni settanta del secolo scorso. I resti lì ritrovati appartengono alla fase Blatnitsa della Cultura Hamangia-Durankulak del Tardo Neolitico. Alcuni dei ritrovamenti sull'isola datano però al Paleolitico.
Link: Archaeology in BulgariaDaily Mail; Archaeology News Network.
La provincia bulgara di Dobrich, di NordNordWest, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Пакко.