Giornate Europee del Patrimonio 2019

“Un due tre... Arte!” Giornate Europee del Patrimonio 2019

Giornate Europee del Patrimonio 2019

Sabato 21 e domenica 22 settembre tornano, nei musei e nei luoghi della cultura di tutta Italia, le Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2019), con tema “Un due tre... Arte! - Cultura e intrattenimento”.

Alle Giornate Europee del Patrimonio possono partecipare tutti i luoghi della cultura statali e non statali.

Gli istituti museali statali osserveranno gli orari di apertura ordinari, con i consueti costi (e le agevolazioni e gratuità previste per legge) per le aperture diurne di sabato 21 e di domenica  22  settembre. l'apertura straordinaria serale di sabato 21 settembre sarà di 3 ore, con biglietto di ingresso, al costo simbolico di 1 euro (eccetto le gratuità previste per legge).

I musei e i luoghi della cultura non statali possono aderire alle Giornate Europee del Patrimonio contattando i Poli museali di riferimento. Nelle Province autonome di Trento e Bolzano è possibile contattare il Polo museale del Veneto, nella regione Valle d'Aosta il Polo museale del Piemonte e nella regione Sicilia la rispettiva Soprintendenza archivistica (saas­[email protected])

Testo e immagine dal MiBAC, tutte le iniziative al seguente link.

 

 

Di seguito, le iniziative del Parco Archeologico del Colosseo, del Parco Archeologico di Ostia antica, del Polo Museale della Campania e del MArTA per le Giornate Europee del Patrimonio 2019 (sabato 21 e domenica 22 settembre).

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Torna l'OpenMANN fest a Napoli

Non sarà la prima volta che il Giardino delle Fontane del Museo, illuminato di sera, si riempirà di note ed allegria: eppure nel concerto “DivertissMANN” (in calendario  sabato 21 settembre alle 21) ad esibirsi come musicisti e cantanti saranno proprio  i dipendenti dell’Archeologico.
L’evento è inserito non a caso nelle Giornate Europee del Patrimonio dedicate, per il 2019, al tema “Un due tre… Arte! Cultura e Intrattenimento”: per due giorni (21/22 settembre), musei ed istituti culturali proporranno al pubblico non soltanto iniziative e visite speciali, ma anche un’apertura serale straordinaria (sabato 21, dalle 20 alle 23) al prezzo simbolico di 1 euro, eccetto le gratuità previste dalla legge.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli entrerà nella rete sinergica degli European Heritage Days, estendendo l’arco temporale delle iniziative in programmada giovedì 19, festività di san Gennaro, a domenica 22 settembre, cittadini e turisti saranno invitati a partecipare alle attività del MANN, tra collezioni permanenti, esposizioni temporanee ed iniziative speciali pensate per diversi tipi di pubblico.
Trait d’union dei quattro giorni sarà l’OpenMANN Fest: soltanto presso la biglietteria del Museo sarà possibile, infatti, sottoscrivere la card annuale a prezzi promo (15 euro per adulti, 10 per giovani tra 18 e 25 anni, 30 per famiglie composte da due adulti over 25). L’abbonamento OpenMANN permetterà accessi illimitati all’Archeologico, per 365 giorni a partire dalla data di prima attivazione.

E' con grande entusiasmo che invitiamo cittadini e turisti alla nostra OpenMann Fest  d'autunno.  La inauguriamo in una giornata cara a tutti napoletani, il 19 settembre, San Gennaro, santo patrono della città, che festeggeremo con l’ingresso gratuito dalle 9 alle 19 e tante sorprese.  Per quattro giorni, fino a domenica 22 settembre, sarà possibile acquistare abbonamenti annuali a prezzo promozionale, ci saranno due aperture serali e tante attività.  Una stagione entusiasmante ci attende, la inizieremo immergendoci  nella archeologia marina con Thalassa, passeggeremo nelle grotte preistoriche di Lascaux, riscopriremo gli Etruschi, ed e' già partito il conto alla rovescia per la grande  mostra Gladiatori . Ma non solo.  Siamo al lavoro per una programmazione interculturale e attenta ai temi dell'attualità  a partire dall'ambiente. Dal 10 ottobre allestiremo una mostra sul cambiamento climatico con National Geographic. Vi aspettiamo tutti  nel vostro Museo, da vivere ogni giorno, con orgoglio e spirito di comunità", commenta il Direttore del MANN, Paolo Giulierini.

 

Si partirà giovedì 19 settembre: dalle 9 alle 19.30 (ultima possibilità di ingresso alle 19), al MANN il ticket sarà gratuito nell’ambito della campagna ministeriale #IoVadoAlMuseo (la collezione Magna Grecia non sarà visitabile): ogni mille visitatori sarà offerta in dono una card OpenMANN.
Sempre a San Gennaro, dalle 20 alle 23 (la biglietteria chiuderà alle 22), nuova apertura speciale per i giovedì sera (repliche il 26 settembre ed il 3 ottobre) con biglietto a 2 euro: visitabili collezioni permanenti (inclusa Magna Grecia) ed esposizioni in programma (“MANN on the moon”, “Vola alta, parola. Trent’anni di Colophonarte”, “Paideia. Giovani e sport nell’antichità”, “Orogenesi” di J. Cerquiera Leite e “Sotto mentite spoglie” di Luciano e Marco Pedicini). Possibile degustare, nel Giardino delle Fontane, gli aperitivi proposti dal MANNCaffé (le consumazioni non saranno comprese nel ticket di ingresso).

 

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (#GEP2019), sabato 21 settembre (ore 18, sala conferenze), presentazione del libro “Gli ultimi giorni del comandante Plinio” (Marlin Editore) di Alessandro Luciano; dalle 19, nel Giardino delle Fontane, aperitivi del MANNcaffé, in attesa del concerto “DivertissMANN” (ore 21).
Domenica 22 settembre, alle 11, laboratorio “Archeology for kids: racconti di stelle” per bambini e ragazzi tra 8 e 12 anni: l’evento, organizzato in collaborazione con l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte e la Biblioteca Nazionale di Napoli, è realizzato nell’ambito del progetto “La Giraffa” a cura della prof. Alessandra Pagliano.

Il pubblico sarà invitato a condividere immagini e ricordi delle giornate trascorse al MANN, utilizzando gli hashtag #museitaliani  #EHDs  #GEP2019  #UnduetreArte.


Paestum in un futuro senza di noi? Ultime prove per la mostra che racconta i disastri ambientali futuri scavando nel passato remoto

Quale sarà il futuro della memoria in un mondo segnato dalle catastrofi ambientali e dai cambiamenti climatici? La mostra “Poseidonia città d’acqua: archeologia e cambiamenti climatici”, che aprirà il 4 ottobre 2019 al Parco Archeologico di Paestum, gira intorno a questa domanda agghiacciante – ma anche stimolante se inquadrata in una prospettiva di speranza e responsabilità.

Unendo archeologi, scienziati, scrittori e artisti contemporanei, la mostra, a cura di Paul CarterAdriana  Rispoli Gabriel Zuchtriegel, racconterà la storia del territorio di Paestum, la greca Poseidonia, attraverso il rapporto tra gli uomini e l’ambiente, in particolare il mare. Fondamentali per l’elaborazione del tema della mostra saranno le proiezioni sui cambiamenti climatici e ambientali che potrebbero investire la Piana del Sele nei prossimi 100 anni, elaborate dal Centro di Studi sui Cambiamenti Climatici nel Mediterraneo. Inoltre, in questi giorni si sono svolte con successo le prove tecniche per il video-mapping sul Tempio di Nettuno dell’artista napoletana Alessandra Franco che andrà in scena nell’ambito della mostra. Archeologia, arte e scienza: tutti uniti nel tentativo di sensibilizzare il pubblico su di un tema cruciale.

Poseidonia. Statere incuso

“Dopo le previsioni preoccupanti pubblicate da parte di scienziati di tutto il mondo, è la prima mostra che integra il discorso sui cambiamenti climatici con una prospettiva storica e archeologica –  spiegano il direttore di Paestum Gabriel Zuchtriegel e il co-curatore anglo-australiano Paul Carter, autore di Turbulence: Climate Change and the Design of Complexity – l’obiettivo è di attirare l’attenzione su una storia caratterizzata dall’espansione imperialistica, dall’asservimento coloniale, da sostanziali e insostenibili cambiamenti ambientali e, soprattutto, dalla capacità delle società umane di comprendere cambiamenti imprevisti, adattarsi e ricostruirsi. Vogliamo mostrare la rilevanza del passato per il futuro: la nostra responsabilità come custodi del patrimonio culturale è la costante reinterpretazione delle realizzazioni passate alla luce di ciò che conosciamo e di cui facciamo esperienza nel presente”.

Tra i protagonisti del progetto e del corposo catalogo, oltre a archeologi, storici e scienziati, c’è anche Andrea Marcolongo, autrice di “Una lingua geniale: 9 ragioni per amare il greco” e “La misura eroica”. Nel suo contributo la scrittrice evidenzia le ragioni per le quali Poseidonia, la città di Poseidone, dio del mare, è un luogo speciale per affrontare la storia del clima e dell’ambiente: “Prima ancora di essere associato agli oceani, Poseidone era il dio chiamato da Omero ed Esiodo gaiéochos, ‘colui che feconda la terra’, oppure ennosìgaion, ‘colui che la stessa terra scuote con i terremoti’. Ecco il primo dei paradossi - saranno moltissimi, tutti affascinanti - che s’incontrano ripercorrendo a ritroso la storia della divinità che diede il nome alla città di Poseidonia, fondata da coloni greci giunti in nave da Sibari intorno al 600 a.C.”.

Installazione di Alessandra Franco

L’idea della mostra, che è co-finanziata dalla Regione Campania e comprende anche la realizzazione di vetrine cilindriche che con la loro forma richiamano l’installazione dedicata alla Tomba del Tuffatore di Carlo Alfano, è nata nel 2018 da una visita di Zuchtriegel alla Galleria Nazionale di Roma, la cui direttrice Cristiana Collu fa parte anche del comitato scientifico della mostra. “Quando vidi il quadro di Federico Cortese ‘Ruderi di un mondo che fu…’, realizzato nel 1892, che mostra i templi di Paestum sott’acqua, mi venne in mente uno studio recentemente pubblicato su Nature Communications, nel quale si prospettano danni gravi causati dall’alzamento del livello del mare e dall’erosione di costa in 42 su 49 siti UNESCO intorno al Mediterraneo analizzati dagli autori, tra cui Paestum” – racconta Zuchtriegel. Il quadro sarà l’unica opera prestata in mostra, mentre gli altri oggetti provengono dalle collezioni di Paestum; in parte si tratta di oggetti mai esposti prima.

Info:

Titolo: “Poseidonia città d’acqua: archeologia e cambiamenti climatici”

Date: 4 ottobre 2019 – 31 gennaio 2020

Luogo: Museo Archeologico Nazionale di Paestum

Tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle ore 8:30 alle ore 19.30 (ultimo biglietto 18:50).

La visita alla mostra è inclusa nel biglietto di ingresso al sito, nel biglietto annuale Paestum Mia e nella card Adotta un blocco.

Sito web: http://poseidonia-citta-dacqua.eu/


Passeggiate notturne nei siti archeologici vesuviani

SCAVI DI POMPEI

e Villa di Poppea a OPLONTIS (con itineriari tematici il 6 e 14 settembre)

dal 23 agosto fino al 28 settembre

Villa S. Marco a STABIA con “Noctes Stabianae"

dal 16 agosto fino al 21 settembre

ANTIQUARIUM DI BOSCOREALE

dal 6 settembre fino al 12 ottobre

Tutti i venerdì e sabato - dalle ore 20,30 alle 22,30 (ultimo ingresso ore 22,00)

 

Tornano i percorsi illuminati nei siti archeologici vesuviani, nell’ambito dei progetti di valorizzazione 2019, promossi dal Ministero per i beni e le attività culturali.

Gli scavi di  Pompei e la villa di Poppea ad Oplontis dal 23 agosto fino al 28 settembre, la Villa S. Marco a Stabia dal 16 agosto fino al 21 settembre e l’Antiquarium di Boscoreale dal 6 settembre fino al 12 ottobre saranno illuminati e aperti al pubblico tutti i venerdì e sabato - dalle ore 20,30 alle 22,30 (ultimo ingresso ore 22,00).

Oplontis di notte Villa di Poppea

A POMPEI le passeggiate notturne interesseranno uno dei luoghi più monumentali del sito, l’area del Foro, cuore della vita politica, religiosa ed economica della città antica, attraverso un percorso di suoni e luci che ha inizio da porta Marina. Oltrepassate le Terme Suburbane, poco fuori la cinta muraria e l’accesso dalla via del mare, le grida e le attività di artigiani e lavoratori provenienti dalle botteghe di via marina (la bottega del panettiere e il negozio di Furius), i rumori e le chiacchiere della padrona di casa nella Domus di Trittolemo, i suoni e le voci che accompagnano e raccontano  i ludi (giochi) in onore di Apollo nel Santuario omonimo, e ancora il ritmo dei tamburi e delle musiche delle sacre cerimonie di culto per Giove, al Capitolium (o Tempio di Giove), la confusione del Mercato (il Macellum) e le attività dei fulloni (i lavandai) presso l‘Edificio di Eumachia, scandiscono le tappe di questo viaggio nel passato. Dopo la Basilica, l’antico palazzo di Giustizia, l’itinerario si conclude, uscendo dal Tempio di Venere, con la visita all’ Antiquarium e ai reperti esposti nelle mostre in corso.

Il costo delle passeggiate notturne a Pompei è di 5 € - Ingresso di Porta Marina

AD OPLONTIS le visite serali alla Villa di Poppea, tra i più splendidi esempi di villa dell’aristocrazia romana, attribuita a Poppae Sabina, moglie dell’imperatore Neroneall’ANTIQUARIUM DI BOSCOREALE, con i suoi numerosi reperti, testimonianza della vita e dell’ambiente dell’epoca romana nell'agro Vesuviano, hanno il costo di 2 €.

Arricchiscono la visita ad Oplontis due itinerari tematici, in programma: il 6 settembre con “Maschere e teatro”, (locandina in allegato) dedicato al tema del teatro antico con letture tratte dall’Aulularia del poeta latino Plauto. Lo spunto proviene direttamente dalle decorazioni parietali presenti nella villa che in diversi ambienti presenta riferimenti alla sfera del teatro, come ad esempio le maschere teatrali dipinte nel cosiddetto Salone dei Pavoni.

E il 14 settembre “La musica nel mondo antico”(locandina in allegato). Il tema sarà trattato, nel corso della serata, presso il Calidarium (uno degli ambienti termali) della Villa di Poppea, dove è anche previsto un intermezzo musicale. Le visite saranno a cura dei soci dell’Archeoclub d’Italia – sede di Torre Annunziata. Gruppi alle ore 20:30 e 21:30.

Per i visitatori interessati sarà possibile, nelle stesse date alle 19:00, visitare anche la mostra “A picco sul mare. Arredi di lusso al tempo di Poppea”allestita presso il Museo dell’identità di Palazzo Criscuolo, con reperti provenienti dagli Scavi di Oplontis. L’appuntamento con i soci dell’Archeoclub è a Palazzo Criscuolo Corso Vittorio Emanuele III n.  251 – Torre Annunziata.

STABIA, infine, sarà possibile visitare la Villa San Marco illuminata per le "Noctes Stabianae". Una passeggiata suggestiva in una tra le più grandi ville romane residenziali, con i suoi 11mila mq, posta in posizione panoramica sulla collina di Varano, a Castellammare di Stabia.

L’ingresso alla Villa è gratuito.

L’accesso ai percorsi notturni non richiede prenotazione.

BIGLIETTO DI INGRESSO PASSEGGIATE NOTTURNE:

POMPEI: 5€ 

OPLONTIS: 2€

ANTIQUARIUM DI BOSCOREALE:2 €

STABIA-VILLA S. MARCO: INGRESSO GRATUITO

I siti archeologici vesuviani (Pompei, Oplontis, Antiquarium di Boscoreale e Stabia) resteranno aperti per a FERRAGOSTO agli orari - dalle 8,30 (Pompei dalle 9,00) alle 19,30/ultimo ingresso 18,00 -  e ai costi consueti.

 


Firmato protocollo d'intesa tra Parco Archeologico di Pompei e Procura di Torre Annunziata

GIOVEDÌ 1 AGOSTO 2019

Procura della Repubblica - Tribunale di Torre Annunziata

 

Da Pompei un modello pilota per contrastare il saccheggio e il traffico di reperti archeologici

 

FIRMA DEL PROTOCOLLO D'INTESA

TRA IL PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI

e LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORRE ANNUNZIATA

protocollo d'intesa
Il momento della firma del protocollo d'intesa

Un modello pilota di contrasto al fenomeno criminale di saccheggio dei siti archeologici e di  traffico dei reperti e opere d’arte è l’obbiettivo alla base dalla collaborazione istituzionale tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, già avviata con successo da tempo e che si è formalizzato, con la firma di un protocollo d’intesa tra i due enti.

Giovedì 1 agosto 2019 presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Torre Annunziata, il Procuratore F.F, Pierpaolo Filippelli e il Direttore Generale, Massimo Osanna hanno firmato il protocollo e illustrato i vari punti e gli impegni reciproci, del Parco e della Procura, alla base dell’accordo.

Il territorio di competenza del Parco Archeologico di Pompei, in particolare l’area suburbana dove sono presenti vari insediamenti (tra cui alcune ville e necropoli), la cui tutela è anche tra gli obbiettivi di natura giurisdizionale  della Procura,  è stato interessato negli anni da diversi episodi di danneggiamento e di furto.

Scopo del protocollo è l’attivazione di un costante e rapido canale di scambio di informazioni e notizie e l’attuazione di procedure condivise, nel rispetto delle reciproche attribuzioni e competenze, volte ad interrompere l’azione criminale e arrestare la spoliazione di siti archeologici, spesso reiterata, scongiurandone la prosecuzione.

L’ efficace operazione congiunta degli scorsi anni, che ha visti impegnati il  Parco e la Procura, assieme  agli investigatori del Comando Gruppo Carabinieri  di Torre Annunziata e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli per salvare il patrimonio archeologico in pericolo presso l’area suburbana di Civita Giuliana (nella zona Nord fuori le mura del sito archeologico di Pompei), oggetto di cunicoli clandestini, ha sottolineato l’importanza di formalizzare le buone prassi operative avviate, allo scopo di creare uno strumento modello da riproporre in diverse situazioni.

In quel caso la Procura che da tempo aveva rilevato l’esistenza di attività illecite di tombaroli aveva richiesto al Parco archeologico di avviare un vero e proprio scavo, per le acquisizioni probatorie, che ha consentito tra l’altro di portare in luce ambienti di una ricca villa suburbana oltre al rinvenimento di importanti reperti archeologici e scientifici.

Tra i principali punti dell’accordo:

la Procura si impegnerà a trasmettere tempestivamente e formalmente al Parco tutte le notizie in proprio possesso relative ad attività clandestine nelle aree di competenza ed eventualmente a richiedere la realizzazione di saggi archeologici o vere e proprie attività di scavo. Sul cantiere sarà autorizzata la presenza di ufficiali della Polizia Giudiziaria autorizzati a ispezionare tunnel e cunicoli, a sequestrare gli oggetti e strumenti di reato, oltre che  a prendere visione dei reperti rinvenuti, che saranno affidati in custodia al Parco.

Il Parco, per sua parte, si impegnerà ad attivare in caso di richiesta, procedure di somma urgenza per avviare i relativi scavi, nell’area di interesse investigativo. Le attività di scavo, oltre a garantire il rispetto di tutti gli standard di intervento scientifico, contribuiranno a fornire tutti gli elementi di prova di attività illecite, utili alle indagini.

Dovrà fornire, inoltre, periodicamente una carta archeologica aggiornata del territorio di pertinenza, con indicazione delle aree d’interesse non esplorate e suddivise per tipologia (necropoli, ville suburbane, monumenti infrastrutturali ecc), eventuali scavi legalmente condotti  e re-interrati, o anche scavi clandestini precedenti, di cui si abbia avuto notizia.

E ancora il Parco si impegnerà a fornire un dettagliato elenco dei beni trafugati, anche quelli che attraverso varie fonti risultino attualmente esportati in territorio estero, al fine di consentire una visione complessiva e aggiornata del fenomeno e poter meglio orientare le azioni investigative.

La validità del protocollo sarà di due anni, con possibilità di rinnovo.

 

Testo e immagini dall'UFFICIO STAMPA Parco Archeologico di Pompei - presso Antiquarium Boscoreale


Una passeggiata in Magna Grecia al Museo Archeologico di Napoli

Un’apertura attesa da oltre venti anni e dedicata al Professor Enzo Lippolis scomparso nel 2018: il Museo Archeologico di Napoli ha finalmente una sezione dedicata alla Magna Grecia. La collezione chiusa dal 1996 non ha nulla da invidiare alle più conosciute sezioni dedicate all’epigrafia o all’Egitto, ma anzi rappresenta un unicum nel panorama museale internazionale con oltre 400 opere che raccontano la storia, gli usi e i costumi dei popoli che hanno abitato il sud d’Italia dall’VIII secolo a.C. e fino alla conquista romana.

Cratere a volute apulo a figure rosse_da Altamura

Il progetto di allestimento pone in risalto le dinamiche insediative e di interazione culturale che hanno creato nel corso del tempo l’identità della Magna Grecia, in un ideale percorso a ritroso nel tempo vengono delineati i diversi fenomeni di articolazione e strutturazione sociopolitica, economica e territoriale conseguenti l’arrivo dei Greci sulle coste dell’Italia meridionale e l’innesco dei rapporti tra le singole poleis e le popolazione indigene preesistenti sul territorio.

Allestimento Magna Grecia_credits STUDIAR Studio di Architettura

La narrazione ci porta alle fasi più antiche della colonizzazione greca in Occidente con alcuni reperti provenienti dall’emporion di Pithekoussai e di Cuma, databili tra la seconda metà dell’VIII e gli inizi del VII secolo a.C. che illustrano in maniera chiara i primi contatti tra Greci ed indigeni campani, senza trascurare l’universo mitico e religioso delle città magnogreche, l’architettura sacra e la ricostruzione dei culti locali, fondamentali strumenti di coesione tra genti.

Il percorso continua con una sala dedicata al banchetto nel mondo magnogreco e greco in epoca arcaica e classica. Attraverso una selezione accurata di splendidi vasi attici figurati, si intende restituire un’idea del pasto conviviale comune, delle pratiche e degli usi nell’incontro tra allogeni e autoctoni.

Allestimento Magna Grecia_credits STUDIAR Studio di Architettura

Nelle sale successive si passa all’analisi della formazione delle genti italiche che hanno colonizzato alcune parti del sud Italia tra cui campani, sanniti, lucani e apuli che hanno lasciato importanti e preziose tracce sul territorio e testimonianze concrete attraverso la loro arte figurativa. Tra questi, significativi sono i materiali provenienti da Ruvo, Canosa e Paestum. Celebri sono le lastre dipinte rinvenute nella Tomba delle Danzatrici scoperte nella cittadina pugliese il 15 novembre 1833. La scena di danza funebre si snoda sulle pareti di una tomba che si data tra la fine del V e l’inizio del IV secolo a.C., e costituisce ad oggi una delle più alte attestazioni della pittura antica nel sud Italia. Tra gli acquisti apuli della casata borbonica anche paramenti per cavalli, crateri a mascheroni provenienti dall’ipogeo del Vaso di Dario di Canosa e altri vasi colossali la cui funzione era solo quella di rappresentare le famiglie aristocratiche nel momento della morte. Uno di questi è il Cratere di Altamura (metà IV secolo a.C.), uno dei più monumentali vasi apuli pervenutoci dal mondo antico e recentemente restaurato dallo staff del Getty Museum, è decorato da una rara ed emblematica raffigurazione del mondo degli Inferi con la dimora di Ade e Persefone insieme ad altri personaggi mitici dell’oltretomba.

Magna Grecia
Allestimento Magna Grecia_credits STUDIAR Studio di Architettura

Culmine della collezione il territorio della Campania pre-romana. Tra i contesti esposti vi trovano dimora reperti provenienti da Nola e Cales (l’odierna Calvi Risorta nel casertano) che già dal I millennio a.C. rappresentarono luoghi di snodo tra le aree dell’Italia centrale e meridionale dalla costa tirrenica verso quella adriatica. Tra le opere inserite nel percorso, l’Hydria Vivenzio, uno dei vasi più celebri che il mondo antico ci abbia mai restituito. Acquistato nel 1818 per la somma di 10.000 ducati, l’opera è attribuita al Pittore di Kleophrades e ci restituisce una appassionata rappresentazione della guerra di Troia con lo stupro di Cassandra e la sanguinosa morte di Priamo.

Ogni sala è dedicata inoltre ai grandi studiosi del mondo magnogreco tra cui Paolo Orsi, Umberto Zanotti Bianco e Giovanni Pugliese Carratelli che hanno saputo intrecciare la preziosa storia archeologica del sud con il riscatto del Mezzogiorno.

Magna Grecia
Allestimento Magna Grecia_credits STUDIAR Studio di Architettura

Ma le meraviglie non finiscono qui. Le 14 sale del Museo attigue al salone della Meridiana in cui sono ospitati i reperti della sezione Magna Grecia sono impreziosite da pregiati sectilia a motivi geometrici di età romana, messi in opera nella prima metà dell’800 e sottoposti a continui lavori di restauro e pulizia che ne hanno ridato la vivacità dei colori e delle diverse qualità di marmo. Tra tutti, spicca il pavimento circolare in opus sectile proveniente dal Belvedere della Villa dei Papiri di Ercolano che crea un modernissimo gioco prospettico.

Magna Grecia
Allestimento Magna Grecia_credits STUDIAR Studio di Architettura

Non è possibile camminare con le scarpe sulle superfici musive e per questo è obbligatorio indossare degli appositi copri scarpe dal costo di 1.50 euro che saranno devoluti per la costante pulizia e manutenzione dei sectilia. I pavimenti sono una traccia significativa della ulteriore ricchezza del Real Museo Borbonico e cominciarono ad entrare nelle collezioni Farnese a partire dal 1826 quando man mano prendevano avvio gli scavi nelle aree vesuviane. E proprio da splendide ville pompeiane, ercolanesi, stabiane provengono questi immensi tesori.

Dama di Sibari

“Restituiamo oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli una parte fondamentale della sua identità - dichiara il Direttore Paolo Giulierini - il riallestimento dopo 20 anni della collezione Magna Grecia, tra le più ricche e celebri al mondo, è l’esito di un vasto piano di interventi per il riassetto dell’ala occidentale dell’edificio destinata ad accogliere le testimonianze dell’epoca preromana. Nelle sale del primo piano che ospitano il percorso espositivo, un’esperienza unica attende il visitatore, che potrà letteralmente ‘passeggiare nella storia’. Lo farà camminando, con le opportune precauzioni, sui magnifici pavimenti a mosaico provenienti da Villa dei Papiri di Ercolano, da edifici di Pompei, Stabiae, dalla villa imperiale di Capri, finalmente recuperati e riportanti alla loro magnificenza. La storia dei greci in Occidente, e quella dei popoli italici con i quali vennero a contatto, torna quindi a passare per il MANN, e mi piace immaginare questa ‘nuova’ sezione come un affascinante ‘portale della conoscenza’ che da Napoli conduca, e sempre più invogli, alla scoperta degli antichi tesori del Mezzogiorno d’Italia’’.


Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

La XXII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico  a Paestum dal 14 al 17 novembre

La XXII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico
a Paestum dal 14 al 17 novembre

Borsa Mediterranea del Turismo ArcheologicoLa XXII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si svolgerà a Paestum presso il Centro Espositivo Savoy Hotel, la Basilica, il Museo Nazionale, il Parco Archeologico da giovedì 14 a domenica 17 novembre 2019.
Obiettivo dell’iniziativa è promuovere i siti e le destinazioni di richiamo archeologico, favorire la commercializzazione, contribuire alla destagionalizzazione e incrementare le opportunità economiche. Da sottolineare, inoltre, lo sviluppo della cooperazione tra i popoli che l’evento persegue con la presenza annuale di Paesi non solo del Mediterraneo e attraverso il confronto e lo scambio di esperienze con la partecipazione di 300 relatori, 100 giornalisti accreditati, 120 operatori dell’offerta e lo svolgimento di 60 tra conferenze e incontri.

Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

12 EVENTI UNICI AL MONDO TUTTI IN UNA BORSA


SALONE ESPOSITIVO


La Borsa, con i suoi 100 espositori di cui 25 Paesi esteri (presente per la prima volta l’Agenzia di Strategia Turistica delle Isole Baleari), è sede del più grande Salone espositivo al mondo dedicato al patrimonio archeologico: luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati all’archeologia e al turismo e occasione di incontro per addetti ai lavori, operatori turistici e culturali, viaggiatori, appassionati, mondo scolastico e universitario.

WORKSHOP 

Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico
Il Workshop è un’opportunità di business tra la domanda e l’offerta del turismo culturale: gli operatori potranno incontrare buyer selezionati dall’ENIT provenienti da 8 Paesi Europei (Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, Spagna, Svizzera) e, per la prima volta, un tour operator australiano specialista di viaggi culturali in Europa per College e High School.
Inoltre, nell’intento di favorire l’incontro anche con la domanda nazionale, la Borsa ha invitato i tour operator impegnati nella promozione delle destinazioni turistico-archeologiche italiane a partecipare al Workshop nell’ambito della nuova sezione ArcheoIncoming.


LE SEZIONI


ArcheoExperience, Laboratori di Archeologia Sperimentale per la divulgazione delle tecniche utilizzate dall’uomo nel realizzare i manufatti di uso quotidiano.
ArcheoIncoming, spazio espositivo e Workshop con protagonisti i tour operator che promuovono le destinazioni italiane per sviluppare l’incoming del turismo archeologico.
ArcheoIncontri, per conferenze stampa e presentazioni di progetti culturali e di sviluppo territoriale.
ArcheoLavoro, orientamento post diploma e post laurea con presentazione dell’offerta formativa a cura delle Università presenti nel Salone.
ArcheoStartUp, per la prima volta in collaborazione con l’Associazione Startup Turismo che riunisce le migliori realtà che offrono nuovi prodotti e servizi digitali nei settori del turismo e della cultura. 


ArcheoVirtual, l’innovativa mostra internazionale di tecnologie multimediali, interattive e virtuali in collaborazione con ITABC Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del CNR.
Conferenze, nelle quali Organizzazioni Governative e di Categoria, Istituzioni ed Enti Locali, Associazioni Culturali e Professionali si confrontano su promozione del turismo culturale, valorizzazione, gestione e fruizione del patrimonio.
Incontri con i Protagonisti, nei quali il grande pubblico interviene con i più noti Divulgatori culturali, Archeologi, Soprintendenti, Direttori di Musei, Docenti Universitari, Giornalisti.
International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, il Premio alla scoperta archeologica dell’anno intitolato all’archeologo di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio. Le cinque scoperte archeologiche del 2018 candidate alla vittoria della quinta edizione del Premio sono:
- Bulgaria: nel Mar Nero il più antico relitto intatto del mondo
- Egitto: a Saqqara a sud del Cairo un antico laboratorio di mummificazione
- Giordania: nel Deserto Nero il pane più antico del mondo
- Italia: l’iscrizione e le dimore di pregio scoperte a Pompei
- Svizzera: la più antica mano in metallo trovata in Europa
Premi “Antonella Fiammenghi” e “Paestum Archeologia”
, assegnati rispettivamente a laureati con tesi sul turismo archeologico e a personalità impegnate a favore dell’archeologia e del dialogo interculturale.

ALLA BMTA CON ARCHEOTRENO

Oltre alla rinnovata partnership con Trenitalia, vettore ufficiale, che riserverà ai visitatori il 30% di sconto, nei giorni della Borsa sarà disponibile per la prima volta il servizioArcheoTreno, a cura della Fondazione FS Italiane, che permetterà di raggiungere Paestum da Napoli e Salerno a bordo di un treno storico composto dalle “Centoporte” carrozze degli anni ’30 e dalle “Corbellini” carrozze degli anni ’50, trainate da una locomotiva elettrica degli anni ’60 in livrea d’origine.



I RELATORI AD OGGI DELLA XXII EDIZIONE

Paolo Attanasio Direttore Divisione Passeggeri Long Haul Trenitalia
Gabriella Battaini-Dragoni Vice Segretario Generale del Consiglio d’Europa
Mounir Bouchenaki Consigliere Speciale del Direttore Generale UNESCO
Gerardo Capozza Segretario Generale ACI Automobile Club d’Italia
Caterina Cittadino Capo Dipartimento Turismo MIPAAFT Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo
Mauro Febbo Coordinatore Commissione Turismo e Industria alberghiera della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e Assessore Attività produttive, Turismo, Beni e attività culturali e di spettacolo Regione Abruzzo
Alessandro Garrisi Presidente ANA Associazione Nazionale Archeologi
Gianfranco Gazzetti Direttore Nazionale Gruppi Archeologici d’Italia
Maria Annunziata Giaconia Direttore Divisione Passeggeri Regionale Trenitalia
Renzo Iorio Presidente Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo di Confindustria e Amministratore Delegato Nugo SpA
Franco Iseppi Presidente Touring Club Italiano
Ivana Jelinic Presidente FIAVET Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo di Confturismo Confcommercio
Antonino La Spina Presidente Nazionale UNPLI Unione Nazionale Pro Loco d’Italia
Mara Manente Direttore CISET Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica Università Ca’ Foscari Venezia
Massimo Osanna Direttore Generale Parco Archeologico di Pompei
Giorgio Palmucci Presidente ENIT Agenzia Nazionale del Turismo
Taleb Rifai già Segretario Generale UNWTO
Alfonsina Russo Direttore Parco Archeologico del Colosseo
Ken Smith Presidente Council for British Archaeology

Testo e immagini dall'Ufficio Stampa Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico


Visite guidate ai più bei vasi di Paestum

Alcuni tra i vasi più belli conservati al museo di Paestum saranno i nuovi protagonisti di questa estate: a partire dal 5 luglio, e fino al 30 agosto, ogni venerdì alle ore 11:00, gli assistenti alla fruizione del Parco Archeologico di Paestum guideranno i visitatori tra le bacheche del Museo alla scoperta della ceramica pestana. Oggetto di attenzione saranno anche dei piccoli frammenti ceramici che permetteranno lo sviluppo di un interessante dibattito sulla fondazione di Poseidonia e su chi fossero i coloni che vennero qui ad abitare.

Per lungo tempo gli abitanti di Paestum hanno importato dalla Grecia i celebri vasi a figure nere e a figure rosse. Poi nel IV sec. a.C. le cose cambiarono: dalle botteghe di Paestum cominciarono ad uscire splendide ceramiche decorate, con uno stile inconfondibile e motivi che intrecciavano il mito a scene della vita quotidiane e irresistibili caricature comiche. Si trattava dei vasi che avrebbero poi arricchito i corredi delle tombe dipinte. E proprio nelle botteghe di Paestum erano attivi gli unici due "pittori di vasi" del mondo magno-greco che firmavano i propri capolavori, Assteas e Python che scopriremo insieme durante questo viaggio nel museo!

Tutto questo, e molto altro, animeranno i racconti sulle ceramiche di Paestum del nuovo percorso di visita Paestum Ceramica.

INFO:

Ogni venerdì alle ore 11:00, dal 5 luglio al 30 agosto 2019, l’appuntamento è alla biglietteria del Museo.

L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso al Parco, nel biglietto annuale Paestum Mia e nella card Adotta un blocco. Per informazioni ed eventuali prenotazioni tel. 0828/811023 o mail[email protected]


Open House alla conquista del sud Italia. Da ottobre a Napoli

Open House arriva nel sud Italia e precisamente a Napoli. Dal 26 al 27 ottobre 2019 la prima edizione di Open House Napoli animerà le vie e i palazzi della città con aperture gratuite di edifici storici e contemporanei, sedi istituzionali, uffici, spazi riqualificati, teatri, luoghi sacri, infrastrutture, residenze private, factory creative, cantieri attivi e tanto altro ancora: Napoli si svela ai visitatori accogliendoli dietro le quinte di decine di siti di straordinario interesse architettonico, spesso inaccessibili, aperti al pubblico con visite guidate gratuite.

Un festival globale dell’architettura antica e moderna, del design che accompagnerà il visitatore a scoprire eccezionalmente le complesse storie della città di Napoli, un’esperienza unica da vivere come moderni esploratori urbani.

Open House nel mondo

Open House Napoli fa parte della rete internazionale di Open House Worldwide, il primo festival globale dell’architettura fondato a Londra nel 1992 per coinvolgere i cittadini e far comprendere quanto una migliore progettazione degli spazi urbani influisca positivamente sulla qualità della vita. Un prezioso strumento di conoscenza, dialogo e contributo al disegno della città che verrà.

Open House è oggi un fenomeno in vertiginosa crescita che coinvolge ormai 46 città nei cinque continenti con oltre un milione di cittadini coinvolti in tutto il mondo. In Italia sono già tre le città che aderiscono al network di Open House: Roma, Milano e Torino. E da quest’anno, finalmente, Napoli.

Per tutti gli aggiornamenti ecco il link al sito: https://www.openhousenapoli.org/


Vaso attico a figure nere (VI sec. a. C.)

Per le Universiadi il MANN inaugura la mostra "Paideia"

Il MANN scende in campo per le Universiadi e lo fa inaugurando una nuova mostra dal titolo “Paideia. Giovani e sport nell'antichità",  che aprirà i battenti a breve  anche con lo spettacolo "Patrizio VS Oliva" che ripercorrerà la biografia dell'Ambassador della manifestazione internazionale, il campione olimpionico e mondiale di pugilato Patrizio Oliva.

In programma dal 1° luglio - vernissage alle 17 - sino al 4 novembre prossimo nella Sala dei Tirannicidi saranno presentati al pubblico venticinque reperti, provenienti, in particolare, dai ricchissimi depositi del Museo e non esposti da oltre vent’anni, insieme ad alcune opere del Getty Museum di Los Angeles.

Tra i reperti in mostra ci saranno anfore panatenaiche che nell’Antica Grecia erano il premio dei vincitori nelle gare e contenevano preziosi unguenti, vasi con raffigurazioni di discipline sportive, affreschi provenienti dalle città vesuviane con rappresentazioni di lotte o corse con i carri, sculture di atleti e iscrizioni provenienti dall’antica Neapolis. All’interno del Museo, inoltre, grazie alla presenza di cartelloni speciali, sarà possibile approfondire alcune tematiche relative al mondo dello sport nell’antichità.

Statua di Diadumeno di Napoli Antica (I sec. d.C.)

L’atleta, rappresentato come un kouros giovane e nel fiore della sua vigoria mentale e fisica, aveva un ruolo molto importante nella società e varie sono le raffigurazioni e le discipline che l’arte ci ha restituito per questo genere figurativo. Tra le discipline più praticate sappiamo che ci sono la lotta e il pugilato e non mancano alcune competizioni tipiche della Napoli antica come la corsa con le fiaccole. Inoltre anche le donne potevano essere atlete ma per lo più gareggiavano nell’ambito di cerimonie religiose ed in santuari dedicati alle divinità femminili.

Benvenuta Universiade! Il Museo Archeologico Nazionale si appresta a vivere da protagonista un evento indimenticabile per Napoli e per l'Italia-  dichiara il direttore del MANN, Paolo Giulierini-  Negli ultimi mesi abbiamo  lavorato  in grande sinergia  con l'organizzazione di Napoli 2019- Summer Universiade e con la Regione Campania e oggi siamo orgogliosi ed emozionati: custodiremo la fiaccola, qui nel cuore della città che fu dei giochi Isolimpici, dove da sempre lo sport fa parte della vita. E apriremo le nostre porte ai giovani atleti  di 170 paesi, certi che si sentiranno a casa. In omaggio ai valori dell'Universiade abbiamo pensato a 'Paideia', una mostra preziosa, con reperti 'invisibili' da tempo, dai vasi figurati ai mosaici,  e prestiti importanti.  Ma come è noto sono tante le testimonianze  dello sport nell'antichità nelle nostre collezioni che a luglio si arricchiranno con la 'Magna Grecia'. Vi aspettiamo, il mondo è invitato”.

Vaso attico a figure nere (VI sec. a. C.)
Vaso attico a figure nere (VI sec. a. C.)

Momento simbolico del gemellaggio con la grande manifestazione sportiva internazionale, sarà il passaggio al MANN della Torcia dell’Universiade: la Torcia, icona di pace, unione e fratellanza, giungerà al Museo Archeologico Nazionale nella serata di martedì 2 luglio, per “dormire” (è questo il termine utilizzato, quasi per indicare la personificazione ed il valore affettivo della fiaccola) al MANN dopo un lungo viaggio nella penisola, le cui tappe emblematiche sono state la partenza torinese e la benedizione in piazza San Pietro da parte di Papa Francesco.

Infine, per vivere a pieno il legame tra sport e cultura, visitando le collezioni museali e l’esposizione “Paideia”, dal 1° al 20 luglio il Museo Archeologico Nazionale di Napoli garantirà ingresso gratuito agli accreditati (delegati, atleti, giornalisti) e volontari Universiade; i possessori di un ticket della manifestazione avranno accesso al MANN ad un costo simbolico di 2 euro.