Crotone: mostra "Planet vs Plastic" con le foto di Randy Olson

Mostra fotografica

Planet vs Plastic

Un pianeta straordinario tra bellezza e abusi - Randy Olson

Crotone - Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna

Fino al 3 marzo 2019

Fino al 3 marzo 2019, a Crotone, presso il Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, rimarrà aperta al pubblico la mostra fotografica Planet vs Plastic Un pianeta straordinario tra bellezza e abusi - Randy Olson.

Le opere di Randy Olson, fotografo del National Geographic, ritraggono i forti contrasti che la nostra terra è costretta a vivere, causa l’insensata pressione che l’umanità esercita su un sistema fragile ma anche estremamente ricco per varietà di specie viventi, risorse, paesaggi che contribuiscono a rendere il nostro pianeta unico. Proprio la biodiversità garantisce la sopravvivenza della vita sulla Terra. L’uomo ha il dovere di preservare l’ambiente per le generazioni future. A partire dai nostri territori. Un invito quindi rivolto a tutti e a ciascuno!

Il Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, diretto da Gregorio Aversa, è afferente al Polo museale della Calabria guidato da Antonella Cucciniello.

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OpenHeArt

Napoli: iniziano le attività di OpenHeArt, incontrando le nuove generazioni

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, iniziano le attività di OpenHeArt

44 giovani partecipano al progetto di sperimentazione creativa

Fotografia, grafica, video ed allestimenti per realizzare una mostra a Villa Pignatelli

OpenHeArt

Napoli, 14 febbraio. Il MANN incontra le nuove generazioni: al via al Museo Archeologico di Napoli OpenHeArt, un originale progetto di sperimentazione creativa intorno alla fotografia, alla grafica e alla produzione video.

Il progetto, che coinvolge 44 giovani napoletani inoccupati tra i 18 e i 29 anni, è stato realizzato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli in collaborazione con il Museo Pignatelli, il Laboratorio Irregolare di Antonio Biasiucci, l’associazione AZTeCA, l’associazione Pianoterra, l’associazione OcchiAperti, Incontri Internazionali d’arte ed il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno, vincitore del bando  Prendi Parte! Agire e pensare creativo ideato dalla Direzione Generale Arte Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l'inclusione culturale dei ragazzi nelle aree caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale.

Il percorso intrapreso, articolato in quattro laboratori gratuiti della durata di otto mesi, culminerà il prossimo autunno in una mostra a Villa Pignatelli (Casa della Fotografia) e si avvarrà, tra gli esperti coinvolti per le attività didattiche, del fotografo Antonio Biasiucci, artista che già dal 2012 porta avanti un percorso sperimentale dedicato ai giovani.

Saranno quattro i laboratori previsti: Photo Lab - Laboratorio fotografico a cura di Antonio Biasiucci per la realizzazione delle opere da esporre; Graphic Design Lab - Laboratorio di grafica, condotto da Alessandro Leone per la progettazione ed esecuzione del materiale di comunicazione; Videomaking Lab - Laboratorio di produzione video, guidato da Ra­ffaele Iardino per la documentazione audiovisiva del percorso creativo; Exhibition Lab - Laboratorio di allestimento, con un percorso portato innanzi da Denise Maria Pagano per la progettazione e l’allestimento della mostra conclusiva.

I laboratori si svolgeranno presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Piazza Museo 19, Napoli), il  Museo Pignatelli (Villa Pignatelli, via Riviera di Chiaia 200, Napoli) e lo  Studio fotografico Biasiucci (via Tribunali 186, Napoli).

Mercoledì 13 febbraio, nella sala conferenze del MANN, si è tenuto, alla presenza del direttore del Museo Paolo Giulierini, il primo incontro di orientamento con la partecipazione di tutti i ragazzi selezionati. Gli allievi sono stati accolti dal responsabile del progetto Andrea Milanese (MANN), dagli esperti e dai tutor dei quattro laboratori.  I ragazzi coinvolti sono residenti nei quartieri napoletani Stella, San Carlo all’Arena e in zone limitrofe della III Municipalità.

Il MANN fa rete con il territorio e con le istituzioni culturali partenopee perché veicolare messaggi culturali significa formare cittadini consapevoli: per questo, i giovani sono i principali destinatari dei tanti percorsi formativi messi in atto dal Museo”, ha commentato, durante l’incontro, il Direttore Paolo Giulierini.

Testo e immagine da Ufficio comunicazione, rapporti con gli organi di informazione, marketing e fundraising MANN


World Presso Photo 2018 Ronaldo Schemidt mostre fotografia

Gli scatti del World Press Photo 2018 in mostra all'ex Borsa Valori di Torino

125 paesi. 4.548 fotografi delle maggiori testate internazionali (National Geographic, The New York Times, Le Monde, Reuters, El Paìs, Bbc, solo per citarne alcune). 73.044 immagini proposte. Questi i numeri della partecipazione di quest’anno alla sessantunesima edizione del concorso più prestigioso al mondo di fotoreportage, il World Press Photo.

Dal 12 ottobre al 18 novembre all’ex Borsa Valori di Torino sono andati in mostra 312 scatti dei 42 fotografi vincitori che hanno realizzato le foto migliori nell’anno 2017, fornendo un importante contributo al giornalismo visivo di qualità, nell’ambito di otto differenti categorie: Contemporary Issues, Environment, Nature, General News, Long-Term Projects, People, Sport, Sport News.

(Sport). Nikolai Linares (Danimarca). 18-22 febbraio 2017: da sinistra: una nuova generazione di toreri si esercita nell’arena di Almería; tre ragazzi di 16 anni si preparano ad allenarsi con tori veri in un ranch di Albacete, a. 350 chilometri da Almería, presso cui si sono recati appositamente per fare esperienza; Quique, Danni ed Emilio, tutti di 12 anni, indossano gli abiti tradizionali dei giovani aspiranti toreri; due ragazzi che frequentano la scuola si esercitano per strada di sera.

La giuria, diversa ogni anno, è indipendente dalla Fondazione World Press Photo ed è composta da illustri esponenti della fotografia (quest’anno: Marcelo Brodsky, Whitney C. Johnson, Jérôme Huffer, Eman Mohammed, Thomas Borberg, Bulent Kilic e Magdalena Herrera).

I partecipanti devono rigorosamente attenersi al codice etico del concorso e le istantanee sono giudicate in base alla capacità di comunicare un autentico, coinvolgente e accurato spaccato del mondo. Gli scatti vincitori sono successivamente sottoposti ad un severo processo di verifica al fine di garantire l’attendibilità delle scene riprese dai fotografi.

(Sport News). Ronaldo Schemidt (Venezuela, Agence France-Presse), World Press Photo of The Year. 3 maggio 2017: José Víctor Salazar Balza (28 anni) prende fuoco durante i violenti scontri con la polizia nel corso di una manifestazione di protesta contro il presidente Nicolás Maduro a Caracas, in Venezuela.

Il fotografo che ha realizzato la migliore World Press Photo of The Year è stato Ronaldo Schemidt (Venezuela, Agence France-Presse): l’istantanea cattura un ventottenne che prende fuoco durante i violenti scontri con la polizia durante una manifestazione di protesta nel maggio 2017 a Caracas contro il presidente Nicolás Maduro.

(Sport). Erik Sampers (Francia). 14 aprile 2017: partenza di una tappa della Marathon des Sables (Maratona delle Sabbie) che si svolge nel deserto del Sahara, nel sud del Marocco. La “Maratona delle Sabbie” si corre su una distanza di circa 250 chilometri a temperature che possono raggiungere i 50 gradi. I partecipanti devono trasportare i propri zaini contenenti il cibo, l’occorrente per la notte e altro materiale. La prima edizione della Marathon des Sables si è svolta nel 1986 con 186 concorrenti. Oggi questo evento sportivo attira più di 1000 partecipanti provenienti da circa 50 paesi.

La Fondazione World Press Foto, indipendente e senza fini di lucro, opera nella sua sede di Amsterdam da più di sessant’anni come entità creativa, promuovendo il fotogiornalismo in tutto il mondo, impegnandosi nella libertà di espressione, informazione e inchiesta. Nata nel 1955, quando un gruppo di fotografi olandesi organizzò un concorso internazionale per presentare il proprio lavoro ad un pubblico globale, oggi rappresenta il più importante e prestigioso concorso di fotoreportage, le cui foto vincitrici vengono esposte in una mostra itinerante ospitata in più di 100 città in 45 paesi.

 

 


Emiliano Mancuso Casa del Cinema Roma fotografia documentari

La Casa del Cinema ricorda il regista e fotografo Emiliano Mancuso

La Casa del Cinema ricorda il regista e fotografo Emiliano Mancuso, scomparso improvvisamente lo scorso 26 settembre

Il 16 novembre dalle ore 19 verrà celebrato l’artista con un incontro alla presenza di colleghi e amici e la proiezione del suo ultimo film Le Cicale

 Emiliano Mancuso Casa del Cinema Roma fotografia documentari Le Cicale

Roma, 14 novembre 2018 – A circa un mese dalla sua scomparsa, la Casa del Cinema di Roma porge i suoi saluti ad uno dei più apprezzati fotografi e documentaristi italiani: Emiliano Mancuso. Il prossimo 16 novembre alle ore 19 verrà ricordato in un incontro moderato dal vicedirettore di Internazionale Jacopo Zanchini durante il quale interverranno i colleghi che lo hanno affiancato nella lavorazione del suo ultimo documentario Le cicaleFederico Romano, co-regista dell’opera, la montatrice Aline Hervé, il montatore del suono Giuseppe D’Amato, la produttrice Giulia Tornari e uno dei protagonisti Giuseppe Ricciardi. Al termine seguirà, per la prima volta a Roma, la proiezione del film.

 Nato a Roma nel 1971, dopo una laurea in filosofia e una specializzazione in estetica, Emiliano Mancuso sceglie la fotografia come mezzo espressivo per documentare la società contemporanea e le sue criticità. Dal 2009 entra all'Agenzia Contrasto e negli anni collabora con importanti testate nazionali e internazionali.

Nel 2011 pubblica il libro Stato d’Italia, un affresco in bianco e nero del nostro Paese durante gli anni della crisi nell’era berlusconiana. Nello stesso anno si dedica all’insegnamento e diventa direttore del Master in Fotogiornalismo contemporaneo presso Officine Fotografiche a Roma.

Nel 2012 è membro fondatore dell'associazione Zona e il suo percorso professionale evolve verso il linguaggio dell'audiovisivo e del documentario. Nel 2014 realizza il suo primo documentario Il diario di Felix sulla comunità di Casa Felix, nella periferia est di Roma, che ospita minori con problemi familiari e penali. Il lungometraggio viene selezionato al Festival dei Popoli edizione 2015 nella sezione Panorama ed è nominato nello stesso anno al Globo d’oro  come miglior documentario.

Nel 2018 realizza con Federico Romano il documentario Le cicale (doc, Italia, 2018, 70'), film dedicato agli anziani che vivono con la pensione minima nella città di Roma, selezionato in concorso al Festival Visioni dal mondo.

Quando l'estate finisce, racconta la fiaba di Esopo, la formica previdente passerà un inverno sereno, la cicala che ha  sperperato tutto invece morirà al freddo. Ma che succede se anche i chicchi di grano messi da parte dalla formica non sono più sufficienti ad affrontare l'inverno?

Le cicale è un viaggio intimo nella vita di chi, già andato in pensione o in procinto di andarci, si ritrova a lottare ancora per sopravvivere, perché lo stato sociale oggi non basta più a garantire una serena "età del riposo". Per tutti, quando l'inverno è arrivato, i chicchi di grano messi da parte non erano sufficienti, spesso nemmeno ad avere la certezza di poter dormire con un tetto sopra la testa. Ma il destino non li ha piegati, questi pensionati ed esodati: non sono rassegnati ma pieni di energia, perché sanno che è un loro diritto arrivare vivi alla morte. Un racconto corale, dove attraverso le voci di queste 'cicale' loro malgrado, ci troviamo di fronte una possibile verità, che il futuro dei giovani sarà molto simile al presente dei vecchi.

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“Fantasmi a Pompei”: dal 31 ottobre, la mostra di Dario Assisi e Riccardo M. Cipolla al MANN

“Fantasmi a Pompei”: dal 31 ottobre, la mostra di Dario Assisi e Riccardo M. Cipolla al MANN

Nelle Sezioni Affreschi e Mosaici, 41 creazioni fotografiche incontrano il passato

In una città antica deserta e bellissima, si muovono figure misteriose: sono i “Fantasmi a Pompei”, che Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla raccontano con quarantuno scatti, in esposizione al Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 31 ottobre 2018 (vernissage alle 17) all’8 gennaio 2019.

I due fotografi intraprendono il proprio percorso creativo perdendosi nelle strade dell’antica Pompei e fissando, con l’obiettivo, scorci di rovine e paesaggi all’ombra del Vesuvio: pochissime le presenze umane, come se la città fosse sospesa nel tempo, immune dal flusso turistico che ne caratterizza la dimensione quotidiana alle soglie del terzo millennio.

Il momento successivo della ricerca è offerto dallo studio degli affreschi e dei mosaici del MANN: nelle sale dell’Archeologico, gli scatti si concentrano, piuttosto, sui personaggi, sugli uomini e le donne che popolarono la creatività degli artisti di un tempo.

Le tecnologie digitali fanno il resto: le raffigurazioni pittoriche e le decorazioni musive vengono ritagliate e rese evanescenti, in modo da risultare sovrapposte e sospese nel magico scenario di Pompei.

“Abbiamo immaginato di chiudere gli occhi lasciandoci trasportare dalla fantasia; abbiamo passeggiato per le antiche strade, accompagnati da una misteriosa melodia e dagli spettri che tornavano nella propria dimora”, commentano Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla, ripercorrendo l’iter che li ha condotti alla realizzazione della mostra “Fantasmi a Pompei”.

Così, grazie al fotomontaggio, una giovane donna, mentre allatta il suo bambino, è protetta dallo sguardo lontano, eppur presente, di una mamma d’un tempo; una ragazza fuoriesce da un antico dipinto per accarezzare un cagnolino; alcune magiche figure femminili fluttuano in un cielo nuvoloso che racchiude, come appesantito da una moderna eruzione, le colonne ed i tetti di Pompei.

“Allestendo Fantasmi a Pompei, abbiamo accostato le creazioni fotografiche di Dario Assisi e Riccardo Cipolla ad alcune opere della sezione mosaici ed affreschi: in tal modo, l’incontro tra passato e presente produce suggestioni immediatamente percepibili agli occhi di un visitatore che sceglie un approccio emozionale all’opera d’arte”, afferma il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

 


Roma: mostra fotografica "Calcata... una storia di disobbedienza"

Mostra fotografica

CALCATA...una storia di disobbedienza

Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia,

19 Ottobre-2 dicembre 2018

Venerdì 19 ottobre, alle ore 12.00, nella sede del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giuliasi inaugura nella Sala Venere, al piano nobile del Museo, la mostra fotografica: “Calcata…una storia di disobbedienza”, promossa dal Comune di Calcata, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e la British School at Rome, con il Patrocinio dell’Archivio di Stato di Viterbo e con il contributo dell’Aerofototeca Nazionale (Istituto Centrale per il catalogo e la Documentazione).

Dopo il grande riscontro di pubblico ottenuto a Calcata a partire dallo scorso giugno nello storico locale del “Granarone”, l’edizione romana si arricchisce dei riferimenti alla storia del Museo, la cui nascita e la cui formazione, alla fine dell’Ottocento, si intrecciano con le scoperte archeologiche condotte nel territorio di Calcata.

Nella mostra sono presentate oltre sessanta immagini fornite sia dalle Istituzioni coinvolte sia da alcune delle persone che da anni vivono a Calcata.

Ad esse è dato il compito di raccontare la storia recente del centro, segnata dal Regio Decreto che nel 1935 ne vorrebbe imporre l’abbandono, ma che rappresenta invece il punto di partenza di un inedito modello sociale di convivenza.

Fanno da sfondo alla storia del centro, alle trasformazioni del suo paesaggio e alle scene di vita quotidiana, le campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza e dall’Accademia inglese, che hanno indagato, a partire dagli anni ’30 del secolo scorso, l’antico centro falisco di Narce e il suo territorio, contribuendo a delineare la storia e l’identità culturale di questa porzione di territorio al di là della riva destra del fiume Tevere.

La mostra sarà introdotta nella Sala della Fortuna da una breve presentazione del dott. Valentino Nizzo (Direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia), della dott.ssa Margherita Eichberg (Soprintendente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale), del prof. Stephen J. Milner (Direttore della British School at Rome, della dott.ssa Sandra Pandolfi (Sindaco del Comune di Calcata) e dell’architetto Paolo Portoghesi.

La mostra, allestita nella Sala Venere, al piano nobile del Museo, sarà aperta al pubblico fino al 2 dicembre 2018 nei consueti orari di apertura (9.00-20.00), con ingresso compreso nel biglietto di visita.

Testo e immagine da Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


Licodia Eubea: parte la “Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica”

Giovedì 18 ottobre giornata d’apertura della “Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica

Grande attesa per uno dei festival internazionali di cinema archeologico più importanti in Italia. Quest’anno arriva alla sua ottava edizione e si preannuncia un successo

Anche quest’anno il comune ibleo di Licodia Eubea si apre al “cinema dell’Antico” e, dal 18 al 21 ottobre, ospiterà l’VIII edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica.

L’apertura del festival avverrà giovedì 18 ottobre, alle ore 17.00, all’interno della suggestiva chiesa sconsacrata di S. Benedetto e S. Chiara, presso piazza Stefania Noce, in pieno centro storico.

Un palinsesto ricchissimo di opere cinematografiche, ospiti di alto livello, laboratori ed attività collaterali, legati indissolubilmente dal trait d’union della memoria, il grande tema della manifestazione.

Ben 24 film in programma, di cui 20 in concorso, riempiranno i pomeriggi e le serate della manifestazione. Si tratta di lavori di recente produzione, di respiro internazionale: Italia, Francia, Portogallo, Polonia, Spagna, Croazia, Turchia, Libia, Nuova Zelanda, Canada. È un pezzo di mondo, quello che viene raccontato attraverso i documentari: ciascuno racconta, con rigore scientifico e grande personalità, il modo in cui l’uomo decide di ricordare o dimenticare il suo passato e le rovine che lo rappresentano, ma anche gli uomini e le donne che hanno contribuito a rivelarlo, a volte celebrati come Sir Arthur Evans, scopritore del mitico palazzo di Minosse a Knosso, altre volte precipitati in un pesante oblio, come l’archeologa preistorica trentina Pia Laviosa Zambotti, morta suicida negli anni Sessanta.

In un Paese come l’Italia, in cui l’interesse verso la distribuzione di film legati al patrimonio archeologico e storico-artistico risulta decisamente carente, un festival come quello di Licodia Eubea costituisce un’occasione unica per il pubblico siciliano di scoprire e avvicinarsi ad un genere di grande impatto e in fase di forte sperimentazione, qui rappresentato da prime regionali, nazionali e internazionali.

Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici del Festival

Ciò che ci sta più a cuore – afferma Alessandra Cilio, archeologa e direttrice artistica del festival – è essere in grado di offrire ogni anno un evento culturale di spessore, in grado di avvicinare la società ai grandi temi della ricerca archeologica, sensibilizzandola alla comprensione e al rispetto del nostro patrimonio culturale.”

Perché ciò sia possibile – aggiunge Lorenzo Daniele, regista e co-direttore artistico della manifestazione – è necessario che la gente abbia la possibilità di confrontarsi direttamente con i protagonisti della ricerca archeologica, i divulgatori, i registi e gli sceneggiatori che si spendono nel campo della comunicazione del mondo antico. È per questo che, a corredo delle proiezioni, inseriamo sempre gli incontri e le conversazioni con gli specialisti del settore”.

E quest’anno, i nomi degli ospiti sono di tutto rispetto. A conversare con il pubblico del festival, nel pomeriggio di venerdì 19 ottobre, ci sarà l’archeologa Serena Raffiotta, con un intervento dal titolo: “Heritage: Patrimonio è Eredità. Tutelare il patrimonio culturale per salvare un’identità”.

Il pomeriggio di sabato 20 ottobre, invece, sarà dedicato a uno dei giornalisti più impegnati a livello internazionale nella lotta al saccheggio del patrimonio storico-artistico, Fabio Isman, che presenterà (per la prima volta in Sicilia) il recente volume “L’Italia dell’arte venduta. Collezioni disperse, capolavori fuggiti”.

Antonia Falcone

Ma le novità di questa nuova edizione del festival non finiscono qui. Oltre al consueto appuntamento dedicato alla didattica e ai cartoon per giovanissimi all’interno della sessione “Ragazzi e Archeologia” e alla “Finestra sul documentario siciliano”, la manifestazione si arricchisce di un workshop dedicato alla comunicazione del patrimonio culturale attraverso i media di ultima generazione. Il workshop “Scava, scarriola, comunica! Quando l'archeologia (si) racconta”, tenuto dall’archeo-blogger Antonia Falcone e dal giornalista Graziano Tavan, in programma la mattina del 20 ottobre, punta ad essere una “palestra formativa” aperta a studenti universitari, giornalisti e operatori museali, per i quali la padronanza di strumenti e strategie comunicative nell’ambito dei beni culturali rappresenta oggi un requisito fondamentale. Il workshop è gratuito e aperto a tutti; registrarsi è possibile, attraverso la piattaforma Eventbrite.it.

Graziano Tavan

A far da cornice al festival, ben due mostre fotografiche: la prima, “Libia. Antiche Architetture Berbere” del fotografo e regista veneziano Lucio Rosa, dedicata ad un frammento d’Africa sempre più fragile e sgretolato; la seconda, “1915-1918. Licodia Eubea e i suoi figli nella Grande Guerra”, organizzata e allestita dall’infaticabile sezione locale dell’Archeoclub d’Italia.

E poi, a far da intermezzo tra il pomeriggio e la sera, gli aperitivi con visita guidata alle sale espositive del museo archeologico “Antonino Di Vita” e di quello etnografico “P. Angelo Matteo Coniglione”, a base di prodotti tipici della tradizione enogastronomica licodiana. E le escursioni alla scoperta del centro storico e dell’hinterland di Licodia Eubea, location di questo festival ma, al tempo stesso, scrigno ricco di autentici gioielli architettonici e storico-artistici.

A chiudere l’edizione 2018 della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica sarà la premiazione del film più votato dal pubblico (Premio “Archeoclub d’Italia”) e del film ritenuto migliore da una giuria internazionale di qualità (Premio “ArcheoVisiva”), assieme al Premio “Antonino Di Vita”, conferito a chi abbia speso la propria carriera nella promozione della conoscenza del patrimonio culturale.

Ancora una volta, dunque, aggiungiamo tessere al mosaico, per incrementare la qualità dell’offerta culturale di questa manifestazione – conclude la Cilio –. Lo facciamo perché continuiamo a credere nel progetto, il cui obiettivo non è solo svelare la bellezza del cinema archeologico, ma anche di fare sistema, coinvolgendo autori, produttori, festival, pubblico e istituzioni. E, un anno dopo, siamo felici di constatare che a crederci siamo sempre di più.”

 


Prima giornata dell'VIII edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

In questo post guida potrete trovare tutti gli appuntamenti e i link alle schede relative alla prima giornata dell'ottava edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea. Ove disponibile, la scheda contiene anche un trailer.

Giovedì 18 ottobre 2018

ORE 17.00 APERTURA DELLA RASSEGNA

introducono:

Giacomo Caruso

Presidente Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea

Alessandra Cilio, Lorenzo Daniele

Direttori artistici del Festival

intervengono:

Giovanni Verga

Sindaco del Comune di Licodia Eubea

Rosalba Panvini

Soprintendente BB.CC.AA. di Catania

ORE 17.30 CINEMA E ARCHEOLOGIA

Az, Branko pridivkom Fučić

Nome Branko, cognome Fučić

Nazione: Croazia

Regia: Bernardin Modrić

Consulenza scientifica: Tomislav Galović

Durata: 36’

Anno: 2016

Produzione: Istra Film

Il documentario narra la storia poetica e contemplativa di uno dei maggiori ricercatori croati di iscrizioni e affreschi glagolitici, il cui lavoro ha segnato la storia dell’arte dell’Europa sud–orientale della seconda metà del XX secolo. Fučić è stato uno studioso capace di rendere civiltà ed eventi del passato più vicini a noi, in modo semplice e coinvolgente.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/nome-branko-cognome-fucic/

L’antico teatro di Herculaneum

Nazione: Italia

Regia: Raffaele Gentiluomo

Consulenza scientifica: Domenico Camardo, Mario Notomista

Durata: 8’

Anno: 2014

Produzione: Fondazione Cives - Mav Museo Archeologico Virtuale

Il Teatro, costruito in età augustea, rappresenta uno dei monumenti più straordinari dell'antica Herculaneum, testimonianza dello splendore della città, prima della tragica eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/lantico-teatro-di-herculaneum/

Mésopotamie, une civilisation oubliée

Mesopotamia. Una civiltà dimenticata

Nazione: Francia

Regia: Yann Coquart, Luis Miranda

Consulenza scientifica: Jessica Giraud

Durata: 52’

Anno: 2017

Produzione: Un Film à la Patte

Lontana dalle principali spedizioni archeologiche del XX secolo per ragioni geopolitiche, la Mesopotamia settentrionale è il cuore dell’impero assiro. Per dieci anni, le porte di questo continente si sono gradualmente aperte e i più grandi archeologi del nostro tempo si sono affrettati a mappare, registrare, cercare, analizzare il territorio. Il film racconta un’incredibile avventura archeologica, tra passato e presente, in cui la conoscenza scientifica diventa una risposta alla barbarie.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/mesopotamia-una-civilta-dimenticata/

Le mythe du Labyrinth

Il mito del Labirinto

Nazione: Francia

Regia: Mikael Lefrançois, Agnès Molia

Consulenza scientifica: Peter Eeckhout

Durata: 26’

Anno: 2018

Produzione: Tournez S’il Vous Plaît – Arte

Tra il 1400 e il 1300 a.C., fiorì a Creta la raffinata civiltà minoica. I Minoici furono i primi, nella cultura europea, ad adoperare la lingua scritta. Hanno dato prova del loro alto livello artistico attraverso raffinati affreschi e sculture. Hanno costruito edifici sontuosi, la cui complessità ha a lungo affascinato gli archeologi. Oggi, grazie agli scavi condotti a Cnosso, Festo e Sissi, combinati alla ricerca matematica, gli archeologi hanno sviluppato nuovi metodi per comprendere l’architettura di questi edifici. I risultati mettono in discussione il nostro sapere relativo a una civiltà che pensavamo di conoscere bene.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/il-mito-del-labirinto/

ORE 19.30 INCONTRI DI ARCHEOLOGIA

Inaugurazione della mostra fotografica

Libia. Antiche Architetture Berbere

interviene:

Lucio Rosa, regista e fotografo

La mostra fotografica di Lucio Rosa verrà inaugurata presso gli spazi del museo etnografico di Licodia Eubea.

ORE 19.45 APERITIVO AL MUSEO

Visita guidata all’interno del Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”, con degustazione di prodotti enogastronomici.

Si rinnova anche quest'anno l'appuntamento con #aperitivoalmuseo.
Tutti i giorni, tra le 19.30 e le 20.00, il museo civico "A. Di Vita" e quello etnografico "A. M. Coniglione" di Licodia Eubea si apriranno ai visitatori per una visita guidata e un ricco apericena a base di prodotti locali.
I vini saranno gentilmente offerti dallo sponsor del festival, l'azienda vinicola Baglio di Pianetto, attenta nella produzione di bianchi e rossi che raccontino la Sicilia, ma anche sensibile ad attività culturali che la promuovano in ambito nazionale e internazionale.

ORE 21.00 CINEMA ED ETNOANTROPOLOGIA

C’era una volta la terra

Nazione: Italia

Regia: Ilaria Jovine, Roberto Mariotti

Durata: 73’

Anno: 2018

Produzione: Iljà Film – Effendemfilm

Partendo da selezionati articoli giornalistici dello scrittore e saggista Francesco Jovine (1902-1950), pubblicati negli anni Quaranta, il film indaga la realtà contemporanea, alla ricerca del medesimo legame raccontato dallo scrittore, quello che da sempre lega l’uomo alla terra. Ne viene fuori una favola sospesa tra il presente e il passato, dai toni a volte poetici, a volte amari, che ha come protagonisti, oltre lo scrittore stesso, un giovane coltivatore, un professore di geografia, una mandria di vacche, due fratelli indiani e dei ragazzi afghani ospitati in una masseria.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/cera-una-volta-la-terra/

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Attività collaterali

Da giovedì 18 a sabato 20 ottobre

Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”

Museo Civico “Antonino Di Vita”

Aperitivo al Museo

Al termine del programma pomeridiano verrà aperto l’Aperitivo al Museo, una visita guidata all’interno dei due musei, con degustazione di prodotti enogastronomici. I ticket per la consumazione saranno in vendita presso il desk informazioni della sala proiezioni.

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Dal 18 ottobre al 18 novembre

Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”

Libia. Antiche Architetture Berbere

Mostra fotografica del regista Lucio Rosa.

Durante i giorni del Festival, la mostra sarà visitabile dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:00 alle ore 20:00. Saranno proiettati, a ciclo continuo, i film “Il segno sulla pietra”, “Libia is near”, “Fabrizio Mori, un ricordo”.

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Dal 18 ottobre al 31 dicembre

Già antica chiesa di S. Benedetto e S. Chiara

1915-1918. Licodia Eubea e i suoi figli nella Grande Guerra

Attraverso foto d'epoca, immagini e oggetti vari la mostra racconta il contributo dato dai 137 giovani soldati partiti da Licodia Eubea allo scoppio del conflitto mondiale e il loro ruolo nel contesto di quei tragici avvenimenti. L’esposizione è a cura dell’Archeoclub d’Italia “Mario Di Benedetto”.


Roma: mostra "L’occupazione italiana della Libia. Violenza e colonialismo 1911-1943"

L’occupazione italiana della Libia

Violenza e colonialismo 1911-1943

 

Alla Casa della Memoria e della Storia una mostra foto-documentaria testimonia la storia del recente passato della Libia

Casa della Memoria e della Storia

27 settembre - 22 novembre 2018

inaugurazione giovedì 27 settembre ore 18.00

Negli ultimi anni la Libia è stata quasi quotidianamente al centro dell’attenzione dei mezzi di comunicazione per i numerosi e violenti conflitti che hanno contraddistinto la sua storia recente.

La mostra foto-documentaria L’occupazione italiana della Libia. Violenza e colonialismo 1911-1943, alla Casa della Memoria e della Storia di Roma dal 27 settembre al 22 novembre 2018, restituisce al visitatore la possibilità di conoscerne meglio la storia, approfondendo, in particolare, gli avvenimenti legati al periodo coloniale italiano, ancora poco noti.

Le drammatiche vicende storiche di quegli anni sono narrate attraverso un percorso storico-didattico che si articola attraverso oltre duecento foto e decine di documenti provenienti dall’Archivio Nazionale di Tripoli e dai principali archivi nazionali.

La mostra - organizzata dall’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (IRSIFAR) e dalla Fondazione MedA - Onlus, con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri - è promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri e Zètema Progetto Cultura. È stata realizzata dallo storico Costantino Di Sante con il contributo del Centro per l’Archivio Nazionale di Tripoli e la consulenza di Salaheddin Sury, uno dei maggiori storici libici dell’età contemporanea.

L’esposizione sarà inaugurata giovedì 27 settembre alle 18,00 alla Casa della Memoria e della Storia, in Via S. Francesco di Sales n. 5, con la partecipazione di Luisa Musso dell’Università di Roma Tre e Alessandro Triulzi dell’Università di Napoli L’Orientale.

A lato dell’esposizione è stato organizzato un corso di formazione per insegnanti e studenti dal titolo: Colonialismo italiano e razzismi.

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Cassano allo Ionio: "Dall'Albania al Mezzogiorno. Arbereshe, un patrimonio da condividere"

DALL’ALBANIA AL MEZZOGIORNO.

ARBERESHE, UN PATRIMONIO DA CONDIVIDERE

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Sibari

Cassano allo Ionio (Cosenza)

23 settembre 2018

Il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Sibari, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, propone, domenica 23 settembre 2018, DALL’ALBANIA AL MEZZOGIORNO. ARBERESHE, UN PATRIMONIO DA CONDIVIDERE.

Importante e qualificato il programma disposto di seguito indicato.

Domenica 23 settembre 2018, alle ore 16.00, si terrà una conferenza di carattere storico – letterario – antropologico.

Interverranno: Adele Bonofiglio, direttore del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Sibari; Francesco Marchianò, esperto di Albanologia e Damiano Guagliardi, presidente FAA (Federazione delle Associazioni Arbereshë).

Alle ore 18.00 ci sarà l’inaugurazione della mostra fotografica di Damiano Guagliardi “GRUJA DHE KATUNDI ARBERESH, LA DONNA E IL PAESE ARBERESH”. Presentata per la prima volta nel 1988 a Spezzano Albanese, in occasione della 1ª Edizione Mirë se erdhët, è stata poi esposta nel Molise, Puglia, Sicilia, Lazio e Lombardia. Dal 1993 al 2006 è stata in mostra presso il Centro Iconografico Arbëresh di Mongrassano.

L’evento si inserisce nel programma “MuSST – Musei e sviluppo dei sistemi territoriali” con il quale il Museo di Sibari ha già iniziato, e sta portando avanti, un percorso di valorizzazione del Patrimonio Arbreshë.

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