L'International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” va alla petite Pompéi di Francia: Vienne

La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e Archeo hanno inteso dal 2015 dare il giusto tributo alle scoperte archeologiche attraverso un Premio annuale assegnato in collaborazione con le testate internazionali, tradizionali media partner della BMTA: Antike Welt (Germania), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia).

L’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” è l’unico riconoscimento mondiale dedicato  agli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.

Il Direttore della Borsa Ugo Picarelli e il Direttore di Archeo Andreas Steiner hanno condiviso questo cammino in comune, consapevoli che “le civiltà e le culture del passato e le loro relazioni con l’ambiente circostante assumono oggi sempre più un’importanza legata alla riscoperta delle identità, in una società globale che disperde sempre più i suoi valori”. Il Premio, dunque, si caratterizza per divulgare uno scambio di esperienze, rappresentato dalle scoperte internazionali, anche come buona prassi di dialogo interculturale.

Vincitrice della quarta edizione è risultata la “piccola Pompei francese” di Vienne (sulle sponde del Rodano, a circa 30 km a sud di Lione, ma scopriamo di più.

Nella periferia della città di Vienne, in Francia, durante dei lavori per la costruzione di un complesso residenziale, gli archeologi hanno trovato un antico quartiere romano con resti di domus ed edifici pubblici ben conservati dopo una serie di incendi e per questa particolare distruzione del sito, hanno definito Vienne la piccola Pompei francese. La scoperta sembra essere una delle più importanti fatte negli ultimi 40-50 anni. La città di Vienne è famosa già per il suo teatro e per il tempio dedicato ad Augusto e Livia, quindi non estranea ad altri importanti ritrovamenti, ma soprattutto in antico era uno snodo importante nel percorso che collegava il nord della Gallia alla regione Narbonensis, a sud. Il sito doveva estendersi su una superficie di circa 7000 metri quadrati, una scoperta insolita ed eccezionale in un’area urbana, tanto che lo stesso ministero della cultura francese aveva definito l’evento come una “découverte exceptionelle”! Il quartiere romano, con case ed edifici databili al I secolo d.C., si crede possa essere stato abitato per circa 300 anni prima di essere abbandonato in seguito a degli incendi. Molti degli oggetti e degli arredi delle abitazioni si sono perfettamente conservati, trasformando l’area in una vera “petite Pompéi” francese. Tra le strutture sopravvissute, una importante domus chiamata Casa dei Baccanali con pavimenti mosaicati raffiguranti scene di corteggio con menadi e satiri. L’incendio  distrusse il primo piano della casa, il tetto e il balcone, ma molte parti della struttura si sono conservate quasi intatte. Gli studiosi ritengono che la sontuosa domus che aveva al suo interno anche preziosi marmi e godeva di giardini magnifici ed importanti riserve idriche, potesse appartenere ad un ricco mercante della zona. In un altro edificio, invece, si è conservato un mosaico con Talia, una delle grandi muse figlie di Zeus e Mnemosine, nuda e rapita dal dio Pan. I mosaici sono stati staccati con cura e portati in un laboratorio di restauro per poi essere esposti nel 2019 al Museo della Civiltà gallo-romana di Vienne. Durante gli scavi, in luce è venuto fuori anche un edificio pubblico con fontana monumentale ornata da una statua di Ercole, secondo il responsabile dello scavo Clement, probabilmente una scuola di retorica/filosofia ospitata a Vienne.

Le prime cinque scoperte archeologiche del 2017 candidate per la vittoria della quarta edizione sono risultate:

Egitto: il ginnasio ellenistico rinvenuto ad Al Fayoum

Francia: una piccola Pompei a Vienne

Iraq: il più antico porto di una città sumerica ad Abu Tbeirah

Italia: la Domus del Centurione dagli scavi della metro C a Roma

Tunisia: una città romana sommersa nel golfo di Hammamet

 


Il mito del Labirinto

Il mito del labirinto, prodotto da TSVP - Tournez S'il Vous Plaît, ci porta nell'isola di Creta, a Knosso, Festo e Sissi, dove gli archeologi hanno sviluppato nuovi metodi per comprendere l'architettura di queste misteriose strutture, legate ad una delle più raffinate civiltà del mondo antico, quella minoica.

Il film sarà proiettato alle 19.00 di giovedì 18 ottobre, a chiusura della sessione pomeridiana del primo giorno dell'ottava edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea.

Le mythe du Labyrinth    

Il mito del Labirinto

Nazione: Francia

Regia: Mikael Lefrançois, Agnès Molia

Consulenza scientifica: Peter Eeckhout

Durata: 26’

Anno: 2018

Produzione: Tournez S’il Vous Plaît – Arte

 

Sinossi: Tra il 1400 e il 1300 a.C., fiorì a Creta la raffinata civiltà minoica. I Minoici furono i primi, nella cultura europea, ad adoperare la lingua scritta. Hanno dato prova del loro alto livello artistico attraverso raffinati affreschi e sculture. Hanno costruito edifici sontuosi, la cui complessità ha a lungo affascinato gli archeologi. Oggi, grazie agli scavi condotti a Cnosso, Festo e Sissi, combinati alla ricerca matematica, gli archeologi hanno sviluppato nuovi metodi per comprendere l’architettura di questi edifici. I risultati mettono in discussione il nostro sapere relativo a una civiltà che pensavamo di conoscere bene.

 

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

  • Arkhaios Film Festival (South Carolina, USA) 2018
  • Trasmesso su Arte Italia

 

Informazioni regista:

  • Mikael Lefrançois, reporter e regista. Laureato alla TSVP Academy (e CFPJ), realizza documentari o li trasforma come cameraman. A volte fa entrambe le cose contemporaneamente, suonando il banjo.
  • Agnès Molia, produttrice televisiva e direttrice editoriale di TSVP. Diplomata all’ESJ Lille, dove adesso è formatrice, è autrice di circa 50 documentari. Cofondatrice di Turn Please, con la sorella Christie, è regista e produttrice e direttrice della collana di documentari “On Our Traces and Archaeological Investigations” per Arte.

 

Informazioni casa di produzione:

http://tsvp-prod.com e https://www.facebook.com/tsvp.prod/

 

Scheda a cura di: Fabio Fancello


Le mostre da vedere all'estero tra fine 2018 e inizi 2019

Dopo le 10 mostre assolutamente da vedere entro il 2019 in Italia, abbiamo pensato di proporvi una selezione di quanto offre il panorama museale europeo tra gli ultimi mesi del 2018 e i primi del 2019.

Che desideriate immergervi in una mostra d’arte moderna o contemporanea, scoprire come un museo possa migliorare il nostro benessere psicofisico, sfidare i vostri pregiudizi o approfondire le vostre conoscenze su un determinato personaggio o periodo storico, troverete sicuramente la mostra che solletica la vostra curiosità. 

Ecco una breve panoramica di alcune interessanti mostre in diverse città europee:

Spagna

Dallo scorso luglio, e fino al 20 gennaio 2019, è in corso al Museo Sorolla di Madrid la mostra ‘Sorolla - A Garden To Paint’, che presenta oltre 170 tra dipinti, schizzi, disegni, sculture e fotografie dei giardini del Reales Alcázares di Siviglia e de La Alhambra di Granada, catturati da Sorolla quale fonte di ispirazione per la realizzazione del proprio giardino nell’abitazione madrilena.

È stata recentemente inaugurata presso le sale 4 e 5 del MUSAC (Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y Léon) di Léon la mostra ‘Todos los tonos de la rabia. Poéticas y políticas antirracistas’, che considera il fenomeno del razzismo, e le sue implicazioni, nel contesto storico attuale, dividendo il discorso in quattro sezioni: ‘Crescere in un mondo bianco’, ‘Zoo di mostri’, ‘La vita erotica del razzismo’ e ‘Non si aspettavano che sopravvivessimo’.

Avete voglia di perdervi tra le materializzazioni dei sogni di colei che è stata definita una degli artisti più importanti e versatili del XX secolo? Allora, non perdetevi la mostra ‘Dorothea Tanning - Behind the door, another invisible door’, al Museo Reina Sofia di Madrid dal 3 ottobre 2018 al 7 gennaio 2019. Divisa in sale tematiche, la mostra racconta la storia di Dorothea Tanning attraverso un mondo fantastico, che appare sotto forma di dipinti, costumi e scenografie per balletti, disegni, sculture, e che vuole invitare il visitatore ad andare oltre ciò che la realtà gli propone.

Francia

Fino al prossimo 7 gennaio, il Musée de l’Homme di Parigi ospita la mostra temporanea ‘Néandertal - l’expo’ che racconta, in modo interdisciplinare ed interattivo, il cugino più prossimo della nostra specie, dialogando con la nostra percezione delle differenze e le nostre idee sulla specie umana e la sua evoluzione.

Dal 26 settembre al 1° luglio 2019, la Petite Galerie del Louvre propone una mostra piuttosto interessante: ‘L’archéologie en boulles’. Divisa in quattro aree tematiche che esplorano il lavoro dell’archeologo ed il rapporto tra arte ed archeologia, la mostra presenterà una selezione di circa 100 tavole originali di fumettisti che si sono ispirati all’archeologia. Tra esse, anche una tavola della graphic novel italiana Il porto proibito (2015), di Teresa Radice e Stefano Turconi.

Dallo scorso 25 agosto, e fino al 25 agosto 2019, il MuCEM di Marsiglia ospita l’installazione ‘Horizontal Alphabet (black)’, dell’artista visuale Katinka Bock. Protagonisti di questa installazione sono dei mattoni di ceramica rossi e neri, realizzati in base alle misure di mani e piedi di diversi partecipanti anonimi, che rappresentano contemporaneamente la ripetizione (come l’uso, da parte di culture diverse, di unità di misura legate al corpo umano, quali ad es. pollice e piedi) e la diversità che contraddistinguono gli esseri umani.

Regno Unito

Fino al 24 febbraio 2019, il Victoria and Albert Museum di Londra ospiterà la mostra ‘Videogames: Design/Play/Disrupt’, che racconta, in modo immerso ed interattivo, il processo di realizzazione dei videogame più innovativi.

Dal 4 ottobre al 3 Marzo 2019, il Wellcome Collection di Londra ospiterà la mostra ‘Living with Buildings’, che esplora il modo in cui i paesaggi urbani in cui viviamo influenzano la nostra vita ed il nostro benessere psicofisico.

A Mount Stewart (Co. Down), nell’Irlanda del Nord, dal 9 novembre e fino al 3 febbraio 2019, sarà possibile visitare la mostra itinerante ‘Faces of Change: Votes for Women’, organizzata dal National Trust in collaborazione con la National Portrait Gallery, in occasione del centenario dalla concessione del diritto di voto ad alcune categorie di donne. La mostra esplora, attraverso ritratti, documenti e fotografie, le lotte delle suffragettes ed il dibattito sul diritto di voto ed il suffragio femminile. Prima di approdare in Irlanda del Nord, parte della mostra sarà visitabile a Killerton House, nel Devon, fino al 31 ottobre.

Paesi Bassi

In occasione del Cinquecentenario dalla sua scomparsa, il Museo Teylers di Haarlem si prepara ad inaugurare una mostra dedicata a Leonardo da Vinci ed alla sua capacità di catturare le emozioni umane, che sarà visitabile dal 5 ottobre al 6 gennaio. ‘Leonardo da Vinci’ ospiterà oltre trenta disegni originali di Leonardo ed altrettante opere di seguaci e contemporanei, provenienti da collezioni di tutto il mondo; tra essi, gli studi per l’Ultima Cena e per un volto femminile.

Il Museo Van Gogh, fino a 13 gennaio 2019, ospita la mostra ‘Van Gogh Dreams’, un’esperienza sensoriale tra le emozioni di Vincent, nel periodo in cui si trasferì ad Arles ed era pieno di speranze per la sua nuova vita. La mostra non prevede l’esposizione di dipinti, ma sarà interamente basata sull’intenso scambio epistolare che Vincent ebbe con suo fratello Theo, ed a farla da padrone saranno luci, suoni, colori ed emozioni.

Il Tropenmusem di Amsterdam, fino al 1° dicembre 2019, ospita la mostra ‘Bitter Chocolate Stories’, che presenta le storie di 15 minori (su oltre 2 milioni) che lavorano nelle piantagioni di cacao in Ghana e Costa d’Avorio, per contribuire a soddisfare la domanda dei consumatori di cioccolato che vivono a centinaia di chilometri di distanza. 

Lo stesso Tropenmusem, dal 28 settembre, ospita la mostra ‘Cool Japan’, che mette a confronto moderne icone del mondo dei manga e degli anime con l’arte tradizionale giapponese dei dipinti e degli ukyo-e. A completare la mostra, un’opera di Matsuura Hiroyuki il quale, con la sua tecnica che unisce modernità e tradizione, rappresenta la sintesi perfetta del tema della mostra.

Polonia

Siete amanti dell’arte contemporanea? Allora, non potete perdervi la mostra ‘The Culture Collider: The Post-Exotic Art’ al Museo Manggha dell’Arte e della Tecnologia Giapponese di Cracovia. Si tratta di un progetto della curatrice viennese Goschka Gawlik che mira ad esplorare la situazione dell’arte prodotta nell’era della globalizzazione, facilmente soggetta a mutamenti ed influenze. Le opere esposte sono state realizzate da artisti sia europei che asiatici, in un mix tra  cultura identitaria e sguardo sull’altro.

Fino al 4 novembre, l’Asia and Pacific Museum di Varsavia ospita la mostra ‘Playing with Culture - Traditional Asian Play and Games’. Lo scopo della mostra è quello di proporre uno sguardo sulla cultura asiatica attraverso il gioco, attività che ha da sempre permesso all’uomo di mettere se stesso alla prova e di coltivare le proprie relazioni sociali. Oggetto dell’indagine è il valore culturale del gioco e del giocattolo, riconosciuto anche dall’UNESCO, quale vettore che permette di interpretare antiche credenze e sistemi sociali. 

Avete in programma una visita all’Auschwitz-Birkenau Memorial? Se sì, sappiate che dal 30 ottobre, e fino a marzo 2019, sarà possibile visitare anche la mostra ‘David Olère. The one who survived Crematorium III’. Oltre ai 19 dipinti del museo di Auschwitz, verranno esposti anche 64 opere provenienti da collezioni Israeliane e Francesi, che raccontano l’esperienza dell’artista durante la prigionia nel campo di concentramento.

Germania

Chiudiamo la nostra selezione con Berlino. 

La Gemäldedegalerie, dallo scorso luglio e fino all’11 novembre, ospita la mostra ‘Impressions of the Thirty Years’ War - Printmaking from the Kupferstichkabinett’. Si tratta di una mostra che, attraverso pamphlet satirici e stampe del XVII secolo, provenienti dal Kupferstichkabinett (Galleria delle Incisioni), descrive gli effetti della Guerra dei Trent’anni sulla società dell’epoca.

Il Kupferstichkabinett, a sua volta, dallo scorso agosto e fino al 18 novembre, ospita una mostra dedicata alla bottega di Rembrandt: ‘From Rembrandt’s Workshop - Drawings from the Rembrandt School’. In seguito alle ricerche che hanno portato ad una revisione delle opere attribuite al Maestro olandese, il Kupferstichkabinett mostra differenze e similitudini tra Rembrandt ed i suoi allievi, attraverso una selezione di circa 100 disegni.

 


Risorse online per lo studio della Rivoluzione Francese

Monumento alla Convenzione Nazionale all'interno Pantheon di Parigi. [foto di Beatrice da Vela CC-BY-SA ]

Lo ripeto centinaia di volte a studentesse e studenti: Internet non può sostituire una biblioteca ben fornita, né per chi voglia fare ricerca, né per il semplice curioso. Tuttavia la Rete spesso offre molte possibilità per integrare le proprie conoscenze o per trovare nuovi spunti e anche io me ne servo spesso. Ho pensato di condividere con voi i cinque siti che ho trovato più utili per lo studio del periodo oggetto delle mie attuali ricerche, la Rivoluzione Francese. I siti sono quasi unicamente in francese, ma abbastanza chiari e accessibili anche a chi non ha una profonda padronanza della lingua (extrema ratio Google translate).

1.Archives numériques de la Révolution Française.

L'home page degli Archives numériques

Ospitati sul sito dell'Università di Standford, gli "Archivi digitali della Rivoluzione Francese" sono una banca dati, interrogabile in francese e in inglese. Essi contengono la digitalizzazione degli Archivi Parlamentari (Archives Parlamentaires) e un corpus di immagini prodotte durante la Rivoluzione.

Gli Archivi Parlamentari, uno degli strumenti più importanti per i ricercatori del ramo, sono una collezione, costituita nel corso dell'Ottocento, che racchiude in ordine cronologico la ricostruzione dei dibattiti parlamentari, ma anche rapporti, discorsi, delibere e persino lettere. I numeri consultabili online vanno dalla preparazione degli Stati Generali (1787) fino all'anno II della Repubblica (1794).

La banca dati delle immagini è forse una delle risorse che preferisco: contiene più di 14.000 immagini (sono in maggioranza stampe), che possono essere consultate tematicamente o cronologicamente.

2. Il sito dell'IHRF (Istituto di storia della Rivoluzione Francese)

Homepage del sito dell'Institut d'Histoire de la Révolution Française

Il sito dell'Institut d'Histoire de la Révolution Française, l'organo universitario francese dedito allo studio della Rivoluzione in tutti i suoi aspetti è una vera miniera di informazioni. Oltre a parlare delle attività specifiche dell'Istituto, il sito contiene una biblioteca digitale in libero accesso, che raccoglie opere digitalizzate o create da altre università e una selezione di link a portali privati affidabili. Personalmente ho trovato utilissimi anche gli strumenti didattici, fra i quali è particolarmente degna di nota una bibliografia tematica in costante aggiornamento.

L'IHRF redige anche una rivista accademica, che è consultabile in libero accesso. I numeri sono tematici e permettono anche all'appassionato di aggiornarsi continuamente.

 

3. Il sito della SER (Società di studi robespierristi).

L'Homepage della Société des études robespierristes

Questo è uno dei siti che controllo almeno una volta al giorno per rimanere aggiornata circa le ultime novità sul campo. Il sito della Société des études robespierristes, la storica associazione fondata da Albert Mathiez, segnala costantemente le nuove uscite bibliografiche e informa sulle novità nel dibattito accademico (e civile) sulla Rivoluzione Francese. Oltre a essere il cuore degli Annales historique de la Révolution Française, la rivista accademica più importante del settore (accessibile a pagamento), pubblica un bollettino mensile (scaricabile gratuitamente) con le novità editoriali più importanti, notizie dei colloqui e degli eventi. Da quest'anno particolare attenzione è data alle "società sorelle" (di cui si svolgerà a breve il primo congresso), cioè le associazioni locali che si occupano della Rivoluzione Francese legata a un particolare territorio o a un particolare politico. Infine anche qui è presente una piccola raccolta di materiali utili e testi.

 

4. Gli Annales historique de la Révolution Française.

Pagina dedicata ai numeri più recenti degli Annales historique de la Révolution Française sul sito dell'editore Armand Colin

Ma non avevo appena detto che era a pagamento? La risposta esatta è nì. I numeri più recenti (quelli degli ultimi tre anni) degli Annales sono a pagamento (ma l'editore dà la possibilità di acquistare i singoli articoli), ma gli altri sono liberamente accessibili. I numeri dal 1999 al 2015 si possono trovare su questo sito, mentre quelli precedenti (dal 1966 in poi) si trovano sulla banca dati Persée. Alcuni numeri precedenti al 1966 si possono trovare su Gallica (la base di dati della Biblioteca nazionale di Francia) o su archive.org.

5. Joconde, la banca dati dei musei francesi

Homepage di Joconde

Infine una risorsa importante, anche se dispersiva, è Joconde, la banca dati che raccoglie i cataloghi di moltissimi musei francesi. Da qui si possono consultare le collezioni, comprese di immagini e numero di inventario di molti musei. Per quanto riguarda la Rivoluzione Francese per me è stato particolarmente utile perché contribuiscono a questa raccolta sia il museo Carnavalet di Parigi (che ha una ricchissima collezione di quadri e cimeli rivoluzionari) che il Museo della Rivoluzione Francese di Vizille (il catalogo online, però, è ancora parziale).


Un caso di rachitismo dal passato

18 Luglio 2016

Credit: Reused from Journal of Archeological Science, 2016, with permission from Elsevier
Immagini da un adulto del passato con carenza di vitamina D. Credit: Reused from Journal of Archeological Science, 2016, with permission from Elsevier

Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Archaeological Science, ha confrontato i denti di alcuni abitanti del Quebec (Canada) e della Francia dei secoli diciottesimo e diciannovesimo con quelli di moderni adulti.

Tra i primi vi era un maschio del Quebec, morto a 24 anni e colpito dal rachitismo per quattro volte prima del compimento dei 13 anni. I denti dell'individuo hanno mostrato la carenza di vitamina D, mostrando anomalie negli strati di dentina. La maggior parte dei casi di rachitismo erano causati dalla mancata esposizione alla luce solare.

Credit: Reused from Journal of Archeological Science, 2016, with permission from Elsevier
I denti di un moderno adulto sano. Credit: Reused from Journal of Archeological Science, 2016, with permission from Elsevier

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Storia culturale del football

16  Giugno 2016

Riproduzione da 'Kulturgeschichte des Sports', C.H.Beck, p.181: Affresco by Jan van der Straet: Calcio giocato di fronte a Santa Maria Novella, 1558 (Palazzo Vecchio, Firenze)
Riproduzione da 'Kulturgeschichte des Sports', C.H.Beck, p.181: Affresco by Jan van der Straet: Calcio giocato di fronte a Santa Maria Novella, 1558 (Palazzo Vecchio, Firenze)

Chi pensa che il calcio oggi sia uno sport violento non ha forse presente la situazione nel Medio Evo. In termini di brutalità, era alla pari con altri sport molto popolari: il lancio delle pietre e le scazzottate. Non c'era bisogno di un campo e le porte della città erano utilizzate come porte per la partita.
Le fonti storiche infatti provano che lo sport è stato praticato per centinaia di anni, e che era popolare in Inghilterra e Italia sin dal dodicesimo secolo, e che durante il Rinascimento i Medici lo elevarono a sport nazionale.
Lo storico culturale Wolfgang Behringer dell'Università del Saarland ha studiato il football dalle prime fonti storiche fino ad oggi: lo sport è molto più antico di quanto non si pensi comunemente, e per quanto non sia mai stato un'antica disciplina olimpica, le sue origini possono essere tracciate fino al Medio Evo.
Le fonti medievali peraltro parlano semplicemente di giochi con la palla, senza distinguere. Il "pallone", uno sport simile al volley, era pure il più popolare in Germania e Italia.
Quando compare nelle fonti storiche, il football era già un gioco con delle regole fissate, per cui sono possibili solo delle speculazioni sulle sue origini. La registrazione più antica risale probabilmente al 1137, e riporta la morte di un ragazzo in Inghilterra, a causa del football. A partire dal tardo Medio Evo, Inghilterra, Francia e Italia divennero fortezze dello sport, che si poteva giocare dall'alba al crepuscolo, con un campo lungo anche diversi km. Non c'era limite al numero di giocatori e non si andava per il sottile: era permessa quasi qualsiasi forma di contatto fisico, anche se l'omicidio colposo o intenzionale erano proibiti. Nonostante questo, risse, incidenti e morti non erano infrequenti: si riporta pure di faide successive a tali situazioni. Non appare perciò strano che fosse spesso vietato: solo in Inghilterra questo avvenne trenta volte tra il 1314 e il 1667, nel 1424 fu introdotta una multa per impedire che lo si giocasse.

In Italia il gioco era noto come "calcio" e interi distretti cittadini potevano competere tra loro. Cosimo I di' Medici era appassionato, così come altri Granduchi. Durante il Rinascimento lo elevarono a sport nazionale, cercando al contempo di "domarlo" e renderlo più civile, con l'introduzione di regole. Rimaneva però uno sport ruvido: lo si giocava con una palla di cuoio bianco riempita d'aria. In Germania la storia del football non va così indietro nel tempo, ma altri giochi con la palla erano inizialmente più popolari. Tra questi il "pallone", che poteva anche comprendere l'uso dei piedi, e durante il quale i giocatori dovevano impedire che la palla toccasse terra. Il football nella sua forma moderna - con delle regole ben codificate - fu fissato nel 1863 in Inghilterra. La forma di football tradizionalmente più aggressiva fu rinominata rugby. Fu poi incluso tra le discipline delle moderne Olimpiadi.

Link: Alphagalileo 1, 2 via Universität des Saarlandes.


Scansione delle pitture rupestri di animali ad Abri Faravel

25 Maggio 2016
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Archeologi dell'Università di York e del Centre Camille Jullian di Aix-en-Provence hanno intrapreso un'opera di scansione di raffigurazioni di animali presso il rifugio roccioso di Abri Faravel, situato sulle Alpi francesi meridionali a 2133 metri sul livello del mare.
Il luogo ha visto la presenza umana a partire dal Mesolitico e fino ad epoca medievale: le pitture rupestri costituiscono le raffigurazioni di animali preistoriche ad altitudine più elevata in Europa.
Nel sito è perciò possibile ritrovare pure complesse strutture dell'Età del Bronzo ad alta quota, manufatti per Mesolitico e Neolitico, ceramiche dell'Età del Ferro, una fibula romana e oggetti in metallo di epoca medievale.
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Umani in allevamento: proposte del diciottesimo secolo

29 Marzo 2016

La professoressa Maren Lorenz. © RUB, Damian Gorczany
La professoressa Maren Lorenz. © RUB, Damian Gorczany

L'idea di "migliorare" gli umani e di "ottimizzare" la procreazione emerse già nel diciottesimo secolo in Francia, molto prima dell'ingegneria genetica o del romanzo Il mondo nuovo (Brave New World, 1932) di Aldous Huxley.
Già durante l'Illuminismo, con lo sviluppo della medicina, economisti e studiosi dell'amministrazione si resero conto che la popolazione era una risorsa economica da moltiplicare.
La professoressa Maren Lorenz, della Ruhr-Universität Bochum, sta compiendo studi in merito, descritti in un articolo sul periodico Rubin Science Magazine.
Tra le prime fonti si discute di politiche di procreazione strategica, e persino di matrimonio di prova (con divorzio in caso non si ottenesse una progenie) o di abolizione del celibato (che era visto uno spreco di uomini abili alla procreazione). In un'epoca di censura, erano idee destinate a far discutere. Molto prima che queste idee prendessero piede in Germania, fu in Francia che i dottori svilupparono l'idea di "fattorie di allevamento umano" (NdT: human stud farm in Inglese), nella seconda metà del diciottesimo secolo. Lì vi sarebbero state donne single di 25 anni, che avrebbero ricevuto la visita di uomini (sposati e non). I figli sarebbero appartenuti allo Stato.
Link: Rubin Science MagazineAlphaGalileo via Ruhr-Universitaet-Bochum.


Francia: un uccello in incavo del Paleolitico Superiore

15 Marzo 2016
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Sta facendo molto parlare di sé, un reperto del Paleolitico Superiore proveniente da un sito a cielo aperto di Cantalouette II, nella regione francese della Dordogna.
Si tratta di una scheggia di selce, sulla cui superficie irregolare si è scavato con uno strumento in pietra. Datata a 31-35 mila anni fa, presenta la straordinaria raffigurazione di un uccello in incavo, col piumaggio e dettagli della testa. Non vi sono reperti simili - anche per livello di naturalismo - per quanto riguarda il Paleolitico Superiore: quest'opera può dunque aiutarci a comprendere meglio gli esordi dell'arte figurativa.
L'incisione si distingue da altre rappresentazioni, per l'animale raffigurato e per le tecniche innovative utilizzate. Nonostante la presenza di certe convergenze, infatti, l'assenza di canoni è caratteristica per l'arte dell'Aurignaziano. Difficile dire di che uccello si tratti: probabilmente un passeriforme, di torcicolli (picidi del genere Jynx), di starne (fasianidi del genere Perdix) o quaglie. Raffigurazioni di uccelli sono molto inusuali per il periodo, e dunque in questo caso si tratta forse di un'espressione di pura creatività, non legata a concezioni religiose e sociali.
Il sito di Cantalouette II, la cui scoperta è avvenuta durante i lavori per la circonvallazione di Bergerac, ha rivelato un'occupazione che va dal Paleolitico Medio al Neolitico.
https://twitter.com/jorios/status/648468578828599296
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