Dimostrazioni archeoastronomiche nei cerchi di pietra della Scozia

17 Agosto 2016

Le pietre erette di Stenness. Credit: Copyright Douglas Scott.
Le pietre erette di Stenness. Credit: Copyright Douglas Scott.

Una ricerca, svolta da ricercatori dell'Università di Adelaide e pubblicata sul Journal of Archaeological Science: Reports, per la prima volta prova da un punto di vista statistico che i grandi monumenti in pietra della Gran Bretagna furono costruiti specificamente per essere in linea coi movimenti del sole e della luna, 5.000 anni fa.

La dott.ssa Gail Higginbottom. Credit: University of Adelaide
La dott.ssa Gail Higginbottom. Credit: University of Adelaide

La dott.ssa Gail Higginbottom spiega che nessuno prima aveva determinato da un punto di vista statistico che un cerchio di pietra fosse stato costruito tenendo a mente i fenomeni astronomici. Si trattava solo di una supposizione.

In particolare, i ricercatori hanno preso in esame i cerchi in pietra scozzesi dai siti di Callanish sull'isola di Lewis e di Stenness sull'isola di Orkney (nell'arcipelago delle Orcadi). Entrambi precedono Stonehenge di 500 anni circa. I ricercatori hanno quindi utilizzato tecnologie 2D e 3D per produrre test quantitativi sull'allineamento delle pietre erette.

Si è così scoperta una grande concentrazione di allineamenti verso il sole e la luna in diversi momenti dei loro cicli. Le pietre non sarebbero tuttavia semplicemente connesse con i due astri, ma si sarebbe rilevata una complessa relazione tra allineamento delle pietre, panorama circostante e orizzonte, in relazione ai movimenti solari e lunari.

La dott.ssa Higginbottom spiega che scelsero i luoghi sulla base del sole e della luna, e in particolare al momento del loro levarsi e del loro tramontare, ad esempio quando la luna è al suo punto più settentrionale all'orizzonte, ogni 18,6 anni. Queste popolazioni scelsero di erigere i loro monumenti in maniera molto precisa rispetto al loro panorama e furono necessari tremendi sforzi per farlo.

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Gli ultimi cacciatori raccoglitori della Gran Bretagna

11 Agosto 2016

Selezione di frammenti ossei da Cnoc Coig. Credit: Sophy Charlton
Selezione di frammenti ossei da Cnoc Coig. Credit: Sophy Charlton

Identificati a Cnoc Coig resti ossei relativi a sei umani e datati al Tardo Mesolitico, più precisamente al 4000 a. C., e cioè appena prima dell'introduzione dell'agricoltura in Gran Bretagna. I resti sarebbero stati individuati grazie a tecniche innovative.

Il sito di Cnoc Coig è situato ad Oronsay, un'isola delle Ebridi interne. Stranamente, non vi sono molti resti umani relativamente a quest'epoca. Le analisi sono poi servite per identificare la dieta di questi ultimi cacciatori raccoglitori e la loro relazione rispetto all'agricoltura.

In precedenza si riteneva che l'arrivo dell'agricoltura avesse determinato un repentino cambiamento della dieta, ma in realtà recenti scoperte stanno dimostrando che questa si basava ancora su fonti di cibo di origine marina anche dopo.

Secondo la dott.ssa Sophy Charlton, potenzialmente lo stile di vita dei cacciatori raccoglitori sarebbe coesistito per diverse centinaia di anni con quello degli agricoltori.

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Origine dei cavalli ambiatori

8 Agosto 2016

Pony islandese durante i campionati mondiali. Credit: Monika Reissmann
Pony islandese durante i campionati mondiali. Credit: Monika Reissmann

Andare a cavallo è l'uso fondamentale che si è fatto di questo animale domestico, e ha influenzato per millenni le società umane. Le tecniche si sono modificate nei secoli, e cavalli in grado di tenere un'andatura "comoda" sulla lunga distanza furono considerati di grande valore.

Un nuovo studio, pubblicato su Current Biology, ha rilevato la presenza di un allele mutato in relazione a queste caratteristiche. La ricerca ha preso in esame il DNA antico di 90 cavalli, a partire dal Calcolitico (seimila anni fa) e fino all'undicesimo secolo d. C. La mutazione è stata rilevata in due cavalli inglesi tra 850 e 900 d. C., e con più frequenza in quelli islandesi tra nono e undicesimo secolo. I cavalli compaiono in Islanda a partire dall'870 d. C., ed è improbabile che si sia giunti a una mutazione indipendente in così poco tempo. L'origine dei cavalli ambiatori sarebbe dunque da ritrovarsi nell'Inghilterra medievale: i coloni norreni (provenienti da Danimarca e Svezia meridionale) portarono questi cavalli in Islanda, dove li allevarono. Evidentemente questi preferirono questa andatura comoda al loro arrivo nell'isola. Furono poi diffusi - a partire dall'Inghilterra o dall'Islanda - nel resto del mondo. L'assenza del gene nei cavalli europei dell'epoca (Scandinavia compresa) lascia infatti pensare che la diffusione dello stesso sia avvenuta a partire dalle Isole Britanniche.

Arne Ludwig, tra gli autori dello studio, ha espresso sorpresa per il fatto che tale mutazione non fosse più antica, visto che il tratto è così diffuso oggi. Evidentemente con una forte selezione tutto può avvenire molto velocemente.

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Leicester: la cintura di un militare romano?

7 Luglio 2016

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Archeologi dell'Università di Leicester (più precisamente, dell'University of Leicester Archaeological Services - ULAS) hanno recentemente effettuato scavi presso un cimitero romano di epoca tarda nella Western Road della cittadina inglese.

La tomba dello scheletro 23, la cintura è stata ritrovata  sul fianco destro. Credit: University of Leicester
La tomba dello scheletro 23, la cintura è stata ritrovata sul fianco destro. Credit: University of Leicester

Tra gli 83 scheletri ritrovati, spicca una semplice tomba nella quale si trovano i resti di un uomo di mezza età, con una cintura elaborata. Lo stile suggerisce che la stessa avrebbe potuto essere indossata da un soldato o da un civile verso la seconda metà del quarto secolo d. C. o agli inizi del quinto. Il fatto stesso che la delicata cintura in bronzo sia sopravvissuta è un fatto notevole. Essa presenta decorazioni con spirali intrecciate e teste di delfini, ed è stata prodotta con la tecnica del Kerbschnitt (in Inglese chip-carving style).

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Il proprietario aveva tra i 36 e i 45 anni al momento della morte: durante l'infanzia la sua salute non sarebbe stata buona, ma sarebbe poi migliorata in età adulta. Si segnala un avambraccio sinistro rotto: la ferita guarì lasciando però il polso indebolito. Anche i muscoli del braccio destro e della spalla risultano indeboliti. Per gli studiosi si tratta di ferite compatibili con la vita militare dell'epoca, o forse l'individuo si ritirò in seguito, diventando un importante collaboratore locale.

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Link: Università di Leicester 1, 2.
Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester


Il contributo europeo a ciò che è inglese per antonomasia

24 Maggio 2016

Il monumento della Duchessa di Montagu, opera di P.M. van Gelder, dalla chiesa di Warkton in Northamptonshire. Copyright Tom Arber
Il monumento della Duchessa di Montagu, opera di P.M. van Gelder, dalla chiesa di Warkton in Northamptonshire. Copyright Tom Arber

Gli immigrati dall'Europa hanno contribuito a lungo a formare quello che si immagina come "inglese" o "scozzese". Le tombe dei re e delle regine Tudor, così come molte delle sculture nell'Abbazia di Westminster sono, ad esempio, creazione degli Europei.

Molti dei primi monumenti equestri, molte tombe dell'aristocrazia e molte sculture nei giardini delle case di campagna furono il prodotto di scultori migranti dall'Italia, dalla Francia, dai Paesi Bassi. Gli Gli Ugonotti vennero come rifugiati dalle persecuzioni, ma altri immigrati arrivarono qui a causa delle loro abilità e conoscenze superiori, assai richieste dai Britannici.

Questo è stato uno dei temi trattati durante la conferenza tenutasi il 26-27 Maggio presso la  City and Guilds of London Art School.

Link: University of Leicester


Segni della fragilità e delle carestie nella Londra medievale

2 Maggio 2016

Ipoplasia dello smalto (i solchi orizzontali) sono indicativi di stress fisiologico tra i sei mesi e i sei anni. Credit: Sharon DeWitte
Ipoplasia dello smalto (i solchi orizzontali) sono indicativi di stress fisiologico tra i sei mesi e i sei anni.
Credit: Sharon DeWitte

In una ricerca pubblicata sull'American Journal of Physical Anthropology, si è lavorato coi resti provenienti dagli scavi del cimitero londinese di St. Mary Spital, in uso dal 1120 al 1540 d.C. In questo lavoro sono stati escluse le sepolture collegate alla Peste nera, per concentrarsi sugli effetti delle carestie.
Tra le conclusioni alle quali le studiose sono giunte, quelle relative all'ipoplasia dello smalto (caratterizzata da solchi orizzontali) determinata a seguito di traumi fisiologici tra i sei mesi e i sei anni di età. Questo indicatore sarebbe stato collegato pure alle carestie. Al contrario, le lesioni periostali sarebbero legate a persone in buona salute, un fatto inaspettato per molti.
Samantha Yaussy e Sharon DeWitte. Credit: University of South Carolina
Samantha Yaussy e Sharon DeWitte.
Credit: University of South Carolina

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Il guardaroba del relitto di Texel relativo alla corte di Enrichetta Maria di Borbone-Francia

20 Aprile 2016
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Il guardaroba ritrovato nel relitto vicino Texel apparterrebbe alla corte reale della Regina Inglese Enrichetta Maria di Borbone-Francia (1609-1669), che nel Marzo del 1642 viaggiava in missione segreta nei Paesi Bassi. Una delle navi che trasportavano i suoi bagagli allora affondò nel Mare dei Wadden.
L'ormai celebre gonna in seta sarebbe appartenuta a Jean Kerr, Contessa di Roxburghe (circa 1585-1643), una delle due dame di compagnia. Lo stile e la dimensione della gonna indicano che apparteneva a lei, la più anziana delle due.
Ufficialmente, la missione nei Paesi Bassi riguardava l'arrivo dell'allora undicenne Maria Enrichetta Stuart alla corte di Guglielmo II d'Orange, futuro stadtholder: i due si erano sposati l'anno prima. Il vero scopo del viaggio era però quello di vendere i gioielli della corona per comprare armi, all'epoca della Guerra Civile Inglese.

Il matrimonio da Guglielmo II d'Orange e Maria Enrichetta Stuart, 1641. Credits: Rijksmuseum
Il matrimonio da Guglielmo II d'Orange e Maria Enrichetta Stuart, 1641. Credits: Rijksmuseum

Il riferimento all'affondamento è presente in una lettera , datata 17 Marzo 1642, e spedita da Elisabetta Stuart (1596-1662), cognata di  Enrichetta Maria di Borbone-Francia, a Sir Thomas Roe.

Link: AlphaGalileo via Universiteit van Amsterdam (UVA)
Enrichetta Maria di Borbone-Francia, di Anthony van Dyck - San Diego Museum of Art, da WikipediaPubblico Dominio (Upload: Sir Gawain).


Straordinari reperti da un relitto del diciassettesimo secolo a Texel

18 Aprile 2016

Credits: Kaap Skill
Credits: Kaap Skill

Dal relitto di una nave del diciassettesimo secolo, presso Oudeschild (vicino Texel nel Mare dei Wadden), si sono recuperati straordinari reperti, come una lussuosa gonna, appartenuta ad aristocratici e forse persino a reali. Tra gli altri reperti, un mantello, calze, un corsetto in seta e raso con fili d'argento e oro.
Tra gli altri oggetti: ceramiche dall'Italia, un calice d'argento dorato, profumi da Grecia e Turchia, copertine di libri con lo stemma della casa reale degli Stuart.
I reperti sono oggetto di una mostra, "Garde Robe", aperta al pubblico dal 14 Aprile (e fino al 16 Maggio), presso il Museo Kaap Skil a Texel.

Link: AlphaGalileo via Universiteit van Amsterdam (UVA)


Documenti riservati UK 1873-1953 sul sito Secret Files from World Wars to Cold War

14 Aprile 2016
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I file riservati da The National Archives del Regno Unito, per il periodo dal 1873 al 1953, che comprende le due guerre mondiali e la guerra fredda, sono ora stati sul sito Secret Files from World Wars to Cold War della piattaforma Routledge. Si tratta di 144 mila pagine di documenti.
È possibile una prova gratuita, previa registrazione.
Link: Secret Intelligence FilesAlphaGalileo via Taylor & Francis.
The National Archives, UK, foto da The National Archives UK, da WikipediaCC BY 3.0.
 


La creazione del copricapo rituale da Star Carr

13 Aprile 2016
journal.pone.0152136.g002
Archeologi dell'Università di York hanno utilizzato tecniche tradizionali per ricostruire un copricapo rituale creato dai cacciatori raccoglitori che 11 mila anni fa erano presso il sito di Star Carr, nello Yorkshire.
Da questo sito del Mesolitico proviene il più antico costume sciamanico, prodotto a partire da un cervo rosso (anche cervo nobile o reale, Cervus elaphus). 24 siffatti copricapi - che costituiscono più del 90% dei reperti di questo tipo - provengono dal sito, che emerge dunque come uno straordinario luogo per importanza sciamanica e cosmologica.
journal.pone.0152136.g001
Lo studio, pubblicato su PLOS One, sfida le precedenti conclusioni sulla cura e il tempo investiti nella produzione dell'oggetto, suggerendo invece che fu ottenuto attraverso opportune tecniche di fabbricazione. Tra le tecniche utilizzate, il rivestimento con argilla umida, al quale seguiva la collocazione nelle braci per quattro ore: così si facilitava la rimozione della pelle residua e la lavorazione dell'osso.
Gli archeologi hanno utilizzato diverse tecniche per l'analisi dei reperti, documentati anche in 3D.
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