Due state di Afrodite da Petra

12 Settembre 2016

Credit: Tom Parker
Credit: Tom Parker

Due statue in marmo di Afrodite sono state recuperate a Petra, in Giordania. La scoperta è stata effettuata da ricercatori dell'Università della Carolina del Nord presso gli scavi in corso nell'antica città dei Nabatei. Le due statue sono in buona parte intatte (dal piedistallo alle spalle) e presentano ancora un Cupido. Il prof. Tom Parker, che fa ricerca sul campo da 45 anni qui, afferma di non aver mai effettuato una scoperta di questa rilevanza finora.

Anche se il ritrovamento è per certi versi inaspettato, le statue raccontano molto della città: risalgono all'epoca della presenza romana nell'area. Il Regno Nabateo fu annesso nel 106 d. C. Il prof. Tom Parker spiega che una delle caratteristiche di questa popolazione fu l'apertura ad influenze esterne: fu così con i vicini Egiziani, e in seguito coi Romani.

Nella statua in foto, un piccolo Cupido guarda su verso la dea, in basso a destra. Sulla gamba sinistra è possibile vedere una fiala in vetro di una figura ora perduta. La statua data probabilmente al secondo secolo d. C.

Credit: courtesy of Tom Parker
Credit: courtesy of Tom Parker

Link: EurekAlert! via North Carolina State University.


Israele: centinaia di frammenti di affresco da Zippori

10 Agosto 2016

La testa di un toro, secondo secolo dell'era volgare (Photo: G. Laron)
La testa di un toro, secondo secolo dell'era volgare (Photo: G. Laron)

Centinaia di frammenti di un affresco di epoca romana sono stati ritrovati a Seffori o Zippori (anche nota come Diocaesarea), in Galilea. La città era un importante centro urbano in epoca romana e bizantina.

La scoperta è stata effettuata questa estate: gli affreschi decoravano un edificio monumentale del secondo secolo dell'era volgare, collocato a nord del decumano (la strada colonnata che divideva da est a ovest la città, e che giungeva fino ai piedi dell'Acropoli). I manufatti indicano che si trattava di un importante edificio pubblico, ma la sua funzione non è ancora chiara: si estendeva per una vasta area. Al centro vi erano un cortile pavimentato in pietra e un portico laterale decorato. A nord e a ovest del cortile si sono ritrovati depositi e cisterne d'acqua. Fu smantellato nel terzo secolo, per motivi ancora non chiari, e sostituito da un altro edificio più grande.

Retro di una tigre con coda, secondo secolo dell'era volgare (Photo: G. Laron)
Retro di una tigre con coda, secondo secolo dell'era volgare (Photo: G. Laron)

I frammenti provenivano da un'unica area, probabilmente appartenevano a una delle stanze. Sono variegati e decorati con diversi colori: presentano pattern geometrici (guilloché), motivi floreali, ecc. Particolarmente importanti la testa di un leone, quella di un animale cornuto (probabilmente un toro), un uccello, una tigre. Almeno un frammento comprende un uomo con una clava.

La popolazione di Zippori crebbe solo dopo la Prima Guerra Giudaica, ad indicare un cambiamento da parte degli Ebrei della Galilea verso Roma e la sua cultura. La città ottenne pure lo status di polis. I ritrovamenti sono di grande importanza per l'epoca, non esistendo di simili presso altri siti israeliani dello stesso periodo.

Guilloché, secondo secolo dell'era volgare (Photo: G. Laron)
Guilloché, secondo secolo dell'era volgare (Photo: G. Laron)

Link: AlphaGalileo via Hebrew University of Jerusalem


Leicester: la cintura di un militare romano?

7 Luglio 2016

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Archeologi dell'Università di Leicester (più precisamente, dell'University of Leicester Archaeological Services - ULAS) hanno recentemente effettuato scavi presso un cimitero romano di epoca tarda nella Western Road della cittadina inglese.

La tomba dello scheletro 23, la cintura è stata ritrovata  sul fianco destro. Credit: University of Leicester
La tomba dello scheletro 23, la cintura è stata ritrovata sul fianco destro. Credit: University of Leicester

Tra gli 83 scheletri ritrovati, spicca una semplice tomba nella quale si trovano i resti di un uomo di mezza età, con una cintura elaborata. Lo stile suggerisce che la stessa avrebbe potuto essere indossata da un soldato o da un civile verso la seconda metà del quarto secolo d. C. o agli inizi del quinto. Il fatto stesso che la delicata cintura in bronzo sia sopravvissuta è un fatto notevole. Essa presenta decorazioni con spirali intrecciate e teste di delfini, ed è stata prodotta con la tecnica del Kerbschnitt (in Inglese chip-carving style).

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Il proprietario aveva tra i 36 e i 45 anni al momento della morte: durante l'infanzia la sua salute non sarebbe stata buona, ma sarebbe poi migliorata in età adulta. Si segnala un avambraccio sinistro rotto: la ferita guarì lasciando però il polso indebolito. Anche i muscoli del braccio destro e della spalla risultano indeboliti. Per gli studiosi si tratta di ferite compatibili con la vita militare dell'epoca, o forse l'individuo si ritirò in seguito, diventando un importante collaboratore locale.

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Link: Università di Leicester 1, 2.
Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester


Le donne romane, più indipendenti di quanto si pensasse

19 Maggio 2016

Busto di Livia, moglie dell'Imperatore Augusto
Busto di Livia, moglie dell'Imperatore Augusto

Tradizionalmente si pensa che in epoca romana solo gli uomini fossero considerati cittadini, mentre le donne sarebbero state viste come un'estensione del marito o del padre. Si tratterebbe però solo di un fraintendimento, perché in realtà le donne nell'Impero Romano avrebbero goduto di libertà maggiori che in altri paesi occidentali.
Il capo della familia, che deteneva tutte le proprietà e l'autorità per prendere le decisioni, poteva difatti essere pure una donna. Al momento del matrimonio questa però entrava nella famiglia del marito, divenendo subordinata: una sorta di figlia del marito. A partire dal primo secolo a. C., però, cambio qualcosa, e nuovi accordi prematrimoniali potevano stabilire che la donna rimanesse parte della famiglia del padre della stessa. In tal caso, la donna avrebbe potuto rimanere a capo della familia dal lato del padre, in modo indipendente dal marito.
Le donne cominciarono pure a chiedere sempre più spazio: questo creò tensioni, e vi sono storie di donne "in carriera" o che gestivano le loro proprietà. Alcuni maschi trovarono questo intollerabile e sposarono schiave, di modo da non dover dividere il proprio potere. Per combattere il declino dei matrimoni, Augusto creò nuove leggi: tutti erano obbligati a sposarsi, e l'Imperatore premiava chi dava vita ad almeno tre bambini. Anche se queste misure cambiarono poco le cose, dimostrano il conflitto all'interno della società romana. Le donne dovettero comunque combattere per la propria indipendenza, anche in modo sottile per mantenersi coerenti con l'ideale della donna modesta e obbediente.
Queste alcune delle argomentazioni della tesi di dottorato dello storico Coen van Galen dell'Università Radboud: verrà difesa il 30 Maggio.
Link: AlphaGalileo via Radboud University


Produzione di vino su scala industriale a Vagnari

8 Aprile 2016
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Vagnari è nella valle del fiume Basentello, nei pressi di Gravina di Puglia. Archeologi dell'Università di Sheffield sono qui al lavoro da diverse stagioni.
Si sono raccolte prove di una produzione di vino su scala industriale, relazionabile a uno dei principali proprietari terrieri in epoca romana. Poco è noto dei più prominenti abitanti dell'Impero Romano, al di là di quanto avveniva con battaglie, conquiste e con la creazione di maestosi monumenti.
I contenitori ritrovati avevano una capacità di oltre mille litri ed erano sotterrati fino al collo per mantenerne la temperatura costante e bassa.
Il piombo era pure protagonista, ad esempio nelle tubature, nei contenitori e negli strumenti. Tra gli altri reperti ritrovati: pesi in piombo, per reti da pesca e un foglio (sempre in piombo) già diviso in quadratini, forse usato per le riparazioni. Vagnari fu conquistata da Roma attorno al terzo secolo a. C., ed era collegata a questa dalla via Appia.
Link: AlphaGalileo via University of Sheffield.
La Via Appia, da WikipediaPubblico dominio (Caricata da AlMare, This map is based on the following picture: Image:Satellite image of Italy in March 2003.jpg).


Scontro alle Termopili tra Greci e Goti durante il regno di Gallieno

18 - 22 Marzo 2016
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Un frammento di un antico testo greco - probabilmente proveniente dagli Scythica di Publio Erennio Dessippo - testimonierebbe una battaglia tra Romani e Goti alle Termopili, nei primissimi anni degli anni sessanta del terzo secolo dell'era volgare.
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Il frammento descrive importanti eventi del regno di Gallieno: vi fu un attacco dei Goti a Tessalonica, che fallì (negli anni cinquanta del terzo secolo). I Goti vengono descritti come una banda compatta mentre tenta l'assalto alla città. Si narrano poi i successivi preparativi dei Greci (parte dell'Impero Romano) per respingere i barbari che si spostavano a sud in Acaia, verso Atene. A quel punto i Greci si riunirono presso il passo delle Termopili, armandosi con lance, asce e altri strumenti di fortuna, e fortificando il muro perimetrale. Il generale Mariano avrebbe esortato i Greci a combattere, ricordando loro degli antenati che lì si scontrarono contro i Persiani.
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Il frammento è stato ritrovato nel 2007 da Jana Grusková, in un manoscritto dell'undicesimo secolo, proveniente dalla Biblioteca Nazionale Austriaca a Vienna. Non era stato notato in precedenza poiché trattasi di un palinsesto, cioè di una pagina scritta, cancellata e nuovamente riscritta. Nel  2014, grazie alle nuove tecnologie, è stato pubblicato dalla stessa Jana Grusková e da Gunther Martin nel periodico Wiener Studies. La traduzione del frammento è stata recentemente pubblicata sul Journal of Roman Studies.
Lo studio "Dexippus and the Gothic Invasions: Interpreting the New Vienna Fragment (Codex Vindobonensis Hist. gr. 73, ff. 192v–193r)  *", di Christopher Mallan e Caillan Davenport, è stato pubblicato sul Journal of Roman Studies.
Link: Journal of Roman StudiesDaily Mail; Greek Reporter; Live Science.
Particolare dal Sarcofago Grande Ludovisi, foto di Jastrow (2006), da WikipediaPubblico Dominio.
Busto di Publio Licinio Egnazio Gallieno, foto di ChrisO  da WikipediaCC BY-SA 3.0.
Le Termopili, foto di Fkerasar, da WikipediaCC BY-SA 3.0.


Rara moneta d'oro di Traiano ritraente Augusto, scoperta in Galilea

14 Marzo 2016
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Scoperta in Israele una r moneta d'oro risalente al 107 dell'era volgare, coniata dall'Imperatore Traiano ma che ritrae Augusto, e parte di una serie di emissioni "nostalgiche". La scoperta è avvenuta nella campagna della Galilea orientale.
Si tratta di un esemplare rarissimo, poiché l'unico altro noto è attualmente al British Museum. La scoperta potrebbe riflettere la presenza romana nell'area già all'epoca, nel contesto della lotta contro i sostenitori di Bar Kokhba in Galilea. Trattandosi di un reperto isolato è però difficile affermarlo al momento.

Link: Israel Ministry of Foreign Affairs via Israel Antiquities Authority
Busto in marmo di Traiano dalla Glyptothek  di Monaco di Baviera, foto di User:Bibi Saint-Pol, own work, 2007-02-08, da WikipediaPubblico Dominio.


Cantina di 1.600 anni fa, tenuta rurale, e bagni di epoca romana da Gerusalemme

2 - 3 Marzo 2016
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Un'antica cantina di 1.600 anni fa, ben preservata, una tenuta rurale, e bagni di epoca romana sono stati ritrovati a Gerusalemme, presso l'area dove sorgeva l'Orfanotrofio Schneller.
La cantina è molto grande e data ad epoca romana o bizantina. Presenta una superficie di spremitura pavimentata con un mosaico bianco, al centro vi era un pozzo, sul fondo del quale si trovava una pressa a vite. Attorno vi erano otto celle per immagazzinare l'uva. La cantina sarebbe servita ai residenti di un grande maniero.
Nell'area vi sarebbero stati anche bagni di epoca romana, la cui esistenza è testimoniata da tubature in terracotta e mattoni in argilla, alcuni dei quali presentavano il marchio della Decima Legione. Questa fu impiegata per la conquista di Gerusalemme e rimase come guarnigione fino al 300 d. C. presso Binyanei Ha-Uma, ad appena 800 metri dal sito.

Link: Israel Ministry of Foreign Affairs via Israel Antiquities Authority; Times of Israel; The Jerusalem Post; Daily Maili24 News.
Il distretto di Gerusalemme in Israele, da Wikipedia, CC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Israel location map.svg (by NordNordWest).)


Migrazioni di 1500 anni fa modellarono la Polonia e l'Europa moderna

22 Febbraio 2016

Le migrazioni delle popolazioni di 1500 anni fa modellarono l'Europa moderna

Foto: Fotolia
Foto: Fotolia
Le divisioni politiche contemporanee del continente europeo sono una delle conseguenze della vasta migrazione di persone avvenuta più di 1500 anni fa. Gli scienziati continuano a discutere sullo svolgimento di questo periodo di disordini nel territorio dell'odierna Polonia.
Secondo il prof. Andrzej Michałowski dell'Istituto di Preistoria dell'Università Adam Mickiewicz a Poznań, un' inusuale mobilità dei gruppi umani è scritta nella nostra natura. "Questo desiderio di vagabondare, probabilmente ereditato dal primo antenato che viaggiò nel mondo, l'Homo erectus, ha modellato l'intera storia dell'umanità, a cominciare dal momento della prima apparizione della nostra specie (200.000 anni fa in Africa) fino ad oggi, con esodi di massa che possono essere osservati a partire dagli inizi del ventesimo secolo" - lo scienziato, specializzato nello studio delle invasioni barbariche (NdT: Migration Period in Inglese), così spiega la sequenza di eventi che durò dalla metà del quarto fino al settimo secolo d. C. in tutto il continente europeo. Il prof. Andrzej Michałowski ha sintetizzato l'argomento - dalla prospettiva degli scavi nella Grande Polonia - nell'articolo "Before, after or between", che è stato pubblicato nel periodico "Studia nad dawną Polską" (Studi sull'antica Polonia) (Volume 4), pubblicato dal Museo delle Origini dello Stato Polacco a Gniezno.
Il ricercatore si chiede perché il periodo dal quarto al settimo secolo sia diventato sinonimo di migrazioni di massa. Dal suo punto di vista, in precedenza in Europa popoli diversi si mescolarono tra loro, e le ondate migratorie non erano niente di speciale. Ad ogni modo, questi movimenti riguardarono il "barbaricum", le aree al di fuori del mondo della civiltà classica, e quindi non furono registrati dagli scrivani. La grande migrazione umana, che cominciò alla metà del quarto secolo, riguardò in maniera molto forte il vecchio ordine del continente.
"L'interruzione dell'ordine +eterno+ delle cose, che violò i confini dell'Impero e riversò in esso la massa umana che fino ad allora era stata respinta, e che non poté essere domata o battuta dallo stato, fu il momento che attirò un'attenzione speciale (...) che i cronisti ebbero per questi eventi fatidici per l'Impero" - così ha scritto il prof. Michałowski.
Il movimento di popolazione nel quarto secolo fu iniziato dall'espansione della tribù unne della steppa in Europa. I popoli incontrati soccombettero agli Unni, li combatterono o fuggirono ad occidente dopo aver perso lo scontro. Questo fu il caso dei Goti, che dopo la sconfitta chiesero aiuto e la possibilità di insediarsi all'interno dei confini dell'Impero Romano all'Imperatore Valente, alla qual cosa disse di sì. Ad ogni modo, a causa della fame e delle privazioni prevalenti tra loro, cominciarono una ribellione armata, l'apogeo della quale si vide alla battaglia di Adrianopoli contro l'esercito romano, nel 378. I Romani persero e l'Imperatore Valente cadde in battaglia. Questo momento simbolico è considerato come l'inizio delle invasioni barbariche. Altri popoli si riversarono nell'Europa occidentale, inclusi gli Alani, i Burgundi, i Marcomanni, gli Suebi e i Vandali - con gli ultimi che si spinsero fino in Nord Africa.
Gli archeologi polacchi hanno creduto a lungo che vi fosse una completa scomparsa di insediamenti tra il periodo delle Grandi Migrazioni e il Medio Evo - le aree dell'odierna Polonia si supponevano abbandonate, e solo dopo gli Slavi arrivarono dall'Oriente. Gli scavi relativi alla ricerca di recupero estensiva, effettuata negli ultimi decenni, hanno modificato questa immagine, e specialmente nel caso della Grande Polonia.
L'archeologo indica in particolare la scoperta a Konarzewo. Qui, gli archeologi hanno scoperto il più gran numero mai ritrovato di case su pali della Polonia,  il che smentisce l'affermazione che queste aree fossero abbandonate o abitate da comunità poco avanzate. Le abitazioni erano grandi e accompagnate da una ricca infrastruttura economica. Le strutture datano al quinto-sesto secolo. Sono associate ai rappresentanti della cultura Przeworsk. "Per tutta la sua esistenza, la cultura di Przeworsk fu indubbiamente un gruppo con un modello culturale germanico, il che non significa che dovesse essere formata esclusivamente da Germani" - nota il prof. Michalowski.
Il prof. Michałowski non può dare una risposta definita, su chi vivesse negli insediamenti che fiorirono nella Grande Polonia nei secoli dal quarto al sesto. La cultura materiale - e cioè gli oggetti ritrovati indicano un'influenza germanica, "ma non sappiamo con cosa si identificasse in realtà da un punto di vista etnico - probabilmente pensavano a loro stessi semplicemente come locali, nati qui, che volevano morire qui" - così conclude il ricercatore. Gli Slavi sarebbero comparsi in quella che è l'attuale Polonia nella seconda metà del sesto o nel settimo secolo.
Le conclusioni del prof. Michałowski sono supportate dai ritrovamenti del progetto di ricerca "Migration Period of Nations in the Oder and Vistula Basin" guidato dal prof. Aleksander Bursche. Si è scoperto che nell'area tra l'Oder e la Vistola gli insediamenti non erano completamente scomparsi nella metà del primo millennio. Secondo il team di ricerca, il popolo dalle tradizioni germaniche che visse nel territorio dell'odierna Polonia durante le invasioni barbariche si assimilò agli Slavi.
Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.
 

Materiali e metodi dei ritratti di mummie nell'Egitto romano

14 Febbraio 2016

Ritratti di mummie egizie di epoca romana dal sito di Tebtunis, Egitto. I ricercatori della Northwestern University hanno scoperto che tutti e tre condividono uno stile simile, materiali e struttura della stratificazione dell pitture, portandoli alla conclusione che i tre dipinti siano opera di una singola mano. Da sinistra: 'Ritratto di ragazzo,'; & 'Ritratto di giovane uomo,' e ;'Ritratto di uomo barbuto.' Credit: Phoebe A. Hearst Museum of Anthropology, University of California, Berkeley
Ritratti di mummie egizie di epoca romana dal sito di Tebtunis, in Egitto. I ricercatori della Northwestern University hanno scoperto che tutti e tre condividono uno stile simile, materiali e struttura della stratificazione delle pitture. Sono così giunti alla conclusione che i tre dipinti siano opera di una singola mano. Da sinistra: 'Ritratto di ragazzo', 'Ritratto di giovane uomo' e 'Ritratto di uomo barbuto.' Credit: Phoebe A. Hearst Museum of Anthropology, University of California, Berkeley

I ritratti delle mummie di oltre duemila anni fa, dipinti dagli dagli artisti dell'Egitto nel periodo romano, sono oggi considerati tra i precursori della ritrattistica occidentale.
I ricercatori dell'Università Northwestern utilizzano vari strumenti scientifici e tecniche non distruttive e non invasive per lo studio di materiali e metodi impiegati in questi dipinti. Vengono così raccolti indizi su forme e colori che si celano al di sotto della superficie, oltre a varie altre informazioni.

I ricercatori hanno identificato i pigmenti utilizzati e le fonti dei materiali impiegati; l'ordine, la collocazione e lo stile delle pennellate. Si è giunti alla conclusione che tre dei dipinti provengono dallo stesso laboratorio e forse addirittura dalla stessa mano.
Queste conoscenze potranno pure risultare utili nel comprendere l'evoluzione delle tecniche pittoriche nell'Impero Bizantino e oltre, e forniscono un ricco contesto archeologico per i ritratti da Tebtunis. Si è scoperto che i pigmenti di ferro e terra provengono da Ceo, in Grecia, mentre il minio (rosso ricavato da un ossido del piombo) proveniva dalla Spagna. Il substrato in legno veniva invece dall'Europa Centrale. Il blu egizio era invece utilizzato in maniera inusuale.
I ritratti costituiscono assai vivide rappresentazioni dei defunti, e provengono da Tebtunis (oggi Umm el-Breigat), nel Governatorato di Al Fayyum. Venivano incorporati nelle bende e direttamente sul volto.
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