Dai denti informazioni sulla Grande Carestia Irlandese

10 Agosto 2016

Direzione dello sviluppo della dentina in un molare umano. Credit: Beaumont et al. (2016)
Direzione dello sviluppo della dentina in un molare umano. Credit: Beaumont et al. (2016)

Un nuovo studio, pubblicato su PLOS One, ha utilizzato l'analisi degli isotopi sui denti degli individui colpiti dalla Grande Carestia Irlandese del diciannovesimo secolo. In questo modo, è possibile investigare i cambiamenti fisiologici e nella dieta, e quindi individuare coloro che morirono di fame all'epoca.

I ricercatori hanno individuato il passaggio dalle patate al mais - importato dall'America per fornire sollievo durante la carestia - e pure i segni dello stress fisiologico negli scheletri di adulti e giovani.

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Il cane fu addomesticato due volte

2 Giugno 2016
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Le origini del cane domestico (Canis lupus familiaris) sono da lungo tempo oggetto di discussioni a livello accademico: c’è chi li ritiene originari dell’Europa, chi dell'Asia Centrale o dell’Asia Orientale (Cina in particolare).

Un nuovo studio, in pubblicazione su Science, dimostrerebbe che tutte queste affermazioni potrebbero essere vere: i dati genetici, confrontati con le prove archeologiche dimostrerebbero la possibilità che il cane sia emerso da due popolazioni di lupi (ora estinte) da lati opposti del continente eurasiatico.

In particolare, nello studio si presenta il sequenziamento del genoma di un cane di 4.800 anni fa da Newgrange, in Irlanda. Il team ha pure ottenuto il DNA mitocondriale di 59 antichi cani vissuti tra 14 mila e 3 mila anni fa, confrontati con 2.500 cani moderni. Ne risulterebbe una separazione genetica tra le moderne popolazioni di cani che vivono in Europa e Asia Orientale. Curiosamente, la divisione si sarebbe verificata dopo le prime prove archeologiche di cani in Europa.

Le nuove prove genetiche dimostrerebbero un cambiamento della popolazione in Europa che avrebbe soppiantato i più antichi cani dell'area, supportando così la tesi di un arrivo successivo dell'animale con altra provenienza. I primi cani sarebbero apparsi più di 12 mila anni fa in Oriente ed Occidente, ma in Asia Centrale non prima di 8 mila anni fa.

In conclusione, i cani sarebbero stati addomesticati da popolazioni distinte di lupi sui lati opposti dell'Eurasia. A un certo punto, però, i cani orientali si sarebbero diffusi con le migrazioni umane in Europa, soppiantando i primi cani europei. La maggior parte dei cani moderni sono il risultato di un mescolamento di cani orientali e occidentali, il che spiegherebbe le difficoltà finora incontrate negli studi genetici.


Lo studio "Genomic and archaeological evidence suggest a dual origin of domestic dogs", sarà pubblicato su Science.
Link: ScienceEurekAlert! via University of Oxford
Un lupo grigio (Canis lupus) da Ardahan in Turchia. Foto da WikipediaCC BY 3.0, caricata da Mariomassone.


Corni dell'Irlanda dell'Età del Ferro in uso nella moderna India

13 Maggio 2016

Billy Ó Foghlú. Credit: Stuart Hay, ANU
Billy Ó Foghlú. Credit: Stuart Hay, ANU

I corni dell'Irlanda dell'Età del Ferro sarebbero ancora in uso nella moderna India. Queste le conclusioni di Billy Ó Foghlú, dottorando della Australian National University, pubblicate sul Journal of Indian Ocean Archaeology.
Le tradizioni musicali dell'India meridionale (nello stato del Kerala, in questo caso), possono quindi fornirci conoscenze sulla preistoria musicale europea.

Video credit: ANU Multimedia
Link: EurekAlert! via Australian National University


Osso d'orso dalla Contea di Clare pone il popolamento dell'Irlanda a 12500 anni fa

20 - 21 Marzo 2016
800px-Island_of_Ireland_location_map_Clare.svgUna rotula di un orso della Contea irlandese di Clare sposta indietro la data del popolamento dell'Irlanda di 2.500 anni. L'osso presenta infatti sette incisioni causate da uno strumento tagliente.
Ritrovato nel 1903 nella grotta di Alice e Gwendaline, l'osso era rimasto nel Museo Nazionale d'Irlanda per cento anni, fino alla datazione al radiocarbonio che lo ha datato a 12.500 anni fa, nel Paleolitico.
Fino ad oggi, la prima attestazione della presenza umana veniva dal Monte Sandel nella contea di Derry, da un sito mesolitico datato all'8.000 a. C.

Link: Institute of Technology Sligo; BBC NewsThe GuardianThe Independent; The Irish TimesThe Journal.ie; Fox News
La Contea irlandese di Clare, da WikipediaCC BY-SA 3.0 ( Island_of_Ireland_location_map.svg: *Ireland_location_map.svg: NordNordWest Northern_Ireland_location_map.svg: NordNordWest Northern_Ireland_-_Counties.png: Maximilian Dörrbecker (Chumwa) derivative work: Rannpháirtí anaithnid (talk) derivative work: Mabuska (talk) - Island_of_Ireland_location_map.svg ).


Danimarca: un crocifisso del decimo e una fibbia del nono secolo

16 - 18 Marzo 2016
800px-Location_map_Funen.svg
Due importanti ornamenti sono stati ritrovati nei giorni scorsi in Danimarca: si tratta di un crocifisso della prima metà del decimo secolo e di una fibbia in bronzo dorato del nono secolo.
Il crocifisso, lungo 4,1 cm, è stato ritrovato in un campo presso Aunslev, nella parte orientale dell'isola di Funen. Risale alla prima metà del decimo secolo. Si tratterebbe del più antico per la Danimarca, tanto che per l'archeologa Malene Refshauge Beck la scoperta potrebbe spingerci a riconsiderare la data di adesione dei Danesi al Cristianesimo. Il reperto infatti sarebbe precedente le Pietre runiche di Jelling, che presentano pure la prima rappresentazione danese (965) di Cristo sulla croce.
La fibbia, di appena 6 cm di diametro, proverrebbe dalle Isole Britanniche (forse dall'Irlanda o dalla Scozia), ma è stata ritrovata in una sepoltura vichinga nella Danimarca occidentale. Si ritiene che risalga all'ottocento dell'era volgare, per quanto la tomba sia di un secolo dopo. Si tratterebbe di una decorazione di una scatola, passata poi su dei vestiti. Si pensa inoltre che si tratti di un oggetto rubato, visto che simili beni non erano oggetto di scambio. Il ritrovamento sarà illustrato nel testo "Død og begravet i vikingetiden", raccolta di articoli pubblicata dall'Istituto Saxo dell'Università di Copenaghen.
Link: Science NordicVidenskab; Vikingemuseet Ladby; The History BlogThe LocalDiscovery News; Daily Mail; DKRepubblica.
L'isola di Funen in Danimarca, da WikipediaCC BY 3.0 (Los688 - File:Denmark location map.svg).


Correlazione tra cromosoma Y e cognome in Spagna

1 Febbraio 2016
800px-Alcazar_of_Toledo_-_Toledo,_Spain_-_Dec_2006
In molte società, il cognome viene trasmesso per via paterna ai figli, proprio come il cromosoma Y. Questo può dunque suggerire che persone con lo stesso cognome possano avere cromosomi Y legati tra loro. Partendo da questi presupposti, un nuovo studio ha preso in esame dunque gli individui che in Spagna portano lo stesso cognome, per giungere alla conclusione che questi effettivamente sono lontani parenti.
Ne è risultato che sussiste effettivamente una forte relazione tra cognome e cromosoma Y in Spagna, e la maggior parte degli individui che portano un cognome inusuale (meno di 6.000 persone nel Paese) tendono ad avere un cromosoma Y identico o molto simile. All'aumentare della diffusione del cognome, però, il legame tra cognome e cromosoma Y tende ad indebolirsi gradualmente. Coloro che portano un cognome molto comune non rappresentano perciò necessariamente uomini della stessa famiglia.
Nello studio sono stati esaminati 37 cognomi, classificati in cinque gruppi, dai più comuni (oltre 150.000 individui) ai più rari (tra i 100 e i 3.000). La correlazione tra cognome e cromosoma Y non dipende da una base geografica, né dal tipo di cognome (dal nome del padre, da una professione, da un luogo, da un tratto fisico, ecc.), ma solo dalla sua frequenza. In media, i cognomi spagnoli datano circa a 536 anni fa, più in generale possono datare tra 200 e 800 anni (calcolati sulla base del più antico antenato comune).
In passato, ricerche simili sono state effettuate in Gran Bretagna e Irlanda. I risultati ottenuti in Spagna non differiscono di molto da quelli britannici, mentre i cognomi irlandesi sarebbero molto più antichi, con una correlazione per questi ultimi che non dipende solo dalla frequenza.
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Genoma di antichi irlandesi sequenziato per la prima volta: ci parla di massicce migrazioni

28 Dicembre 2015

Ricostruzione della donna da Ballynahatty, opera di Elizabeth Black. Credit: Barrie Hartwell.
Ricostruzione della donna da Ballynahatty, opera di Elizabeth Black. Aveva capelli neri e occhi marroni. Credit: Barrie Hartwell.

Due episodi preistorici hanno modellato l'odierna Europa: l'avvento dell'agricoltura e la metallurgia, che portarono cambiamenti culturali e negli usi, oltre che genetici. Per quanto riguarda le isole Britanniche, oggetto di dibattito da lungo tempo è la transizione da cacciatori raccoglitori ad agricoltori (e poi quello da pietra ai metalli): fu determinato dall'adozione locale dei nuovi usi, oppure da influenze esterne (e quindi migrazioni)?
Ritrovata nei pressi di Belfast nel 1855, giaceva nella camera di una tomba neolitica da 5.000 anni. Credit: Daniel Bradley, Trinity College Dublin
Il teschio di Ballynahatty. Ritrovata nei pressi di Belfast nel 1855, giaceva nella camera di una tomba neolitica da 5.000 anni. Credit: Daniel Bradley, Trinity College Dublin

La genetica degli irlandesi è poi molto affascinante: questi si presentano con caratteristiche peculiari, ritrovandosi al bordo di diversi gradienti genetici, e presentando ad esempio un massimo per le varianti che codificano la tolleranza al lattosio, il tipo del cromosoma Y europeo occidentale, e diverse malattie genetiche (tra le quali l'emocromatosi).
Un nuovo studio ha sequenziato il genoma di una donna che svolgeva attività agricole 5.200 anni fa (Neolitico) e di tre maschi che vissero 4.000 anni fa (Età del Bronzo). Il DNA della donna di Ballynahatty (presso Belfast) permette di concludere che le sue origini ultime erano nel Medio Oriente, e la sua somiglianza con le attuali popolazioni spagnole e della Sardegna. Aveva  capelli neri e occhi marroni. Per i tre maschi dell'Età del Bronzo dall'Isola di Rathlin, invece, un terzo degli antenati derivava dalla steppa pontica. Presentavano il più comune tipo di cromosoma Y irlandese e alleli degli occhi blu, oltre alla variante dell'emocromatosi.
Queste conclusioni supportano l'idea di profondi cambiamenti determinati in Europa da migrazioni: prima quella degli agricoltori neolitici dal Medio Oriente, e poi quella dei pastori dell'Età del Bronzo dalla steppa pontica.
 
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Irlanda: una tomba preistorica vicina al monte Tievebaun

9 Novembre 2015
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Una tomba preistorica è stata scoperta al confine tra le contee di Sligo e Leitrim, in una remota località vicina al monte Tievebaun. L'area era considerata sacra fino al 3500 a. C., per cui si ritiene la tomba possa avere più di cinquemila anni.
Nell'area vi sono resti che dal Neolitico arrivano fino ad epoche più recenti, per cui si punta a valorizzarla da un punto di vista turistico.
Link: The Irish Times; The LiberalLive Ireland; Sligo Today; Irish Central.
La Contea di Sligo in Irlanda, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Mabuska (Island_of_Ireland_location_map.svg: *Ireland_location_map.svg: NordNordWest Northern_Ireland_location_map.svg: NordNordWest Northern_Ireland_-_Counties.png: Maximilian Dörrbecker (Chumwa) derivative work: Rannpháirtí anaithnid (talk) derivative work: Mabuska (talk) Island_of_Ireland_location_map.svg).


Atlante delle Carestie nel Vecchio Mondo

6 Novembre 2015
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Dopo quelli riguardanti Nord America e Asia, viene ora pubblicato l'Atlante delle Carestie del Vecchio Mondo, che copre un arco di tempo di duemila anni. Il lavoro può manifestare la sua utilità per diversi fini: innanzitutto per i climatologi, che possono ora identificare cause e pattern di siccità ed estrema piovosità nel passato, e comprendere così il futuro in maniera migliore.
Può anche aiutare a comprendere meglio alcuni fenomeni storici: la carestia in Irlanda del 1740-41 viene infatti associata a piogge ben al di sotto della media per la primavera e l'estate del 1741, e non solo al freddo dell'inverno e della primavera (come si riteneva tradizionalmente finora).
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L'uro e la complessa discendenza dei bovini

25 Ottobre 2015
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L'Uro (Bos taurus primigenius) è un antico e grande bovino, che abitava l'Eurasia e il Nord Africa (attorno agli 11 mila anni fa). La sua popolazione già declinava in antichità: l'animale si estinse poi nel diciassettesimo secolo. È l'antenato dei moderni bovini: dalla domesticazione degli uri sorsero due gruppi, il Bos taurus e il Bos indicus.
Il sequenziamento del genoma negli antichi uri selvatici ha ora dimostrato un'origine più complessa dei moderni bovini. Era già noto che i moderni Bos taurus europei derivassero dalle popolazioni di uri dell'Asia occidentale. Ora si sono scoperte prove dell'accoppiamento dei primi bovini addomesticati con gli uri selvatici in Britannia e Irlanda, in misura maggiore rispetto agli altri esemplari europei. Potrebbe perciò essere avvenuto che gli allevatori dell'area abbiano incrementato le loro mandrie grazie agli uri.
La ricerca ha preso in esame i genomi di 81 Bos taurus e Bos indicus addomesticati, oltre alle informazioni derivanti da oltre 1200 moderne vacche.
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