Il sale, romanzo di salsedine e ferite

"Il sale": il titolo di questo romanzo di Jean-Baptiste Del Amo non poteva essere più appropriato.
Il sale, infatti, richiama l’ambientazione (Sète nella regione francese dell’Occitania), anzi la salinità e il mare sono un elemento così persistente e costante della narrazione che sembra quasi di sentirne l’odore leggendo le pagine, ma il sale è anche quella sostanza, che messa sulle ferite, le fa bruciare di nuovo.

Jean-Baptiste Del Amo a Barcelona (2011) per la presentazione del libro che l'ha rivelato al grande pubblico, Une Éducation libertine, foto Editorial Cabaret VoltaireCC BY-SA 3.0

La trama di questo romanzo è all’apparenza minimale: cosa succede nella giornata prima che una famiglia, composta da madre e figli ormai adulti con le relative famiglie si ritrovi insieme la sera a cena. In realtà l'attesa di questo evento è l'occasione per scavare nella psicologia dei personaggi e nel loro dolore, andando ad aprire, con precisione chirurgica, le ferite delle loro vite.

Così scopriamo che la madre, Louise, ormai vedova, è intrappolata in una vita miserevole e solitaria, dopo aver investito la sua esistenza nella relazione con il marito violento, Armand, e aver dedicato tutta se stessa ai tre figli.

Figli, però, che oltre a essere distanti, non sono poi così felici.

Fanny è intrappolata nel lutto senza fine per la morte della figlia Lèa, ha messo la propria vita in pausa e vive sospesa tra tristezza e rancore, incapace di comunicare col marito e con l'altro figlio.

Albin, così simile al loro padre-padrone, ne ha ricalcato le orme, senza mai chiedersi se era quello che volesse davvero. La sua violenza, esercitata forse più con le parole che con i gesti, provocherà l'allontanemnto della moglie, la quale deciderà (giustamente) di porre una fine alla loro relazione.

Infine c'è Jonas, il figlio minore, omosessuale, per cui l'autore sembra avere un occhio di riguardo. Mai accettato dal padre nè dal fratello, ha un compagno innamorato e amorevole, ma non riesce a scacciare il ricordo e i sentimenti per un vecchio amore, morto di AIDS.

Jean-Baptiste Del Amo durante Le Livre sur la Place (2016), foto ActuaLitté, CC BY-SA 2.0

Il libro è architettato magistralmente, con cura ed equilibrio nel narrare le varie vicende e nel ricondurre tutti i fili insieme, verso una catastrofe (o una catarsi?) che non sapremo mai se arriverà.

Credo, però, che il punto forte di tutto il romanzo sia soprattutto lo stile (e grandi complimenti per questo al traduttore, che ha ben saputo rendere la sintassi e il lessico dell'autore in italiano). Le parole scavano, in una sintassi piana, incalzante: non c'è una frase imperfetta, una parola fuori posto. Se c'è un difetto che posso trovare è che la perfezione formale mi ha portata a lasciare in secondo piano la trama, che non mi ha coinvolto, in favore di lasciarsi trascinare dalla magia della lingua.

È un libro che consiglio a chi sa apprezzare lo stile di una storia, la cesellatura delle parole, che costruiscono personaggi anche con il ritmo e la musicalità.

Jean-Baptiste Del Amo il sale Francia libriIl sale  di Jean-Baptiste Del Amo, traduzione di Sabrina Campolongo, Neo Edizioni, 2013 (ed. or. Le sel, Gallimard, 2010).


Fino alla Morte

13 Luglio 2015

Fino alla Morte

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Il dott. John Leigh ha scritto il primo libro esclusivamente dedicato al duello in letteratura. In Touché, offre un'immagine convincente dei modi coi quali romanzieri, drammaturghi e poeti hanno utilizzato il duello come tropo per rivelare l'estensione del valore maschile, del raggiro e della pura stupidità.

Due dei più celebri duelli nella letteratura inglese hanno luogo all'inizio e alla fine di quel gigante tra i romanzi che è Clarissa di Samuel Richardson.
Nel primo incontro, Robert Lovelace, spasimante di Clarissa, è sfidato a duello dal fratello di lei, James Harlowe. La loro antipatia data ai tempi di un battibecco “cominciato al College” ed è stato infiammato dall'interesse di Lovelace per Clarissa e le sue sorelle. Durante il loro scontro, Lovelace ha la possibilità di uccidere Harlow ma “gli rende la sua vita”.  L'incidente contribuisce a stabilire Lovelace, “un libertino finito”, come un uomo che vive la sua vita come una sorta di duello esteso, una continua sfida allo stesso fato.
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Risorse online: Visualizzare i luoghi del Medio Evo

4 Maggio 2015
Si segnala (l'aggiornamento e) il sito Visualizing Medieval Places (VMP), progetto digitale che esplora nomi di luoghi reali da testi francesi, letterari e non, composti dall'Inghilterra fino al Mediterraneo Orientale per quattro secoli, dall'undicesimo al quindicesimo. La data approssimata di composizione è fornita dagli Archives de littérature du Moyen Âge (ARLIMA), le abbreviazioni di lavoro sono fornite dal Dictionnaire étymologique de l’ancien français – Heidelberg.
Link: VMP 1, 2; AWOL


Breve introduzione all’opera d’Isidore Ducasse, conte di Lautréamont (di Carmine Mangone)

4 Ottobre 2014
Lautreamont1
Segnaliamo una versione intermedia (e molto più sintetica) del saggio di Carmine Mangone, apparso come prefazione al volume: Isidore Ducasse conte di Lautréamont, Dieci unghie secche invece di cinque, Giunti, 2005.
Risale al novembre 2002 ed è a sua volta la rielaborazione radicale di un testo redatto nel primo semestre del 2001 ed apparso su un numero della e-zine Nux vomica. Viene proposto dopo quasi dodici anni sia perché presenta numerosi passaggi poi espunti nella versione finale del saggio, sia perché sintetizza efficacemente quest’ultimo. 
Link: Pochi Amici, Molto Amore
Le Visage de Lautréamont by Jacques Lefrère, foto da Wikipedia, Public Domain, Uploaded by PatrikDudek.