Giulierini riconfermato a Napoli e il MANN sempre più da record

Una riconferma che già era nell’aria per il direttore del Museo Archeologico di Napoli, Paolo Giulierini. L’annuncio è arrivato in occasione dell’Annual Report 2018 del MANN e alla presenza del Direttore Generale Musei del MIBAC Antonio Lampis. Il dott. Lampis, durante la conferenza stampa, ha annunciato l'avvio del procedimento amministrativo di conferma alla guida del MANN per il Direttore Paolo Giulierini nel quadriennio 2019-2023: secondo il DG Musei, infatti, "Paolo Giulierini  si è dimostrato al top della perfomance sia sul piano annuale che quadriennale e ciò giustifica pienamente la sua riconferma".

Il 2018 è stato un anno record per il Museo napoletano, in cui si sono viste applicate tutte le buone norme per una eccellente politica di valorizzazione e di perfetta adesione agli standard qualitativi e quantitativi stabiliti dalla rete del Sistema Museale Nazionale.

I musei statali italiani offrono alla Nazione un impatto importantissimo del PIL, sostengono il benessere dei visitatori e sono l’istituzione culturale che più contribuisce allo sviluppo culturale della Nazione, fine primario dell’articolo 9 della Costituzione. Non tutti i cittadini ne sono consapevoli e non abbastanza i media, per tale ragione l’obbligo etico di raccontare annualmente quanto si è fatto, con quali risorse e con quali prospettive. Si tratta di un dialogo con cittadini e appassionati fondamentale e totalmente nel respiro del tempo attuale. Nei musei avrà sempre meno valore la conta dei biglietti e sempre di più la conta delle relazioni. Un report annuale di grande qualità come il presente, è parte fondamentale del sistema di relazione di un museo eccellente. La definizione di un apparato programmatico, declinato in un Piano strategico e nei singoli Report annuali, non soltanto è premessa per promuovere la nuova competitività turistica internazionale di ciascun Istituto inserito nella rete, ma è anche un primo e concreto passo verso la condivisione e non sottovalutazione del Patrimonio tra i cittadini europei”, ha dichiarato il Direttore Generale Musei del Mibac, Antonio Lampis, intervenuto alla presentazione dell’Annual Report 2018.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=tGyZuUW_FQE

 

Il 2018 e i primi sei mesi del 2019, con la grande mostra su Canova, sono stati un periodo molto intenso, ricco di eventi e attività che hanno contribuito a consolidare l’immagine del MANN, sempre più percepito come un istituto altamente dinamico, in grado di sviluppare una politica culturale al servizio dei visitatori in forte crescita e un rapporto sempre più solido con la propria comunità. Entro il 2022 vogliamo un MANN  totalmente accessibile, in grado di valorizzare al meglio le proprie collezioni permanenti, anche quelle da anni confinate nei suoi preziosi depositi. Ad un MANN ‘museo che cresce’  ma anche museo  ‘che viaggia’ abbiamo voluto dedicare questa edizione del Report, che racconta,  con splendide  immagini ‘dietro le quinte’,  la vita e i percorsi dei nostri capolavori,  straordinari ambasciatori  nel mondo della cultura italiana”, ha commentato Paolo Giulierini, Direttore dell’Archeologico.

“Il Rapporto Annuale 2018 del MANN consolida e conferma un percorso di trasparenza iniziato dal Museo qualche anno fa, con la presentazione del Piano Strategico 2016-2019. Questa modalità di comunicazione, ampiamente diffusa a livello internazionale, risulta in Italia ancora troppo poco sviluppata; sarebbe invece importante – a partire dai musei autonomi – che essa diventi una prassi condivisa, in modo da rendere possibili valutazioni e confronti tra i diversi istituti, basate su dati di fatto e non su semplici sensazioni. Questo Rapporto, ancora più ricco che in passato (oltre 380 pagine), restituisce un quadro di attività articolato e consente al lettore di ripercorrere le tante attività svolte dal Mann nel corso dello scorso anno, anche in relazione a quanto previsto dal Piano Strategico. Uno strumento indispensabile, dunque, tanto per la comunità di residenti e per quella scientifica, quanto per lo stesso personale del Museo”, ha sottolineato il prof. Ludovico Solima.

Ecco i numeri del MANN:

Oltre 613mila ingressi (+16% rispetto al 2017), 23 mostre organizzate al MANN e 53 esposizioni realizzate in Italia ed all’estero con 1.450 reperti dell’Archeologico, 23.000 presenze per il FestivalMANN, 1.100 bambini coinvolti in laboratori didattici gratuiti, quattro tipologie di abbonamento annuale “OpenMann” (adulti, young, family e corporate), prima card di fidelizzazione per un Istituto autonomo.

Questi sono solo alcuni dei tanti successi raggiunti dal team di Giulierini e che proiettano il futuro del Museo in un Olimpo sempre più glorioso. Questa è la conferma di un museo che cresce e si arricchisce di esperienze che vanno oltre il territorio napoletano ma che trovano sempre un pubblico fedele pronto ad accogliere ogni evento fuori target “archeologico”, come spesso è stato rimproverato al direttore ma che non mancherà, certamente, di portare la grande archeologia a Napoli già a partire da ottobre con la seconda parte della mostra sugli Etruschi già organizzata a Pompei. Ottimo risultato anche per l’aspetto comunicazione e l' apertura sempre più social verso il grande pubblico del web: 250mila visite al portale in Italia e nel mondo, 33mila like sulla pagina Facebook ufficiale e 36mila followers su Instagram).

Significativi anche i risultati della campagna di abbonamento “OpenMANN”: dal 1° dicembre 2018 al 30 giugno 2019, sono state 5.253 le card vendute, in biglietteria e con i canali online, per tutte le tipologie previste in commercio.

Rosanna Cappelli, Direttore Generale “Arte, Mostre e Musei” del gruppo editoriale Electa che pubblicato l’Annual Report 2018  ha affermato: “Electa ha interagito con la direzione del MANN per interpretarne, nelle forme più coerenti, il progetto culturale. Sono stati messi a punto strumenti, soluzioni, interventi di elevato profilo che riflettessero le scelte di politica culturale e di valorizzazione delle collezioni proprie del Museo,  sui fronti della ricerca  scientifica (attraverso editoria, organizzazione di mostre e riallestimenti espositivi) e del ruolo sociale dell’istituzione (con proposte di comunicazione in linea con un dialogo sempre più inclusivo con i visitatori)”.

Un museo quindi che vedrà lavorare duramente ancora per quattro anni Paolo Giulierini, il cui mandato sarebbe scaduto ad ottobre 2019, e che vede il prestigioso Museo Archeologico di Napoli sempre più accessibile e user friendly, capace di coinvolgere il pubblico più variegato e di emozionare i visitatori ancora con splendide mostre.


Colori degli Etruschi

Roma: apre la mostra "Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini"

Mercoledì mattina del 10 Luglio siamo stati all’anteprima della meravigliosa mostra “Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini”, che ha aperto al pubblico l’11 Luglio 2019 e sarà visitabile fino al 2 Febbraio 2020.
Davanti agli occhi illuminati di stupore, si è aperta questo percorso su una straordinaria selezione di lastre parietali figurate, nonché decorazioni architettoniche a stampo in terracotta policroma, davvero eccezionali e unici nel loro genere, tutte provenienti dal territorio di Cerveteri, ossia l’antica Caere. Accompagnano l’allestimento finissime ceramiche e vasellami di derivazione attica, ma ciò che colpisce come da sempre, è l’arte e la maestria della manodopera etrusca nel realizzare tali tesori che finora erano per lo più sconosciuti al grande pubblico. Indubbiamente pezzi originali questi, inediti poiché ci troviamo davanti a testimonianze di fondamentale importanza per la storia della pittura etrusca, rientrate in Italia recentemente grazie all’azione di contrasto del traffico illegale dei reperti archeologici dell’Arma dei Carabinieri e, alla diplomazia culturale del MiBAC.

Colori degli EtruschiAncora una volta una collaborazione davvero significativa e importante, tra la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, patrocinato dalla Regione Lazio, su progetto scientifico di Alfonsina Russo, Claudio Parisi Presicce, Leonardo Bochicchio, Daniele Federico Maras e Rossella Zaccagnini, con organizzazione Zètema Progetto Cultura.
Risaliamo agli inizi del 2016 quando i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, in un ingente sequestro, recuperano da depositi a Ginevra, una gran quantità di reperti provenienti da scavi clandestini e illegalmente destinati ad un mercato internazionale, insieme a vasi figurati dalla Magna Grecia, e a statue romane, vengono rinvenuti e accumulati in frantumi in decine di casse, e sanz’alcun ordine di coerenza, questa straordinaria serie di lastre parietali, e frammenti architettonici etruschi di una sorprendente policromia.

Sull’onda di questo straordinario recupero di reperti, ha seguito un importante accordo di cooperazione culturale internazionale, siglato tra il MIBAC e la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, comportando il rientro dalla Danimarca all’Italia, un ulteriore e consistente serie di altrettanti frammenti di lastre dipinte etrusche.
Dietro attenta attività di studio e restauro condotta dalla SABAP sui preziosi reperti rinvenuti (quali lastre di rivestimento delle travi, acroteri, antefisse, gocciolatoi, età..), seppur privati del loro originario contesto frutto del saccheggio indiscriminato e selvaggio perpetrato per decenni, attraverso il riconoscimento delle loro caratteristiche tecniche, alla raffinatezza usata nell’esecuzione d’opera, e grazie al confronto con le più importanti collezioni museali sia straniere che italiane, è stato possibile datarli tra il 530 e il 480 a. C.

Al culmine di tutta questa operazione tra ritrovamento, recupero e restauro, nel Giugno 2018 vi è la mostra e un convegno internazionale di studi organizzati dalla SABAP, presso il Castello di Santa Severa a Santa Marinella (RM), a cui ora ovviamente segue quest’edizione della Centrale Montemartini, in un allestimento aggiornato e rinnovato degli ultimi risultati di studio, e ripensato sulle caratteristiche della prestigiosa sede espositiva ospitante.
I contenuti della mostra che si articolano nel percorso espositivo e suddiviso per tematiche, narrano Le imprese di Ercole e gli altri miti (ad esempio il mito della Gorgone Medusa uccisa da Perseo, o la raffigurazione del giudizio di Paride); La Danza, presente in numerose lastre dipinte recuperate a Ginevra, in cui si rappresentano danzatrici, musicisti e atleti, che come è ben noto hanno fatto grande fortuna nell’arte greca ed etrusca; Gli atleti e i guerrieri che in questo caso sono affiancati in analogia tematica, da reperti selezionati tra le collezioni Capitoline e tra i recuperi effettuati dall’Arma dei Carabinieri, una serie rara di elmi, corazze in bronzo e schinieri di VI e V sec. a. C.

Colori degli EtruschiLa mostra “Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini”, desidera offrire una chiave di lettura inedita, ma il più possibile esaustiva, proprio attraverso quest’articolato percorso espositivo, ricco di interessanti informazioni che permettono a questi preziosi reperti di riavere voce nel contributo alla conoscenza storico-artistica dell’antica Caere etrusca, proprio all’acme del suo splendore culturale.

Colori degli EtruschiInfo mostra: www.centralemontemartini.org ; www.museiincomune.it ; www.zetema.it

Roma, 10/07/2019

Le foto dall'anteprima della mostra “Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini” sono di Luana D'Alessandro.


Restituita all'Italia una testa di marmo di epoca romana

Una testa di marmo, risalente all’epoca romana (II secolo d.C.), è stata restituita all’Italia durante una cerimonia che si è tenuta presso la residenza dell’ambasciatore tedesco a Roma. Il reperto, secondo quanto ricostruito dagli esperti, fu rinvenuto nel corso di alcuni scavi urbani eseguiti a Fondi. Le prime notizie della sua esistenza risalgono al 1937 e il reperto faceva parte di una statua composta da testa e busto di un giovane.
Trafugata dall’Italia presumibilmente tra il 1944 e l’inizio degli anni ’60, fu solo nel 1964 che il reperto finì nel Museo Archeologico dell’Università di Münster poiché il direttore dell’epoca l’aveva acquistato da un privato cittadino di Amburgo. Non vi erano, allora, evidenze sulla provenienza illecita. La buona fede dell’Università di Münster e del suo Museo Archeologico è stata confermata quando, da parte tedesca, è stata avanzata spontaneamente la proposta di restituzione della testa.
«Si tratta di un atto dal valore altamente simbolico – ha dichiarato il Ministro Bonisoli – in quanto testimonia la piena adesione di Italia e Germania a principi e valori di carattere universale e il nostro approccio condiviso al concetto di tutela del patrimonio culturale. L’atteggiamento dell’Italia non è solo quello di un Paese che rivendica la restituzione di opere d’arte trafugate ma siamo in prima fila, quando ne ricorrono le circostanze, nella restituzione di opere d’arte appartenenti al patrimonio culturale di altri Paesi. È così che intendiamo combattere il fenomeno del mercato illegale del patrimonio culturale».
Alla cerimonia di restituzione erano presenti, tra gli altri, l’Ambasciatore tedesco in Italia, Viktor Elbling, il Rettore dell’Università di Münster, Johannes Wessels, il capo dell’Ufficio Legislativo del Mibac, Lorenzo D’Ascia, il Comandante del Comando Tutela Patrimonio Culturale, Gen. Fabrizio Parrulli e il sindaco del Comune di Fondi, Giuliano Carnevale

Il Museo Omero vola al Cairo per "Vivere all'Italiana"

Nuova esperienza internazionale per il Museo Tattile Statale Omero di Ancona che sarà al Cairo per un corso di formazione e per la realizzazione di un innovativo percorso di visita dedicato ai non vedenti al Museo Egizio. La  missione del Museo Omero rientra nel programma “Vivere all’italiana” del Ministero degli Affari  Esteri e della Cooperazione Internazionale e fa seguito all’interesse e alla sensibilità delle autorità egiziane nei confronti della straordinaria esperienza italiana nel settore dell’accessibilità ai beni culturali.
A coordinare l’iniziativa l’Istituto Italiano di Cultura diretto da Paolo Sabbatini e il Centro  Archeologico Italiano del Cairo con la manager Giuseppina Capriotti Vittozzi.

Dal 15 al 22 giugno Aldo Grassini, presidente del Museo Omero, insieme ad Andrea  Socrati ed Annalisa Trasatti saranno impegnati in un corso di formazione con gli operatori museali sui temi indispensabili per creare un sistema di accessibilità per le persone con disabilità visiva, temi che vanno dall’educazione dei sensi, alla formazione dell’immagine tattile e valutazione estetica, fornendo anche tecnologie e strumenti. Le esercitazioni sulla lettura tattile si articoleranno su quattro elementi: la scultura, l’architettura, la pittura, l’archeologia. Verrà progettato e condiviso un percorso di accessibilità, definendo attività educative specifiche e una corretta comunicazione e studiando possibili sinergie con il territorio per la migliore inclusione culturale e sociale delle persone con disabilità visiva.

Sono 12 le splendide opere scelte da far toccare, con relative targhe didascaliche in Braille inglese, arabo e italiano, che ha visto impegnati nella realizzazione Daniela Bottegoni e Saad Kilada. Ogni opera sarà corredata di reading pen con i file audio nelle tre lingue con le relative didascalie e descrizioni. Oltre a ciò viene fornita una mappa a rilievo del museo con l’indicazione della posizione delle opere e relativa legenda in Braille inglese e arabo.  I supporti audio e la mappa sono stati realizzati da Andrea Socrati e Massimiliano Trubbiani.

Tra  i pezzi prescelti per la lettura tattile, tutti splendidi, opere tra le più note al mondo, tra  le quali: Il faraone Amenhotep II (1428-1397 a.C.) con la dea Meretseger, granito, da Karnak (Luxor); statua seduta della dea Sekhmet, granito nero, dal tempio di Mut a Karnak (Luxor); sfinge del faraone Amenemhat III (1842-1794 a.C.) granito; triade del faraone Menkaura (2494-2472 a.C.), grovacca, da Giza.


Foro Romano e Fori Imperiali: al via ticket unico

D’ora in poi basterà un solo ticket per visitare il Foro Romano e i Fori Imperiali. Lo prevede il protocollo d’intesa illustrato dal Ministro per i Beni Culturali Alberto Bonisoli e dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi.

Courtesy Parco archeologico del Colosseo

L’intesa, siglata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e dal Parco archeologico del Colosseo, inaugura una nuova stagione di fruizione dei beni culturali nella Capitale. Per la prima volta, da sabato 29 giugno, cittadini e turisti potranno scoprire un percorso inedito mai realizzato finora, frutto del lavoro avviato nei mesi scorsi dal Mibac, da Roma Capitale, dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e dal Parco archeologico del Colosseo. Il protocollo infatti dà il via a una fase sperimentale (fino al 31 dicembre 2019) di fruizione integrata dell’area archeologica del Colosseo, che dovrebbe entrare a regime dal 2020, consentendo per la prima volta l’apertura al pubblico dell’area del Foro Romano-Palatino insieme ai Fori Imperiali. 

 Con un unico ticket da 16 euro, valido per l’intera giornata, i visitatori potranno accedere al nuovo percorso che consentirà loro di attraversare 3 mila anni di storia. Il passaggio dei visitatori tra le due aree, della durata di circa due ore, avverrà nell’area compresa tra Curia Iulia, Foro di Nerva e Foro di Cesare, mentre il biglietto potrà essere acquistato sia nelle biglietterie del Foro Romano e del Palatino sia in quelle della Colonna Traiana. Per i giovani dai 18 ai 25 anni, il costo dei biglietto è 2 euro e rientra nel ‘pacchetto’ di agevolazioni introdotte dal ministero guidato da Alberto Bonisoli per incentivare i ragazzi e le ragazze a visitare i musei e i siti archeologici statali.

Courtesy Parco archeologico del Colosseo

 Unificando i Fori siamo riusciti a realizzare un percorso inedito che inaugura un nuovo modo di fruire e percepire il nostro patrimonio storico, artistico, archeologico e culturale migliorandone l’offerta - ha detto il ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli -. Ci siamo riusciti grazie al lavoro avviato in questi mesi con ciascuna delle Istituzioni coinvolte”.

 La sindaca di Roma Virginia Raggi ha aggiunto: “Oggi si scrive un pezzo di storia: i Fori sono finalmente uniti. Diamo la possibilità a cittadini e turisti di tutto il mondo di vivere un’esperienza unica visitando nello stesso tempo il Palatino, il Foro Romano, il Foro di Cesare e il Foro di Traiano. Nella Città Eterna si può vivere un’esperienza culturale che racchiude 3 mila anni di storia”. “Quello che l'Amministrazione di Roma Capitale di concerto con il Ministero dei Beni culturali - ha continuato - è riuscita a realizzare è un grande successo. Tenere separate aree archeologiche e luoghi culturali per diverse competenze istituzionali non funziona né per amministrare gli spazi né per la fruizione di cittadini e turisti”.

 Dal 29 giugno romani e turisti potranno finalmente visitare i Fori nella loro interezza perché il buonsenso - ha sottolineato il vicesindaco con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo - e la collaborazione istituzionale hanno finalmente consentito di lavorare per l'interesse generale, superando un’antica divisione che vedeva da un lato l’area amministrata da Roma Capitale e dall’altra parte quella amministrata dal Ministero per i beni e le attività culturali”. “È un bellissimo passo in avanti - ha concluso - che mette a disposizione di chiunque una nuova prospettiva sull’area archeologica tra le più importanti del mondo”.


Geronimo Stilton e il sito UNESCO "Aree Archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata"

​​Al via le iniziative rivolte ai più piccoli nei siti archeologici vesuviani
Geronimo Stilton

GERONIMO STILTON

presenta

la guida e le mappe per ragazzi

del SITO UNESCO 829

“AREE ARCHEOLOGICHE DI POMPEI,

ERCOLANO E TORRE ANNUNZIATA”

                                                

 Giovedì 13 giugno ore 10,30

Teatro Piccolo degli scavi di Pompei

Ingresso Piazza Esedra

A un anno di distanza dalla sua prima visita  e dopo un intenso lavoro al fianco degli alunni di 12 istituti comprensivi di Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, Trecase e Napoli, torna agli scavi di Pompei Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai bambini di tutto il mondo, per presentare le nuove mappe e la guida del sito Unesco 829 “Aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, dedicate ai più piccoli e ai ragazzi.

Giovedì 13 giugno presso il Teatro Piccolo degli scavi di Pompei sarà presentato il risultato finale delle attività.

Interverranno:

-        Il Direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei, Alfonsina Russo

-        il prof. Massimo Osanna assieme al Direttore del Grande Progetto Pompei, Generale  Mauro Cipolletta;

-        il Direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano;

-        Laura Acampora del Segretariato generale del Ministero per i beni e le attività culturali -  Servizio I, Ufficio Unesco del Mibac;

-        Elena Pagliuca dell'Osservatorio Permanente del Centro Storico di Napoli-sito Unesco;

-        Rachele Geraci di Atlantyca​, Responsabile eventi culturali e relazioni con le Istituzioni;

-         e, naturalmente, Geronimo Stilton, protagonista e autore della serie editoriale pubblicata in Italia da Edizioni Piemme e in altre 49 lingue nel mondo e dei cartoni animati in onda su RAI,  qui presente in pelliccia e baffi assieme agli alunni e professori delle classi partecipanti al progetto.

Le mappe saranno in distribuzione presso gli ingressi dei tre siti, assieme alla guida che sarà distribuita in questa prima fase gratuitamente.

L’ingresso all’evento di presentazione è aperto ai visitatori, fino ad esaurimento posti (max. 150).

 

Geronimo Stilton è stato  testimonial d’eccezione del progetto educativo  “Itinerario didattico formativo tra i siti di Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, Napoli” rivolto ai giovani cittadini del sito UNESCO, finanziato con i fondi della L. 77/2006 (legge per “misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “Lista del patrimonio mondiale” posti sottola la tutela dell’UNESCO).  Il progetto -  svoltosi in collaborazione con l'Osservatorio Permanente del Centro Storico di Napoli-sito Unesco - ha avuto l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e la sensibilità dei più giovani nei confronti del patrimonio culturale mondiale, anche attraverso l’osservazione delle tecniche di conservazione e valorizzazione.

L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Atlantyca Entertainment, l’azienda milanese che gestisce i diritti editoriali internazionali, di animazione e di licensing del personaggio Geronimo Stilton.

Testo e immagini da Ufficio Stampa Parco Archeologico di Pompei - presso Antiquarium Boscoreale
via Viale Villa Regina - 80041 Boscoreale (Napoli)

web: www.pompeiisites.org
FaceBook: https://www.facebook.com/pompeiisoprintendenza/
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Instagram: https://www.instagram.com/pompeii_parco_archeologico/
YouTube: https://www.youtube.com/c/PompeiiSites79dc

Osanna

Torna Massimo Osanna alla guida del Parco Archeologico di Pompei

Osanna si, Osanna no, Osanna forse. Finalmente si sciolgono le riserve sul nuovo direttore del Parco Archeologico di Pompei e il ministro Alberto Bonisoli riconferma il professore lucano nonostante le perplessità degli ultimi giorni. Ieri infatti aveva dichiarato a margine della riunione della commissione di studio sul design a proposito della nomina del direttore di Pompei che stava facendo una selezione di persone - “una selezione che faccio guardando i curriculum, li incontro, e quando voglio capire di più li incontro un’altra volta”. A sorpresa oggi l’annuncio ufficiale.

Osanna
Osanna. Courtesy Parco Archeologico di Pompei

Massimo Osanna ricopriva questo ruolo già dal 4 gennaio 2016, mentre dal 2014 al 2016 ha ricoperto l’incarico di Soprintendente Speciale delle aree di Pompei e dei siti di Ercolano e Stabia. Dal 2015 è professore ordinario di Archeologia classica presso la Federico II di Napoli ed è stato Direttore per un decennio della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera.

In questi anni e grazie al Grande Progetto Pompei, molti sono stati i risultati positivi ottenuti dal team guidato da Osanna, risultati che sicuramente hanno proiettato il sito campano sull’Olimpo dei media mondiali.  Per un sito così complesso l’attenzione dovrà essere sempre massima, ma il capitolo crolli è una parentesi chiusa da tempo. Ora bisognerà programmare la manutenzione ordinaria, risolvere il problema custodi, problema che più volte Osanna aveva posto all'attenzione ma che un direttore non può risolvere perché competenza Mibac e perché no, avviare nuovamente quel programma di studio e ricerche nella Regio V che in questi mesi ha fatto sognare curiosi e studiosi grazie alle nuove scoperte.


Alberto Bonisoli

Costituito l'elenco nazionale dei professionisti dei Beni Culturali

Atteso da anni, finalmente vede luce il decreto che istituisce presso il Mibac gli elenchi nazionali dei professionisti competenti ad eseguire interventi sui beni culturali. Sette gli elenchi professionali previsti: archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, esperti di diagnostica e di scienze e tecnologia applicate ai beni culturali, storici dell’arte. Come si legge da una nota del Mibac - questo decreto consolida il raccordo tra percorsi formativi, competenze e professioni nei beni culturali e può essere utilizzato come strumento utile per processi di selezione nel mondo del lavoro.

Alberto Bonisoli
Alberto Bonisoli

Il provvedimento, che si attendeva dal 2014, è stato il frutto di una complessa e articolata concertazione tra diversi soggetti e, tra questi, la Direzione Generale Educazione e Ricerca, il Consiglio Superiore dei Beni Culturali, l’Ufficio legislativo del Mibac, le associazioni professionali, le organizzazioni imprenditoriali e quelle sindacali, l’ufficio di Gabinetto del Mibac, il Miur, il Ministero del Lavoro, le Commissioni Parlamentari, la Conferenza Stato-Regioni e il Consiglio Universitario Nazionale. Il decreto firmato da Bonisoli risulta particolarmente importante poiché prevede un processo di inserimento negli elenchi, non soltanto sulla base della professione ma, all’interno dello stesso elenco professionale, sulla base delle competenze acquisite così come dagli standard del Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF).

Queste le dichiarazioni di Alessandro Pintucci Presidente CIA, Confederazione Italiana Archeologi: "La firma dei decreti attuativi della legge 110/2014, è quello che i professionisti dei Beni Culturali aspettavano da 5 anni: nonostante i rinvii, i ritardi e gli incidenti di percorso siamo arrivati all’inizio di un nuovo capitolo per le professioni dei Beni Culturali. Possiamo dire che uno dei capisaldi della Convenzione de La Valletta, la formalizzazione e il riconoscimento di chi può operare sul patrimonio culturale, con oggi è raggiunto. Il documento prodotto, pur non rappresentando a pieno le nostre posizioni e ciò che chiedevamo, ci soddisfa, perché è un punto di equilibrio tra istanze diverse, provenienti da ambienti e contesti di lavoro distanti e che raramente riescono a trovare una sintesi. Anche questo è un risultato che dovrebbe convincere tutti. Vedremo all’applicazione se tutto funzionerà a dovere o saranno necessari miglioramenti, ma il regolamento stesso già prevede questa eventualità, il che dovrebbe rassicurare anche i più critici".


Ecco i nomi dei Direttori della Reggia di Caserta e del Palazzo Reale di Genova

Il ministero per i Beni e le attività culturali ha sciolto le riserve sui direttori della Reggia di Caserta e del Palazzo Reale di Genova. Sarà l’architetto Tiziana Maffei, presidente di ICOM Italia dal 2016, a guidare la Reggia di Caserta.
A indicarla è stato il ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli, mentre il Direttore generale Musei Antonio Lampis ha indicato la dottoressa Alessandra Guerrini per la guida di Palazzo Reale di Genova .
Tiziana Maffei
Tiziana Maffei

Scheda Architetto Tiziana Maffei
Tiziana Maffei, architetto dal 1994, è presidente di ICOM Italia dal 2016 e docente a contratto Comunicazione dei beni culturali - Docente di Reti e sistemi nel ‘Corso di laurea magistrale in Beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione’ in diversi atenei italiani, nonché responsabile del Laboratorio valorizzazione dei beni tutelati presso l’università Alma mater studiorum di Bologna. Alle spalle ha una lunga esperienza nel settore del patrimonio culturale e in particolare specifiche competenze nel settore museologico e museografico.

Alessandra Guerrini
Alessandra Guerrini

Scheda Storico dell’Arte Alessandra Guerrini
Alessandra Guerrini, funzionario storico dell’arte in servizio al Polo museale del Piemonte (ministero dei Beni e le attività culturali) dal mese di settembre 1988, in quanto vincitrice di concorso. Esperta in pittura italiana dell’300, Guerrini è un funzionario di lungo corso del Mibac, dal 1998 al 2010 è stata direttore di Palazzo Carignano a Torino; dal 2006 al 2014, invece, è stata alla guida dell’Armeria Reale (oggi parte dei Musei Reali di Torino, occupandosi di valorizzazione tutela e organizzazione del personale); infine dal 2015 ad oggi ha svolto il ruolo di direttore del complesso monumentale del Catello Ducale, giardini e parco di Agliè (To).

Da sciogliere la nomina a Direttore del Parco archeologico di Pompei.