Castro Pretorio - L'evoluzione di un rione dall'antichità al XXI secolo

La strategia di collaborazione tra il Museo Nazionale Romano e l’hotel The St. Regis Rome fa nascere a Roma, nel cuore pulsante del diciottesimo rione della città, Castro Pretorio, il progetto innovativo Castro Pretorio - L’EVOLUZIONE DI UN RIONE DALL’ANTICHITÀ AL XXI SECOLO che, con una spettacolare installazione multimediale nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, farà vivere ai visitatori un’esperienza immersiva con un vero e proprio viaggio nel tempo e nella storia della Roma antica e moderna.

I visori multimediali, finanziati dall’hotel The St. Regis Rome, porteranno il pubblico nell’anno 298 d.C., all’avvio del cantiere delle Terme che volle costruire l’imperatore Diocleziano come gigantesco “palazzo del popolo” con piscine e vasche di acqua calda e fredda, ma anche palestre, biblioteche e giardini rigogliosi. In soli otto anni, nel 306 dopo Cristo, il cantiere fu completato e tra i colli del Viminale e del Quirinale sorse un complesso esteso per oltre 13 ettari che era delimitato da un ampio recinto e da una grande esedra con gradinate sulla quale, alla fine dell’Ottocento e su progetto di Gaetano Koch, sorgeranno gli eleganti palazzi porticati che formano Piazza dell‘Esedra, l’attuale Piazza della Repubblica.

Ai lati dell’esedra, si ergevano due biblioteche affiancate da sale circolari di cui quella verso l’attuale via XX Settembre, nel 1598, fu trasformata nella chiesa di San Bernardo, mentre quella opposta è ancora visibile all’inizio di via del Viminale e fa parte del Granaio Clementino, l’ultimo dei granai pubblici di Roma costruito dall’architetto Carlo Fontana nel 1705 per il Papa Clemente XI sui resti delle biblioteche delle Terme.

Frigidarium delle Terme di Diocleziano Progetto Katatexilux per il Museo Nazionale Romano e l’Hotel The St. Regis Rome

Gli ambienti principali del complesso termale, al centro dell’enorme recinto, erano disposti lungo un asse mediano trasversale, secondo lo schema canonico di età imperiale, e comprendevano il frigidarium, cioè la sala per i bagni freddi, il tepidarium e il calidarium per i bagni caldi e tutti gli altri ambienti coperti e scoperti che arricchivano le terme: accanto al frigidario le palestre scoperte; in corrispondenza dell’asse del calidario quattro sale di cui due ottagone e, di queste, l’ultima e ancora perfettamente conservata, oggi posta all’angolo di via Romita con via Parigi e via Cernaia, ospitò la grande Mostra archeologica del 1911, per essere poi trasformata nel cinema Sala Minerva; dal 1928 al 1991 fu trasformata nel Planetario allora più grande d’Europa e oggi fa parte del Museo Nazionale Romano per l’esposizione delle sculture provenienti da edifici termali come la copia dell’Afrodite Cnidia di Prassitele, quella di Herakles di Policleto, la testa di Asclepio dalle Terme di Caracalla e la copia dell’Apollo Liceo di Prassitele.

Tutto il complesso, dopo i restauri all’inizio del V secolo, venne progressivamente abbandonato anche in conseguenza della guerra gotica quando, nel 537, Vitige tagliò gli acquedotti della città interrompendo l’afflusso dell’Acqua Marcia che alimentava anche le terme attraverso la cosiddetta Botte di Termini. Solo dopo più di mille anni, nel 1561, Papa Pio VI chiamò il genio di Michelangelo a dare nuova vita a quanto restava degli immensi edifici con la realizzazione della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dell’annesso convento dei Certosini, per salvare “tanta veneranda antichità da un irreversibile degrado”.

Michelangelo, grande architetto e attento studioso dell’antico, riutilizzò il frigidarium e il calidarium dioclezianei per sistemare la chiesa e affiancarle il Chiostro grande. Fu il suo ultimo grande progetto architettonico perché il Maestro morì nel 1564 e il cantiere fu ripreso solo dieci anni dopo concludendosi, se così si può dire, solo nella seconda metà del Settecento con il pesante intervento di riordino di Luigi Vanvitelli.

Michelangelo mostra di aver compreso appieno la straordinaria macchina strutturale del frigidario dioclezianeo che riprende, a sua volta, il modello della Grande Aula dei Mercati di Traiano, invenzione tradizionalmente attribuita ad Apollodoro da Damasco, con la successione di sei volte a crociera che scaricano il proprio peso su mensole di travertino. Qui nelle terme, quasi due secoli dopo l’invenzione traianea, il sistema si ripete ampliando le dimensioni dell’aula che passa dai 32x8 metri di quella traianea ai 61x25 metri del frigidarium. Tre immense volte a crociera scaricano il proprio peso sulle mensole poste a oltre 15 metri d’altezza rispetto al pavimento. Le mensole sono decorate in continuità con la trabeazione che corre al di sopra delle 8 colonne monolitiche in granito rosa egiziano -quattro per lato in corrispondenza degli archi di intersezione- che, con un’altezza del fusto di 13,80 metri e un diametro di base di 1,62 m. formano un imponente ordine composito. Dato che il peso delle volte si scarica attraverso le mensole nei maschi murari retrostanti, le colonne non hanno più una vera funzione statica ma diventano una vera e propria decorazione architettonica, seppur di smisurata imponenza.

Il progetto di Michelangelo rispettò la magnificenza dello spazio romano e, soprattutto, la rigorosa macchina strutturale che lo governava; mantenne i grandi vani che si aprivano tra i maschi murari: i quattro laterali, che ospitavano le vasche della natatio, li trasformò in altrettante cappelle e quelli centrali, collegandosi alla rotonda del tepidarium, formarono il braccio ortogonale della croce greca che forma la pianta della basilica. Entrando nella chiesa si poteva davvero cogliere la magnificenza della macchina romana, ancora perfettamente conservatasi nella sua volumetria originaria, esaltata dal lavoro di Michelangelo. Purtroppo è quello che invece non possiamo più cogliere noi dopo gli interventi successivi che, per completare il lavoro del Maestro dopo la sua morte, chiusero le cappelle laterali e aggiunsero altre otto colonne -in mattoni intonacati a simulare la pietra- lungo le pareti dell’aula.

Lasciamo la parola e il commento a Corrado Ricci: erano tempi quelli in cui simili delitti si potevano compiere senza che nessuno trovasse argomento di alzar la voce, oppure anche tentasse di farlo, se in cuor suo biasimava” (Corrado Ricci, S. Maria degli Angeli e le Terme Diocleziane, Roma, 1909). Per fortuna, il viaggio immersivo nella storia ci consentirà di rivivere gli spazi architettonici originari e quelli ideati da Michelangelo grazie allle ricostruzioni multimediali.

Aula Ottagona, Terme di Diocleziano Progetto Katatexilux per il Museo Nazionale Romano e l’Hotel The St. Regis Rome

Proprio il cantiere michelangiolesco, infatti, è ripreso nel racconto multimediale che prosegue con il restauro dei grandi acquedotti romani per alimentare le nuove fontane della Roma barocca e terminare con la costruzione, sul confine delle antiche terme tra l’Aula Ottagona, la Fontana del Mosè e la chiesa di San Bernardo, del Grand Hotel, l'iconico hotel inaugurato nel 1894 dal leggendario albergatore César Ritz; oggi l’edificio, primo fra i grandi palazzi romani ad essere fornito di luce elettrica, è stato completamente restaurato e rinnovato con un progetto della Pierre-Yves Rochon Inc. che rende merito e ridà splendore alla gloriosa storia di un albergo che ha rappresentato a lungo un riferimento per l’ospitalità di lusso nella Città Eterna, oggi entrato a far parte della Marriot International e del brand St. Regis Hotels & Resorts.

Castro Pretorio Progetto Katatexilux per il Museo Nazionale Romano e l’Hotel The St. Regis Rome

L’obiettivo di questo coinvolgente progetto è quello di far conoscere meglio, ai cittadini e al pubblico internazionale, una delle aree più affascinanti del centro storico, dove perfino due simboli così distanti dell'identità millenaria di Roma sono sorprendentemente legati dal filo della storia. Il progetto è nato dalla volontà congiunta di Daniela Porro, la Direttrice del Museo Nazionale Romano, e di Giuseppe De Martino, General Manager dell’hotel St. Regis Rome; è stato curato da Filippo Cosmelli e Daniela Bianco di IF Unique Art Experiences, con la preziosa consulenza dello staff scientifico delle Terme di Diocleziano, in particolare della responsabile di sede Anna De Santis con Carlotta Caruso e Claudio Borgognoni.

La ricostruzione virtuale è stata realizzata da Progetto Katatexilux, una società specializzata in installazioni multimediali applicate al patrimonio culturale. La voce narrante è di Cosimo Fusco.

L'esperienza di realtà virtuale sarà fruibile dai visitatori del museo, secondo orari prestabiliti e consultabili sul sito www.coopculture.it, fino al 28 luglio 2019, la II e la IV domenica del mese. Si ringrazia l’Ufficio stampa di Electa per il Museo Nazionale Romano per le informazioni sull’evento.


A Roma "L'adolescente" di Michelangelo dall'Ermitage

Il 14 dicembre nel nuovo rhinoceros, sede della Fondazione Alda Fendi –Esperimenti, verrà esposto in via straordinaria L’Adolescente di Michelangelo, proveniente dal Museo Statale dell’Ermitage di San Pietroburgo.

L’esposizione, che si terrà dal 14 dicembre 2018 al 10 marzo 2019, sancisce l’inizio della collaborazione triennale tra la Fondazione Alda Fendi – Esperimenti e il celeberrimo museo russo. Un accordo nato dal desiderio d’incrementare i rapporti culturali tra la Russia e l’Italia, tramite l’istituzione di borse di studio, l’ospitalità a ricercatori russi, il sostegno di attività scientifiche e culturali congiunte e l’esposizione di capolavori provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo a Roma nel palazzo rhinoceros, prospiciente l’Arco di Giano e l’area del Foro Romano, recentemente restaurata e riqualificata grazie alla Fondazione Alda Fendi – Esperimenti che ha incaricato Vittorio e Francesca Storaro per l’illuminazione dell’Arco di Giano e Jean Nouvel
per il restauro del palazzo.


La prima delle opere che arriveranno nella Capitale, con cadenza annuale, è L’Adolescente di Michelangelo, capolavoro ormai definitivamente assegnato al geniale scultore, esposto per la prima volta a Roma.
Per l’occasione, questo enigmatico e incompiuto giovane accovacciato così vibrante e intenso, verrà sapientemente illuminato da Vittorio e Francesca Storaro, a evidenziare la potenza creativa del grande artista. Promossa dalla Fondazione Alda Fendi–Esperimenti e dal Museo Statale Ermitage con la collaborazione di “Ermitage Italia”, l’esposizione, curata dal professor Sergej Androsov, direttore del Dipartimento d’Arte dell’Europa Occidentale dell’Ermitage, è stata organizzata da Il Cigno GG Edizioni in collaborazione con Villaggio Globale International.

Michelangelo Buonarroti L'adolescente (Ragazzo accosciato) Ermitage San Pietroburgo
Michelangelo Buonarroti (Caprese, 1475 - Roma, 1564) L'adolescente (Ragazzo accosciato) Statua in marmo, h.54 cm San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage Photograph © The State Hermitage Museum, 2018 Ph.: Vladimir Terebenin

 

Testo e immagini da Ufficio Stampa Villaggio Globale International


L'artrosi di Michelangelo Buonarroti

3 - 6 Febbraio 2016
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Secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of the Royal Society of Medicine, Michelangelo Buonarroti (Marzo 1475 - 18 Febbraio 1564) avrebbe sofferto di artrosi alle mani, in particolare negli ultimi quindici anni della sua vita. Tutto il tempo dedicato alla scultura avrebbe dunque fatto sentire i suoi effetti sulla salute dell'artista toscano.
Non sono state possibili investigazioni dirette, né sono disponibili spettroscopie o immagini ai raggi X. Gli autori dello studio hanno perciò dovuto rifarsi ad altri documenti, e in particolare a tre ritratti dell'artista ormai invecchiato, grazie ai quali interpretare le deformità delle mani. I tre ritratti sono opera di Jacopino del Conte (1535), Daniele Ricciarelli (da Volterra - 1544, probabile copia del primo), e Pompeo Caccini (1595, quindi 31 anni dopo la morte dell'artista). I ritratti mostrano Michelangelo tra i 60 e i 65 anni.
Dai documenti analizzati nella ricerca, risulterebbe inoltre che Michelangelo soffriva di problemi alle articolazioni. A Michelangelo peraltro sono state attribuite varie malattie (gotta e probabile avvelenamento da piombo, oltre a una serie di disturbi di carattere psicologico), ma a colpire le sue mani fu probabilmente l'artrosi. In precedenza, altri studi attribuirono alla gotta questi problemi, ma la nuova ricerca sembra confutare quelle tesi (si tenga anche presente che in passato il termine gotta era usato in senso assai ampio). La diagnosi di artrosi spiegherebbe pure la perdita di destrezza nel tempo subita da Michelangelo che, nonostante l'infermità, continuò a scolpire fino a sei giorni dalla morte.
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Milano: D’Après Michelangelo. La fortuna dei disegni per gli amici nelle arti del Cinquecento

Cultura

D’Après Michelangelo. La fortuna dei disegni per gli amici nelle arti del Cinquecento

Nelle nuove sale espositive all'Antico Ospedale Spagnolo del Castello Sforzesco, fino al 10 gennaio, con disegni, dipinti e incisioni del maestro cinquecentesco

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Milano, 29 settembre 2015 - Il ricco programma di iniziative ed eventi di ExpoinCittà, destinato ad animare la vita culturale milanese per tutto il semestre dell’Esposizione Universale, si arricchisce di un nuovo appuntamento al Castello Sforzesco. Da mercoledì 30 settembre sarà infatti possibile ammirare la mostra “D’après Michelangelo. La fortuna dei disegni per gli amici nelle arti del Cinquecento” nelle nuove sale espositive dell’Antico Ospedale Spagnolo, adiacenti al Museo della Pietà Rondanini da poco inaugurato.

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Come la scultura classica contribuì a creare standard irraggiungibili di bellezza

18 Luglio 2015

Come la scultura classica contribuì a creare standard irraggiungibili di bellezza

Cosa intendiamo quando diciamo che qualcuno possiede una bellezza ‘classica’? Sono appropriati i nudi maschili nell'arte, alla visione da parte di un pubblico di famiglie? Guardando alle discussioni innescate dall'apertura, nel 1854, di una mostra sulla statuaria greca e romana, la dott.ssa Kate Nichols esplora le modalità con le quali le nozioni di bellezza, moralità e genere sono intrecciate.

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Gli sforzi che facciamo per modellare i nostri corpi al fine di raggiungere l'ideale confinano con l'estremo. Agli inizi di questa estate i pubblicitari di prodotti per la perdita del peso fecero infuriare migliaia di Londinesi in metropolitana, chiedendo: il tuo corpo è pronto per la spiaggia? L'immagine di accompagnamento mostrava una modella infelicemente magra, con un bikini minuscolo. Un recente sondaggio indica un'impennata di sei volte nel numero di uomini che utilizzano steroidi anabolizzanti, ampiamente noti per i loro effetti dannosi, al fine di incrementare i propri muscoli nella ricerca di un corpo da dio greco.
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Milano: Antonio Paolucci racconta "La Pietà Rondanini"

Il 4 agosto

Antonio Paolucci racconta "La Pietà Rondanini"

A Palazzo Marino dalle 21. Il ciclo "Sei conversazioni d'arte" è un viaggio attraverso la storia dell’arte con sei protagonisti d’eccezione che raccontano le icone di ExpoinCittà e il loro legame con Milano

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Milano, 30 luglio 2015 - Il 4 agosto dalle 21 alle 22 in Sala Alessi a Palazzo Marino, il Direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, racconta il capolavoro estremo di Michelangelo, "La Pietà Rondanini", rimasto incompiuto alla morte dell’artista. Un blocco di marmo sul quale il Maestro si era impegnato per oltre un decennio.

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La Sezione Aurea dietro la Creazione di Adamo di Michelangelo

20 - 21 Luglio 2015
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La Creazione di Adamo nella Cappella Sistina non sarebbe semplicemente una rappresentazione anatomica, ma nel creare l'opera, Michelangelo avrebbe rispettato il rapporto di 1,618, alla base della Sezione Aurea.
Questi i risultati cui è giunto un nuovo studio, che afferma che l'armonia tipica delle opere di Michelangelo sarebbe dovuta non solo alla sua conoscenza dell'anatomia, ma pure all'applicazione della Sezione Aurea, che è possibile ritrovare spesso in natura.
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Nuove analisi per i due bronzi Rothschild attribuiti a Michelangelo

6 Luglio 2015
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I due bronzi Rothschild, due statue di figure virili (una barbuta) a cavallo di una pantera, saranno sottoposti a nuove analisi per comprenderne meglio le modalità di creazione. Si cerca anche di capire perché gli stampi presentino molto meno dettaglio. Le due statue, che già nel 1878 erano esposte come opera di Michelangelo, sono state recentemente identificate di nuovo come gli unici bronzi dell'artista ad essere sopravvissuti.
I particolari anatomici presenti nelle due figure sono troppo accurati per l'epoca, infatti: le autopsie erano molto rare prima del 1543 e pare che Leonardo e Michelangelo fossero i soli artisti a praticarle nella prima metà del sedicesimo secolo. Esse sarebbero poi coerenti con quanto pervenutoci dalle sculture e dagli schizzi preparatori del geniale artista, per il periodo 1500-1510.
I due bronzi Rothschild saranno in mostra al Fitzwilliam Museum di Cambridge fino al 9 Agosto 2015.
Link: University of Warwick
Michelangelo Buonarroti, particolare dal dipinto di Jacopino del Conte, da WikipediaPublic Domain, caricata da Gvf.
 


Museo della Pietà Rondanini, apertura gratuita prorogata al 31 maggio

ExpoinCittà

Museo della Pietà, apertura gratuita prorogata al 31 maggio

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Del Corno: “Il grande successo, con circa 30mila visitatori dal 2 maggio, ci ha motivati a tenere aperto il Museo alla città fino a fine mese”. Tutti i Musei civici, compresi i Musei del Castello, restano aperti durante il semestre di ExpoinCittà da martedì a domenica dalle ore 9 alle 19:30, senza interruzione oraria

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La Pietà Rondanini trova casa all'Antico Ospedale Spagnolo [Gallery]

2 Maggio 2015

La Pietà Rondanini trova casa all'Antico Ospedale Spagnolo

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Foto: Copyright di Roberto Mascaroni

Sabato 2 maggio l’inaugurazione del Museo dà l’avvio a ExpoinCittà: grande festa al Castello Sforzesco e una settimana di ingresso gratuito fino a domenica 10 maggio

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