Le Giornate Elleniche raccontano il mondo greco a Milano e in Lombardia

Dall’11 al 14 ottobre, le Giornate Elleniche raccontano il mondo greco a Milano e in Lombardia

Milano, 8 ottobre 2018 - Per la prima volta al di fuori del contesto ambientale “classico” della Magna Grecia, le Giornate Elleniche della società Filellenica si svolgono quest’anno in Lombardia, e principalmente a Milano, dall’11 al 14 ottobre.

Promosse e avallate da prestigiose istituzioni culturali della regione, le quattro giornate si terranno a Milano presso la Biblioteca Sormani (il 13 e il 14 ottobre) e la Biblioteca Trivulziana (il 12 ottobre), e a Cremona (l’11 ottobre) presso il Palazzo Sperlari e il Teatro Monteverdi.

Le Giornate Elleniche sono dedicate all’evoluzione delle forme e dei modelli nella cultura greca dall’antichità ad oggi, spaziando dalla poesia omerica sino alla cultura del Novecento e passando attraverso numerosi “filtri” culturali e snodi istituzionali.

Quello tra Milano e il mondo greco è in effetti un rapporto apparentemente nascosto e però plurimillenario che in qualche modo si rinnova grazie a queste giornate, costituendo anche un prezioso momento d’incontro fra i Greci della diaspora italiana.

Già nel II secolo a.C., infatti, nell’opera del greco romanizzato Polibio, Milano è celebrata come “ultimo avamposto della civiltà” prima delle Alpi; a distanza di secoli, nell’ultimo scorcio del mondo antico, le sue parole saranno riprese dallo storico bizantino Procopio di Cesarea. Più tardi, gli studi greci conosceranno una importante fioritura nella Milano del Rinascimento e i tesori manoscritti greci della Biblioteca Ambrosiana testimoniano una presenza preziosa, cara agli studiosi a livello internazionale. Figure come quella del “greco” Ugo Foscolo animeranno la vita culturale e accademica lombarda nell’Ottocento, e un fitto tessuto sia di licei classici sia di iniziative musicali, teatrali ed editoriali testimoniano di un rapporto ininterrotto fino ai giorni nostri.

Insomma, altre regioni, anche per contiguità geografica, vantano colonne e capitelli e tempi e teatri greci, ma Milano e la Lombardia vantano una operosa fedeltà fatta di passione, testimonianza, ricerca, che non si limita a considerare l’irripetibile classicità ma esplora anche sviluppi più recenti.

Durante le Giornate Elleniche, infatti, si parlerà di miti e archetipi, ma anche di lingua greca e di musica rebetika, di poesia e pittura: un programma articolato per seguire, guidati da esperti, l’evoluzione dei modelli nella cultura greca, dall’antichità fino ad oggi.

Programma (file .pdf)

Come da Comune di Milano.


Ha aperto al pubblico la grande antologica dedicata a Carlo Carrà

Milano, 3 ottobre 2018 - Dal 4 ottobre sino al 3 febbraio 2019 sarà possibile ammirare a Palazzo Reale una straordinaria mostra dedicata a Carlo Carrà (1881 – 1966), uno dei più grandi maestri del Novecento, protagonista dell’arte italiana e della pittura moderna europea. Si tratta della più ampia e importante rassegna antologica mai realizzata su Carrà, un’occasione irripetibile che vede riunite circa 130 opere, concesse in prestito dalle più importanti collezioni italiane e internazionali, pubbliche e private.

Promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Civita Mostre, la mostra curata da Maria Cristina Bandera, esperta di Carrà e direttrice scientifica della Fondazione Roberto Longhi di Firenze, con la collaborazione di Luca Carrà, nipote del maestro, fotografo e responsabile dell’archivio di Carlo Carrà, fa parte del palinsesto Novecento Italiano ideato dall’Assessorato alla Cultura per l'intero 2018 e dedicato a tutte le espressioni artistiche e culturali che hanno animato il secolo appena trascorso, nel nostro Paese.

La musa metafisica, 1917
Olio su tela, cm 90 x 66
Milano, Pinacoteca di Brera

"L'esplorazione del Novecento Italiano, a cui il Comune di Milano ha dedicato la programmazione culturale del 2018, prosegue in autunno con questa importante retrospettiva che rende omaggio a un maestro dell’arte italiana della prima metà del secolo, protagonista della pittura moderna europea, che ha scelto la nostra città come epicentro della sua attività creativa e professionale - afferma l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Una mostra importante, con oltre centotrenta opere, attraverso la quale Palazzo Reale ricostruisce la storia di un percorso d'arte e di vita sempre all’insegna della capacità di aprirsi a nuove possibilità e orizzonti di linguaggio artistico, in un costante confronto con le opzioni stilistiche e le tendenze espressive del tempo a lui contemporaneo".

L’esposizione aprirà al pubblico a trent’anni dall’ultima rassegna a lui dedicata dal Comune di Milano (1987) e a cinquantasei anni da quella che – Carrà ancora in vita – si svolse nel 1962, sotto la presidenza di Roberto Longhi, entrambe realizzate proprio a Palazzo Reale.

I Nuotatori 1932
Oil on canvas, cm 63,5 x 108,5
Augusto e Francesca Giovanardi Collection

Quella del 1962 era un omaggio al maestro che nel ‘54 aveva ricevuto la medaglia d’oro di cittadino benemerito e che giovanissimo aveva scelto Milano come sua città d’elezione; un doveroso riconoscimento - in una tradizione tutta milanese – che faceva seguito al tributo dedicato al pittore nelle sale della Pinacoteca di Brera nel 1942, in uno dei momenti più tragici della seconda guerra mondiale.

Obiettivo della nuova esposizione è ricostruire l’intero percorso artistico del maestro attraverso le sue opere più significative dalle iniziali prove divisioniste, ai grandi capolavori che ne fanno uno dei maggiori esponenti e battistrada del futurismo e della metafisica, ai dipinti ascrivibili ai cosiddetti ‘valori plastici’, ai paesaggi e alle nature morte che attestano il suo ritorno alla realtà a partire dagli anni venti, con una scelta tematica che lo vedrà attivo sino alla fine dei suoi anni, non senza trascurare le grandi composizioni di figura, soprattutto degli anni trenta, il decennio a cui risalgono anche gli affreschi per il Palazzo di Giustizia di Milano, documentati in mostra dai grandi cartoni preparatori.

Composizione, 1915
Collage, tempera, gouache e carboncino, cm 40,9 x 30,2
Mosca, State Pushkin Museum of Fine Arts
Arch. Fotografico State Pushkin Museum of fine Arts, Mosca

“Con questa esposizione sul pittore voluta dal Comune di Milano nella sede di Palazzo Reale, si offre la possibilità di ripercorrere de visu il lungo, articolato e indomito percorso artistico compiuto da Carlo Carrà. L’opportunità di allargare il nostro sguardo per intuire le mosse del pittore entro uno scenario internazionale, di guardarlo, soprattutto, con gli occhi del tempo presente. Di comprenderne la tempra artistica e la grande passione per la pittura e la cultura, che lo accompagnò sino agli ultimi giorni della sua lunga vita. Di intenderne il potente ruolo di battistrada che lo vide protagonista durante le avanguardie nelle capitali europee, la successiva capacità di voltare pagina e di intraprendere strade sempre nuove, di volgersi al passato con spirito moderno per percorrere una via che guardasse in avanti, la costante volontà di ripensare, rimeditare e spogliare la realtà per arrivare all’essenza e, infine, il suo fare artistico legato ai valori portanti della grande tradizione pittorica italiana: il calibrato senso dello spazio e la superba maestria del colore, o meglio, a dirlo è Roberto Longhi, delle sue “dominanti cromatiche”, afferma Maria Cristina Bandera.

La mostra presenta un corpus di più di 130 opere concesse da alcune delle più grandi collezioni del mondo come quelle dello State Pushkin Museum of Fine Arts di Mosca, dell’Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra, della Kunsthaus di Zurigo, della Yale University Art Gallery, della Národní galerie di Praga, del Museum of Fine Arts di Budapest e dai Musei Vaticani e da prestiti di numerosi musei italiani, tra cui la Pinacoteca di Brera, il MART di Rovereto, il Museo del Novecento di Milano, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, oltre a molte collezioni private, così da ricostruire la fitta trama di affinità intellettuali e di rapporti d’elezione che legò Carlo Carrà ai suoi collezionisti e amici del tempo. Fu, infatti, artista irrequieto, persona dai viaggi significativi che lo portarono già giovanissimo a Parigi e poi a Londra, e di importanti incontri internazionali da Apollinaire a Picasso, oltre che uomo di grandi aperture culturali e di letture che lo spinsero a svolgere un’attività critica sulle riviste più importanti e di tendenza del tempo, “La Voce”, “Lacerba” e soprattutto “L’Ambrosiano”.

La carrozzella, 1916
olio su tela applicata su compensato, cm 51,5 x 66,5
MART 969, VAF 0717
Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Collezione VAF-Stiftung

Infine la mostra non intende proporre solo la produzione artistica di Carrà, ma anche i tratti e i momenti più significativi di quella che lui stesso definisce “una vita appassionata”. Sarà pertanto corredata da documenti, fotografie, lettere e numerosi filmati che testimoniano l’intensa vita di Carlo Carrà, di cui in prima persona ci dà conto nelle pagine de La mia vita, l’autobiografia che ha scritto nel 1942. Infatti, la mostra presenta in assoluta anteprima un filmato inedito del 1952, per la regia di Piero Portaluppi, riscoperto e valorizzato grazie ad un progetto di ricerca di Andrea Scapolan, che ne ha seguito il restauro realizzato da CSC – Cineteca Nazionale, che documenta la vita di Carrà attraverso le parole di Roberto Longhi.
Tutti i visitatori avranno a disposizione un’audioguida che li accompagnerà nelle varie sezioni con un racconto accessibile e coinvolgente, sonorizzato dalle musiche da camera di Alfredo Casella, amico di Carrà.

Ne derivano 7 sezioni, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile del grande maestro: Tra Divisionismo e Futurismo; Primitivismo; Metafisica; Ritorno alla natura; Centralità della figura; Gli ultimi anni; Ritratti. In tal modo, il percorso espositivo, fluido e coerente, scandisce le tappe di una vita interamente dedicata alla pittura: “La mia pittura è fatta di elementi variabili e di elementi costanti. Fra gli elementi variabili si possono includere quelli che riguardano i princìpi teorici e le idee estetiche. Fra gli elementi costanti si pongono quelli che riguardano la costruzione del quadro. Per me, anzi, non si può parlare di espressione di sentimenti pittorici senza tener calcolo soprattutto di questi elementi architettonici che subordinano a sé tutti i valori figurativi di forma e di colore. A questi principi deve unirsi quello di spazialità, il quale non è da confondersi col prospettivismo; poiché il valore di spazialità non ha mai origini per così dire visive. Questo concetto nella mia pittura è espressione fondamentale.” (Carlo Carrà, 1962)

Gentiluomo Ubriaco (1916)
Olio su tela, cm 60 x 45
Collezione privata

Un prestigioso volume realizzato da Marsilio Editori sarà il catalogo della mostra e includerà anche un cd musicale “Nel salotto di Casella: la musica da camera di Alfredo Casella, collezionista di Carlo Carrà” prodotto da Concerto Classics, che permetterà infatti di indagare e raccontare al grande pubblico il milieu in sui si è sviluppato ed è cresciuto il talento artistico di Carrà, narrando in musica il rapporto con la sua epoca e con quello che fu, per stima e pura amicizia e non per ricchezza personale, il suo maggiore collezionista.

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Le dieci mostre assolutamente da vedere entro il 2019

L’anno sta per volgere alla sua fase finale, ma le emozioni per gli appassionati di cultura
proseguono, con un calendario autunnale ricco di entusiasmanti eventi museali. L’Italia intera sarà
caratterizzata da molteplici esposizioni per una variegata offerta culturale adatta ad ogni tipologia di
gusto: personalità di spicco dell’arte internazionale, maestri della tradizione nostrana, figure
d’avanguardia, e non solo. Una celebrazione dell’arte a 360 gradi, coinvolgente pittura, scultura,
fotografia, grafica, ma anche archeologia e letteratura.

Ecco a voi una selezione degli eventi clou dell’autunno 2018:

 

Marchesa Elena Grimaldi (olio su tela, 1623 circa), opera di Antoon Van Dyck, conservato alla National Gallery of Art

A Torino la Galleria Sabauda ospiterà dal 16 novembre la mostra Van Dyck. Pittore di
Corte, per onorare l’allievo migliore di Rubens, colui che mutò profondamente la tecnica del
ritratto nel corso del Seicento. Presente nelle più importanti corti europee – tra cui quelle di
Giacomo I e Carlo I d’Inghilterra – ritrasse regine, principi e nobili appartenenti alle famiglie
più facoltose del suo tempo, restituendo capolavori dall’elegante e minuziosa riproduzione,
nonché dall’elevata qualità cromatica. Annamaria Bava e Maria Grazia Bernardini curano la
mostra, ove il nucleo di opere presenti nella Galleria sarà affiancato ulteriori dipinti forniti da
rilevanti musei, per un totale di oltre cento opere esposte.


A Modena dal 22 settembre fino al 6 gennaio 2019 alla Galleria Estense ci attenderà
l’interessante esposizione Meravigliose avventure. Racconti di viaggiatori del passato,
relativa ad esperienze di viaggio compiute da esploratori, pellegrini e mercanti tra il
Quattrocento e l’Ottocento. Una cospicua porzione del patrimonio della Biblioteca Estense
Universitaria, caratterizzata da preziosi volumi con illustrazioni, sarà affiancata da dipinti,
sculture, elementi decorativi e materiale etnografico. Tra i testi più rari vanno menzionate la
prima edizione dell’epistola indirizzata da Cristoforo Colombo ai reali di Spagna e la
Cosmografia elaborata da Tolomeo per il duca Borso d’Este. Furono testimonianze dal valore
gnoseologico inestimabile per la conoscenza di territori e popolazioni semisconosciuti in
Europa.


A Firenze dal 29 ottobre nelle Gallerie degli Uffizi sarà visibile eccezionalmente Il codice
Leicester di Leonardo da Vinci. L’acqua microscopio della natura. Si tratta di uno tra i più
rilevanti risultati del genio leonardiano, un manoscritto di 72 pagine colmo di eccezionali
intuizioni e magnifici disegni offerto per l’occasione dal suo proprietario Bill Gates.
L’esposizione, curata da Paolo Galluzzi, permetterà di sfogliarne le pagine su schermi digitali
valutando l’opera con le nozioni attuali sull’acqua e sull’ambiente.


A Roma dal 17 ottobre avrà luogo nelle Scuderie del Quirinale la mostra Ovidio. Amori e
Metamorfosi per ricordare la morte del poeta romano avvenuta duemila anni fa. Verrà
descritto l’uomo e il poeta: colui che si scontrò con l’imperatore Augusto per questioni etiche e
politiche, nonché l’autore di meravigliosi versi sull’amore. Fulcro dell’esposizione sarà
Metamorphoseon libri XV, poema epico-mitologico relativo alla metamorfosi tramite il quale ci
sono pervenute molteplici narrazioni mitologiche appartenenti alla classicità greco-romana. Il
tutto sarà narrato attraverso duecento opere: statue, affreschi, monete, codici miniati e gemme
che dall’antichità giungono all’epoca barocca.


A Milano sarà ammirabile presso il Museo della Permanente la mostra immersiva Caravaggio
– Oltre la tela, atta ad illustrare le suggestive opere del genio bergamasco: i dipinti delle
cappelle Contarelli e Cerasi, Medusa custodita agli Uffizi e Decollazione del Battista nella
Concattedrale di La Valletta, i quadri del Louvre tra i quali Morte della Vergine, solo per
citarne alcune. Dal 6 ottobre sarà possibile coglierne i capolavori dai colori intensi, rifotografati
appositamente per l’esposizione, esito di un progetto tecnologico fondato su trenta proiettori,
cuffie bineurali e videomapping.


A Rovigo presso il Palazzo Roverella si discuterà del rapporto tra Arte e magia. Il fascino
dell’esoterismo in Europa in una mostra curata da Francesco Parisi. Sarà visitabile da sabato
29 settembre sino al 27 gennaio 2019, per cogliere l’influsso delle correnti esoteriche sulle arti
figurative europee dal Simbolismo alle Avanguardie storiche mediante artisti quali Redon,
Ranson, Grasset, Delville, Rops, Martini, Serusier, Kandinsky, Schwabe, Robin, Munch,
Bistolfi, Kienerk, Basile, Klee, Balla e Watts. Si procederà dalla sezione I con l’invito al
Silenzio iniziatico, alla sezione II con i templi e gli altari tipici dell’architettura esoterica, sino
alla sezione III con la raffigurazione finale di aure e forme ancestrali.

A Venezia da venerdì 7 settembre vi saranno Tintoretto 1519- 1594 presso il Palazzo
Ducale ed Il giovane Tintoretto presso le Gallerie dell’Accademia. Nel festeggiare il
cinquecentesimo anniversario della nascita di Jacopo Robusti, innovatore artista dalla pittura
visionaria, Venezia ne rievoca la memoria in collaborazione con la National Gallery of Art di
Washington. Cinquanta dipinti e venti disegni per una vasta esposizione resa possibile dai
preziosi prestiti offerti da musei italiani ed esteri, tra i quali la National Gallery, il Victoria ed
Albert Museum, il Louvre ed il Prado di Madrid. Curato da Robert Echols e Frederick Ilchman,
l’itinerario espositivo inizia e termina con due autoritratti del celebre pittore, realizzati
rispettivamente agli inizi e in conclusione della propria carriera. Tra le opere più rilevanti
citiamo Giuditta e Oloferne, Il ratto di Elena lungo più di tre metri, Ritratto di Giovanni
Mocenigo e gli immancabili cicli compiuti dal 1564 al 1592 proprio per Palazzo Ducale,
ammirabili nel luogo d’origine.


A Perugia nella Galleria Nazionale dell’Umbria avverrà l’esposizione inedita di capolavori
risalenti all’epoca d’oro della scuola umbra mediante la rassegna L’altra galleria: opere
realizzate tra il Duecento ed il Cinquecento da abili maestri tra i quali Meo da Siena, Allegretto
Nuzi, Giovanni Boccati, Benvenuto di Giovanni, Eusebio da San Giorgio e il Perugino.
Solitamente custoditi nei depositi per motivi conservativi o carenze di spazio, dal 22 settembre
saranno finalmente visibili accanto alla collezione permanente di opere di Beato Angelico,
Piero della Francesca, Pintoricchio, Perugino e Pietro da Cortona.


A Genova da sabato 8 settembre Palazzo Ducale sarà luogo di esposizione della splendida
mostra Fulvio Roiter. Fotografie 1948 – 2007: centocinquanta foto raffiguranti suggestivi
panorami in Sicilia e nella laguna di Venezia, nonché particolari scatti realizzati durante i
soggiorni esteri a New Orleans, in Belgio, Portogallo, Andalusia e Brasile, evidenziano
l’internazionalità e l’originalità del suo operato. Immagini per lo più vintage, in bianco e nero,
caratterizzate da una finezza compositiva che si inserisce nel pieno stile neorealista. Curata da
Denis Curti, la mostra è suddivisa in nove sezioni che ne raccontano la passione per la natura,
lo stupore e la meraviglia di andare oltre i confini e la realtà alla ricerca di un perfetto equilibrio
tra eleganza e semplicità.


A Torino è prevista ulteriormente la mostra Ercole e il suo mito, dal 13 settembre presso la
Reggia Venaria: una collezione di settanta opere che raffigurano l’eroe della mitologia greca su
reperti archeologici, dipinti, gioielli, statue ed altri supporti appartenenti non soltanto
all’antichità classica, poiché il mito viene ripercorso dalle origini pagane sino al Novecento. La
visita comincia idealmente con la “Fontana d’Ercole”, elemento principale dei Giardini della
Reggia attualmente in fase di restauro, seguita da rinvenimenti archeologici quali vasi, coppe
ed anfore risalenti all’Attica del 500-300 a.C.. Vi è poi l’associazione cristiana della figura
dell’eroe con quella di Cristo durante la fase medievale, proseguendo con la celebrazione
dell’eroe anche nel periodo rinascimentale tramite produzioni pittoriche e plastiche, nonché nel
Novecento attraverso i film peplum nell’Italia degli anni Cinquanta-Sessanta e ancor più
recentemente ad Hollywood.

Ovviamente la rassegna proposta non auspica affatto ad essere esaustiva, in quanto i mesi a venire
offrono una vastissima scelta di mostre riguardanti anche l’arte moderna e contemporanea. Dunque
ci attende un autunno colmo di imperdibili eventi culturali, che consiglio vivamente ad ognuno di
voi di poter visitare personalmente.

Ritratto del principe Tommaso Francesco di Savoia Carignano (olio su tela, 1634), opera di Antoon Van Dyck, conservato alla Galleria Sabauda di Torino

Mosca: presentazione del libro «I partigiani sovietici in Italia» di Massimo Eccli

Il 21 settembre 2018, presso la Biblioteca Statale Russa, si terrà la presentazione del libro «I partigiani sovietici in Italia». Il libro apre una pagina ignota della storia della Seconda Guerra Mondiale, sulla partecipazione dei cittadini sovietici, nel movimento della Resistenza italiano.

In alcune centinaia tra città e paesi dell'Italia vi sono sepolture di soldati sovietici. Le maggiori sono a Torino, Cuneo, Genova, Firenze, Milano, Bologna e Verona. I locali portano fiori sulle tombe, malgrado ciò, spesso esse sono ignote. Una di queste tombe di soldati sovietici si trova nel cimitero di San Zeno di Montagna, in provincia di Verona ed attirò l'attenzione dello storico Massimo Eccli. Egli decise di trovare testimonianze su questa persona e trovare i suoi parenti. Durante queste ricerche, egli trovò informazioni sui destini dei cittadini sovietici deportati durante la Guerra, in Italia, egli decise di sistematizzarle. Risultato finale di questo lavoro è il libro «I partigiani sovietici in Italia», pubblicato dalla casa editrice «Veche».

Secondo Massimo Eccli, molti soldati sovietici, arrivati in Italia negli anni di guerra, ancora oggi sono considerati dagli archivi sovietici come dispersi. Durante il lavoro sul libro, si riuscì a ricostruire alcuni dei loro nomi.

In Italia, durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, molti soldati furono prigionieri dei campi di lavoro. Solamente i soldati dell'Armata Rossa, furono più di 20.000. Coloro che riuscirono a fuggire si unirono al movimento della Resistenza ed ai distaccamenti partigiani. Alcuni nostri connazionali, sono leggendari membri della Resistenza italiana: Fjodor Poletaev, Nikolaj Bujanov, Daniil Avdeev, Fore Mosuligvili, furono insigniti della più alta decorazione italiana, per le prodezze sul campo di battaglia, la medaglia d'oro «al Valor Militare». Vennero premiati con il titolo di «Eroe dell'Unione Sovietica»: Fjodor Poletaev, Fore Mosulisvili, Daniil Avdeev e Nikolaj Bujanov. Molti ricevettero le più alte onoreficenze sovietiche soprattutto ad Memoriam.

 

Nell'ambito della presentazione nella sala espositiva Rosa della RSL, si terrà anche l'apertura della mostra internazionale «Sotto il cielo d'Italia e Russia». Il progetto, iniziò nel 2014, durante l'anno incrociato del turismo Russia — Italia ed è un'iniziativa del'Unione Creativa Giovanile «Le due capitali Mosca - San Pietroburgo» e del Movimento internazionale giovanile «Amici» Italia - Russia. I lavori presenti alla mostra, sono stati eseguiti dai partecipanti al progetto «La longevità Moscovita» dello studio «Cobalt» del centro «Arbat - Tverskoj».

Alla presentazione si esibirà il cantante lirico Luca Lattanzio. Il 9 maggio 2018 egli si esibì al Cremlino, durante la festa per il Giorno della Vittoria.

Alla presentazione prenderanno parte i parenti dei partigiani sovietici, rappresentanti dell'Ambasciata d'Italia, delle organizzazioni culturali ed educative della Russia e dell'Italia: l'Associazione Dante Alighieri, la scuola «Italo Calvino», il liceo «Paolo Diacono», il «Fotozentr» di Gogolevskij Boulevard e Dom íumalista.

Testo dal servizio stampa della Biblioteca Statale Russa

La Biblioteca Statale Russa, foto di Vladimir TokarevCC BY-SA 3.0, da Wikipedia.


Parte lunedì 9 aprile la Milano Art Week

Art week

Partirà lunedì la settimana milanese dedicata all’arte moderna e contemporanea, con decine di iniziative in tutta la città

Milano, 6 aprile 2018 – Prende il via lunedì 9 un’intera settimana dedicata all’arte moderna e contemporanea, con inaugurazioni, aperture straordinarie, visite guidate, iniziative speciali e tante mostre da visitare, aperte nelle diverse sedi espositive della città: da Palazzo Reale alla Fondazione Prada, dal Castello Sforzesco al PAC, dalla Triennale al Museo delle culture, coinvolgendo fondazioni e gallerie, enti pubblici e privati.

Un “concerto” di creatività coinvolge artisti italiani come Giosetta Fioroni, Emilio Isgrò, Giovanni Boldini, Franco Mazzucchelli, Vincenzo Agnetti; e artisti da tutto il mondo come Sol Lewitt, Teresa Margolles, Frida Khalo, Jeremy Deller, Jimmie Durham, Barry X Ball. Mostre che narrano di epoche e mondi, come “Post Zang Tumb Tuuum”, che racconta arte, vita e politica in Italia dal 1918 al 1943, oppure “Una tempesta dal Paradiso. Arte contemporanea del Medio oriente e Nord Africa”, progetto del Guggenheim Museum di NY, o anche “Italiana”, che segue il progressivo affermarsi nel mondo del made in Italy attraverso la moda dal 1971 al 2001. Ma anche premi e performance, aperture serali e notturne, incontri e opening aperti a tutta la città.

“Una settimana ricchissima – quasi una festa senza soluzione di continuità – che ruota intorno alla prestigiosa fiera internazionale Miart e che accompagna i milanesi e i sempre più numerosi turisti in visita a Milano in un vero e proprio viaggio al centro della creatività”, dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

Primo appuntamento in ordine cronologico la presentazione alla stampa (il 9 alle ore 12) e l’apertura (l’11 aprile) della mostra “Una tempesta dal Paradiso. Arte contemporanea del Medio oriente e Nord Africa” alla GAM Galleria d’Arte Moderna di via Palestro. Finissage dell’Art Week domenica 15 presso il parco di Citylife con una passeggiata di presentazione delle opere di “Artline”, il progetto (in progress) d’arte pubblica e contemporanea del Comune di Milano, insieme agli artisti che le hanno realizzate.

Come da Comune di Milano.


“Beyond the Castle”: rivivi la Milano rinascimentale di Ludovico il Moro e di Leonardo da Vinci

Castello Sforzesco

Al via al “Beyond the Castle”, per rivivere la Milano rinascimentale di Ludovico il Moro e di Leonardo da Vinci

Un percorso tra reale e virtuale, che permetterà ai giocatori di sfidarsi e allenarsi tra le antiche mura della Torre Falconiera, immergendosi nell’atmosfera, nella bellezza e nelle curiosità di fine ‘400.

Milano, 28 marzo 2018 – Scagliare frecce dall’antica Torre Falconiera in difesa del Castello Sforzesco, confrontarsi con le più sorprendenti invenzioni del genio leonardesco e immergersi nella Milano di Ludovico il Moro non è mai stato così reale. Dal 29 marzo prende il via al Castello Sforzesco “Beyond the Castle”, la nuova esperienza di realtà virtuale interattiva progettata per offrire ai visitatori la possibilità di rivivere ancor più da vicino la storia, il fascino e il patrimonio culturale di uno dei simboli più amati e conosciuti della città meneghina attraverso nuove modalità.

Un’iniziativa realizzata dalla startup italiana Beyond the Gate, che si inserisce nell’ambito delle proposte didattiche e di approfondimento gestite da Opera d’Arte, arricchite con una nuova esperienza unica nel suo genere, pensata per unire storia e conoscenza ad un approccio giocoso e interattivo, destinato a giovani, famiglie, adulti e curiosi, e reso possibile grazie alla tecnologia più innovativa.

Virtuale e reale insieme: “Beyond the Castle” prevede un percorso integrato che inizia attraversando le Merlate del Castello accompagnati da una guida, per poi arrivare all’antica Torre Falconiera, dove i visitatori-giocatori, indossando appositi visori, diventano protagonisti di un’esperienza interattiva di “hyper reality”, muovendosi liberamente nell’ambiente circostante e interagendo con lo stesso, immersi nell’atmosfera di fine ‘400.

Diversamente dalla maggior parte degli esperimenti di realtà virtuale esistenti, Beyond the Gate dà la possibilità di far giocare più utenti contemporaneamente, in modo che possano anche interagire tra loro.

Tolti i visori, il percorso può proseguire dal virtuale al reale con la visita alle collezioni e raccolte civiche nelle sale del Castello Sforzesco, fra cui la meravigliosa Sala delle Asse – dove si può ammirare la celebre decorazione leonardesca realizzata nel 1498 sotto Ludovico il Moro – per poi estendersi attraverso la città di Milano. Attraverso la mappa speciale consegnata ai visitatori-giocatori, si potranno infatti poi visitare anche dal vivo alcuni dei luoghi che compaiono durante l’esperienza: luoghi che rappresentano alcune delle più alte e interessanti testimonianze del Rinascimento italiano e del genio leonardesco a Milano, dalla Biblioteca Trivulziana alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie alla Vigna di Leonardo, al Parco Sempione dove si trovano i resti della Porta del Soccorso, antico accesso al Castello, e della cinta muraria della Ghirlanda.

E per finire, condividendo il tuffo nel passato, c’è anche la possibilità di scattarsi un innovativo “selfie rinascimentale”.

“L’iperrealtà, virtuale o aumentata, è ormai una delle forme attraverso le quali passa una buona parte della conoscenza, soprattutto per i ragazzi – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Non a caso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha recentemente inserito i videogiochi tra le categorie di beni da promuovere, la cui qualità anche estetica può essere riconosciuta al pari di quella di un’opera cinematografica. In particolare, questa esperienza di realtà virtuale, all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, consente di conoscere di più e meglio il patrimonio culturale del Castello Sforzesco e di Milano, avvicinando un pubblico che forse, diversamente, non avrebbe scoperto la sua storia straordinaria e le sue molte ricchezze artistiche”.

I Musei del Castello Sforzesco infatti hanno aderito insieme ad altri musei civici al primo International Game Camp (Milano, 13-15 ottobre 2017) - una manifestazione sostenuta da Fondazione Cariplo Progetto IC Innovazione Culturale per incoraggiare lo scambio tra designer di giochi internazionali ed esperti italiani nel campo del Cultural Heritage - e mettendo a disposizione di giovani gamedesigner oltre 100 immagini di opere del proprio patrimonio (https://www.internationalgamecamp.com/)

“Le nuove generazioni – dichiara Marco Arena, fondatore di Beyond The Gate –  crescono in un mondo digitale dove tutto si muove velocemente e dove rischiamo troppo facilmente di dimenticare il passato delle nostre città. Se nella maggior parte dei casi lo studio della Storia è limitato a un apprendimento passivo con cui i giovani fanno fatica a relazionarsi, dall’altra parte esiste invece un patrimonio culturale ricchissimo di tradizioni, curiosità, personaggi e momenti storici di grande fascino e interesse. Basti pensare agli oltre 20.000 Castelli e Torri presenti in Italia. Per questo con l’esperienza di realtà virtuale di Beyond the Castle abbiamo voluto proporre un cambio di approccio, ridando vita al passato in un luogo straordinario come il Castello Sforzesco”.

Durante tutta l’esperienza di “Beyond the Castle” una voce guida, “Eva”, accompagna l’utente attraverso le diverse fasi alternando sessioni di gioco a racconti storici, quiz e approfondimenti su materiali ripresi direttamente dalle collezioni del Castello Sforzesco, a partire dai quali è stata costruita l’esperienza. In particolare, nella parte finale il giocatore si trova in una ricostruzione del laghetto di Santo Stefano e dei Navigli, nell’attuale via Laghetto, dove dovrà rispondere ad alcune domande scoprendo altre curiosità legate alle fonti presentate precedentemente durante l’allenamento degli arcieri.

Beyond the Gate è una startup tutta italiana, con sede a Milano, composta esclusivamente da giovani professionisti sotto i 30 anni e focalizzata sullo sviluppo di esperienze di edutainment interattive e multigiocatore. Dalle ricostruzioni storiche all’approfondimento scientifico, Beyond the Gate crea mondi tutti da esplorare, in grado di attivare modalità di conoscenza e di apprendimento dinamiche, semplici e divertenti, grazie all’utilizzo delle più innovative tecnologie immersive.

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Milano: Pasqua e Pasquetta ai Musei Civici e alla Fabbrica del Vapore

Cultura

Musei e mostre, le aperture di Pasqua e pasquetta

Il 1° aprile, per “Domenica al museo”, tutti i musei civici aperti con ingresso gratuito

Milano, 28 marzo 2018 – Musei civici e mostre aperte per le vacanze di Pasqua, per consentire ai milanesi rimasti in città e ai moltissimi turisti in visita a Milano un viaggio tra le nostre preziose collezioni e le molte e diverse proposte espositive allestite nelle sedi espositive del Comune.

MUSEI CIVICI

Domenica 1° aprile, giorno di Pasqua, tutti i musei civici saranno aperti con ingresso gratuito per l’iniziativa “Domenica al museo”, che cade ogni prima domenica del mese. Gli orari di apertura sono quelli consueti, tranne che per il MUDEC che estende l’orario serale fino alle 22:30.

Lunedì 2 aprile, invece, resteranno aperti il Museo del Novecento (dalle ore 14:30 alle ore 19:30), la Collezione permanente del MUDEC (dalle ore 9:30 alle 19:30), il Museo d’arte antica e il Museo della Pietà Rondanini al Castello Sforzesco (dalle ore 9:30 alle ore 17:30). Chiusi gli altri musei (i restanti musei del Castello, GAM, Storia naturale, Archeologico, Palazzo Morando, Risorgimento, Acquario, Case museo)

MOSTRE PRESSO LE SEDI ESPOSITIVE DEL COMUNE (PALAZZO REALE, PAC, CASTELLO SFORZESCO, MUDEC)

Domenica 1° aprile, giorno di Pasqua, tutte le mostre nelle sedi espositive del Comune resteranno aperte con gli orari consueti, tranne la mostra “Frida Kahlo” al MUDEC che estenderà l’orario serale fino alle 22:30.

Lunedì 2 aprile (pasquetta): tutte le mostre nelle sedi espositive del Comune saranno aperte eccezionalmente sin dalla mattina alle 9:30 e fino alle 19:30. La mostra “Novecento di carta”, allestita nelle Sale viscontee del Castello, resterà anch’essa aperta a partire dalle ore 9:30 ma fino alle 17:30, con un biglietto speciale ridotto (8 euro) che consentirà di visitare, oltre alla mostra, il Museo d’arte antica e il Museo della Pietà Rondanini.

Come da Comune di Milano.

Fabbrica del vapore

Mostre aperte anche a Pasqua e pasquetta

Ultimo weekend per visitare ‘Che Guevara, tu y todos’ (fino al 2 aprile) e ‘Revolution’ (fino al 4 aprile)

Milano, 29 marzo 2018 – Saranno aperte anche domenica 1 e lunedì 2 aprile le mostre ‘Che Guevara, tu y todos’ e ‘Revolution. Musica e Ribelli 1966-1970, dai Beatles a Woodstock’. Questo sarà l’ultimo weekend per visitare le due esposizioni che da dicembre animano la Fabbrica del Vapore e che saranno visitabili, rispettivamente, fino al 2 e fino al 4 aprile.

Prolunga dunque di un giorno la permanenza di “Che Guevara, tu y todos” (domenica e lunedì, dalle 10 alle 19:30) per approfondire la figura dell’uomo e del personaggio storico a cinquant’anni da quel 9 ottobre 1957 in cui venne assassinato in un piccolo villaggio in Bolivia. La mostra ripercorre gli avvenimenti cruciali e il mito di Ernesto Che Guevara, riscoprendone affetti, ideali e turbamenti, grazie al ricchissimo e in parte inedito materiale di archivio dell’omonimo centro studi cubano e ai linguaggi delle più innovative tecnologie. Ideata e realizzata da Simmetrico Cultura, la mostra è prodotta da Alma, RTV comercial de L’Avana e dal Centro studi Che Guevara e coprodotta dal Comune di Milano, con il patrocinio e la collaborazione scientifica dell’Università degli Studi di Milano e dello IULM. www.mostracheguevara.it

È arrivata invece nella Cattedrale di Fabbrica del vapore il 2 dicembre scorso, direttamente dal Victoria and Albert museum di Londra, “Revolution. Musica e ribelli 1966-1970, dai Beatles a Woodstock” (domenica dalle 10 alle 20 e lunedì dalle 15 alle 20). La mostra racconta le storie, i protagonisti, i luoghi di quel breve e densissimo periodo, tra il 1966 e il 1970, che cambiò per sempre le vite di una generazione intera e, a cascata, quelle di tutti noi. La mostra è promossa e coprodotta da Comune di Milano e Avatar – Gruppo MondoMostreSkira, in collaborazione con il museo londinese. www.mostrarevolution.it

Come da Comune di Milano.


Milano: al PAC la personale di Teresa Margolles

Cultura

Al PAC la personale di Teresa Margolles

Durante l’Art week, dal 10 al 14 aprile, la mostra sarà aperta dalle 9:30 fino alle 22:30 con ingresso ridotto a partire dalle 19. Venerdì 13 aprile performance alle ore 19:30

Milano, 27 marzo 2018 - Dal 28 marzo al 20 maggio 2018 il PAC Padiglione d'Arte Contemporanea presenta la personale di Teresa Margolles, artista messicana nata a Culiacán, Sinaloa nel 1963 che oggi vive e lavora tra Città del Messico e Madrid. Con una particolare attitudine al crudo realismo, l’arte di Teresa Margolles testimonia le complessità della società contemporanea, indebolita dalle allarmanti proporzioni di un crimine organizzato che sta lacerando il mondo intero e soprattutto il Messico, considerato uno dei Paesi più pericolosi al mondo.

Vincitrice del Prince Claus award 2012, Teresa Margolles ha rappresentato il Messico nella 53esima Biennale di Venezia nel 2009 e le sue opere sono state esposte in numerosi musei, istituzioni e fondazioni internazionali, tra cui le Biennali di Dallas (2017) e della Bolivia (2016), il Migros Museum für Gegenwartskunst di Zurigo (2014), il Centro de Arte Dos de Mayo a Madrid (2014), il Museo de Arte Modern di Città del Messico (2011), il Museion di Bolzano (2011), la Kunsthalle Fridericianum a Kassel (2010) e il Los Angeles County Museum of Art (2010).

Promossa dal Comune di Milano | Cultura e prodotta dal PAC con Silvana Editoriale, la mostra è curata da Diego Sileo e si inserisce in una delle quattro linee di ricerca del Padiglione d’Arte Contemporanea, che vede protagonisti i grandi nomi del panorama artistico internazionale in vista delle settimane in cui Milano diventa vetrina mondiale con miart e il Salone del Mobile.

In occasione di Miart e Art week, infatti, venerdì 13 aprile alle ore 19:30 l’artista presenta una performance tributo a Karla, prostituta transessuale assassinata a Ciudad Juárez (Messico) nel 2016. Un gesto forte, che lascerà una ferita aperta sui muri del PAC e vedrà protagonista Sonja Victoria Vera Bohórquez, una donna transgender che si prostituisce a Zurigo.

Per tutta la settimana dal 10 al 14 aprile inoltre il PAC resta aperto fino alle 22:30 con biglietto ridotto € 4 a partire dalle 19, e organizza due visite guidate gratuite: giovedì 12 marzo alle ore 19 e domenica 15 marzo alle 18, con il curatore della mostra.

“Durante l'Art week, la settimana che Milano dedica all’arte moderna e contemporanea con moltissime iniziative diffuse in tutta la città, Teresa Margolles sarà al PAC con una performance tributo a una delle vittime dei racconti di dolore e morte testimoniate nelle sue opere - dichiara l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. L'attenzione al linguaggio performativo è infatti una delle cifre del PAC, sempre più attento a intercettare le tendenze della produzione artistica internazionale, di cui Teresa Margolles è ormai un’interprete affermata in tutto il mondo".

Con una grammatica minimalista, ma di forte impatto e quasi prepotente sul piano concettuale, le 14 installazioni di Margolles in mostra al PAC esplorano gli scomodi temi della morte, dell'ingiustizia sociale, dell'odio di genere, della marginalità e della corruzione generando una tensione costante tra orrore e bellezza.

Formatasi in medicina legale, Teresa Margolles ha lavorato per dieci anni con il collettivo SeMéFo (Servicio médico forense), fondato nel 1990 a Città del Messico, che denunciava la violenza sistematica nella società contemporanea. Studiando a fondo le dinamiche scaturite dalla violenza e le conseguenze che la paura ha prodotto nella società, ha vissuto in prima persona ciò che la guerra al narcotraffico ha causato alla città e ai suoi abitanti, la distruzione del tessuto urbano, architettonico e sociale.

Nella sua arte le tracce di questi scenari violenti diventano narrazione. All’interno degli obitori, come per le strade, l’artista raccoglie gli ultimi elementi di vita - oggetti, materiali, frammenti di edifici e fluidi corporei - se ne appropria e li trasporta negli spazi espositivi.

Di fronte alle opere di Teresa Margolles si ha la sensazione di assistere ad un gioco di forze brutali, non di certo invisibili, che provocano morte e dolore, spezzano corpi e legami (gli stessi corpi lacerati evocati dall’opera51 cuerpos 2010), ma producono anche nuove relazioni sociali e nuove metafore del potere. L’intento dell’artista è quello di volere esplorare la violenza, nella sua accezione di “atto politico”, ma anche gli effetti individuali e sociali di molti orrori attuali, come la tragica e costante sparizione di donne in diverse città messicane - tra le quali la ormai nota Ciudad Juarez - raccontata dall’operaLa búsqueda (2014) presentata al PAC nella sua interezza per la prima volta in Italia.

La smisurata quantità dei prodotti della violenza raccontati dall’artista messicana – il dolore, i morti, i corpi sfigurati, la crudeltà, l’impunità, il terrore, l’odio – converte la ricerca dell’artista in una vera e propria sfida. La rappresentazione della morte, in chiave più diretta come nell’operaPapeles (2003) o in chiave più metaforica come inVaporización(2002) installata al PAC in una nuova versione, costituisce un tema cupo. A dominare èspesso l’impulso di arretrare al cospetto di esperienze a dir poco impensabili, come quelle raccontate quotidianamente dal giornale messicanoPM (2010) che in copertina affianca annunci pubblicitari a sfondo sessuale ad immagini di morti violente.

La drammaticità delle opere di Margolles assedia e travolge lo spettatore con la crudezza dei suoi significati e delle sue immagini, ma lo affascina anche sotto forma di lussuosi e preziosi gioielli (Joyas, 2007) dal macabro contenuto.

Per avvicinare, coinvolgere e sensibilizzare il pubblico rispetto alle tematiche trattate dal lavoro dell’artista, il PAC organizza come di consueto una serie di attività didattiche: visite guidate gratuite per il pubblico il giovedì alle 19 (con biglietto ridotto € 4) e la domenica alle 18, anche con special guest, e programmando una serie di attività tra workshop e incontri. Sul sito del PAC il programma completo.

Accompagna i visitatori tra le opere una guida alla mostra gratuita, curata da Francesca Guerisoli, docente di Arte e Architettura e Linguaggi della Fotografia presso l'Università di Milano-Bicocca, che da tempo si occupa del rapporto dell'arte con la dimensione sociale e politica. La guida analizza le opere in mostra fornendo ai visitatori uno strumento indispensabile, con approfondimenti sul tema del femminicidio e un confronto tra Italia e Messico rispetto ai dati della violenza di genere.

La mostra è realizzata con il sostegno di TOD’S, sponsor dell’attività espositiva del PAC, con il contributo di Alcantara e Cairo Editore e con il supporto di Vulcano.

Il catalogo è pubblicato da Silvana Editoriale.

PROJECT ROOM — in occasione della mostra il PAC ospita nella project room un focus sull’opera videoMum, I’m sorry (2017) di Martina Melilli a cura di Chiara Agnello, un progetto di Careof e Sky Academy, in collaborazione con Sky Arte HD e in partnership con il Museo del Novecento a sostegno della scena artistica italiana. L’opera, vincitrice di ArteVisione 2017 e collegata ai temi trattati dall’arte di Teresa Margolles, sarà lo spunto per due laboratori al PAC aperti al pubblico, incentrati sul valore degli oggetti e sul loro potere narrativo, e realizzati a seguito di una visita guidata alla mostra YA BASTA HIJOS DE PUTA.

Come da Comune di Milano.


Milano: il capolavoro di Giovanni Bellini “Paliotto Barbarigo” nella mostra su Dürer

Palazzo Reale

“Dürer e il rinascimento tra Germania e Italia”: da oggi il capolavoro di Giovanni Bellini “Paliotto Barbarigo” potrà essere ammirato nel percorso della mostra

Milano, 26 marzo 2018 - Come annunciato in apertura della grande mostra “Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia”, aperta a Palazzo Reale fino al prossimo 24 giugno, è stato allestito ieri nella prima sala del percorso il capolavoro di Giovanni Bellini (1430 – 1516), “Paliotto Barbarigo”, che da oggi i visitatori potranno ammirare nella sua versione originale.

L’olio su tela che il maestro italiano dipinse nel 1488, custodito a Murano presso la Chiesa di San Pietro Martire, era stato commissionato a Bellini dal doge in occasione della sua elezione; la sua presenza in mostra è stata fortemente voluta dai curatori non solo per il suo valore artistico, ma anche per la valenza fondamentale del dipinto nel percorso di confronto con gli artisti protagonisti del Rinascimento tedesco e italiano, che rimane uno degli obiettivi narrativi principali della mostra. L’esposizione di Palazzo Reale racconta al visitatore infatti non solo l’arte di Albrecht Dürer, ma anche il quadro dei rapporti artistici che si stabilirono tra nord e sud Europa verso la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento.

Così ricorda il rapporto tra i due artisti Bernard Aikema, curatore della mostra: “A Venezia, nel 1505-1507, Albrecht Dürer rispettava ed ammirava un pittore in particolare: l’ormai vecchio ma ancora attivissimo caposcuola lagunare Giovanni Bellini. Per la sua epocale pala del Rosario – prosegue Aikema – il giovane pittore tedesco prese come esempio, per l’appunto, uno dei grandi capolavori di Bellini, il dipinto votivo per il Doge Barbarigo, ora nella chiesa di San Pietro Martire di Murano, che siamo felici e orgogliosi di presentare in mostra.”

Poiché il dipinto giunge a mostra avviata, il Comune di Milano, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura ricordano, come segnalato presso la biglietteria fin dall’apertura, la possibilità - per chi avesse già visitato la mostra nei giorni scorsi - di ritornare gratuitamente in mostra per ammirare anche quest’opera, esibendo il biglietto d’ingresso originario timbrato su richiesta del visitatore dalla biglietteria stessa in occasione della prima visita.

Come da Comune di Milano.


Milano: nel centenario del primo conflitto mondiale, una mostra racconta il contributo di Milano al Paese

Palazzo Morando

Nel centenario del primo conflitto mondiale, una mostra racconta il contributo di Milano al Paese

Milano, 20 marzo 2018 – Fino al 15 luglio, a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, in via Sant’Andrea 6, una mostra storico-documentaria racconta, nel centenario della fine del primo conflitto mondiale, l’enorme impegno e il contributo che il Comune e i suoi cittadini offrirono al Paese in uno dei momenti più difficili della sua storia.

Allestita nelle sale espositive al piano terra del Palazzo, “Milano e la Prima Guerra Mondiale. Caporetto, la Vittoria, Wilson” – questo il titolo completo della mostra – è curata da Barbara Bracco ed è a ingresso gratuito.

“Il Novecento Italiano è stato un secolo di straordinaria complessità culturale e sociale – afferma l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. In particolare, il primo ventennio ha rappresentato per Milano una palestra di orgoglio, solidarietà, spirito di iniziativa e creatività, come dimostra questa mostra documentando gli sforzi e la generosità del Comune e dei milanesi nel difficile percorso della ripresa del primo dopoguerra. Un periodo in cui Milano era già perfettamente in grado di fare squadra tra pubblico e privato, in una logica di condivisione che costituisce da sempre la cifra della milanesità”.

Enti pubblici e privati hanno messo a disposizione archivi e collezioni, documenti e materiali fotografici, in parte inediti, per un itinerario espositivo che inizia con la rotta di Caporetto dell’ottobre 1917, prosegue fino alla vittoria il 4 novembre 1918 e si conclude con la visita del presidente americano Woodrow Wilson nel gennaio del 1919 quando, oltre alla complessa elaborazione del lutto, Milano dovette confrontarsi con i nuovi scenari politici nazionali e internazionali.

Dopo Caporetto, il fronte si fermò sulla linea del Piave ma Milano si trovò in prima linea nell’assistenza ai feriti e nella mobilitazione industriale, ambiti in cui fin dall’inizio del conflitto aveva prodigato il proprio contributo.

Lungo il percorso espositivo – tra manifesti, fotografie di angoli della città, di ospedali e di fabbriche – emerge l’immagine di una Milano in piena espansione industriale ed economica, con una popolazione che, alla vigilia della guerra, si avvia ai 700.000 abitanti. Un capoluogo in grado di proporre una nuova forma di solidarietà a partire dall’assistenza ai soldati: ospedali specializzati precursori della moderna ortopedia, centri e luoghi di incontro come le Case del soldato, punti di ristoro, case per i feriti e per le loro famiglie.

Lo sforzo – come sarà documentato – fu anche economico. Le spese effettive sostenute dal Comune di Milano passarono infatti, nel corso della guerra, da 61 milioni di lire nel 1914 a quasi 94 milioni nel 1918. Come sostenne il sindaco Emilio Caldara, il conflitto pesò complessivamente sulle casse civiche per quasi 85 milioni di lire.

Per far fronte all’accoglienza e all’assistenza degli emigranti italiani rimpatriati nell’estate 1914 e dei profughi, che subito dopo la rotta di Caporetto approdarono a Milano dalle zone invase dal “nemico” (in tutto oltre 100mila persone), la città e la giunta riformista del sindaco Caldara seppero guidare una sollecita ed efficiente sinergia tra istituzioni pubbliche e associazioni private.

Come da Comune di Milano.