A Palazzo Morando gli abiti da star di Rosanna Schiaffino

Cultura

A Palazzo Morando gli abiti da star di Rosanna Schiaffino raccontano la sua vita privata e la sua carriera cinematografica

Abiti, tessuti, ricami, grandi firme e film si intrecciano con la vita privata dell’attrice in un racconto che si dipana dalla fine degli anni Cinquanta per arrivare al Duemila, ripercorrendo non solo le sue scelte in fatto di moda, ma anche la sua carriera di attrice, segnata da collaborazioni con registi come Rossellini, Lattuada, Rosi, Minnelli e tanti altri.

Milano, 30 dicembre 2018 – Palazzo Morando | Costume Moda Immagine presenta al pubblico il prezioso guardaroba dell’attrice Rosanna Schiaffino, recentemente entrato a far parte delle collezioni del Museo. Il progetto espositivo, promosso dal Comune di Milano-Cultura e curato da Enrica Morini e Ilaria De Palma, racconta attraverso gli abiti e la figura di Rosanna Schiaffino non solo i momenti più significativi della recente storia della moda, ma anche il modo di presentarsi al pubblico di una star del cinema degli anni ’60 e quello privato di una signora dell’alta società milanese degli anni ’80 e ’90.

In programma nelle sale del Palazzo fino al 29 settembre 2019, con ingresso libero, “Rosanna Schiaffino e la moda. Abiti da star” espone oltre quaranta abiti di alta moda e prêt-à-porter delle più importanti firme del secondo Novecento. Abiti, tessuti, ricami, grandi firme e film si intrecciano con la vita privata dell’attrice in un racconto che si dipana dalla fine degli anni Cinquanta per arrivare al Duemila, ripercorrendo non solo le sue scelte in fatto di moda, ma anche la sua carriera di attrice, segnata da collaborazioni con registi come Rossellini, Lattuada, Rosi, Minnelli e tanti altri. Fotografie di scena e di backstage, oltre che immagini tratte dai suoi album personali, messe generosamente a disposizione dalla famiglia, contribuiscono a ricrearne la figura.

Gli anni della Hollywood sul Tevere sono rappresentati dalle sartorie di alta moda fra le più importanti del periodo: da Federico Forquet, creatore del giacchino indossato da Rosanna Schiaffino in occasione delle sue nozze con Alfredo Bini, pigmalione dell’immagine della star, a Germana Marucelli, autrice tra gli altri di uno straordinario modello Totem completamente ricamato.

Negli anni Settanta è la novità del prêt-à-porter ad affascinare l’attrice, che nelle collezioni di Saint Laurent Rive Gauche sceglie capi iconici come lo smoking, la sahariana, fino ai caftani.

Il matrimonio con Giorgio Falk corrisponde al ritiro dalla scena e segna da un lato un ritorno alla haute couture e agli spettacolari modelli di Valentino e Gianfranco Ferré, dall’altro la scoperta del prêt-à-porter degli stilisti italiani, quello che rappresentò il periodo di maggior successo e creatività del Made in Italy.

La sezione cinema, curata da Elena Gipponi, è stata realizzata grazie al supporto dell’Università IULM.

Il catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, esplora il rapporto di Rosanna Schiaffino con la moda e la sua carriera cinematografica e costituisce una preziosa occasione per studiare tessili e ricami di un trentennio di grandi eccellenze industriali e artigianali italiane.

 

Come da Comune di Milano.


Roma: incontro "Arte Moda Cinema attraverso l'Archivio della Fondazione Micol Fontana"

"Incontri in mostra" alla Galleria d'Arte Moderna - Roma, 6 novembre ore 17.00

Martedì 6 novembre 2018 ore 17.00-18.00

Galleria d’Arte Moderna di Roma - Via Francesco Crispi, 24

Arte Moda Cinema attraverso l'Archivio della Fondazione Micol Fontana

A cura della Fondazione Micol Fontana. Introducono Arianna Angelelli (Sovrintendenza) e Daniela Vasta (Sovrintendenza)

L'incontro sarà preceduto alle 16.00 da una visita guidata alla mostra Roma città moderna. Da Nathan al Sessantotto
Presentate oltre 180 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima e/o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline, in una rilettura ideale della cultura artistica di Roma

 

Info:

Galleria d’Arte Moderna di Roma

Via Francesco Crispi, 24

Visita gratuita e incontro gratuiti con ingresso a pagamento del biglietto d’entrata alla mostra

Gratis con la MIC card

060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00)

www.museiincomune.itwww.galleriaartemodernaroma.it

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


Milano: mostra "Ricami di luce"

Palazzo Morando

“Ricami di luce” mette in mostra 200 anni di storia della moda attraverso la tecnica del ricamo con paillettes

Prosegue al piano terra dello stesso museo la mostra fotografica “Milano, storia di una rinascita. 1943–1953 dai bombardamenti alla ricostruzione”, in programma fino al 12 febbraio

Milano, 14 dicembre 2016 – Apre al pubblico domani, al primo piano di Palazzo Morando|Costume Moda Immagine in via Sant’Andra 6, la mostra “Ricami di luce. Paillettes nella moda di Palazzo Morando 1770-2004”, promossa da Comune di Milano|Cultura, Direzione Musei Storici e realizzata da Opera d’Arte, a cura di Gian Luca Bovenzi, Barbara De Dominicis e Ilaria De Palma.

L’esposizione propone per la prima volta un percorso centrato su una tecnica particolare: il ricamo con paillettes e lustrini. Un viaggio tra nobili metalli e luce che dal 15 dicembre sino al 2 luglio è possibile intraprendere nelle sale espositive di Palazzo Morando, dove si può ammirare l’evoluzione di questa particolare tecnica dal 1770 sino al 2004.

Le sale del primo piano accolgono circa venti abiti, molti dei quali inediti, che rappresentano una piccola ma preziosa selezione degli oltre 4000 pezzi della collezione civica di abiti conservati a Palazzo Morando.

Attraverso l’esposizione di abiti, femminili e maschili, è possibile ripercorrere la storia dei preziosi dischetti, della loro lavorazione - dall’utilizzo del metallo nei secoli passati, alle diverse e numerose varianti novecentesche (prima in gelatina animale, poi in cellulosa e in PVC o in materiali sintetici) – e di oltre duecento anni di storia della moda.

È infatti molto antica la consuetudine di decorare e impreziosire le vesti cucendovi sopra monete d’oro. Da questa tradizione nascono le paillettes che, almeno dal Trecento e con diversi nomi (magete, tremolanti, lustrini, bisantini, ecc), percorrono la storia della moda e del costume.

Ad aprire il percorso sono alcuni rari abiti settecenteschi che attestano il fantasioso e abbondante uso dei dischetti in metallo (soprattutto argento e argento dorato, ma anche rame) sia per la donna che per l’uomo. Un simbolo di ricchezza che, nell’abbigliamento maschile, viene lentamente abbandonato nel corso dell’Ottocento, per rimanere solo nei settori più tradizionali, come l’abbigliamento religioso, le uniforme civili e gli abiti di corte.

Quasi sparite nell’uomo, paillettes e lustrini saranno prerogativa soprattutto delle donne, impiegate negli abiti di corte – come dimostra la veste esposta che si dice appartenuta a Elisa Baiocchi, sorella di Napoleone – e per l’abbigliamento, rappresentato in mostra da una ventina di pezzi che ricoprono oltre un secolo: dalle ricche e opulente vesti “belle époque” alla misteriosa ed eterea ‘donna-serpente’ degli anni Venti, fino alla ‘donna-diva’ degli anni Cinquanta.

Paillettes che vengono rilette in chiave più dinamica, innovativa e fantasiosa negli anni Sessanta, le cui forme più veloci, meno costruite e artificiose, rimandano al nuovo modello sociale e a un nuovo modo, più ironico e leggero, di interpretare non solo le paillettes ma il ricamo in generale. Un gusto scenico e teatrale che continuerà anche negli anni Settanta e Ottanta, quando vengono sfruttate appieno le loro potenzialità decorative grazie alle continue scoperte e invenzioni relative ai materiali impiegati e al modo di applicarle sul tessuto. Ricerche che continuano fino ai nostri giorni, come dimostra il ricco abito di Roberto Cavalli che chiude l’esposizione.

L'esposizione è accompagnata dal catalogo Galaad Edizioni (Milano 2016).

Mentre prosegue al piano terra di Palazzo Morando la mostra fotografica “Milano, storia di una rinascita. 1943–1953 dai bombardamenti alla ricostruzione”, in programma fino al 12 febbraio.

RICAMI DI LUCE

Ingresso con biglietto del museo

Orari: da martedì a domenica, dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 14 alle 17:30

Come da Comune di Milano.

 


Milano: “Gioielli alla moda”, storia del bijou dal dopoguerra ad oggi

Cultura

Con “Gioielli alla moda” Palazzo Reale ospita la storia del bijou dal dopoguerra ad oggi

Con cinquecento oggetti esposti, realizzati dai più celebri maestri bigiottieri, la mostra è la più completa esposizione sul bijou italiano mai realizzata con un’interpretazione critica innovativa

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Milano, 7 novembre 2016 – Da domani al prossimo 20 novembre, Palazzo Reale ospita nelle Sale degli Arazzi la mostra “Gioielli alla moda”. Cinquecento gioielli, pensati e realizzati dal Dopoguerra a oggi, definiscono lo specchio estetico di una società in evoluzione, le conquiste e le ambizioni femminili, le temperie dello stile e il progresso tecnologico.

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Nel Medio Evo le donne vestivano meglio degli uomini

3 Maggio 2016
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Nel Medio Evo, le donne avrebbero portato vestiti di qualità migliore di quella degli uomini: queste le conclusioni della ricerca di Chrystel Brandenburgh, dell'Università di Leida, che difenderà il 10 Maggio la sua tesi di dottorato.
Chrystel Brandenburgh ha studiato i vestiti dal 400 al 1000 d. C., verificando pure molte variazioni regionali nell'uso dei tessuti. Lo studio si è soffermato sui Paesi Bassi, un'area in precedenza poco toccata dalla ricerca in merito.
Nelle tombe è possibile pure notare diversi strati di vestiti, ma purtroppo dai resti non è possibile azzardare ipotesi su forma e taglio. Ad ogni modo, ci forniscono informazioni sulle persone sepolte e sulla loro condizione.
Link: AlphaGalileo via Universiteit Leiden
Geografia dei Paesi Bassi, 800 d. C., da WikipediaCC BY-SA 3.0 (RACM & TNO - RACM & TNO. Developed for the Nationale Onderzoeksagenda Archeologie www.noaa.nl).


Il guardaroba del relitto di Texel relativo alla corte di Enrichetta Maria di Borbone-Francia

20 Aprile 2016
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Il guardaroba ritrovato nel relitto vicino Texel apparterrebbe alla corte reale della Regina Inglese Enrichetta Maria di Borbone-Francia (1609-1669), che nel Marzo del 1642 viaggiava in missione segreta nei Paesi Bassi. Una delle navi che trasportavano i suoi bagagli allora affondò nel Mare dei Wadden.
L'ormai celebre gonna in seta sarebbe appartenuta a Jean Kerr, Contessa di Roxburghe (circa 1585-1643), una delle due dame di compagnia. Lo stile e la dimensione della gonna indicano che apparteneva a lei, la più anziana delle due.
Ufficialmente, la missione nei Paesi Bassi riguardava l'arrivo dell'allora undicenne Maria Enrichetta Stuart alla corte di Guglielmo II d'Orange, futuro stadtholder: i due si erano sposati l'anno prima. Il vero scopo del viaggio era però quello di vendere i gioielli della corona per comprare armi, all'epoca della Guerra Civile Inglese.

Il matrimonio da Guglielmo II d'Orange e Maria Enrichetta Stuart, 1641. Credits: Rijksmuseum
Il matrimonio da Guglielmo II d'Orange e Maria Enrichetta Stuart, 1641. Credits: Rijksmuseum

Il riferimento all'affondamento è presente in una lettera , datata 17 Marzo 1642, e spedita da Elisabetta Stuart (1596-1662), cognata di  Enrichetta Maria di Borbone-Francia, a Sir Thomas Roe.

Link: AlphaGalileo via Universiteit van Amsterdam (UVA)
Enrichetta Maria di Borbone-Francia, di Anthony van Dyck - San Diego Museum of Art, da WikipediaPubblico Dominio (Upload: Sir Gawain).


Straordinari reperti da un relitto del diciassettesimo secolo a Texel

18 Aprile 2016

Credits: Kaap Skill
Credits: Kaap Skill

Dal relitto di una nave del diciassettesimo secolo, presso Oudeschild (vicino Texel nel Mare dei Wadden), si sono recuperati straordinari reperti, come una lussuosa gonna, appartenuta ad aristocratici e forse persino a reali. Tra gli altri reperti, un mantello, calze, un corsetto in seta e raso con fili d'argento e oro.
Tra gli altri oggetti: ceramiche dall'Italia, un calice d'argento dorato, profumi da Grecia e Turchia, copertine di libri con lo stemma della casa reale degli Stuart.
I reperti sono oggetto di una mostra, "Garde Robe", aperta al pubblico dal 14 Aprile (e fino al 16 Maggio), presso il Museo Kaap Skil a Texel.

Link: AlphaGalileo via Universiteit van Amsterdam (UVA)


Roma, incontro sulla moda fine '700: Vestivamo "Stile Impero"

VESTIVAMO “STILE IMPERO”

Riflessioni sulla ‘Rivoluzione’ della moda di fine ‘700, attraverso il dipinto di Antonio Canova: La famiglia Vitali

a cura di Pina Di Michele

sabato 20 febbraio 2016, ore 10.30

Museo di Roma Palazzo Braschi

presso la sala del Museo che ospita l'opera in oggetto

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Si può leggere la storia nelle pieghe di un abito? Certamente, e non soltanto in termini di moda e di costume. Quello che ascolteremo va oltre il racconto stilistico, per aprire i nostri occhi e il nostro cuore su una storia più ampia e affascinante. La grande storia vista attraverso la vita quotidiana dei suoi protagonisti.

Il Museo come luogo familiare in cui ritornare e nel quale sentirsi ‘a casa’.

Questo lo spirito che anima la stagione di incontri con il pubblico, promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che prosegue con l’appuntamento di sabato 20 febbraio “VESTIVAMO STILE IMPERO. Riflessioni sulla ‘Rivoluzione’ della moda di fine ‘700, attraverso il dipinto di Antonio Canova: La famiglia Vitali” nelle sale del Museo di Roma Palazzo Braschi.

Canova raffigura l’incisore bergamasco Pietro Maria Vitali (1756-1830) e la sua famiglia. Il Vitali è ritratto in piedi in un atteggiamento protettivo verso i due figlioletti che, vivaci e impazienti, si tendono ad afferrare il ninnolo offerto dalla madre, vestita con un abito leggero ed elegante e colta in una posa  enfatica, quasi danzante.

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Minute decorazioni in oro di epoca Tudor dal Tamigi

24 Dicembre 2015
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Un tesoro, costituito da minuscole decorazioni in oro, è stato ritrovato nel Tamigi. Le si suppone relative a vestiti, o più probabilmente a un cappello (per la maggiore facilità di volar via), di epoca Tudor.
Per la precisione, si tratta di dodici reperti risalenti agli inizi del sedicesimo secolo, ritrovati da otto diverse persone negli ultimissimi anni. I motivi delle decorazioni sono ad anello o a corda, e dimostrano una grande abilità nella realizzazione.
Link: The Guardian; Daily Mail; The History Blog; Lonely Planet
Mary Neville e suo figlio Gregory Fiennes (1559), dipinto di Hans Eworth (Hans Eworth (circa 1520–1574?) - Scanned from Hearn, Karen, ed. Dynasties: Painting in Tudor and Jacobean England 1530-1630. New York: Rizzoli, 1995. ISBN 0-8478-1940-X), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da PKM.
 


L'industria della moda e il viola sintetico

1 Dicembre 2015
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Prima del diciannovesimo secolo, il colore viola si otteneva con difficoltà e il suo utilizzo era perciò normalmente limitato ai reali, ai quali era dunque associato. Con la scoperta di diversi coloranti sintetici viola a quel tempo, tutto cambiò, e tessuti viola divennero maggiormente disponibili e più abbordabili.
Con moderne tecniche di analisi, un nuovo studio ha esaminato quattro vestiti dell'epoca. Tre erano Inglesi e utilizzavano violetto metile (e uno di loro fu creato appena 4 anni dopo l'invenzione del pigmento). Il quarto vestito, di origine australiana, era in malva di Perkin, il primo colore sintetico viola, prodotto per appena dieci anni, ma il vestito risale a vent'anni dopo la sostituzione del pigmento. Il quadro che ne risulta è quello di un'industria della moda del diciannovesimo secolo particolarmente dinamica.
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