L’Arte di donare. Nuove acquisizioni del Museo Archeologico di Firenze

L’esposizione presenta una raccolta di opere di arte e artigianato antico acquisite in anni recenti dal Museo Archeologico nazionale di Firenze grazie a donazioni, cessioni, prelazioni e all’attività dei Nuclei di Firenze e di Roma del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale.

Testa-ritratto maschile, marmo bianco, fine II secolo d.C

Un consistente insieme di ben 126 tra amuleti, mummie, statuette e ushabti egizi (le piccole figurine “che rispondono” al posto del defunto, chiamato ai lavori agricoli nell’Aldilà), pregevoli sculture romane in marmo, bellissimi vasi figurati di produzione greca, magnogreca, etrusca e italica, lucerne siro-palestinesi, capitelli tardomedievali, reperti in oro, bronzo, legno, faïence, vetro e piombo, oggetti di uso quotidiano, religioso e funerario, nonché un gruppo di volumi antichi, cui si aggiungono due ricostruzioni moderne di manufatti greci.

Ushabti egizio in terracotta dipinta

Tutte opere che arricchiscono ulteriormente le collezioni d’arte che fanno del Museo Archeologico Nazionale di Firenze il più grande e più importante museo archeologico d’Italia a nord di Roma.

Una parte notevole delle opere esposte è rappresentata dalle due donazioni di Giuseppe Colombo (2016 e 2017), che si aggiungono al primo lotto già acquistato dal Museo fiorentino nel 2012, riunificando la sua collezione di arte magnogreca in un’unica sede museale.

Nestoris lucana del Pittore di Roccanova - 360-340 a.C.

Fondamentale l’apporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che con ammirevole senso civico segnalò, anni fa, all’allora Soprintendenza Archeologia, l’esistenza, nella sua pregevole collezione d’arte, di alcune sculture antiche, prontamente cedute al Museo grazie all’intervento del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale – Nucleo di Firenze: un bellissimo busto romano, copia del Satiro in Riposo di Prassitele, un raro e peculiare sarcofago la cui forma speciale e i cui motivi decorativi (leogrifi e candelabri) rivelano l’appartenenza a un adepto della religione orfico-pitagorica, e due capitelli corinzi tardomedievali di ambito senese.

A donazioni private e all’attività del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale – Nucleo di Roma si deve l’acquisizione dei reperti egizi, dei volumi antichi e del cratere etrusco a figure rosse, dono di Richard C. Bronson, studente americano che negli anni immediatamente precedenti l’alluvione studiava Etruscologia a Firenze. Da uno scambio, particolarmente vantaggioso per il Museo Archeologico, con l’Akademisches Kunstmuseum, il Museo d’arte dell’Università di Bonn, è giunta la parte mancante di una rara coppa figurata, che ha permesso di integrare il vaso e la scena su di esso dipinta.

Kelebe etrusca prod. Volterra, Pittore di Hesione attr. - fine del IV

Tramite acquisto per diritto di prelazione esercitato dallo Stato italiano è invece entrato nelle collezioni museali il bel ritratto romano in marmo, di un personaggio di rango del II sec. d.C.

Completano la serie due doni speciali che sorprenderanno anche i giovani nel corso delle consuete attività didattiche del museo: un perfetto modellino di una nave pentekonteros (con 50 rematori, come quella di Teseo raffigurata sul celebre Vaso François), realizzato da Giancarlo Tanzilli, esperto modellista e studioso di marineria antica, e la ricostruzione di un aulos, il celebre strumento musicale a due canne, copia di un esemplare di età ellenistica oggi al Museo del Louvre, realizzato da Francesco Landucci, esperto nella ricostruzione di strumenti antichi e nel recupero di sonorità perdute.

Kylix prod. apula, Pittore di Ganimede attr. 330-320 a.C.

La mostra, illustrata da pannelli e didascalie in italiano e inglese, è stata realizzata con fondi ministeriali e con il prezioso contributo di un donatore privato Olismera/Egolio, l’azienda italiana dei fratelli Giuseppe e Guido Teti, specializzata nella ricerca e nella creazione di nutraceutici, cioè alimenti funzionali e cosmetici basati su estratti di piante e frutti autoctoni dell’area mediterranea della Magna Grecia. Sostegno economico quanto mai appropriato, visto il tema prevalente della mostra, che ancora una volta sottolinea la fondamentale importanza, oggi, della sinergia tra soggetti pubblici e privati, che integrano i loro sforzi e il loro impegno per la migliore riuscita delle iniziative culturali.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo scientifico interamente a colori, edito dai curatori della mostra e pubblicato da Polistampa (Firenze), che illustra ciascuna opera con schede redatte da ventuno studiosi ed esperti.

Museo Archeologico nazionale di Firenze fino al 10 marzo 2019


Firenze, Egitto: ricostruzione forense del volto di Kent

27 - 28 Agosto 2015
Museo_archeologico_nazionale,_ingresso_01
Il dott. Matteo Borrini, antropologo forense della Liverpool John Moores University (LJMU), ha ricostruito il volto della mummia nota come Kent, la più antica ad essere preservata nel Museo Egizio di Firenze. Kent era una persona di alto rango vissuta ai tempi della XVIII Dinastia. Il busto è visibile nei link.
https://twitter.com/maf_firenze/status/454186060357332992
Link: News.Cision via Liverpool John Moores University (LJMU); Phys.org.
Entrata del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Sailko.
 


Museo Archeologico Nazionale di Firenze Proroga Mostra Piccoli Grandi Bronzi e chiusure durante il periodo estivo

25 Giugno 2015

Museo Archeologico Nazionale di Firenze Proroga Mostra Piccoli Grandi Bronzi e chiusure durante il periodo estivo

In conseguenza del successo di pubblico, visitata da una media di oltre 10.000 persone al mese, la Mostra Piccoli Grandi Bronzi - Capolavori greci, etruschi e romani delle collezioni mediceo-lorenesi verrà prorogata fino al 31 Agosto 2015.