Governare Roma: le istituzioni capitoline all'epoca della Repubblica Romana Roma, 1849. Il sogno della Repubblica nella città dei papi Museo della Repubblica romana e della memoria garibaldina

Conferenza "Governare Roma: le istituzioni capitoline all'epoca della Repubblica Romana"

Nel 170° anniversario della proclamazione della Repubblica Romana del 1849,

4° incontro del ciclo di conferenze “Roma, 1849. Il sogno della Repubblica nella città dei papi” dal titolo

 

Governare Roma:

le istituzioni capitoline all'epoca della Repubblica Romana

a cura di Laura Francescangeli

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Sabato 27 aprile 2019 ore 16.00

Governare Roma: le istituzioni capitoline all'epoca della Repubblica Romana Roma, 1849. Il sogno della Repubblica nella città dei papi Museo della Repubblica romana e della memoria garibaldinaIl ciclo di conferenze “Roma, 1849. Il sogno della Repubblica nella città dei papi” affronta il suo quarto appuntamento dal titolo Governare Roma: le istituzioni capitoline all'epoca della Repubblica Romanain programma al Museo della Repubblica romana e della memoria garibaldina sabato 27 aprile alle 16.00, a cura di Laura Francescangeli.

Nel nuovo Consiglio comunale di Roma, insediato da Pio IX il 24 novembre 1847, accanto alla principale componente aristocratica ed ecclesiastica, si faceva largo una nuova classe di governo cittadino, laica e borghese, colta e civilmente impegnata, pronta a cimentarsi nella riforma organizzativa di settori gestionali e di servizio. Erano così trasferite, finalmente, dagli organi del potere governativo ed ecclesiastico al Municipio, le aree decisionali più direttamente qualificanti la qualità e la quotidianità della vita degli abitanti di Roma.

Il governo provvisorio guidato da Carlo Armellini proseguì sulla strada dell’allargamento delle basi sociali dello stato, considerando la democratizzazione delle strutture rappresentative e amministrative come l’unica strada che avrebbe consentito di non arretrare ma consolidare le riforme conquistate durante la stagione liberale di Pio IX.

Come ciò si sarebbe realizzato nell’apparato del governo locale della Capitale era questione di massima importanza e a Roma, fra il 30 aprile e l’ultima epica battaglia del 30 giugno, sarà giocata la partita militare decisiva delle sorti della Repubblica, fidando la difesa della città sul funzionamento di una macchina amministrativa municipale capace di fornire i necessari supporti logistici di rifornimento e resistenza ai combattenti, oltre che in grado di governare i gravi problemi di ordine pubblico posti dall’assedio francese, facendo fronte alla sussistenza ed al soccorso della popolazione civile.

Il nuovo Consiglio comunale repubblicano, eletto il 19 aprile, sarà così soprattutto l'assemblea di un vasto ceto di borghesi: medici, avvocati, ingegneri e architetti, mercanti di campagna, banchieri, negozianti e commercianti: tra questi anche Angelo Brunetti, il popolare Ciceruacchio. E nell'aula – ove troviamo una consistente pattuglia di attivi militanti democratici (Mattia Montecchi, Pietro Sterbini, Felice Scifoni, Nino Costa, Alceo Feliciani) – risuoneranno anche i nomi di Samuele Alatri, Emanuele Modigliani, Samuele Coen, rappresentanti di una minoranza discriminata, cui la Repubblica restituiva i diritti di cittadinanza. A questi cittadini toccherà soprattutto, nei giorni tragici dell'assedio francese, amministrare l'emergenza. Organizzate subito quattro commissioni operative, i consiglieri si divideranno fra questi organismi ed il coordinamento di una quinta "commissione centrale" presieduta dal senatore Francesco Sturbinetti. Con decisione e consapevolezza della responsabilità che li attendeva, essi sarebbero riusciti a far funzionare la macchina amministrativa, facendo fronte all'organizzazione civile nello stato di guerra, mettendo a frutto le conoscenze tecniche, le esperienze di lavoro e le capacità professionali di cui erano portatori.

L'onestà e la dignità con cui la municipalità repubblicana guidata da Francesco Sturbinetti assolse il suo ufficio trovò riscontro anche nella considerazione degli assedianti: solo ad essa Oudinot, il generale vincitore, riconoscerà autorità per trattare le modalità della resa e l'ingresso delle truppe francesi, con il salvacondotto per i combattenti repubblicani ed il rispetto delle incolumità personali di cui il primo cittadino di Roma si farà garante a tutela dei vinti. Gli amministratori comunali del 1849 - nella diversificata consapevolezza dell’eccezionalità dell’esperimento di governo democratico cui erano stati chiamati a partecipare i ceti borghesi progressisti della capitale - amministrando l’emergenza e il cambiamento in Campidoglio dettero con onestà e trasparenza intellettuale attualità agli istituti della democrazia repubblicana e vitalità alla formula teorica dell’autogoverno locale: una prova reale per quanto breve di maturità e capacità di classe dirigente cittadina.

LAURA FRANCESCANGELI già archivista presso l’Archivio Storico Capitolino, ha svolto e coordinato numerosi lavori di riordinamento e inventariazione della documentazione conservata, tra cui il fondo Comune Pontificio (1847-1870) e la serie Repubblica Romana (1849). Ha curato attività di studio e divulgazione didattica sui temi della documentazione e della storia delle istituzioni comunali in età moderna. Nell’ambito delle iniziative per la celebrazione dei 150 anni della Repubblica Romana del 1849 ha curato la sezione dedicata alle carte dell’Archivio Capitolino nella Mostra Storica allestita presso il Vittoriano (10 febbraio-4 luglio 1999) a cura dell’Istituto Storico del Risorgimento ed ha partecipato con una relazione su “Vita quotidiana durante l’assedio nelle carte dell’Archivio Capitolino” al convegno svoltosi il 19 aprile nella sala della Protomoteca in Campidoglio (atti pubblicati in “Rassegna Storica del Risorgimento”).

 

CALENDARIO PROSSIMI APPUNTAMENTI

18 maggio Difendere il sogno: Garibaldi a Roma nel 1849. A cura di Romano Ugolini

25 maggio Donne in campo: scrivere, curare, combattere. A cura di Anna Maria Isastia

8 giugno Una calda estate di guerra: Roma nella morsa dell’assedio. A cura di Antonino Zarcone

15 giugno Fotografare gli scontri: immagini da un campo di battaglia. A cura di Maria Pia Critelli

22 giugno Le ville di Roma, inedito teatro di guerra. A cura di Mara Minasi

6 luglio Il seme della libertà: la Costituzione della Repubblica Romana del 184. A cura di Irene Manzi

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Largo di porta S. Pancrazio, 9 (00153 – Roma)

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Info 060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00); www.museodellarepubblicaromana.it

 

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


Roma: mostra e incontro "Tra due mondi. Vita avventurosa di Anita Garibaldi"

Tra due mondi. Vita avventurosa di Anita Garibaldi

Mercoledì 12 dicembre alle 17

al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Anita GaribaldiA quasi 200 anni dalla nascita un dialogo intervista e una piccola mostra dedicati all’eroina sudamericana

Nell’ambito dei consueti approfondimenti sui temi storici strettamente connessi all’epopea risorgimentale, il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina di Porta S. Pancrazio, d’intesa con l’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini (ANVRG), propone un evento in memoria di Anita Garibaldi, l’indomita moglie sudamericana dell’Eroe dei Due Mondi.

L’appuntamento è mercoledì 12 dicembre 2018 alle 17.00 con un dialogo a due voci sulla figura dell’eroina tra Mara Minasi e Silvia Cavicchioli, autrice del recente volume Anita. Storia e mito di Anita Garibaldi, Torino 2017, con un intervento di Annita Garibaldi.

L’incontro si svolge in preparazione delle iniziative per il duecentenario della nascita dell’eroina brasiliana (Morrinhos, 30 agosto 1821 – Mandriole di Ravenna, 4 agosto 1849) e si avvale della presenza della Prof.ssa Cavicchioli, autrice del libro sulle vicende biografiche della donna e sulla ricostruzione analitica degli itinerari della conservazione della sua memoria, che ne hanno fatto nel tempo l’icona di un certo Risorgimento, trasfigurandola nel mito.

L’evento trova in Porta S. Pancrazio la sua sede naturale in quanto il mito di Anita prende avvio proprio da qui, con le tragiche vicende dell’assedio di Roma del 1849 e della caduta della Repubblica Romana. E al Gianicolo torna, con la consacrazione definitiva, incarnata dalla statua equestre rampante dello scultore Mario Rutelli, posizionata lungo la passeggiata, e contenente i suoi resti mortali.

Il 2 luglio 1849, infatti, quando Garibaldi, radunati i suoi volontari a Porta S. Giovanni, pronuncia il famoso discorso con cui si avvia a lasciare la città caduta, non è solo: accanto a lui figura una donna, pelle ambrata, capelli corvini, che monta un destriero con piglio deciso. È Anita, giunta da pochi giorni in città per condividere con il suo uomo l’incerto destino che lo attende: sole, sete, fatica, marce forzate, paura, rabbia, disperazione. I nemici che incalzano, i compagni che cedono progressivamente allo sconforto, le catture e le fucilazioni sommarie: nella tragica ritirata da Roma, Anita è esattamente dove sente di dover essere, accanto al suo Josè, amato sopra ogni cosa, anche sul senso di responsabilità dovuto alla creatura che portava in grembo e sull’opportunità di stare a Nizza al sicuro in attesa di ricongiungersi a lui. Parte, invece, al fianco di Garibaldi lasciandosi alle spalle una città martoriata dai bombardamenti francesi, e guardando dritto in faccia il suo futuro incerto e avventuroso. Non sopravviverà Anita a quella tragica ritirata, spegnendosi sofferente in quel di Ravenna presso la Fattoria Guiccioli, nelle paludi a ridosso della città, dov’è tuttora visibile la stanza dove l’Eroe dei due mondi diede il suo struggente addio alla sua vita di uomo/marito/padre avviata appunto in Sudamerica: lui si salverà miracolosamente attraverso la celebre Trafila che lo porterà in salvo per le future battaglie per la patria, ma anche Anita in qualche modo lo farà, terminando precocemente la sua breve e avventurosa vita, ma entrando a pieno titolo nell’olimpo dei personaggi mitici.

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Pausa Museo: “L'Arpeggione di Franz Schubert, un simbolo della musica romantica”

Pausa Museo: martedì 20 il concerto a cura di Roma Tre Orchestra “L'Arpeggione di Franz Schubert, un simbolo della musica romantica”

La rassegna continua fino al 20 dicembre con intermezzi musicali o teatrali gratuiti nei musei dalle 12.30 alle 14, in collaborazione con le principali istituzioni cittadine

Roma, 19 novembre 2018 – Torna domani, martedì 20 novembre dalle 12.30 alle 14Pausa Museo con un nuovo appuntamento interamente dedicato alla musica classica curato da Roma Tre Orchestra. Al Museo Napoleonico i giovani musicisti Alessandro Guaitolini (violoncello) e Filippo Tenisci (pianoforte) si cimenteranno nel concertoL’Arpeggione di Franz Schubert, un simbolo della musica romantica. In programma la Sonata in la minore per arpeggione e pianoforte D. 821 del compositore austriaco.

Pausa Museo prosegue fino al 20 dicembre, ogni martedì e giovedì, con intermezzi musicali o teatrali, in pausa pranzo, nei piccoli musei ad ingresso gratuito come il Museo Napoleonico, il Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese e il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina. Si svolge in collaborazione con Casa del Jazz per Fondazione Musica per RomaRoma Tre Orchestra e Teatro di Roma, che realizzeranno pillole di intrattenimento della durata di 25 minuti ciascuna, in programma alle ore 12.30, alle 13 e alle 13.30.

 

La manifestazione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura e realizzato grazie alle piccole donazioni in denaro effettuate dai visitatori, tramite gli appositi raccoglitori situati negli 8 Musei Civici gratuiti.

 

PROGRAMMA

  

MARTEDÌ 20 NOVEMBRE

MUSEO NAPOLEONICO

L'Arpeggione di Franz Schubert, un simbolo della musica romantica

  1. Schubert:Sonata in la minore per arpeggione e pianoforte D. 821

Con Alessandro Guaitolini, violoncello; Filippo Tenisci, pianoforte

A cura di ROMA TRE ORCHESTRA

 

GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE

MUSEO PIETRO CANONICA A VILLA BORGHESE

Campanile in due battute

Minispettacoli su testi di Achille Campanile con accompagnamento musicale

A cura del TEATRO DI ROMA

 

MARTEDÌ 27 NOVEMBRE

MUSEO NAPOLEONICO

Scott Joplin: classica o jazz?

Selezione di celebri pagine di Scott Joplin

Con Michele Tozzetti, pianoforte

A cura di ROMA TRE ORCHESTRA

 

GIOVEDÌ 29 NOVEMBRE

MUSEO CARLO BILOTTI – ARANCIERA DI VILLA BORGHESE

Con Enrico Zanisi, pianoforte

A cura di CASA DEL JAZZ per FONDAZIONE MUSICA PER ROMA

 

MARTEDÌ 4 DICEMBRE

MUSEO NAPOLEONICO 

Matteo Bodini Vincenzo Lioy

Duetto di violoncelli

A cura di ROMA TRE ORCHESTRA

 

GIOVEDÌ 6 DICEMBRE

MUSEO CARLO BILOTTI – ARANCIERA DI VILLA BORGHESE

Ennio Flaiano

Minispettacoli su testi di Ennio Flaiano con accompagnamento musicale.

A cura del TEATRO DI ROMA

MARTEDÌ 11 DICEMBRE

MUSEO NAPOLEONICO

Due fiati all’Opera

Trascrizioni brillanti e fantasie da celebri melodie d’opera italiane

Con Francesca Bruno, flauto; Paolo Lamagna, fagotto

A cura di ROMA TRE ORCHESTRA

 

GIOVEDÌ 13 DICEMBRE

MUSEO CARLO BILOTTI – ARANCIERA DI VILLA BORGHESE

Con Riccardo Fassi, pianoforte
A cura di CASA DEL JAZZ per FONDAZIONE MUSICA PER ROMA

 

MARTEDÌ 18 DICEMBRE

MUSEO NAPOLEONICO

Con Roberto Tarenzi, pianoforte
A cura di CASA DEL JAZZ per FONDAZIONE MUSICA PER ROMA

 

GIOVEDÌ 20 DICEMBRE

MUSEO CARLO BILOTTI – ARANCIERA DI VILLA BORGHESE

Ennio Flaiano

Minispettacoli su testi di Ennio Flaiano con accompagnamento musicale.

A cura del TEATRO DI ROMA

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Dal Piave a Vittorio Veneto

"1918-2018 Dal Piave a Vittorio Veneto, la Guerra degli Italiani" al Museo della Repubblica Romana

1918-2018 Dal Piave a Vittorio Veneto, la Guerra degli Italiani

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

sabato 17 novembre 2018 ore 16.00

1918-2018Dal Piave a Vittorio Veneto, la Guerra degli Italiani intende riproporre in una rapida carrellata gli eventi salienti dell’ultimo anno di guerra combattuto sul fronte italiano, lungo la linea del Piave.

Qui l’esercito italiano, dopo la tragica rotta di Caporetto, riuscì a contenere la spinta bellica del nemico sino a ribaltare le sorti della guerra con la controffensiva finale di Vittorio Veneto, del 24 ottobre 1918, che, con il successivo armistizio di Villa Giusti, determinò la resa dell’Austria e la vittoria dell’Italia nel Primo Conflitto Mondiale.

A partire dal 9 novembre 1917 fu, infatti, il corso del fiume Piave, sino a quel momento solo strategica via di comunicazione tra le montagne e il mare, il nuovo confine italiano da difendere a qualunque costo dall’avanzata austriaca, che dopo Caporetto aveva occupato un vasto territorio italiano, pari a quasi due regioni, creando una quantità impressionante di profughi e prigionieri.

Una situazione tragica dalla quale l’Italia riuscì a risollevarsi anche grazie al sacrificio – enorme in termine di vite umane – di quei celebri ragazzi del ’99 che, mandati appena diciottenni al fronte, vi portarono le energie fresche e motivate indispensabili per ribaltare una situazione ormai pesantemente compromessa.

Lungo le sponde del fiume, sull’altura del Montello come sul massiccio del Grappa, un anno di intensi combattimenti sarà ripercorso con l’ausilio di un ricco apparato iconografico. La narrazione storica sarà arricchita inoltre dalla presentazione di alcuni cimeli autentici della Grande Guerra, che saranno illustrati per chiarire meglio le differenze tecniche e di equipaggiamento esistenti tra le diverse truppe impegnate negli scontri. Due divise storiche riproducenti fedelmente quelle in dotazione agli eserciti italiano e austro-ungarico, realizzate dalla Sartoria Storica Buosi, saranno infine presentate nelle loro peculiarità dal titolare, appassionato collezionista di divise della Prima Guerra Mondiale.

Intervengono: Mara MinasiGiovanni AdducciRemo Buosi

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Largo di Porta San Pancrazio - Roma

Ingresso libero sino a esaurimento posti

Info 060608 | www.museodellarepubblicaromana.it

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


Concerto al Museo della Repubblica Romana e appuntamenti alla Casa della Memoria e della Storia

Prossimi appuntamenti al Museo della Repubblica Romana e della Memoria garibaldina (concerto del 4 novembre) e alla Casa della Memoria e della Storia (fino al 22 novembre).

 

Tra la tormenta e il rombo del cannone. Canti della Grande Guerra

concerto al Museo della Repubblica Romana e della Memoria garibaldina

 

Domenica 4 novembre 2018, alle 21.00, al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina si terrà il concerto Tra la tormenta e il rombo del cannone. Canti della Grande Guerrain occasione della giornata che sancì storicamente cent’anni orsono la fine delle ostilità dopo la vittoriosa battaglia di Vittorio Veneto. 

 Le  canzoni  di questo concerto – promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali – rievocano in questo caso la tragedia della Prima Guerra Mondiale: parlano delle sofferenze subite al fronte, descrivono i luoghi delle battaglie, raccontano il dolore per i lutti, la struggente nostalgia della casa, della madre lontana, ma anche la speranza di rivedere la donna amata, che aspetta il soldato nel luogo natio.

Sono brani toccanti che, a cent’anni dal celebre proclama di Diaz che il 4 novembre del 1918 diramò la notizia della firma dell’armistizio e della conseguente cessazione della Grande Guerra, risuoneranno ancora tra le pareti del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina in omaggio alle sofferenze immani patite dai soldati e dai loro cari nei quattro anni della guerra appena conclusa e per continuare a far riflettere sulla tragedia di un conflitto che causò oltre nove milioni di vittime tra i soldati e circa sette milioni tra i civili.

Dalla catastrofe di Caporetto (24 ottobre 1917), e dalla gravissima perdita di vite e territori che comportò, l’Italia riuscì infatti a risollevarsi, facendo rifulgere imprevedibile nel corso dell’anno successivo la “luce d’Italia”, di cui parla D’Annunzio: al destino di sconfitta che sembrava ormai inevitabile le truppe italiane seppero ribellarsi, opponendo una tenuta inaspettata sulle sponde del Piave sino a giungere al ribaltamento delle sorti di quella tragica rotta nella stessa giornata del 24 ottobre del 1918, con l’offensiva finale sferrata nella vittoriosa battaglia di Vittorio Veneto.

Al coraggio e alla generosità di quegli uomini che seppero tener testa con sacrificio alle agguerrite truppe austro-tedesche e condurre l’Italia alla fine del conflitto è dedicato questo concerto, che si avvarrà della voce di Graziella Antonucci (autrice di un’accurata ricerca storica sui brani selezionati) e della chitarra di Marco Quintiliani.

Per non dimenticare la fragile, forte umanità che fu travolta da una tragedia per tanti versi disumana.

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Largo di porta S. Pancrazio, 9 (00153 – Roma)

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Info:

060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00)

www.museodellarepubblicaromana.it

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI ALLA CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA

 

● Martedì 6 novembre 2018 alle ore 18.15

IL MIO ZIO ITALIANO. Ricordi di Famiglia, Scutari 1943 - Roma 2017 di Eliza Çoba

Lettura scenica di Anita Pagano con la partecipazione di Ano Lushi soprano e la regia di Ottavio Costa.

La lettura scenica di una drammatica vicenda, “la piccola Storia”, delle singole persone e famiglie, offre una lente di ingrandimento per capire la “grande Storia”, dei popoli e contribuisce ad attivare e condividere così la memoria collettiva come deterrente al ripetersi delle tragedie dei popoli.

Iniziativa a cura di Occhio Blu Anna Cenerini Bova e Circolo Gianni Bosio

 

● Mercoledì 7 novembre 2018 alle ore 17.00

I 100 ANNI DI MARIO FIORENTINI INTELLETTUALE MATEMATICO PARTIGIANO

Sarà presente Mario Fiorentini che racconterà Quel drammatico mese di marzo del 1943, prima e dopo Via Rasella.

Intervengono Fabrizio De Sanctis- Presidente ANPI Provinciale di Roma, Antonio Parisella Presidente Museo Storico della Liberazione, Alessandro Portelli- storico, critico musicale e anglista, Antonio Salmeri-matematico, direttore di Euclide. Giornale di matematica per i giovani. Interventi musicali di Sara e Gabriele Modigliani.

Iniziativa a cura di ANPI in collaborazione con Museo Storico della Liberazione

 

● Sabato 10 novembre 2018 dalle ore 10.00 alle ore 20.00

CONVEGNO E ASSEMBLEA a partire dal libro Cultura popolare in Italia. Da Gramsci all'Unesco di Fabio Dei (Il Mulino, 2018).

Il volume di Fabio Dei ripercorre la storia degli studi antropologici italiani dal dopoguerra ad oggi, a partire dall’influenza esercitata dal pensiero gramsciano sulle Osservazioni sul folclore pubblicate da De Martino nel 1950. Dal concetto di “folclore progressivo”, passando attraverso gli studi di Bosio, espressione di una storiografia marxista, Fabio Dei analizza il rapporto tra culture egemoniche e subalterne, che con Cirese diventano oggetto di disciplina accademica, fino ad interpretarne i nessi e le loro inevitabili tensioni come strumenti per comprendere ciò che si intende oggi per concetto di “popolo” e di “popolare”.

In mattinata è previsto il seminario congiunto tra le tre associazioni proponenti. Nel pomeriggio è in programma l’assemblea annuale dei soci dell’AISO. Sono previsti, tra gli altri, interventi di Alessandro Portelli-Presidente Circolo Gianni Bosio, Bianca Pastori-antropologa, membro del direttivo AISO, Gabriella Gribaudi-storica, ex presidente AISO e Giovanni Contini-storico, Consiglio direttivo AISO

Iniziativa a cura del Circolo Gianni Bosio in collaborazione con AISO (Associazione di Storia Orale) e Istituto de Martino di Sesto Fiorentino

 

● Martedì 13 novembre 2018 alle ore 17.00

Presentazione del libro

LA FAMIGLIA F. di Anna Foa (editori Laterza, 2018).

Una storia familiare e autobiografica piena di riferimenti storici che fa rivivere la passione di tanti momenti importanti della storia recente, attraverso le percezioni politiche, i libri che si leggevano e il modo in cui il mondo esterno veniva filtrato da quello familiare.

Introduce Aldo Pavia-ANED. Interviene Mario Avagliano-storico. E’ presente l’autrice. Coordinamento di Fabrizio De Sanctis-ANPI.

Iniziativa a cura di ANPI, ANED e Circolo Gianni Bosio

 

In corso fino al 22 novembre 2018 la mostra foto-documentaria

L’OCCUPAZIONE ITALIANA DELLA LIBIA. VIOLENZA E COLONIALISMO 1911-1943.

Negli ultimi anni la Libia è stata quasi quotidianamente al centro dell’attenzione dei mezzi di comunicazione per i numerosi e violenti conflitti che hanno contraddistinto la sua storia recente. La mostra restituisce al visitatore la possibilità di conoscerne meglio la storia, approfondendo, in particolare, gli avvenimenti legati al periodo coloniale italiano, ancora poco noti. Le drammatiche vicende storiche di quegli anni sono narrate attraverso un percorso storico-didattico che si articola attraverso oltre duecento foto e decine di documenti provenienti dall’Archivio Nazionale di Tripoli e dai principali archivi nazionali.

 L’esposizione - organizzata dall’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (IRSIFAR) e dalla Fondazione MedA - Onlus, con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri - è promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri e Zètema Progetto Cultura. È stata realizzata dallo storico Costantino Di Sante con il contributo del Centro per l’Archivio Nazionale di Tripoli e la consulenza di Salaheddin Sury, uno dei maggiori storici libici dell’età contemporanea.

 

CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA

Via San Francesco di Sales, 5 (Trastevere) - 00165 Roma

dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.30 alle ore 20.00 - Sabato e Domenica chiuso

Tel. 06/6876543 – 060608

Per saperne di più: https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS178069

INGRESSO LIBERO

Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia

Orario di apertura per la consultazione: dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 17.00; sabato e domenica chiuso

Testi e immagine da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


Roma: presentazione del libro "Da Volontario a Cospiratore"

Da Volontario a Cospiratore

presentazione del libro di Paolo Macoratti

 

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

sabato 27 gennaio 2018, ore 16.00

Il volume di Paolo Macoratti “Da Volontario a Cospiratore”  (Roma 2016, Garibaldini per l’Italia Edizioni), che sarà presentato sabato 27 gennaio 2018 alle ore 16.00 al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, si inserisce nel quadro delle iniziative di approfondimento di temi storici quali il volontarismo di ispirazione risorgimentale e le vicende della Grande Guerra, con un’interessante digressione nelle attività delle associazioni di ispirazione garibaldina del periodo post bellico.L’appuntamento è promosso da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Da Volontario a Cospiratore è la storia di un volontario della Prima Guerra Mondiale, saldamente legato ai valori risorgimentali, narrata attraverso memorie, lettere e documenti inediti di avvenimenti del secolo scorso di cui egli fu testimone e protagonista: dalle prime rivendicazioni sindacali delle filandiere friulane del 1910 a pagine inedite della Prima Guerra Mondiale; dall’attentato a Mussolini del 1925, alla guerra d’Africa del 1936; da alcuni episodi della Resistenza Romana del 1943 ai movimenti per la Pace degli anni ’50 e ’60.

Il libro, composto di 211 pagine, 97 illustrazioni in bianco e nero e 223 nomi citati, affronta argomenti di notevole interesse storico, come la breve storia del movimento antifascista d’ispirazione garibaldina denominato “Italia Libera” (1924), le descrizioni del fallito attentato contro Mussolini del 4 Novembre 1925 con pagine dedicate ai rapporti tra l’autore delle memorie, l’On.Tito Zaniboni, ideatore del complotto, e il delatore Carlo Quaglia oltre al racconto delle udienze del Tribunale Speciale e del Consiglio di Disciplina Militare. La narrazione va al di là dei temi strettamente legati alla guerra, con uno sconfinamento nei primi anni del dopoguerra repubblicano: le conferenze mondiali del movimento dei “Partigiani della Pace” e dei “Cristiani progressisti” e quelle nazionali e internazionali del movimento cattolico “Pax Christi”.

La presentazione prevede due relazioni a cura della responsabile del Museo Mara Minasi e del ricercatore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” Gabriele Ottaviani oltre all’intervento dell’autore, Paolo Macoratti. L’incontro è moderato da Mara Minasi.

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Roma: incontro "L’Italia s’è desta…"

L’Italia s’è desta…

Origine, storia e significato del Canto degli italiani

sabato 13 gennaio ore 16.00  - Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

L’incontro …L’Italia s’è desta…Origine, storia e significato del Canto degli italiani si propone di ricordare e approfondire alcuni temi legati al nostro Risorgimento sottolineando l'importante contributo della musica alle vicende che hanno segnato le tappe della costruzione della nostra nazione.

L'Inno di Mameli è diventato ufficialmente l'Inno Nazionale Italiano dal 15 novembre 2017 con l’approvazione della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama dopo ben 71 anni di provvisorietà. Molto più complesso e denso di significati di come l'abbia considerato una critica superficiale, l’inno ha più volte resistito ai tentativi messi in atto per sostituirlo. In realtà, proprio per la sua forza intrinseca e la carica di energia che trasmetteva, pare sia stato cantato spontaneamente sia prima della partenza da Quarto per la Spedizione dei Mille sia dai Bersaglieri durante l'entrata in Roma dalla breccia di Porta Pia, ma anche dai soldati della prima guerra mondiale e dai partigiani nelle lotte in montagna della seconda guerra mondiale.

Il Canto degli Italiani, scritto da Goffredo Mameli nell'autunno del 1847 e subito musicato dal maestro Michele Novaro, esordì il 10 dicembre di quello stesso anno, sul piazzale del Santuario di N.S. di Loreto in Oregina a Genova. Quello che sarebbe divenuto inno dello stato repubblicano fu intonato, per la prima volta nella storia, da migliaia di persone insieme al suo autore in un’occasione storica, il centenario della cacciata degli austriaci da Genova. Era un inno repubblicano che non si rivolgeva ai sovrani ma metteva in evidenza episodi storici il cui protagonista era il popolo.

Il patriota e poeta mazziniano Goffredo Mameli - combattente con Garibaldi nella difesa della Repubblica Romana del 1849 durante la quale, giovanissimo, fu ferito mortalmente – aveva trasfuso nei suoi versi gli ideali risorgimentali, entusiasmando Verdi, Mazzini, Garibaldi, Carducci. Le sue strofe, al di là dello stile ottocentesco, consono al contesto storico in cui fu creato, esprimono valori più che mai attuali come la fratellanza, l’unità, il sentimento di dignità nazionale, gli stessi principi a cui si sono richiamati Costituenti quando hanno scelto questo canto per rappresentare l’Italianità.

Il giovanissimo combattente poeta riposa nel Mausoleo Ossario Garibaldino, monumento situato molto vicino al Museo della Repubblica Romana e ad esso strettamente legato sotto il profilo storico.

L’inno è composto da cinque strofe intercalate da un ritornello che esprimono ciascuna concetti semplici e chiari. Inizia con un appello agli abitanti della penisola, i “fratelli d’Italia”, divisi sotto sette diversi sovrani ma spiritualmente uniti, e continua con l’ annuncio del risveglio dell’Italia, pronta per la riscossa. Il ritornello, che ricorre dopo ogni strofa, è un’esortazione  ad unirsi per la causa della patria comune per la quale vale la pena anche di morire.

Fu Giuseppe Verdi a dare legittimazione all'Inno di Mameli come canto degli Italiani nel 1862 all'Esposizione Universale di Londra, quando lo eseguì nell'Inno delle Nazioni accanto alla Marsigliese e a God save the Queen invece di scegliere la Marcia Reale, composta da Giuseppe Gobetti, che accompagnava il re Carlo Alberto nelle sue sporadiche uscite pubbliche.

Intervengono Mara Minasi, Franco Tamassia.

Franco Tamassia, già dirigente del Ministero della Pubblica Istruzione, professore di Diritto Pubblico a riposo, e Direttore dell’Istituto Internazionale di Studi “Giuseppe Garibaldi”, ha collegato i suoi interessi professionali di giurista con lo studio dei problemi istituzionali della Nuova Italia connessi ai problemi che attualmente impegnano le trasformazioni dell’ordinamento costituzionale italiano.

Mara Minasi, funzionario direttivo della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali è responsabile sin dalla sua istituzione nel 2011 del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina al Gianicolo alla cui realizzazione ha attivamente contribuito collaborando in particolare alla realizzazione dei ricchi apparati multimediali, di uno dei quali è stata anche ideatrice e sceneggiatrice (video della Cronologia della Battaglia, Sala dell'Assedio). Responsabile dal 2014 anche del vicino Mausoleo Ossario Garibaldino, è impegnata in un’opera di divulgazione dei temi risorgimentali connessi  alle due strutture.

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Largo di porta S. Pancrazio, 9 (00153 – Roma)

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Info

060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00)

www.museodellarepubblicaromana.it

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


Roma, presentazione "L'8 Settembre in Montenegro la relazione del generale Lorenzo Vivalda"

presentazione del Quaderno di Camicia Rossa

L'8 Settembre in Montenegro

la relazione del generale Lorenzo Vivalda

a cura di Federico Goddi

Prefazione di Annita Garibaldi Jallet

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Sabato 16 settembre 2017, ore 16.00

Una lucida e importante testimonianza, scritta a caldo nel luglio 1944, su una delle più drammatiche fasi della storia d'Italia e delle Forze armate italiane impegnate nel secondo conflitto mondiale: è il diario di guerra del generale Lorenzo Vivalda, scritto nel periodo tra l'8 settembre e il 28 novembre 1943, presentato dall'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini (ANVRG) in uno dei quaderni della rivista « Camicia Rossa », con il contributo della famiglia del generale. L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Ideale prosecuzione della mostra La Divisione Italiana Partigiana Garibaldi: storia e memoria, allestita al Museo di Porta San Pancrazio nel 2015, il diario approfondisce i temi legati alle vicende della Divisione Garibaldi, di cui l’ANVRG possiede importanti cimeli ed un interessante archivio. Tali materiali risultano attualmente esposti nel Museo della Divisione Garibaldi di Asti, mentre i relativi documenti sono consultabili presso l'Archivio Storico Comunale della medesima città.

Lorenzo Vivalda, nato ad Alba nel 1890, dopo una lunga carriera militare iniziata all'età di 19 anni, divenne nell'aprile 1942 comandante della Divisione alpina Taurinense, operante nei Balcani, sul fronte jugoslavo. Dopo l'8 settembre scelse di guidare le sue truppe in combattimento contro i tedeschi e, in pagine belle e toccanti, descrisse la fatidica "scelta" resistenziale, presa tra il 25 luglio e l'8 settembre del 1943: in pochissimi giorni e con grande lucidità, infatti, Vivalda si rese conto che l'unica soluzione per salvare i suoi uomini sarebbe stata unirsi ai partigiani di Tito e combattere contro i tedeschi.

Vivalda ha combattuto la guerra partigiana dal 2 dicembre 1943 al 12 agosto 1944, prima come vice-comandante e poi comandante della Divisione italiana partigiana Garibaldi, a fianco dell'Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia di Tito. Tornato in Italia, morì in un tragico incidente d'auto il 17 aprile 1945.

Introducono Mara Minasi, Responsabile Museo della Repubblica romana e della memoria garibaldina e Annita Garibaldi Jallet, Presidente ANVRG

Saluti di: Sergio Goretti, Direttore di Camicia Rossa; Fabio Pietro Barbaro, ANVRG-ROMA

Carla e Mario Vivalda

Ne discutono con il curatore: Giuseppe Conti, Università La Sapienza di Roma; Enrico Acciai, University of Leeds

Modera Matteo Stefanori, Ufficio storico ANVRG

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Roma: week-end al Museo 17-18 giugno

WEEK-END AL MUSEO | 17 - 18 GIUGNO
SABATO 17 GIUGNO
Apertura serale dei MUSEI DI VILLA TORLONIA dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23.00) con l’evento “Tutta la Villa suona” realizzato in collaborazione con l’ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA. Biglietto del costo simbolico di 1 euro 
 
DOMENICA 18 GIUGNO - ore 11.30
Al MUSEO DELLA REPUBBLICA ROMANA E DELLA MEMORIAGARIBALDINA il concerto d’archi “A spasso nel tempo: da Pachelbel a Piazzolla” in collaborazione con MUSA CLASSICA.
 
DOMENICA 18 GIUGNO - ore 17.00
Per la rassegna “Quando la classica diventa pop” concerto di musica classica presso il MUSEO CARLO BILOTTI ARANCIERA DI VILLA BORGHESE in collaborazione con ROMA TRE ORCHESTRA
  
Mercoledì 14 giugno - Proseguono le aperture serali straordinarie del sabato sera nel verde di Villa Torlonia. L’appuntamento del 17 giugno vede la collaborazione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che presenterà “Tutta la Villa suona”: brevi performance musicali dei suoi giovani talenti che andranno a comporre una ideale colonna sonora nei suggestivi spazi della Villa.
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Roma: La faccia delle strade. Toponomastica garibaldina

Sabato 27 maggio 2017 ore 16.00

La faccia delle strade. Toponomastica garibaldina: immagini, notizie storiche, curiosità a Villa Sciarra e dintorni

Presentazione del volume di Alessandro Cartocci.

Interverranno Mara Minasi, il Prof. Sergio Rinaldi Tufi e il giornalista Marco Ravaglioli

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Largo di Porta San Pancrazio

Ingresso libero sino a esaurimento posti


Emilio Morosini, Enrico Dandolo, Giacomo Medici: sono alcuni dei nomi più conosciuti che ricorrono nella toponomastica intorno a Villa Sciarra, al Gianicolo. Ma quante persone sanno chi fosse il tamburino che dà il nome alla scalea fra viale Glorioso e via Dandolo? Chi conosce Calandrelli, Agostino Bertani e con loro i tanti protagonisti sconosciuti degli eventi storici del 1849 legati alla fine della Repubblica Romana?
Per scoprire questa storia poco conosciuta c’è un libro arguto, brioso, colorato, pieno di immagini sorprendenti, che mostrano momenti spensierati ma anche drammatici e una galleria di ritratti – “le facce delle strade”, come l’autore le definisce – di personaggi presenti, a più di un secolo e mezzo di distanza, in quegli stessi luoghi del Gianicolo che li videro giovani ed entusiasti protagonisti nel 1849.
Con il volume La faccia delle strade. Toponomastica garibaldina: immagini, notizie storiche, curiosità a Villa Sciarra e dintorni, edito dall’Istituto Internazionale di Studi Giuseppe Garibaldi, Alessandro Cartocci ha ideato una raccolta di brevi biografie che ravvivano la memoria di personaggi dimenticati che si propongono ai lettori di oggi con i loro eroismi, i loro slanci patriottici, la loro nobiltà d’animo. Attraverso appunti, ricordi, pensieri e letture, l’autore restituisce volti e storie agli eroi del ’49 i cui nomi segnano le vie del Gianicolo attorno a Villa Sciarra: da via Mameli a via Sacchi, da via Dandolo a via Seni, raccontando ancora molto a chi vuole e sa ascoltarle.
L’autore non propone solo un viaggio tra i volti virili di quella bella gioventù, ma suggerisce anche errori e omissioni, come ad esempio la mancata citazione del pittore romano Tito Caperchi, misconosciuto ferito del 3 giugno del ’49, morto il 16 per le ferite riportate. La conoscenza così diventa anche senso civico, tutela e partecipazione attiva della comunità.
Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura