La vita e gli intrighi dell'Imperatore Claudio in mostra all'Ara Pacis

Una grande mostra al Museo dell’Ara Pacis celebra l’imperatore Claudio e le discusse donne di corte che gettarono luci e ombre sulla dinastia giulio-claudia. Dal 6 aprile al 27 ottobre 2019 la mostraClaudio Imperatore. Messalina, Agrippina e le ombre di una dinastia” ci introdurrà all’interno di intrighi e segreti del discusso uomo di potere, in un excursus che partirà dalla nascita a Lione nel 10 a.C. fino alla morte sospetta del 54 d.C. I curatori, in questa esposizione promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da Ville de Lyon, hanno cercato di mettere in luce l’ambigua personalità di Claudio, l’operato politico e amministrativo di un regno che già faceva parlare i maliziosi storici, e il rapporto dello stesso con le figure di Augusto, del celebre fratello Germanico e delle ambiziose mogli Messalina e Agrippina. Sullo sfondo le controverse vicende della dinastia degne di una moderna soap opera.

Claudio CLAVDIO IMPERATORE Museo dell'Ara Pacis dinastia giulio-claudia

Claudio fu il primo imperatore a nascere non su suolo italico, bensì a Lugdunum, l’odierna Lione, il 1 agosto del 10 a.C. e si trovò a prendere il comando di un impero quasi improvvisamente, senza nessuna preparazione militare e politica. Un uomo quindi, le cui attitudini al governo e alla politica non sembravano minimamente toccarlo, tanto che di gran lunga gli era stato preferito il fratello Germanico che era morto prematuramente e in circostanze sospette. Come successore, il popolo e l’esercito gli avevano preferito Caligola, figlio di Germanico. Ma l’assassinio di Caligola, che venne accoltellato nel suo stesso palazzo, aveva nuovamente tirato in ballo l’erede al trono. Claudio, anzi, Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, diventava così imperatore all’età di cinquanta anni, primo imperatore acclamato da un corpo militare, i pretoriani, guardie del corpo personali del capo dello stato.

Claudio
Foto: Musei in Comune Roma

Difficile anche il rapporto con le sue quattro mogli, segnato da congiure e vicende intrise di pettegolezzi e morti tragiche. La sua terza moglie, la discussa e viziosa Messalina più  giovane di lui di 35 anni, rimase uccisa a seguito di una congiura, ordita forse dallo stesso Claudio e con lei anche il destino di Britannico fu segnato. Il fratellastro Nerone e la sua corte di donne ambiziose stavano già tessendo le trame per l'ascesa al trono. L’ultimo matrimonio con Agrippina, sua nipote, fu fatale per Claudio. Agrippina, figlia di Germanico e sorella di Caligola, viene considerata l’artefice della sua morte, si dice per avvelenamento. Alla morte di Claudio seguì la sua divinizzazione e la realizzazione di un tempio sul colle Celio. A prendere il potere il figlio di Agrippina, Nerone.

Diversamente dal ritratto poco lusinghiero che le fonti ci lasciano di Claudio, storici e archeologi hanno tracciato nel percorso espositivo un’immagine dell’imperatore capace di prendersi cura del suo popolo, di promuovere utili riforme economiche e amministrative e grandi lavori pubblici, contribuendo ad un grande sviluppo amministrativo dell’impero.

Claudio
Foto: Musei in Comune Roma

Claudio costruì il porto di Ostia per consentire l’attracco alle navi granarie di grande tonnellaggio che prima approdavano a Pozzuoli, costruì un nuovo acquedotto e bonificò l’area del Fucino, nell’odierno Abruzzo, per aumentare la superficie coltivabile dell’Italia. La sua impresa militare più rilevante fu infine nel 43 d.C. con la conquista della Britannia meridionale che fu ridotta a provincia.

L’allestimento è arricchito di immagini e percorsi sonori ed immersivi, oltre che da importanti prestiti nazionali ed internazionali. Tra i reperti in mostra, la Tabula Claudiana su cui è impresso il famoso discorso tenuto da Claudio in Senato nel 48 d.C. sull’apertura ai notabili galli del consesso senatorio; il prezioso cameo con ritratto di Claudio Imperatore dal Kunsthistorisches Museum; il piccolo ritratto in bronzo dorato di Agrippina Minore proveniente da Alba Fucens e concesso in prestito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo che testimonia l’interesse di Claudio per il territorio dell’allora Regio IV dove realizzò l’impresa del Fucino. Esposto per la prima volta il ritratto di Germanico della Fondazione Sorgente Group, opera che celebra il giovane principe colpito da un destino avverso.


Musei di Roma Capitale: appuntamenti del 9, 10, 11 novembre

I nuovi appuntamenti del fine settimana

nei Musei di Roma Capitale

Per le giornate del 9, 10,11 novembre in programma visite alle mostre, incontri per bambini e adulti, attività, eventi, spettacoli, concerti

Come tutti i fine settimanavenerdì 9, sabato 10 e domenica 11 novembre proseguono le attività culturali nei Musei Civici promossi da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Tra le tante proposte, si rinnova l’appuntamento con la manifestazione Nel week end l’arte si anima, che anche questa settimana prevede, sabato 10 novembre dalle 20 alle 24, l’apertura straordinaria serale del Museo di Roma. In programma l’esibizione del duo composto da Mario Raja (sax tenore) e Francesco Poeti (chitarra e basso) che, all’interno salone del secondo piano (ore 21 e 22.45), ripercorreranno la storia del jazz attraverso la riproposizione di storici classici e la rivisitazione di composizioni di Thelonious Monk eSteve Lacy e la Massimo Nunzi Observation Orchestra, che si cimenterà nel concerto dal titolo Jazz in Cinemascope – La colonna sonora del Boom economico. Nel salone d’onore,alle 21 e alle 22.45, l’ensemble diretto da Massimo Nunzi proporrà un viaggio musicale nella storia d’Italia del dopoguerra e del boom economico attraverso le più suggestive incursioni jazz nelle colonne sonore dei film del periodo. La band, formata da alcuni dei migliori giovani musicisti della scena italiana, seguirà un percorso filologico rigoroso rendendo omaggio ad alcuni dei più grandi maestri come Piero UmilianiRiz Ortolani,Bruno CanforaBruno Martino e solisti di jazz come Oscar ValdambriniNunzio Rotondo e Chet Baker.

Pagando il biglietto simbolico di un euro, o gratuitamente se in possesso della MIC Card, si potrà accedere al museo, attraversando le sale dello storico palazzo romano che affaccia su Piazza Navona, muoversi lungo il percorso espositivo, ammirando la collezione permanente e le mostre temporanee, e assistere ai concerti in programma.

Nella mattinata alle 11.30, per i bambini dai 6 ai 10 anni, in programma al Museo delle Mura il laboratorio didattico gratuito dal titolo Nei panni del legionario. Saranno mostrate ai ragazzi riproduzioni accurate di corazze, elmi, scudi e spade, elementi che caratterizzavano l’armamento del legionario romano. Partendo da questo sarà facile far capire loro l’importanza delle Mura di Roma, un monumento che per il suo notevole sviluppo (18,83 Km) e per la sua lunga storia caratterizza fortemente la città. Si consiglia di prenotare allo 060608.

Gli eventi gratuiti proseguiranno domenica 11 novembre alle 11.30 con i musicisti della Roma Tre Orchestra impegnati, al Museo Napoleonico, nel concerto gratuito dal titolo La musica romantica e neoromantica per violino e pianoforte. Daniele Sabatini al violino e Simone Rugani al pianoforte eseguiranno la Sonata per violino n. 1 in fa maggiore diMendelssohn, la Sonata per violino n. 2 in la maggiore op. 100 di Brahms e la Sonata per violino e pianoforte op. 11 di von Einem.

Contemporaneamente, alle 11.30, una nuova opportunità rivolta ai bambini prenderà vita nel Museo di scultura antica Giovanni Barracco. Aperto a una fascia di età compresa tra i 6 e i 10 anni si realizzerà il laboratorio didattico gratuito Geroglifici e cunei.

 

Proseguono fino all’11 novembre i Viaggi nell’antica Roma ai Fori di Cesare e Augusto in cui gli spettatori, accompagnati dalla voce di Piero Angela e da filmati e proiezioni, possono visitare quei luoghi così come si presentavano nell’antica Roma. Una rappresentazione emozionante e allo stesso tempo ricca di informazioni dal grande rigore storico e scientifico. Sia sabato che domenica le visite sono possibili alle 19.00 – 20.00 – 21.00 con la durata di 40 minuti (www.viaggioneifori.it).

Continua anche il racconto multimediale, tra storia e tecnologia, L’Ara Com’era al Museo dell’Ara Pacis. Una visita multisensoriale, tra ricostruzioni in 3D e computer grafica, realtà virtuale e aumentata in cui i visitatori sono immersi in un ambiente a 360° in cui possono ammirare uno dei più importanti capolavori dell’arte romana con i suoi colori originali e il Campo Marzio. Venerdì 9 e sabato10 dalle 19.30 alle 23.00 (ultimo ingresso ore 22.00).www.arapacis.it.

Venerdì 9 novembre  alle 16.00 alla Casa della Memoria e della Storia è in programma la tavola rotonda Il ruolo delle donne durante la grande guerra, nel corso della quale saranno proiettate le immagini della mostra“Il ruolo delle donne durante la Grande Guerra” ideata e realizzata dalla professoressa Maria Canale. Sabato 10 novembre alle 10.00 è previsto un convegno a partire dal libro Cultura popolare in Italia. Da Gramsci all’Unesco di Fabio Dei (Il Mulino, 2018), che ripercorre la storia degli studi antropologici italiani dal dopoguerra a oggi, a partire dall’influenza esercitata dal pensiero gramsciano sulle Osservazioni sul folclore pubblicate da De Martino nel 1950. Ancora in corso, inoltre, la mostra L’occupazione italiana della Libia. Violenza e colonialismo 1911-1943.

 

Sabato 10 novembre alle 11.00 al Museo Napoleonico una visita per conoscere il Conte Giuseppe Primoli, fondatore del Museo, collezionista, intellettuale e fotografo amatoriale: Gégé, un parigino a Roma. Nel percorso espositivo, l’operatore alternerà l’illustrazione delle opere al racconto biografico e mostrerà fotografie tratte dall’archivio Primoli che raccontano la trasformazione urbanistica, antropologica e identitaria di Roma a cavallo tra due secoli.

  

Domenica 11 novembre alle 11.00 nell’ambito dell’iniziativa L’opera della domenica alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi è previsto un appuntamento per conoscere il dipinto di Camillo Innocenti, Sultana, del 1913 a cura di Annalivia Villa (Sovrintendenza Capitolina). L’opera è esempio di una compiuta maturità espressiva in cui l’artista, attivo protagonista della “Secessione Romana”, dimostra di padroneggiare la tecnica divisionista allora in voga a livello europeo.

Ancora domenica alle 11.00I Concerti del Portico alla Casina delle Civette (Musei di Villa Torlonia) presentano Susanna Garcia Rubi al violoncello con musiche di J.S. BachSuite n. 5 BWV 1011 e A. Piatti Capriccio.

Per i più piccoli, Gi-Oca ai Musei Capitolini, nella mattinata di domenica 11 novembre alle 11.00 ai Musei Capitolini, è un gioco su temi storico/artistici rivolto a bambini dai 5 agli 11 anni, con l’obiettivo di avvicinarsi con fantasia alla storia e alla vita degli antichi Romani. Un vero e proprio gioco dell’oca che impegnerà i bambini in quiz e giochi di abilità, destinati a stimolare la memoria, la curiosità e la prontezza dei piccoli in gara.

Ancora per bambini gli appuntamenti al Museo di Zoologiasabato 10 novembre con la scienza divertente di Esperimenti e pozioni, alle 15.30 per i piccoli dai 5 ai 7 anni e alle 16.00 per la fascia di età 8-11 anni.

Domenica 11 novembre Un salto nel buio con le partite di museo-game alle 15.00 - 16.00 e alle 17.00.

Tra le mostre in corso da visitare nel fine settimana, La Roma dei Re. Il racconto dell’Archeologia e I Papi dei Concili dell’era moderna. Arte, Storia, Religiosità e Cultura ai Musei Capitolini. Al Museo di Roma Il Sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre: 160 scatti, videoinstallazioni e documentari che tracciano il ritratto collettivo degli italiani e dell’Italia della rinascita. Ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali l’esposizione dedicata all’imperatore Traiano in occasione dei 1900 anni dalla sua morte Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa. Inoltre, alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi, nel chiostro del Museo, l’installazione etica di Antonio Fraddosio Le tute e l’acciaio, dedicata agli operai dell’Ilva e alla città di Taranto e, nelle sale, la mostra Roma Città Moderna. Da Nathan al Sessantotto, una rassegna unica che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ’900 con in primo piano la città di Roma. Da non perdere, ai Musei di Villa Torlonia Duilio Cambellotti. Mito, sogno e realtà – al Casino Nobile e Casino dei Principi – e Metamorfosi del quotidiano – alla Casina delle Civette. Straordinaria Lisetta Carmi. La bellezza della verità, al Museo di Roma in Trastevere, la prima mostra dedicata alla fotografa in un museo pubblico a Roma. Tre i temi affrontati negli scatti, molto diversi fra loro: la metropolitana parigina, i travestiti e la Sicilia. Presenti anche i lavori più noti che documentano un percorso fotografico lungo vent’anni, tra i Sessanta e i Settanta, caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, mai occasionale. Sempre al Museo di Roma in Trastevere, apre al pubblico il 9 novembre la mostra Prendi la tua cartella e vattene da scuola, che raccoglie disegni ed elaborati realizzati dai bambini che frequentano le Scuole della Pace, doposcuola  gratuiti che la Comunità di Sant’Egidio realizza nelle periferie di Roma.

Al Museo dell’Ara Pacis, una grande mostra dedicata a uno dei simboli del cinema italiano nel mondo: Marcello Mastroianni. Attraverso i suoi ritratti più belli, i cimeli e le tracce dei suoi film e dei suoi spettacoli, le immagini e i racconti, gli scritti, le testimonianze, le recensioni, saranno raccontate tutta la carriera e la vita di questo straordinario attore, dal successo delle sue interpretazioni cinematografiche al suo percorso meno noto sulle scene teatrali.

Alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma Mickey 90 – L’Arte di un Sogno: Topolino e il cinema, un affascinante e ricco percorso narrativo che, attraverso ingrandimenti, foto, manifesti e immagini dei pezzi più prestigiosi esposti a Desenzano del Garda mostrerà al pubblico la carriera cinematografica di Topolino, dal suo debutto a oggi e alcuni momenti fondamentali del suo rapporto con il grande cinema, comprese le incarnazioni fumettistiche pubblicate in albi Panini Comics come Topolino e Minnie in: CasablancaLa strada e Metropolis.

Per i possessori della MIC card è gratuito l’accesso ai Musei Civici e ai siti archeologici e artistici della Sovrintendenza Capitolina. Sono inoltre gratuite le visite e le attività didattiche che rientrano nel biglietto d’ingresso al museo. Ricordiamo che la MIC può essere acquistata da chi vive o studia a Roma al costo di 5 euro e permette l’ingresso illimitato per 12 mesi nel Sistema dei Musei in Comune. Per info:www.museiincomuneroma.it

 

 

MOSTRE IN CORSO

 

MUSEI CAPITOLINI

La Roma dei Re. Il racconto dell’Archeologia. Fino al 27 gennaio 2019 (Palazzo Caffarelli e Area del Tempio di Giove di Palazzo dei Conservatori).

La fase più antica della storia di Roma è illustrata ricostruendo costumi, ideologie, capacità tecniche, contatti con ambiti culturali diversi, trasformazioni sociali e culturali delle comunità che vivevano quando Roma, secondo le fonti storiche, era governata da re.

I Papi dei Concili dell’era moderna. Arte, Storia, Religiosità e Cultura. Prorogata fino al 3 marzo 2019 (Palazzo dei Conservatori - Sale piano terra).

La mostra costituisce un’occasione unica per ripercorrere la storia degli ultimi tre concili dell’età moderna.

www.museicapitolini.org

 

MUSEO DELL’ARA PACIS

Marcello Mastroianni. Fino al 17 Febbraio 2019

Una grande mostra dedicata a uno dei simboli del cinema italiano nel mondo, raccontato attraverso i suoi ritratti più belli, i cimeli e le tracce dei suoi film e dei suoi spettacoli, le immagini e i racconti, gli scritti, le testimonianze, le recensioni.

www.arapacis.it

 

MERCATI DI TRAIANO – MUSEO DEI FORI IMPERIALI

Traiano. Costruire l’Impero, creare l’EuropaFino al 18 novembre 2018

Il “racconto” della mostra si sviluppa attraverso statue, ritratti, decorazioni architettoniche, calchi della Colonna Traiana, monete d’oro e d’argento, modelli in scala e rielaborazioni tridimensionali, filmati: una sfida a immergersi nella grande Storia dell’Impero e nelle storie dei tanti che l’hanno resa possibile.

Columna mutãtio – La Spirale. Fino al 18 Novembre 2018

Un’installazione monumentale di arte contemporanea ispirata alla Colonna di Traiano interpreta la “mutazione” di significato voluta dalla storia.

I Confini dell’Impero Romano. Il Limes Danubiano: da Traiano a Marco Aurelio. Fino al 18 Novembre 2018

www.mercatiditraiano.it

GALLERIA D’ARTE MODERNA

Roma Città Moderna. Da Nathan al Sessantotto. Fino al 2 dicembre 2018

Un tributo alla Capitale d’Italia attraverso gli artisti che l’hanno vissuta e gli stili con cui si sono espressi. Una rassegna unica, che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ’900 con in primo piano la città di Roma, da sempre polo d’attrazione di culture e linguaggi diversi.

www.galleriaartemodernaroma.it

MUSEO DI ROMA

Raffaele de Vico (1881-1969) Architetto e Paesaggista. Fino al 25 novembre 2018

Un tributo della Capitale a uno dei maggiori architetti e paesaggisti del Novecento, Raffaele de Vico (1881-1969). Una mostra unica nel suo genere attraverso la quale è anche ripercorsa la storia del verde pubblico romano nella prima metà del secolo passato.

Il Sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre. Fino al 3 febbraio 2019

Dalla dura ricostruzione del paese dopo la devastazione della seconda guerra mondiale al clamoroso boom economico degli anni ’60.

www.museodiroma.it

MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE

Lisetta Carmi. La bellezza della verità. Fino al 3 Marzo 2019

La mostra si propone di valorizzare l’opera della fotografa attraverso un percorso espositivo scandito da tre nuclei di lavori, concepiti come progetti di pubblicazione su tre temi molto diversi fra loro: la metropolitana parigina, i travestiti e la Sicilia. In mostra saranno presenti anche i lavori più noti, a documentare un percorso fotografico lungo vent’anni, tra i Sessanta e i Settanta, caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, mai occasionale e straordinariamente empatica.

Prendi la tua cartella e vattene da scuola. Fino al 25 novembre 2018

Le leggi razziali del 1938 commentate dai bambini della periferia di Roma

La mostra raccoglie disegni ed elaborati realizzati dai bambini che frequentano le Scuole della Pace, doposcuola  gratuiti che la Comunità di Sant’Egidio realizza nelle periferie di Roma.

 

MUSEI DI VILLA TORLONIA

Duilio Cambellotti. Mito, sogno e realtà. Fino all’11 Novembre 2018

Con la mostra monografica Duilio Cambellotti. Mito, sogno e realtà, la città di Roma avrà l’opportunità di conoscere nelle sue diverse sfaccettature l’opera di uno degli artisti più versatili della prima metà del ’900, in un contesto museale fra i più affascinanti di Roma Capitale (Casino Nobile e Casino dei Principi)

Metamorfosi del quotidiano. Fino al 9 dicembre 2018

La collezione di Francesco Principali, fine e raffinato collezionista di arti decorative del XX secolo si integra perfettamente con lo stile liberty e le vetrate artistiche della Casina delle Civette.

www.museivillatorlonia.it

MUSEO CARLO BILOTTI  ARANCIERA DI VILLA BORGHESE 

Joaquín Roca Rey. Le forme del mito. Fino all’11 Novembre 2018

In esposizione 25 sculture datate 1956–2001 che, evidenziando l’indagine formale, tra mito e ritualità, sono riuscite a cogliere il meglio del linguaggio moderno.

INFO

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.museiincomuneroma.it

Testo da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


Roma: al Museo dell’Ara Pacis tutti in maschera a “L’Ara Com’era”

Al Museo dell’Ara Pacis

tutti in maschera a “L’Ara Com’era”

venerdì 9 e sabato 10 febbraio

ingresso ridotto a tutti i visitatori… in costume carnevalesco!

Ingresso ridotto per tutti i visitatori che indossano una maschera o un costume di Carnevale: è questa la speciale promozione che L’Ara com’era, la visita immersiva e multisensoriale dell’Ara Pacis, riserverà ai cittadini e turisti per il fine settimana di venerdì 9 e sabato 10 febbraio. La riduzione per assistere all’innovativo archeoshow è valida per tutti gli spettacoli, dalle 19.30 alle 23 (con ultimo ingresso alle ore 22). Un’occasione unica per immergersi nella storia di uno dei più importanti capolavori dell’arte romana, costruito tra il 13 e il 9 a.C. per celebrare la Pace instaurata da Augusto sui territori dell’impero.

In un racconto che unisce storia e tecnologia, L’Ara com’era è il primo intervento sistematico di valorizzazione in realtà aumentata e virtuale del patrimonio culturale di Roma Capitale. Lanciato nel 2016, l’innovativo racconto sull’Ara Pacis e sulle origini di Roma è stato ulteriormente potenziato con due nuovi punti d’interesse in Realtà Virtuale: la combinazione di riprese cinematografiche dal vivo, ricostruzioni in 3D e computer grafica arricchisce dunque la narrazione e crea un impatto emozionale più profondo con il pubblico.

Immersi in un ambiente a 360°, i visitatori possono ammirare l’Ara Pacis mentre ritrova i suoi colori originali: una “magia” resa possibile da uno studio sperimentale realizzato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturalinel corso di oltre un decennio che ha portato a una ricostruzione ipotetica ma con la massima approssimazione consentita.

 Il colore non è la sola sorpresa ad accogliere i visitatori che, catapultati indietro nel passato, possono riviverlo da una posizione privilegiata ‘galleggiando’ in volo sull’altare, planando sul Campo Marzio e assistendo alla prima ricostruzione in realtà virtuale di un sacrificio romano, compiuto da veri attori, rimanendo sempre al centro della scena. Leggere di più


Roma: i 70 anni della Magnum Photos in mostra al Museo dell’Ara Pacis

I 70 anni della Magnum Photos

in mostra al Museo dell’Ara Pacis

Dal 7 febbraio al 3 giugno 2018 le celebri immagini e gli storici reportage

della più grande agenzia fotogiornalistica internazionale 

RUSSIA. Altai Territory. 2000. Villagers collecting scrap from a crashed spacecraft, surrounded by thousands of white butterflies. Environmentalists fear for the region's future due to the toxic rocket fuel.

 Roma, 6 febbraio 2018 - Arriva a Roma, nella sua prima tappa europea e unica italiana, la mostra Magnum Manifesto, che sarà ospitata dal Museo dell’Ara Pacis dal 7 febbraio al 3 giugno 2018. L’esposizione, promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, proposta da Contrasto e Magnum Photos 70 e organizzata in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, ha cominciato il suo tour globale nel giugno 2017 all’International Center for Photography di New York. L’intento è quello di celebrare il settantesimo anniversario della più grande agenzia fotogiornalistica del mondo, Magnum Photos, creata da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger e David Seymour nell’aprile del 1947. Da quel giorno, la Magnum Photos è diventata un riferimento nel tempo  sempre più importante per la documentazione e per il fotogiornalismo. Gli autori di Magnum hanno documentato guerre, testimoniato le tensioni sociali, interpretato il nostro tempo, ritratto tanto le persone comuni quanto i grandi della terra, preconizzato i nuovi drammi del futuro.

La mostra raccoglie parte del lavoro realizzato in tutti questi anni e getta uno sguardo nuovo e approfondito sulla storia e sull’archivio dell’Agenzia.

Le immagini celebri e i grandi reportage dei suoi autori permettono di comprendere in che modo e per quale motivo Magnum sia diventata diversa, unica e leggendaria. Dal reportage sui lavoratori immigrati negli USA, realizzato da Eve Arnold negli anni Cinquanta, ai ritratti di “famiglia”, teneri e intimi, di Elliott Erwitt; dalle celebri immagini degli zingari di Josef Koudelka, fino alla toccante serie realizzata nel 1968 da Paul Fusco sul "Funeral Train", il treno che trasportò la salma di Robert Kennedy nel suo ultimo viaggio verso il cimitero di Arlington, attraversando un’America sconvolta e dolente. E ancora, le serie più recenti dei nuovi autori di Magnum: dalla “Spagna Occulta” di Cristina Garcia Rodero, alle osservazioni antropologiche, sotto forma di fotografie, realizzate nel mondo da Martin Parr;  dalla cruda attualità del Sud America documentato da Jérôme Sessini,  fino al Mar Mediterraneo, tenebroso e incerto nelle notti dei migranti, fotografato da Paolo Pellegrin.

Il curatoreClément Chéroux – direttore della fotografia al MoMA di San Francisco e già curatore della grande retrospettiva dedicata a Cartier-Bresson realizzata dal Centre Pompidou e ospitata a Roma proprio al Museo dell’Ara Pacis –  ha selezionato una serie di documenti rari e inediti, immagini di grande valore storico e nuove realizzazioni, per illustrare come Magnum Photos debba la sua eccellenza alla capacità dei fotografi di fondere arte e giornalismo, creazione personale e testimonianza del reale, verificando come il “fattore Magnum” continui a esistere e a rinnovare continuamente il proprio stile.

Il percorso espositivo è suddiviso in tre sezioni: la prima scruta l’archivio di Magnum attraverso una lente umanista e si concentra sugli ideali di libertà, uguaglianza, partecipazione e universalismo che emersero dopo la seconda guerra mondiale; la seconda mostra la frammentazione del mondo tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento, con uno sguardo particolare rivolto alle  minoranze e agli esclusi; la terza, infine, segue le diverse forme espressive grazie alle quali  i fotografi Magnum hanno colto i mutamenti del mondo e i pericoli che lo minacciano.

Oltre a raccogliere i progetti individuali e collettivi realizzati nel corso degli anni, la mostra presenta anche proiezioni, copertine di riviste, articoli di giornali, libri realizzati nel corso del tempo,  mostrando il contesto originale in cui molte delle fotografie sono state concepite.

La mostra è accompagnata da un libro edito da Contrasto.

 

Magnum è un gruppo di fotogiornalisti eccezionali che viaggiano in tutto il mondo per fotografare avvenimenti storici.

Inge Bondi

Magnum è un’organizzazione tenuta insieme da un’intangibile colla di sogni e speranze. Wayne Miller

Magnum è un paradosso.

John G. Morris

Magnum è una specie di miracolo fin dalla sua nascita.

David Seymour

Magnum è la fotografia.

Henri Cartier-Bresson

SCHEDA TECNICA

Mostra

MAGNUM MANIFESTO.

Guardare il mondo e raccontarlo in fotografia

Luogo

Museo dell’Ara Pacis

Lungotevere in Augusta, Roma

Anteprima stampa

Inaugurazione

Apertura al pubblico

Martedì 6 febbraio, ore 11.00 – 13.00

Martedì 6 febbraio, ore 18.00

7 febbraio – 3 giugno 2018

Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima). Chiuso 1 maggio

Info Mostra

Biglietti

060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)

www.arapacis.it

Biglietto solo mostra: 11€ intero; 9€ ridotto + prevendita € 1

Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Promossa da

Proposta da

Organizzata in collaborazione con

Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Contrasto e Magnum Photos 70

Zètema Progetto Cultura

A cura di

ClémentChéroux

SPONSOR SISTEMA MUSEI IN COMUNE

Con il contributo tecnico di

Ferrovie dello Stato italiane

Media partner

Il Messaggero

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CHE COS'È MAGNUM?

Una cooperativa di celebri fotografi, creata a Parigi e a New York nel 1947; un modello economico innovativo, che permetteva ai suoi membri di diventare proprietari delle immagini, un luogo di dibattito per approcci diversi e contrastanti. Per i settant'anni di Magnum sarebbe stato allettante raccogliere le immagini che raffigurassero la vita dell'agenzia. Ma non avrebbe fatto altro che avvalorare la superficialità del mito.

La storia è senza dubbio il miglior antidoto al mito. Per il progetto, era necessario che questa storia poggiasse certo su immagini, ma anche su parole. Perché il testo occupa in Magnum Photos un posto fondamentale. Dopo le prime conversazioni, è attraverso gli scambi epistolari che lo spirito dell'agenzia si è forgiato. Sono stati poi i contratti e gli appunti che hanno permesso di affinarlo o trasformarlo. Insomma, in Magnum la parola è di casa. Abbiamo rintracciato testi, interviste, lettere, appunti o racconti dei membri nei quali si tentava di definire lo spirito collettivo. Ecco il motivo del titolo Magnum Manifesto. Questi diversi documenti hanno l'ambizione di mostrare quali siano state le posizioni, etiche ed estetiche, dei fotografi dell'agenzia.

La storia dell'arte ha dimostrato che le opere hanno spesso due autori: l'artista e il suo contesto. Ed è vero anche per Magnum. Era quindi necessario accostare lo studio cronologico e tematico della cooperativa a quello delle grandi questioni che hanno segnato la seconda metà del Novecento e i primi anni Duemila: proponiamo quindi una storia incrociata. Insieme, i membri di Magnum hanno contribuito a dare forma alle evoluzioni culturali con il loro sguardo impegnato, ironico, critico e originale.

Questa mostra si spinge al di là del mito e inserisce l'agenzia in un contesto storico più ampio, grazie a un dettagliato lavoro di documentazione. I diversi orientamenti e approcci sviluppati nel corso degli anni sono presentati attraverso tre periodi principali:

PARTE PRIMA 1947-1968: Diritti e rovesci umani

PARTE SECONDA 1969-1989: Un inventario di differenze

PARTE TERZA 1990-2017: Storie della fine

La sezione finale, "Magnum è ... ", accompagnata da una scelta della corrispondenza epistolare tra i membri dell'agenzia, dà voce ai fotografi e al personale dell'agenzia per tentare di definire il multiforme "Spirito Magnum", plasmato dalle parole tanto quanto dalle immagini.

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PARTE I: 1947 - 1968

Diritti e rovesci umani

Nei decenni successivi alla Seconda guerra mondiale si assiste a un radicale riassetto dello scenario geopolitico: la decolonizzazione, la progressiva affermazione degli Stati Uniti e dell’URSS come superpotenze, l’inizio della Guerra Fredda…

È nel contesto di questa tumultuosa ricostruzione che emerge una nuova forma di umanesimo, che si manifesta principalmente nel crescente numero di organismi di cooperazione internazionale come la NATO, il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Nel 1948 l’ONU approva la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Stilato tra il 1946 e il 1948 – proprio negli anni in cui è fondata Magnum Photos – il documento proclama i medesimi valori di libertà, uguaglianza e dignità difesi dai membri dell’agenzia, tanto che non è raro ritrovare, nei molti testi che i fotografi scrissero all’epoca, le stesse parole utilizzate nella Dichiarazione Universale. Negli anni Cinquanta e Sessanta, gran parte dei loro progetti fotografici, individuali o collettivi, sono rivolti alla difesa del concetto di universalità e alla denuncia di qualunque tentativo di negarla.

PARTE II: 1969 - 1989

Un inventario di diversità

Dopo le rivolte studentesche del 1968, gli anni Settanta sono caratterizzati da un edonismo generalizzato che culminerà nell’individualismo consumista degli anni Ottanta. In questi anni, i fotografi Magnum si ritrovano impegnati, più che in passato, in incarichi corporate e pubblicitari. Nel frattempo, però, si dedicano più a lungo anche a progetti personali, che spesso approdano alla pubblicazione di volumi che non sono solo raccolte di immagini, ma opere con una forte impronta autoriale. Nel corso di questi due decenni, il soggetto preferito dei fotografi dell’agenzia è la figura dell’altro: l’“alieno”, il “selvaggio”, il “malato”, il “folle”, l’“emarginato”. I fotografi si concentrano su quello che lo storico francese Paul Veyne chiama “l’inventario delle diversità”. Finora, hanno sempre ricercato le somiglianze tra esseri teoricamente uguali. Ora sono più interessati alle dissomiglianze. Tale attrazione per l’alterità continua a iscriversi in una ricerca dell’universalismo, che d’ora in avanti, però, si declinerà in un sottofondo implicito.

PARTE III: 1990 - 2017

storie della fine

Dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989, negli anni Novanta e Duemila si assiste alla dissoluzione del comunismo. Favorito dallo sviluppo delle tecnologie digitali, un capitalismo disinibito trionfa in tutto il pianeta, e la globalizzazione si impone ovunque. All’interno di Magnum, questo fenomeno si traduce in un’espansione “culturale”, con un sostanziale aumento delle mostre e delle pubblicazioni. I fotografi “artisti”, finora in minoranza, assumono sempre più rilievo. Nel 1989, l’accademico statunitense Francis Fukuyama pubblica l’articolo “The End of History?”, un saggio controverso che enuncia il concetto di “fine della storia” come conclusione dello sviluppo socioculturale dell’umanità. Se il modernismo osservava tutto attraverso il prisma della novità, il postmodernismo sembra incapace di concepire qualsiasi cosa senza che ne sia stata prima decretata la fine. In questi due decenni, molti membri dell’agenzia si dedicano a fotografare tutto ciò che sembra stia per scomparire: il comunismo, le tecniche di pesca tradizionali, il Concorde, e persino la fotografia, con la chiusura delle fabbriche Kodak, documentata nell’ambito del progetto collettivo “Postcards from America”.

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FOTOGRAFI IN MOSTRA

Abbas

Christopher Anderson

Eve Arnold

Olivia Arthur

Bruno Barbey

Jonas Bendiksen

Werner Bischof

Michael Christopher Brown

René Burri

Cornell Capa

Robert Capa

Henri Cartier-Bresson

Antoine d'Agata

Raymond Depardon

Bieke Depoorter

Thomas Dworzak

Elliott Erwitt

Martine Franck

Leonard Freed

Paul Fusco

Cristina Garcia Rodero

Jean Gaumy

Burt Glinn

Jim Goldberg

Philip Jones Griffiths

Harry Gruyaert

Ara Giiler

Philippe Halsman

Hiroshi Hamaya

Erich Hartmann

David Alan Harvey

Bob Henriques

Thomas Hoepker

David Hurn

Richard Kalvar

Josef Koudelka

Hiroji Kubota

Sergio Larrain

Guy Le Querrec

Erich Lessing

Herbert List

Danny Lyon

Constantine Manos

Peter Marlow

Susan Meiselas

Wayne Miller

Inge Morath

Lu Nan

Trent Parke

Martin Parr

Paolo Pellegrin

Gueorgui Pinkhassov

Mark Power

Raghu Rai

Eli Reed

Mare Riboud

Miguel Rio Branco

George Rodger

Moises Saman

Alessandra Sanguinetti

Jérome Sessini

David Seymour (Chim)

Marilyn Silverstone

W. Eugene Smith

Jacob Aue Sobol

Alec Soth

Chris Steele-Perkins

Dennis Stock

Mikhael Subotzky

Nicolas Tikhomiroff

Larry Towell

Peter van Agtmael

Alex Webb

Donovan Wylie

Patrick Zachmann

 

Testi e immagine da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


Roma, mostra "Hokusai. Sulle orme del Maestro" dal 12 ottobre

HOKUSAI Sulle orme del Maestro

12 ottobre 2017 – 14 gennaio 2018

Roma, Museo dell’Ara Pacis

Biglietti in prevendita dal 1° giugno 2017


Deve la sua fama universale alla Grande Onda parte della serie di Trentasei vedute del monte Fuji e all’influenza che le sue riproduzioni ebbero sugli artisti parigini di fine Ottocento, tra i quali Manet, Toulouse Lautrec, Van Gogh e Monet, protagonisti del movimento del Japonisme. L’opera di Katsushika Hokusai (1760-1849), maestro indiscusso dell’ukiyoe, (che letteralmente significa “immagini del Mondo Fluttuante”), attivo tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, è vastissima e versatile, ed ebbe grande diffusione nel tempo grazie ai numerosi seguaci.
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Nuovo allestimento dei ritratti della dinastia giulio-claudia al Museo Ara Pacis

Con i calchi della Fondazione Sorgente Group

viene riunita la dinastia di Augusto al Museo dell’Ara Pacis

Dal 17 maggio sono esposti  i calchi in gesso dei ritratti dei nipoti

di Augusto, i principi designati alla successione imperiale 

I ritratti della Gens Giulio Claudia appartenenti alla Fondazione Sorgente Group entreranno nella storia degli studi archeologici. Dal 17 maggio le loro copie in gesso fanno parte di un nuovo allestimento del Museo dell’Ara Pacis promosso da  Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura,  dove andranno a completare la serie già esposta dal 2006. Il progetto è stato finanziato interamente dalla Fondazione Sorgente Group, Istituzione per l’Arte e la Cultura, senza finalità di lucro istituita nel 2007 grazie al sostegno economico del Gruppo finanziario Sorgente Group con lo scopo di valorizzare, promuovere e divulgare tutte le espressioni della cultura e dell’arte appartenenti al nostro patrimonio culturale.
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Roma: “L’Ara Com’era” festeggia la Festa della Mamma

“L’Ara Com’era” festeggia la Festa della Mamma con l’iniziativa “Con te mamma”

 Due ingressi al prezzo di uno: figlio/a over 13 entra gratis con mamma


Roma, 11 maggio 2017 - Per un dono originale e appassionante in occasione della prossima “Festa della Mamma” Roma Capitale ha pensato a un’idea speciale: L’Ara com’era, la visita immersiva e multisensoriale dell’Ara Pacis, ospita la speciale promozione “Con te mamma” che riserva il 2x1 nella settimana da domenica 14 a domenica 21 maggio 2017. Dalle 20.15 (con ultimo ingresso alle ore 22 da domenica a giovedì e alle ore 23 venerdì  e sabato) tutte le cittadine e turiste ‘madri’, accompagnate da figli con età “over 13”, potranno assistere all’innovativo archeo-show acquistando due biglietti al prezzo di uno. Un’occasione unica per ammirare il primo intervento sistematico di valorizzazione del patrimonio culturale di Roma, riproposto in una versione ancora più coinvolgente grazie all’integrazione tra computer grafica, realtà virtuale e aumentata dal 20 gennaio.
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Roma: dal 21 aprile “L’Ara com’era” in programma tutte le sere

Dal 21 aprile il fascino de “L’Ara com’era” in programma tutte le sere 

Spettacoli fino al 30 ottobre


Grande successo per L’Ara Com’era, la visita immersiva e multisensoriale dell’Ara Pacis riproposta in una versione ancora più coinvolgente grazie all’integrazione tra computer grafica, realtà virtuale e aumentata. Per soddisfare le crescenti richieste e con l’occasione della bella stagione dal 21 aprile al 30 ottobre cittadini e turisti avranno l’occasione di assistere all’innovativo archeoshow tutti i giorni della settimana (non solo il venerdì e il sabato).
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Roma: L'Ara com'era, da venerdì 20 gennaio ancora più immersivo

L'ARA COM'ERA

Da venerdì 20 gennaio diventa ancora più immersivo il racconto del Museo dell’Ara Pacis

Combinando realtà virtualeaumentata, ripresecinematografiche dal vivo, ricostruzioni in 3D e computer grafica, L’ARA COM’ERA consente al visitatore unacompleta immersione nell'antico Campo Marziosettentrionale dove sarà possibile assistere alla prima ricostruzione in realtà virtuale di un sacrificio romano.
Dopo il grande successo dei primi tre mesi di programmazione, con 11mila visitatori,L’ARA COM’ERA, il primo intervento sistematico di valorizzazione in realtà aumentata e virtuale di uno dei più importanti capolavori dell’arte romana, diventa ancora più immersivo e coinvolgente. Cittadini e turisti hanno ora l’occasione di assistere all’innovativo racconto sull’Ara Pacis e sulle origini di Roma ulteriormente potenziato grazie due nuovi punti d’interesse in Realtà Virtuale che, combinando riprese cinematografiche dal vivo, ricostruzioni in 3D e computer grafica, consentono al visitatore una completa immersione nell'antico Campo Marzio settentrionale dove è possibile assistere alla prima ricostruzione in realtà virtuale di un sacrificio romano.
 
Un’implementazione che arricchisce la narrazione e crea un impatto emozionale più profondo con il pubblico. I visitatori vengono catapultati indietro nel passato per riviverlo da una posizione privilegiata. Immersi in un ambiente a 360° possono ammirare l’Ara Pacis mentre ritrova i suoi colori originali: una “magia” resa possibile da uno studio sperimentale realizzato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nel corso di oltre un decennio che ha portato a una ricostruzione ipotetica ma con la massima approssimazione consentita.
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Roma: l'Ara com'era dal 23 dicembre all'8 gennaio

L’ARA COM’ERA

dal 23 dicembre all’8 gennaio in programma tutte le sere

 
Grande successo per L’ARA COM’ERA, la visita immersiva e multisensoriale dell’Ara Pacis che, nei primi tre mesi di programmazione nel week-end, ha registrato il tutto esaurito con 7mila visitatori. E ora, in occasione delle festività natalizie, dal 23 dicembre all’8 gennaio cittadini e turisti avranno l’occasione speciale di assistere all’innovativo archeoshow tutti i giorni della settimana (non solo di venerdì e sabato) dalle 19.30 alle 24, con ultimo ingresso alle ore 23.
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