“Transizione”: la scomparsa della cultura contadina ungherese nelle foto di Péter Korniss

“TRANSIZIONE”: la scomparsa della cultura contadina ungherese nelle immagini del grande fotografo Péter Korniss

A due anni dalla retrospettiva in patria arriva dal 10 aprile al 2 giugno al Museo di Roma in Trastevere la personale dell’artista magiaro

Péter Korniss mostra fotografica Transizione Museo di Roma in Trastevere Ungheria
Péter Korniss, Ad una fiera di Natale/At a Christmas Fair (2012)

Roma, 5 aprile 2019 – Considerato una delle personalità più significative della fotografia contemporanea ungherese, Péter Korniss approda a Roma con la mostra intitolata Transizione in programma al Museo di Roma in Trastevere dal 10 aprile al 2 giugno. L’esposizione, promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dall’Ambasciata di Ungheria, Accademia d’Ungheria in Roma e Galleria Vàrfok di Budapest, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, arriva a due anni di distanza dall’ottantesimo compleanno del fotografo e dalla retrospettiva monumentale a lui dedicata dalla Galleria Nazionale Ungherese.

La mostra curata da Krisztina Kovácsdirettore della Galleria Várfok di Budapest, si concentra principalmente sulla scomparsa della cultura contadina tradizionale nell'Europa orientale e si compone delle più emblematiche fotografie realizzate dall’artista nella sua lunga carriera. Dai suoi prima scatti del villaggio ungherese della Transilvania Szék (in romeno Sic), realizzate nel 1967, alla più recente e concettuale serie Guest Worker Women a Budapest (2014-17), Korniss ha rappresentato con occhio attento i cambiamenti e i segni irreversibili che la globalizzazione ha lasciato sulla cultura e sulla vita familiare delle comunità dei villaggi rurali.

Péter Korniss, Davanti agli scaffali/In Front of the Bookshelves (2015)

Divisa in quattro sezioni, allestite in ordine cronologico, la mostra vuole mettere in risalto lo sforzo coerente e il lavoro coscienzioso che hanno caratterizzato la carriera di Korniss per cinquanta anni, sottolineando al contempo la sua forte sensibilità fotografica, costantemente ravvivata e rinnovata nel tempo. Si comincia con la sezione del chiostro in cui prende vita il primo capitolo della mostra dal titolo Il passato 1967 – 1978, per poi proseguire con la seconda parte intitolata Transizione 1989 – 2016. Il terzo capitolo, invece, è dedicato completamente alla nota serie The Guest Worker, incentrata sulla vita dei pendolari tra la Transilvania e l’Ungheria. Queste opere, realizzate tra il 1979 e il 1988, sono ormai pietre miliari della fotografia – come la celebre immagine degli Armadietti per alimenti degli operai – la cui potenza espressiva offre ancora oggi spunti validi per gli artisti contemporanei ungheresi. L’esposizione si conclude poi con la quarta e ultima parte dal titolo Guest Worker Women a Budapest 2012 – 2015, con le fotografie più recenti dell’artista dedicate alle donne transilvane provenienti dal comune Szék (in romeno Sic), che lavorano a Budapest indossando ancora oggi i loro abiti tradizionali rossi.

PÉTER KORNISS

Korniss ha lavorato come fotoreporter per la stampa ungherese così come per altre riviste internazionali, tra cui il National GeographicGEO MagazineAironeFortuneForbes. Dal 1977 è stato membro della giuria del World Press Photo per tre anni.

Come fotografo documentarista ha trascorso più di cinquant’anni a registrare il modo di vivere e la cultura contadina in via di estinzione. Dalla fine degli anni ’70 ha iniziato a concentrarsi sulla vita dei pendolari e ha seguìto la vita di András Skarbit per oltre un decennio. La serie The Guest Worker (1988) è stata il primo progetto fotografico a lungo termine nella scena artistica ungherese ed è stata esposta in tutto il mondo, tra cui Monaco di Baviera, Stati Uniti, Praga, Bratislava, e una selezione è stata anche in mostra alla Royal Academy of Art di Londra.

Sui suoi progetti sono stati pubblicati dei libri importanti: Heaven’s Bridegroom (1975)Passing Times (1979)The Guest Worker (1988)Inventory (1998)Attachment (2008) e Continuing Memories (2017).

Le sue fotografie, esposte in diverse gallerie e musei in sedici paesi, sono reperibili nelle seguenti collezioni: Museo Ungherese della Fotografia (Kecskemét, Ungheria), Musée Nicephore Niépce (Chalon-sur-Saône, Francia), National Science and Media Museum (Bradford, Regno Unito), Museo Déri (Debrecen, Ungheria), Museo Laczkó Dezső (Veszprém, Ungheria), Galleria Nazionale Ungherese (Budapest, Ungheria), Getty Research Center (Los Angeles, Stati Uniti), The Archive of Modern Conflict (Toronto, Canada).

SCHEDA INFO

Mostra Péter Korniss: Transizione

Luogo Museo di Roma in Trastevere,

Piazza S. Egidio,1/b 00153 Roma

Apertura al pubblico 10 aprile – 2 giugno 2019

Inaugurazione 9 aprile 2019, ore 18.00

Orario Museo Da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00

La biglietteria chiude alle ore 19.00

24 e 31 dicembre 10.00 – 14.00

Chiuso lunedì (ad eccezione di lunedì 22 aprile 2019, giorno di Pasquetta in cui il museo darà aperto al pubblico), 25 dicembre , 1 gennaio e 1 maggio.

Biglietteria Tariffe non residenti:

Intero: € 6,00

Ridotto: € 5,00

Tariffe residenti:

Intero: € 5,00

Ridotto: € 4,00

Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Biglietto unico comprensivo di ingresso al Museo e alla Mostra

Acquistando la MIC Card, al costo di € 5,00 ingresso illimitato per 12 mesi

Salvo integrazione se presente altra mostra

Promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Ambasciata di Ungheria, Accademia d’Ungheria in Roma e Galleria Vàrfok di Budapest

Servizi museali Zètema Progetto Cultura

SPONSOR SISTEMA

MUSEI IN COMUNE

Media Partner Il Messaggero

Info Mostra Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00)

www.museodiromaintrastevere.it

www.museiincomuneroma.it, www.zetema.it

 

 Testi e immagini da Ufficio stampa Accademia d’Ungheria in Roma e Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura

 


Memoria del Perù. Fotografie Museo di Roma in Trastevere

"Memoria del Perù. Fotografie 1890 – 1950": la mostra al Museo di Roma in Trastevere

Memoria del Perù. Fotografie 1890 – 1950, alla scoperta del Perù e delle sue trasformazioni attraverso le immagini dei più grandi fotografi del paese sudamericano

Al Museo di Roma in Trastevere dal 5 aprile al 26 maggio

Memoria del Perù. Fotografie Museo di Roma in Trastevere
Campesino cusqueño. Cesar meza 1945

Roma, 1 aprile 2019 – Il racconto della trasformazione di un paese attraverso le immagini dei suoi fotografi più significativi. Prende il via al Museo di Roma in Trastevere Memoria del Perù. Fotografie 1890 – 1950, la mostra promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dall’Ambasciata del Perù in Italia, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, che sintetizza sessanta anni di storia e cambiamenti del paese sudamericano in un percorso espositivo ricco di punti di vista differenti.

Il Perù, considerato una delle culle di civiltà del mondo, ha vissuto nel corso degli anni una mutazione sociale a seguito della progressiva accoglienza di popolazioni provenienti dall’Europa, dall’Africa e dall’Oriente. Questo scenario post-coloniale, che ha coniugato storie di conquista e migrazione con gli elementi sociali, culturali e geografici di un intero paese, ha rappresentato fonte di ispirazione per numerose espressioni artistiche, fotografia compresa.

La collezione, allestita al Museo di Roma in Trastevere dal 5 aprile al 26 maggio, permette di rivivere questo processo di costruzione attraverso lo sguardo di maestri come Max T. VargasMartín ChambiCarlos y Miguel VargasJuan Manuel Figueroa Aznar,Sebastián RodríguezBaldomero Alejoso Walter O. Runcie, per citarne solamente alcuni dei più importanti in questa selezione. Un gruppo di eminenti creatori visivi che ha aperto la strada alla creazione di una tradizione fotografica peruviana utilizzando la macchina fotografica come mezzo per ritrarre, comprendere e interpretare il paese.

Grazie alle loro immagini – e a tante altre simili – il Perù, come lo conosciamo oggi, è emerso come una realtà comprensibile. Gli autori presenti in mostra hanno contribuito, ognuno con la propria cifra stilistica, alla costruzione di una identità nazionale raffigurando oltre alle meraviglie naturali del territorio, i grandi monumenti del passato precolombiano e le tradizioni ancestrali, compresi i conflitti sociali di una società in trasformazione, l’espansione dell’economia capitalista e le aspirazioni alla modernità di un intero popolo.

La mostra itinerante è stata già esposta in diverse città del mondo tra cui Hong Kong, Beijing, Shanghai, Seúl, Ottawa, Bangkok, Montreal, Madrid, Kuwait, Cairo, Ankara, Marrakech, Lyon, e, prossimamente, approderà a Parigi.

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


Contrappunti Museo di Roma in Trastevere

Dal 14 novembre ciclo di incontri "Contrappunti" al Museo di Roma in Trastevere

Dal 14 novembre 2018 al Museo di Roma in Trastevere “Contrappunti”  incontri sull’arte a Roma nel 1968

 

Un ciclo di appuntamenti con interventi dei protagonisti dell’epoca e immagini di opere e mostre realizzate in importanti gallerie romane

 

Roma, 12 novembre 2018. Dal 14 novembre 2018 al 16 gennaio 2019 nella Sala Multimediale del Museo di Roma in Trastevere si svolgerà Contrappunti, un ciclo di incontri per raccontare l’arte a Roma nel 1968, con la partecipazione di alcuni dei protagonisti dell’epoca, a cura di Silvana BonfiliRoberta Perfetti, e Silvia Telmon.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale -Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione conKinema Associazione Culturale, e con il patrocinio dell’Università Roma Tre - Dipartimento Filosofia, Comunicazione, Spettacolo.

A margine dell’ampia rassegna giornalistica dal titolo Dreamers, che al Museo di Roma in Trastevere ha raccontato con immagini e video gli eventi che hanno segnato il 1968, e alla chiusura del cinquantesimo anniversario del Sessantotto, che ha rappresentato una profonda trasformazione della società moderna, dei costumi, dell’immaginario collettivo, dei linguaggi e delle forme espressive, Contrappunti intende raccontare il clima culturale sessantottino e le relazioni creative con il mondo artistico, attraverso il racconto di artisti e critici e la riproposizione di immagini e opere-video che coinvolgono artisti come Alighiero Boetti, Fabio Mauri, Giosetta Fioroni, Mario Ceroli, Luca Maria Patella, Sergio Lombardo, Pino Pascali, Pietro Calzolari, Maurizio Mochetti. Al centro degli incontri le opere, le mostre e le azioni artistiche realizzate in quattro spazi espositivi romani che nel 1968, con la guida dei loro galleristi, hanno proposto singolari attività:L’Attico di Fabio Sargentini, La Salita di Gian Tomaso Liverani, La Tartaruga di Plinio De Martiis, l’Arco d’Alibert di Mara Coccia, Editalia di Lidio Bozzini.

Calendario

 

Mercoledì, 14 novembre 2018 ore 16.30 - Le mostre della galleria “La Salita”.

Gli artisti, Sergio Lombardo e Maurizio Mochetti, protagonisti delle mostre presso la galleria di Gian Tomaso Liverani nel 1968 raccontano, con Lorenzo Bruni - critico e curatore storico dell’arte - il loro percorso creativo nel panorama della rivolta studentesca e dei movimenti sociali aprendo una stagione di mobilitazione durata un decennio.

Mercoledì 21 novembre, ore 16.30 - Le mostre della galleria “La Tartaruga”

Ilaria Bernardi curatore storico dell’arte e Lara Conte - docente di storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Roma Tre - approfondiscono la portata rivoluzionaria e d’avanguardia della rassegna di performance dal titolo Teatro delle mostre, svoltasi presso la galleria di Plinio De Martiis nel maggio 1968.

 

Mercoledì 28 novembre, ore 16.30 – Le mostre della galleria Arco di Alibert

Daniela Ferraria e Tatiana Giovannetti - curatori e storici dell’arte - approfondiscono l’attività della galleria fondata da Mara Coccia che ha promosso una serie di mostre dedicate al design ma anche alla fotografia di Mario Cresci che, con l’evento Il Percorso ha reso protagonisti gli artisti romani.

Mercoledì 5 dicembre, ore 16.30 – L’“Ambiente proiettivo animato” de L’Attico e altre esperienze video romane.

Luca Maria Patella - artista - con Raffaella Perna - docente di Storia dell'arte contemporanea presso l’’Università di Macerata - indagano criticamente la produzione video di Patella in relazione alle altre esperienze video realizzate dallo stesso artista nel corso dell’anno 1968.

 

Mercoledì 12 dicembre, ore 16.30 – Le mostre e l’editoria della Galleria Editalia

Raffaella Bozzini - fondatrice della Galleria Edieuropa QUI arte contemporanea - con Davide Sarchioni - curatore storico dell’arte - approfondiscono l’azione culturale promossa dalla galleria di Lidio Bozzini che ha esteso la sua attività espositiva all’editoria con la pubblicazione di monografie e riviste specializzate in arte contemporanea.

Sezione “La video art raccontata da Marco Maria Gazzano”

Gli ultimi tre appuntamenti sono dedicati all’attività di video arte che in Italia proprio nel 1968 inizia la sua fortuna per poi diventare una vera e propria disciplina nei successivi anni Settanta. Tale sezione, curata dal Prof. Marco Maria Gazzano, docente presso l’Università Roma Tre – Dipartimento Filosofia, Comunicazione, Spettacolo, sarà accompagnata da documenti video da lui selezionati e provenienti dall’archivio di Kinema Associazione Culturale.

  • Mercoledì 19 dicembre, ore 16.30 -  La Videoarte. Il Sessantotto americano di Nam June Paik

Il coreano Nam June Paik, uno di principali animatori di Fluxus, è il primo a esplorare nuovi campi multimediali ed elettronici riflettendo sul loro ruolo all’interno della cultura moderna.

  • Mercoledì 9 gennaio, ore 16.30 - La Videoarte. Il Sessantotto italiano di Carlo Quartucci e Carla Tatò

Due protagonisti del teatro contemporaneo Quartucci e Tatò, rappresentano la felice relazione e la fortunata collaborazione con altri interpreti della cultura contemporanea realizzando delle opere d’arte di grande impatto avanguardistico.

  • Mercoledì 16 gennaio, ore 16.30 – La Videoarte. Il Sessantotto italiano di Gianni Toti

Un artista trasversale, ricercatore e costruttore inesausto di strumenti e linguaggi con cui esprimere idee, speranze e disperanze in flusso continuo dell’uomo nel mondo, letto nello spirito della contestazione sessantottina.

 

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Musei di Roma Capitale: appuntamenti del 9, 10, 11 novembre

I nuovi appuntamenti del fine settimana

nei Musei di Roma Capitale

Per le giornate del 9, 10,11 novembre in programma visite alle mostre, incontri per bambini e adulti, attività, eventi, spettacoli, concerti

Come tutti i fine settimanavenerdì 9, sabato 10 e domenica 11 novembre proseguono le attività culturali nei Musei Civici promossi da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Tra le tante proposte, si rinnova l’appuntamento con la manifestazione Nel week end l’arte si anima, che anche questa settimana prevede, sabato 10 novembre dalle 20 alle 24, l’apertura straordinaria serale del Museo di Roma. In programma l’esibizione del duo composto da Mario Raja (sax tenore) e Francesco Poeti (chitarra e basso) che, all’interno salone del secondo piano (ore 21 e 22.45), ripercorreranno la storia del jazz attraverso la riproposizione di storici classici e la rivisitazione di composizioni di Thelonious Monk eSteve Lacy e la Massimo Nunzi Observation Orchestra, che si cimenterà nel concerto dal titolo Jazz in Cinemascope – La colonna sonora del Boom economico. Nel salone d’onore,alle 21 e alle 22.45, l’ensemble diretto da Massimo Nunzi proporrà un viaggio musicale nella storia d’Italia del dopoguerra e del boom economico attraverso le più suggestive incursioni jazz nelle colonne sonore dei film del periodo. La band, formata da alcuni dei migliori giovani musicisti della scena italiana, seguirà un percorso filologico rigoroso rendendo omaggio ad alcuni dei più grandi maestri come Piero UmilianiRiz Ortolani,Bruno CanforaBruno Martino e solisti di jazz come Oscar ValdambriniNunzio Rotondo e Chet Baker.

Pagando il biglietto simbolico di un euro, o gratuitamente se in possesso della MIC Card, si potrà accedere al museo, attraversando le sale dello storico palazzo romano che affaccia su Piazza Navona, muoversi lungo il percorso espositivo, ammirando la collezione permanente e le mostre temporanee, e assistere ai concerti in programma.

Nella mattinata alle 11.30, per i bambini dai 6 ai 10 anni, in programma al Museo delle Mura il laboratorio didattico gratuito dal titolo Nei panni del legionario. Saranno mostrate ai ragazzi riproduzioni accurate di corazze, elmi, scudi e spade, elementi che caratterizzavano l’armamento del legionario romano. Partendo da questo sarà facile far capire loro l’importanza delle Mura di Roma, un monumento che per il suo notevole sviluppo (18,83 Km) e per la sua lunga storia caratterizza fortemente la città. Si consiglia di prenotare allo 060608.

Gli eventi gratuiti proseguiranno domenica 11 novembre alle 11.30 con i musicisti della Roma Tre Orchestra impegnati, al Museo Napoleonico, nel concerto gratuito dal titolo La musica romantica e neoromantica per violino e pianoforte. Daniele Sabatini al violino e Simone Rugani al pianoforte eseguiranno la Sonata per violino n. 1 in fa maggiore diMendelssohn, la Sonata per violino n. 2 in la maggiore op. 100 di Brahms e la Sonata per violino e pianoforte op. 11 di von Einem.

Contemporaneamente, alle 11.30, una nuova opportunità rivolta ai bambini prenderà vita nel Museo di scultura antica Giovanni Barracco. Aperto a una fascia di età compresa tra i 6 e i 10 anni si realizzerà il laboratorio didattico gratuito Geroglifici e cunei.

 

Proseguono fino all’11 novembre i Viaggi nell’antica Roma ai Fori di Cesare e Augusto in cui gli spettatori, accompagnati dalla voce di Piero Angela e da filmati e proiezioni, possono visitare quei luoghi così come si presentavano nell’antica Roma. Una rappresentazione emozionante e allo stesso tempo ricca di informazioni dal grande rigore storico e scientifico. Sia sabato che domenica le visite sono possibili alle 19.00 – 20.00 – 21.00 con la durata di 40 minuti (www.viaggioneifori.it).

Continua anche il racconto multimediale, tra storia e tecnologia, L’Ara Com’era al Museo dell’Ara Pacis. Una visita multisensoriale, tra ricostruzioni in 3D e computer grafica, realtà virtuale e aumentata in cui i visitatori sono immersi in un ambiente a 360° in cui possono ammirare uno dei più importanti capolavori dell’arte romana con i suoi colori originali e il Campo Marzio. Venerdì 9 e sabato10 dalle 19.30 alle 23.00 (ultimo ingresso ore 22.00).www.arapacis.it.

Venerdì 9 novembre  alle 16.00 alla Casa della Memoria e della Storia è in programma la tavola rotonda Il ruolo delle donne durante la grande guerra, nel corso della quale saranno proiettate le immagini della mostra“Il ruolo delle donne durante la Grande Guerra” ideata e realizzata dalla professoressa Maria Canale. Sabato 10 novembre alle 10.00 è previsto un convegno a partire dal libro Cultura popolare in Italia. Da Gramsci all’Unesco di Fabio Dei (Il Mulino, 2018), che ripercorre la storia degli studi antropologici italiani dal dopoguerra a oggi, a partire dall’influenza esercitata dal pensiero gramsciano sulle Osservazioni sul folclore pubblicate da De Martino nel 1950. Ancora in corso, inoltre, la mostra L’occupazione italiana della Libia. Violenza e colonialismo 1911-1943.

 

Sabato 10 novembre alle 11.00 al Museo Napoleonico una visita per conoscere il Conte Giuseppe Primoli, fondatore del Museo, collezionista, intellettuale e fotografo amatoriale: Gégé, un parigino a Roma. Nel percorso espositivo, l’operatore alternerà l’illustrazione delle opere al racconto biografico e mostrerà fotografie tratte dall’archivio Primoli che raccontano la trasformazione urbanistica, antropologica e identitaria di Roma a cavallo tra due secoli.

  

Domenica 11 novembre alle 11.00 nell’ambito dell’iniziativa L’opera della domenica alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi è previsto un appuntamento per conoscere il dipinto di Camillo Innocenti, Sultana, del 1913 a cura di Annalivia Villa (Sovrintendenza Capitolina). L’opera è esempio di una compiuta maturità espressiva in cui l’artista, attivo protagonista della “Secessione Romana”, dimostra di padroneggiare la tecnica divisionista allora in voga a livello europeo.

Ancora domenica alle 11.00I Concerti del Portico alla Casina delle Civette (Musei di Villa Torlonia) presentano Susanna Garcia Rubi al violoncello con musiche di J.S. BachSuite n. 5 BWV 1011 e A. Piatti Capriccio.

Per i più piccoli, Gi-Oca ai Musei Capitolini, nella mattinata di domenica 11 novembre alle 11.00 ai Musei Capitolini, è un gioco su temi storico/artistici rivolto a bambini dai 5 agli 11 anni, con l’obiettivo di avvicinarsi con fantasia alla storia e alla vita degli antichi Romani. Un vero e proprio gioco dell’oca che impegnerà i bambini in quiz e giochi di abilità, destinati a stimolare la memoria, la curiosità e la prontezza dei piccoli in gara.

Ancora per bambini gli appuntamenti al Museo di Zoologiasabato 10 novembre con la scienza divertente di Esperimenti e pozioni, alle 15.30 per i piccoli dai 5 ai 7 anni e alle 16.00 per la fascia di età 8-11 anni.

Domenica 11 novembre Un salto nel buio con le partite di museo-game alle 15.00 - 16.00 e alle 17.00.

Tra le mostre in corso da visitare nel fine settimana, La Roma dei Re. Il racconto dell’Archeologia e I Papi dei Concili dell’era moderna. Arte, Storia, Religiosità e Cultura ai Musei Capitolini. Al Museo di Roma Il Sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre: 160 scatti, videoinstallazioni e documentari che tracciano il ritratto collettivo degli italiani e dell’Italia della rinascita. Ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali l’esposizione dedicata all’imperatore Traiano in occasione dei 1900 anni dalla sua morte Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa. Inoltre, alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi, nel chiostro del Museo, l’installazione etica di Antonio Fraddosio Le tute e l’acciaio, dedicata agli operai dell’Ilva e alla città di Taranto e, nelle sale, la mostra Roma Città Moderna. Da Nathan al Sessantotto, una rassegna unica che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ’900 con in primo piano la città di Roma. Da non perdere, ai Musei di Villa Torlonia Duilio Cambellotti. Mito, sogno e realtà – al Casino Nobile e Casino dei Principi – e Metamorfosi del quotidiano – alla Casina delle Civette. Straordinaria Lisetta Carmi. La bellezza della verità, al Museo di Roma in Trastevere, la prima mostra dedicata alla fotografa in un museo pubblico a Roma. Tre i temi affrontati negli scatti, molto diversi fra loro: la metropolitana parigina, i travestiti e la Sicilia. Presenti anche i lavori più noti che documentano un percorso fotografico lungo vent’anni, tra i Sessanta e i Settanta, caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, mai occasionale. Sempre al Museo di Roma in Trastevere, apre al pubblico il 9 novembre la mostra Prendi la tua cartella e vattene da scuola, che raccoglie disegni ed elaborati realizzati dai bambini che frequentano le Scuole della Pace, doposcuola  gratuiti che la Comunità di Sant’Egidio realizza nelle periferie di Roma.

Al Museo dell’Ara Pacis, una grande mostra dedicata a uno dei simboli del cinema italiano nel mondo: Marcello Mastroianni. Attraverso i suoi ritratti più belli, i cimeli e le tracce dei suoi film e dei suoi spettacoli, le immagini e i racconti, gli scritti, le testimonianze, le recensioni, saranno raccontate tutta la carriera e la vita di questo straordinario attore, dal successo delle sue interpretazioni cinematografiche al suo percorso meno noto sulle scene teatrali.

Alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma Mickey 90 – L’Arte di un Sogno: Topolino e il cinema, un affascinante e ricco percorso narrativo che, attraverso ingrandimenti, foto, manifesti e immagini dei pezzi più prestigiosi esposti a Desenzano del Garda mostrerà al pubblico la carriera cinematografica di Topolino, dal suo debutto a oggi e alcuni momenti fondamentali del suo rapporto con il grande cinema, comprese le incarnazioni fumettistiche pubblicate in albi Panini Comics come Topolino e Minnie in: CasablancaLa strada e Metropolis.

Per i possessori della MIC card è gratuito l’accesso ai Musei Civici e ai siti archeologici e artistici della Sovrintendenza Capitolina. Sono inoltre gratuite le visite e le attività didattiche che rientrano nel biglietto d’ingresso al museo. Ricordiamo che la MIC può essere acquistata da chi vive o studia a Roma al costo di 5 euro e permette l’ingresso illimitato per 12 mesi nel Sistema dei Musei in Comune. Per info:www.museiincomuneroma.it

 

 

MOSTRE IN CORSO

 

MUSEI CAPITOLINI

La Roma dei Re. Il racconto dell’Archeologia. Fino al 27 gennaio 2019 (Palazzo Caffarelli e Area del Tempio di Giove di Palazzo dei Conservatori).

La fase più antica della storia di Roma è illustrata ricostruendo costumi, ideologie, capacità tecniche, contatti con ambiti culturali diversi, trasformazioni sociali e culturali delle comunità che vivevano quando Roma, secondo le fonti storiche, era governata da re.

I Papi dei Concili dell’era moderna. Arte, Storia, Religiosità e Cultura. Prorogata fino al 3 marzo 2019 (Palazzo dei Conservatori - Sale piano terra).

La mostra costituisce un’occasione unica per ripercorrere la storia degli ultimi tre concili dell’età moderna.

www.museicapitolini.org

 

MUSEO DELL’ARA PACIS

Marcello Mastroianni. Fino al 17 Febbraio 2019

Una grande mostra dedicata a uno dei simboli del cinema italiano nel mondo, raccontato attraverso i suoi ritratti più belli, i cimeli e le tracce dei suoi film e dei suoi spettacoli, le immagini e i racconti, gli scritti, le testimonianze, le recensioni.

www.arapacis.it

 

MERCATI DI TRAIANO – MUSEO DEI FORI IMPERIALI

Traiano. Costruire l’Impero, creare l’EuropaFino al 18 novembre 2018

Il “racconto” della mostra si sviluppa attraverso statue, ritratti, decorazioni architettoniche, calchi della Colonna Traiana, monete d’oro e d’argento, modelli in scala e rielaborazioni tridimensionali, filmati: una sfida a immergersi nella grande Storia dell’Impero e nelle storie dei tanti che l’hanno resa possibile.

Columna mutãtio – La Spirale. Fino al 18 Novembre 2018

Un’installazione monumentale di arte contemporanea ispirata alla Colonna di Traiano interpreta la “mutazione” di significato voluta dalla storia.

I Confini dell’Impero Romano. Il Limes Danubiano: da Traiano a Marco Aurelio. Fino al 18 Novembre 2018

www.mercatiditraiano.it

GALLERIA D’ARTE MODERNA

Roma Città Moderna. Da Nathan al Sessantotto. Fino al 2 dicembre 2018

Un tributo alla Capitale d’Italia attraverso gli artisti che l’hanno vissuta e gli stili con cui si sono espressi. Una rassegna unica, che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ’900 con in primo piano la città di Roma, da sempre polo d’attrazione di culture e linguaggi diversi.

www.galleriaartemodernaroma.it

MUSEO DI ROMA

Raffaele de Vico (1881-1969) Architetto e Paesaggista. Fino al 25 novembre 2018

Un tributo della Capitale a uno dei maggiori architetti e paesaggisti del Novecento, Raffaele de Vico (1881-1969). Una mostra unica nel suo genere attraverso la quale è anche ripercorsa la storia del verde pubblico romano nella prima metà del secolo passato.

Il Sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre. Fino al 3 febbraio 2019

Dalla dura ricostruzione del paese dopo la devastazione della seconda guerra mondiale al clamoroso boom economico degli anni ’60.

www.museodiroma.it

MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE

Lisetta Carmi. La bellezza della verità. Fino al 3 Marzo 2019

La mostra si propone di valorizzare l’opera della fotografa attraverso un percorso espositivo scandito da tre nuclei di lavori, concepiti come progetti di pubblicazione su tre temi molto diversi fra loro: la metropolitana parigina, i travestiti e la Sicilia. In mostra saranno presenti anche i lavori più noti, a documentare un percorso fotografico lungo vent’anni, tra i Sessanta e i Settanta, caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, mai occasionale e straordinariamente empatica.

Prendi la tua cartella e vattene da scuola. Fino al 25 novembre 2018

Le leggi razziali del 1938 commentate dai bambini della periferia di Roma

La mostra raccoglie disegni ed elaborati realizzati dai bambini che frequentano le Scuole della Pace, doposcuola  gratuiti che la Comunità di Sant’Egidio realizza nelle periferie di Roma.

 

MUSEI DI VILLA TORLONIA

Duilio Cambellotti. Mito, sogno e realtà. Fino all’11 Novembre 2018

Con la mostra monografica Duilio Cambellotti. Mito, sogno e realtà, la città di Roma avrà l’opportunità di conoscere nelle sue diverse sfaccettature l’opera di uno degli artisti più versatili della prima metà del ’900, in un contesto museale fra i più affascinanti di Roma Capitale (Casino Nobile e Casino dei Principi)

Metamorfosi del quotidiano. Fino al 9 dicembre 2018

La collezione di Francesco Principali, fine e raffinato collezionista di arti decorative del XX secolo si integra perfettamente con lo stile liberty e le vetrate artistiche della Casina delle Civette.

www.museivillatorlonia.it

MUSEO CARLO BILOTTI  ARANCIERA DI VILLA BORGHESE 

Joaquín Roca Rey. Le forme del mito. Fino all’11 Novembre 2018

In esposizione 25 sculture datate 1956–2001 che, evidenziando l’indagine formale, tra mito e ritualità, sono riuscite a cogliere il meglio del linguaggio moderno.

INFO

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.museiincomuneroma.it

Testo da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


Prendi la tua cartella e vattene da scuola Roma Musei in Comune leggi razziali 1938

Roma: "Prendi la tua cartella e vattene da scuola", le leggi razziali commentate dai bambini

Prendi la tua cartella e vattene da scuola.

Le leggi razziali del 1938 commentate dai bambini della periferia di Roma

Dal 9 al 25 novembre al Museo di Roma in Trastevere i lavori delle “Scuole della Pace” della Comunità di Sant’Egidio. Inaugurazione giovedì 8 alle ore 17.30, con Ruth Dureghello e Marco Impagliazzo

 

Roma, 7 novembre 2018 – A 80 anni dalle leggi razziali, Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con la Comunità di Sant’Egidio, promuove, in collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma, una mostra dedicata alla memoria di questa pagina terribile della storia italiana, che sarà ospitata dal Museo di Roma in Trastevere dal 9 al 25 novembre 2018, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Per i possessori della nuova MIC Card – che al costo di soli 5 euro consente a residenti e studenti l’ingresso illimitato per 12 mesi nei Musei Civici – l’ingresso alla mostra è gratuito. All’inaugurazione, in programma l’8 novembre alle 17.30, interverranno il presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, e il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo.

L’esposizione vuole far memoria delle leggi razziali del 1938 e proporre una riflessione sulle drammatiche conseguenze storiche, culturali e sociali che esse produssero. Protagonisti di questo racconto sono i bambini delle periferie di Roma, che frequentano le “Scuole della Pace” della Comunità di Sant’Egidio. I bambini hanno affrontato in maniera approfondita questo avvenimento e hanno prodotto disegni e testi che formano il contenuto principale della mostra. A questo materiale si affiancano documenti e immagini dell’epoca: pagelle, quaderni, giornali.

Le Scuole della Pace, centri completamente gratuiti e gestiti da volontari della Comunità di Sant’Egidio, sostengono il bambino nell’inserimento scolastico e aiutano la famiglia nel suo compito, proponendo un modello educativo aperto agli altri e solidale, capace di superare barriere e discriminazioni.

La mostra è concepita per essere fruita, in modo particolare, da un pubblico giovane e, a tal fine, si è realizzato uno spazio espositivo evocativo di un’aula scolastica, luogo familiare della relazione, della cultura, del confronto. Nelle sale saranno presenti veri e propri banchi e sedie concessi per l’occasione proprio dalla Scuola primaria “Francesco Crispi”, frequentata all’epoca da Piero Terracina. Inoltre, molti pannelli, sui quali sono stampati disegni e testi, riproducono le fattezze della tipica lavagna scolastica.

Entrando nella prima sala si è accolti dalle voci di alcuni ebrei che raccontano il loro primo giorno di scuola, quello nel quale furono espulsi. L’esposizione attraversa gli eventi storici seguendo tre percorsi – esclusione, resistenza culturale, inclusione – che mirano a un coinvolgimento emotivo, oltre che alla conoscenza dei fatti, da parte del visitatore. Lo stesso percorso conoscitivo ed emotivo che è stato proposto ai bambini come metodo di lavoro.

 

COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO

PRENDI LA TUA CARTELLA E VATTENE DA SCUOLA

Le leggi razziali del 1938 commentate dai bambini della periferia di Roma

L’esposizione vuole far memoria delle leggi razziali del 1938, con le drammatiche conseguenze storiche, culturali e sociali che esse produssero e far riflettere sui fenomeni ancora attuali di esclusione e sulla necessità dell’inclusione per imparare a vivere insieme.

Protagonisti di questo racconto sono i bambini delle periferie di Roma, che frequentano le “Scuole della Pace” promosse dalla Comunità di Sant’Egidio. Nelle Scuole della Pace, centri completamente gratuiti, gestiti dai giovani della Comunità e rivolte ai più piccoli per sostenerli nell’itinerario scolastico e aiutare le loro famiglie, si propone un modello educativo aperto agli altri e solidale, capace di superare barriere e discriminazioni.

I bambini, nel corso di un lungo percorso conoscitivo, ricco di testimonianze e vicende personali, hanno affrontato in maniera approfondita, fra le tante conseguenze di quelle leggi, l’espulsione dei bambini ebrei dalle scuole e hanno prodotto disegni e testi che formano il contenuto principale della mostra. A questo materiale, si affiancano immagini d’epoca: copie di pagelle, quaderni, giornali.

Il progetto è concepito per essere fruito, in modo particolare, da un pubblico giovane (bambini, ragazzi, studenti) e, a tal fine, si è voluto realizzare uno spazio espositivo evocativo di un’aula scolastica, luogo familiare della relazione, della cultura, del confronto. Nelle sale saranno collocati alcuni banchi con le relative sedie, concessi per l’occasione dalla Scuola primaria “Francesco Crispi”, frequentata all’epoca da Piero Terracina -uno dei testimoni che i bambini hanno ascoltato- e da cui fu espulso. Inoltre, molti pannelli, sui quali sono stampati disegni e testi, riproducono le tipiche lavagne scolastiche.

Nella prima sala, si è accolti dalle “voci” registrate di alcuni testimoni che ricordano il loro primo giorno di scuola, quello nel quale furono espulsi: sono racconti raccolti da Radio Rai e messe a disposizione per questo evento.

L’esposizione attraversa gli eventi storici seguendo tre percorsi - esclusione, resistenza culturale, inclusione - che mirano a coinvolgere il visitatore rendendolo consapevole di ciò che accadde e suscitando un atteggiamento di empatia verso coloro che subirono quella terribile ingiustizia.

Lo stesso percorso è stato proposto ai bambini come metodo di lavoro: conoscere le storie dei bambini ebrei inserite nel loro contesto storico, immedesimarsi nelle loro paure e nella loro debolezza, ed essere solidali.

PRIMA SEZIONE

ESCLUSIONE

A partire dal quadro storico generale, sono state evidenziate le principali conseguenze delle leggi razziali sulla vita di migliaia di persone definite di “razza ebraica” e, successivamente, si è voluto concentrare l’attenzione sulle vicende che riguardarono l’espulsione dei più piccoli dalla scuola.

Pannello 1 - È iniziato così…

Parole chiave: pregiudizio, indifferenza, odio, disprezzo.

I bambini ripercorrono la storia dando rilievo a ciò che li ha più colpiti.

Prendi la tua cartella e vattene da scuola”, così si immagina quell’ordine perentorio, da cui prende titolo la mostra. “SBAM”, scrive una bambina accanto al portone della scuola che si chiude per sempre. È il rumore sordo di tutti i portoni chiusi alle spalle dei piccoli ebrei; simile ai grandi tuoni disegnati sopra un edificio scolastico serrato. Di fronte a questo evento, ecco le lacrime di bambini e maestri. Ma l’esclusione dalla scuola è solo un aspetto, ci sono anche i tanti divieti impartiti agli ebrei nella vita di ogni giorno, fino ad arrivare alla drammatica deportazione degli ebrei romani il 16 ottobre 1943, il cui tragico epilogo fu il campo di sterminio di Auschwitz.

Pannello 2 - I sentimenti

Parole chiave: timore, confusione, tristezza, dispiacere.

I bambini non restano indifferenti di fronte a tanta ingiustizia ed esprimono i loro sentimenti: sarei stato spaventato, infuriato, triste, avrei pianto perché dovevo lasciare i compagni… Ci si immedesima nello stato d’animo di quegli alunni ebrei. Un disegno mostra che tutto il mondo è triste per il loro dolore.

Pannello 3 - Espulsione

Parole chiave: no!, vietato, vattene, lacrime.

L’esclusione degli ebrei dalla scuola è espressa in modi diversi: una mano lunga esce dal portone della scuola per allontanare il più possibile; una testa sbuca da un angolo del foglio per gridare “vattene”; un mostro nero impedisce agli alunni di andare a scuola. Un piccolo in lacrime, su uno sfondo bianco, dinanzi ad un cartello che indica l’unica via di uscita: all’ “estero”. I bambini, mostrano di aver compreso pienamente il disprezzo che colpì gli ebrei e non lo accettano. Da dove viene tutto questo male? “Secondo me è sempre la rabbia che causa la discriminazione”, è la spiegazione di un gruppo di bambini che ha realizzato una composizione di articoli e foto dell’epoca al cui centro è posto un uomo dal volto truce.

Pannello 4 - Esclusione

Parole chiave: Liliana, Rachele, Piero, Sami, Settimia, Elio

Un nome, una storia. Sono molte le vicende che i bambini hanno conosciuto, attraverso video, audio e letture di testi. Alcune raccontate dai testimoni diretti: gli alunni del 1938. Attraverso le parole di questi anziani, hanno potuto ‘vedere’ l’esclusione: hanno così disegnato il non poter giocare con gli altri, il ghetto. La storia di Piero Terracina li ha particolarmente coinvolti, per questo ha un grande risalto ed è illustrata in tre parti, come in un fumetto.

Pannello 4 - Perché?

Parole chiave: è ingiusto, è assurdo, è sbagliato

Dalle illustrazioni emerge la domanda dei bambini, di ieri e di oggi, sul perché di tanta ingiustizia. Nei disegni chiedono insistentemente a se stessi, ai maestri, ai genitori: perché? Perché non posso andare a scuola? Un’ingiustizia che appare assurda e incomprensibile: “Non sappiamo perché ma per noi la scuola è chiusa” è scritto su un disegno che raffigura due condizioni opposte: il sole splende sui bambini che possono andare a scuola, mentre la pioggia cade sui bambini cui è impedito entrare. Una bambina tenta una risposta: “perché pensavano che la diversità era brutta”.

Pannello 5 - Separazione: che facciamo?

Parole chiave: amicizia, insieme, diversità, uguaglianza

Dove sono finiti i nostri compagni?” ci si chiede disegnando una classe nella quale alcuni banchi sono improvvisamente vuoti. Un quadretto riproduce una foto di classe dalla quale un alunno è stato strappato via. I bambini si indignano e simpatizzano con chi è debole e maltrattato: “li avrei portati via io, con tutti i parenti” è scritto su un disegno in cui un elicottero fa scendere una lunga scala per salvare i bambini ebrei. Ma si comincia a intuire che la separazione, il disprezzo, la discriminazione sono una minaccia sempre possibile: “se succede un’altra volta che facciamo?”, si chiede una bambina rom, “Stavolta toccherà a noi?”. Nel 1938, un disegno con sagome scure e senza colori mostra la tristezza della separazione, nel 2018, “l’amicizia unisce”, recita un grande cartello colorato e vivace, mentre sopra tante manine colorate è scritto “con l’amicizia fermiamo il razzismo”.

Nella medesima sala, in una zona con documenti d’epoca (copie di giornali, pagelle, quaderni, lettera di una insegnante), è possibile anche visionare interviste di testimoni diretti, filmati dell’Istituto Luce.

SECONDA SEZIONE

RESISTENZA CULTURALE

La mostra, che nella sua prima parte vuole essere luogo della memoria dell’esclusione, in questa seconda sezione rende conto delle strategie di resistenza culturale e umana che la comunità ebraica seppe mettere in atto.

Su alcuni pannelli sono trascritte le testimonianze di chi ha subito le leggi razziali: le loro parole spiegano con semplicità e chiarezza il riscatto che ha significato frequentare la scuola ebraica: “l’apertura delle scuole rappresentava la resistenza pacifica della Comunità ebraica alla profonda ingiustizia della persecuzione antisemita”, afferma Angelo Piperno. La cultura può essere un elemento decisivo per resistere all’ingiustizia, per resistere alla diffusione di una mentalità razzista e discriminatoria: “Conoscersi reciprocamente, rispettarsi, avere considerazione dell’altro, anche se diverso, credo che sia un fattore molto, molto importante anche oggi”, spiega Fulvia Levi.

Era un mondo che crollava, però allo stesso tempo era un nuovo mondo che nasceva” testimonia Piero Terracina. La resistenza culturale messa in atto dalla comunità ebraica fu, come è raffigurato in un disegno, il passaggio “da tristezza in felicità”. “La risposta all’esclusione è continuare a studiare” e quindi si immagina - e si raffigura- la grande gioia dei piccoli ebrei di poter riprendere a frequentare una scuola.

TERZA SEZIONE.

ESCLUSIONE/INCLUSIONE OGGI

Conclude l’esposizione una sezione dedicata sia ai fenomeni di esclusione che, ancora oggi, i bambini subiscono o vedono, sia alla necessità dell’inclusione. Essere amici di tutti è il primo modo per non escludere: i bambini lo sperimentano nella scuola pubblica che oggi accoglie tutti.

Nel pannello “l’esclusione ancora oggi” i bambini mostrano che, ancora oggi, bisogna resistere ad una mentalità che esclude l’altro. Sono tanti gli episodi di emarginazione o di esclusione raccontati dai bambini. Alcuni eventi con connotazioni razziste o con l’uso della violenza.

Ma “se studio potrò rispondere con le parole”: è l'osservazione di un bambino che dà il titolo a uno dei pannelli. Studiare, conoscere, aiuta a comprendere l’altro e a trovare le parole per affrontare la realtà anche quando è difficile. E un disegno raffigura un maestro che spiega ai suoi alunni: “tra le persone non esiste la razza”. Lo ha capito Vittoria che scrive: “Sono contro le leggi razziali perché fanno male ai nostri cuori”.

Conoscere queste storie lontane nel tempo, immedesimarsi e riflettere, ha condotto i bambini delle odierne periferie a solidarizzare con quel dolore antico e con quello di oggi. Di fronte all’esclusione, non si può restare indifferenti. Si deve scegliere. Un disegno mostra il foglio diviso nettamente in due parti: giusto e sbagliato: di là, uno che esclude; di qua, uno che accoglie.

La scuola è il primo luogo dove i bambini possono compiere una scelta di inclusione: “la diversità è una cosa positiva perché ognuno può essere quello che è”. La scuola in cui tutti sono accolti è un ambito decisivo e diviene allora, nei disegni dei bambini, un luogo dove il sole splende, attraversato da arcobaleni coloratissimi.

Infine alcuni bambini descrivono la loro esperienza nella Scuola della Pace dove hanno potuto sperimentare che la cosa più importante “per me è amicizia”. “La Scuola della Pace ci insegna a conoscere gli altri e a non avere paura degli altri”. Nei disegni sulla Scuola della Pace i bambini raffigurati sono di tanti colori, tutti diversi e si abbracciano perché, come scrive una bambina dentro siamo tutti uguali, è solo fuori che siamo diversi!”.

Una serie di installazioni e opere collettive sono collocate al termine dell’itinerario.

 

 

SCHEDA INFO

Titolo mostra Prendi la tua cartella e vattene da scuola. Le leggi razziali del 1938 commentate dai bambini della periferia di Roma

Dove Museo di Roma in Trastevere,

Piazza S. Egidio 1/B

Quando 9 – 25 novembre 2018

Inaugurazione 8 novembre 2018 ore 17.30

Orari Da martedì a domenica ore 10.00 - 20.00;

la biglietteria chiude alle ore 19.00;

24 e 31 dicembre ore 10.00 – 14.00.

Chiuso lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio

Biglietteria Tariffe non residenti:

Intero: € 6,00 Ridotto: € 5,00

Tariffe residenti:

Intero: € 5,00 Ridotto: € 4,00

Acquistando la MIC Card, al costo di € 5,00, ingresso illimitato per 12 mesi.

Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.

Salvo integrazione se presente altra mostra.

Promotori Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Comunità di Sant’Egidio

In collaborazione con Comunità Ebraica di Roma

Organizzazione e Scuole della Pace di Roma

Comunicazione

Media Partner Mostra www.santegidio.org

SPONSOR SISTEMA

MUSEI IN COMUNE

Con il contributo tecnico di Ferrovie dello Stato Italiane

Media Partner Il Messaggero

Servizi museali Zètema Progetto Cultura

Info mostra Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.museodiromaintrastevere.it, www.museiincomune.it, www.zetema.it

 

Testi e immagini da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura, Ufficio Comunicazione della Comunità di Sant’Egidio


Mostra del fotografo David Rubinger al Museo di Roma in Trastevere

Nel 70° anniversario della fondazione di Israele la mostra del fotografo David Rubinger al Museo di Roma in Trastevere

Dal 7 settembre al 4 novembre 2018 gli scatti che testimoniano le tappe fondamentali dello Stato ebraico

Gruppo di paracadutisti dopo aver preso il Muro del Pianto. 7 giugno 1967. Foto simbolo di Rubinger (Foto di David Rubinger/The LIFE Images Collection/Getty Images)

Roma, 21 agosto 2018 - In occasione del settantesimo anniversario della fondazione dello Stato di Israele e a un anno dalla scomparsa di David Rubinger (29 giugno 1924 - 2 marzo 2017), Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la Comunità Ebraica di Roma e l’Ambasciata diIsraele in Italia promuovono una mostra dedicata al fotografo di fama internazionale curata da Edvige Della Vallee ospitata dal Museo di Roma in Trastevere dal 7 settembre al 4 novembre 2018, con i servizi museali diZètema Progetto Cultura. Per i possessori della nuova MIC Card – che al costo di soli 5 euro consente a residenti e studenti l’ingresso illimitato per 12 mesi nei Musei Civici – l’ingresso alla mostra è gratuito.

 

La mostra prevede l’esposizione di oltre settanta fotografie in bianco e nero e a colori di dimensioni diverse. Con una particolare sensibilità artistica e umana Rubinger è riuscito, attraverso il suo occhio-obiettivo, a raccontare i grandi eventi della storia contemporanea, fatti di persone e di luoghi significativi per la memoria dello Stato ebraico. Alcuni di questi scatti possono definirsi iconici, come la celebre fotografia ritraente tre paracadutisti in primo piano ripresi davanti il Kotel (Muro del pianto), il 7 giugno 1967, un’immagine che ha contribuito a definire la coscienza nazionale dello Stato d’Israele.

Tutta la produzione fotografica di Rubinger arriva al cuore e alla coscienza delle persone per la forte spontaneità. Evitando ogni artificio egli è stato capace di restituirci immagini reali raccontate nella loro semplicità, a fare una cronaca puntuale dei successi, dei traguardi e delle sfide che Israele ha affrontato in questi decenni, mostrando la verità senza edulcorazioni. Perché la storia è fatta dagli uomini, sembra dirci Rubinger. Uomini, donne e bambini comuni, ma anche personaggi che hanno saputo cambiare il corso degli eventi, sono le stesse persone che il fotografo ha catturato nei momenti di vita privata con particolare sensibilità artistica e umana, da Moshe Dayan a Yitzhak Rabin, da Ben Gurion a Golda Meir.

Le opere di Rubinger sono state esposte per la prima volta in Italia all’interno della Sala Spadolini del Senato nel 2008 e successivamente, nel 2010, nello Spazio Multimediale S. Francesco a Civitanova Marche.

David Rubinger è nato a Vienna nel 1924 ed è emigrato in Palestina nel 1939 per sfuggire alle persecuzioni naziste. Ha scoperto la fotografia mentre, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, prestava servizio nella Brigata Ebraica dell’esercito britannico.

Rubinger è stato fotoreporter per HaOlam HaZeh dal 1951, dove lavorò per due anni. Quindi si unì allo staff di Yedioth Aharonoth, e poi a quello di The Jerusalem Post. Nel 1954 iniziò a collaborare con Time-Life, dove ha poi lavorato per più di 50 anni.

Era l’unico fotografo autorizzato a entrare e scattare nella mensa della Knesset, il Parlamento israeliano.

Nel 1997 è stato insignito della più alta onorificenza di Israele, il Premio Israele.

È mancato a Gerusalemme nel 2017.

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


"Vivian Maier - una fotografa ritrovata" al Museo di Roma

Al Museo di Roma in Trastevere dal 17 marzo al 18 giugno 2017

Vivian Maier

Una fotografa ritrovata

Arriva a Roma l’attesissima mostra retrospettiva che ricostruisce il lavoro fotografico della grande e sconosciuta autrice.

A cura di Anne Morin e Alessandra Mauro

L’esposizione, ospitata dal Museo di Roma in Trastevere dal 17 marzo al 18 giugno 2017 è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, prodotta da diChroma Photography, realizzata da Fondazione FORMA per la Fotografia in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, e curata da Anne Morin e Alessandra Mauro.
La vita e l’opera di Vivian Maier sono circondate da un alone di mistero che ha contribuito ad accrescerne il fascino. Tata di mestiere, fotografa per vocazione, non abbandonava mai la macchina fotografica, scattando compulsivamente con la sua Rolleiflex. È il 2007 quando John Maloof, all’epoca agente immobiliare, acquista durante un’asta parte dell’archivio della Maier confiscato per un mancato pagamento. Capisce subito di aver trovato un tesoro prezioso e da quel momento non smetterà di cercare materiale riguardante questa misteriosa fotografa, arrivando ad archiviare oltre 150.000 negativi e 3.000 stampe.
La mostra presenta 120 fotografie in bianco e nero realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta insieme a unaselezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in super 8 che mostrano come Vivian Maier si avvicinasse ai suoi soggetti.
Figura imponente ma discreta, decisa e intransigente nei modi, Vivian Maier ritraeva le città dove aveva vissuto - New York e Chicago - con uno sguardo curioso, attratto da piccoli dettagli, dai particolari, dalle imperfezioni ma anche dai bambini, dagli anziani, dalla vita che le scorreva davanti agli occhi per strada, dalla città e i suoi abitanti in un momento di fervido cambiamento sociale e culturale. Immagini potenti, di una folgorante bellezza che rivelano una grande fotografa.
Le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate mentre lei era in vita, la maggior parte dei suoi rullini non sono stati sviluppati, Vivian Maier sembrava fotografare per se stessa.
Osservando il suo corpus fotografico spicca la presenza di numerosi autoritratti, quasi un possibile lascito nei confronti di un pubblico con cui non ha mai voluto o potuto avere a che fare. Il suo sguardo austero, riflesso nelle vetrine, nelle pozzanghere, la sua lunga ombra che incombe sul soggetto della fotografia diventano un tramite per avvicinarsi a questa misteriosa fotografa.
Vivian Maier. Una fotografa ritrovata presenta al pubblico l’enigma di un’artista che in vita realizzò un enorme numero di immagini senza mai mostrarle a nessuno e che ha tentato di conservare come il bene più prezioso.
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L'orrendo terremoto: Roma e il sisma del 1915

Domani, martedì 5 aprile, ore 16.00

MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE - PIAZZA S. EGIDIO, 1B

L’ORRENDO TERREMOTO

Roma e il sisma del 1915

a cura di Simonetta Ciranna

INGRESSO GRATUITO

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Quali furono le conseguenze nella Capitale del sisma di Avezzano del 13 gennaio 1915?
È questo il tema del prossimo incontro “L’ORRENDO TERREMOTO”: Roma e il sisma del 1915” che si svolgerà domani, presso il Museo di Roma in Trastevere,  ore 16.00,  a cura di Simonetta Ciranna.
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Roma, incontro "Comunicazione e propaganda: l'esperienza della Grande Guerra nella collezione dei manifesti"

MUSEO ROMA IN TRASTEVERE, ORE 16

 COMUNICAZIONE E PROPAGANDA:

L’esperienza della Grande Guerra nelle collezioni dei manifesti

della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea

Incontro a cura di Maria Pia Critelli

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Durante la Grande Guerra il manifesto costituisce uno dei principali mezzi di propaganda e persuasione visiva. Immagini, parole e slogan vengono utilizzate per convincere ed educare la collettività, cui viene offerta una rappresentazione della guerra lontana dalla realtà del fronte e dei combattimenti, spesso amplificata attraverso altri strumenti quali le cartoline e i francobolli.
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Due incontri dedicati alla Grande Guerra al Museo di Roma in Trastevere

Nell’ambito del programma della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Educare alle mostre educare alla città

Due incontri dedicati alla GRANDE GUERRA:

La Grande Guerra. I diari raccontano

a cura di Nicola Maranesi

Giovedì 3 marzo, ore 16.00

Comunicazione e propaganda:

l’esperienza della Grande Guerra nelle collezioni dei manifesti della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea

a cura di Maria Pia Critelli

Giovedì 17 marzo, ore 16.00

MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE, Piazza S. Egidio, 1b

INGRESSO GRATUITO

Paolotti03

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