Statuetta in bronzo “fanciulla con colomba”

Recuperata la statuetta di una "Fanciulla con colomba" del IV sec. a.C.

Ancora un importante recupero del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Sezione Archeologia, coordinato dalla Procura della Repubblica di Roma. Una statuetta bronzea, presumibilmente sottratta illecitamente nel 1943 dalle Terme di Diocleziano del Museo Nazionale Romano, era stata individuata nel museo “zu Allerheiligen” di Schaffhausen (Svizzera) che l’aveva ricevuta in donazione da un importante industriale e collezionista svizzero.

Le indagini dei Carabinieri hanno consentito di ricostruire le vicende e i traffici inerenti il furto e la ricettazione della statuetta che era stata rinvenuta ad inizio ‘900 in un’area presso il Tempio di Giunone nell’antica città di Norba Latina, l’odierna Norma e musealizzata presso le Terme di Diocleziano del Museo Nazionale Romano.

Statuetta in bronzo “fanciulla con colomba”  Statuetta in bronzo  “fanciulla con colomba”  350 a.C. h. cm. 23
Statuetta in bronzo di “fanciulla con colomba” Statuetta in bronzo “fanciulla con colomba” 350 a.C. h. cm. 23

Intorno agli anni ’60, il reperto venne localizzato presso due istituzioni museali statunitensi che l’avevano comprata ed esposta come come proveniente da una non meglio precisata collezione svizzera e l’avevano pubblicata nei rispettivi cataloghi. In seguito, tramite le fotografie di un restauratore di Zurigo, I Carabinieri hanno individuato la statuetta e avviato le indagini svolte brillantemente dal Comando Carabinieri TPC in campo internazionale.

Tali elementi hanno consentito di poter giungere fino a Schaffausen (Svizzera), ove l’opera risultava esposta dopo la sua donazione avvenuta nel 1991. La rogatoria internazionale, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, accolta dalla magistratura svizzera, ha permesso il rimpatrio della preziosa statuetta.

L’opera verrà esposta dal 10 giugno presso il palazzo del Quirinale  nel corso della mostra “L’arte di salvare l’arte”, realizzata per celebrare i 50 anni del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, in una sezione riservata agli ultimi recuperi. La mostra è visitabile prenotandosi on line sulle pagine web del sito del Quirinale:

 


Castro Pretorio - L'evoluzione di un rione dall'antichità al XXI secolo

La strategia di collaborazione tra il Museo Nazionale Romano e l’hotel The St. Regis Rome fa nascere a Roma, nel cuore pulsante del diciottesimo rione della città, Castro Pretorio, il progetto innovativo Castro Pretorio - L’EVOLUZIONE DI UN RIONE DALL’ANTICHITÀ AL XXI SECOLO che, con una spettacolare installazione multimediale nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, farà vivere ai visitatori un’esperienza immersiva con un vero e proprio viaggio nel tempo e nella storia della Roma antica e moderna.

I visori multimediali, finanziati dall’hotel The St. Regis Rome, porteranno il pubblico nell’anno 298 d.C., all’avvio del cantiere delle Terme che volle costruire l’imperatore Diocleziano come gigantesco “palazzo del popolo” con piscine e vasche di acqua calda e fredda, ma anche palestre, biblioteche e giardini rigogliosi. In soli otto anni, nel 306 dopo Cristo, il cantiere fu completato e tra i colli del Viminale e del Quirinale sorse un complesso esteso per oltre 13 ettari che era delimitato da un ampio recinto e da una grande esedra con gradinate sulla quale, alla fine dell’Ottocento e su progetto di Gaetano Koch, sorgeranno gli eleganti palazzi porticati che formano Piazza dell‘Esedra, l’attuale Piazza della Repubblica.

Ai lati dell’esedra, si ergevano due biblioteche affiancate da sale circolari di cui quella verso l’attuale via XX Settembre, nel 1598, fu trasformata nella chiesa di San Bernardo, mentre quella opposta è ancora visibile all’inizio di via del Viminale e fa parte del Granaio Clementino, l’ultimo dei granai pubblici di Roma costruito dall’architetto Carlo Fontana nel 1705 per il Papa Clemente XI sui resti delle biblioteche delle Terme.

Frigidarium delle Terme di Diocleziano Progetto Katatexilux per il Museo Nazionale Romano e l’Hotel The St. Regis Rome

Gli ambienti principali del complesso termale, al centro dell’enorme recinto, erano disposti lungo un asse mediano trasversale, secondo lo schema canonico di età imperiale, e comprendevano il frigidarium, cioè la sala per i bagni freddi, il tepidarium e il calidarium per i bagni caldi e tutti gli altri ambienti coperti e scoperti che arricchivano le terme: accanto al frigidario le palestre scoperte; in corrispondenza dell’asse del calidario quattro sale di cui due ottagone e, di queste, l’ultima e ancora perfettamente conservata, oggi posta all’angolo di via Romita con via Parigi e via Cernaia, ospitò la grande Mostra archeologica del 1911, per essere poi trasformata nel cinema Sala Minerva; dal 1928 al 1991 fu trasformata nel Planetario allora più grande d’Europa e oggi fa parte del Museo Nazionale Romano per l’esposizione delle sculture provenienti da edifici termali come la copia dell’Afrodite Cnidia di Prassitele, quella di Herakles di Policleto, la testa di Asclepio dalle Terme di Caracalla e la copia dell’Apollo Liceo di Prassitele.

Tutto il complesso, dopo i restauri all’inizio del V secolo, venne progressivamente abbandonato anche in conseguenza della guerra gotica quando, nel 537, Vitige tagliò gli acquedotti della città interrompendo l’afflusso dell’Acqua Marcia che alimentava anche le terme attraverso la cosiddetta Botte di Termini. Solo dopo più di mille anni, nel 1561, Papa Pio VI chiamò il genio di Michelangelo a dare nuova vita a quanto restava degli immensi edifici con la realizzazione della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dell’annesso convento dei Certosini, per salvare “tanta veneranda antichità da un irreversibile degrado”.

Michelangelo, grande architetto e attento studioso dell’antico, riutilizzò il frigidarium e il calidarium dioclezianei per sistemare la chiesa e affiancarle il Chiostro grande. Fu il suo ultimo grande progetto architettonico perché il Maestro morì nel 1564 e il cantiere fu ripreso solo dieci anni dopo concludendosi, se così si può dire, solo nella seconda metà del Settecento con il pesante intervento di riordino di Luigi Vanvitelli.

Michelangelo mostra di aver compreso appieno la straordinaria macchina strutturale del frigidario dioclezianeo che riprende, a sua volta, il modello della Grande Aula dei Mercati di Traiano, invenzione tradizionalmente attribuita ad Apollodoro da Damasco, con la successione di sei volte a crociera che scaricano il proprio peso su mensole di travertino. Qui nelle terme, quasi due secoli dopo l’invenzione traianea, il sistema si ripete ampliando le dimensioni dell’aula che passa dai 32x8 metri di quella traianea ai 61x25 metri del frigidarium. Tre immense volte a crociera scaricano il proprio peso sulle mensole poste a oltre 15 metri d’altezza rispetto al pavimento. Le mensole sono decorate in continuità con la trabeazione che corre al di sopra delle 8 colonne monolitiche in granito rosa egiziano -quattro per lato in corrispondenza degli archi di intersezione- che, con un’altezza del fusto di 13,80 metri e un diametro di base di 1,62 m. formano un imponente ordine composito. Dato che il peso delle volte si scarica attraverso le mensole nei maschi murari retrostanti, le colonne non hanno più una vera funzione statica ma diventano una vera e propria decorazione architettonica, seppur di smisurata imponenza.

Il progetto di Michelangelo rispettò la magnificenza dello spazio romano e, soprattutto, la rigorosa macchina strutturale che lo governava; mantenne i grandi vani che si aprivano tra i maschi murari: i quattro laterali, che ospitavano le vasche della natatio, li trasformò in altrettante cappelle e quelli centrali, collegandosi alla rotonda del tepidarium, formarono il braccio ortogonale della croce greca che forma la pianta della basilica. Entrando nella chiesa si poteva davvero cogliere la magnificenza della macchina romana, ancora perfettamente conservatasi nella sua volumetria originaria, esaltata dal lavoro di Michelangelo. Purtroppo è quello che invece non possiamo più cogliere noi dopo gli interventi successivi che, per completare il lavoro del Maestro dopo la sua morte, chiusero le cappelle laterali e aggiunsero altre otto colonne -in mattoni intonacati a simulare la pietra- lungo le pareti dell’aula.

Lasciamo la parola e il commento a Corrado Ricci: erano tempi quelli in cui simili delitti si potevano compiere senza che nessuno trovasse argomento di alzar la voce, oppure anche tentasse di farlo, se in cuor suo biasimava” (Corrado Ricci, S. Maria degli Angeli e le Terme Diocleziane, Roma, 1909). Per fortuna, il viaggio immersivo nella storia ci consentirà di rivivere gli spazi architettonici originari e quelli ideati da Michelangelo grazie allle ricostruzioni multimediali.

Aula Ottagona, Terme di Diocleziano Progetto Katatexilux per il Museo Nazionale Romano e l’Hotel The St. Regis Rome

Proprio il cantiere michelangiolesco, infatti, è ripreso nel racconto multimediale che prosegue con il restauro dei grandi acquedotti romani per alimentare le nuove fontane della Roma barocca e terminare con la costruzione, sul confine delle antiche terme tra l’Aula Ottagona, la Fontana del Mosè e la chiesa di San Bernardo, del Grand Hotel, l'iconico hotel inaugurato nel 1894 dal leggendario albergatore César Ritz; oggi l’edificio, primo fra i grandi palazzi romani ad essere fornito di luce elettrica, è stato completamente restaurato e rinnovato con un progetto della Pierre-Yves Rochon Inc. che rende merito e ridà splendore alla gloriosa storia di un albergo che ha rappresentato a lungo un riferimento per l’ospitalità di lusso nella Città Eterna, oggi entrato a far parte della Marriot International e del brand St. Regis Hotels & Resorts.

Castro Pretorio Progetto Katatexilux per il Museo Nazionale Romano e l’Hotel The St. Regis Rome

L’obiettivo di questo coinvolgente progetto è quello di far conoscere meglio, ai cittadini e al pubblico internazionale, una delle aree più affascinanti del centro storico, dove perfino due simboli così distanti dell'identità millenaria di Roma sono sorprendentemente legati dal filo della storia. Il progetto è nato dalla volontà congiunta di Daniela Porro, la Direttrice del Museo Nazionale Romano, e di Giuseppe De Martino, General Manager dell’hotel St. Regis Rome; è stato curato da Filippo Cosmelli e Daniela Bianco di IF Unique Art Experiences, con la preziosa consulenza dello staff scientifico delle Terme di Diocleziano, in particolare della responsabile di sede Anna De Santis con Carlotta Caruso e Claudio Borgognoni.

La ricostruzione virtuale è stata realizzata da Progetto Katatexilux, una società specializzata in installazioni multimediali applicate al patrimonio culturale. La voce narrante è di Cosimo Fusco.

L'esperienza di realtà virtuale sarà fruibile dai visitatori del museo, secondo orari prestabiliti e consultabili sul sito www.coopculture.it, fino al 28 luglio 2019, la II e la IV domenica del mese. Si ringrazia l’Ufficio stampa di Electa per il Museo Nazionale Romano per le informazioni sull’evento.


Il Classico si fa pop, una singolare mostra sul rapporto tra antico e moderno

Durante il Settecento vi era un peculiare atelier la cui storia si forgia sulle forme dell’antico. Tutto nasce da una scoperta nel rione Monti a Roma, che vede protagonista il ceramista ed antiquario Giovanni Trevisan, meglio noto come il Volpato.

Credits Cristina Vatielli - NONE collective

La narra una rassegna che dall’epoca classica giunge ad oggi, a noi mostrata nella particolare esposizione “Il classico si fa pop. Di scavi, copie e altri pasticci” visitabile sino al 7 aprile 2019. Due le diverse sedi in cui avrà luogo: la Crypta Balbi ed il Palazzo Massimo, ambedue appartenenti al Museo Nazionale Romano che promuove l’evento insieme ad Electa.

Progettata e curata da Mirella Serlorenzi, coadiuvata da Marcello Barbanera ed Antonio Pinelli, prevede un allestimento davvero accattivante: proiezioni d’effetto con luci ed ombre che esaltano le forme, il tutto partendo dal Volpato e dalle sue ceramiche. Il rinomato incisore, amico di Canova e Kaufmann, era solito creare copie e prodotti raffinati quali ad esempio dei centrotavola, plasmando un materiale d’aspetto marmoreo denominato “biscuit”. Fu tra i più rilevanti collezionisti ed antiquari del XVIII secolo, un cultore e mediatore dell’antico che finanziò in prima persona innumerevoli scavi tra i quali le Terme di Caracalla e quelle di Tito. Astuto uomo d’affari, si dedicò al restauro e al commercio delle antichità, avendo anche il pregio di lavorare per famiglie reali, come quella di Gustavo III, re di Svezia, e di Caterina II, imperatrice di Russia.

Credits Cristina Vatielli - NONE collective

Tappa fondamentale del percorso espositivo è il periodo del Grand Tour, rappresentato da prodotti ed arredi in micro-mosaico raffiguranti monumenti d’epoca romana, infatti durante questa fase emerse la passione per i souvenirs. Il pubblico dotto di quella stagione apprezzava particolarmente le opere di Volpato, che congiungevano sapientemente il gusto archeologico con l’elemento decorativo, riproducendo capolavori della classicità in dimensioni ridotte. La Crypta Balbi che lo espone è la location ideale, in quanto è una struttura museale eretta al termine del I secolo a.C. per ordine dell’imperatore Augusto ed evolutasi nei secoli nell’aspetto e nelle funzionalità. Edificata da Lucio Cornelio Balbo, testimonia il mutare nei secoli della società romana, dei costumi, dell’economia, nonché del contesto urbano a partire dai tempi antichi.

Credits Cristina Vatielli - NONE collective

Palazzo Massimo fu invece fondato a fine Ottocento, con uno stile rinascimentale in qualità di sede collegiale, accogliendo poi tra le sue varie collezioni una raccolta numismatica. Nella suddetta mostra illustra la serialità artistica: cinque dei venti esemplari presenti esprimono l’idea di moltiplicazione ed i Discoboli d’epoca classica sono un esempio di riproduzione successiva di originarie opere greche. D’altronde, da sempre il Discobolo permane una figura culturalmente potente, parimenti all’Ermafrodito dormiente – riproduzione romana di un’immagine del periodo ellenistico – che ispirò molto l’operato di Canova e Vezzoli. A sua volta il canoviano “Teseo e il Minotauro” si rinviene nella versione di Volpato realizzata in biscuit.

Del resto l’arte non risulta esclusivamente una questione di illuminazione, bensì è sovente effetto di influssi inevitabili che veicolano la loro forza ispiratrice. In tal modo opere vetuste fungono da fonte per l’arte successiva, congiungendo i modelli e le loro versioni neoclassica e contemporanea. Piacevoli comparazioni per nulla scontate, ma che piuttosto forgiano sempre nuovi significati e re-interpretazioni.

Il classico si fa pop. Di scavi, copie e altri pasticci Giovanni Trevisan Volpato Museo Nazionale Romano Crypta Balbi Palazzo Massimo Roma mostreGiorni e orari di apertura: dal martedì alla domenica ore 9:30 – 19,30

Info: +39 06 399 67 700


30 minuti d’arte con Francesco Paolo Campione

Giovedì 29 novembre, alle ore 18, si tiene il terzo incontro dedicato all’approfondimento di specifiche opere tra le circa 80 esposte all’interno della mostra Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento. Per l’occasione Francesco Paolo Campione, curatore con Maria Grazia Messina della rassegna, illustrerà le caratteristiche di una tra le sculture provenienti dall’Oceania: un hei-tiki, ovvero un pendente antropomorfo che veniva indossato da donne e uomini di alto rango.

Partendo dalla singola opera il pubblico sarà guidato attraverso la rivoluzione formale della scultura del Novecento.

[…] L’opera è ricavata da un’ascia di nefrite, una giada molto dura considerata dai māori d’origine sovrannaturale. Magistralmente levigata, scolpita e incisa su di un’unica faccia, è da considerare fra i maggiori capolavori del genere.
[…] La forma dell’hei-tiki rappresenta in scala drasticamente ridotta le figure verticali della scultura in legno māori di cui, inoltre, manifestano nel modo più compiuto l’intima ripugnanza per l’uso di forme e decorazioni rettilinee. Sul significato della figura rappresentata dagli hei-tiki sono state fatte numerose congetture[…].

In ogni caso, comunque, l’hei-tiki costituiva l’ornamento personale più prezioso e, in assoluto, uno degli oggetti eccellenti della cultura māori, poiché era un segno del mana del suo possessore e, dunque, del ruolo che questi rivestiva nella società. Tradizionalmente era scambiato o donato al capo di un’altra tribù come offerta di pace, per consolidare un accordo matrimoniale, o come un atto di suprema ospitalità. La moglie d’un capo catturato in battaglia era tenuta a inviare il suo hei-tiki alla moglie del rapitore. Se appartenuto a un parente defunto, l’hei-tiki era generalmente mantenuto all’interno della famiglia e considerato alla stregua di un vero e proprio cimelio. Attraverso il contatto con il mana dei grandi personaggi del passato, la trasmissione dell’ornamento di generazione in generazione ne accresceva, inoltre, il valore.

Come la maggior parte degli oggetti preziosi, oltre a un nome comune, gli hei-tiki possedevano un nome proprio che era conosciuto dalla cerchia dei parenti. Per quanto riguarda il suo valore, possiamo senz’altro affermare che rappresenti quasi un’epitome della scultura māori, il cui scopo principale era quello di dare dignità alla vita e all’apparenza degli individui d’alto lignaggio, gli ariki e i rangatira, aumentando il loro prestigio individuale e accrescendo di riflesso l’orgoglio di tutta la collettività ristretta. (Francesco Paolo Campione, estratto dal catalogo della mostra, ed. Electa).

Promossa dal Museo Nazionale Romano, diretto da Daniela Porro, e dal Museo delle Culture di Lugano (MUSEC) con Electa, la mostra resta aperta al pubblico fino al 20 gennaio 2019 e con più di 80 opere denota come il «mondo altro» ha partecipato al rinnovamento dell’arte occidentale. Una serie di appuntamenti con focus di 30 minuti accompagneranno il pubblico tra le cinque aree tematiche, che raggruppano sculture dei maestri del Novecento e capolavori di arte etnica e popolare.

Per maggiori informazioni sulla mostra: http://www.electa.it/mostre/je-suis-lautre/


Giovedì sera al Museo Nazionale Romano: programma settembre 2017

Giovedì sera al Museo Nazionale Romano | Programma settembre 2017

A settembre il Museo Nazionale Romano esordisce con una caccia al tesoro per grandi e piccoli in occasione delle aperture serali del giovedì. Divisi in squadre, per genitori e figli un'occasione divertente per esplorare, giocare e scoprire alcuni dei capolavori custoditi all'interno degli spazi museali.
Terme di Diocleziano, Palazzo Altemps e Palazzo Massimo hanno aderito così al progetto speciale promosso dal MiBACT: il giovedì sera le tre sedi del Museo Nazionale Romano hanno un orario prolungato di apertura fino alle 23 (ultimo ingresso ore 22).
Caccia al museo!, in programma giovedì 7 settembre, seguirà un filo conduttore diverso per ogni sede. Il mito a Palazzo Massimo, tra dei ed eroi protagonisti di affreschi, mosaici e statue. Il simbolo a Palazzo Altemps da scovare tra i capolavori della collezione Boncompagni Ludovisi. Gli animali da scoprire tra sculture, rilievi e sarcofagi alle Terme di Diocleziano.
Al termine della caccia i piccoli riceveranno un premio, il tesoro appunto, e un diploma di partecipazione.
Nei giovedì successivi, il 14 e il 21, le visite guidate tematiche saranno condotte personalmente dai direttori delle differenti sedi museali: racconteranno tutto quello che c’è da sapere su opere diventate icone della storia dell’arte antica e su argomenti che permettono di approfondire alcuni aspetti del mondo antico.
Le attività e le visite sono gratuite, comprese nel costo del biglietto d’accesso al museo.


Le Terme di Diocleziano, le più estese del mondo antico, sono la sede storica del Museo Nazionale Romano. Istituito nel 1889, riunisce uno dei più straordinari patrimoni artistici d’Italia suddiviso, tra il 1995 e il 2001, con altre tre sedi museali: Palazzo Massimo alle Terme, Palazzo Altemps e Crypta Balbi. Il museo alle Terme di Diocleziano introduce alla protostoria dei popoli latini e ospita un’ampia sezione epigrafica che racconta la nascita della lingua latina e illustra esaurientemente tutti gli aspetti della società romana.
Non va dimenticato il complesso termale in cui sorge il museo, da solo esempio della magnificenza antica. Le terme furono erette in soli otto anni, tra il 298 e il 306 d.C., nella zona tra i colli Viminale e Quirinale e si estendevano su una superficie di oltre 13 ettari.
Palazzo Massimo alle Terme custodisce una delle più complete rassegne d’arte antica del mondo. Tra i capolavori si annoverano i grandi bronzi del Pugile e del Principe ellenistico o tra la statuaria il Discobolo e l’Augusto pontefice. Di grande pregio i complessi di affreschi – come le pitture di giardino della Villa di Livia e gli affreschi della Villa della Farnesina -, stucchi e mosaici. Interessante è anche la sezione dedicata alla monete e ai gioielli, dove sono tra l’altro custoditi gli unici esempi pervenuti di scettri imperiali.
A pochi passi da piazza Navona, in Palazzo Altemps, la superba dimora rinascimentale dell’omonimo cardinale ricca di affreschi e pregevoli decorazioni, sono esposte le collezioni di statuaria antica delle grandi famiglie nobili romane, che comprendono anche testimonianze egizie. Tra queste spicca la raccolta Boncompagni Ludovisi, con capolavori magnogreci come il Trono Ludovisi, ellenistici come il gruppo del
Galata suicida e imperiali come il sarcofago con scene di battaglia noto come Grande Ludovisi. Dal 2013 è esposta parte della collezione di archeologia di Evan Gorga. Il museo si è così aperto al tema del collezionismo d’inizio Novecento ponendo un confronto con quello delle grandi famiglie rinascimentali.
Fonte dati:
Ufficio stampa Electa per il Museo Nazionale Romano
 
Come da MiBACT, redattore Renzo De Simone


L'estate al Museo Nazionale Romano - apertura giovedì sera

L’ESTATE AL MUSEO NAZIONALE ROMANO | APERTURA GIOVEDÌ SERA

Le Terme di Diocleziano, con Palazzo Altemps e Palazzo Massimo aderiscono al progetto speciale promosso dal MiBACT: le serate estive si aprono alla cultura. Tutti i giovedì sera, le tre sedi mantengono un orario prolungato di apertura fino alle 23 (ultimo ingresso ore 22). Un modo diverso per vivere i luoghi della cultura.
Le Terme di Diocleziano, le più estese del mondo antico, sono la sede storica del Museo Nazionale Romano. Istituito nel 1889, riunisce uno dei più straordinari patrimoni artistici d’Italia suddiviso, tra il 1995 e il 2001, con altre tre sedi museali: Palazzo Massimo alle Terme, Palazzo Altemps e Crypta Balbi. Quattro luoghi per scoprire la storia di Roma dai primi insediamenti nel Lazio agli splendori dell’età imperiale, fino alla passione rinascimentale per le antiche opere romane che portò alla nascita del collezionismo.
Tre delle quattro sedi sono aperte il giovedì sera:
Le Terme di Diocleziano introducono alla protostoria dei popoli latini e ospitano un’ampia sezione epigrafica che racconta la nascita della lingua latina e illustra esaurientemente tutti gli aspetti della società romana. Non va dimenticato però il complesso termale in cui sorge il museo, da solo esempio della magnificenza antica. Le terme furono erette in soli otto anni, tra il 298 e il 306 d.C., nella zona tra i colli Viminale e Quirinale e si estendevano su una superficie di oltre 13 ettari.
Palazzo Massimo alle Terme custodisce una delle più complete rassegne d’arte antica del mondo. Tra i capolavori si annoverano i grandi bronzi del Pugile e del Principe ellenistico o tra la statuaria il Discobolo e l’Augusto pontefice. Di grande pregio i complessi di affreschi – come le pitture di giardino della Villa di Livia e gli affreschi della Villa della Farnesina -, stucchi e mosaici. Interessante è anche la sezione dedicata alla monete e ai gioielli, dove sono tra l’altro custoditi gli unici esempi pervenuti di scettri imperiali.
A pochi passi da piazza Navona, in Palazzo Altemps, la superba dimora rinascimentale dell’omonimo cardinale ricca di affreschi e pregevoli decorazioni, sono esposte le collezioni di statuaria antica delle grandi famiglie nobili romane, che comprendono anche testimonianze egizie. Tra queste spicca la raccolta Boncompagni Ludovisi, con capolavori magnogreci come il Trono Ludovisi, ellenistici come il gruppo del Galata suicida e imperiali come il sarcofago con scene di battaglia noto come Grande Ludovisi.

Come da MiBACT, redattore Renzo De Simone


Durante le feste, laboratori didattici al Museo Nazionale Romano

A Natale storie di un albero, tre zitelle e una vecchia maga Laboratori didattici al Museo Nazionale Romano

22 dicembre 2015
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Tra il 27 dicembre 2015 e il 6 gennaio 2016, le 4 sedi del Museo Nazionale Romano - Palazzo Massimo, Terme di Diocleziano, Palazzo Altemps, Crypta Balbi - organizzano laboratori rivolti ad adulti e alle famiglie. Mediatori culturali introducono e accompagnano alla lettura delle opere esposte con atelier su temi legati a miti e antiche storie.
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Palazzo Altemps apre le porte alle visite guidate tattili per ciechi e ipovedenti

23 Giugno 2015

Palazzo Altemps apre le porte alle visite guidate tattili per ciechi e ipovedenti

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Soprintendenza Speciale per il Colosseo,
Il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma
Biennale ArteInsieme 2015 - Cultura e culture senza barriere
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Successo della "Notte dei Musei" alla Soprintendenza Archeologica di Roma

19 Maggio 2015

SUCCESSO DELLA "NOTTE DEI MUSEI" ALLA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DI ROMA

SOPRINTENDENZA SPECIALE PER IL COLOSSEO, IL MUSEO NAZIONALE ROMANO E L’AREA ARCHEOLOGICA DI ROMA

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Grande afflusso di pubblico, oltre 2.000 persone, sabato 16 maggio  dalle 20 alle 24 al Museo Nazionale Romano, nelle sedi delle Terme di Diocleziano e di Palazzo Altemps, e al Colosseo, i luoghi della cultura della Soprintendenza Archeologica di Roma aperti per l’iniziativa europea la “Notte dei Musei”.
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La Soprintendenza per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma aderisce all’iniziativa europea la “Notte dei Musei”

14 Maggio 2015

SOPRINTENDENZA SPECIALE PER IL COLOSSEO, IL MUSEO NAZIONALE ROMANO E L’AREA ARCHEOLOGICA DI ROMA PER LA NOTTE DEI MUSEI

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La Soprintendenza per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma aderiscono all’iniziativa europea la “Notte dei Musei”. Sabato 16 maggio i principali luoghi della cultura apriranno le porte ai visitatori dalle 20 alle 24 (orario di chiusura) al prezzo simbolico di un euro.
Al Colosseo si terranno visite guidate collettive senza prenotazione, regolate in considerazione dell’affluenza dei visitatori e delle norme e delle esigenze di sicurezza del monumento.
Il Museo Nazionale Romano aprirà le sue sedi di Palazzo Altemps e delle Terme di Diocleziano.
Come da MIBACT, Redattrice Sandra Terranova