Palermo: una call per la città. Il Salinas Culture Hub accoglie 15 progetti

PALERMO | UNA CALL PER LA CITTÀ

IL SALINAS CULTURE HUB ACCOGLIE 15 PROGETTI

La presentazione venerdì 5 aprile alle 11,30

 

#Domenica al museo: ingresso gratuito

Visite alla mostra sui Borbone | prorogata fino al 30 giugno

Laboratori in inglese per bambini | Colazione o brunch al museo

Salinas Culture Hub
Menade I-II sec a.C. dalle Terme di Caracalla

 Teatro, musica, danza, workshop, eventi legati alla multiculturalità, alla memoria e alla sostenibilità. È questo il primo cartellone del Salinas Culture Hub che sarà presentato venerdì 5 aprile alle 11,30 al Museo Archeologico Salinas, alla presenza degli operatori e artisti coinvolti. Tutto nasce da una call che il museo e CoopCulture hanno lanciato il 24 novembre e aperto alla città per ricevere proposte legate al territorio. La call è andata anche oltre le aspettative, visto che sono giunti addirittura 82 progetti, sottoposti ad una giuria di sette esperti che hanno selezionato le proposte che coinvolgeranno tutti gli spazi del museo. Il calendario partirà a fine aprile.

 #Domenica al museo: ingresso gratuito

Questa domenica (7 aprile), come accade ad ogni inizio mese, l’ingresso ai siti e ai musei istituzionali è gratuito. Così anche al Museo Archeologico Salinas, aperto dalle 9 alle 13. CoopCulture organizza un bel programma di visite guidate e laboratori per bambini. Si potranno scoprire le collezioni del museo e la mostra dedicata ai lasciti dei Borbone, con la guida di un archeologo, scegliendo di fermarsi per la colazione o proseguire con il brunch al Café Culture. I bambini (tra 6 e 12 anni) potranno invece partecipare alla prima visita didattica in inglese per scoprire miti ed eroi.

Chiacchiere al museo 

Domenica alle 10,30 un archeologo accoglierà  i visitatori al Cafè Culture e, durante la colazione, racconterà la storia del museo e leggerà fonti antiche che narrano la storia di Pompei. Finita la colazione, visita alle sale espositive e alla mostra su “I Borbone e l’archeologia a Palermo, Napoli e Pompei” che è stata prorogata fino al 30 giugno. Saranno illustrati reperti che provengono dalle prime campagne di scavo avviate ad inizio ‘700 da Carlo III di Borbone che, appassionato di archeologia, emanò le prime leggi a tutela del patrimonio artistico del Regno. La mostra racconta l’unico anno (1816) che Palermo visse da “capitale del Regno delle Due Sicilie”. In collaborazione con il MANN di Napoli, il Parco archeologico di Pompei, e CoopCulture. Per chi invece preferisce pranzare al museo, è programmata una seconda visita guidata alle 12, poi il brunch dalle 12,30 alle 15, nel settecentesco chiostro del museo.

Erote che regge una maschera I sec a. C. dalla Casa di Sallustio a Pompei Foto Vittorio Fazio

8 € colazione + visita guidata mostra

15 € brunch + visita guidata mostra

Per info e prenotazioni: 091 7489995 | 345 7765493 

 

Pittura parietale da Villa Sora a Torre del Greco. Foto Vittorio Fazio

 Let’s Go! - Visita didattica in inglese per bambini

Goods and Heroes

Let's Go!  è un ciclo di quattro visite didattiche in inglese per bambini tra i 6 e i 12 anni, organizzato con Up! English Center all'interno di alcuni dei siti gestiti da CoopCulture a Palermo. La prima visita sarà questa domenica al Museo Salinas, poi si continuerà al Palazzo della Zisa, al Museo di Zoologia Doderlein e all’Orto Botanico.

Un modo per imparare l’inglese giocando, imparando nuovi termini e scoprendo il patrimonio culturale della città. Le visite saranno in inglese, con un linguaggio colloquiale e comprensibile adatto ai più giovani, con l’assistenza di un traduttore: domenica alle 11, la visita Goods and Heroes (Dei ed eroi)storie legate alle divinità antiche. Per scoprire che Zeus era il padre di tutti e il dio più potente, Afrodite era bellissima e Apollo rappresentava il Sole… I giovani visitatori dovranno superare degli ostacoli per conseguire il diploma di “english archaeologist”.

7 € attività didattica

Per info e prenotazioni: 091 7489995

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Testo e immagini da Ufficio stampa CoopCulture Sicilia


Stéphanie Elbaz Palermo Classica winter

Palermo Classica winter, domenica 24 marzo con Stéphanie Elbaz

PALERMO CLASSICA winter

PASSIONE E IMPETO | Rachmaninov  Tchaikovsky  Liszt

Domenica 24 marzo | Stéphanie Elbaz

Stéphanie Elbaz Palermo Classica winter

Giovane, ricercata, elegante, una virtuosa d’altri tempi, ma con piglio contemporaneo: la nuova ospite di Palermo Classica è la pianista francese Stéphanie Elbaz che si misurerà con Tchaikovsky, Rachmaninov e Liszt – domenica prossima 24 marzo, alle 19 all’ex oratorio di San Mattia ai Crociferi - in un recital che partirà dalla sensibilità e dalla coscienza di Tchaikovsky, Liszt e Rachmaninov. I tre estratti dalle stagioni – marzo, aprile e giugno – raccolgono l’intimismo descrittivo, la delicatezza espressiva di Tchaikovsky e colorano l’atmosfera di caldi colori, per sciogliersi poi nei Preludi dell’Op. 23 di Rachmaninov – Maestoso il n. 2 e Alla marcia il n. 5 – alternati da un momento musicale, una lirica, desiderio di libertà e movimento. Chiudono il concerto le difficili trascrizioni di Liszt di capolavori ancora attuali, e la rielaborazione di musiche tzigane nella celebre e popolare “Rapsodia Ungherese n. 2”. Stéphanie Elbaz è considerata una delle pochissime giovani virtuose della sua generazioni, formata da anni e anni di studio puntiglioso. E’ esplosa sul panorama internazionale dopo la straordinaria esibizione dal vivo del monumentale concerto per pianoforte di Alkan a Praga, un pezzo di 50 minuti che richiede altissimi livelli di abilità tecnica e una resistenza fisica senza precedenti, tali che lo rendono quasi mai eseguito in diretta. Biglietto: 14,50 euro.

 

Programma concerto

 

Tchaikovsky

Romanza Op. 19

Le Stagioni Op. 37 No. 4"Aprile"

Rachmaninov

Preludio in Si bemolle Maggiore Op. 23 No. 2

Momento Musicale No. 1 Op. 16

Preludio Op. 3 No. 2

Momenti musicali Op. 16 No. 4

Preludio Op. 23 No. 5

Verdi/Liszt

Parafrasi dal Rigoletto S. 434

Schubert/Liszt

Margherita all'Arcolaio  S. 558 No. 8

Liszt

Campanella (Grandi studi di Paganini S. 141 No. 3)

Mendelssohn/Liszt

Sulle Ali del Canto, S. 547

Liszt

Rapsodia Ungherese No. 2

 

Stéphanie Elbaz è riconosciuta dalla critica musicale come "uno dei talenti più straordinari di oggi", in particolare per la sua capacità di fornire interpretazioni altamente poetiche e tecnicamente impressionanti. La sua naturale sensibilità musicale unita a una vita passata dedicata alla padronanza tecnica del pianoforte, le permettono di concentrarsi sul suo scopo principale quando si esibisce in scena, vale a dire di offrire la massima quantità possibile di emozione e passione al suo pubblico. Stéphanie ha dedicato molti anni a perfezionare la più ampia e ricca gamma di colori sonori attraverso un vasto programma accademico, in sei tra i più prestigiosi conservatori in Francia, Belgio, Olanda e Austria. Ha ottenuto un Bachelor, un Master e un Postmaster in pianoforte, due medaglie d'oro al pianoforte e tre gradi di specializzazione post-laurea, ogni volta con il massimo dei voti. Da pianista, ha viaggiato regolarmente in Germania e in Austria per concerti e registrazioni.

 

Si è esibita al Mozarteum di Salisburgo, al Liechtenstein Palace a Praga, al De Doelen a Rotterdam, alla Alfred Cortot Hall a Parigi, al Sao Luiz Theatre a Lisbona, al Palazzo Ducale in Toscana, così come in festival internazionali, e come solista ha collaborato con l'Orchestra di Rotterdam; è membro di un trio internazionale a Monaco e sta preparando una registrazione a Roma con Andersen Viana, importante compositore brasiliano.

 

Un grande balzo in avanti è stata la  straordinaria esibizione dal vivo del monumentale concerto per pianoforte di Alkan a Praga. Questo pezzo da 50 minuti richiede livelli di abilità tecnica e resistenza fisica senza precedenti, che lo rendono quasi mai eseguito in diretta. Stéphanie è testimonial di un marchio di lusso per pianoforti, per il quale sarà l'ambasciatrice mondiale per i prossimi anni.

 

PROSSIMI CONCERTIPalermo Classica è arrivata al suo penultimo appuntamento:domenica 31 marzo toccherà infatti alla pianista giapponese Anna Kurasawa impegnata sui tempi di “Passione e Impeto”. Gran finale, il 7 aprile, con l’amatissima australiana Primavera Shima, vera beniamina del pubblico di Palermo Classica. I biglietti (da 8 a 14,50 euro) si acquistano presso l'Accademia Palermo Classica in via Paolo Paternostro, 94; online su CiaoTickets.com; la sera stessa del concerto alla chiesa di San Mattia dei Crociferi. Info: 091.332208 | 366.4226337 | www.palermoclassica.it. Ufficio stampa | Simonetta Trovato – 333.5289457

 

PROGRAMMA WINTER SEASON PALERMO CLASSICA 2018/2019

31 marzo, ore 19

Anna Kurasawa, piano

 

Tchaikovsky

Album per Infanti  Op. 39

Liszt

Rapsodia Spagnola S. 254

Rachmaninov

Quadri-studio Op. 39 No.1,2,3,4,5,9

 

7 aprile, ore 19

Primavera Shima, piano

 

Rachmaninov

Variazioni Corelli Op. 42

Liszt

Ballata No. 2

Tchaikovsky

Dumka | Wagner/Liszt - Tannhauser


Andrea Padova per "Passione e impeto" di Palermo Classica winter

PALERMO CLASSICA winter

PASSIONE E IMPETO | Rachmaninov  Tchaikovsky  Liszt

Domenica 17 febbraio | Andrea Padova

Si ritorna al pianoforte solista con l’italiano Andrea Padova – indicato nel 2008 dalla rivista Insound come “una delle figure più interessanti del panorama pianistico contemporaneo - pronto a misurarsi con le trascrizioni di Liszt da Wagner e Verdi. Il concerto del pianista italiano è in programma per Palermo Classica, stasera (domenica 17 febbraio) alle 19 nella chiesa di San Mattia ai Crociferi, alla Kalsa.

Tutto dedicato a Liszt il programma di Andrea Padova che abbandona seppur momentaneamente l’amatissimo Bach: che parte dalla convinzione che al compositore ungherese ci lega di fatto il suo grandissimo amore per Wagner, visto che con le sue trascrizioni pianistiche è riuscito a divulgare la grandezza di  opere comeTannhauser, Lohegrin e Olandese volante. In questo caso, Padova  avvia il concerto con un omaggio al melodramma, con “Reminiscenze” sul “Simon Boccanegra” di Verdi. La leggerezza dimenticata nella vecchiaia del “Valzer Obliée n.1”, il peso del sogno si sciolgono tra i giochi d'acqua a Villa d'Este e sfociano nella prima delle “12 Rapsodie Ungheresi per pianoforte”; vero riflesso di contrasti emotivi. Andrea Padova è attualmente impegnato nell’incisione in cd e dvd dell’Integrale delle Sonate per pianoforte di Mozart (Limen). Biglietto: 14,50 euro.

 

Programma concerto

 

Wagner/Liszt

Il sogno di Elsa  (dal Lohengrin)

Il Canto delle filatrici (dall'Olandese Volante)

Oh, Mia Dolce Stella della Sera  (dal Tannhäuser)

Ballata (dall'Olandese Volante)

Verdi/Liszt

Reminiscenze dal Boccanegra

Liszt

Valzer Dimenticato No. 1, S. 215

La Lugubre Gondola (2nd version) S. 134

Anni di pellegrinaggio, Terzo Anno:  No. 4 "Giochi D'Acqua a Villa d'Este"

Rapsodia Ungherese No. 1

 

Andrea Padova

Andrea Padova si è imposto all’attenzione della critica vincendo nel 1995 il “J.S.Bach Internationaler Klavierwettbewerb”. Da allora ha tenuto concerti in tutto il mondo, dalla Scala di Milano alla Carnegie Hall di New York, dal Gasteig di Monaco di Baviera alla Tokyo Opera City Concert Hall. E’ considerato uno dei più innovativi interpreti delle opere di Bach; ha in repertorio oltre 60 concerti per pianoforte e orchestra, dall’integrale dei concerti di Bach al Novecento; e ha lavorato intensamente come interprete nel campo della musica contemporanea con compositori come Pierre Boulez (Festival d’Avignon – Radio France, 1988) e Leonard Bernstein (Orchestra Nazionale di S. Cecilia, 1989). Del suo cd dedicato alle “Variazioni Goldberg” di Bach (Stradivarius, 2015), il Washington Post scrive che “trasmette il senso di superare con successo i limiti delle possibilità umane”. Nel 2005 il suo disco dedicato a composizioni di Ferruccio Busoni ha ottenuto riconoscimenti, tra gli altri, di “Gramophone”. E’ attualmente impegnato nell’incisione in cd e dvd dell’Integrale delle Sonate per pianoforte di Mozart (Limen).

E’ docente di pianoforte e pianoforte storico nel Conservatorio “Boito” di Parma. Spesso invitato a tenere master class in Europa, Stati Uniti e Giappone, è stato presidente o membro delle giurie dei Concorsi Internazionali Pianistici “Bach”” (Würzburg), “Thalberg” (Napoli) “Porrino” (Cagliari) “Liszt-Zanfi” (Parma) Coppa Pianisti di Osimo.

 

Andrea PadovaPROSSIMI CONCERTI. Il prossimo appuntamento di Palermo Classica sarà tra una settimana, domenica 24 febbraio, alle 19 con un recital del duo formato dal pianista Onofrio Gallina e dal contralto russo Oksana Lazareva. Eseguiranno lieder di Rachmaninov e di Tchaikovsky

 

I biglietti (da 8 a 14,50 euro; abbonamenti da 50 euro) si acquistano presso l'Accademia Palermo Classica in via Paolo Paternostro, 94; online sul circuito CiaoTickets.com; la sera stessa del concerto alla chiesa di San Mattia dei Crociferi. Info: 091.332208 | 366.4226337 | www.palermoclassica.it.

 

 

PROGRAMMA WINTER SEASON PALERMO CLASSICA 2018/2019

 

17 febbraio, ore 19

Andrea Padova, piano

 

Wagner/Liszt

Il sogno di Elsa  (dal Lohengrin)

Il Canto delle filatrici (dall'Olandese Volante)

Oh, Mia Dolce Stella della Sera  (dal Tannhäuser)

Ballata (dall'Olandese Volante)

Verdi/Liszt

Reminiscenze dal Boccanegra

Liszt

Valzer Dimenticato No. 1, S. 215

La Lugubre Gondola (2nd version) S. 134

Anni di pellegrinaggio, Terzo Anno:  No. 4 "Giochi D'Acqua a Villa d'Este"

Rapsodia Ungherese No. 1

 

24 febbraio, ore 19

Onofrio Gallina, piano

Oksana Lazareva, contralto

 

Rachmanivov

Lila  Op. 21 No. 5

Le Margherite  Op. 38 No. 3

La Notte è Triste  Op. 26 No. 12

Le Acque Primaverili Op. 14 No.11

Lei è Più Bella del Giorno Op. 14v No. 9

Nel Silenzio della Notte  Op. 4 No. 3

Oh, Non Cantare, Bellezza Op. 4 n. 4

Tchaikovsky

Perchè? Op. 28 No.3

Splendevano miti le stelle Per Noi Op. 60 No. 12

Solo Chi Conosce la Nostalgia Op. 6 No. 6

Serenata di Don Giovanni Op. 38 No. 1

Aspetta Ancora Op. 16 No. 2

Pianto della sposa

Non una Parola, Amico Mio Op. 6 No. 2

 

3 marzo, ore 19

Kristina Miller, piano

 

Tchaikovsky

Sonata in Sol maggiore per pianoforte Op. 37

Rachmaninov

Momenti musicali Op. 16 No. 3&4

Polka di V.R.

Tchaikovsky

Valzer Sentimentale, Op. 51 No. 6

Liszt

Rapsodia Ungherese No. 2, S. 244 (con cadenza di Rachmaninov)

 

10 marzo, ore 19

Franck Laurent-Grandpré,  piano

 

F.-Grandpré

Estratti di Sagrada Familia

Wagner/Liszt

Morte d'Amore (da Tristano e Isotta)

Tchaikovsky

Le Stagioni No. 6 "Giugno"

Le Stagioni No. 12 "Dicembre"

Rachmaninov

Preludio Op. 3 No. 2

10 preludi Op. 23

Dom 17/03/2019

Tchaikovsky

Le Stagioni Op. 37

Rachmaninov

Elegia Op. 3 No. 1

Liszt

Venezia e Napoli, S. 162

Parafrasi sul Rigoletto di Verdi

Reminescenze dal Don Giovanni di Mozart

Marton Kiss,piano

 

24 marzo, ore 19

Stéphanie Elbaz, piano

 

Tchaikovsky

Romanza Op. 19

Le Stagioni Op. 37 No. 4"Aprile"

Rachmaninov

Preludio in Si bemolle Maggiore Op. 23 No. 2

Momento Musicale No. 1 Op. 16

Preludio Op. 3 No. 2

Momenti musicali Op. 16 No. 4

Preludio Op. 23 No. 5

Verdi/Liszt

Parafrasi dal Rigoletto S. 434

Schubert/Liszt

Margherita all'Arcolaio  S. 558 No. 8

Liszt

Campanella (Grandi studi di Paganini S. 141 No. 3)

Mendelssohn/Liszt

Sulle Ali del Canto, S. 547

Liszt

Rapsodia Ungherese No. 2

 

31 marzo, ore 19

Anna Kurasawa, piano

 

Tchaikovsky

Album per Infanti  Op. 39

Liszt

Rapsodia Spagnola S. 254

Rachmaninov

Quadri-studio Op. 39 No.1,2,3,4,5,9

 

7 aprile, ore 19

Primavera Shima, piano

 

Rachmaninov

Variazioni Corelli Op. 42

Liszt

Ballata No. 2

Tchaikovsky

Dumka

Wagner/Liszt

Tannhauser

 

Testo e immagini da Ufficio stampa Palermo Classica


"Selinunte: Music from Myths" con Salvo Ferrara al Museo Salinas

Un luogo dell’anima. Che da un lato abbraccia la storia

e dall’altro saluta la città.

SELINUNTE: MUSIC FROM MYTHS

È una grande emozione per me essere qui, al cospetto del più importante complesso scultoreo dei Greci d’Occidente, un luogo che possiede un’identità storica, che ci rappresenta come popolo e risale a 5 secoli prima della venuta di Cristo. Un luogo importante per Palermo e la Sicilia. Un luogo, come il Museo Salinas, definito dal Corriere della Sera “uno tra i 10 musei più belli del mondo accanto al British Museum di Londra e al Pergamon museum di Berlino”. (Salvo Ferrara, Compositore)

Le Metope di Selinunte, dopo 2.500 anni, continuano ad ispirare: il musicista Salvo Ferrara si è esibito l’8 febbraio 2019 in “Selinunte: Music from Myths”, progetto realizzato in coproduzione col Museo Salinas. Nella Sala delle Metope al cospetto del più importante complesso scultoreo dei Greci d’Occidente l’ensemble ha eseguito otto brani che compongono “Selinunte: Music from Myths”, formata da un quartetto d’archi, dallo stesso Salvo Ferrara al pianoforte/synths/sequencers, e da un polistrumentista ai fiati. La scelta dell’organico è funzionale al conseguimento del miglior risultato in termini di sound e resa del mood.

LA CONNESSIONE ARTISTICA: SUONO – OPERA D’ARTE

Queste connessioni artistiche, già esplorate più di un secolo fa dal musicista polacco Karol Szymanowsky che, nel 1915, dedicò alle metope una composizione per pianoforte, vengono oggi riproposte – per la prima volta - in chiave contemporanea grazie alla sensibilità creativa di Salvo Ferrara e grazie alla visione dell’istituzione museale, orientata verso un’offerta culturale che privilegia la commistione dei linguaggi e il dialogo tra l’uomo e l’opera d’arte” (Francesca Spatafora, Direttore del Museo Salinas)

I componenti del quartetto Modern Time Ensemble

Salvo Ferrara: Pianoforte, Sintetizzatore

Fabio Ferrara: 1st Violin

Pippo Di Chiara: 2nd Violin, Keyboard

Gaspare D'amato: Viola

Andrea Rigano: Cello

Agostino Cirrito: Sax, Akay Ewi

Cristiano Nasta: sound, live set-up programming

BRANI

Il lineup proposto alterna momenti evocativi ad episodi ritmicamente incalzanti: i brani, proposti senza soluzione di continuità, saranno intervallati da un leit motiv (Ghost) dalle tinte tipicamente modern classic.

In Hera e Selinus, si ritrovano tutte le caratteristiche sopra descritte: nuclei di limpida sobrietà vengono progressivamente dilatati e ricodificati per essere condotti in un ambiente sonoro decisamente contemporaneo; Kore è l’intreccio incalzante di un pattern esposto ora dallo strumento elettronico, ora dal quartetto d’archi in un crescendo che conduce ad un finale inatteso; Leftovers è un brano minimal, dall’atmosfera ipnotica sostenuta delicatamente da cellule ritmiche ambient; Restart è un episodio lirico ma allo stesso tempo pervaso da tensione, la cui melodia viene esaltata dalla timbrica suggestiva dell’ewi; Solid Roots cattura con i suoi richiami etnici ed il tempo composto, sulla base di una armonia ardita ma allo stesso tempo spiccatamente arcaica; Calypso condensa in tre differenti momenti la complessità compositiva e esecutiva attraverso una intro, una parte centrale elegiaca ed un finale travolgente che conclude l’ascolto.

Salvo Ferrara - INSPIRED BY MYTHS

Il concept è incentrato sul tema del rapporto fra suoni e mitologia, fra percezione uditiva e suggestione visiva, estendendo il concetto di classicità in un approccio creativo aperto alle moderne tecnologie di audio produzione.

Il prodotto finale si colloca all’interno del movimento, affermatosi da qualche anno nel nord Europa, noto come “post-modern”, i cui esponenti di spicco (es. Olafur Arnalds e Nils Frahm) hanno determinato un profondo mutamento culturale rendendo “pop” ciò che pochi anni prima era considerato nicchia.

Salvo Ferrara pone fuori da schemi preordinati il materiale sonoro oggetto della propria scrittura, nell’intento di superare la definizione di “genere”; le composizioni sono frutto di un processo compositivo che prende origine da armonie e melodie nate sulla tastiera del pianoforte, per poi evolversi grazie all’apporto degli strumenti ad arco e delle suggestioni sonore generate dall’utilizzo dei moderni campionatori. Un contenuto musicale lontano da accademiche dimostrazioni di puro tecnicismo ma, allo stesso tempo, compiutamente classico e contemporaneo.

Il suono che ne scaturisce rappresenta il segno peculiare della “laicizzazione” dell’ispirazione classica dell’autore: se l’impronta, nella sua cellula compositiva, è chiaramente orchestrale, in effetti il suo sviluppo viene sostenuto da inconsuete soluzioni timbriche e ritmiche nelle quali arpeggiatori di stampo ambient si sovrappongono a fraseggi dettati dagli archi, pads dal sapore “cinematic” fanno da sfondo a larghe melodie cantate dall’ewi (electronic wind instrument), matrici pianistiche minimaliste si animano grazie all’apporto di drum machines.

Lo spettacolo musicale, muovendo dall’ambito del cosiddetto movimento post-modern supera i confini della definizione di “genere” e il puro tecnicismo dell’esercizio di nicchia virando verso una dimensione autenticamente “pop”.

Lo spettatore sarà accompagnato dalle emozioni di momenti evocativi che si alterneranno ad episodi ritmicamente incalzanti caratterizzati da timbriche “crossover”, grazie all’impiego di apparecchiature elettroniche e strumenti acustici.

Resta aggiornato su tutte le novità, segui il backstage e vivi l’esperienza sin da ora:

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Instagram: https://www.instagram.com/salvoferrara_maineim3003/?hl=it

CONOSCI SALVO FERRARA

Salvo Ferrara è un compositore di formazione classica ma di ispirazione crossover/post modern che da alcuni anni scrive musica per immagini, collaborando con prestigiose istituzioni culturali, registi e documentaristi di fama internazionale. Il suo percorso ha anche visto la pubblicazione di un CD (“WSK The Series”, tratto dall’omonimo lavoro cinematografico) che ha dato vita a WSK Music Experience, un evento emozionante in cui sono alternate proiezioni e interviste col gran finale del concerto live. Scopri qui Wsk Music Experience.

Guarda il live Concert di Salvo Ferrara a Palazzo Sambuca: 

Salvo intende e vive la musica come strumento per la condivisione di esperienze che diano luogo a progetti culturalmente innovativi, grazie al valore aggiunto dato dall’incontro fra creativi che operano in contesti artisticamente diversi. Scopri qui le sue colonne sonore.

Ascolta Stories of timeless women” per la MuseumWeek 2016

Guarda l’intervista di Salvo Ferrara su Rai3: 

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Selinunte: music from the myths Museo Archeologico “Antonino Salinas” Palermo Salvo Ferrara


"Passione e impeto" per Palermo Classica winter: Rachmaninov, Tchaikovsky, Liszt

PALERMO CLASSICA winter

PASSIONE E IMPETO | Rachmaninov  Tchaikovsky  Liszt

Domenica 10 febbraio | Ilya Maximov

Palermo Classica winter Ilya Maximov
Julia Wesely
Piano solista a Palermo Classica con un giovane virtuoso russo che ha già al suo attivo la vittoria al prestigioso concorso Viotti.

Ilya Maximov si esibirà infatti domenica prossima (10 febbraio), alle 19 all’ex oratorio di San Mattia ai Crociferi, nel cuore della Kalsa. Maximov – che ha vinto una delle più prestigiose competizioni pianistiche al mondo, il concorso pianistico internazionale G.B. Viotti di Vercelli - si dedicherà a  Liszt e Rachmaninov. Il concerto si aprirà con i vagheggiamenti nostalgici di Liszt, che trae spunto dal mal du vivre e dai tormenti interiori del giovane Oberman, protagonista dell’omonimo romanzo dello scrittore francese Senancour. I pensieri diventano preghiera, e Liszt usa la musica per rievocare la tragica scomparsa di tre amici, sulle note dei “Funérailles”. Nella seconda parte del concerto, il giovane pianista russo si cala nei toni scuri e vigorosi di Rachmaninov e nella grande “Sonata Op. 36 No. 2”Biglietto: 14,50 euro.

 

Il concerto

 

F. Liszt

 Anni di Pellegrinaggio, Primo Anno, Svizzera, S. 160:

No. 6 "Valle d' Obermann"

Armonie Poetiche e Religiose III, S 173:

No. 7 "Funerali"

 

S. Rachmaninov

Quadri-Studio Op. 33:

No. 4 in Re Minore – Moderato

No. 8 in Sol Minore – Moderato

Sonata Op. 36 No. 2 (Ed. 1931)

I. Allegro agitato – Meno mosso

II. Non allegro – Lento – Più mosso

III. Allegro molto – Poco meno mosso – Presto 

 

Ilya Maximov copre un vasto repertorio che va dai primi classici ai compositori moderni, ma la musica per pianoforte russa ha sempre avuto un posto speciale nella sua carriera concertistica. Ha suonato nelle più importanti sale da concerto e festival in Europa, Asia e America; si è esibito alla Carnegie Hall di New York, alla Chamber Hall of Berlin Philharmonie, al Concertgebouw ad Amsterdam, al Palau de la Música a Barcellona e a quello di Valencia, alla Real Academia de Bellas Artes a Madrid, alla Salle Cortot a Parigi, a Osaka e Tokyo, Singapore, L'Avana. Si esibisce regolarmente come solista e con diverse orchestre come la Royal Scottish National Orchestra, il Teatro Carlo Felice Orchestra, la Wuhan Symphonic Orchestra, la Singapore Youth Symphonic Orchestra, l'Orchestra Simfònica del Valles, l'orchestra sinfonica dello stato degli Urali, l'Havana National Symphonic Orchestra, l'Hilton Head Symphony Orchestra. Ha collaborato con direttori come Justus Franz, James P Liu, Misha Katz, Dmitry Yablonsky, Darrell Ang e James Ross. Ilya Maximov si è diplomato al Conservatorio Superior del Liceu di Barcellona, al Royal College of Music di Londra e alla Universitat Mozarteum di Salisburgo (dove oggi isnegna), e ha studiato con famosi pianisti e pedagoghi come Stanislav Pochekin, Dmitri Alexeev e Pavel Gililov. www.ilyamaximov.com

 

PROSSIMI CONCERTI. Il prossimo appuntamento di Palermo Classica uscirà dal ciclo abituale e sarà un vero esperimento: venerdì 15 febbraio alle 21, la cantante Giuliana Di Liberto affronterà brani  rock - dai Pink Floyd ai Coldplay, dai Radiohead a Sting, dai Queen ai Muse, fino a David Bowie – accompagnata da quintetto d’archi e pianoforte.Domenica 17 febbraio, alle 19, si ritorna al pianoforte solista con l’italiano Andrea Padova – indicato nel 2008 dalla rivista Insound come “una delle figure più interessanti del panorama pianistico contemporaneo - pronto a misurarsi con le trascrizioni di Liszt da Wagner e Verdi.

I biglietti (da 8 a 14,50 euro; abbonamenti da 50 euro) si acquistano presso l'Accademia Palermo Classica in via Paolo Paternostro, 94; online sul circuito CiaoTickets.com; la sera stessa del concerto alla chiesa di San Mattia dei Crociferi. Info: 091.332208 | 366.4226337 | www.palermoclassica.it.

 Testo e immagini da Ufficio stampa Palermo Classica


pietra piuma silenzio Giornata della memoria Giorno della memoria

La pietra e la piuma. Noterelle ondivaghe sul tema del silenzio

Dove le parole finiscono

inizia la musica.

Heinrich Heine

La pietra e la piuma.

Noterelle ondivaghe sul tema del silenzio.

Divagazioni disorganiche e incoerenti da leggere a bassa voce.

Di fronte al candore lattiginoso di questa pagina bianca provo un certo sgomento. Mi accingo a scrivere parole - nere, fitte, rassicuranti - per lasciare un segno, una traccia, un’ombra. Lo spazio bianco è silenzioso e gelido, non invita ad entrare ma a restare sulla soglia. Attendere un tempo infinito. Desistere. Arretrare arrendevolmente di fronte all’impossibilità di coglierne pienamente il senso. Nel mio immaginario cromatico, l’inferno è una stanza vuota, le pareti bianche, le finestre cieche. Impossibile uscire, impossibile pensare, impossibile respirare. Il bianco mi paralizza. È una cicatrice, uno squarcio che non si rimargina e resta lì, a urlare in silenzio il suo candore. È uno spazio apparentemente innocente, come la neve che occulta il sangue rappreso sotto la sua coltre avvolgente. Come le foreste, che crescono indifferenti, affondando le radici nel marcio delle ossa. Che fine fa il bianco quando si scioglie la neve?

Campo di concentramento di Dachau, Kommandatur. Foto di Michael RoseCC BY-SA 3.0

C’era il sole quella mattina di luglio a Dachau. Un sole abbacinante che tingeva di oro i sassi del piazzale del campo. Tanti piccoli sassolini rotondi che rilucevano come coriandoli, riflettendo bagliori blasfemi. Un chiacchiericcio in sottofondo, risate mostruose di scolaresche in gita, telefonini per scattare fotografie di gruppo. Un cielo azzurro senza vergogna. Un campo di sterminio è un luogo paradossalmente affascinante. Immerso nel silenzio, abbracciato dai boschi. Costruito con criteri razionali, quasi armoniosi. Non c’è niente fuori posto, ogni cosa ha la sua funzione, logica e aberrante al tempo stesso. Ciascun elemento architettonico esprime austerità e rigore. A dominare l’immaginario geometrico il parallelepipedo: baracche, uffici, lunghi viali tra un blocco e l’altro. Le camere a gas sono defilate, per non rovinare il paesaggio con l’opprimente sentore di morte misto al puzzo di veleno per topi. I forni nelle immediate adiacenze, per velocizzare la metamorfosi in cenere. Ordine, disciplina, nessuna stortura evidente. Se non fosse per quel tacito e immane sfregio che aleggia silenzioso sulle nostre coscienze e che fatichiamo ad accantonare perché non appartiene più, ormai, solo al passato. Ritorna, riemerge, galleggia. Ma nessuno ha il coraggio di chiamarlo col suo nome. Perifrasi, lunghi giri di parole per evitare quelle giuste, quelle vere, quelle che feriscono come schegge di vetro conficcate nella carne. È il pudore degli spettatori, dei sopravvissuti, degli ignari eredi di colpe altrui.

"Grave of many thousand unknown." Foto di Alexandre GilbertCC BY-SA 4.0

Le parole sono pietre. Concrete, materiche, pesanti. Talvolta aguzze. Nella loro scabra nudità esprimono un potenziale abnorme, sottinteso nello scarto tra significante e significato, che si traduce in atto quando sono chiamate a creare, o ricreare, il mondo. Ma anche le pietre hanno un limite. Il loro peso è di ostacolo al volo. Si affacciano sulla soglia dello spazio bianco e restano sospese, immobili. Avvizziscono in attesa di un senso, che si sfilaccia sempre più di fronte all’esperienza estrema del male. Eppure innumerevoli sono le testimonianze che hanno descritto il lager, restituendoci il suo orrore senza fine in modo che potesse concretizzarsi ai nostri occhi per non dimenticare. Parole comuni, nude, secche come rami. Parole quotidiane, non particolarmente alate né leggere, radunate insieme per raccontare l’indicibile. Senza orpelli, senza infingimenti. Parole-corpi, parole-cadaveri. Parole morte che implorano memoria. Ma la memoria è labile e il tempo ingoia ogni cosa in un enorme sbadiglio universale.

A che servono più le parole? Feticci dell’intelletto, macerie della coscienza. Detriti trascinati via dalla corrente. Lingua spezzata quella che non può più infrangere il silenzio, violare il biancore di un foglio immacolato. Lingua che si muta in suono, che si appropria di un altro codice, di un altro alfabeto, di nuovi segni per colmare la voragine. Musica che, sola, valica lo spazio bianco tentando una ricomposizione del mondo. E se le parole si sono spogliate delle loro vesti più lussuose, rinunciando ad effetti speciali e a parrucche audaci, anche il linguaggio musicale si converte ad un regime di austerità sostanziale e formale, abbandonando un sentiero melodico ormai abusato e percorrendo strade secondarie, sterrate e irte di vicoli ciechi. I due blocchi etico-musicali rilevati da Adorno nella Filosofia della musica moderna non sono che la semplificazione (apparente) di ciò che resta dell’arte dopo lo squarcio mostruoso della seconda guerra mondiale. Auschwitz rappresenta il punto di non ritorno, ma anche il punto di partenza per una nuova sperimentazione dagli esiti assolutamente inattesi. Due mondi distinti, Strawinsky e Schöenberg: da un lato l’universo sonoro totalitario che schiaccia e reprime l’individuo, limitando le sue libertà, dall’altro la solitudine dell’uomo inerme che deve confrontarsi con “tutta la tenebra e la colpa del mondo”. E nel mezzo, un linguaggio musicale che risorge dalle sue stesse ceneri e crea nuove combinazioni, nuove possibilità. Si fa largo la deframmentazione melodica, l’uso della dissonanza sospesa, irrisolta; l’incedere seriale, la variazione ritmica, l’estremizzazione degli effetti dinamici. Ogni elemento strutturale esprime l’esigenza di ricostruzione, la ricerca di un equilibrio perduto che non potrà mai essere ritrovato e di cui, nel mondo dei sopravvissuti alla Storia, non resta che qualche traccia luminosa e minima da utilizzare come portafortuna.

Invito alla prima del Quatuor pour la fin du Temps, realizzato da un detenuto dello Stalag di Görlitz. Foto di Badinguet 42CC BY-SA 4.0

Lo spazio bianco è il silenzio di una pagina vuota, di una pausa di semibreve su cui aleggia un punto coronato. Sospensione ad libitum, senza fine. Silenzio denso di presagi e di occasioni perdute, di omissioni e pudori. Silenzio che è bocca spalancata avida di sangue. Ma anche bocca ammutolita di fronte alla possibilità, pur remota, di redenzione. La sequenza del Quatuor pour la fin du Temps di Olivier Messiaen appare dominata da un’idea sinestetica in cui si fa labile il confine tra suono e colore, luce e riflesso. Scandita in otto episodi musicali, che ripercorrono le tappe di un viaggio metafisico verso altezze siderali, si apre con la liturgia del cristallo: «Entre 3 et 4 heures du matin, le réveil des oiseaux: un merle ou un rossignol soliste improvise, entouré de poussières sonores, d’un halo de trilles perdus très haut dans les arbres. Transposez cela sur le plan religieux: vous aurez le silence harmonieux du ciel»1. Improvvisi bagliori luminosi, piume leggere che si librano in volo, un senso di leggerezza che si proietta verso il cielo. Suoni trasparenti, impalpabili, che scivolano tra le dita, oltrepassando i limiti della battuta, irrefrenabili, liquidi. Il ritmo sincopato, singhiozzante, tenuto a bada dal pianoforte sorregge il canto del violoncello, che si intreccia disarmonico con il violino e il clarinetto. Quartetto anomalo di destini che si incrociano nello Stalag VIII A di Görlitz, dove nel 1941, davanti a un pubblico di prigionieri del campo di lavoro, si tiene la prima esecuzione dell’opera, rielaborata e in parte composta durante la prigionia e adattata all’organico disponibile. La Préface di Messiaen contiene numerosissime indicazioni: scelte stilistiche, musicali, filosofiche, teologiche; citazioni a cui l’autore si è ispirato nel comporre e progettare la struttura dell’opera. Ciò che colpisce è la presenza di indicazioni cromatiche, visive, immaginifiche ben lontane dalla mera disquisizione tecnico-compositiva. Ancora una volta ritorna l’immagine della pietra, con la sua concretezza materica. «Musique de pierre, formidable granit sonore; irrésistible mouvement d’acier, d’énormes blocs de fureur pourpre, d’ivresse glacée»2. Il suono prende forma di acciaio, di granito, di ghiaccio. Il furore si colora di rosso vivo, il canto si eleva ad altezze inimmaginabili: il clarinetto, l’uomo che cerca il suo paradiso, si invola; il pianoforte tenta invano di bloccarne l’ascesa, gli archi si tendono nello sforzo di sfuggire alla tirannia del ritmo incalzante che straripa, inonda, travolge. E ancora gli uccelli, con le loro piume leggere, traccia infinitesimale, frammento di vetro trasparente. Ma c’è qualcosa di più potente della musica ed è l’assenza, l’anello che non tiene, la tessera mancante che non permette di completare il mosaico: quello che emerge dall’analisi della partitura è la sua struttura lipogrammatica. Ci sono note che non vengono suonate mai, neppure mai scritte. Una contrainte metaforica, determinata dalla contingenza (nel campo mancavano determinate chiavi e c’era penuria di corde per cui gli strumenti erano necessariamente ‘monchi’), che diviene emblema del mondo contemporaneo. Il lipogramma è qualcosa di perduto, mancante, assente. È la cicatrice, il buco, la voragine. È il silenzio bianco di una pagina su cui nessuno ha ancora osato scrivere.

pietra piuma silenzio Giornata della memoria Giorno della memoria
Foto di cocoparisienne

1 O. Messiaen, Préface au Quatuor pour la fin du temps, 1941. «Tra le tre e le quattro del mattino, il risveglio degli uccelli: un merlo o un usignolo solista improvvisa, circondato da polveri sonore, da un alone di trilli perduti tra le alte fronde degli alberi. Spostandosi sul piano religioso si otterrà il silenzio armonioso del cielo». (traduzione mia).

2 Ivi, «Musica di pietra, formidabile granito sonoro; irresistibile movimento d’acciaio, di enormi blocchi di furore porpora, di ebbrezza ghiacciata». (traduzione mia).


Iniziative a Milano per il Giorno della memoria

Milano è memoria

Pietre d’inciampo, performance teatrali e momenti di studio, in occasione del Giorno della memoria

In piazza Beccaria il ricordo del vigile Vacchini. Scavuzzo: “Raccontiamo la storia di chi ha scelto di opporsi all'odio e alla violenza in uno dei momenti più duri attraversati dal nostro Paese”. Domenica bandiere a mezz’asta.

Milano, 25 gennaio 2019 – Luigi Vacchini. È il ghisa milanese assassinato nel lager nazista di Ebensee, Austria, il primo aprile del ’44. A lui è dedicata la pietra d’inciampo di piazza Beccaria 19, davanti al Comando della Polizia locale di Milano, la cui cerimonia di posa si è tenuta oggi alla presenza della vicesindaco Anna Scavuzzo, del comandante della Polizia locale Marco Ciacci, dell'artista Gunter Demnig e della senatrice a vita Liliana Segre.

Un momento che rientra tra gli eventi di “Milano è memoria”, la piattaforma degli appuntamenti sulla memoria del Comune di Milano, che quest’anno conta quattro progetti sulla memoria: trenta nuove Pietre d’inciampo in memoria dei cittadini milanesi uccisi nei campi di sterminio nazisti, la cui posa è iniziata ieri e proseguirà nei prossimi giorni; il progetto Free, FREE - Non c’è futuro senza memoria | no FutuRE without RemembrancE, che verrà inaugurato domani, sabato 26 gennaio (n.d.r. oggi), dalle 16 in Darsena alla presenza della vicesindaco Scavuzzo, con l’installazione di una grande bolla all’interno della quale si terranno reading e performance teatrali; il palinsesto di appuntamenti del 27 gennaio, Giorno della memoria e infine il ciclo di tre incontri organizzati da Comune di Milano e Università degli Studi di Milano dal titolo “Milano 1919: il tempo dello sbandamento e la nascita del Fascismo”.

“Le iniziative di Milano è memoria e le trenta pietre d’inciampo che posiamo quest'anno – ha detto la vicesindaco Anna Scavuzzo - sono parte di un percorso importante che ricorda e racconta la storia di persone che hanno scelto di opporsi all'odio e alla violenza in uno dei momenti più duri attraversati dal nostro Paese, persone che hanno fatto la differenza opponendosi all'indifferenza e affermando con coraggio il rispetto per la dignità umana. Oggi al Comando della Polizia locale ricordiamo un collega, il vigile Luigi Vacchini, a cui rendiamo omaggio per la scelta che ha compiuto, per l'esempio che ha dato e per i valori che continuiamo a fare nostri nel lavoro e nella vita di ogni giorno”.

Domenica 27 gennaio, Giorno della memoria, le bandiere europea, italiana e la bandiera del Comune di Milano saranno esposte a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici della città, in omaggio alle vittime dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

Da oggi al 29 gennaio sul Geoportale del Comune sarà possibile vedere la mappa del censimento degli ebrei a Milano del 1938, oggetto di un recente ritrovamento presso la Cittadella degli archivi del Comune di Milano e di una mostra in Triennale.

La posa della Pietra d’Inciampo dedicata al vigile Luigi Vacchini

Come da Comune di Milano.

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Palazzina Liberty in musica

Speciale "Giorno della memoria", 27 gennaio 2019

Milano, 23 gennaio 2019 – Palazzina Liberty in musica celebra il Giorno della memoria, domenica 27 gennaio 2019, con due concerti tematici e un incontro aperto al pubblico. Il programma si aprirà alle ore 10:45 con “Le signore dell’orchestra. Memorie di una musicista ad Auschwitz”, concerto-spettacolo interamente al femminile a cura di Milano classica e Associazione culturale Le cameriste ambrosiane in collaborazione con Equivoci musicali; interpreti il mezzosoprano Rachel O’ Brien e Le cameriste ambrosiane, accompagnate dalla voce recitante di Silvia Giulia Mendola.

Protagonista della narrazione in musica è l’Orchestra femminile di Auschwitz, l’ensemble di 47 donne deportate, creato nel 1943 ad Auschwitz-Birkenau per ordine delle SS; le deportate avevano il compito di intrattenere gli ufficiali nazisti, accogliere i nuovi prigionieri e accompagnare le detenute al lavoro.

Al cuore della trama è il vissuto di due straordinarie signore dell’orchestra: la direttrice Alma Rosè (1906 – 1944), violinista austriaca di origine ebraica, nipote di Gustav Mahler, deceduta nel campo per malattia, e Fania Fénélon (1908 – 1983), pseudonimo di Fanja Goldstein, pianista, compositrice e cantante di cabaret, nata in Francia da padre ebreo e miracolosamente sopravvissuta fino alla liberazione nel campo di Bergen-Belsen nel 1945, realizzando così il sogno di “sopravvivere e ricordare per far sapere al mondo”.

Come da Comune di Milano.


Pausa Museo: “L'Arpeggione di Franz Schubert, un simbolo della musica romantica”

Pausa Museo: martedì 20 il concerto a cura di Roma Tre Orchestra “L'Arpeggione di Franz Schubert, un simbolo della musica romantica”

La rassegna continua fino al 20 dicembre con intermezzi musicali o teatrali gratuiti nei musei dalle 12.30 alle 14, in collaborazione con le principali istituzioni cittadine

Roma, 19 novembre 2018 – Torna domani, martedì 20 novembre dalle 12.30 alle 14Pausa Museo con un nuovo appuntamento interamente dedicato alla musica classica curato da Roma Tre Orchestra. Al Museo Napoleonico i giovani musicisti Alessandro Guaitolini (violoncello) e Filippo Tenisci (pianoforte) si cimenteranno nel concertoL’Arpeggione di Franz Schubert, un simbolo della musica romantica. In programma la Sonata in la minore per arpeggione e pianoforte D. 821 del compositore austriaco.

Pausa Museo prosegue fino al 20 dicembre, ogni martedì e giovedì, con intermezzi musicali o teatrali, in pausa pranzo, nei piccoli musei ad ingresso gratuito come il Museo Napoleonico, il Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese e il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina. Si svolge in collaborazione con Casa del Jazz per Fondazione Musica per RomaRoma Tre Orchestra e Teatro di Roma, che realizzeranno pillole di intrattenimento della durata di 25 minuti ciascuna, in programma alle ore 12.30, alle 13 e alle 13.30.

 

La manifestazione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura e realizzato grazie alle piccole donazioni in denaro effettuate dai visitatori, tramite gli appositi raccoglitori situati negli 8 Musei Civici gratuiti.

 

PROGRAMMA

  

MARTEDÌ 20 NOVEMBRE

MUSEO NAPOLEONICO

L'Arpeggione di Franz Schubert, un simbolo della musica romantica

  1. Schubert:Sonata in la minore per arpeggione e pianoforte D. 821

Con Alessandro Guaitolini, violoncello; Filippo Tenisci, pianoforte

A cura di ROMA TRE ORCHESTRA

 

GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE

MUSEO PIETRO CANONICA A VILLA BORGHESE

Campanile in due battute

Minispettacoli su testi di Achille Campanile con accompagnamento musicale

A cura del TEATRO DI ROMA

 

MARTEDÌ 27 NOVEMBRE

MUSEO NAPOLEONICO

Scott Joplin: classica o jazz?

Selezione di celebri pagine di Scott Joplin

Con Michele Tozzetti, pianoforte

A cura di ROMA TRE ORCHESTRA

 

GIOVEDÌ 29 NOVEMBRE

MUSEO CARLO BILOTTI – ARANCIERA DI VILLA BORGHESE

Con Enrico Zanisi, pianoforte

A cura di CASA DEL JAZZ per FONDAZIONE MUSICA PER ROMA

 

MARTEDÌ 4 DICEMBRE

MUSEO NAPOLEONICO 

Matteo Bodini Vincenzo Lioy

Duetto di violoncelli

A cura di ROMA TRE ORCHESTRA

 

GIOVEDÌ 6 DICEMBRE

MUSEO CARLO BILOTTI – ARANCIERA DI VILLA BORGHESE

Ennio Flaiano

Minispettacoli su testi di Ennio Flaiano con accompagnamento musicale.

A cura del TEATRO DI ROMA

MARTEDÌ 11 DICEMBRE

MUSEO NAPOLEONICO

Due fiati all’Opera

Trascrizioni brillanti e fantasie da celebri melodie d’opera italiane

Con Francesca Bruno, flauto; Paolo Lamagna, fagotto

A cura di ROMA TRE ORCHESTRA

 

GIOVEDÌ 13 DICEMBRE

MUSEO CARLO BILOTTI – ARANCIERA DI VILLA BORGHESE

Con Riccardo Fassi, pianoforte
A cura di CASA DEL JAZZ per FONDAZIONE MUSICA PER ROMA

 

MARTEDÌ 18 DICEMBRE

MUSEO NAPOLEONICO

Con Roberto Tarenzi, pianoforte
A cura di CASA DEL JAZZ per FONDAZIONE MUSICA PER ROMA

 

GIOVEDÌ 20 DICEMBRE

MUSEO CARLO BILOTTI – ARANCIERA DI VILLA BORGHESE

Ennio Flaiano

Minispettacoli su testi di Ennio Flaiano con accompagnamento musicale.

A cura del TEATRO DI ROMA

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Teatro Dal Verme Milano Concerto di Santa Cecilia

23 novembre: il Concerto di Santa Cecilia a Milano

Teatro Dal Verme

23 novembre: il Concerto di Santa Cecilia

Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21. L’ingresso in sala sarà consentito a partire dalle ore 20:15

Milano, 16 novembre 2018 – Anche quest'anno il Teatro Dal Verme apre le sue porte, ospitando venerdì 23 novembre, alle ore 21 il tradizionale concerto di Santa Cecilia, patrona della musica e dei musicisti, intitolato "Dall’epopea della Grande guerra al Novecento italiano".

L’appuntamento dell’edizione 2018 è inserito nel palinsesto “Novecento italiano”. Due i temi della serata: la commemorazione della fine del primo conflitto mondiale e l’omaggio al repertorio colto italiano del XX secolo.

Sul palco si alterneranno i direttori d’orchestra Colonnello Leonardo Laserra Ingrosso, il 1° Luogotenente Orchestrale Antonio Macciomei e il Maresciallo Capo Andrea Bagnolo alla guida della Civica orchestra di fiati di Milano in un’unica formazione insieme alla Fanfara del Comando Ia Regione Area e alla Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” .

In programma brani del periodo della Grande guerra e musiche di Nino Rota e Ottorino Respighi.

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti disponibili.

Come da Comune di Milano.


Museo Carlo Bilotti Roma Pausa Museo

Pausa Museo: giovedì 15 “Campanile in due battute” a Roma

Pausa Museo: giovedì 15 “Campanile in due battute”, spettacoli su testi di Achille Campanile a cura del Teatro di Roma

La rassegna continua fino al 20 dicembre con intermezzi musicali o teatrali gratuiti nei musei dalle 12.30 alle 14, in collaborazione con le principali istituzioni cittadine

Museo Carlo Bilotti Roma Pausa MuseoRoma, 14 novembre 2018 – Nuovo appuntamento di Pausa Museo, domani giovedì 15 novembre dalle 12.30 alle 14 con lo spettacolo Campanile in due battute. Curato dal Teatro di Roma andrà in scena all’interno del Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese un omaggio ai testi di Achille Campanile con accompagnamento musicale.

Pausa Museo prosegue fino al 20 dicembre, ogni martedì e giovedì, con intermezzi musicali o teatrali, in pausa pranzo, nei piccoli musei ad ingresso gratuito come il Museo Napoleonico, il Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese e il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina. Si svolge in collaborazione con Casa del Jazz per Fondazione Musica per RomaRoma Tre Orchestra e Teatro di Roma, che realizzeranno pillole di intrattenimento della durata di 25 minuti ciascuna, in programma alle ore 12.30, alle 13 e alle 13.30.

 La manifestazione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura e realizzato grazie alle piccole donazioni in denaro effettuate dai visitatori, tramite gli appositi raccoglitori situati negli 8 Musei Civici gratuiti.

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