Stop ai crolli a Pompei, ora si scava: “Ecco come abbiamo messo in sicurezza il sito archeologico più importante d’Italia”

Dal Direttore Generale del Grande Progetto, il Generale Mauro Cipolletta, al Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei Massimo Osanna, agli architetti e agli ingegneri che hanno coordinato ogni segmento del lavoro, l’intero team interdisciplinare che ha messo in sicurezza il sito archeologico di Pompei, ha raccontato i lavori svolti dal 2017 per oltre 60 milioni già spesi nei cantieri già chiusi.

L’intervento si è reso particolarmente necessario in seguito al crollo della Schola Armaturarum del 6 novembre 2010, all’aggiornamento della Carta del rischio del 2011, alla presa d’atto della situazione di dissesto idrogeologico diffuso dopo le consistenti piogge nel 2014, e tenuto conto dell’apporto disastroso delle oltre 160 bombe sganciate sul sito o nei suoi pressi durante la seconda guerra mondiale e dei terremoti. I lavori, cominciati nel 2017, dovrebbero arrivare a conclusione nel 2020.

La parola d’ordine è comunicazione, ultimo anello di una catena di azioni come anamnesi, diagnosi, terapia, che partono dalla ricerca. Ciò ha posto in essere un approccio multidisciplinare che ha permesso di tornare a scavare con tecniche moderne e tecnologia avanzata, per esempio nella Regio Quinta, lasciata dalla fine dell’800 semi-scavata. Una trentina di restauri sono ancora in corso.

L’altra novità è che il lavoro è quotidiano, viene programmato e poi documentato. Ciò significa che in futuro non dovrà essere decifrato dall’apparato murario. I tecnici presenti, gli architetti Annamaria MauroGianluca VitaglianoBruno De Nigris e Arianna Spinosa, gli archeologi Marialaura Iadanza e Alberta Martellone, l’ingegnere Vincenzo Calvanese, sono stati in grado di presentare i risultati ottenuti. Le linee di ricerca e quindi la filosofia del progetto, hanno considerato il problema complesso, ma non complicato, formato da una serie di problemi.


Festival delle Mongolfiere Parco Archeologico di Paestum

Al via oggi il Festival delle Mongolfiere al Parco Archeologico di Paestum

Al via oggi l'undicesima edizione del Festival delle Mongolfiere, che si terrà nel meraviglioso pianoro del Parco Archeologico di Paestum, fino al 6 ottobre.
La manifestazione, che nel corso dei precedenti 10 anni ha riscosso un sempre crescente successo di presenze, si colloca certamente fra gli eventi imperdibili dell’intero panorama regionale. A detta degli organizzatori, il festival si pone quest'anno uno scopo ambizioso e ben preciso: quello di contribuire fortemente alla destagionalizzazione dei flussi turistici, soprattutto provenienti dall’estero, verso un territorio, quello cimentano, che offre tutte le opportunità di vivere esperienze di viaggio indimenticabili in qualsiasi periodo dell’anno.
Quella del volo in aerostato è una esperienza certamente coinvolgente e che stuzzica le fantasie di grandi e piccini che hanno anche quest’anno la possibilità di sorvolare un luogo, il Parco Archeologico pestano, di grande fascino e bellezza, vivendo in tal modo emozioni e sensazioni difficilmente ripetibili altrove.
Durante la conferenza stampa del 24 settembre a Palazzo Sant’Agostino, sede della Provincia di Salerno, presenti tra gli altri il sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri e il presidente dell’associazione "Vivere Paestum", Michele Torlo, si è dato ufficialmente il via a questa XI edizione del Festival delle Mongolfiere che come ogni anno si tiene nel meraviglioso pianoro del Parco Archeologico di Paestum.
L’accesso allo spazio destinato alle mongolfiere avviene in un area ricadente all’interno dell’antica cinta muraria pestana attraverso un ticket del costo di 2 euro.
Per ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito www.viverepaestum.it o al numero 333-5601504.
Festival delle Mongolfiere Parco Archeologico di Paestum

Giornate Europee del Patrimonio 2019 al Parco Archeologico di Paestum

Apertura straordinaria serale, visite guidate, laboratori, depositi e molto altro ancora per le Giornate Europee del Patrimonio al Parco Archeologico di Paestum

21 e 22 settembre 2019
Sabato 21 settembre dalle ore 19:00 ingresso a € 1,00

 

Anche quest’anno il MiBACT aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio, manifestazione promossa dal 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea con l’intento di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra le Nazioni europee. Il tema conduttore di questa edizione è “Un due tre… Arte! – Cultura e intrattenimento”.

E mentre fervono i preparativi per la mostra “Poseidonia città d’acqua. Archeologia e cambiamenti climatici”, che aprirà al pubblico il prossimo 4 ottobre anche con una installazione di video-mapping sul tempio di Nettuno, questo fine settimana tante iniziative sono in programma.

SABATO 21 SETTEMBRE

* Museo aperto dalle ore 8:30 fino alle 22.30 (chiusura biglietteria 21:50)

* Area archeologica aperta dalle ore 8:30 fino alle 22:30 (chiusura biglietteria 21:50); dalle ore 19:30 la visita all’area si limita ESCLUSIVAMENTE al Santuario Meridionale (Tempio di Nettuno e Basilica)

DALLE ORE 19:00 COSTO DEL BIGLIETTO PER MUSEO E AREA ARCHEOLOGICA € 1,00

* alle ore 9:30, 11:30, 15:00, 16:00 e 17:00, visite guidate ai "tesori nascosti" nei sotterranei del Museo: un’occasione unica per accedere ai depositi, dove sono conservate opere mai esposte: un dietro le quinte di un grande museo archeologico con restauratori, archeologi e tecnici al lavoro. Per ogni visita è prevista la partecipazione di massimo 25 persone; l’appuntamento è alla biglietteria del Museo. La prenotazione può essere effettuata al numero 0828 811023 o via mail all’indirizzo: pae.fruizione@beniculturali.it

Costo biglietto per visita ai depositi: € 1,00 da aggiungere al costo del biglietto di ingresso al Parco.

* alle ore 10:00 e alle ore 16:00 “PAESTUM PER TUTTI – Architetture senza barriere”: gli assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza del Parco Archeologico di Paestum guideranno GRATUITAMENTE i visitatori, attraverso un percorso senza barriere architettoniche, nell’area del Santuario Meridionale. Si accederà all’interno dei templi meglio conservati al mondo e si avrà la possibilità di ammirare la città antica e il paesaggio circostante da una prospettiva molto più suggestiva. Grazie al percorso senza barriere si potrà accedere anche all’interno della cd. Basilica, il tempio più antico di Paestum.

L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso al Parco, nel biglietto annuale Paestum Mia e nella card Adotta un blocco. L’appuntamento è alla biglietteria di Porta Principale, di fronte alTempio di Nettuno.

 

* alle ore 11:00 nel Museo “Paestum Viva”, laboratorio gratuito dedicato ai suoni e alle musiche dell’antichità. Un incontro di un'ora dove bambini e ragazzi possono sperimentare gli strumenti della natura e della preistoria, dalle pietre sonore fino alla mitica cithara greca.

L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso al Parco, nel biglietto annuale Paestum Mia e nella card Adotta un blocco.

Il laboratorio si ripete dal giovedì alla domenica alle ore 11:00 presso il Museo.

 

DOMENICA 22 SETTEMBRE

Museo e area archeologica aperti dalle ore 8:30 fino alle 19.30 (chiusura biglietteria 18:50)

* alle ore 9:30, 11:30, 15:00, 16:00 e 17:00 visite guidate ai "tesori nascosti" nei sotterranei del Museo: un’occasione unica per accedere ai depositi, dove sono conservate opere mai esposte: un dietro le quinte di un grande museo archeologico con restauratori, archeologi e tecnici al lavoro. Per ogni visita è prevista la partecipazione di massimo 25 persone; l’appuntamento è alla biglietteria del Museo. La prenotazione può essere effettuata al numero 0828 811023 o via mail all’indirizzo: pae.fruizione@beniculturali.it

Costo biglietto per visita ai depositi: € 1,00 da aggiungere al costo del biglietto di ingresso al Parco

 

* alle ore 10:00 e alle ore 16:00 “PAESTUM PER TUTTI – Architetture senza barriere”: gli assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza del Parco Archeologico di Paestum guideranno GRATUITAMENTE i visitatori, attraverso un percorso senza barriere architettoniche, nell’area del Santuario Meridionale. Si accederà all’interno dei templi meglio conservati al mondo e si avrà la possibilità di ammirare la città antica e il paesaggio circostante da una prospettiva molto più suggestiva. Grazie al percorso senza barriere si potrà accedere anche all’interno della cd. Basilica, il tempio più antico di Paestum. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso al Parco, nel biglietto annuale Paestum Mia e nella card Adotta un blocco. L’appuntamento è alla biglietteria di Porta Principale, di fronte al Tempio di Nettuno.

 

* alle ore 10:00 e alle ore 11:30 Laboratori del Gusto con Slow Food Cilento dedicati “Alla ricerca degli ortaggi dimenticati”. Parteciperanno all’incontro tre appassionati ricercatori della memoria gastronomica tradizionale del territorio cilentano. Salvatore Gasparro da Monte San Giacomo, Angelo Campagna da Controne e Carmela Baglivi cuoca cilentana.

La partecipazione è prevista per gruppi per un massimo di 20 partecipanti.

Prenotazione obbligatoria entro le ore 12:00 di sabato 21settembre.

Costo del laboratorio: € 3,00 che ogni partecipante dovrà aggiungere al biglietto d’ingresso al Museo e all’area archeologica o al biglietto annuale PaestumMia.

Info e prenotazioni: info@slowfoodcilento.it tel 3394758553

I laboratori del Gusto si terranno ogni quarta domenica del mese.

 

* alle ore 11:00 nel Museo “Paestum Viva”, laboratori gratuitidedicato ai suoni e alle musiche dell’antichità. Un incontro di un'ora dove bambini e ragazzi possono sperimentare gli strumenti della natura e della preistoria, dalle pietre sonore fino alla mitica cithara greca.

Il laboratorio si ripete dal giovedì alla domenica alle ore 11:00 presso il Museo.

 

 

EVENTI IN PROGRAMMA: dal 4 ottobre 2019 al 31 gennaio 2020 mostra “Poseidonia città d’acqua. Archeologia e cambiamenti climatici”.

 

 

Testo e immagine da Ufficio Stampa Parco Archeologico di Paestum

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Scoperto frammento di scultura nel santuario di Athena

Il rinvenimento di una testa tardo-arcaica in pietra nel santuario di Athena, durante la campagna di scavo 2019 dell’Università degli Studi di Salerno, è l’ultima sorpresa riservata agli archeologi dal sito di Paestum.
Nei primissimi giorni di scavo, gli archeologi diretti da Fausto Longo hanno riportato alla luce un volto posto di tre quarti; il materiale pare sia lo stesso con il quale furono realizzati alcuni elementi decorativi del tempio di Athena. Il fatto che la superficie posteriore del reperto si presenti non rifinita conduce gli studiosi a ritenere che si possa trattare di un frammento di una lastra architettonica, forse una metopa; sarebbe la prima recuperata nel santuario della dea guerriera.

Testa dal santuario di Athena

“La scoperta del frammento è la dimostrazione che a Paestum c’è ancora tanto da indagare e da scoprire sulla storia di questa città – dichiara il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel – Finora la scultura in pietra da Paestum è nota soprattutto dal santuario di Hera alla Foce del Sele, ma non è detto che il quadro non possa cambiare in futuro, anche perché sappiamo che il tempio cosiddetto ‘Basilica’ con molta probabilità aveva metope scolpite: dovevano essere un centinaio, di cui finora non abbiamo traccia. La scoperta dei colleghi salernitani riapre la questione anche per il santuario di Athena”.
Questo rinvenimento si inquadra in un più ampio progetto di studi sul santuario di Athena volto a indagare l’area sacra, in particolare le fasi più antiche. “Per nostra fortuna non tutto il santuario è stato scavato negli anni ‘20 e ‘30 ed esistono ancora aree intatte da indagare – dichiara Fausto Longo, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Salerno – Anche quest’anno, l’équipe di ricerca salernitana sta scavando l’edificio sud-est al quale erano state attribuite le terrecotte architettoniche esposte nel Museo, tra i documenti più antichi provenienti da questa zona dell’area archeologica”.
Tutti i giorni sarà possibile visitare lo scavo in corso. L’appuntamento è dal lunedì al venerdì, dalle 12:00 alle 12:30, per poter osservare gli archeologi al lavoro e dialogare sui temi dell’archeologia e della ricerca archeologica di Paestum.


Paestum in un futuro senza di noi? Ultime prove per la mostra che racconta i disastri ambientali futuri scavando nel passato remoto

Quale sarà il futuro della memoria in un mondo segnato dalle catastrofi ambientali e dai cambiamenti climatici? La mostra “Poseidonia città d’acqua: archeologia e cambiamenti climatici”, che aprirà il 4 ottobre 2019 al Parco Archeologico di Paestum, gira intorno a questa domanda agghiacciante – ma anche stimolante se inquadrata in una prospettiva di speranza e responsabilità.

Unendo archeologi, scienziati, scrittori e artisti contemporanei, la mostra, a cura di Paul CarterAdriana  Rispoli Gabriel Zuchtriegel, racconterà la storia del territorio di Paestum, la greca Poseidonia, attraverso il rapporto tra gli uomini e l’ambiente, in particolare il mare. Fondamentali per l’elaborazione del tema della mostra saranno le proiezioni sui cambiamenti climatici e ambientali che potrebbero investire la Piana del Sele nei prossimi 100 anni, elaborate dal Centro di Studi sui Cambiamenti Climatici nel Mediterraneo. Inoltre, in questi giorni si sono svolte con successo le prove tecniche per il video-mapping sul Tempio di Nettuno dell’artista napoletana Alessandra Franco che andrà in scena nell’ambito della mostra. Archeologia, arte e scienza: tutti uniti nel tentativo di sensibilizzare il pubblico su di un tema cruciale.

Poseidonia. Statere incuso

“Dopo le previsioni preoccupanti pubblicate da parte di scienziati di tutto il mondo, è la prima mostra che integra il discorso sui cambiamenti climatici con una prospettiva storica e archeologica –  spiegano il direttore di Paestum Gabriel Zuchtriegel e il co-curatore anglo-australiano Paul Carter, autore di Turbulence: Climate Change and the Design of Complexity – l’obiettivo è di attirare l’attenzione su una storia caratterizzata dall’espansione imperialistica, dall’asservimento coloniale, da sostanziali e insostenibili cambiamenti ambientali e, soprattutto, dalla capacità delle società umane di comprendere cambiamenti imprevisti, adattarsi e ricostruirsi. Vogliamo mostrare la rilevanza del passato per il futuro: la nostra responsabilità come custodi del patrimonio culturale è la costante reinterpretazione delle realizzazioni passate alla luce di ciò che conosciamo e di cui facciamo esperienza nel presente”.

Tra i protagonisti del progetto e del corposo catalogo, oltre a archeologi, storici e scienziati, c’è anche Andrea Marcolongo, autrice di “Una lingua geniale: 9 ragioni per amare il greco” e “La misura eroica”. Nel suo contributo la scrittrice evidenzia le ragioni per le quali Poseidonia, la città di Poseidone, dio del mare, è un luogo speciale per affrontare la storia del clima e dell’ambiente: “Prima ancora di essere associato agli oceani, Poseidone era il dio chiamato da Omero ed Esiodo gaiéochos, ‘colui che feconda la terra’, oppure ennosìgaion, ‘colui che la stessa terra scuote con i terremoti’. Ecco il primo dei paradossi - saranno moltissimi, tutti affascinanti - che s’incontrano ripercorrendo a ritroso la storia della divinità che diede il nome alla città di Poseidonia, fondata da coloni greci giunti in nave da Sibari intorno al 600 a.C.”.

Installazione di Alessandra Franco

L’idea della mostra, che è co-finanziata dalla Regione Campania e comprende anche la realizzazione di vetrine cilindriche che con la loro forma richiamano l’installazione dedicata alla Tomba del Tuffatore di Carlo Alfano, è nata nel 2018 da una visita di Zuchtriegel alla Galleria Nazionale di Roma, la cui direttrice Cristiana Collu fa parte anche del comitato scientifico della mostra. “Quando vidi il quadro di Federico Cortese ‘Ruderi di un mondo che fu…’, realizzato nel 1892, che mostra i templi di Paestum sott’acqua, mi venne in mente uno studio recentemente pubblicato su Nature Communications, nel quale si prospettano danni gravi causati dall’alzamento del livello del mare e dall’erosione di costa in 42 su 49 siti UNESCO intorno al Mediterraneo analizzati dagli autori, tra cui Paestum” – racconta Zuchtriegel. Il quadro sarà l’unica opera prestata in mostra, mentre gli altri oggetti provengono dalle collezioni di Paestum; in parte si tratta di oggetti mai esposti prima.

Info:

Titolo: “Poseidonia città d’acqua: archeologia e cambiamenti climatici”

Date: 4 ottobre 2019 – 31 gennaio 2020

Luogo: Museo Archeologico Nazionale di Paestum

Tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle ore 8:30 alle ore 19.30 (ultimo biglietto 18:50).

La visita alla mostra è inclusa nel biglietto di ingresso al sito, nel biglietto annuale Paestum Mia e nella card Adotta un blocco.

Sito web: http://poseidonia-citta-dacqua.eu/


Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

La XXII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico  a Paestum dal 14 al 17 novembre

La XXII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico
a Paestum dal 14 al 17 novembre

Borsa Mediterranea del Turismo ArcheologicoLa XXII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si svolgerà a Paestum presso il Centro Espositivo Savoy Hotel, la Basilica, il Museo Nazionale, il Parco Archeologico da giovedì 14 a domenica 17 novembre 2019.
Obiettivo dell’iniziativa è promuovere i siti e le destinazioni di richiamo archeologico, favorire la commercializzazione, contribuire alla destagionalizzazione e incrementare le opportunità economiche. Da sottolineare, inoltre, lo sviluppo della cooperazione tra i popoli che l’evento persegue con la presenza annuale di Paesi non solo del Mediterraneo e attraverso il confronto e lo scambio di esperienze con la partecipazione di 300 relatori, 100 giornalisti accreditati, 120 operatori dell’offerta e lo svolgimento di 60 tra conferenze e incontri.

Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

12 EVENTI UNICI AL MONDO TUTTI IN UNA BORSA


SALONE ESPOSITIVO


La Borsa, con i suoi 100 espositori di cui 25 Paesi esteri (presente per la prima volta l’Agenzia di Strategia Turistica delle Isole Baleari), è sede del più grande Salone espositivo al mondo dedicato al patrimonio archeologico: luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati all’archeologia e al turismo e occasione di incontro per addetti ai lavori, operatori turistici e culturali, viaggiatori, appassionati, mondo scolastico e universitario.

WORKSHOP 

Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico
Il Workshop è un’opportunità di business tra la domanda e l’offerta del turismo culturale: gli operatori potranno incontrare buyer selezionati dall’ENIT provenienti da 8 Paesi Europei (Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, Spagna, Svizzera) e, per la prima volta, un tour operator australiano specialista di viaggi culturali in Europa per College e High School.
Inoltre, nell’intento di favorire l’incontro anche con la domanda nazionale, la Borsa ha invitato i tour operator impegnati nella promozione delle destinazioni turistico-archeologiche italiane a partecipare al Workshop nell’ambito della nuova sezione ArcheoIncoming.


LE SEZIONI


ArcheoExperience, Laboratori di Archeologia Sperimentale per la divulgazione delle tecniche utilizzate dall’uomo nel realizzare i manufatti di uso quotidiano.
ArcheoIncoming, spazio espositivo e Workshop con protagonisti i tour operator che promuovono le destinazioni italiane per sviluppare l’incoming del turismo archeologico.
ArcheoIncontri, per conferenze stampa e presentazioni di progetti culturali e di sviluppo territoriale.
ArcheoLavoro, orientamento post diploma e post laurea con presentazione dell’offerta formativa a cura delle Università presenti nel Salone.
ArcheoStartUp, per la prima volta in collaborazione con l’Associazione Startup Turismo che riunisce le migliori realtà che offrono nuovi prodotti e servizi digitali nei settori del turismo e della cultura. 


ArcheoVirtual, l’innovativa mostra internazionale di tecnologie multimediali, interattive e virtuali in collaborazione con ITABC Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del CNR.
Conferenze, nelle quali Organizzazioni Governative e di Categoria, Istituzioni ed Enti Locali, Associazioni Culturali e Professionali si confrontano su promozione del turismo culturale, valorizzazione, gestione e fruizione del patrimonio.
Incontri con i Protagonisti, nei quali il grande pubblico interviene con i più noti Divulgatori culturali, Archeologi, Soprintendenti, Direttori di Musei, Docenti Universitari, Giornalisti.
International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, il Premio alla scoperta archeologica dell’anno intitolato all’archeologo di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio. Le cinque scoperte archeologiche del 2018 candidate alla vittoria della quinta edizione del Premio sono:
- Bulgaria: nel Mar Nero il più antico relitto intatto del mondo
- Egitto: a Saqqara a sud del Cairo un antico laboratorio di mummificazione
- Giordania: nel Deserto Nero il pane più antico del mondo
- Italia: l’iscrizione e le dimore di pregio scoperte a Pompei
- Svizzera: la più antica mano in metallo trovata in Europa
Premi “Antonella Fiammenghi” e “Paestum Archeologia”
, assegnati rispettivamente a laureati con tesi sul turismo archeologico e a personalità impegnate a favore dell’archeologia e del dialogo interculturale.

ALLA BMTA CON ARCHEOTRENO

Oltre alla rinnovata partnership con Trenitalia, vettore ufficiale, che riserverà ai visitatori il 30% di sconto, nei giorni della Borsa sarà disponibile per la prima volta il servizioArcheoTreno, a cura della Fondazione FS Italiane, che permetterà di raggiungere Paestum da Napoli e Salerno a bordo di un treno storico composto dalle “Centoporte” carrozze degli anni ’30 e dalle “Corbellini” carrozze degli anni ’50, trainate da una locomotiva elettrica degli anni ’60 in livrea d’origine.



I RELATORI AD OGGI DELLA XXII EDIZIONE

Paolo Attanasio Direttore Divisione Passeggeri Long Haul Trenitalia
Gabriella Battaini-Dragoni Vice Segretario Generale del Consiglio d’Europa
Mounir Bouchenaki Consigliere Speciale del Direttore Generale UNESCO
Gerardo Capozza Segretario Generale ACI Automobile Club d’Italia
Caterina Cittadino Capo Dipartimento Turismo MIPAAFT Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo
Mauro Febbo Coordinatore Commissione Turismo e Industria alberghiera della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e Assessore Attività produttive, Turismo, Beni e attività culturali e di spettacolo Regione Abruzzo
Alessandro Garrisi Presidente ANA Associazione Nazionale Archeologi
Gianfranco Gazzetti Direttore Nazionale Gruppi Archeologici d’Italia
Maria Annunziata Giaconia Direttore Divisione Passeggeri Regionale Trenitalia
Renzo Iorio Presidente Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo di Confindustria e Amministratore Delegato Nugo SpA
Franco Iseppi Presidente Touring Club Italiano
Ivana Jelinic Presidente FIAVET Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo di Confturismo Confcommercio
Antonino La Spina Presidente Nazionale UNPLI Unione Nazionale Pro Loco d’Italia
Mara Manente Direttore CISET Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica Università Ca’ Foscari Venezia
Massimo Osanna Direttore Generale Parco Archeologico di Pompei
Giorgio Palmucci Presidente ENIT Agenzia Nazionale del Turismo
Taleb Rifai già Segretario Generale UNWTO
Alfonsina Russo Direttore Parco Archeologico del Colosseo
Ken Smith Presidente Council for British Archaeology

Testo e immagini dall'Ufficio Stampa Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico


Le scoperte della Regio V candidano Pompei al premio della BMTA di Paestum

Tra le splendide scoperte candidate all’International Archaeological Discovery Award "Khaled al-Asaad"  vi sono anche quelle della Regio V di Pompei. Due dimore di particolare pregio con decorazioni raffinate, la Casa con Giardino e la Casa di Giove e l’iscrizione a carboncino su una parete che collocherebbe la data dell’eruzione del Vesuvio ad ottobre e non ad agosto del 79 d.C. hanno portato l’Italia a sfidare le rivali straniere nel prestigioso premio che a novembre verrà consegnato a Paestum in occasione della XXII edizione della BMTA.

Italia, dimore di pregio scoperte a Pompei_Quadretto idillico Casa a Nord del giardino
Italia, dimore di pregio scoperte a Pompei_Quadretto idillico Casa a Nord del giardino

La casa di Giove, così chiamata dopo il ritrovamento di un affresco raffigurante il padre degli dei nel larario del giardino, fu parzialmente scavata nell’Ottocento e al momento dell’eruzione era in corso di ristrutturazione. Lo scavo ha restituito la struttura di una dimora con atrio centrale, circondato da ambienti decorati con ingresso lungo il Vicolo dei Balconi e sul fondo uno spazio aperto su cui si affacciano tre ambienti. La particolarità di alcuni ambienti e dell’atrio sta, con stupore, nella ricca decorazione in I stile pompeiano (II secolo a.C.) con riquadri in stucco imitanti lastre marmoree policrome e cornici con modanature dentellate. È probabile che il proprietario non abbia cambiato appositamente la tipologia decorativa mantenendo volutamente il primo stile che via via era stato sostituito in altre dimore da pitture più moderne. Ma è la Casa con Giardino ad aver incuriosito più di tutti proprio per l’iscrizione rinvenuta sulla parete di un ambiente. Sappiamo che si tratta di un’iscrizione a carboncino il cui testo è stato tradotto ed interpretato, vista la difficoltà paleografica, dall’epigrafista e pompeianista Antonio Varone.

XVI (ante) K (alendas) Nov (embres) in[d]ulsit pro masuri esurit[ioni]

Secondo quanto riportato, questa data sarebbe la “prova” che l’eruzione avvenne in autunno perché, trattandosi di carboncino, fragile ed evanescente, questo non avrebbe potuto resistere a lungo nel tempo, ed è quindi probabile che la scritta sia stata realizzata una settimana prima della presunta data dell’eruzione che si sposta così ad ottobre.

La Casa con Giardino prende il nome dal ritrovamento di un ampio spazio aperto con portico, all’interno del quale sono state rinvenute tracce vegetali che, dopo accurate analisi paleobotaniche, stanno fornendo un quadro completo delle specie presenti nel giardino al momento dell’eruzione. Anche questo edificio fu interessato da scavi antichi, i cunicoli lo confermerebbero, tuttavia la maggior parte degli ambienti e degli apparati decorativi si sono mantenuti in buone condizioni e presentano tracce di lavori in corso al momento dell’eruzione. L’ingresso principale dell’abitazione si affacciava su vicolo dei Balconi. Lo stretto ingresso immetteva su un atrio, a sua volta comunicante con un portico aperto sul giardino e sostenuto da colonne in muratura poggianti su una zoccolatura riccamente decorata da affreschi su fondo nero raffiguranti piante fiorite. In una stanza con apertura sul portico e che a differenza di altre ha resistito alla prima fase dell’eruzione (quella con la caduta dei lapilli), per poi essere distrutta e riempita dal materiale piroclastico, sono stati rinvenuti i resti scheletrici di cinque fuggiaschi che evidentemente avevano cercato riparo nella stanza più interna della casa.

Venere e Adone dalla Regio V di Pompei

Le indagini hanno rivelato la presenza di fori sulle pareti, cunicoli forse antecedenti alle ricerche ufficiali del 1748 che hanno causato uno sconvolgimento degli scheletri intercettati. Portico e pareti di affaccio sull’atrio presentano una ricca decorazione. In particolare, una stanza ha restituito al centro della parete un quadretto con scena idilliaco sacrale in un ambiente boschivo. L’ambiente adiacente, invece, era decorato con megalografie. In una si riconosce Venere con una figura maschile (Paride o Adone) e con Eros, mentre in un altro riquadro la dea della bellezza e dell’amore è raffigurata mentre pesca insieme ad Eros. Sempre in questo ambiente vi è anche un raffinato ritratto femminile, forse la domina della casa.

Ad arricchire ulteriormente i tesori già scoperti, anche un affresco raffigurante il mito di Leda e il cigno, rappresentato in un affresco rinvenuto in un cubicolo (stanza da letto) di una casa di via del Vesuvio. La scena erotica rappresenta il congiungimento tra Giove, trasformatosi in cigno, e Leda, moglie di Tindaro, re di Sparta. Il ritrovamento è estremamente particolare per la fattura del soggetto “diverso da tutti gli altri fino ad oggi ritrovati in altre case” per l’iconografia decisamente sensuale.

Leda e il Cigno dalla Regio V di Pompei

L’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” è l’unico riconoscimento mondiale dedicato agli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.

Il Direttore della Borsa Ugo Picarelli e il Direttore di Archeo Andreas Steiner hanno condiviso questo cammino in comune, consapevoli che “le civiltà e le culture del passato e le loro relazioni con l’ambiente circostante assumono oggi sempre più un’importanza legata alla riscoperta delle identità, in una società globale che disperde sempre più i suoi valori”. Il Premio, dunque, si caratterizza per divulgare uno scambio di esperienze, rappresentato dalle scoperte internazionali, anche come buona prassi di dialogo interculturale.

La Cerimonia di Consegna si svolgerà venerdì 15 novembre in occasione della XXII BMTA, a Paestum dal 14 al 17 novembre 2019.

Inoltre, sarà attribuito online uno “Special Award” alla scoperta archeologica che avrà ricevuto il maggior consenso dal grande pubblico attraverso la pagina Facebook della Borsa dal 17 giugno al 30 settembre.

Le cinque scoperte archeologiche del 2018 candidate per la vittoria della quinta edizione sono:

  • Bulgaria: nel Mar Nero il più antico relitto intatto del mondo;
  • Egitto: a sud del Cairo un laboratorio di mummificazione;
  • Giordania: il pane più antico del mondo;
  • Italia: iscrizione e dimore di pregio scoperte a Pompei;
  • Svizzera: la più antica mano in metallo ritrovata in Europa.

Svizzera, la più antica mano in metallo trovata in Europa_1

Una mano in bronzo scoperta in Svizzera

Il mistero di una mano in bronzo che gli archeologi svizzeri definiscono la più antica rappresentazione in metallo di una parte del corpo umano mai trovata in Europa si candida ad essere una delle cinque scoperte dell'International Archaeological Discovery Award indetto per il quinto anno dalla BMTA di Paestum.

Il raro manufatto risale all’Età del Bronzo e potrebbe essere stato utilizzato per scopi rituali. L’oggetto risale a 3.500 anni fa e riproduce una mano in bronzo, leggermente più piccola del vero, dal peso di circa di mezzo chilo. Alla vista, presenta una sorta di polsino in oro e una cavità interna; gli studiosi pensano si potesse montare su un bastone o addirittura su una statua. Il rinvenimento dell’oggetto è stato del tutto casuale e risale al 2017 nei pressi di Bienne, nella zona occidentale del cantone di Berna, ad opera di alcuni cacciatori di tesori che stavano utilizzando un metal detector per le loro ricerche. La mano è stata consegnata immediatamente alle autorità locali assieme ad un pugnale di bronzo e ad alcune ossa. La datazione del reperto al radiocarbonio e nello specifico di una piccola porzione di colla organica usata per attaccare una laminetta in oro ha permesso di collocare l’oggetto ad una fase molto antica risalente all’età del bronzo medio e quindi tra il 1.500 – 1.400 a.C.

Svizzera, la più antica mano in metallo trovata in Europa_1
Svizzera, la più antica mano in metallo trovata in Europa_1

Gli studiosi hanno così deciso di ispezionare la zona e ad approfondire le ricerche tramite uno scavo archeologico. Questo ha infatti portato all’individuazione di una tomba gravemente danneggiata, situata su un altopiano che domina il Lago di Bienne, vicino al villaggio di Preles. Nella sepoltura, il team guidato da Schaer, ha scoperto le ossa di un uomo di mezza età, una lunga spilla di bronzo, una spirale di bronzo forse utilizzata come ferma capelli e frammenti di una lamina d’oro coincidenti con quella che decora il polsino della mano di bronzo. Tra i reperti recuperati anche un dito della mano, segno che la posizione originaria del reperto era all’interno della sepoltura.

Gli oggetti metallici nelle sepolture dell’età del bronzo sono rari e ancora più raro l’oro e quindi la scoperta è unica in Europa e forse anche oltre i confini europei.

L’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” è l’unico riconoscimento mondiale dedicato agli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.

Il Direttore della Borsa Ugo Picarelli e il Direttore di Archeo Andreas Steiner hanno condiviso questo cammino in comune, consapevoli che “le civiltà e le culture del passato e le loro relazioni con l’ambiente circostante assumono oggi sempre più un’importanza legata alla riscoperta delle identità, in una società globale che disperde sempre più i suoi valori”. Il Premio, dunque, si caratterizza per divulgare uno scambio di esperienze, rappresentato dalle scoperte internazionali, anche come buona prassi di dialogo interculturale.

La Cerimonia di Consegna si svolgerà venerdì 15 novembre in occasione della XXII BMTA, a Paestum dal 14 al 17 novembre 2019.

Inoltre, sarà attribuito online uno “Special Award” alla scoperta archeologica che avrà ricevuto il maggior consenso dal grande pubblico attraverso la pagina Facebook della Borsa dal 17 giugno al 30 settembre.

Le cinque scoperte archeologiche del 2018 candidate per la vittoria della quinta edizione sono:

  • Bulgaria: nel Mar Nero il più antico relitto intatto del mondo;
  • Egitto: a sud del Cairo un laboratorio di mummificazione;
  • Giordania: il pane più antico del mondo;
  • Italia: iscrizione e dimore di pregio scoperte a Pompei;
  • Svizzera: la più antica mano in metallo ritrovata in Europa.

Bulgaria, nel Mar Nero il più antico relitto intatto del mondo

Il Mar Nero restituisce un relitto di 2400 anni fa

A 2 km di profondità nel mar Nero, al largo della costa della Bulgaria, gli archeologi hanno ritrovato un relitto rimasto incredibilmente intatto dopo 2.400 anni. La nave di legno si compone di elementi strutturali, fra cui l’albero e i banchi per i rematori, che prima di questa scoperta non erano mai stati trovati in altri esemplari, attestando così il relitto bulgaro come uno dei più completi ritrovati sino ad oggi. La scoperta è stata annunciata lo scorso anno dagli esperti del Black Sea Maritime Archaeology Project che nel corso di varie esplorazioni nel Mar Nero durate tre anni hanno già scoperto più di 60 relitti storici.

La nave raggiunge una lunghezza di circa 23 metri ed è stata attentamente documentata grazie ad un sottomarino a comando remoto dotato di telecamere. Un piccolo frammento di relitto è stato analizzato con il metodo del radiocarbonio ed è databile al V secolo a.C., epoca in cui le poleis greche avevano intensi e proficui rapporti commerciali lungo il Mediterraneo e con le coste del Mar Nero. Dalle immagini acquisite, inoltre, l’imbarcazione appare simile a quelle riprodotte su molti vasi greci.

Bulgaria, nel Mar Nero il più antico relitto intatto del mondo
Bulgaria, nel Mar Nero il più antico relitto intatto del mondo

L’eccezionale stato di conservazione si deve alla composizione chimica dell’acqua, piuttosto insolita, e alla mancanza di ossigeno al di sotto dei 180 metri di profondità che ha così permesso la conservazione della nave che ha appunto circa 2.400 anni. Questo stato chimico dell’acqua, cioè privo di ossigeno, ha  evitato il decadimento degli organici e così la conservazione dopo tutti questi secoli.

L’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” è l’unico riconoscimento mondiale dedicato agli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.

Il Direttore della Borsa Ugo Picarelli e il Direttore di Archeo Andreas Steiner hanno condiviso questo cammino in comune, consapevoli che “le civiltà e le culture del passato e le loro relazioni con l’ambiente circostante assumono oggi sempre più un’importanza legata alla riscoperta delle identità, in una società globale che disperde sempre più i suoi valori”. Il Premio, dunque, si caratterizza per divulgare uno scambio di esperienze, rappresentato dalle scoperte internazionali, anche come buona prassi di dialogo interculturale.

La Cerimonia di Consegna si svolgerà venerdì 15 novembre in occasione della XXII BMTA, a Paestum dal 14 al 17 novembre 2019.

Inoltre, sarà attribuito online uno “Special Award” alla scoperta archeologica che avrà ricevuto il maggior consenso dal grande pubblico attraverso la pagina Facebook della Borsa dal 17 giugno al 30 settembre.

Le cinque scoperte archeologiche del 2018 candidate per la vittoria della quinta edizione sono:

  • Bulgaria: nel Mar Nero il più antico relitto intatto del mondo;
  • Egitto: a sud del Cairo un laboratorio di mummificazione;
  • Giordania: il pane più antico del mondo;
  • Italia: iscrizione e dimore di pregio scoperte a Pompei;
  • Svizzera: la più antica mano in metallo ritrovata in Europa.

The stone-made semi-sunken structure from Shubayqa 1 (photo by Alexis Pantos)

In Giordania il pane più antico del mondo

Nel deserto della Giordania e precisamente a Shubayqa 1, nel nord-est del paese, un gruppo di ricercatori dell’Università di Copenaghen, dell’Università di Cambridge e l’University College London (UCL) ha scoperto il pane più antico mai ritrovato sino ad oggi.

Si tratta di una focaccia carbonizzata di pane azzimo che ha circa 14 mila anni. I nostri antenati, ancora prima dell’avvento dell’agricoltura collocata 4.000 anni dopo, impastavano e cucinavano e si ritiene che, grazie al consumo del pane, le popolazioni iniziassero a coltivare le piante necessarie per il consumo.

Dalle analisi al microscopio elettronico è emerso che la focaccia era composta da cereali selvatici che prima di essere cotti furono macinati, setacciati e impastati. Questo alimento sarebbe stato prodotto dai cosiddetti Natufiani, una popolazione di cacciatori- raccoglitori perlopiù sedentari che, proprio per la difficoltà nel reperire le materie prime, cucinava questo tipo di alimento solo per eventi importanti.

The stone-made semi-sunken structure from Shubayqa 1 (photo by Alexis Pantos)

L’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” è l’unico riconoscimento mondiale dedicato agli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.

Il Direttore della Borsa Ugo Picarelli e il Direttore di Archeo Andreas Steiner hanno condiviso questo cammino in comune, consapevoli che “le civiltà e le culture del passato e le loro relazioni con l’ambiente circostante assumono oggi sempre più un’importanza legata alla riscoperta delle identità, in una società globale che disperde sempre più i suoi valori”. Il Premio, dunque, si caratterizza per divulgare uno scambio di esperienze, rappresentato dalle scoperte internazionali, anche come buona prassi di dialogo interculturale.

La Cerimonia di Consegna si svolgerà venerdì 15 novembre in occasione della XXII BMTA, a Paestum dal 14 al 17 novembre 2019.

Inoltre, sarà attribuito online uno “Special Award” alla scoperta archeologica che avrà ricevuto il maggior consenso dal grande pubblico attraverso la pagina Facebook della Borsa dal 17 giugno al 30 settembre.

Le cinque scoperte archeologiche del 2018 candidate per la vittoria della quinta edizione sono:

  • Bulgaria: nel Mar Nero il più antico relitto intatto del mondo;
  • Egitto: a sud del Cairo un laboratorio di mummificazione;
  • Giordania: il pane più antico del mondo;
  • Italia: iscrizione e dimore di pregio scoperte a Pompei;
  • Svizzera: la più antica mano in metallo ritrovata in Europa.